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in-folio, pp. (28), 370, f. 1 di errata, legatura coeva in pelle coeva, titolo su tassello in pelle rossa e fregi oro al dorso a 6 nervi. Bel frontespizio inciso, entro bordura architettonica con figure allegoriche, ritratto dell'autore entro ovale e stemma dei Colonna, cui l'opera è dedicata; il foglio di titolo è stato rifilato alla battuta ed anticamente applicato su foglio di carta antica. A pagina 178 un'incisione in rame a piena pagina raffigura le terme romane "Thermopolium romanum". Prima edizione della più importante opera cinquecentesca sul vino. Medico e naturalista, il Bacci studiò a Matelica, poi a Siena e a Roma. Nel 1567 gli fu assegnata la cattedra di botanica della "Sapienza", e nel 1586 Sisto V gli concesse la nomina di Archiatra Pontificio. Pur continuando a scrivere su varie tematiche, si dedicò a redigere questo monumentale trattato in sette libri sulla storia dei vini. Tratta della vinificazione e conservazione dei vini; del loro consumo in rapporto alla salute; delle caratteristiche peculiari dei diversi vini; della fruizione dei vini da parte degli antichi; dei vini delle varie regioni d'Italia e di quelli che si importavano a Roma; delle birre e dei vini stranieri. L'opera, arricchita dei dati raccolti dalla letteratura greca e latina, propone annotazioni sul clima, l'agricoltura e le tradizioni conviviali dei vari paesi. Bell'esemplare, quasi immune dalle usuali fioriture; il frontespizio è rifilato alla bordura incisa ed è stato anticamente applicato su un foglio dell'epoca con grande abilità; traccia di bruciatura d'inchiostro restaurata al centro di 3 ff (Pag. 174-178 al centro dell'incisione), restauro al margine bianco di pagina 167.. Vicaire 60. Simon Vinaria 3. Bibl. Bacchica 68: "Traité agréablement écrit et bien présenté"; . Bitting 23. Bing 129. Brunet I, 599: "Oeuvre rare et recherché"; Vicaire 60-61: "L'ouvrage [...] est d'une grande rareté; c'est un des traités les plus considérables qui aient été publiés sur les vins de France, d'Espagne et de tous les pays d'Europe". .
in folio antico, pp. (28), 98, elegante leg. m. pelle ottocentesca con tit. oro al d. e picc. fregi, piatti in carta dec. Front. a due colori. Capilett. e fregi xilogr. Pregevole edizione originale del rarissimo trattato sulla vinificazione e viticoltura, composto dal giurista P. Rendella originario di Monopoli. Il primo capitolo tratta delle vigne e delle principali malattie, il secondo della vendemmia, il terzo (e più interessante) delle qualità dei diversi vini, dei riti religiosi e benedizioni dei vigneti, feste propiziatorie, baccanali, etc... L'ultimo capitolo infine contiene la parte legislativa. Brunet IV, 1231. Camerini, Annali dei Giunti, 130: "Un assai interessante trattatello... nel quale -con erudizione e buon gusto- si tratta delle vigne e dei vini". Simon, Vinaria, 4 riferisce per errore che l'autore era veneziano. Simon, Gastronomia, 1281. Oberlè, Bibl. Bachique, n. 75. BING 1669. Vicaire col. 737-738: "Traitè sur le vin assez rare". Paleari 968. Manca a Bitting, Piantanida, Autori del '600, e Westbury. Traccia di data riportata manoscritta a penna al front. Qualche lieviss. ingiallitura ma ottimo esempl. [382]
Three volumes, complete. FIRST EDITION of this scholarly, encyclopedic, and highly entertaining history of French gastronomy. XIII, (3), 373, (1); (4), 383, (1); (4), 363, (1). Half-titles present (they are often missing). SIGNED (in pencil) ON THE HALF-TITLE OF VOLUME I BY JORDI, JOSEP, AND JOAN ROCA OF EL CELLER DE CAN ROCA IN GIRONA, SPAIN, CURRENTLY THE BEST RESTAURANT IN THE WORLD (according to the highly prestigious San Pellegrino survey). And SIGNED (in pencil) ON THE HALF-TITLE OF VOLUME II BY FERRAN ADRIA, OF EL BULLI, winner of the San Pellegrino survey a record five times. The author originally set out to write an extensive work covering all facets of private life in France, but only this first part--which covers everything related to cooking, wine, eating, and hunting--was published. Discusses the origins of cooking tools and techniques, the provenance of all kinds of foods (including, of course, foodstuffs that came from the New World), and much more, including an extensive section on hunting. A classic. PRINTED ON FINE LAID PAPER. 8vo. ELEGANTLY BOUND IN FULL CONTEMPORARY HALF RUSSIA AND MARBLED BOARDS, SPINE IN SIX COMPARTMENTS WITH RAISED BANDS. Minimal traces of wear to bindings, upper joint of volume I cracked but firm, else a fine and bright copy with very large margins and very white paper. Vicaire 510 ("Ouvrage tres interessant et tres utile...."); Bitting 280 ("This is one of the finest works upon the social life of the French people...."); Thiebaud 576. AN OUTSTANDING SET OF A RARE AND IMPORTANT WORK.
