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ril. "Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c'è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l'importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l'Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un'epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un'attualizzazione, un'interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio." (Vittorio Sgarbi)
Caravaggio, Ermanno Zoffili, a cura di Caravaggio : The first Medusa = La prima Medusa. Milano, 5 Continents 2011 multilingual, 167 Opera con copertina rigida e sovraccoperta. ill. in b/n e a colori ft e nt. 167 p. ; 31 cm Testo in inglese e italiano. RM.6.
AA.VV 1° edizione! Caravaggio e l'Europa : il movimento caravaggesco internazionale da Caravaggio a Mattia Pret. Milano, Skira 2005 italian, 217 CH31Brossura editoriale volume come nuovo, 1° edizione, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda, con tavole fuori testo a colori, Catalogo della mostra tenuta a Milano, Palazzo reale, dal 15 ottobre 2005 al 6 febbraio 2006; a Vienna, Liechtenstein Museum, dal 5 marzo al 9 luglio 2006. Da non confondere con la pubblicazione dallo stesso titolo RAV1386792, ISBN 8876244751 217pagine circaCopertina come da foto
ill., br. Milano, 21 aprile 1951. A Palazzo Reale si inaugura la Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi. Nel giro di tre mesi più di quattrocentomila persone si mettono in fila per ammirare un numero di dipinti autografi del Caravaggio mai più riunito in un unico ambiente. È un successo «eccezionale, incredibile» anche per Roberto Longhi, che della mostra è commissario tecnico. Ancora oggi, a quasi settant'anni di distanza, ci si interroga sulle ragioni di tanto successo, da individuare certo nella straordinarietà del pittore ma, forse, anche nei segreti di un allestimento esemplare che è rimasto finora sostanzialmente ignoto, se non nelle linee generali. Sulla scorta del rinvenimento di una campagna fotografica condotta tra le sale di Palazzo Reale nella primavera del 1951, nelle pagine di questo libro si è tentato di ripercorrere i passi dei visitatori - che fossero Anacleto il gasista o la signorina Snob - sala dopo sala, lungo il piano nobile dell'edificio piermariniano, come se a condurli fosse una mappa dell'esposizione. È stato pertanto necessario risalire alla genesi della mostra, ricostruire i suoi ambienti, definire le personalità in campo, i rispettivi ruoli e gli inevitabili scontri che hanno agitato le riunioni del comitato organizzatore (uno su tutti, non certo inatteso, quello tra Longhi e Lionello Venturi). Il risultato è un panorama articolato: Fernanda Wittgens, Costantino Baroni, Gian Alberto Dell'Acqua, Antonio Greppi, Achille Marazza, Giulio Andreotti e - per un tratto - persino Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI, sono alcuni dei personaggi che si incrociano in questa vicenda, ricca di conseguenze per gli studi caravaggeschi ma anche punto di riferimento e modello per l'industria delle mostre a venire.
br. La figura e l'opera di Caravaggio sono state oggetto, nel corso del XIX e del XX secolo, di molteplici revisioni e riletture, a partire dalle accuse di trivialità rivolte al pittore da Bellori sino alla sua progressiva rivalutazione, agli inizi del Novecento, da parte di studiosi italiani e stranieri. Occasioni di verifica e indagine storico-critica, ma anche momenti di esaltazione collettiva furono le mostre: dalla grande esposizione fiorentina del 1922, dedicata alla pittura italiana del Seicento e Settecento, per giungere alla mostra monografica di Milano del 1951, curata da Roberto Longhi. Questo libro approfondisce mezzo secolo di dibattiti, revisioni attributive, scontri, sia nel campo degli specialisti sia sul fronte, sinora meno indagato, della militanza e della ricezione del pubblico.
br. Il libro indaga, con una linguaggio accurato ma al tempo stesso accessibile, la permanenza di Caravaggio in Sicilia tra il 1608 e il 1609, ricostruendone la vicenda umana e analizzando le opere (ancora presenti sul suolo siciliano o migrate altrove) dal grande pittore lombardo lasciate sull'isola. Dal Seppellimento di Santa Lucia alla Resurrezione di Lazzaro, dall'Adorazione dei Pastori alla perduta Natività di Palermo, Italiano si sofferma sui quadri per dare al lettore preziose indicazioni di analisi per meglio apprezzare i quadri merisiani. Lo studio, partendo dal Caravaggio, si dilunga poi sugli altri artisti presenti in Sicilia prima e dopo il 1609 e che hanno subito il fascino di quella pittura nuova, intensa e rivoluzionaria. La carrellata passa dunque ad analizzare i caravageschi siciliani (Rodriguez e Minniti), i pittori minori influenzati dal caravaggismo, per terminare con quelle figure di artisti che sebbene non possano dirsi caravaggeschi hanno in qualche maniera modificato il loro stile in seguito al passaggio del "mito". Il libro è impreziosito da oltre cinquanta foto a colori, che ci fanno apprezzare appieno i capolavori siciliani.
