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Acquaforte su rame, mm. 272x160, applicata su supporto cartaceo dell'epoca. Monogramma inciso sulla lastra A.C. e n.14 (correzione a penna coeva con il numero '14'). Bellissima incisione tratta da "Diverse Figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreatione da Annibale Carracci intagliate in rame, e cavate dagli Originali da Simone Guilino Parigino, dedicate a tutti i Virtuosi et Intendenti della Professione della Pittura, e del Disegno" stampato a Roma nel 1646.
Acquaforte su rame, mm. 272x160, applicata su supporto cartaceo dell'epoca. Monogramma inciso sulla lastra A.C. e n.16 (correzione a penna coeva con il numero '14'). Bellissima incisione tratta da "Diverse Figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreatione da Annibale Carracci intagliate in rame, e cavate dagli Originali da Simone Guilino Parigino, dedicate a tutti i Virtuosi et Intendenti della Professione della Pittura, e del Disegno" stampato a Roma nel 1646.
Acquaforte acquarellatura novecentesca, mm. 272x160, più ampi marg. bianchi. Monogramma inciso sulla lastra Amb. Cara. In. Incisione su rame tratta da "Diverse Figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreatione da Annibale Carracci intagliate in rame, e cavate dagli Originali da Simone Guilino Parigino, dedicate a tutti i Virtuosi et Intendenti della Professione della Pittura, e del Disegno" stampato a Roma nel 1646.
Acquaforte con acquarellatura del '900, mm. 272x150, ampi marg. bianchi. Monogramma inciso sulla lastra A.C. e n.14. Incisione su rame tratta da "Diverse Figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreatione da Annibale Carracci intagliate in rame, e cavate dagli Originali da Simone Guilino Parigino, dedicate a tutti i Virtuosi et Intendenti della Professione della Pittura, e del Disegno" stampato a Roma nel 1646.
Benati, Daniele and Eugenio Riccomini: Annibale Carracci. Exhibition: Bologna, Museo Civico Archeologico, 2006. 500pp with 180 colour illustrations. Paperback. 28x24cms. Monographic exhibition catalogue on Annibale Carracci, bringing together some 160 works from across Europe, America and Russia looking at the range of his oeuvre from portraits, genre pieces, religious and mythological paintings and altarpieces. Text in Italian. Monographic exhibition catalogue on Annibale Carracci, bringing together some 160 works from across Europe, America and Russia looking at the range of his oeuvre from portraits, genre pieces, religious and mythological paintings and altarpieces. Text in Italian
in-8, pp. 533, gran numero di ill. in b/n, broch. Catalogo della mostra.. .
<p><span>14 cm, due tomi rilegati in un volume, in 8°, rilegatura coeva in mezza pelle, piatti marmorizzati, titoli e fregi in oro al dorso, p. (4), 284, (4) frontespizio calcografico con marca tipografica (allegoria con Atena con leone e la torri bolognesi sullo sfondo) con </span>4 tavole incise su rame fuori testo:<span> Foro dei mercanti (l'attuale palazzo delle Mercanzie di Bologna), Ritratto di Lodovico Dolfi, Ritratto di Anna Morandi Manzolini, Panorama di Budrio</span>. Una tabella ripiegata con il "Prospetto storico, morale politico e statistico