In-16 p. (mm. 165x95), 2 volumi, p. pelle bazana coeva, dorso a cordoni (ben restaur.) con decorazioni e titolo oro su tassello, tagli marmorizz., pp. XXIV,534,(2); (10),304; con 1 tabella a doppia pag., molto ben illustrati da 15 tavole, più volte ripieg. e f.t., inc. in rame da Choffard su disegni di Maugein, che raffigurano vitigni, attrezzi, macchinari per fare e conservare il vino. L'opera, "augmentée et corrigée par M. Bidet, de l'Académie d'Agriculture de Florence & Officier de la Maison du Roi, est revue par M. Du Hamel du Monceau, de l'Académie Royale des Sciences..". Cfr. Vicaire, p. 94 - Bagnasco “Cat. opere di gastronomia - Fondation B.IN.G.”, I, 205 cita un’ediz. in italiano del 1757 e precisa che la I francese è del 1752 - Westbury, p. 30. Esemplare ben conservato.
in-8, pp. 264, 1 tav. ripieg. f.t..; broch. muta coeva (dorso rotto). Interessante monografia dedicata all'enologia, adorna di una tav. incisa in rame ripieg. f.t. raffigurante macchine per la vinificazione e sezioni di acini. Prima edizione di questa celebre opera che ebbe grande diffusione tra XVIII e XIX secolo. L'opera nasce dalla collaborazione del Fabbroni con il fratello, chimico affermato, al quale è attribuibile la prima parte del saggio (pp. 15-160), contenente 113 esperienze e 60 osservazioni sulla teoria della fermentazione alcolica. Si devono al Fabbroni la terza e la quarta parte, dedicate al metodo della vinificazione e al trattamento e conservazione dei vini. Questo lavoro, vero e proprio trattato di chimica enologica, attirò, ad un secolo di distanza, l'attenzione di Pasteur. L'attento studio di quest'opera lo portò alla scoperta del principio attivo della fermentazione. Bell'esemplare di questa non comune opera, rara a reperirsi in prima edizione.. BING I, p. 698.Simon n. 647. Vicaire col. 353. Westbury 93. D. B.It., vol 43, p. 670-671..
(Porphiriou philosophou peri apoches ampsyches biblia tessara) - Porphyrii philosophi de abstinentia ab esu animalium libri quatuor. Cum notis integris Petri Victorii ed Ioannis Valentini. et interpretatione latina Ioannis Bernardi Feliciani... Accedunt 4 epistolae de apostasia Porphyrii - Un volume in 4° di (32)-398-(14) pagine. Testo su due colonne, una per il testo greco, l'altra per la traduzione in latino. Titolo in rosso e nero. Tagli rossi. Piena pelle marmorizzata dell'epoca, dorso a 5 nervi ornato e dorato (piccola fenditura di 4 cm alla cerniera). Vicaire, p. 704 - Crevenna, t.II p 34, "dit que cette edition est peut-etre la meilleure de cet ouvrage". Eccellenti condizioni per questo libro fondamentale per la storia delle teorie dell'alimentazione: il più famoso trattato antico contro l'uso della carne e a favore del vegetarianesimo.
