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Acquaforte e bulino, 1625, firmato e datato in lastra in basso. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, rifilata al rame, in eccellente stato di conservazione. Celebre per i suoi ritratti di tutta l’aristocrazia romana degli inizi del XVII secolo, il Leoni, romano di nascita, deve il suo soprannome alla città natale del padre, anch’egli pittore di ritratti, effigiato in questo lavoro. Etching and engraving, circa 1625. Magnific impression on contemporary paper, with small margins, in good condition. Famous for his portraits of all the Roman aristocracy in the early seventeenth century, Ottavio Leoni, Roman by birth, owes its nickname to the birthplace of his father, also a painter of portraits. Bartsch 28; Petrucci, Il Caravaggio acquafortista, pp. 35/46.
Acquaforte, firmato in lastra in basso. Da un dipinto di J. Vanloo.Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame ed applicata su antico supporto di collezione, in ottimo stato di conservazione. Etching, signed on lower plate. After a painting by J. Vanloo.Magnificent work, printed on contemporary laid paper, trimmed to platemark and laid on antique collector’s paper, in perfect condition. Lucy Peltz, ‘Chatelain , John-Baptist Claude (1710–1758).
Bulino, 1631, firmato in basso a sinistra “N. vd Horst I.” e a destra “C. Galle fecit”. Nel cartiglio è presente un’iscrizione in latino: “Lucem scripta uident facies ut luce perennet, / Hanc pono haec nostri pignus amoris habet. / Pignus amoris habet sic nos vivemus uterq[...] / Tu facie, et scriptis: Pignore amoris ego / Laurent: de Middelbosch Eques / Ausatus Sopascha de Lionis &c'/ M.DC.XXXI”. Stato unico. Bella prova, inchiostrazione marcata e uniforme, impressa su carta vergata coeva, rifilata alla linea del rame, occasionale e lieve foxing, una macchia in corrispondenza dell’angolo superiore destro, nel complesso molto buono lo stato di conservazione. Ritratto di Johannes Decker van Valckenburgh (1583 – 1646) in un ovale circondato da figure allegoriche; due putti reggono un nastro con il nome del personaggio ritratto: “JOHANNES DECKER FALCKENBOURGUS I.C. BELGA”; sopra l’ovale la personificazione della Giustizia e di Minerva armata stanno incoronando con allori la Fama, al centro, che punta nella direzione del ritratto. Engraving, 1631, signed on the left bottom: “N. vd Horst I.” and right: “C. Galle fecit”. After, Nicolaas van der Horst. Only state. On the bottom a cartouche with a Latin inscription: “Lucem scripta uident facies ut luce perennet, / Hanc pono haec nostri pignus amoris habet. / Pignus amoris habet sic nos vivemus uterq[...] / Tu facie, et scriptis: Pignore amoris ego / Laurent: de Middelbosch Eques / Ausatus Sopascha de Lionis &c'/ M.DC.XXXI”. Good example, printed on contemporary paid paper, trimmed close to platemark, occasional light foxing scattered, a small satin on upper right corner, otherwise in good condition. Portrait of Johannes Decker van Valckenburgh (1583 – 1646) in an oval surrounded with allegorical figures; two putti hold a ribbon with the name of the portrayed: “JOHANNES DECKER FALCKENBOURGUS I.C. BELGA”; above the oval personification of Justice and the armed Minerva are crowning the personification of Fama with laurels, at the centre, who is pointing in the direction of the portrayed. Hollstein 282, Le Blanc 43
Bulino, 1605 circa, firmato in lastra, nell’immagine in basso a destra: “Christof: van Sichem Sculp: et exc:”. Da un disegno di Jan Cornelisz Woudanus, a sua volta basato su Aldegrever. Dall’opera Historische beschrijvinge ende affbeeldinge der voorneemste hooft ketteren, so vande catholijcke, ende christelijcke kercke […], pubblicato ad Amsterdam nel 1608. Ottimo esemplare, impresso su carta vergata coeva, con filigrana non identificata, in ottimo stato di conservazione. Ritratto di Giovanni di Leida (propr. Jan Buytenwech), Capo degli anabattisti di Münster (Leida 1509-Münster 1536). Secondo Hollstein, l’esemplare fu pubblicato con testo olandese e tedesco, con bordo ornamentale, nelle edizioni del 1608; senza testo e bordo ornamentale, fu pubblicato nell'edizione del 1677. Engraving, 1605 circa, inscribed, in plate, lower right of image: “Christof: van Sichem Sculp: et exc:”. Taken from a work of Jan Cornelisz Woudanus, this one based on Aldegrever’s sketch. From Historische beschrijvinge ende affbeeldinge der voorneemste hooft ketteren, so vande catholijcke, ende christelijcke kercke […], published in Amsterdam in 1608. Good example, printed on contemporary laid paper, with unidentified watermark, very good condition. According to Hollstein, the plate was published with Dutch and German text, in ornamental border, used in edition 1608; without text and ornamental border in edition 1677. Portrait of Jan van Leiden, (1509 – 1536) an Anabaptist leader from Leiden, in the Holy Roman Empire's County of Holland. Half length, directed to the right, wearing an embroidered coat, a big chain with a crucifix around his neck and a cap; holding a sceptre and orb, a book and a rolled-up sheet of paper and leaning on a balustrade; at top left there is a scroll with an orb and a crown in front of two crossed swords.
