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Edizione originale. CON DEDICA Eccellente esemplare, molto fresco e pulito anche alla copertina (rara condizione). Con bella dedica del 1962 a Siro Conforti «che sa amare i libri del futurismo anche quando contengono dei lirismi astratti». Il toscano Siro Conforti è stato un bibliofilo e libraio antiquario: notevole la sua collezione di Novecento italiano, con ampio spazio al futurismo. Romanzo amoroso, in parte epistolare. Cammarota, Futurismo, 32.3
16° cop.or. ill. a col. pp.VI (2), 110 (2) Prima ed.ne con bella dedica autografa dell'autrice. Piccola mancanza ang. bianco cop. ant. ma comunque ottimo esemplare di questa rara e ricercata opera.
Numero del gennaio 1932 della rivista del dopolavoro tramviario diretta da N. Leuzzi. Bella copertina di Paladini, che firma altre illustrazioni interne. Ottimo esemplare.
Bologna, Marescalchi, 1996, 8vo brossura copertina illustrata a colori, pp. 142 con numerosissime illustrazioni a colori.
24 cm, brossura illustrata; pp. 143, numerose tavole e illustrazioni a colori
Bifolio pubblicitario cm 24,5 x 33,5. Si allega altro foglio singolo stessa misura per la ceralacca nera. Pieghe per spedizione. Bella grafica a colori di ispirazione futurista
Edizione originale. CON DEDICA Uniforme brunitura, ma non fragile; due leggere gore d’acqua lambiscono i bordi del piatto anteriore; per il resto un ottimo esemplare, integro, a fogli chiusi, pregiato da invio autografo dell’autore (con elegante ex-libris del destinatario). «“Attimi” non era il solito libercolo pseudo modernista spacciato per futurista [...] ma era una cosa davvero strepitosa con poesie ispirate ai padri fondatori (Russolo, Marinetti, Depero) e corroborate da una copertina essenzialista costruttivista di forte impatto» (Echaurren). -- Rarissimo: sole tre attestazioni ICCU (BNC Firenze, Braidense, Apice Milano) e nulla in OCLC né in altri repertori. Interessante raccolta di poesie versolibere moderniste (dedicate alle montagne natali e a tematiche decadentiste), con riuscita piuttosto felice, impreziosita da alcune impennate futuriste: «Fragilità», dedicata a Fortunato Depero («fiori gialli | fiori rossi | fiori verdi | fiori bianchi | [...] Corrono | Corrono | Corrono | nel cielo — all’impazzata | a vicenda | si mangiano | si succhiano | si confondono [...]»); «Al primo pilota interplanetare»; «Io divento una luce» dedicata a Luigi Russolo; «Poema astrale»; «Impressioni di febbre alta», dedicata a Chopin, con autentici momenti di paroliberismo grafico; «La canzone di fremiti e cellule» dedicata «a San Francesco d’Assisi ed a F.T. Marinetti». -- L’autore all’epoca appena ventenne coltivò per alcuni anni la vena creativa, legandosi a Milano al circolo dei futuristi; dopo «Attimi» compone testi per il teatro e lavora con Giannina Censi. La casa editrice «Spem», acronimo di Società palermitana edizioni mediche, è di proprietà della famiglia, originari di Palermo, e oltre a una manciata di saggistica tecnica pubblica le poesie di Francesco e della madre Isabella Montuoro de Luca (La bambola nuda). Echaurren, Futurcollezionismo, pp. 184-6; Cammarota, Futurismo, 331.1; Diz. fut. s.v.
8°, BROSSURA, PG. 253 (3), 74 ILL. B.N. NUMERATE ED ALTRE SENZA NUMERO (INTERESSANTE CORPUS ICONOGRAFICO), RIPRODUZIONI DI DOCUMENTI E MANIFESTI (TUTTI RIPORTATI INTEGRALMENTE), A FINE VOLUME SCHEDE BIO-BIBLIOGRAFICHE DEGLI ARTISTI.