In-folio, CLXIp. Edition numérotée 1/201 exemplaires sur vélin d'Arches [tirage total 280 exemplaires]. Monumental ouvrage illustré de 60 lithographies originales en couleurs de Hans Erni. Choix des textes par Jean Graven comprenant notamment: Goethe, Khayyam, Hafiz, Apollinaire, Hugo, Heredia, Baudelaire, Nietzsche, Rilke, Ramuz, Claudel, etc... Petit choc dans un coin de l'étui, sinon exemplaire en parfaite condition.
in-8 (mm.193x113), pp. VIII, 115, (1), al verso dell'ultima carta illustrazioni silografiche di strumenti usati in viticoltura. Legatura coeva in marocchino nocciola, piatti inquadrati da ampia bordura in oro, formata da filetti, ghirlande e ferri floreali. Dorso liscio, diviso in scomparti da filetti e decorato da piccoli ferri in oro. Contropiatti e sguardie in carta caillouté. Seconda edizione - la prima apparve nel 1812 - dell'agile manuale in cui il veneziano Dandolo compendia - su invito del governo del Regno d'Italia - 'le istruzioni già date alle stampe nella più ampia Enologia, affinché chiunque il brami possa essere instrutto come s'abbia egli a regolare per ottenere costantemente ottimo, e durevole vino' (p. VI). Buon esemplare, restaurato l'angolo esterno superiore del frontespizio, e due timbri sbiaditi. Qualche fioritura, bruniture diffuse all'ultima carta. .. B.IN.G., 650; Westbury, 75; Oberlé, 956 (per la prima edizione).
- Garnier frères, Paris 1887, In-4 (23,5x32cm), 290pp. et 368pp., 2 volumes reliés. - Edition originale illustrée de 60 planches contenant 300 dessins comprenant 5000 titres et 700 observations. Cachet de l'auteur au verso de la page de titre qui atteste de l'édition originale. Reliure de l'éditeur en demi chagrin rouge à plats de percaline rouge. Dos à faux nerfs orné de 4 grands fleurons caissonnés à froid. Percaline des 2 plats du tome 1 gondolés par endroits. Coutures intérieures du tome 1 laches, laissant apparaître un jour entre les 2 plats. Quelques rousseurs dans le tome 2. Une trace de mouillure jaune p.119 au tome 2, et p. 328 à 334, rousseurs jaunes très présentes. ex-libris tampon Jules Dupont. Tout l'art culinaire français dans un grand traité de gastronomie. Cet ouvrage majeur est considéré comme un des plus importants de la cuisine française et il est un parfait miroir de la cuisine telle qu'elle se pratiquait dans les grands restaurants et dans les lieux prestigieux. De nombreux menus illustrent les coutumes culinaires du XIXe siècle, bien éloignées de notre frugalité. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
In-8 p. (mm. 213x132), mz. tela mod. con ang., tit. oro su tassello al dorso, pp. (4),194,(2). “"Edition originale", seule avouée par l’Auteur”. “In nine chapters Chaptal covers all phases of wine production from the siting of a vineyard through harvest, fermentation, bottling and aging. He also discusses the correction of common flaws, the chemical analysis of wine and its health benefits. A fundamental work on this subject, Chaptal’s treatise was soon translated into Italian and German and in 1811 the first American edition appeared”. Cfr. Bibliothèque Bachique,118 - Simon Vinaria, p. 18 - Cole, 248. Solo lieve alone margin. alle prime 8 cc., altrim. esemplare con barbe ben conservato.
