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RO20086379AU BUREAU DU JOURNAL. 18-12-30. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 16 pages, illustrées de nombreuses photos en noir et blanc du film. Texte sur deux colonnes.. . . . Classification Dewey : 791.43-Cinéma
Illustrazioni di Barbara Anello, testo inglese, rilegato, cartonato, sovracoperta, formato 24x23, pagine 112, illustrato a colori, ottime condizioni - 36084
A cura di Audino D. Traduzione di Zandara C. Roma, 2010; br., pp. 143, cm 15,5x21,5. (Manuali. 137).
2000R200133357Shellac Altern. 2000. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. non paginé, 32 pages agrafées, quelques photos en noir et blanc hors texte, texte en 2 colonnes.. . . . Classification Dewey : 791.43-Cinéma
2021500245967ACTES SUD 2021 368 pages 14 5x23 7x2 8cm. 2021. Broché. 368 pages.
cartone edit. con sovrac. ill.
br. Alle 5 del mattino del 2 ottobre 1960, Holly Golightly cammina per la Quinta Strada in una New York deserta, con gli occhiali da sole scuri e un abito di Givenchy destinato a diventare leggendario: così inizia Colazione da Tiffany e così si apre una nuova era per la società statunitense (e non solo). Sullo sfondo di un'America ancora intrappolata nel perbenismo degli anni Cinquanta, ma già tesa verso lo spirito ribelle di Woodstock, Audrey Hepburn e Colazione da Tiffany propongono un cinema diverso, una moda nuova e uno stile di vita libero da polverosi moralismi, scatenando una vera e propria rivoluzione. Sam Wasson ripercorre le avventure rocambolesche di sceneggiatore, regista, attori e produttori durante una lavorazione piena di imprevisti; i trucchi messi in atto per passare la censura e le intuizioni geniali che hanno permesso all'opera di superare un'accoglienza diffidente e fare breccia nei cuori degli spettatori fino a oggi. E svela soprattutto una Audrey sconosciuta: la giovane comparsa che con la sua grazia diventa un'icona di stile, la donna prima e durante la sua trasformazione in una delle dive più amate di sempre.
br. Roman Polanski, il geniale regista che aveva stregato la Mecca del cinema con le torbide ossessioni di Rosemary's Baby che stava cercando di elaborare il lutto per la tragica morte di sua moglie, Sharon Tate; Jack Nicholson, l'ineffabile attore rivelatosi con Easy Rider, qui per la prima volta impegnato in un ruolo da protagonista; Robert Evans, il visionario produttore che aveva ridato linfa all'agonizzante Paramount, trasformandola nel più fecondo e intraprendente degli studios; Robert Towne, l'angosciato sceneggiatore che voleva scrivere la storia della sua vita e non vincere un Oscar (e però lo avrebbe vinto); Hollywood, nella sua stagione più ribelle, avventurosa e creativa, dopo il classicismo ormai stantio della golden age e prima della svendita alle mega-corporazioni, Sono questi i protagonisti di Il grande addio, il volume che celebra uno dei più grandi film della storia - Chinatown, anno 1974 - e insieme reinventa un genere narrativo, più vicino alla letteratura che alla cronaca saggistica, così come il film aveva reinventato un genere cinematografico (da noir a neonoir). Sam Wasson ci guida dentro la testa fratturata di un Polanski bambino nel ghetto di Cracovia e adulto davanti alla porta insanguinata della villa di Cielo Drive; negli abiti ben stirati di Jack Nicholson, un uomo senza padre e con troppe donne destinato a grandi imprese: nell'inquieta frenesia di Robert Towne, che contemporaneamente a Chinatown scriveva due storici film di Hal Ashby (L'ultima corvè e Shampoo) e intanto dava una mano a Coppola per risolvere le scene più delicate del Padrino; nella residenza di Robert Evans, Woodland, dove tra le fontane della piscina, le ragazze in bikini e le orchidee sempre fresche si faceva la storia del cinema: e infine, ma non ultimo, nella "nascita" di Los Angeles, avvenuta sulle macerie degli abusi di potere, della corruzione, della guerra dell'acqua, dell'addomesticamento del deserto, della mercificazione del sogno americano e dell'imboscamento dei segreti più terribili, uno dei quali - il più terribile di tutti - è il motore che fa girare Chinatown a un ritmo mai più eguagliato.
