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Xilografia originale (mm 395x257) ad opera di Andrea Andreani dal soggetto di Tiziano. Primo degli otto legni contrassegnati dalla lettera A-H, che deriva in controparte dalla versione di Lucantonio degli Uberti, che ricalca la celebre opera di Tiziano "Corteo processionale con il trionfo di Cristo". Andreani dedica il suo Trionfo a Jacopo Liguzzi, come indicato in basso a sinistra entro piccolo drappo : "Titian inven Andreas Andrianis fecitdicavit D. Iacobo ligotiae pic Mag Duc Etruria Roma". Rafigurazione della parte iniziale del corteo del trionfo della fede disegnato da Tiaziano. Un angelo guida il corteo a capo del quale si vedono: Adamo ed Eva, Noè portante una simbolica arca sovrastata da una colomba bianca. In basso centrale la lettera A ad indicare la prima delle otto tavole. . Bartsch, XII, p. 91,9. Bénézit, I, p. 312. Mauroner p. 37. Cfr. Fondazione G. Cini, Atlante delle Xilografie italiane del Rinascimento..
silografia da tre matrici tirate in colore giallo e bruno di varie tonalità, mm 568x382 e margini. Grandiosa scena raffigurante Cristo e gli Apostoli nel tempio, derivata da un dipinto di Tiziano. La pala d'altare eseguita per la Chiesa di S.Spirito in Isola intorno al 1550 si trova ora a S. Maria della Salute. Legenda firmata, con dedica al nobile J.S. Makinzie, nell'alto della composizione. Il Jackson, innovatore nel 18° secolo dell'incisione a chiaroscuro, produsse a Venezia, sotto il patrocinio del Console Smith, una serie di 24 stupende silografie eseguite con la medesima tecnica del chiaroscuro da tre o quattro matrici che venne edita dal Pasquali nel 1745. Rara e assai decorativa.. Cfr. Mostra Jackson Museo di Bassano (1996). C.Franklin, Cat. Chiaruscoro, pp.9-19 e 35. Le Blanc II, 416..
Das massgebliche Werkverzeichnis der Gemälde über Tizian. Band 1: The religious paintings. Band 2: The portraits. Band 3: The mythological and historical paintings.
Patavii, Matthias Bolzetta De Cadorinis, 1647. Sette incisioni in rame più una di frontespizio. Rarissima collezione - completa - tratta da originali di Tiziano (perduti), indicato in lastra come autore delle opere da cui sono tratte le calcografie. Ogni scena, incisa in rame all'acquaforte, misura mm 154x120 circa, più ampi margini bianchi (mm. 320x215 i fogli). Maria Agnese Chiari nel catalogo "Incisioni da Tiziano", Venezia, 1982 attribuisce la raccolta a Hans Heinrich Schweitzer, anche se in due lastre a noi risulta leggibile la firma "Snizer f." e "Gio. Snizer f.". Anche il Museo Correr di Venezia - nel cui catalogo on-line siamo riusciti a rintracciare solo 3 delle 8 incisioni - le attribuisce a Schweitzer. A proposito di queste immagini cfr. l'asta Sotheby's "Arts of Europe", Londra, 3 dicembre 2013, lotto 138 (un boccale d'argento del Seicento) nella cui descrizione sono menzionate queste incisioni: "The barrel of the tankard is engraved with a continuous scene which skillfully combines at least two different images which are after lost works by Titian. The Titian-derived images: The clothing of the poor and part of the feeding scene, which straddle the tankard's handle are found with the same Latin inscription, in a 1647 Paduan publication by Mathias Bolzetta de Cadorinis, VII opera misericordiae piis animis dicat. A contemporary Swiss artist Hans Heinrich Schweitzer may have been the engraver of the images in the 1647 publication. See: Patricia Fortini Brown, Private lives in Renaissance Venice, Princeton, 2004, p. 211". Ottime condizioni di conservazione.
Acquaforte e bulino misure: mm 418 x 326 Pittore e incisore, fratello del più noto Giovanni Battista Fontana (1524-1587), entrambi hanno lavorato a Vienna come pittori per l'Imperatore Massimiliano II. Probabilmente Giovanni Battista ha fornito disegni che poi Giulio ha inciso. Giulio ha inciso altri soggetti da Tiziano e ha lavorato come illustratore per l'editoria veneziana. Questa rara stampa è un documento molto significativo poiché traduce un dipinto di Tiziano commissionato dal Duca di Ferrara Alfonso I d'Este e oggi perduto. La vicenda del dipinto è complessa a causa della prematura morte del Duca nel 1534. Giulio Romano ricorda di aver visto il dipinto incompiuto nella bottega di Tiziano nel 1568, la tela raffigurava un giovane nudo che si inchina alla dea Minerva accanto alla quale si trova un'altra figura, sullo sfondo il mare sul quale avanza Nettuno. Nello stesso anno Tiziano modifica il dipinto e lo spedisce all'Imperatore Massimiliano II (1527 - 1576), trasformando il tema mitologico iniziale in una allegoria religiosa. Tra le quinte di un paesaggio una donna inginocchiata e coperta da un drappo è l'allegoria della Religione - riconoscibile per la croce ai suoi piedi - alle sue spalle serpenti velenosi, le eresie, la minacciano scendendo da un tronco per attaccarla ma, in sua difesa, dalla sinistra, arriva con piglio deciso una figura simbolo dell'Imperatore Massimiliano II. Coperta da una tunica svolazzante regge tra le mani l'asta di uno stendardo con la raffigurazione dell'aquila asburgica e afferra con la mano destra una giovane donna seminascosta alle sue spalle la quale regge un ramo di alloro: la Pace. Sullo sfondo al centro di uno specchio d'acqua la moglie di Nettuno, Anfitrite dea dei mari calmi, attraversa le onde su un carro trainato da ippocampi. Quattro righe in latino incise sotto il soggetto spiegano la scena: Caesaris invicti pia Relligionis imago;/Haersis angvicoma, et saeuus quam territat hostis Christigenuam; Passura dolod (ut cernis) utrinque/Virtuti, et Paci commendat amicae. In basso a sinistra inciso sulla roccia: Titianus inventor/Iulius Fontana fecit. L'inciosne è ricordata dalle fonti antiche. Il dipinto inciso da Fontana è perduto ma si conserva una versione considerata autografa in cui Tiziano modificò nuovamente il soggetto e gli attributi iconografici, dipinto nel 1571 per Filippo II: La religione salvata dalla Spagna, Museo del Prado. La figura con lo stendardo è un'allegoria della Spagna, si appoggia ad uno scudo con lo stemma di Filippo II, alle sue spalla la donna regge una spada, dietro un uomo con l'elmo in testa e un gruppo di altre figure, nel mare Anfitrite è Nettuno con un turbante e una flotta id navi alle sue spalle. Il riferimento è alla Battaglia di Lepanto. Splendida impressione omogenea e ben contrastata. Ottimo stato di conservazione, margini di 6mm oltre la battuta del rame, una minima integrazione all'angolo inferiore sinistro. Rispetto agli esemplari conservati al British Museum e al Prado l'impressione di questo esemplare è di migliore qualità e non è rifilata al soggetto; è più simile all'esemplare conservato presso il Rijkmuseum. Filigrana: giglio nel cerchio simile a Briquet 7099 (Italia, 1502 circa). L'esemplare del museo del Prado presenta la medesima filigrana. Bibliografia: M. Falomir, Giulio Fontana. La Religión socorrida por el Imperio' En: Memoria de actividades 2014, Museo Nacional del Prado, Madrid, 2015, pp. 72-74.