In-8° (220x152mm), pp. 15, cartoncino marmorizzato coevo. Ottimo esemplare. Unica edizione, assai rara, priva di qualsivoglia indicazione di stampa. Nella lettera, in cui è indicato il conte Fabio Asquini d'Udine quale primo coltivatore del Picolit, l'autore riferisce di trovarsi a Paese, non lontano da Feltre, dove il suo ospite Conte Girolamo Manfrin si era appunto dedicato alla coltivazione del Picolit. Lo Zucchini descrive quindi in dettaglio le tecniche di coltivazione e vinificazione praticate dal Manfrin ed invita il Martelli a tentare la coltivazione del vitigno anche in Toscana. Moretti, Bibliografia agronomica, p. 164. Sormanni, p. 139. Molon, Ampelografia, p. 264. Una sola copia in SBN / ICCU, alla Biblioteca Provinciale Giulio e Scipione Capone di Avellino. Italiano
4 fotografie originali vintage in b/n, silver print, cm 64 x 49 applicate su cartone con scritte imprese in oro cm 75,5 x 61, raffiguranti la veduta aerea dello stabilimento, le cantine di lavorazione degli spumanti, e il reparto di fabbricazione dei vermouth. Queste immagini furono utilizzate per la realizzazione di cartoline dello stabilimento stampate a Como da Mandelli arti grafiche nel 1935. La Fratelli Gancia & C., una delle piu' importanti case vinicole italiane, venne fondata a Canelli nel 1880 da Carlo che mori' nel 1897 lasciando l'azienda al primogenito Camillo
In folio (30,5x20,8 cm); (12), 288, (12), (2 b.) pp. Prima edizione latina. First latin edition. Legatura coeva in piena pargamena floscia, qualche lieve difetto. Due macchiolne d’inchiostro a pagina 259 e 260 del tutto irrilevanti e un leggerissimo alone al margine esterno di una cinquantina di carte, ininfluente e praticamente quasi invisibile (leggermente più marcato nel margine basso delle ultime tre carte), un forellino al margine esterno bianco e della seconda carta dell’indice dovuto ad un difetto della carta prestampa e nel complesso esemplare in più che buone condizioni di conservazione. Grande marca tipografica di Arrivabene al frontespizio con Samaritana al pozzo offre da bere a Gesù ed il motto “Quicunque biberit ex hac aqua, non sitiet in aeternum”. Prima celeberrima traduzione latina (una seconda edizione sempre in latino uscì lo stesso anno ma in 8° presso Sebastianum Bartolomaei Honorati a Lione) di uno dei più antichi testi gastronomici. L’opera fu stampata per la prima volta da Aldo Manuzio nel 1514. Nel 1556, visto il grande successo dell’opera, Andrea Arrivabene decise di produrre una traduzione latina elaborata dall’umanista milanese Natale Conti che passò quasi tutta la sua vita a Venezia. L’edizione di Arrivabene permise di conoscere l’opera ad una platea ancora maggiore e di sancirne il successo tanto che da questa edizione in poi , varie furono le riedizioni, compresa una nello stesso 1556. L’autore dell’opera è lo scrittore egizio dell'età imperiale, Ateneo di Naucrati (Ath?naios Naukratítes o Naukrátios, nato a Naucrati in data sconosciuta e morto dopo il 192 dato che nelle sue opere si trovano critiche a Commodo) che redasse il testo in greco. Il testo è considerato un classico di enorme importanza per la conoscenza degli usi ed i costumi del mondo greco. Della vita dell’autore si sa pochissimo ma si suppone che sia stato uno dei bibliotecari della Biblioteca di Alessandria per i 700 autori e 2500 opere citati nel volume che suggeriscono che solo una persona con un accesso diretto alla biblioteca di Alessandria avrebbe potuto riportare. L’opera segue la classica struttura del Simposio platonico, dove l’autore racconta quello da lui visto e sentito in un simposio, all’amico Timocrate. Ma rispetto al Simposio platonico, qui ampio risalto è dato all’aspetto gastronomico che è l’argomento centrale dell’opera con descrizioni di vini e cibi hanno fatto dell’opera un classico della storia della gastronomia. Intorno alle descrizione gastronomiche si sviluppano diversi argomenti come il lusso (fra i quali abbondano le descrizioni di profumi e bagni termali), la dieta, la salute, il sesso omosessuale e eterosessuale, la musica, l’umorismo, la prostituzione e la lessicografia greca. I critici sono oggi concordi che senza questo lavoro di Ateneo numerosissime importanti informazioni non solo sul mondo dell’antica Grecia ma anche su alcuni autori, come ad esempio i poeti parodici Archestrato di Gela, Matrone di Pitane e il medico Androne, oggi sarebbero del tutto totalmente sconosciuti. Infatti l’autore, all’interno dell’opera ampi stralci di autori dei quali non ci sono giunte opere, specie da commediografi. Nel XV° libro si trova una celebre raccolta di 25 scolii attici risalenti alla fine del VI-V secolo a.C, improvvisazioni simposiache estemporanee ideate e declamate proprio durante questi banchetti. Vicaire nella sua celeberrima bibliografia gastronomica scrive di quest’opera “Athéné y traite d'une quantité de sujets relatifs à la gastronomie. Les noms des gourmands les plus fameux, des cuisiniers célèbres y sont cités ; les vertus et qualités des légumes, poissons et animaux font le sujet de longues dissertations ainsi que les vins, les usages admis dans les repas et fêtes épulaires. On y trouve aussi des renseignements sur les Apicius." (Vicaire, Bibliographie gastronomique, 50). Questa prima edizione latina che segue la prima edizione aldina del 1514 è rara e ancor più rara a repirirsi nella sua legatura originale. Rif. Bibl.: Graesse I-244, Vicaire non cita questa prima edizione latina.