- Editions France Mélodie, Paris 1936, 26,9x35,6cm, une feuille rempliée. - Edition originale de cette partition chant (bilingue) et piano illustrée sur le premier plat de reproductions photographiques du film Une nuit à l'opéra dont est issu le morceau et mettant notamment en scène les célèbres Marx Brothers. Très bel exemplaire. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
1957112334München/Basel, Reinhardt, 1957. M. einigen Abb. 139 S. OHlwd. (Erzieh. u. Psych. 6 = Zs. "Schule u. Psych." Beih.).
91580Paris, IMA - Editions Plume 1995, 300x230mm, 319pages, broché. Exemplaire à l'état de neuf.
1995ws622Editions Plume Broché 1995 RARE. In-4 (23 x 30 cm), broché, 319 pages, photographies en noir et blanc et quelques-unes en couleurs ; très bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
br. I film possono fare filosofia? Secondo Wartenberg sì. Partendo dall'analisi di alcuni classici del cinema, l'autore ci spiega come i film mettano effettivamente in scena degli esperimenti mentali, delle vere argomentazioni, sotto forma di immagini e dialoghi. Attraverso questo procedimento, i film cambiano le nostre prospettive, arricchiscono la nostra esperienza e ci insegnano qualcosa di nuovo, proprio come fa la filosofia. Gli studi di Wartenberg sul linguaggio cinematografico inaugurano qui in Italia un nuovo filone di ricerca e suggeriscono allo spettatore una nuova modalità di visione dei film, più profonda e stimolante.
19831090683Elm Tree Books; London, 1983. 184 S.; zahlr. Illustr.; 26 cm. Originalhardcover mit Schutzumschlag.
PP. 61, CM. 25,5X23,5, CART., IMMAGINI TRATTE DAL FILM.
WARNER BROS Mama Guitar (Medium - Rock) - Un volto nella folla (A face in the crowd), dal film "Un volto nella folla". Testi italiani di Calibi, testi originali di Schulberg - Glazer. Musiche di Tom Glazer. Milano, Radio Record Ricordi 1958, In 8°, cop. bicolore con Andy Griffith e Patricia Neal. Alle due facciate interne spartito musicale con parole + 5 spartiti interni Buono (Good) . <br> <br> <br>
1990100822Éditions Carré, Paris - Éditions du Centre Georges Pompidou, Paris, 1990. 25,5 cm ; kart.
F.to: 10,5x18; pagg. 128; BN; rileg. brossura. Editore: Kiepenheuer & Witsch, Köln, 1971.
En contrepoint à la rétrospective d’environ deux cents œuvres d’Andy Warhol qui se tient au Musée, treize de ses films, pour la plupart inédits et restaurés grâce au concours du Museum of Modern Art et du Whitney Museum de New York, sont présentés quotidiennement au Studio 5 du Centre Georges Pompidou. Bien que sa filmographie soit très importante (100 films réalisés entre 1962 et 1968), ses films demeurent méconnus et peu diffusés en Europe. C'est en 1962, alors qu'il est déjà un artiste célèbre, qu'Andy Warhol commence à s'intéresser au cinéma. Fréquentant le milieu du "New American Cinéma" regroupé à New York autour de Jonas Mekas et de la Filmmakers Cooperative, Andy Warhol découvre la production dite "Underground" des Stan Brakhage, Gregory Markopoulos ou Jack Smith. Andy Warhol va en quelque sorte faire l'expérience du cinéma, pour ne pas dire en réécrire l'histoire. Ses premiers films rappellent beaucoup le cinéma primitif : une caméra fixe, ou presque, enregistre une tranche de vie, un évènement "banal", sans son, sans couleur : un homme qui dort (Sleep), un baiser (Kiss), l'Empire State Building, Henry G. fumant son cigare. "J'aime que les choses soient toujours exactement les mêmes" (Andy Warhol). Fin 1964, sa production évolue vers un cinéma parlant, "scénarisé", (rencontre avec Ronald Tavel). Même si le non interventionnisme de l'artiste demeure la règle, les films deviennent plus complexes : bande sonore, montage, direction d'acteurs. On ne peut parler de mise en scène, mais simplement de mise en situation d'individus devant un appareil de prise de vues. Andy Warhol aux différentes étapes de sa carrière a toujours manifesté une attitude de distance par rapport au sujet filmé). Intensité, et sentiments sont exclus, seul demeure un art de surface. "If you want to know ail about Andy Warhol, just look at the surface of my paintings and films and me, and there 1 am. There's nothing behind it" (Andy Warhol) La facture des films demeure toujours aussi brute. "Pas d'histoire, pas d'intrigue, simplement des incidents" répond Andy Warhol à son scénariste. La facture des films demeure toujours aussi brute. Seul demeure un art de surface. Ce qu’il affirme d’ailleurs lui-même : "If you want to know all about Andy Warhol, just look at the surface of my paintings and films and me, and there I am. There’s nothing behind it." Les films présentés : - Kiss (1963, 54’) - Sleep (extrait) (1963, 42’) - Blow Job (1963, 41’) - Eat (1963, 31’) - Empire (extrait) (1964, 48’) - Henry Geldzahler (1964, 99’) - My Hustler (1965, 67’) - Beauty n°2 (1965, 66’) - Vinyl (1965, 66’) - The Life of Juanita Castro (1965, 66’) - The Chelsea Girls (1966, 195’) - Lonesome Cowboys (1967, 109’) - Nude Restaurant (1967, 109’) — Testi: Blistène Bernard, McKane Miles et al. F.to: 21x25,5; pagg. 272; BN; rileg. brossura fustellata. Editore: Centre Georges Pompidou, Paris, 1990.