Bulino, 1605 circa. Da un disegno di Jan Cornelisz Woudanus. Tratto da Historische beschrijvinge ende affbeeldinge der voorneemste hooft ketteren, so vande catholijcke, ende christelijcke kercke[…], pubblicato ad Amsterdam nel 1608 da C. van Sichem. Ottimo esemplare, impresso su carta vergata coeva, con filigrana non identificata, in ottimo stato di conservazione. Ritratto di Harm (Harmen) Schoemaker (Schoenmaker), un anabattista olandese. Secondo Hollstein, la lastra fu pubblicata con testo olandese e tedesco, con bordo ornamentale, nelle edizioni del 1608; senza testo e bordo ornamentale, si trova nell'edizione del 1677. Engraving, 1605 circa. Based on a work of Jan Cornelisz Woudanus. From Historische beschrijvinge ende affbeeldinge der voorneemste hooft ketteren, so vande catholijcke, ende christelijcke kercke[…], published by C. van Sichem in Amsterdam in 1608. Good example, printed on contemporary laid paper, with unidentified watermark, very good condition. According to Hollstein, the plate was published with Dutch and German text, in ornamental border, used in edition of 1608; without text and ornamental border in 1677 edition. Harm (Harmen) Schoemaker (Schoenmaker), a Dutch Anabaptist, who by his unsound bigoted fanaticism (he called himself the Messiah and even God the Father) caused a tumult at 't Zandt, Dutch province of Groningen, in January 1535. On the farm called "De Arke," owned by Eppe Pietersz, a wealthy farmer, a large crowd gathered, over 300 of whom were baptized in one night by Schoenmaker, assisted by Cornelis int Kershof. Schoenmaker was arrested and put in prison in Groningen, where he soon died insane. He clearly took the Münsterite views and initially considered himself an elect to bear the banner of God from Groningen to Münster; i.e., to be the leader of the revolutionary Anabaptists of the Groningen region to the New Zion, which Jan van Leiden had erected in Münster.
Acquaforte e bulino, circa 1625. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva applicata su antico supporto di collezione, con piccoli margini, tracce di colla agli angoli, per il resto in eccellente stato di conservazione. Celebre per i suoi ritratti di tutta l’aristocrazia romana degli inizi del XVII secolo, il Leoni, romano di nascita, deve il suo soprannome alla città natale del padre, anch’egli pittore di ritratti. Etching and engraving, circa 1625. Magnific impression on contemporary paper, laid down on antique paper, with small margins, in good condition. Bartsch 8
Acquaforte e bulino, circa 1625. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva applicata su antico supporto di collezione, con piccoli margini, tracce di colla agli angoli, per il resto in eccellente stato di conservazione. Celebre per i suoi ritratti di tutta l’aristocrazia romana degli inizi del XVII secolo, il Leoni, romano di nascita, deve il suo soprannome alla città natale del padre, anch’egli pittore di ritratti. Etching and engraving, circa 1625. Magnific impression on contemporary paper, laid down on antique paper, with small margins, in good condition. Famous for his portraits of all the Roman aristocracy in the early seventeenth century, Ottavio Leoni, Roman by birth, owes its nickname to the birthplace of his father, also a painter of portraits. Bartsch 14
Bulino, 1605 circa, firmato in lastra, nell’immagine a sinistra sul basamento “C V. Sichem Sculpsit”. In alto a destra “C. Wou”. Dall’opera Historische beschrijvinge ende affbeeldinge der voorneemste hooft ketteren, so vande catholijcke, ende christelijcke kercke[…], pubblicata ad Amsterdam nel 1608 da C. van Sichem. Ottimo esemplare, impresso su carta vergata coeva, in ottimo stato di conservazione. Ritratto di David Joris, o Jan Jorisz o anche Jan Joriszoon, in latino Ioannes Davidus Georgius (Fiandre, 1501 o 1502 – Basilea, 25 agosto 1556), anabattista, noto anche come Jan van Brugge. Dopo il fallimento della rivolta di Münster, alla quale non