<p>21 cm, rilegatura settecentesca con titolo in oro su tassello al dorso; p. (8), 296. Frontespizio con vignetta (Sybilla con libro), capilettera ornati ,numerose illustrazioni silografiche di piante e frutti nel testo. Alone al margine superiore delle prime 8 carte e piccole macchie, al margine esterno, che non toccano il testo, di circa 100 pagine. Graesse, vol III, p. 260. Molto raro</p>
2 vol. in-8, ff.(4), pp.464; pp.VIII, 480, 12 interessanti tavole ripiegate f.testo, quattro nel I vol., otto nel II. Leg. del tempo m.pelle bruna, titolo e filetti oro ai dorsi. Rara edizione originale di opera importante in materia compilata da un distillatore professionsta che operava a Versailles con i sistemi più aggiornati e migliori, ottenendo ogni tipo di liquore pregiato. Trattato sconosciuto a varie bibliografie gastro-enologiche. Non comune, ottimo esemplare.. Oberlé, Une bibliothèque Bachique, n.411..
in-8 antico, ccnn 12, cc 239, ccnn 9, elegante leg. mod. m. pelle con tass. e tit. oro al d. con fregi, piatti in cart. dec. Tagli spruzzati. Iniziali xilogr. Antica firma di possesso ms al colophon. Dedicat. alla Città di Brescia. Una delle prime ediz., rara, di opera di grande successo dell’agronomo bresciano (1499-1570): tratta di agricoltura come di viticoltura, enologia, gastronomia, botanica, orticoltura, caccia e pesca, dei piaceri della vita in villa, il tutto di piacevole lettura sotto forma di dialogo. Ampi indici al fine. Westbury p.110. Olschki, Choix, 2472. Bell’esempl. a larghi margini. [220]
in-8 gr., pp. (6), 262, (2), rileg. mod. cartone, conservate all'interno le cop. orig. Rara ediz. arricchita da incis. n.t. e 32 tavv. f.t. quasi tutte a colori. L’A. dimostra attraverso indagini al microscopio che le alterazioni del vino dipendono dalla presenza e dalla riproduzione di microrganismi. Oberlè 985. Simon 22. Perfetto esempl.
in-8, pp. XVI, 381, copertina originale in cartoncino muto, titolo manoscritto al dorso. Con una tavola ripiegata f.testo inc. in rame. Due dettagliati indici, dei capitoli e delle materie. Vasto e importante trattato enologico su ogni particolare aspetto della vinificazione, fermentazione e conservazione dei vini. Esemplare a pieni margini, assai bello.. Simon, Biblioteca Vinaria, p.19. Oberlé, Les fastes de Bacchus, pp.948-951..
