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Roma, Mediterranee, 1996, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 263 completamente illustrato da tavole.
Vol. in -4 (26,5 x 32,5 cm.), brossura editoriale con alette illustrata a colori, pp. 72 con numerose fotogr. in b.n. di Leonard von Matt a p.pagina. Leggerissimi segni d'uso alla copertina, nel complesso in buone condizioni. Estratto parziale del Capitolo LA CATTEDRALE, tratto dal volume illustrato CHIESE DI GENOVA.
ill., ril. Pensato per il moderno pellegrino, il taccuino contiene tutte le informazioni pratiche per organizzare il viaggio, tutti i luoghi da non perdere lungo il cammino, 40 tappe ciascuna con profilo altimetrico tematizzato, 10 tavole cartografiche di tutto il percorso, il taccuino, una sezione di pagine libere per scrivere la 'propria' Via Francigena.
brossura Un percorso nel mondo dell'arte cristiana, dall'epoca antica fino al rinnovamento liturgico apportato dal Concilio Vaticano II, alla ricerca del significato delle principali manifestazioni artistiche, tra icone, vetrate, simboli e stili architettonici. Corredata da un apparato fotografico a colori e da un agile glossario illustrato, l'opera costituisce un utile strumento per chi si approccia all'arte sacra da studente, religioso o semplice curioso.
ill., br. Il volume raccoglie una serie di escursioni biblico-archeologiche in Terra Santa che l'autore, per anni docente di geografia biblica e guida "sul campo" degli studenti dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, ha saputo rendere "accessibili" a un largo pubblico. I luoghi descritti non rientrano nei programmi del classico pellegrinaggio in Terra Santa, ma si propongono come spunti funzionali a una conoscenza più approfondita della terra biblica. Le località sono suddivise per regione, da nord a sud: la Galilea, con Bet Alfa e Bet Shean, il "paradiso d'Israele" della tradizione rabbinica; la Samaria, regione e al tempo stesso antica capitale del regno d'Israele; la Giudea con i misteri di Masada e Qumran, e con Gerico, "la città più antica del mondo"; e infine il deserto del Neghev, dalle ricche vestigia cristiane di epoca bizantina e i suggestivi siti nabatei. Un ricco apparato di immagini commentate facilita la lettura e la comprensione del testo, provvedendo un facile accesso anche ai non specialisti. Il lettore in questo modo si sentirà condotto per mano alla scoperta dell'ambiente biblico.
ill., br. La collana che narra l'antica fede canavesana si conclude con quest'opera.Il primo percorso parte da Cuorgnè per passare a Valperga, di dove è consigliabile un'escursione a Belmonte (uno dei luoghi più frequentati dai fedeli di tutto il Piemonte), per proseguire verso Pertusio, San Ponso, Salassa, Oglianico, Favria, Busano, Rivara, Forno Canavese, Pratiglione, Prascorsano, Canischio, San Colombano Belmonte. L'area è attualmente di pertinenza dell'arcidiocesi di Torino; soltanto dal 1800 al 1817 fu affidata alla diocesi di Ivrea. Il secondo percorso, invece, si snoda attraverso la Valle dell'Orco: qui la responsabilità della diocesi di Ivrea non è mai stata messa in discussione. Chi vuole percorrerlo inizia da Alpette o Frassinetto, quasi due sentinelle poste ai lati dell'ingresso della valle, poi prosegue verso Pont Canavese e Sparone, si inoltra nella Valle di Ribordone, quindi torna a Locana, tocca la valle di Piantonetto, sale a Noasca e raggiunge Ceresole Reale, fino al lago Serrù, dove si aprono maestosi scenari per gli sciatori: ovunque, tuttavia, lungo gli oltre quaranta chilometri di salita, la presenza di Dio è evidente.
ill., br. Sulla scorta del percorso tracciato dalle prime biografie intorno al "pellegrino" Francesco d'Assisi, la guida ripercorre realtà e memoria dei luoghi da lui toccati nel cammino da Rieti a Roma. La guida, suddivisa in tre parti e 13 tappe, segnala in modo preciso il cammino a piedi; per ogni santuario vengono offerti storia, visita al sito, lettura dalle fonti francescane, temi e personaggi significativi. Un ricco corredo fotografico e le mappe del percorso completano la guida ad uno dei percorsi francescani più suggestivi. Una guida che non si preoccupa tanto di indicare una meta - che pure è rappresentata da Roma o dai santuari della valle santa di Rieti - ma piuttosto un compagno di strada: Francesco d'Assisi.
brossura La preghiera del credente implica la sua libera e consapevole responsabilità. Come comprendere questa dimensione morale dell'incontro con Dio? Il volume considera alcune figure "riuscite" di incontro con Dio, cioè quelle in cui il dono di Dio è accolto. L'attenzione è posta sul dinamismo della coscienza, sulla relazione tra la familiarità con il Signore e la globalità della vita di una persona. La scelta dei testi biblici è solo esemplificativa. La diversità delle condizioni interiori ed esteriori evocate vorrebbe anche suggerire al lettore di riconoscere i tratti per lui paradigmatici, al fine di aver cura per la sua propria storia di relazione con Dio.
