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28 x 38 cm., cartonato, pp. 24, con 35 figure nel testo ed una raccolta di 143 tavole in bianco e nero fuori testo. Riproduzione integrale in facsimile di un album, della prima meta' del Seicento, contenente sette serie di stampe di carattere religioso. In buono stato (good copy).
Acquaforte mm. 265x165 rifilata ai margini, incisa alla maniera del Sadeler (monogramma SD dentro conchiglia). Alcune piccole mancanze agli angoli superiori (lavoretti dei pesciolini della carta) abilmente restaurate.
Acquaforte mm. 215x265 rifilata a 2mm. dalla parte incisa. Tavola di una serie di sedici composizioni incise da Sadeler all'inizio della sua carriera, in collaborazione con il cugino Jan Sadeler il Vecchio, il cui nome compare anche sulle lastre. La serie venne incisa probabilmente prima del viaggio in Italia compiuto dall'artista nel 1592 - 1593. ALBUM Y
Published as the official publication of the Exhibition Rudolf II and Prague, May 30-September 7 1997. With 239 illustrations. Index of Persons. 254 pages. This book is extra heavy, and may involve extra shipping charges to some countries
Acquaforte mm. 137x195. Rifilata al marg. della battuta. Scena di banchetto con commensali che pranzano attorno ad un tavolo e musicisti che suonano.
Acquaforte mm. 204x275 alla battuta + ampi marg. bianchi. Qualche lievissima ombreggiatura per altro bell'es. a larghi margini ALBUM Y
Incisione a bulino, mm.197x117 (compresa la didascalia latina in basso). In basso a destra 'B. Spranger invent R. Sadeler fec.' Didascalia latina nella fascia bianca inferiore: "An pueri, an magnae genitricis imagine vultum aspiciam Luca; reddis utrumq benè, Blandulus est natus, blanda est virguncula mater, artificium dextrae quod imitentur habent". Rifilata ai margini e incollata a una carta antica ottocentesca. Raffinata immagine della Vergine con bambino, contornata dagli angeli e da un bue; Luca, su una sedia, li ritrae in una pittura. ALBUM Y
Bulino misure: mm 201 x 263 I Sadeler furono una numerosa famiglia di artisti fiamminghi, principalmente incisori di riproduzione, attivi in tutta Europa tra il XVI e il XVII secolo. Lo stile dei membri della famiglia è molto simile e non sempre facilmente distinguibile ma per tre generazioni, spostandosi dall’Olanda all’Italia, fermandosi in Germania e a Praga, questi incisori, editori e commercianti di stampe hanno giocato un ruolo centrale nella diffusione delle immagini. Marcus o Marco, fu uno stampatore e forse anche editore che operò ad Haarlem nel periodo 1586-87, si presume sia stato un membro della famiglia anche se non ci restano documenti che ne provino il legame. In questa stampa protagonista è il letto di un torrente montano scavato fra le rocce e gli alberi con ricche foglie. In primo piano sulla sinistra sono descritti due cacciatori con il loro cane da caccia, discutono fra di loro e procedono verso lo spettatore lungo una strada sterrata. Dietro di loro un contadino e i suoi asini da soma avanzano in direzione opposta. Appena accennato sullo sfondo il fiume sfocia in un lago solcato da imbarcazioni. Sempre sullo sfondo a sinistra è appena visibile una città. Il cielo è coperto da nubi cariche di pioggia, realizzate con forti giochi chiaroscurali che vanno dal nero al grigio chiaro, lasciano intravedere i raggi del sole. In basso a destra, oltre l’immagine inciso "Marco Sadeler excudit" Buona eccellente. Ottimo stato di conservazione, eccetto una piega verticale al centro. Rifilata alla battuta del rame.