Three volumes, complete. SECOND EDITION (first edition 1782, with some copies re-issued with a new title-page in 1783) of this scholarly, encyclopedic, and highly entertaining history of French gastronomy. This edition has been carefully corrected--and much documentation has been added--by Jean-Baptiste-Bonaventure de Roquefort, one of the outstanding scholars of his generation, who specialized in medieval literature and culture. [2] leaves; VI, 448 pp.; [2] leaves; 431 pp.; [2] leaves; 482 pp. The author originally set out to write an extensive work covering all facets of private life in France, but only this first part--which covers everything related to cooking, wine, eating, and hunting--was published. Discusses the origins of cooking tools and techniques, the provenance of all kinds of foods (including, of course, foodstuffs that came from the New World), and much more, including an extensive section on hunting. A classic. PRINTED ON FINE LAID PAPER. 8vo. Attractively bound in contemporary quarter calf and marbled boards. Spines dry and faded, else a fine and bright copy with very large margins and very white paper. Vicaire Gastronomique 510 (Not knowing of this specific edition, but calling the work "Ouvrage tres interessant et tres utile...."); Bitting 280 ("This is one of the finest works upon the social life of the French people...."); Thiebaud 576. A RARE AND IMPORTANT WORK.
- Garnier frères, Paris 1889, 997pp., relié. - Edition originale. 262 dessins gravés dans le texte représentant les principales pièces montées de la cuisine, de la pâtisserie et des glaces. Reliure en cartonnage de l'éditeur en pleine percaline rouge graînée. Dos lisse orné d'un grand fleuron noir. Titre doré. Ornements d'encadrement sur les plats et une vignette centrale. Petit manque de percaline au mors supérieur en queue. Quelques salissures et des traces de frottement, mais bon exemplaire avec quelques rousseurs éparses. Un des plus importants traités de pâtisserie du XIXe siècle. Recherché pour ses planches impressionantes. Garlin, célèbre chef de Tonnerre fut d'abord l'élève de son père avant de se former lui-même dans les ambassades et diverses maisons. Le pâtissier moderne concerne toute la cuisine et non pas comme son titre pourrait laisser penser, seulement la patisserie. Tableau des vins préférés dans les trois services. Table des matières permettant de retrouver les 3300 entrées. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
Due parti in un volume (21x27 cm), volumen prius: Pars prima, e Pars altera. Il secondo volume non venne mai pubblicato. Paginazione: (12)-14-(2)-96-(2)-97-173-(2)-176-308-(4) pagine. VI carte di tavole incise, sciolte. Per errore il legatore ha sistemato all'inizio tutte le pagine di titolo, sia quelle della Pars prima che della Pars altera. Ma il volume è completo, in barbe e quindi a larghi margini, e con rare fioriture. In lingua latina. Legatura moderna in stile antico, in mezza pergamena muta con carta marmorizzata ai piatti.
In 8, cm 16,5 x 22, pp. cc. 77 + (3 cc.). Leggere gore e lieve affaticamento dell'angolo superiore di alcune carte. Piena pergamena floscia coeva con sguardie rinfrescate. Edizione originale e unica di quest'opera che analizza la peste nel suo manifestarsi, descrive i mezzi per contenerne il contagio e i veicoli di infezione, indica i mezzi preservativi atti a prevenire l'infezione sia di carattere comportamentale sia di carattere alimentare. Nello specifico indica come utili a questo fine le carni e le selvaggine, aromi come cinnamomo, cannella, scorze del malangolo, zafferano. i pesci come trota, luccio ecc. ma anche 'casci', pere, mele cotte, amandorle, prugne secche ecc. In merito al bere si raccomanda che siano '...vecchi, chiari, sottili, di sostanza e di sapore austero o piccanti o tondo e maturo...' fra i 'nostrali' son consigliati quelli della collina di Torino, Chieri e Moncalieri, i 'claretti di Castelvecchio, Masino, Astegiana, Monferrato, Fruzzasco...'