br. Un giovane pellegrino in marcia verso una città cara non solo alla cristianità, ma al mondo intero. Situata ai confini del mondo antico, nel Finisterre occidentale, Santiago de Compostela è infatti diventata patrimonio dell'umanità e delle culture che lì s'incontrano. Secondo la tradizione, nella maestosa cattedrale, riposano le spoglie di san Giacomo Zebedeo, detto il Maggiore, che fu tra gli apostoli più intimi di Gesù. Scandito in 30 giorni, il diario di viaggio racconta la fatica, le sensazioni e le emozioni di chi non ha voluto praticare del semplice turismo religioso, ma lasciarsi scavare dal cammino, fino alle profondità del cuore, in cerca dell'autentica felicità. Il viaggio a piedi a Compostela diventa così una metafora della vita: un sentiero dove ognuno ha il proprio ritmo, i propri ideali, i propri sogni da inseguire. Per chi è già stato a Santiago, sarà facile individuare i singoli luoghi: la narrazione segue infatti le tappe del classico "itinerario francese". Ma questo è anche un libro per chi non ha ancora compiuto il Cammino e, mettendo in conto di preparare presto lo zaino, vuole pregustarne la poesia, il rischio, la sfida.
ill., br. Per la spiritualità cristiana orientale e per la cultura russa in particolare, la bellezza sta all'origine della stessa conversione del principe Vladimir, quindi di tutta la Slavia ortodossa. Per l'intera coscienza spirituale ortodossa, la liturgia costituisce l'anima stessa della sua "forma culturale": grazie all'essenza simbolica delle sue forme, invita a pensare la vita e il contatto con la realtà in modo globale, cioè realistico-concreto e metafisico insieme. L'azione della divina liturgia sull'anima è grande: agisce con forza su coloro che assistono alla celebrazione, ma maggiormente agisce sull'officiante stesso. Grande può essere l'influenza della divina liturgia, se l'uomo che l'ascolta è intenzionato a trasferire nella vita quanto ha appreso. «Se il fedele segue con riverenza e fervore ogni gesto della liturgia, se è stato docile agli appelli del diacono e del sacerdote, la sua anima si è innalzata, i comandamenti di Cristo saranno facili da compiere, il giogo di Cristo sarà dolce e il suo peso leggero». (dalle Conclusioni)
br. L'autore racconta che una fedele, prestando forse per la prima volta attenzione alle parole recitate nel Credo, era giunta alla conclusione che non credeva veramente neppure alla metà degli articoli di fede. «Non è difficile immaginare quelli che la inquietavano: "Credo in Dio Padre onnipotente" e allora Auschwitz e Hiroshima? "Creatore del cielo e della terra" e il Big Bang e l'evoluzionismo?». I destinatari del libro, che affronta uno ad uno in maniera agile tutti gli articoli di fede, sono i molti a cui accadrebbe la stessa cosa se smettessero di recitare il Credo "con il pilota automatico". Tutti i credenti, quindi, perché chi non è almeno un po' scettico coi tempi che corrono?
br. Il Cammino della Luce si presenta come un itinerario di enorme valore culturale, storico e religioso. Il tratto descritto in questa guida - noto come Via Amerina - propone tappe di grande importanza sotto numerosi punti di vista: dalle insigni memorie di santità dell'età di mezzo ai resti di civiltà antichissime; dalle dolci colline umbre alle forre boscose dell'alto Lazio; dai ruderi di antichi eremi francescani all'imponente Basilica vaticana. Un itinerario dal profondo significato spirituale che ricalca le orme degli antichi pellegrini, dove anche il turista o il trekker potranno rimanere affascinati da luoghi e paesaggi davvero inconsueti. Il volume contiene tutte le informazioni utili: quando partire, la descrizione dettagliata del percorso, le mappe, le altimetrie, le varianti ufficiali, i luoghi in cui dormire e quelli da visitare.
br. Nel 2015 si è celebrato il 5° centenario della nascita di Teresa d'Ávila, la grande mistica e riformatrice del Carmelo e don Sandro Lusini, parroco di Porto S. Stefano, da anni appassionato pellegrino verso Santiago de Compostella, ha voluto ripercorrere le strade infuocate della Spagna e della Castiglia, l'itinerario umano e spirituale sui passi di colei che fu definita con disprezzo dal Nunzio pontificio Filippo Sega «fémina inquieta y andariega». La «Ruta teresiana de la cuna al sepulcro», dalla culla al sepolcro: è un cammino che ripercorre alcuni dei luoghi più significativi di Teresa d'Ávila e in parte di san Giovanni della Croce: Ávila, Gotarrendura, Arévalo, Medina del Campo, Madrigal de las Altas Torres, Fontiveros, Duruelo, Mancera de Abajo, Tordillos ed infine Alba de Tormes dove è custodito il corpo di Teresa. Duecentocinquanta i chilometri percorsi tra la fine di giugno e i primi di luglio, dieci giorni di fuoco in Castiglia, in mezzo a distese di campi di grano e girasoli sulle orme di colei che ha detto l'indicibile di Dio e ha lasciato un segno indelebile nella storia e nella mistica cristiana.
