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Milano, Direzione del Movimento Futurista (A. Taveggia), 1912 (11 ago.). 4°, cm. 29x23, , pp. [4]. Ottima copia. Edizione originale.
290x230 mm, un bifolio per pp. [4]. Prima edizione in francese, uscita in contemporanea a quella italiana. Cfr. Tonini. I manifesti, 51.2
in-8, pp. 24, broch. edit. Edizione originale in volume. Pubblicato per la prima volta sulla rivista "Poesia" n. 7/8/9 (1909). ''L'impulso all'allegoria si manifesta ancor più chiaramente in Uccidiamo il Chiar di Luna!, secondo -proclama di guerra- futurista e capolavoro forse della marinettiana ''arte di far manifesti''. L'affabulazione è ancor più ricca e movimentata, i simboli più pregnanti e rilevanti, più sapiente lo stile''. (cfr. De Maria 1982, pp. XXIV.) Perfetto esemplare, raro.. Cammarota n. 29. Salaris, p. 45..
Prima edizione, prima tiratura. Ottimo esemplare. Oltre alla «lettera aperta» al capo del fascismo (apparsa sull’«Impero» del 25 aprile 1923), nel foglio presente il manifesto «L'Inegualismo», a firma del solo Marinetti (uscito come «Ad ogni uomo, ogni giorno un mestiere diverso! Inegualismo e artecrazia» sul «Resto del Carlino» del 1° novembre 1922, quindi in francese su «Noi» n. 5, agosto 1923). In calce all’ultima pagina, reclame de «LA GRANDE SALA FUTURISTA | DEPERO | ... e la Sala trentina Depero ... alla Mostra internazionale d’arte di Monza», ovvero la Prima Biennale tenutasi dal 19 maggio al 31 ottobre 1923. Tonini, I manifesti del futurismo italiano, nn. 177 e 182 (non specifica la tiratura e registra solo la seconda)
Prima edizione, seconda tiratura. Ottimo esemplare. Manifesto lanciato contemporaneamente su Roma futurista II.7 (16 febbraio ’19) e Dinamo I.1 (febbraio ’19), poi uscito in forma autonoma in un’edizione con due tirature diverse nella pubblicità al verso. Cfr. Caffeina dell’Europa, p. 25, che ben dettaglia l’intricata vicenda editoriale, e ivi n. 99 (da cui ci discostiamo solo per la datazione) per questa seconda tiratura, che cambia il testo in diversi punti e aggiunge al verso: disegno della bandiera futurista (in bianco e nero con in colori scritti) ed elenco delle Edizioni futuriste di «Poesia», da «L’Esilio» di Buzzi a «Marinetti, misurazioni di Settimelli» — ovvero Marinetti: l’uomo e l’artista (1921), da cui l’ipotesi di datazione (confortata dal fatto che il volume che precede quest’ultimo nel catalogo editoriale, «Les mots en liberté futuristes», «fu pronto per la distribuzione solo a fine maggio 1920» secondo Cammarota, Marinetti, 74).
Edizione originale. Esemplare in più che buone condizioni (piccola mancanza al dorso; firma di possesso d’epoca al frontespizio; normale uniforme brunitura alle pagine interne). Romanzo d’avanguardia steso in forma in parte diaristica, in parte epistolare, in parte parolibera. Straordinario documento sulla malattia e sulla questione femminile e la percezione della donna al principio degli anni ’20 in Italia, composto dall’attrice Enif Angiolini sposata Robert, di Prato, che aveva fatto il suo esordio sulle colonne de «L’Italia futurista». -- La tiratura fu legata con due brossure: una prima emissione con la tipica grafica elaborata da Venna per i titoli Facchi (vedi Isola dei baci prima ed.; Madrigali e grotteschi di Corra ecc.), stampata in rosso; la presente emissione, caratterizzata da un notevolissimo disegno di copertina a colori sempre del Venna (con uno stile e un’impaginazione che ricordano da vicino l’analogo caso della seconda edizione de «L’isola dei baci»). Cammarota, Marinetti, 72
Prima edizione illustrata. Ottimo esemplare (minime sfrangiature marginali). Importante edizione illustrata del manifesto della fotografia, pubblicato con data in calce 11 aprile 1930. Il manifesto è stampato su tre colonne alla prima pagina; seguono tre pagine di “Il Futurismo giudicato in Italia e all’estero”. Sei fotografie di Tato ornano il testo: Pastore e somaro (camuffamento di oggetti), Ritratto dinamico di F.T. Marinetti, Ritratto meccanico di Remo Chiti, Ritratto letterario di Mario Carli, La ballerina (camuffamento di oggetti), Il perfe[tt]o borghese (camuffamento di oggetti).