aveva partecipato, cercò di riunire i vari gruppi anabattisti a cui si era avvicinato dal 1528-30, ma le persecuzioni colpirono duramente il movimento. In rapporti con C. S. Curione e con S. Castellione, J. Rappresenta, dell'anabattismo, la corrente mistica con tendenze apocalittiche; da ciò il carattere profetico e le "visioni" che caratterizzano i suoi scritti, tra questi il Wonderboeck, waein dat van der Werldt den Versloten gheopenbaers (in traduzione: Il libro delle meraviglie in cui viene rivelato il destino del mondo) del 1542, raffigurato nel ritratto. È ritratto a mezzobusto, con un guanto nella mano sinistra; la mano destra, nella quale tiene un garofano, è appoggiata su un libro da lui scritto e il cui titolo, Wonder Boeck, è riportato sul taglio laterale. Secondo Hollstein, la lastra fu pubblicata con testo olandese e tedesco, con bordo ornamentale, nelle edizioni del 1608; senza testo e bordo ornamentale, nell'edizione del 1677. Engraving, 1605 circa, signed at upper left of image “C V. Sichem Sculpsit”. Inscribed, in plate, upper right of image: “C. Wou:” and inscribed on the edge of book “Wonder Boeck.”. Based on a work of Jan Cornelisz Woudanus. From Historische beschrijvinge ende affbeeldinge der voorneemste hooft ketteren, so vande catholijcke, ende christelijcke kercke[…], published in Amsterdam in 1608 by C. van Sichem. Good example, printed on contemporary laid paper, with unidentified watermark, very good condition. Portrait of David Jorisz. On the table a copy of Wonder Boeck, written by him. He lets his hand, in which he holds a carnation, rest on the book; in the other has a glove. Above his head the year 1554 and his age are mentioned. David Joris, (born 1501/02, Ghent or Bruges, Flanders—died August 25, 1556, Basel, Switz.), religious reformer, a controversial and eccentric member of the Anabaptist movement. He founded the Davidists, or Jorists, who viewed Joris as a prophet and whose internal dissension led—three years after his death—to the cremation of his body after his posthumous conviction as an heretic. According to Hollstein, the plate was published with Dutch and German text, in ornamental border, used in edition of 1608; without text and ornamental border in 1677 edition.
Acquaforte e bulino, 1670, nella cornice ovale “Clemente X Pont. Max. creato. adi. 29 aprile 1670”, sotto il ritratto “Gio Iacomo Rossi le Stampa in /Roma Alla PaceAlinsegna di Parigi”. Bell’esemplare, impresso su carta vergata coeva, traccia delle due pieghe di carta, rifilata alla linea del rame, nel complesso in ottimo stato di conservazione. L’incisione raffigura il ritratto di papa Clemente X (1670 – 1676), al secolo Emilio Bonaventura Altieri (1590 –1676), eletto pontefice il 29 aprile 1670. Intorno al ritratto, tre vignette, con relativa didascalia, raffiguranti il Pontefice sulla sedia gestatoria; la fase del “Conclave disfatto dai conclavisti” e l’adorazione del Pontefice in S. Pietro. L’incisione reca l’indirizzo di Giovanni Giacomo de Rossi, sebbene la stampa non sia elencata nell’Indice delle stampe De’ Rossi – Grelle Iusco. RARA. Etching and engraving, 1670, in the oval frame “Clemente X Pont. Max. Created. adi. 29 April 1670”, under the portrait: “Gio Iacomo Rossi le Stampa in / Roma Alla PaceAlinsegna di Parigi”. Fine example, printed on contemporary laid paper, trace of the two folds, trimmed to the copper line, overall in excellent condition. The engraving depicts in the center, the portrait of Pope Clement X (1670 - 1676), born Emilio Bonaventura Altieri (1590-1676), elected on 29 April 1670. Around the portrait, three scenes, with related caption, depicting the Pope on the gestation chair; the phase of the “Conclave disfatto dai conclavisti” (“conclave dismantled by the conclavists”) and the adoration of the Pope in St. Peter's. The plate bears the address of Gio. Giacomo de Rossi, but it isn’t listed in Indice delle stampe De Rossi – Grelle Iusco. A VERY RARE WORK.
