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br. Il volume offre una fenomenologia del motivo zoologico nell'opera di Saba: le bestie, nella loro ancestrale autenticità, rappresentano per il poeta gli intermediari per attingere la verità della «calda / vita». Alla loro presenza nel Canzoniere e nelle altre opere sabiane è dunque sotteso un postumanesimo aderente alla natura: sprofondando nel bios primordiale, Saba scopre di condividere essenza e destino con i «sereni animali / che avvicinano a Dio». Lo studio conduce a incidere il nodo del giudaismo dello scrittore, attese le radici bibliche di tesi quale l'uguaglianza di tutti i viventi dinnanzi al Signore, asseverata nell'Ecclesiaste.
In 16°, br. edit. fig., pp. 125(2). Ediz. num. (563/1000).
Opera riccamente ill. a col. nt. e ft (10a).
xxiii + 368pp., dans la série "Bibliothèque du Muséon" volume 28, 27cm., brochure originale, non coupé, très bon état, X92214
In 4, pp. 22 + (2) con ill. n. t. Br.ed. Raro numero di questa rivista diretta da Giorgio Vecchietti molto vicina nel gusto all'Italiano di Longanesi. All'interno articoli di Pelizzi, Migliorini, Falco, Hughes, Otello Vecchietti, Corazza, Bigongiari, Dessi', Saba. Disegni di Rosai, Poggeschi
Una biblioteca di viaggiatore del Settecento o dell'Ottocento (e Giotti aveva molto viaggiato in gioventù per approdare, dal 1919, a una vita triestina più raccolta) che accoglieva i classici, come l'edizione delle Odi del Parini, del 1799, regalo di Saba, su cui, con Simone Volpato, sarà importante tornare, ma anche le edizioni ottocentesche di Bettoni e Silvestri, e le più recenti Sansoni e Barbèra che forse avevano fatto compagnia all'apprendistato letterario di Giotti negli anni Dieci. Ad altro scaffale era dedicato il mondo contemporaneo, a partire da un piccolo gruppo di libri del periodo fiorentino tra cui, fondamentale, la seconda edizione delle Poesie di Salvatore Di Giacomo (Ricciardi, 1909), dono dell'amico Hans Alva per il Natale 1910, il libro che offre a Giotti, già poeta, la certezza delle possibilità liriche del dialetto, seguito, poco dopo, nel gennaio del 1911, dal Teatro del grande napoletano. Premessa di Anna Modena. Autori: Simone Volpato, Marco Menato. Curatori: Massimo Gatta.
Firenze, Olschki, 2015 (Biblioteca di bibliografia), 86 p., ill. Nel 1951 il poeta e libraio Umberto Saba acquista dalla sorella di Carlo Michelstaedter, il filosofo goriziano che si diede la morte il 17 ottobre 1910, una gruppo di volumi appartenuti a Carlo e al padre Alberto. Quali sono questi volumi, chi li acquistò (il podestà Pagnini), dove Volpato - titolare della Drogheria 28, che già aveva rinvenuto tre gruppi della biblioteca di Svevo - li ritrova. In questo volume, che presenta anche il catalogo, viene narrata la storia del ritrovamento. Campailla, il maggiore studioso del filosofo goriziano, crea un reticolo di combinazioni, di suggestioni, di domande.
universale cappelli 150
Mm 150x210 "Biblioteca Universale Rizzoli - Nuova edizione. Classici italiani" - Brossura editoriale di 600 pagine. Copia in condizioni prossime al nuovo, ovvero mai letta. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 285x410 Rilegatura coeva in mezza tela, etichetta in pelle con titolo in oro applicata al dorso, copertina rigida con disegni floreali; tutto il pubblicato dal primo numero del 10 dicembre del 1944 all'ultimo del 17 marzo 1946. La raccolta è in ottrime condizioni con robuste legature editoriali. Spedizione in 24 ore dall conferma dell'ordine.
Mm 265x385 Ristampa anastatica di tutto il pubblicato della rivista, dal primo numero del 10 dicembre del 1944 all'ultimo del 17 marzo 1946. Tre volumi in copertina cartonata con titoli al piatto e al dorso, custodia rigida nera con due residui di cera lacca verde. Copia in ottime condizioni, interno pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8°, pp. 409, brossura editoriale.