Prima edizione così. Eccellente esemplare nella variante stampata su carta paglierina. Rarissima edizione del manifesto, stampata come velina senza indicazioni editoriali. Tradizionalmente assegnata «… in occasione del Primo concorso fotografico nazionale bandito dalla Federazione fascista degli artigiani d’Italia nel settembre 1930 a Roma» (Tonini), essa è più probabilmente da collocare a lato della «Mostra fotografica futurista» organizzata a marzo del 1932 da B.G. Sanzin in Trieste: riprende infatti l’identico impaginato che appare distesa alle pp. [6]-[7] del catalogo. Del «Manifesto della fotografia futurista» esiste una prima versione in soli 15 punti (con alcune varianti) e mancante del cappello introduttivo, pubblicata a firma del solo Marinetti in una rarissima brochure dal titolo «Torino 15 marzo - 10 aprile 1931. 1° mostra sperimentale di fotografia futurista. Il grande manifesto della fotografia futurista di S. E. F.T. Marinetti accademico d’Italia» (cfr. Beinecke Library, Marinetti +M317 54); quindi l’edizione come numero 22 della testata «Futurismo rivista sintetica illustrata», datato 11 gennaio 1931; infine questa edizione. Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 241.1
Edizione originale. Ottimo esemplare. Alle pp. [1]-[2] la «Soluzione» di Marinetti: propone di vendere il patrimonio artistico italiano per investire tutto in migliorie, dall’esercito all’abolizione delle tasse «per venti anni almeno». La rivista di Notari «Gli avvenimenti» dedicò risalto alla vicenda, pubblicando il testo nel numero II,8 (13 febbraio 1916) e indicendo un referendum: «Vendere o non vendere?». Alle pp. [3]-[4] la versione definitiva de «Il futurismo e la guerra» di Pratella, originariamente pubblicato su Vela latina» III,46 (24 novembre 1915), poi ampliato ne «L’orgoglio italiano» e modificato in alcune tirature successive dello stesso: i punti salienti del futurismo dal 1909 al 1915, 30 novembre (con maggior dettaglio riservato agli ultimi due anni). A nostro avviso sbaglia il bibliografo Tonini a preporre «L’unica soluzione» a «L’orgoglio italiano», datando erroneamente il primo «11 dicembre 1915» (che è invece solo la data di sottoscrizione del manifesto di Pratella apparso per la prima volta a seguire «L’orgoglio italiano». Tonini, I Manifesti, 92.1 (con imprecisioni); Tampieri, Pratella, 77 seconda edizione
Edizione originale, prima emissione. Esemplare in prima emissione con copertina cartonata e fogli di guardia verdi, completa di una rarissima cedola libraria per l’acquisto dell’opera, su carta intestata della «Casa editrice G. Morreale», della misura di 290 x 230 millimetri, stampata in blu solo al recto, riservata alle aziende aeronautiche: «La Ditta ... acquista N.° ... copie del Primo Dizionario Aereo portanti nel verso della copertina una dicitura di propaganda [...]» (cedola riprodotta nel celebre «Le livre futuriste» di Giovanni Lista). Dorso appena scurito e minime mancanze alle cerniere, senza perdite di testo: un esemplare in condizioni molto buone, assai raro a trovarsi così. Primo libro con Fedele Azari in qualità di autore, il «Primo dizionario aereo italiano» fu pubblicato in due emissioni a oggi non correttamente registrate negli usuali repertori specialistici: la presente, di maggior