br. In questo volume l'autore, attraverso una serie di aneddoti, documenti e citazioni, che contribuiscono a rendere gradevole la trama e facile la lettura, descrive la bellezza della Sagrada Familia conferendole, in modo esplicito ed incontrovertibile, lo status di icona. Tale condizione diventa non solo lo strumento per un produttivo dialogo tra coloro che credono e coloro che sono alla ricerca di un significato, ma anche un progetto che impegna tutta la comunità cristiana in un percorso di nuova evangelizzazione.
ill. Ben pochi santi possono vantare in Occidente una fama come quella raggiunta da san Rocco sul finire del Medioevo. Di Rocco da Montpellier si è privilegiata la dimensione taumaturgica, con una crescente attenzione alla fama dei miracoli, che in tempi di necessità è servita da collante cultuale tra i fedeli ed il Santo stesso: come nel caso delle pestilenze nel Regno di Napoli tra il XVI e il XVII secolo, alla base della straordinaria diffusione della devozione del Santo francese nel Mezzogiorno peninsulare italiano. Questa parte del suolo italico rappresenta l'ambito territoriale con la maggiore presenza di altari patronali dedicati al Taumaturgo francese, nonostante il suo peregrinare terreno non lo abbia condotto mai più in giù di Roma. In questo quadro territoriale la Basilicata si attesta come una regione dalla forte impronta rocchiana, con oltre il 70% delle città e paesi che presentano testimonianze cultuali espressamente dedicate a Rocco. Giunto dalla Francia in Basilicata il culto rocchiano è poi decollato verso nuove destinazioni, divenendo un significativo esempio del ponte ideale tra i lucani di Basilicata e quelli del mondo. Questo studio è uno scavo storico intorno alla figura del pellegrino taumaturgo di Montpellier vivamente legata al tessuto sociale e religioso delle comunità lucane, ma anche uno strumento per riflessioni connesse ai complessi fenomeni, agli sviluppi auspicabili e ai nuovi profili del turismo religioso in Basilicata.
br. «Prima di venire in Terra Santa, avrei giurato di possedere una fede concreta, secondo l'insegnamento che i miei maestri mi hanno trasmesso. Eppure, senza accorgermene, avevo relegato le vicende di Gesù al di fuori della storia, nella sfera dell'inconoscibile. La visita ai luoghi del Vangelo mi ha riempito di gioia e di stupore. Ho potuto dire: "È andata proprio così, è successo esattamente ciò che dicono i Vangeli!". Oggi, dopo tanti anni, sto ancora scoprendo le conseguenze di quella bellissima sorpresa». Don Vincent Nagle «Al cuore di questo libro sta il dramma della vera scoperta di sé. Vincent Nagle vuole portarci a dire con verità: "Salvami, Signore, non ho speranza se non perché ci sei tu! Tu non sei, o Cristo, l'abbellimento religioso di un'esistenza che trova in se stessa le energie della riuscita, non sei la causa più nobile a cui dedicarsi. La tua presenza è, per me, questione di vita o di morte"». (Dalla Postfazione di don Paolo Sottopietra)
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date e la descrizione della festa. Il primo volume è dedicato a Gesù, Maria, Giuseppe, gli Arcangeli, gli Apostoli, gli Evangelisti.
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date e la descrizione della festa. Questo terzo volume è dedicato ai Patroni Papi (in particolare Gregorio Magno e Silvestro), Vescovi(numerosi i comuni che hanno scelto come defensor San Biagio e San Nicola) e Patriarchi(la maggiore devozione è per Flaviano)
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date (spesso con rifunzionalizzazione politica di alcune feste calendariali) e la descrizione della festa.Il volume secondo è dedicato ai Patroni Martiri,tra cui quello più "scelto", santo Stefano, seguito da San Lorenzo e Santa Lucia.
br. C'è stato un tempo in cui il santo patrono ha costituito il nucleo aggregante della identità municipale, assorbendo miti antecedenti e segnando profondamente la cultura antropologica dei luoghi. 305 comuni in Abruzzo si dividono 173 santi patroni. L'autrice si è avvicinata alla materia utilizzando gli strumenti delle discipline antropologiche e rispettando le tradizioni religiose locali senza interrogarsi sulla veridicità dei racconti miracolosi peraltro ricercati con attenzione filologica, ma considerando la realtà storica delle devozione popolare. Sono nati così 5 volumi in cui alla scheda agiografica di ogni santo seguono le origini storiche e sociali della devozione, la illustrazione architettonica e artistica della chiesa dedicata al culto, le date e la descrizione della festa. In questo quarto volume, dedicato ai Patroni Abati, Monaci, Eremiti, Eremitani, Pellegrini e Santi Ausiliatori, interessanti le figure di Domenico, Giorgio e Vito, che l'autrice ha liberato dalle sovrastrutture mitiche che avevano finito per offuscarne la realtà storica ed i contorni biografici (operazione del resto effettuata nei confronti di tutti i Santi presi in considerazione).