In 1961 a fashionable commercial artist named Andy Warhol created an artistic furor in New York with his deadpan versions of the Campbell’s Soup can. Since then he has become the most talked about but least understood artist of the late 20th century. Warhol made acceptable the use of industrial techniques in the creation of paintings obsessed with modern clichés—car crashes, Coke bottles, sex symbols such as Marilyn Monroe and Liz Taylor. At the same time, his films—<I>Blowjob, Sleep, Chelsea Girls, Lonesome Cowboys</I>—forced us to look at the object/subject, transformed the bizarre into the banal, and remade the form and content of cinematic experiment and production.Originally published in 1971, Peter Gidal’s <I>Andy Warhol</I> was the first book written on Warhol’s films and paintings, a concise and astute analysis of an artistic revolution. ”Idol of the jet set,” ”trend-maker,” superstar, Warhol was taken at more than face value in Gidal’s unconventional and insightful exploration. Twenty years later, <I>Andy Warhol </I>remains a seminal text, essential for a serious understanding of the artist and the work.</Div> <em>--This text refers to an out of print or unavailable edition of this title.</em> — Testi: Gidal Peter. F.to: 12,5x18,5; pagg. 160; BN; rileg. brossura. Editore: Studio Vista, London, 1971.
1999RO80257119Seuil. 1999. In-8. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos plié, Intérieur frais. 220 pages. Nombreuses photos en couleurs hors texte.. . . . Classification Dewey : 791.43-Cinéma
L8960Münich. Série complète des douze affichettes (30 x 23,5 cm.) en couleurs (avec le prospectus de présentation et le synopsis) pour le film Trash. Rare ensemble édité pour la promotion de la version allemande réalisée par Constantin Films en 1971. Le film Trash réalisé par P. Maurissey, produit par A. Warhol, avec Jo Dallesandro, H. Woodlawn, J. Forth, etc. fait partie de la trilogie qui comprend également Flesh (1968) et Heat (1972).
1994qi937American Collectors Exchange Broché 1994 In-4, (28x21.5 cm), broché, couverture illustrée, texte en anglais, non paginé, côte des affiches de films ; plats à peine défraîchis, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1977481181977 Paris, l'avant-scène, 1977, 26,5 x 16, 98 pp, couverture illustrée,
326476Interview Enterprise - Andy Warhol New York 1979 Magazine in-4 long ( 425 X 280 mm ) de 86 pages, agrafée sous couverture illustrée en couleurs publié par Andy WARHOL. Très nombreuses photographies dans le texte. Articles et contributions de et sur Lacey NEUHAUS ( portrait en couleurs en couverture ), Richard BERNSTEIN, David Kennerly, Peggy Guggenheim, Geoffrey Holder, Peter Rogers, The Cars, Ron Delsener Fran Lebowitz. Très bel exemplaire SIGNE AU FEUTRE SUR LA COUVERTURE PAR ANDY WARHOL. INTERVIEW Magazine a été fondé à la fin de 1969 par Andy WARHOL et le journaliste britannique John WILCOCK, le magazine a été surnommé "The Crystal Ball of Pop" car il présentait des interviews de célébrités, d'artistes, de musiciens et d'intellectuels créatifs.