Acquaforte misure: mm 220 x 167 I Sadeler furono una famiglia di artisti fiamminghi, principalmente incisori di riproduzione, attivi in tutta Europa tra il XVI e il XVII secolo. Lo stile dei membri della famiglia è molto simile e non sempre facilmente distinguibile ma per tre generazioni, spostandosi dall’Olanda all’Italia, fermandosi in Germania e a Praga, questi incisori, editori e commercianti di stampe hanno giocato un ruolo centrale nella diffusione delle immagini. Dal 1572 Jan/Johan lavorò ad Anversa centro mondiale della stampa, e divenne anche un maestro della Corporazione di San Luca. Con suo fratello minore Rafael il Vecchio si trasferì inizialmente a Colonia ma i tumulti della rivolta olandese costrinsero gli artisti di Anversa a spostarsi e così i Sadeler giunsero in Italia nel 1593 in particolare a Venezia dove aprirono una stamperia. Il culto di San Giacinto, santificato da Clemente VIII nel 1594, ebbe larga diffusione tra il XVI e il XVII secolo. Jacko Odrovaz è stato un Predicatore polacco, nato in Slesia nel 1183 e morto a Cracovia nel 1257, dopo l'incontro in Italia con Domenico di Cuzman decise di farsi domenicano ricevendo l'ordine di diffondere l'ordine domenicano in Europa Orientale. Fondò i conventi di Danzica, Cracovia, Friesach e Kiev, favorì l'unione della chiesa d'oriente con quella d'occidente. A Kiev, durante un attacco dei Tartari si dice che gli apparse la Vergine chiedendogli di portare in salvo una sua statua. Questa stampa è tratta da una pala d'altare, oggi al Museo del Louvre (Louvre), commissionata dalla famiglia emiliana Turrini a Ludovico Carracci nel 1594 per la cappella di famiglia in San Domenico a Bologna raffigura esattamente l'apparizione della Vergine. Rispetto al dipinto lo sfondo appare semplificato, tra le rigonfie nubi non ci sono angeli ma teste di cherubini, e la lapide che occupa la parete di sinistra nel dipinto scompare nell'incisione. Tuttavia le parole scritte su di essa ora escono della bocca della Vergine “Gaude fili Iacinte quia oraziones tuae / gratae sunt filio meo, et quidquid ab eo / per me petiris impetrabis“. La Vergine è comodamente seduta su di una nuvola, avvolta nel suo abito panneggiato, il Bambin Gesù a figura stante accanto alla Madre guarda il santo inginocchiato sulla destra il quale, con le braccia in segno di devozione, ascolta e osserva le figure divine. L'atmosfera argentea ottenuta grazie all'uso controllato del bulino, zone d'ombra costruite con equidistanti linee parallele, l'impiego di aree non incise in corrispondenza delle superfici del panneggio colpite dalla luce, conferiscono viva solennità alla composizione. Firma in basso a sinistra: “J. Sadeler sculp. Venetiis”. Oltre l'immagine due righe in latino "S.Iacinctus Polonus, S. Dominici socius et discipulus, et ordinis Praedicatorum/primus in septentrione fundator”. Impressione eccellente, fresca e ben contrastata. Ottimo stato di conservazione. Minimi margini oltre la battuta del rame. Filigrana: mezza luna. Bibliografia: Un altro esemplare è conservato presso la Biblioteca Casanatense di Roma.
Bulino misure: mm 207 x 267 I Sadeler furono una numerosa famiglia di artisti fiamminghi, principalmente incisori di riproduzione, attivi in tutta Europa tra il XVI e il XVII secolo. Lo stile dei membri della famiglia che collaborarono spesso fra di loro è molto simile, per tre generazioni, spostandosi dall’Olanda all’Italia, fermandosi in Germania e a Praga, questi incisori, editori e commercianti di stampe hanno giocato un ruolo centrale nella diffusione delle immagini. Rapheael I si stabilì a Monaco nel 1588, si trasferì poi a Venezia dal 1596 fino alla morte del fratello Jean nel 1600 quando tornò a Monaco pur mantenendo interessi commerciali con Venezia. In questa stampa, tratta da un'invenzione de l pittore e incisore paesaggista fiammingo Paul Brill (Anversa 1554 - Roma 1626), vediamo un paesaggio in cui la natura è protagonista. Il primo piano è dominato da maestosi alberi con grosse radici che escono dal terreno, con fronde ricche di foglie alcune illuminate dai raggi del sole, altre in ombra. La composizione è molto ben architettata, alberi e rocce rappresentano una sorta di cortina in primo piano dalla quale si aprono due varchi a mo’ di binocolo, oltre un paesaggio pianeggiante costruito con un segno leggero e argenteo che suggerisce la profondità della scena. Sulla sinistra lo sguardo dello spettatore è attirato da tre figure, una è su un cavallo o un asino, è ben vestita e si protegge dal sole con un ombrello, gli altri due, molto probabilmente contadini, la scortano su questa strada di campagna che conduce a una città fortificata visibile sulla destra. Nel margine inferiore inferiore oltre l'immagine "Raph Sadeler excudit". Impressione eccellente. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Filigrana: "W" Bibliografia: Hollstain 223.