SPARTITO IN CARTONCINO ILLUSTRATO DA STARACE numero pagine: 4 formato: 33.7X25.1 stato conservazione: BUONO, NORMALI TRACCE D'USO
IN BROSSURA EDITORIALE ILLUSTRATA DA GARELLI numero pagine: 6 formato: 35X24.7 stato conservazione: BUONO, NORMALI TRACCE D'USO CON LIEVI PIEGHE AD ANGOLI
In 8', br. ed. pp. 81, prefazione di FrancoMarinetti; mancanze al dorso e scollato dal corpo, frontespizio mancante, prime carte slegate, interno buono.Luogo di pubblicazione RomaEditore Anno pubblicazione 1940Collana Collana di Quaderni Politici e Sociali Materia/Argomento Futurismo, Fascismo, Linguistica
Mm 145x220 Prima edizione dell'autobiografia pubblicata postuma: Francesco Balilla Pratella (Lugo di Romagna 1880 - Ravenna 1955) aderi' al movimento futurista nel 1910, pubblicando tre "Manifesti sulla musica". Diresse concerti orchestrali e vocali, compose opere teatrali e sinfoniche, musiche religiose, da camera, corali, popolari, collaborò a riviste e giornali e scrisse trattati teorici di musicologia e folklore - Collana "Documenti per la storia". Introduzione di Ala ed Eda Pratella. Prefazione di Paolo Toschi - Brossura editoriale con bandelle, 279 pagine. Lievi segni di usura da scaffale ai margini della copertina, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Un volume (21 cm) di 151 pagine. A cura di Nicola Calderone; prefazione di Giuliano Manacorda. Brossura editoriale illustrata. Ottime condizioni.
Gentile, Emilio Autografato ! «La nostra sfida alle stelle». Futuristi in politica. Bari, Laterza 2009 italian, 147 BTT43EBrossura editoriale, con dedica autografata dall'autore sulla prima pagina, volume come nuovo, illustrato in b/n, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda147 pagine circaCopertina come da foto
"Quattro fogli dattiloscritti con correzioni autografe, Vittorio Osvaldo Tommasini in arte "Farfa" (1879 - 1964) Quattro fogli dattiloscritti con correzioni autografe estratto intitolato "Qua Farfa con frizzante parodia mefistofelizzò, l'opera mia" S. d., quattro fogli dattiloscritti, con alcune integrazioni / correzioni autografe a penna blu (vedi foto). Cm 29,5x21. Condizioni di conservazione Esemplare ben conservato con tracce d'uso, piega centrale di conservazione, margini con minimi accenni d'ingiallimento, alcuni angoli con piccole pieghette / tracce di pieghette. Margine esterno di un foglio con strappetto di qualche cm. SC03.D15051 N "
"Progetto autografo, Vittorio Osvaldo Tommasini in arte "Farfa" (1879 - 1964) Progetto per appendipanni interamente autografo firmato inedito senza data ma anni '40 - '50 S. d., progetto per appendipanni redatto su due fogli in carta, di cui uno con intestazione a stampa, testi redatti a penna rossa ad un'unica facciata, con firma autografa al termine del testo di ciascun foglio (vedi foto). Cm 29,5x21. Condizioni di conservazione Esemplare ben conservato con tracce d'uso, pieghe di conservazione, angoli con piccole pieghette / tracce di pieghette. Autografo unico e interessantissimo, per appendiabiti che, nell'intenzione di Farfa, avrebbe rivoluzionato il settore di tale categoria di oggetto: "[...] Allora come nel 1929, le mie 19 ceramiche futuriste hanno buttato all'aria tutta la tradizione della produzione albissolese, tanto da onorarle del titolo di: Pioniere, poiché, tutti i ceramisti operarono poi su quell'andatissimo esempio, così, oggi il mio appendipannisarà, alla testa del rinnovamento dell'importante oggetto. [...]". Appendipanni che, nell'ottica e nella descrizione di Farfa, sarebbe stato molto variopinto e allegro, capace di suscitare gioia e meraviglia, nonché, invidia e desiderio di possederlo. Presenza di dettagli tecnici per la sua realizzazione. Provenienza raccolta Amorth. SC03.D15052 N "
"Cartolina postale autografa, Filippo Tommaso Marinetti (1886 - 1944) Cartolina postale autografa diretta ad Enrico Burich Primo '900 S. d. (primo '900, sicuramente pre 1915), bella cartolina postale ill. in b/n, al retro alcune righe autografe firmate del Marinetti (testo redatto a matita, vedi foto). Viaggiata. Cm 9x14. Condizioni di conservazione Esemplare in buono stato con tracce d'uso, trascurabili difetti agli angoli, qualche parola autografa quasi totalmente cancellata, ancora parzialmente visibile anche grazie all'impressione rimasta sulla carta. (vedi foto). "Govv Govv Frrr Frr 950 m, 24hp, 45 km all'ora [...]" Diretta all'irredentista e scrittore triestino Enrico Burich. SC03.D15995 N "