pregio, con una vera e propria rilegatura professionalmente eseguita a regola d’arte, completa di fogli di guardia in carta verde; un’emissione più economica con una finta legatura ottenuta incollando al dorso la carta rosa, come una normale brossura, ma con i piatti rinforzati da un inserto di cartone incollato tra la carta rosa e la prima e ultima carta. Non solo gli esemplari in emissione economica mancano delle sguardie originali in carta verde; dal momento che prima e ultima carta sono incollate al cartone dei piatti, cambia anche la collazione interna: ne risulta un volume che apre con l’occhietto a stampa «Primo dizionario aereo italiano», invece della prima carta bianca (non torna conseguentemente il conto delle pagine iniziali, poiché improvvisamente ne vengono a mancare ben due, e dopo sole 6 pagine non numerate si ha la pagina numero 9), e chiude con l’«Indice» applicato alla terza di copertina. -- Segnalava Glauco Viazzi (Marinetti collaudatore, p. 196 nota 2) che fin dal 1912 Marinetti preferiva «leva di direzione» piuttosto che «cloche» (La battaglia diTripoli, p. 46); un’attenzione assai precoce all’italianizzazione del gergo aviatorio, che lo porta nel 1919 a cominciare un vero e proprio lemmario per gli aviatori, stampato sulle colonne della «Testa di ferro» (il giornale fiumano diretto da Mario Carli). È da qui che dieci anni dopo riparte, portando a compimento l’opera grazie all’aiuto decisivo del geniale Azari, aviatore, editore dell’imbullonato, teorico della flora futurista e del macchinismo, che si tolse la vita nel gennaio 1930. L’intervento marinettiano non va solo in direzione dell’«autarchia della lingua» (per citare un libraccio fascisticheggiante pubblicato nel 1940, e pure prefato da Marinetti), ma anche, e soprattutto, di una risemantizzazione che porti il linguaggio verso nuove frontiere di chiarezza, tecnicismo e vivacità (sono i punti 2-4 del manifesto di presentazione): è declinazione pratica «di quelle (ri-)nominazioni metaforiche del reale, che tanta parte hanno avuto nella strategia futurista» (Viazzi, p. 195). Ne risulta un vero e proprio manualetto tascabile evidentemente destinato, di primo acchito, al pubblico in crescita dell’aeronautica (piloti, tecnici, personale aeroportuale ed aziendale — da cui la cedola che qui alleghiamo), e come tale venne preso molto su serio (si veda la dettagliata recensione su «L’Aerotecnica» n. 10,8, agosto 1929, p. 647-s, firmata nientemeno che dal direttore, l’ingegnere Ettore Pistolesi, pioniere degli studi aerodinamici e tribologici). Ma naturalmente, come pressoché tutti i libri realizzati da Marinetti e dal futurismo, il Dizionario aereo è innanzitutto un libro d’artista, il prodotto di un tipo di comunicazione intrinsecamente ambigua, multilivello, che non solo accetta ma anzi incoraggia molteplici letture: gesto artistico, preparatorio al lancio del «Manifesto dell’aeropittura» — prontuario d’aeropoesia «per contrastare il gergo dannunziano sull’aviazione (per cui l’aereo sarebbe “Il velivolo”)» (Salaris, Futurismo e mito del volo, p. 73) — necessario innesco della celebre frase «noi interveniamo nelle polemiche di stracittà e strapaese col “Primo Dizionario Aereo”, al grido di stracielo!» (Mostra di trentatré artisti futuristi, Milano 1929).