Bulino, 1621, monogrammato in lastra in basso a destra. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con piccoli margini, applicata su antico supporto di collezione, in ottimo stato di conservazione. Ritratto di Jan van de Velde il Vecchio inciso dal figlio. Opera rara. Engraving, 1621, signed with monogram on right plate. Magnificent work, printed on contemporary laid paper, with small margins, laid on antique collector’s paper, in excellent condition. Portrait of Jan van de Velde the Elder in an oval frame; below a crowned swan holding a pencil case in its beak; at lower centre the sitter's arms with three sheep. Lettered on the oval frame: 'T LEEFT AL VAN DE VELDE AETATIS SUAE LIII ANNO 1621'. And signed in bottom right corner: 'JV fe.' Rare. Franken & van der Kellen 40.41; Hollstein 414.II.
Bulino, 1560, privo di firma e indicazioni editoriali. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Ritratto di Caio Giulio Cesare inciso da Enea Vico per illustrare l’opera Ex libris XXIII commentariorum in vetera imperatorum Romanorum numismata Aeneae Vici liber primus pubblicata a Venezia dalla tipografia di Aldo Manuzio nel 1560. Il libro, illustrato scritto e inciso da Enea Vico in latino, contiene un frontespizio inciso, dieci tavole, la prima con questo ritratto del busto di Giulio Cesare di profilo, otto tavole numerate con medaglie di Giulio Cesare. Timbro di collezione di Frederick Augustus II of Saxony (Lugt 971). Bibliografia Spike, John, ed. The Illustrated Bartsch, 30. Italian masters of the sixteenth century: Enea Vico. New York: Abaris Books, 1985. No. 408; Miller, E., 16th-century Italian ornament prints in the Victoria and Albert Museum, London, 1999, p. 135 (cat. 41a). Engraving, 1560, lacking signature and printing details. Magnificent proof, richly toned, impressed on contemporary laid paper, trimmed to copperplate, in excellent condition. Portrait of Julius Caesar engraved by Ena Vico to illustrate the work Ex libris XXIII commentariorum in vetera imperatorum Romanorum numismata Aeneae Vici liber primus published in Venice by Aldo Manuzio's printing house in 1560. The book, illustrated written and engraved by Aeneas Vici in Latin, contains an engraved frontispiece, ten plates, the first with this portrait of Julius Caesar's bust in profile, eight numbered plates with medals of Julius Caesar. Collection mark of Frederick Augustus II of Saxony (Lugt 971). Bibliografia Spike, John, ed. The Illustrated Bartsch, 30. Italian masters of the sixteenth century: Enea Vico. New York: Abaris Books, 1985. No. 408; Miller, E., 16th-century Italian ornament prints in the Victoria and Albert Museum, London, 1999, p. 135 (cat. 41a).