br. Sullo sfondo cupo dell'Italia violenta e tormentata dal peccato - esacerbato quanto praticato dalla corrotta Roma papale del Seicento - l'autore segue le tracce di un genio enigmatico della pittura di tutti i tempi: Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Da Roma a Napoli, poi a Malta e in Sicilia, tra taverne, liti, chiese, prostitute, prelati, Cavalieri dell'Ordine di Malta, la vita di Caravaggio appare come un turbinio di eventi, in cui creazione artistica, morte, senso di colpa e voglia di riposo si sovrappongono, avvolgendo la storia dell'uomo in un'inestricabile ombra, la stessa che lo ha reso immortale nelle sue tele. Tele in cui i chiaro-scuri di corpi "turbati" non sfuggono all'occhio clinico dell'autore. La medicina è interpellata come ancella della storia dell'arte. Si tenta la diagnosi del mistero, si incontrano coraggio ed elusione perenne.
ill., ril. Ogni stagione ha il suo Caravaggio. Questa è la più propizia, perché l'apparizione dell'Ecce Homo a Madrid è stata accompagnata da un coro di consensi senza precedenti per un'opera apparsa dal nulla. Non capitava da tempo che un dipinto mettesse d'accordo gli studiosi, imponendosi con una evidenza inequivocabile, e questo ci fa riflettere su ciò che resta, allo stato degli studi, a partire dalla mostra di Caravaggio curata da Roberto Longhi a Palazzo Reale di Milano nel 1951, vero atto di rinascita di Caravaggio dopo una damnatio memoriae durata circa tre secoli. Da questa data, il 1951, il nome di Caravaggio si infiamma ancora una volta, accendendo i desideri del mercato e dei critici, che si affannano a individuarne di nuovi, anche laddove, essi, Caravaggio non sono. E a disconoscerne altri che Caravaggio potrebbero essere, a volte anche con grande furbizia. Questo libro di Vittorio Sgarbi, dunque, non solo dà conto, per la prima volta, in modo molto sistematico, documentato e con un ricco apparato iconografico, dell'ultimo straordinario ritrovamento caravaggesco, l'Ecce Homo, a Madrid. Ma è anche l'occasione di percorrere un viaggio avventuroso ed entusiasmante nei labirinti, rivalità, furbizie che hanno accompagnato la riscoperta di Caravaggio, a partire da quel fatidico 1951, settanta anni fa esatti.
Mm 215x240 Catalogo della mostra di Roma, Accademia di Francia - Villa Medici, 15 novembre 1973 - 20 gennaio 1974 - Brossura editoriale con copertina illustrata a colori, 274 pagine profusamente illustrate prevalentemente in nero. Libro in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. Roberto Longhi è stato senza dubbio uno dei più autorevoli storici dell'arte del Novecento; tra i suoi numerosi meriti, vi fu quello di riscoprire artisti che fino a quel momento erano stati pressoché dimenticati dalla critica: tra i più importanti, Piero della Francesca e Caravaggio. La mostra "Nel segno di Roberto Longhi. Piero della Francesca e Caravaggio", che si tiene presso il Museo Civico di Sansepolcro, collocazione abituale di alcuni capolavori pierfrancescani (uno fra tutti, il "Polittico della Misericordia"), intende ripercorrere la centralità e la specificità degli studi longhiani dedicati ai due maestri. Si tratta di un Longhi in parte inedito, in quanto non solo critico e commentatore: vengono esposti infatti anche alcuni suoi disegni, copia delle opere oggetto delle sue indagini; uno strumento ulteriore di ricerca, che permette al pubblico attuale di osservare i dipinti con gli stessi occhi dello studioso.