Edizione originale. Ottimo esemplare ben completo della busta originale. Il carrarese Aldo Giuntini (1896-1969), formazione musicale al pianoforte, studi irregolari e prime prove caratterizzate da uno «scolorito linguaggio espressionista» (Saracino, p. 545b), trova infine ispirazione nel Futurismo: a partire dalle prime interessanti prove, i Brani sintetici e le Sintesi musicali per pianoforte (Carrara 1928), fino alla conoscenza diretta con Marinetti, nel 1933. Giuntini diventa il campione dell’«aeromusica» (manifesto pubblicato su «Stile futurista» I,2, agosto 1934) e accompagna il capo del Futurismo in varie serate tra declamazione e musica. -- Il primo disco che vede riuniti Marinetti alla voce e Giuntini al pianoforte è quello delle «Sintesi musicali futuriste», pubblicato nel 1938 ma che raccoglie anche i materiali 1933-34. Marinetti così lo presentava, nell’occasione: «Il Movimento futurista italiano attira l’attenzione del mondo sul grande musicista futurista Aldo Giuntini, creatore della sintesi brevità nella musica. Le sue sintesi musicali futuriste di un minuto ciascuna escludono qualsiasi sviluppo tematico per captare l’essenza pura della musica» — sottolineando la cifra stilistica di Giuntini, abile nel comporre «brevissimi [...] pezzi pianistici (1 minuto di durata) costruiti su aggregati esatonali, percussivamente scanditi e ritmicamente variati con effetti dinamici ripetitivi» (Saracino, p. 545c). -- «Gli eroi musicali della nostra guerra» è il secondo e ultimo disco pubblicato dal duo: le «sintesi musicali» traggono questa volta ispirazione dall’«aeropoema simultaneo» di Marinetti «Canto eroi e macchine della guerra mussoliniana» (Milano 1942), dedicato ai caduti d’Etiopia: Giuntini mette in musica: -Gli eroi Borsini e Ciaravolo affondano col cacciatorpediniere Nullo nel Mar Rosso; -Il mare; -La festa dei motori di guerra; -Accerchiati vincemmo a Passo Uarieu; -Battaglia simultanea di terra, mare, cielo. -- La calda e baritonale voce di Marinetti introduce i brani e, in alcuni pezzi, si inserisce mimando scambi di battute o parti in discorso diretto: memorabile la resa di Vincenzo Ciaravolo che, con appropriato accento di Torre del Greco, urla «Comandante comandante sono l’attendeeente Ciàraaaavolo vengo pure io» (così stampato in Canto eroi e macchine, p. 66). -- Come comprensibile, data la natura effimera del prodotto, i dischi cosiddetti “futuristi” sono rarissimi sul mercato antiquario: non abbiamo notizia di lotti offerti in cataloghi antiquari negli ultimi trent’anni, né di apparizioni in asta. Il disco qui presentato manca dal catalogo online del sistema bibliotecario nazionale, altrimenti detto Iccu, e sia Lombardi che Cammarota concordano nel definirlo, rispettivamente, «raro» e «rarissimo». -- Curioso il macroscopico errore di datazione «1931» nell’enciclopedia di Lombardi. Gli eroi musicali della nostra guerra è da datare al 1942 sia per il riferimento al poema marinettiano, sia per la sigla identificativa «Columbia DQ 3661»; alcuni esemplari, inoltre, recano stampigliato sulla busta un timbretto con data «FEB. 1942». L’errore rimarca tuttavia la condizione ancora provvisoria degli studi sul Futurismo musicale, e in particolare la mancanza di qualsivoglia approfondimento specifico sull’opera di Aldo Giuntini. E. Saracino, Giuntini, Aldo (voce del Dizionario del Futurismo, Firenze 2001, p. 545); D. Cammarota, Filippo Tommaso Marinetti: bibliografia (Milano 2002), n. V.244; D. Cammarota, Futurismo: bibliografia di 500 scrittori italiani (Milano 2006), n. V.241.12; D. Lombardi, Nuova enciclopedia del Futurismo musicale (Milano 2009), p. 131; C. Salaris, Pentagramma elettrico (Pistoia 2009), n. 61; A. Latanza & D. Lombardi, Musica futurista 6: Filippo Tommaso Marinetti declama (compact disc Milano 2010, MM006 Mudima), n. 14