Bulino, 1605 circa, firmata in lastra, in basso a sinsitra: “CV Sichem Sculp: et excud:”. Da un disegno di Jan Cornelisz Woudanus, a sua volta basato su un soggetto di Aldegrever. Tratta dall’opera Historische beschrijvinge ende affbeeldinge der voorneemste hooft ketteren, so vande catholijcke, ende christelijcke kercke[…], pubblicata ad Amsterdam nel 1608 da C. van Sichem. Ottimo esemplare, impresso su carta vergata coeva, con filigrana non identificata, in ottimo stato di conservazione. Ritratto di Bernhard Knipperdolling, uno dei capi del movimento anabattista a Münster; è raffigurato a mezzobusto, girato verso sinistra, con un guanto nella mano sinistra, in alto a sinistra un emblema con una mano che impugna una spada circondata da una corona di alloro. Secondo Hollstein, la lastra fu pubblicata con testo olandese e tedesco, con bordo ornamentale, nell’ edizione del 1608, senza testo e bordo ornamentale, nell'edizione del 1677. Engraving, 1605 circa, signed in plate, lower right of image: “CV Sichem Sculp: et excud:”. Based on a work of Jan Cornelisz Woudanus after a sketch of Aldegrever. From Historische beschrijvinge ende affbeeldinge der voorneemste hooft ketteren, so vande catholijcke, ende christelijcke kercke[…], published in Amsterdam in 1608 by C. van Sichem. Good example, printed on contemporary laid paper, with unidentified watermark, very good condition. Portrait of the Anabaptist Bernhard Knipperdolling, leader of the Münster Anabaptists; showing a half-length portrait of Kipperdolling turnerd to the left, holding a glove in his left hand, on the top left an emblem with a hand holding a sword surrounded with a laurel wreath. According to Hollstein, the plate was published with Dutch and German text, in ornamental border, used in editions 1608; without text and ornamental border in 1677 edition. New Hollstein (German) 183.copy c.I (Aldegrever; copy in reverse)
Maniera nera, 1660-1670 circa, nel margine inferiore: “A van Dÿck P. ANTOINE VAN DYCK, Peintre très-celebre” e “W. Vaillant F.”. Da un autoritratto di Anton van Dyck. Ottimo esemplare, impresso su carta vergata coeva, completo oltre la linea del rame, in ottimo stato di conservazione. Wallerant Vaillant è stato un pittore, disegnatore e incisore olandese, il più famoso di una famiglia di pittori e incisori franco-olandese. Fratello di Jean e fratellastro di Jacques da Maria Warlop, apprese i rudimenti di disegno nella sua città natale. Nel 1637 divenne allievo di Erasmus Quellinus il Vecchio ad Anversa. Abbandonata la scuola di questo maestro, decise di dedicarsi alla pittura ritrattistica, maggiormente lucrativa e più adatta alle sue capacità. Nel 1647 si trasferì a Middelburg, dove divenne membro della locale Corporazione di San Luca. Nel 1652 operò ad Amsterdam e dal 1656 al 1659 a Francoforte sul Meno. In quest'ultima città dipinse parecchi ritratti di personaggi illustri e acquisì una reputazione fuori dal comune. Fu il primo artista ad utilizzare in modo professionale la tecnica del mezzotinto, che apprese quando si trovava a Francoforte sul Meno nel 1658 o forse a Londra al seguito del principe Rupert, ottenendo un grande seguito. Mezzotint, 1660-1670 circa, lettered in lower margin: “A van Dÿck P.” and “W. Vaillant F.”. Good example, printed on contemporary laid paper, trimmed close to platemark, in excellent condition. After a van Dyck’ self -portrait, with his hand on his chest looking to right, half-length. Willem or Guiliam van Nieulandt, sometimes Terranova (1584–1635) was a painter, engraver, poet and playwright from Antwerp. Having spent some time in the studio run by Jacob Savery in Amsterdam, which was followed by a lengthy stay in Rome as an assistant to Paul Bril, the artist returned to his native Antwerp in about 1605. He became a member of the local Guild of St. Luke and was granted the freedom of the city not long afterwards. According to Willem Adriaan te Slaa, this set of Views of Rome is in all probability one of van Nieulandt’s earliest printed works, dating back at 1605. New Hollstein (Dutch & Flemish) 507, copy (Van Dyck)