dell'Inghilterra e dei paesi del Galles". UNITO A: Anno 8°: 1837, p.X, 263 (1)15 (1) frontespizio calcorafico con incisione, 4 tavole fuoritesto, finemente incise in rame: S.S. Famiglia (dis. Lodovico Carracci), Ritratto del Cardinale Giuseppe Ulisse Gozzadini, Il Castello de' Manzoli (San Martino in Soverzano, Minerbio). Una tabella più volte ripiegata con il confronto statistico tra l'impero britannico ed il resto del mondo. In al volume fine il "Diario per l'anno 1837" contenente il calendario ornato delle incisioni dei segni zodiacali corredato dall'elenco delle feste mobili.</p>
Acquaforte misure: mm 287 x 452 Questa stampa, in controparte rispetto a quella incisa da Francesco Brizio (Bologna circa 1574 – Bologna 1623) ma anticamente ritenuta di Guido Reni (Bartsch), traduce un dipinto di Annibale Carracci conservato oggi presso la Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda. Nel cortile di un palazzo, contraddistinto da archi e colonne corinzie sullo sfondo che aprono lo sguardo sul profilo di una città arroccata, assistiamo al momento in cui San Rocco, a destra vestito da pellegrino, decide di liberarsi di tutti i suoi averi offrendoli ai più bisognosi. Il tratto è lungo, le linee rade e incrociate creano un debole chiaroscuro dai toni grigio-argentei che sembra placare il fermento, il pathos. Il primo piano, infatti, è colmo di personaggi come il gruppo di mendicanti sulla sinistra che ha già ricevuto le monete o la donna in primo piano, con lo sguardo al Santo, che conta il dono ricevuto. Tutte le persone sullo sfondo invece si agitano, si sbracciano nel tentativo di avvicinarsi a San Rocco. Solo la donna al centro con un abito riccamente panneggiato e un bambino in braccio sembra non interessarsi all'evento. In basso a destra: Anniba Car. invent; a sinistra 1610. si conoscono molte copie dell'incisione di Brizio a testimonianza dell'enorme successo che il soggetto a avuto all'epoca. L'anonimo autore della nostra copia è catalogano dal TIB come C5. Esemplare nel I/III stato, con la data 1610 e il nome di Carracci ma prima dell'indirizzo degli editore Francois Langlois Ciartres (Chartres 1588-Parigi 1647) e dell'indirizzo di Pierre Mariette figlio (1634-1716) il quale nel 1655 rileva l'attività di Langlois sposandone la vedova. Impressione ottima, leggermente mossa nella zona di sinistra. Ottimo stato di conservazione. Rifilata alla battuta del rame. Uno strappo restaurato e una minima integrazione agli angoli superiore e inferiore destro. Filigrana: scritte non identificabili ma databile al XVII secolo Bibliografia: Bartsch XVIII.305.53; D. Benati, The drawings of Annibale Carracci, n 26; TIB 40 part 1 4003.049. C5 S1
Splendida incisione a bulino, mm.202x253 relativi alla parte incisa. Stato I/III. Fresca e nitida impressione su carta filigranata, appena rifilata al di fuori della linea di inquadramento, comunque visibile. In basso a destra 'A. C.' e 'Iacobus Tinctoretus pixit'. Conservazione molto buona. (Cfr. Bartch, 117; De Grazia, 149)
Bologna, Lit. Algiolini e Coni, 1835, in-folio, legatura in mezza pelle moderna. Frontespizio coi ritratti dei Carracci e 27 magnifiche tavole litografiche. Solo due esemplari segnalati in ICCU.