. Sono poi trattati i composti farmaceutici, palle odorifere, i rottorij, i cauterij, l'ulcere, rimedi esterni come Bolo Armeno, Pietra Bezaar, Smeraldo, Saffiro, Unicorno. Tratta poi i rimedi di poco costo per i poveri ma anche celebri rimedi come lo sciroppo angelico del Massa, l'antidoto di Giacomo Riccio, l'antidoto di Ippocrate ecc. In fine tratta della cura e della manifestazione della malattia. Nella dedicatoria a Carlo Emanuele di Savoia viene indicato che il motivo dell'opera deriva dall'essersi diffuso il morbo negli Stati di S. M. partendo dalla citta' di Ivrea. Il Bucci, figlio di medico carmagnolese, compi' i suoi studi presso l'Universita' di Padova e ottenne a Torino la licenza in medicina nel 1552. In seguito entrera' nell'organico dell'Universita' come titolare dell'insegnamento di Logica tradizionale per poi passare a quella di filosofia naturale, incarico che tenne sino alla pensione nel 1592. In realta' gran parte della sua attivita' si svolse a corte ove rivesti' incarichi di oratore ufficiale e partecipo' a molte legazioni. Di tutto cio' e' testimonianza un'ampia produzione encomiastica ma anche politica a cui sono stati dedicati parecchi studi. Lo stesso Tasso ne fece uno dei protagonisti dei suoi 'Forno primo e Forno secondo' in cui il Bucci incarna il prototipo del '...filosofo cosi' imbevuto di nozioni aristoteliche e platoniche da essere espressamente invitato a parlar da cortigiano per essere capito...'. Mammola, Una disputa storico - filosofica nella Torino del 500: Agostino Bucci..., p. 2 segg.
In-8° (20 x 12,5 cm). XIX, 382 pp. 1 tavola. Mezza pelle ottocentesca. Filetti e titoli oro al dorso. Qualche brunitura dovuta al tipo di carta. Seconda edizione ampliata. La prima edizione fu stampata nel 1801 [Parigi, Marchant]. Vicaire 164. Bitting 83. Secondo Oberlè (Une Bibliothèque Bachicque, Collection Killian Frtsch, n. 119, p. 99) , <<Chaptal avait développé sa doctrine sur la vinification dès 1799 lors de la rédaction de l’article « vin » du Dictionnaire d’agriculture de l'abbé Rozier. Immédiatement, les propriétaires de vignobles s’emparent de son travail et des savants tels que Cadet-de-Vaux et Roard publierènt cette nouvelle doctrine avec leurs propres observations. Fort de tous les renseignements que lui fournissent ceux qui ont adopté ses principes, Chaptal développe son sujet dans son traité de 1807, qui a révolutionné l'art de la vinification et qui sera plusieurs fois réimprimé>>.
In 16 (cm 15 x 18,5), pp. (52). Rinforzo al margine interno del frontespizio e della terza carta. Leggera abrasione al frontespizio. Cartonatura coeva. Rara pubblicazione di natura beneaugurante, nata nell'ambiente accademico dell'Universita' di Jena, contenente una trattazione storica sull'origine del calice di vino dai Baccanali dalla Grecia antica al calice eucaristico cristiano. Gli esemplari censiti presentano il medesimo testo e un frontespizio simile, mentre il nostro differisce per il nome che compare al frontespizio, Johannes Christophorus Abicht (1644-1681) invece di Johannes Weissenborn, insieme a quello dell'A. Philipp Muller. Nella nostra copia e' inoltre presente una carta in piu', la seconda dopo il frontespizio, con le Additamenta. Al verso di questo foglio si trovano alcuni nomi di studiosi legati all'ambiente universitario a cui l'A. offre la pubblicazione con frasi augurali come in un brindisi. Un paragrafo e' dedicato alla forma e al materiale del calice presso i Greci, gli Ebrei, i Romani e i Cristiani, molti riferimenti al vino e alla vite. Di Johann Christoph Abicht si ricorda un'opera, sempre stampata a Jena nel 1667, dal titolo "De Ophir, lapide Salomonis philosophico, disquisitionem geographicam". Philipp Müller (1640-1713) fu professore di teologia all'Universita' di Jena.
In 8° (mm 210 x 133); (4), 260 pagine. Antiporta con il ritratto dell'autore inciso in rame, alla fine del tomo elenco delle opere dei Verri. Brossura parlante editoriale. Sguardie con carta di riutilizzo editoriale originale. Prima edizione. Ottimo esemplare in barbe, dorso rinforzato, qualche piccola fioritura internamente, timbri di appartenenza alle prime ed ultime carte.