Acquaforte, 1763, in basso a sinistra “Nazarius Nazarii pinxit”; a destra “Marcus Pitteri sculpsit”. Nel margine inferiore, con al centro lo stemma araldico, l’iscrizione latina “Aloysius Monenicus Venetiarum Dux CXIX/ Suae Gentis VII, assumptus XIII Kal. Maij Anni MDCCLXVIII”. Da un dipinto di Nazario Nazari.Bell’esemplare, applicato su antico supporto cartaceo, rifilato alla linea marginale, in ottimo stato di conservazione.Alvise IV Mocenigo fu il centodiciottesimo Doge della Serenissima, il settimo doge della casata dei Mocenigo, dal 19 aprile 1763 alla sua morte, nel 1778.Per ricordare i festeggiamenti della sua elezione Lodovico Furlanetto ordinò al Canaletto dodici disegni che venne poi trasferiti su lastre di rame da Giambattista Brustolon raffiguranti le solennità dogali, che Francesco Guardi e altri artisti riproporranno in dipinti.In basso a sinistra, timbro di possesso non identificato Lugt, 4159 Etching, 1763, lower left “Nazarius Nazarii pinxit”; lower right “Marcus Pitteri sculpsit”. In the lower margin: “Aloysius Monenicus Venetiarum Dux CXIX/ Suae Gentis VII, assumptus XIII Kal. Maij Anni MDCCLXVIII”. After a painting by Nazario Nazari.Good example, applied on eigheteenth-century paper, trimmed at margins, in very good condition. Alvise IV Mocenigo was the eleven hundredth Doge of the Serenissima, the seventh doge of the Mocenigo family, from 19 April 1763 to his death in 1778.To commemorate the celebrations of his election, Lodovico Furlanetto commisioned to Canaletto twelve drawings, which were engraved by Giambattista Brustolon, depicting the solemnities of the Doges, which Francesco Guardi and other artists will repropose in paintings.At lower left an unidentified collection mark, Lugt 4159
Maniera nera, monogrammata in lastra in basso a destra. Da un soggetto di Adriaen van Ostade. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva ed applicata su antico supporto di collezione, rifilata al rame o con sottili margini, in ottimo stato id conservazione. Mezzotint, circa 1750, signed at lower right. After a painting by Van Ostade.A great impression, with tone, on contemporary laid paper, laid down on antique mounting, small margins, perfect condition.Portrait of an elderly woman, bust directed to right, wearing a cap and smiling, open-mouthed; after Adriaen van Ostade.Lettered below the image with the title and 'Ostade Pinx.t // [monogram] PO ... fecit'. Wurzbach 2
Ritratto di Giovanni Girolamo Sbaraglia, di profilo, rivolto a destra; entro un ovale affiancato da due putti in piedi su cornucopie. In cartiglio quattro righe in latino riferite all'autore e sotto l'immagine i dettagli della produzione: "Donatus Creti Bononiensis delineavit et sculpsit 1716". Acquaforte del 1716, firmata e datata sulla lastra in basso sul margine bianco. Esemplare nell'unico stato conosciuto. Bella prova, stampata in inchiostro olivastro su carta vergata coeva, priva di filigrana, rifilata alla lastra su tre lati, leggermente all'interno in alto, in ottime condizioni. Giovanni Girolamo Sbaraglia (medico, intellettuale ed accademico, 1641 - 1710) fu un importante anatomista bolognese, le cui teorie scientifiche erano in netto contrasto con quanto sosteneva Marcello Malpighi. Nonostante Sbaraglia non lo citasse mai esplicitamente, il principale bersaglio polemico delle sue dissertazioni era Malpighi, ormai divenuto uno degli anatomisti più famosi dell’epoca. Un monumento dedicato a Sbaraglia, progettato da Donato Creti. si trova all’interno del palazzo dell’Archiginnasio, accanto a quello del suo avversario Malpighi. Donato Creti è stato un importante disegnatore e pittore cremonese. La sua arte, poetica e individuale, rappresenta, insieme a quella di Marcantonio Franceschini, la più significativa espressione dello sforzo classico-idealista della pittura bolognese. Svolse la sua attività quasi esclusivamente a Bologna, dove realizzò affreschi decorativi, pale d’altare e quadri per collezionisti privati. Due caratteristiche sono di grande importanza: la sopraffina qualità della pennellata e la suggestione poetica della situazione e dell’umore. Cercava la bellezza della figura individuale e per questo si esprimeva al massimo in dipinti meditativi con poche figure; i suoi soggetti combinano grazia delle forme e precisione dei contorni, con la carne che raggiunge la delicatezza della porcellana e i colori che possiedono una brillantezza diamantina. Fu disegnatore prolifico con uno stile assolutamente distinto; disegnava per piacere così come per preparare le sue composizioni; di solito usava una penna d’oca e realizzava le ombre con l’acquaforte. Una delle rare incisioni dell’artista cremonese, bolognese di adozione. Portrait of Giovanni Girolamo Sbaraglia, bust, in profile, facing right; within an oval flanked by two putti standing on cornucopias. Lettered in cartouche with four lines in Latin referring to the sitter and below image with production