Prima edizione. Copertina originale restaurata al dorso e ai bordi; pagine interne brunite; nel complesso, più che buon esemplare. Rara traduzione russa, a cura di M. Engelhardt (autore anche di una breve prefazione), della fondamentale antologia «Le futurisme» (Paris, Sansot, 1911), raccolta di scritti teorico-programmatici e di manifesti. -- «L’interesse per il futurismo in Russia raggiunse l’apice in occasione del memorabile viaggio di Marinetti dal 25 gennaio al 14 febbraio 1914. [...] Quel soggiorno rappresentò il confronto tra Occidente e Oriente, tra le marinettiane parole in libertà e la lingua stransmentale, detta ‘zaum’ [...]» (Salaris, Futurismi nel mondo). In occasione della visita di Marinetti, che fa base a Mosca ma passa i primi giorni di febbraio a San Pietroburgo, vengono pubblicate due antologie di manifesti e scritti teorici proprio nelle due città russe principali. «Futurizm» rappresenta un importante e originale aggiornamento della prima fondamentale antologia futurista, il «Le Futurisme» pubblicato a Parigi nella seconda metà del 1911: non solo qui sono aggiunti tutti i manifesti prodotti nel 1912-13, ma notevole è anche il lavoro effettuato sul materiale già antologizzato (aggiunta date, cambio titoli, omissioni o recuperi). Salaris, Storia (2da ediz.), p. 62 (ripr.); Ead., Futurismi nel mondo, pp. 825-ss; Cammarota, Marinetti, 45: «Rarissimo»
Prima edizione. Eccellente esemplare (indicazione di «7me m.lle» in copertina). Il libro pubblica i pareri di una quarantina di intellettuali europei (Khan, Capuana, Rachilde, Pascoli, Ada Negri, D’Annunzio, Jammes, Merril, Vacaresco, Maquina, De Maria, Buzzi, Sarfatti…) in merito all’inchiesta promossa dalla rivista «Poesia». Ospita in apertura, a mo’ di prefazione, il «Manifeste du futurisme» (completo di «Prologo» e «Programma»). Nota acutamente Tonini (I manifesti, 1.22): «Annunciato varie volte e forse già stampato alla fine del 1909, il volume esce solo nel febbraio o nel marzo del 1910, certamente dopo la pubblicazione de L’incendiario di Palazzeschi (cfr. Il Futurismo [i.e. il Supplemento alla Rassegna…], [11] febbraio 1910)», dove il volume è nell’elenco «D’imminente pubblicazione». Lista (Genèse et analyse du Manifeste de futurisme, nota 36) da par suo rileva come in questo libro «le manifeste n’y comportè aucune mention de la parution dans Le Figaro, au contraire des Rééditions effectuées après le 20 février 1909» e considera il volume — al pari de Le ranocchie turchine di Cavacchioli — stampato alla fine del 1908. Tuttavia, in effetti, mentre per «Le ranocchie» si hanno diverse prove importanti (cfr. Lista, Genèse, nota 15 e p. 81) che ne attestano la stampa alla fine del 1908 e la diffusione già nel gennaio ’09, nulla del genere (anzi: uno strano silenzio) c’è per «L’Enquête». Cammarota, Marinetti, 19
Prima edizione. Esemplare in più che buone condizioni di conservazione, privo della copertina in brossura verde e con alcuni fori di tarlo al margine interno delle carte professionalmente restaurati, che non recano danni al testo. Nel complesso, fragile e rarissimo reperto ben conservato entro astuccio su misura in carta conservativa. Rarissimo opuscolo elettorale poveramente stampato ma curato con gusto futurista e piglio diciannovista. «Thévenot» era una bomba a mano di fabbricazione francese molto usata durante la prima guerra, simbolo dell’ardito assieme al pugnale da baionetta. E dunque la “bomba” di Vecchi precede alla maniera di una prefazione il «Discorso improvvisato da Marinetti a Riese a 300 Ufficiali Arditi nei primi di Ottobre 1918» (seguito da un breve corsivo di contestualizzazione sempre di Vecchi, a sigla F.V.) e il «Discorso improvvisato al Congresso Fascista di Firenze nei primi di Ottobre 1919», articolato nei punti Lo «svaticanamento», L’«Eccitatorio», «Arditismo. – Scuole di coraggio fisico e di patriottismo», «Ferruccio Vecchi», «Il proletariato dei geniali», «Difendiamo il cervello!». I