Bulino misure: mm 209 x 259 Pittore e incisore, fratello maggiore di Annibale (Bologna 1560 – Roma 1609) e cugino di Ludovico Carracci (Bologna 1555 – Bologna 1619). Fonda con loro l'Accademia degli Incamminati a Bologna il cui programma prevedeva un'adesione alla realtà in chiave antimanieristica, voleva il recupero della grande tradizione del Rinascimento italiano rifacendosi agli artisti del primo Cinquecento: Tiziano, Raffaello, Michelangelo e Correggio senza trascurare il colorismo veneto. A differenza di Annibale e Ludovico, i qualit privilegiarono la pittura su tela o ad affresco, per Agostino l'attività grafica è stata la principale occupazione raggiungendo risultati di grande livello attraverso la luminosità del segno e la chiarezza delle composizioni. Ha realizzato duecentotrentaquattro incisioni tra bulini e acqueforti sia d’invenzione che di riproduzione, rappresentando sia soggetti sacri che profani. L'incisione è ratta dall'omonimo soggetto dipinto nel 1576 da Tintoretto (Venezia 1518 - Venezia 1594) in Palazzo Ducale a Venezia. L'incisione, per soggetto e formato, è da considerarsi in coppia con quella raffigurante Minerva allontana Marte dalla Pace e dall'Abbondanza datata 1589, data questa ragionevolmente valida per entrambi i rami. Nel foglio viene rappresentato Mercurio, divinità possente e vigorosa con il petaso alato e il caduceo attorno al quale sono intrecciati dei serpenti, mentre osserva tre fanciulle. Sono le Grazie dai corpi sinuosi, appena coperti da tessuti svolazzanti e riccamente panneggiati; la prima a sinistra, di spalle, poggia la mano su un dado mentre le altre due stringono tra le mani il mirto e la rosa, simboli di perpetuo amore. Contrariamente al dipinto, lo spazio è dilatato in orizzontale, si dà così un maggiore respiro alla vegetazione e alla natura ottenendo l'effetto di isolare le figure consolidandone l'equilibro che nel dipinto risulta precario. Carracci inoltre allunga i corpi e irrobustisce i profili dando così solidità e compattezza all'azione. In basso a destra all'interno del soggetto il monogramma "A.C", poco sopra: Iacobus Tinctoretus pixit. Nel margine inferiore bianco una riga su due colonne in latino: Spectator si scire cupis quid picta tabella est, est Iovis et Maiae filius et Charites. Nell'angolo a sinistra numero 3. Esemplare nel I/III stato prima delle aggiunte (II) e della rottura all'angolo inferiore destro (III). Impressione eccellente, dai toni decisi e nitidi, riccamente inchiostrata con morbida e omogenea velatura di fondo grigio argentea. Esemplare rifilato lungo la battuta del rame. Ottimo stato di conservazione eccetto alcune piccole macchie. Esemplare controfondato in antico con timbro di collezione L P M Cerroni (1753 - 1826), storico e funzionario austriaco, figlio di un ricco mercante lombardo, consacrò la sua vita al collezionismo di manoscritti, libri e stampe, e alla scrittura. Catalogò la sua collezione che venne dispersa nel 1828 a Vienna, notevoli i nuclei di antichi maestri tedeschi e italiani. Bibliografia: Bellori 390; Bartsch 117; De Grazia n. 149; LeBlanc 110.
[Fig. Bologna-Carracci] (cm.21,5) Ottima piena pergamena originale titolo al dorso. --cc.8nn., pp.432 (440). Bellissima antiporta figurata disegnata da Agostino Carracci e 17 imprese, sempre in rame per lo più del Carracci. + figure geometriche, epigrafi, ecc.Notevoli 2 figure astronomiche a fondo nero con costellazioni osservate dal Montanari e da Galileo. E' la più importante pubblicazione degli accademici Gelati di Bologna, EDIZIONE ORIGINALE. tratta vari argomenti: armi, imprese, musica, filosofia, politica, fisica, astronomia, terme, giochi ecc.di insigni autori come BOMBACI, MARSILI, MONTANARI.Esemplare bellissimo molto fresco e nitido con rami in ottima tiratura. --GRAESSE I 9, AUTORI ITALIANI DEL '600 3509, PRAZ II 3, CICOGNARA 1830, FETIS III p.4 E VIII p.397, FRATI G477. Ex libris autografo alla sguardia "Salvatore Betti 1824" Per notizie sul Betti (1792-1882) vedi, Pitrè G. "Profili Biografici"Palermo 1878 pag.9.[f30] Libro
Cm. 28,5,bella legatura neoclassica inglese in mezza pelle verde con fregi in oro al dorso, piatti marm. con punte in pelle, Frontespizio inciso, ritratto e 38 tavole numerate. Tutte le incisioni all'acquaforte. Seconda edizione delle incisioni di Marcantonio Bellavia, fraudolentemente proposte come incisioni di Annibale Carracci, precedute da un front. calcogr. con la firma falsa del Bloemaert e da una tavola con un preteso autoritratto del Carracci (in realta secondo stato di una lastra anonima secentesca con la raffigurazione del profeta Daniele dipinto da Raffaello nella Cappella Chigi in Santa Maria della Pace a Roma). Cfr. Bartsch, XX, p. 22 - 23, Bartsh ill., v. 44, DBI, 7, p. 619, Catalogo on line "Incisioni e stampe" della Bibl. Panizzi. Stampato tra il 1748 e il 1783, anni di attività del Monaldini. Ex - Libris Barone di Northwick. Bellissimo esemplare.