details: “Donatus Creti Bononiensis delineavit et sculpsit 1716”. Etching, 1716, signed and dated on plate at bottom on white margin. Example in the only known state. Giovanni Girolamo Sbaraglia (physician, intellectual, and academic, 1641 - 1710) was an important Bolognese anatomist whose scientific theories were in sharp contrast to what Marcello Malpighi advocated. Although Sbaraglia never explicitly mentioned him, the main polemical target of his dissertations was Malpighi, who by then had become one of the most famous anatomists of the time. A monument dedicated to Sbaraglia, designed by Donato Creti. is located inside the Archiginnasio Palace of Bologna, next to that of his opponent Malpighi. Beautiful proof, printed in olive-coloured ink on contemporary laid paper, no watermark, trimmed at the platemark on three sides, slightly indented at the top, in very good conditions. Donato Creti was an Italian painter and draughtsman. His individual and poetic art represents, with that of Marcantonio Franceschini, the last significant expression of the classical–idealist strain in Bolognese painting. His activity was almost wholly confined to Bologna, where he painted decorative frescoes, altarpieces and easel pictures for private collectors. Two qualities are paramount: a perfected finesse of handling and poetic suggestiveness of situation and mood. He sought the ideal beauty of the individual figure and was thus at his best in meditative pictures with few figures; his subjects combine grace of form and precision of contour with flesh that attains the surface delicacy of porcelain and colours that have a mineral-like refulgence. He was a prolific draughtsman with a distinct personal manner, who drew for pleasure as well as to prepare his compositions, usually using a quill-pen and producing shadowing by hatching. One of the rare prints by the Cremonese artist. De Vesme 3, Bertelà 263.
1802530959.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
4703mensuel humoristique 1ère année n°1 avril 1908.paraît le 15 du mois.Petit in 4 carré broché, couverture illustrée en couleurs de WALLACE,16 pages de publicités illustrées,48 pages,texte sur 2 colonnes,illustrations pleine page et dans le texte par de LOSQUES René BULL,Abel FAIVRE,CARAN d’ACHE,AVELOT,OUTCAULT,texte de TRISTAN BERNARD,Hugues DELORME,trace de plume dans le coin supérieur droit page22,petites rousseurs en marge extérieure du premier plat,sans gravité.Peu courant
415p., illus. Hardcover Very good condition good
5164Ridley, homme d’église. Protestant. En feuille Très bon 30,5 x 18,2
1908145898München F. Bruckmann A.-G. 1908. X Textseiten u. 33 Kunstdrucktafeln mit 33 (davon 6 mont.) Wagner-Porträtbildern. OKart.-Einband. (Einband an den Kanten berieben u. teils fleckig). 20x14 cm
11494Fils d'Olivier En feuille Très bon XVIIIè Feuille 27 x 21 cm
87173Couverture rigide. Bon/1909. in-8. Paris 1909-10-11- in-8 broché Très bel exemplaire! unknown
184033571Paris, A la Revue Parisienne, 1840. Du n° 1, 25 juillet 1840 au n° 3, 25 septembre 1840, Paris, Directeur : Honoré de Balzac, Administrateur : J.-B. Huicque. In-16 relié pleine percaline bleu marine (15 x 10 cm), titre et fleuron dorés sur le dos, couvertures originales conservées, (4)-396 p. Collection complète.Joint : 1 coupure dune couverture des Français peints par eux-mêmes, annonçant la parution de la Revue parisienne ; 4 pages extraites de la Revue critique des livres nouveaux publiés pendant lannée 1840, rédigée par Joël Cherbuliez (septembre 1840) ; 2 articles extraits de LArtiste (1840) ; 1 annonce coupée dans un journal de lépoque de la parution de la Revue parisienne ; 2 portraits de Balzac. Les trois livraisons entièrement rédigées par Balzac contiennent en édition originale, Z. Marcas, Les Fantaisies de Claudine (réimprimé sous le titre Un Prince de la Bohême), une étude féroce sur le Port-Royal de Sainte-Beuve, et, enfin, l'Étude sur M. Beyle, long et élogieux compte-rendu de La Chartreuse de Parme. Vicaire I, 215. - ON JOINT en sus divers documents 1 coupure dune couverture des Français peints par eux-mêmes, annonçant la parution de la Revue parisienne ; 4 pages extraites de la Revue critique des livres nouveaux publiés pendant lannée 1840, rédigée par Joël Cherbuliez (septembre 1840) ; 2 articles extraits de LArtiste (1840) ; 1 annonce coupée dans un journal de lépoque de la parution de la Revue parisienne ; 2 portraits de Balzac. Très bon état.
190987173Paris, 1909-10-11-, in-8, , broché, Très bel exemplaire!