br. «Questa volta mi occuperò del Caravaggio. Finora, sia me ne mancasse l'agio, sia la mia curiosità non fosse stimolata abbastanza, o forse per la combinazione delle due cause, non mi sono mai dato la pena di entrare in dimestichezza col Caravaggio. Accade, nella vita, di sentir parlare di questa o quella persona che gli amici reputano affascinante, e tuttavia essa non viene a far parte della nostra intima cerchia anche dopo ripetuti incontri. Poi, un caso fortunato dissipa il velo opaco che ci tratteneva dall'approfondire quei rapporti saltuari, e viene il gusto e la voglia di contatti più stretti e di una conoscenza completa. Comincerò con l'esaminare le opere superstiti del nostro pittore. Fino a pochi decenni or sono, la sua personalità di artista era nebulosa come quella di un Leonardo o di un Giorgione prima degli studi morelliani. Qualsiasi tela presentasse, in forti contrasti di luce, volgari e obesi giganti sacrilegamente atteggiati a Cristo o ad apostoli, figure con piumacci, baraonde di uomini e di donne dall'aspetto vizioso e alticcio, giovinastri occupati a giocare ai dadi o a barare alle carte, o più dignitose scene di concerti, veniva senz'altro attribuita a lui. Non così oggi. Il Caravaggio ha cessato d'essere una categoria o una specie, e ha riacquistato una personalità artistica definita quanto quella di Leonardo, o almeno quanto quella di Giorgione. Studierò soltanto i quadri che gli appartengono in modo indiscusso, secondo il giudizio dei più competenti. Intorno a essi mi lascerò andare a dire qualunque cosa mi passi per la testa, una testa che ha meditato per molti anni sull'arte, dal punto di vista estetico, storico, morale. E, infine, mi prenderò la libertà di esprimere quanti pensieri l'esame dell'opera caravaggesca mi ha suggerito».
In-8 (cm. 28), brossura illustrata, con alette, custodia illustrata, pp. 378, (2), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Catalogo della Mostra: Firenze Palazzo Pitti, 12 Dicembre 1991 - 15 Marzo 1992. Roma, Palazzo Ruspoli, 26 Marzo - 24 Maggio 1992. In ottimo stato (nice copy).
In 16°, br. edit. con ali ill., pp. 223,(1); riccamente ill. b.n. e a col. nel t. e f.t.; copia molto buona. (x074)
In 8°, t.t. edit. con sovracop. ill., pp. 340,(4) con num. ill. b/n; copia molto buona, solo lievemente brunito il bordo delle pp., volume nato da un'idea di Pepi Merisio. (LU010) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 18/06/1899
8°, CARTONATO EDITORIALE, TITOLO IN NERO AL DORSO E AL PIATTO ANTERIORE, PG. 97 (21), 80 ILL. B.N. P PG. F.T..VERSIONE DAL MANOSCRITTO INEDITO DI LUISA VERTOVA. PRIMA EDIZIONE. CFR. W. MOSTYN-OWEN, "BIBLIOGRAFIA DI BERNARD BERENSON", PG. 24.
Mm 230x305 Brossura editoriale di pp. 424, con illustrazioni in bianco e nero, in lingua francese, in ottimo stato, solo piccole macchie al taglio inferiore. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
BBC LYASISEDIZIONI 2005 BROSSURA 28 X 24 PP. 63 OTTIME CONDIZIONI.
Il saggio sui DISEGNI di DELLA BELLA occupa 21 pagine con 25 riprod. di DESEGNO (vedute, scene e schiizi romani). Il fascicolo in-4° (cm.29,7x22,5) cartoncino leggero editoriale, contiene anche, completi: 1) un breve saggio di Giuseppe Fiocco un nuovo RITRATTO di Gentile BELLINI (5 pp. con 3 illustr. + 1 TAVOLA a COLORI). 2) Filippo Meli. L'ultima opera del CARAVAGGIO [Natività, di Palermo]. 4 pp. + 1 TAVOLA fuori testo in bianco è nero. Purtroppo il corposo saggio di Ugo Ojetti sui ritratti di FATTORI (che doveva occupare 34 pagine, è MUTILO di testo e figure perché mancano 2 pagine, ma anche così è ricco di bern 28 grandi riproduzioni di RITRATTI (tra cui il celebre autoritratto, in tonalità seppia f.t.) o scene veriste. Così com'è, privo di due pagine sul Fattori
In-4° pp. 46 con molte foto a col. e in nero. Bross. edit. ill. Come nuovo.
Volume in 8° quadro. Brossura editoriale 312 pagine con 169 ill. b..n. e 15 a colori. Legatura salda,pagine bianche.COMPLETO
In-4 (cm. 35), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 206, con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).