"Dattiloscritto con note e correzioni autografe, "Jamar 14" (Pseudonimo di Piero Gigli) Finale Emilia (Modena) 1897 - Ivi 1987 Dattiloscritto con note e correzioni autografe S. d., documento dattiloscritto su carta con varie note e correzioni autografe di Piero Gigli, noto con lo pseudonimo futurista di "Jamar 14", testo disposto ad entrambi i lati. Firma dattiloscritta al termine del testo. Cm 27,5x20. Condizioni di conservazione Esemplare in buone condizioni con tracce d'uso, pieghe di conservazione, parte inf. con una leggera traccia di piega, un paio di piccole lievissime macchiette. Il Gigli fu autore di varie importanti tavole parolibere (celebre la tavola parolibera "Milano") e di alcune belle composizioni di parole in libertà,. Interventista e ardito di guerra, conobbe Marinetti nell'Ospedale di Udine. Compone per la rivista "Italia Futurista" ed entra, a Milano, nel gruppo "Italia Nuova", scrisse anche su "Dinamo" e "Bleu", rivista quest'ultima del Dadaismo Italiano. Dattiloscritto molto interessante: la prima parte (quella riquadrata) è, una breve biografia di Giacomo Balla, nella seconda è, spiegata la provenienza del dono (una stampa da uno zinco di G. Balla) che il Circolo d'Arte di Finale Emilia diede ai propri Soci. Gigli qui ripercorre gli anni del suo periodo futurista: "[...] Conobbi Balla a Roma nel 1918 e diventammo amici. Conservo di lui tre cartoline postali dove i saluti affettuosi diventano arabeschi, calcolati svolazzi e invenzioni grafiche. Ricordo il suo studio, i suoi modi scattanti, la genialità, delle sue affermazioni [...] Narra poi di come entrò, in possesso dello zinco - matrice della stampa: "Avendo diretto con Massimo Bontempelli una rivistina di guerra 'Il Montello' (1918) [...] fui incaricato di comporre un numero unico. Fra le tante adesioni ebbi anche quella di Balla che autorizzò, Marinetti a cedermi il disegno [...] Il numero unico non vide mai la luce e l'incisione è, rimasta nelle mie mani. [...]". SC03.D10500 N "
Anno VII, fascicolo 2, 1942-XX in brossura originale
in-4, pp.12, broch. edit. figurata. Edizione originale di rivista fascista, che tra gli articoli proposti include: ''L'opera letteraria di Benedetta e la sua conversazione in Roma, Milano, Torino... Donne della Patria in Guerra, giudicata dalla poetessa Laura Serra''; ''Il libro italiano a Berlino'' di Leopoldo Gutterer; ''Problemi del teatro di prosa, il censimento delle attitudini'' di Lorenzo Ruggi; ''Lo spirito informatore sul diritto di autore della nuova legge'' di Ettore Valerio. Sono inoltre presenti trafiletti sulle nuove produzioni cinematografiche italiane, sugli atti sindacali relativi allo spettacolo ed altre notizie relative alla SIAE. Esemplare perfetto.. .
Roma, 1938, un fascicolo in-4, br. edit., pp. 14, [2]. Segnaliamo tra gli altri l'articolo: "Il saluto del sindacato fascista. Autori Scrittori e degli Aeropoeti futuristi a Gabriele D'Annunzio", di F.T. Marinetti.
Brossura editoriale con titoli in rosso al piatto, bella grafica e fascio del Littorio in piccolo al centro. Ottime condizioni. Tra gli articoli del numero della rivista, anche "L'opera letteraria di Benedetta" della poetessa Laura Serra. Sc. F.
Edizione originale, primo stato. Esemplare appartenente al primo stato della tiratura, con l’errore «OSWLADO» per Oswaldo a p. [3] (titolo della prefazione di Marinetti), errore poi corretto in tipografia in corso di tiratura. Ottimo esemplare (piccola abrasione al piatto anteriore, minime tracce d’adesione alla brossura, segni di piegatura assolutamente non deturpanti alle unghiature e ai margini della brossura). Rara opera prima del geniale futurista piacentino Osvaldo Barbieri, in arte «Oswaldo Bot», che a partire dai tardi anni ’20 diede vita a un’intensissima attività artistica dispersa in decine di piccole edizioni oggi tutte estremamente difficili da reperire e scarsamente documentate nelle biblioteche pubbliche e private. ICCU registra a oggi solo tre copie dell’«Autoritratto» (BNC Firenze, APICE Milano e ASAC Venezia); a queste vanno aggiunte senz’altro la copia della Biblioteca Passerini Landi di Piacenza e quella del MART di Rovereto. OCLC registra quattro copie, tutte negli Stati Uniti: UCLA, Getty, Yale e NYPL, alle quali bisogna aggiungere l’esemplare del Wolfsonian-FIU. -- In pochi anni, dalla remota provincia emiliana, Bot s’impose