Bulino misure: mm 207 x 269 I Sadeler furono una numerosa famiglia di artisti fiamminghi, principalmente incisori di riproduzione, attivi in tutta Europa tra il XVI e il XVII secolo. Lo stile dei membri della famiglia che collaborarono spesso fra di loro è molto simile, per tre generazioni, spostandosi dall’Olanda all’Italia, fermandosi in Germania e a Praga, questi incisori, editori e commercianti di stampe hanno giocato un ruolo centrale nella diffusione delle immagini. Rapheael I si stabilì a Monaco nel 1588, si trasferì poi a Venezia dal 1596 fino alla morte del fratello Jean nel 1600 quando tornò a Monaco pur mantenendo interessi commerciali con Venezia. In questa stampa, tratta da un'invenzione di Paul Bril, vengono descritte, grazie all'abile uso delle tecnica, le rovine di una città arroccata. Sembra quasi un pestaggio fantastico. Fanno da quinta teatrale, sulla destra in primo piano incisi con un segno marcato, una roccia occupata da un grosso tronco con rami ormai quasi privi di foglie e collegata tramite un ponte ad un’abitazione in pietra. Appena oltre una scena di vita comune, dei pastori con il loro bestiame si stanno dirigendo alle rovine di una città costruita sopra un monte che occupa la parte centrale della scena in secondo piano. Sulla cima del monte le rovine di un tempietto circolare. E ancora, un dolce degradare di colline e case si apre verso l’infinito. L'artista fa molta attenzione a descrivere alcuni particolari come un uccellino sul ramo, il fumo che esce dal camino della casa sullo sfondo e il cielo carico di nubi. Nel margine inferiore, inciso oltre l'immagine "Paulus Bril inventor” e "Raph Sadeler excudit". Impressione eccellente. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Nel margine superiore destro numero 9 a penna, in grafia antica. Filigrana: "W" e un stemma araldico. Bibliografia: Hollstain 218.
Acquaforte mm. 235x242 rifilata al margine della battuta. Tavola tratta da "Planetarum effectus et eorum in signis zodiaci, super Provincias. Regiones et Cinitates dominia ...". Incisione da disegno di Martin de Vos
Acquaforte mm. 235x242 rifilata al margine della battuta. Tavola tratta da "Planetarum effectus et eorum in signis zodiaci, super Prouincias. Regiones et Cinitates dominia ...". Incisione da disegno di Marten de Vos.
[Sadeler - Incisione](cm.30,5 x 27 complessivi di margini) Incisione originale su rame con passepartout decorato a mano tratta dal Sadeler "Bonorum et Malorum".Completo di frontis riprodotto in fotocopia. Ampi margini.Ottima Stampa
Bulino misure: mm 262 x 210 I Sadeler furono una numerosa famiglia di artisti fiamminghi, principalmente incisori di riproduzione, attivi in tutta Europa tra il XVI e il XVII secolo. Lo stile dei membri della famiglia è molto simile e non sempre facilmente distinguibile ma per tre generazioni, spostandosi dall’Olanda all’Italia, fermandosi in Germania e a Praga, questi incisori, editori e commercianti di stampe hanno giocato un ruolo centrale nella diffusione delle immagini. Il soggetto rappresentato in questa stampa, tratto da un invenzione di Maarten de Vos (Anversa 1532 - 1603), fa parte della serie I quattro venti. Il protagonista è il vento del sud, Austro. La composizione si svolge su due piani separati da una coltre di nubi, che grazie al tecnicismo del bulino sono rese pesanti e minacciose. Partendo da sinistra vediamo Ops, una donna anziana con il volto corrugato, che con una pala sulla spalla e una falce e un rastrello nella mano destra si avvicina ad Austro, giovane uomo dal corpo plastico e scolpito. Egli è intento a soffiare e spruzzare acqua mentre agli angoli superiori si trovano i venti "Phoenicias" e "Libonetes" che soffiano serpenti, mosche e scorpioni. Sempre nella zona superiore, tra le nuvole e sotto la Via Lattea un gruppo di figure si avvicina a un tempio etichettato "Secreta Deorum". Nella parte inferiore il fiume Nilo scorre tra catene montuose, vegetazione e qualche abitazione e uomini di una tribù combattono contro alligatori e un drago. Firma iscritta in lastra "Joan. Sadler sculp. et excud / M. de Vos figuravit". Nel margine inferiore due colonne con testo in latino di quattro righe ciascuna. Titolo isritto in alto al centro. Impressione eccellente, ricca di toni. Ottimo stato di conservazione. Margini di 5 mm oltre la battuta del rame. Filigrana non decifrabile. Bibliografia: Hollstein, 515
Finissima incisione su soggetto di pari bellezza, opera congiunta di una coppia di artisti appartenenti a due illustri, cospicue dinastie di pittori e incisori quali furono i Breugel e i Sadeler. La scena, vivacissima, raffigura un porto naturale nei pressi di una imponente città, visibile sullo sfondo ed estesa verso i monti retrostanti (forse Napoli, dove Breugel soggiornò nel 1590?); diverse barche e velieri sono ormeggiati presso la riva o più al largo. In primo piano si affollano pittoreschi personaggi: mercanti, popolani, garzoni e pescatori con ceste colme di pesci. Le Blanc, III/p. 397, n. 197. Wurzbach, pp. 534-538/n. 103.