1 23x16.3 cm., 11, [1], 255, [1], 71, [1], 40, [8] pp., bel frontespizio inciso che include il ritratto del Tasso in medaglione e una veduta di Genova, il tutto entro bordura architettonica, i venti canti illustrati da 20 magnifiche incisioni a piena pagina disegnate dal pittore genovese Bernardo Castello e incise da Agostino Carracci (9) e da Giacomo Franco (11), legatura seicentesca in pergamena con titolo manoscritto al dorso, sguardie settecentesche, leggermente smarginato, lievi fioriture e bruniture uniformi, leggero alone ad alcune pagine, tracce di tarlo al margine inferiore di diverse carta senza pregiudizio, un rinforzo al margine interno al verso del frontespizio, restauro senza pregiudizio al margine esterno di pag. 245, nel complesso buon esemplare Prima edizione illustrata dal Castello, con la tavola del Canto Quarto non duplicata con quella del Canto Quinto. Gamba, 426: "Stimatissima edizione, principalmente per l'ornamento delle figure? E' da osservare che nel canto IV non sia duplicata la figura che sta nel canto V?".
<p><span>per li Manolessi, In Bologna, 1672. In 4°, 22 cm, rilegatura coeva in piena pergamena, dorso a cinque nervi, titolo in oro su tassello. p. (24), 406, (2) Volume riccamente illustrato, prima antiporta architettonico a tutta pagina con porticato ornato dalle insegne alle armi del decicatario, il cardinale Francesco Barberini (stemma con tre api) e stemma degli accademici Gelati con il motto "Nec longum tempus", sullo sfondo la città di Bologna in lontananza ed una selva di alberi spogli ricoperti dal gelo (simbolo degli Accademici Gelati). Ritratto del cardinale Barberini, inciso da Hubert van Otteren al retro del frontespizio. Secondo frontespizio calcografico con impresa dell'Accademia dei Gelati incisa da Lorenzo Tinti su disegno di Agostino Carracci. 31 ritratti e 71 stemmi con le "imprese" degli accademici gelati a cui è sempre accompagnato un motto ed un aggettivo attribuito all'accademico rappresentato; La pubblicazione è a cura di Giovambattista Capponi, il cui nome figura nella dedicatoria e firma l'introduzuine come "animosissimo segretario". Testo entro doppia conrice, testatine incise su rame, capilettera, fregi e finalini xilografici in cui sono ricorrenti le iconografie del dedicatario e degli accademici (le api ed i rami "gelati"). Antico restauro al dorso sotto al tassello ed al margine della pagina 105-106. Le prime quattro carte leggermente brunite e qualche sporadico alone, ma</span> pagine per lo più bianche ed in ottimo stato. Alcuni errori di impaginazione carattestici dell'edizione. Bell'esemplare completo in tutte le sue parti, con incisioni fresche e nitide.</p>
<p>In folio (cm. 53 x 37), rilegatura inizio '800 in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso; p. 117, incisione del chostro al frontespizio, una tav. inserita (dedica al prof, Francesco Rizzoli) seguono 47 tavole a piena pagina disegnate da vari artisti e incise solo sul recto da Fabbri che riproducono il ciclo pittorico realizzato da Ludovico Carracci e dai pittori della sua scuola sulle pareti del chiostro ottagonale di S. Michele in Bosco; 39 grandi capilettera e 33 testate e finalini animati, finemente incisi da Pio Panfili. Bello e fresco esemplare.</p>