due discorsi si tennero esattamente il 15 settembre 1918 e il 10 ott 1919, e il secondo discorso apparve sul «Fascio» n. I/9 (18 ottobre 1919), quindi in «Roma futurista» II/45 (2 novembre 1919). -- A dirne la rarità, il bibliografo del Novecento italiano Lucio Gambetti ha inserito l’opuscolo delle «2 improvvisazioni» in un suo recente catalogo di «Rari, rarissimi, introvabili»: «Nessuna biblioteca italiana lo censisce, ma una copia è conservata dalla Biblioteca Nazionale di Amsterdam. Analogamente, non lo ho mai visto descritto in cataloghi di librerie, anche se una copia è comparsa nella collezione di una libreria della provincia bresciana». Aggiunge poi Gambetti che «si tratta, probabilmente, del primo libro stampato dalle edizioni del periodico omonimo, fondato a maggio dello stesso anno da Mario Carli e Vecchi stesso»: in realtà si tratta sicuramente del secondo opuscolo pubblicato dall’«Ardito», preceduto da «1 Assalto di Ferruccio Vecchi con un Razzo di Paolo Buzzi», rarissimo libretto registrato nel «Futurcollezionismo» di Pablo Echaurren, il quale tra l’altro suggerisce precisamente che il numerale incipitario di entrambi i titoli sia da considerarsi alla stregua di un numero di collana, e non parte del titolo vero e proprio. Rileva poi sempre Echaurren come i due libretti facciano da apripista di quella vera e propria collana editoriale che prese a uscire l’anno successivo, il 1920, sotto la sigla della «Libreria de “L’Ardito”». -- Il giornale, organo dell’Associazioni Arditi, uscì con alterne vicende fino al luglio del 1921, caratterizzandosi per una linea politica molto violenta e sovversiva che attirò fin da subito l’attenzione delle autorità, intervenute più volte a censurarne le uscite; sulle sue pagine ospitò molti degli scritti del Marinetti politico, successivamente raccolti nei volumi “Democrazia futurista” (1919) e “Futurismo e fascismo” (1924). Cammarota, Marinetti, V.73; Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 83-s; Gambetti, «Rari, rarissimi, introvabili» (ALAI 1, 2015: 9-32), pp. 25-26
Prima edizione. Ottimo esemplare. 290x230 mm, un bifolio per pp. [4]. Prima edizione assoluta del secondo manifesto futurista dedicato al teatro (dopo il «Teatro di varietà» del 1913, firmato dal solo Marinetti). Prosegue sulla falsariga tematica del primo, ma con maggior organizzazione espositiva. Ne uscì praticamente subito una seconda edizione modificata, poi un’edizione francese con varianti e data 11 maggio 1919 (Tonini, I manifesti, 87.1, cita come prima la seconda ed. modificata).
Rara prima edizione francese. Ottimo esemplare. Traduce il corrispondente manifesto italiano del 1915, sostituendo tre righe introduttive alle prime 15 righe della versione italiana. Tonini, I manifesti, 87.2
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito sia internamente che alla copertina; raro in queste condizioni. «“Capreria” scritta in collaborazione con B. Corra, che aderisce alla Massoneria dal 4 giugno 1918, nella loggia ‘Universo’ di Roma; sue sono le parti testuali più ‘esoteriche’» (Cammarota). Cammarota, Marinetti, 66
Mm 150x215 RARO. Libro di memorie composto come un libro d’artista, con numerosi collage originali di Cangiullo riprodotti nel testo, e soluzioni grafiche futuriste, steso «in collaborazione postuma con Marinetti» - Brossura editoriale con bandelle, copertina illustrata a colori, 171 pagine con illustrazioni nel testo e sezione di fogli colorati al centro. Ampia dedica autografa di Cangiullo alla prima carta. Dorso lievemente brunito, peraltro ottimo esemplare. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Prima edizione. Ottimo esemplare (dorso leggermente brunito).
Edizione originale. Raccoglie una serie di composizioni marinettiane sul Caviglia. La collana è curata da M. Carli. Cfr. Cammarota, Marinetti, 98: «raro». Ottimo esemplare, brossura lievemente brunita.