tra le prime file del gruppo futurista che esponeva nelle principali mostre nazionali e all’estero. Nel 1934 litigò con i vertici del movimento (in particolare con il torinese Fillia, all’epoca principale riferimento per il futurismo artistico) e fuoriuscì, mantenendo comunque intatta fino alla seconda guerra una produzione artistico-editoriale di eccezionale qualità. «La genesi di “Autoritratto futurista”, il primo libro che ne è anche a tutti gli effetti l’esordio, è un tour de force condensato in tre mesi: alla fine del ’28 Bot riceve gli apprezzamenti di Marinetti per il suo “ritratto meccanico” del Duce, apparso sul foglio piacentino “La Scure” in ottobre. Appena nel maggio ’29 esce l’“Autoritratto”. [...] il 13 gennaio 1929 Bot invia a Marinetti un fascicoletto di otto fogli manoscritti, con titolo “Filtrazioni cerebrali di Oswaldo Bot”. Il testo manoscritto è disposto in maniera parolibera a incorniciare disegni stampati in piccolo su carta lucida e applicati ad arte sui fogli: trenta tavole esatte di quello che sarà l’“Autoritratto”, contornate dal relativo testo. Da questo invio [...] prendettero il via rapidissimi contatti tra un Marinetti entusiasta e un Bot che smania di cogliere l’occasione. È poi noto il testo della lettera che Marinetti invia a Bot l’11 maggio ’29: “Caro Bot, ecco la prefazione. Vorrei correggerne la bozza. Mandamela. Te la rimanderò senza tardare. Ti consiglio questi due titoli a scelta: Come mi vedo o Autoritratto futurista”. Il 24 maggio il libro è già pronto, e Bot lo presenta alla Festa del Libro di Piacenza, al Palazzo Gotico» (Futurismo Collezione Mughini, p. 297). -- L’«Autoritratto» — il capolavoro futurista di Bot — è perfetta sintesi della sua arte: 41 parolibere con illustrazioni in bianco e nero che rappresentano stati d’animo (non banalmente «50 illustrazioni», come dice il sottotitolo in copertina), aperte da un punto di domanda e chiuse da un punto esclamativo. La prefazione di Marinetti traccia un percorso del paroliberismo psicologico-introspettivo, dalle «Forze umane» di Benedetta alla «Psicopatografia» di Giordano passando per gli «Stati d’animo» di Steiner, per approdare finalmente a «Barbieri Osvaldo il Terribile»: «[…] in queste sue opere bot, senza preoccupazione di disegno o di colore, racconta col pennello la sia anima impetuosa e sfrenata, l’ossessione dell’indagine precisa lo rende meno sintetico di quel che vorrebbe, tutti i moti del suoi io sono fissati coi rudi contrasti elementari e la potenza rompente di un fiume che imprime ovunque a colpi d’onde maestose la passione e la velocità della sua piena rivoluzionaria […]. Così BOT punta il suo pennello come una mitragliatrice BOT! BOT! BOT! BOT!». -- «Certamente assai singolari risultano le sue “tavole psicopatografiche” pubblicate in “Autoritratto futurista” nel 1929 (che ebbe la prefazione di Marinetti), connesse nella pagina a scritte che ne suggeriscono l’interpretazione, e alcune in certo modo simbolicamente più descrittive, altre risolte in soluzioni più astratte. Ed anche questo è un filone al quale Bot ritornerà nelle 18 Psicografie dell’Affrica, pubblicate a Tripoli nel 1940 e tendenti a soluzioni piuttosto astratte. (Un precedente prossimo, anche se d’un livello certo più rigoroso e al confronto assoluto, è nel lavoro d’un personaggio connesso all’ambito futurista piacentino quale Giuseppe Steiner, che nel 1923 ha pubblicato il volumetto “Stati d’animo disegnati”, nelle edizione futuriste di “Poesia”, Milano; e altri ne pubblicava contemporaneamente a Parma in “Rovente”, probabile suggerimento operativo per Bot […])» (Crispolti, Il caso Bot, in: Osvaldo Bot: opere 1925-1958, cat. della mostra Piacenza 1990). Cammarota, Futurismo, 52.1; Lista, Le livre futuriste, nn. 79-81 p. 39; Gazzola, Bot, pp. 64-70; Id., Oswaldo Bot extra moenia, p. 43; Futurismo Collezione Mughini, n. 3 p. 302; Bot: Futurismi di un giocoliere (Piacenza 2015), pp. 59-61
CON DEDICA Edizione originale. Raccolta di versi introdotti da un ritratto lirico dell'A. di Max Jacob. Cfr. Cammarota, Futurismo, 199.2; per la cop. di Diugheroff Cfr. Fanelli - Godoli, Il Futurismo e la grafica, p. XXIII nr. 49. Piccola mancanza al piede del dorso, ma ottimo esemplare pregiato da una bella dedica autografa dell’autore.
Catalogo della mostra tenutasi a Palazzo Antonio Rosmini di Rovereto 1970. con 32 tavv. Allegati due biglietti di invito.