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in-8, 380 pages, illustrations en noir et blanc de Gavarni, broche, couv. Textes de G. Sand, Stahl, Gozlan, Pascal, Fr. Soulié, Ch. Nodier, Briffault, Balzac, A. Karr .... Précédée d"uune histoire de Paris par Th. Gautier.- Illustrations par Gavarni, vignettes de Bertall. Bon etat. [NV-31] Bon etat.
Paris, J. Hetzel, 1868. 4 tomes en deux forts volumes in-4. 1-2. 1 f (faux-titre) 2 ff (frontispice et titre)-prologue 228 pp avec table. - 3 ff. (faux-titre, titre et frontispice). 196 pp avec table. 3-4) 3 ff (faux-titre, frontispice et titre) 196 pp avec table. Quatrième et dernière partie : 4ff (faux-titre, frontispice et titre)- 196 pp. Demi-maroquin rouge, filets dorés sur les plats, dos à 5 nerfs ornés. Gravures par Gavarni, Grandville, Bertall, plus de 800 vignettes gravées sur bois. Edition augmentée. Bel ex. Coins émoussés mais sans rousseurs.
Paris, J. Hetzel, 1845-1846. 2 grands volumes petits in-4 (28 x 19,5 cm), brochés sous couvertures illustrées. 1- 6 ff (faux-titre, frontispice, page de titre) - XXXII pp (Histoire de Paris par Théophile Lavallée avec 21 vues de Paris à différentes époques représentant les anciennes enceintes et les principaux monuments, dessinés par CHAMPIN) - 380 pp. 100 planches (frontispice compris). Table des matières. T II. 2 ff (faux-titre et titre)- LXXX (Géographie de Paris par Théophile Lavallée) - 364 pp. 112 planches. Ces deux volumes sont réunis dans un coffret sous plexiglass. Sans le catalogue éditeur. llustrations : " Les Gens de Paris ", séries de gravures avec légendes par Gavarni (212 planches hors texte, 4 étant de Bertall) - Paris comique, très nombreuses vignettes par Bertall - Vue, monuments, édifices particuliers, lieux célèbres et principaux aspects de Paris, par Champin, Bertrand, d'Aubigny et Français (environ 800 vignettes au total). Textes par les plus grands écrivains de l'époque : Honoré de Balzac, George Sand, P.-J. Stahl, Léon Gozlan, Frédéric Soulié, Théophile Gautier, Alfred de Musset, Eugène Sue, Charles Nodier, Alphonse Karr, Taxile Delord, Gérard de Nerval, Théophile Lavallée. Premier tirage de l'ouvrage et surtout des couvertures en tous points conformes à la description de Carteret. La planche N° 2 de la série Oraisons funèbres dans le tome I porte par erreur le N° 3 comme c'est parfois le cas. " Titre emblématique des illustrés romantique, rarissime dans son état originel ". Réf. biblio. : Vicaire II, 241-244 - Carteret III, 203-207. BEL EXEMPLAIRE SANS ROUSSEURS, rare condition.
IL GALLO D'OROJUAN RULFOEditori RiunitiI? Edizione 1982132 pagine - formato 13x20 cm circain buono stato salvo ultima pagina bianca lievemente danneggiata (285 g) E22267
In-8 gr., primo vol. (su 2), mz. pelle con ang., dorso a cordoni (lievi abras.) con filetti e tit. oro, conserv. bross. orig., pp. IX,216, con numerosiss. ill. in b.n. nel t. e 59 tavv. f.t., di cui 4 a colori, che riproducono opere di questo "charmant artiste qui a si merveilleusement personnifié l'esprit parisien" come cita il Benezit,IV,647. Molto ben conservato.
In-8 gr., mz. pelle mod., tit. oro al dorso, conserv. cop. orig., pp. (2),IV,432, con un ritratto di Gavarni inc. f.t. e una lettera in fac-simile. Edizione originale. In buono stato. (Edition originale - En bonne etat).
A PRISTINE LARGE-PAPER COPY of the first and only edition of the third book published about Gavarni. viii, 80 pp. A special copy (likely one of only 5 to 20) printed on Chinese paper ("papier de chine"). 8vo. Original wraps. UNCUT AND UNOPENED. A tiny bit of faint foxing (as usual with Chinese paper), otherwise FINE AND BRIGHT, with no defects. Vicaire III, 509, not mentioning any copies on Chinese paper (and Vicaire is usually very meticulous about such matters.
LONGANESI 1980, COLLANA I TASCABILI DEL BIBLIOFILO RIPRODUZIONE DELLE TAVOLE DI DAUMIER STESSO, PREFAZIONE DI NATALIA ASPESI PERFETTO COME NUOVO ASSOLUTAMENTE PERFETTO.
In-8°, pp. 251, brossura editoriale. Tracce di polvere sedimentata sulla brossura. Qualche foglio intonso.
In 4°; (1 b.), 26, (1 b.) cc. Brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Qualche lieve dfoxing e per il resto, esemplare in buone condizioni di conservazione. Guillaume Sulpice Chevalier, pseudonimo di Paul Gavarni (Parigi, 1804 - 1866) fu un celeberrimo illustratore, disegnatore e pittore francese. Precoce talento per il disegno, l'autore si propose, fin da giovane, di sviluppare nuove tecniche e materiali incisori, sfruttando nuovi prodotti chimici non prima utilizzati. Già a 20 anni impressionò l'editore Blaisot che gli propose alcuni lavori. Utilizzando i soldi guadagnati si trasferì nei Pirenei dove aveva idea di recarsi per realizzare una serie di ritratti di costumi popolari che uscì poi nel 1828, già firmati con il suo nome d'arte di Gavarni, ispirato da una catena montuosa vista durante il suo soggiorno pirenaico. Nel 1830 iniziò a lavorare per la rivista "La mode" che gli diede grande successo in patria ma anche in Inghilterra, ricevendo anche l'apprezzamento di diversi personaggi importanti come ad esempio Balzac. In questo periodo sperimentò nuove tecniche litografiche. E' di questi anni una delle sue più drammatiche esperienze che segnò anche la sua opera futura. Sulla scorta del successo ottenuto puntò tutti i suoi guadagni nella creazione di una rivista tutta sua che uscita con il titolo di "Journal des Gens du Monde" nel 1835 e che fallendo quasi subito, portò Gavarni, ridotto sul lastrico, in galera per un anno. Questa esperienza la ritroviamo nel 1837 nella serie uscita sulla celebre rivista Charivari, intitolata Fourberies des femmes en matière de sentiments, nella quale denunciava il mondo degli affari. La serie ebbe di nuovo un enorme successo e portò Gavarni ad esser chiamato a presentare tavole su tutti i principali giornali dell'epoca e facendo dell'artista, uno dei più celebri personaggi della sua epoca. Avvicinandosi alla metà del secolo, il suo stile cambiò e si diresse verso temi di denuncia sociale. Nel 1847 si trasferì a Londra, secondo Gavarni, città più adatta a comprendere il suo desiderio di ritrarre i personaggi e la vita dei bassifondi malfamati chiudendosi sempre più in se stesso e nella sua arte. Tornato a Parigi si dedicò sempre di più alla critica sociale ma anche agli studi matematici e meccanici che da sempre lo avevano appassionato fino a diventare la sua attività principale a partire dal 1860, data che segna anche il suo abbandono del disegno. Morì nel 1866, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi illustratori dell'ottocento.