Edizione originale. Ottimo esemplare. Rarissimo volantino-réclame del volume di Benedetta pubblicato con Morreale, «Il viaggio di Gararà». Stampato sulla stessa carta leggera del coevo «La Riforma delle Corride secondo Marinetti», sempre pubblicato da Morreale. Cammarota, Futurismo, Volantini, 178
Prima edizione. CON DEDICA Ottimo esemplare a fogli chiusi pregiato da invio autografo dell’autore. Raccoglie Prigionieri: 8 sintesi incatenate già in “900” II.3, primavera ’27) e Vulcani. 8 sintesi incatenate. Le opere esordirono a Roma rispettivamente nel 1925-26, con le scene di Prampolini qui nei bozzetti a colori. Completa l’opera lo spartito musicale ‘Preludio a Prigionieri’ di Casavola. Cammarota, Marinetti, 124.
Prima edizione italiana. Ottimo esemplare nel rarissimo «1° migliaio», fresco e pulito internamente, con minimi segni del tempo alla copertina (particolarmente alla testa del dorso, con una lacerazione riparata senza perdite e l’usuale scoloritura). Libro molto iconico per via della sua copertina rosso fiammante, abbinata al titolo spaccone e cubitale «Distruzione» e al formato quadrotto “a mattonella” o piastrella. Fu proprio recensendo questo volume sul «Mercure de France» (22/331, 1° aprile 1911) che Ricciotto Canudo coniò la memorabile sentenza che racchiude il senso dell’editoria marinettiana 1910-1912: «Les couvertures des “éditions futuristes” sont rouges, comme celles des brochures révolutionnaires. C’est un symbole et une indication. L’esprit et la forme des poèmes qui composent les livres futuristes répondent à l’appel violent des couvertures. Chaque volume qui sort des presses “futuristes” est un cri de révolte et un appel à la liberation». -- Traduzione di Decio Cinti del poemetto «Destruction», apparso in originale a Parigi nel 1904. Con paginazione autonoma, in fine, la cronaca del processo a «Mafarka il futurista» — molto importante per la storia del futurismo — «col discorso di F.T. Marinetti | la perizia di Luigi Capuana e le arringhe dell’on. Salvatore Barzilai, di Innocenzo Cappa e dell’Avv. Cesare Sarfatti». Cammarota, Marinetti, 28; Salaris, Marinetti editore, pp. 106 nota 34 e 118
Prima edizione in volume. CON DEDICA Straordinario esemplare pregiato da lunga e bellissima dedica autografa di Marinetti «al grande aeropittore futurista Acquaviva consigliandogli di pubblicare tale quale il magnifico suo libro su Santo Gesù e gridando a lui e ai suoi amici Farfa Desiderio Rosa Arconti [?] Braviii! Così Sempre Così | FTMarinetti»; la dedica dovrebbe far riferimento al poema di Annaviva illustrato da Acquaviva, «Il sentiero dell’universo», pubblicato nel settembre 1944 in una limitatissima tiratura, e più in generale alla fervida attività del gruppo futurista savonese “Sant’Elia” tra 1943 e 1944 a rimarcare la «continuità futurista» e «veloci annunciamenti d’altri orizzonti» in un mondo che andava sgretolandosi a causa della tragedia del secondo conflitto mondiale (si cita dal «Manifesto della continuità futurista» pubblicato su cartolina in occasione del «47° quarto d’ora di poesia» del 28 dicembre 1944). Celebrazione lirica della morte eroica del tenente Rino Cozzarini, avvenuta il 10 novembre 1943 sul fronte meridionale. Rara edizione pubblicata per i tipi della Repubblica Sociale Italiana. Cammarota, Marinetti, 253
Prima edizione italiana. CON DEDICA Esemplare pregiato da invio autografo dell’autore vergato di traverso sulla prima carta «all’amico carissimo Alvise Manfroni ! FT Marinetti»; come usuale, con segni del tempo alla copertina (in particolare distacco fermato alla prima cerniera e minute lacerazioni ricomposte al dorso, scurito), ma in più che buone condizioni complessive. Traduzione di «Le Roi Bombance», a cura di Decio Cinti. Molto rara in questa prima edizione, fu seguita da una ristampa con copertina identica ma su carta meno pregiata nel 1920, e da una nuova edizione targata Garzanti nel 1944. Il mese di pubblicazione è desunto dallo spazio dedicato al volume sul quindicinale napoletano «Proarte» (4.1, 20 giugno), riportato da D’Ambrosio (Nuove verità crudeli, p. 286 nota 22). Cammarota, Marinetti, 26