Acquaforte misure: mm 171 x 195 Pittore e incisore italiano. Si forma a Roma in un ambiente tipicamente manierista e i suoi studi sono indirizzati alla pittura e alla scultura con particolare interesse per gli antichi che avranno un influsso per esempio sul suo modo di panneggiare le figure. E’ attivo fra la Spagna e Roma, nel 1605 è a Madrid e torna a Roma nel momento dell'esplosione più viva della polemica caravaggesca, basa la sua attività pittorica su diverse fonti figurative che vanno dal Correggio allo stile tardo di Iacopo Bassano e del Tintoretto fino a Lanfranco. Negli ultimi anni della sua vita si dedica all'incisione. Realizzerà, tra le altre opere, una serie di cinquantadue incisioni dalle Scene bibliche delle logge di Raffaello (molte di esse recano la sigla "H. B." e la data 1615) che sono ricordate anche nel suo testamento. La tavola, numero 48 della serie Scene bibliche, ha come soggetto l'incontro di Salomone con la regina di Saba. Questo importante incontro avviene all'interno del palazzo del Re descritto attentamente, attraverso l'intersezione di linee e contrasti chiaroscurali, per creare un'atmosfera solenne, accresciuta dalla presenza della folla animata che circonda i protagonisti. Il re è un uomo anziano, dalla barba lunga rappresentato in piedi a sinistra mentre Saba, una donna giovane e bella, è avvolta in un abito riccamente panneggiato che sembra quasi volare tra le braccia di Salomone. Secondo la Bibbia, la regina di Saba, venuta a conoscenza della fama di sapiente del re di Israele, volle metterlo alla prova con enigmi e quesiti e Salomone risponde in modo soddisfacente, dimostrando che nessuna questione era troppo difficile per lui. Stupita, la regina, ammise che la fama di Salomone era pari nemmeno alla metà della sua effettiva sapienza e saggezza e, come rappresentato nella stampa, lo celebra offrendogli doni quali oro e pietre preziose. Impressione eccellente, dai neri intensi. Ottimo stato di conservazione eccetto mancanza, che non interessa l’inciso, all'angolo inferiore destro del solo margine inferiore bianco. Foglio incollato su cartoncino più spesso. Monogramma "HB" e data 1615 incisi in lastra, al centro sul gradino. Bibliografia: Bartsch XVII.319.4
Acquaforte misure: 265 x 297 Pittore e incisore italiano. Si formò a Belluno presso artisti locali e nella bottega dell'incisore Paolo de Filippi, Solo nel 1803 riuscì a trasferirsi a Venezia per frequentare l'Accademia di Belle Arti godendo della protezione del conte Leopoldo Cicognara. Nel 1809 lo troviamo a Roma, dopo aver ottenuto il pensionato, insieme a Francesco Hayez. Qui accolti dal maestro Antonio Canova, ottennero la commissione di alcuni affreschi nel cantiere della Galleria Chiaramonti e nei Musei Vaticani. Negli stessi anni De Min collaborò anche come disegnatore per le tavole della Storia della scultura del Cicognara (Venezia 1813-18). Tornò a Venezia dove si dedicò quasi esclusivamente alla pratica di decoratore. Dal 1818 Demin si stabilì a Padova dove fu molto attivo intervenendo con importanti cicli decorativi di impronta e gusto neoclassico nei più prestigiosi palazzi cittadini. Il soggetto di questa stampa è tratto dal dipinto realizzato nel 1817 come omaggio artistico offerto dalle province venete all'imperatore Francesco I in occasione delle sue nozze (le quarte: 1816) con Carolina Augusta di Baviera. L’omaggio fu un’idea del conte Cicognara che riuscì nel doppio intento di evitare di sottrarre denaro alla cittadinanza e finanziò decine fra i migliori artisti ed artigiani veneti. Il dipinto di De Min è ad oggi disperso ma l’autore stesso egli realizzò l'incisione per l'album che riproduceva, commentate da brani di Cicognara e Pietro Giordani, tutte le opere eseguite per il fausto evento: Omaggio delle Provincie Venete alla Maestà di Carolina Augusta..., Venezia 1818. La scena si svolge all'interno del maestoso palazzo del Re per creare un'atmosfera solenne, accresciuta dalla presenza della folla animata che circonda i protagonisti. Il re è un uomo anziano dalla barba lunga rappresentato in piedi a sinistra vestito con un abito riccamente panneggiato e regge nella mano destra un bastone affiancato da soldati e da uomini illustri. La regina di Saba è rappresentata al centro della scena, è una donna giovane e bella avvolta anch'ella in una abito ricco, regge in una mano il bastone e con l'altra indica i doni che sta per offrire al Re. Sullo sfondo, tra le colonne gigantesche, diversi personaggi osservano la scena. Secondo la Bibbia la regina di Saba, venuta a conoscenza della fama di sapiente del re di Israele, volle metterlo alla prova con enigmi e quesiti ai quali Salomone risponde in modo soddisfacente, dimostrando così che nessuna questione era troppo difficile per lui. Stupita, la regina, ammise che la fama di Salomone era pari nemmeno alla metà della sua effettiva sapienza e saggezza e, come rappresentato nella stampa, lo celebra offrendogli doni quali oro e pietre preziose. Nel margine inferiore a sinistra "Demin dipinse e incise" al centro titolo inciso. Impressione eccellente, dai neri intensi. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Bibliografia: Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia, Marsilio, 2017, p 41
In 8o, pp. 82, t. tela con sovracc. qualche leggera gora di umidità alla sovracc. ma ottimo (8818/ SABA - MILANO)
Mm 140x210 NUOVO - Collana "Percorsi". Brossura editoriale con sovraccoperta, xv-464 pagine. Libro in condizioni di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
cm. 17 x 24, 342 pp. Polinnia Viene ripercorsa la storia della scrittura di Saba alla luce del motivo-guida della ricerca della leggerezza, chiave tematica che consente un serrato confronto con le dinamiche pi? profonde dell?itinerario testuale del poeta. Il costante vagheggiamento della levit? paterna viene rintracciato dietro le diverse maschere e voci usate per rappresentarla, e messo in dialogo diretto con l?altro versante dell?immaginario dell?autore, quello di ascendenza materna, segnato da metafore della pesantezza, del dolore e della morte. In retracing the history of Saba?s writing, the leitmotiv in pursuit of lightness is a thematic key useful in analysing the innermost dynamics of the poet?s textual narration. The constant yearning for his father?s levity is found behind various masks and voices used to represent it and enters into discussion directly with the other side of the author?s imagination, his maternal ascendancy, identified by metaphors of gravity, sorrow and death. 628 gr. 342 p.
Mm 150x210 Collana "Quadrifogli". Con la collaborazione di Aldo Colonetti. Brossura editoriale di 213 pagine. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 345x485 Testo a cura di Biagio Marin e Pierpaolo Luzzato-Fegiz. Volume in copertina rigida, 38 pagine con numerose illustrazioni a colori e in nero, tasca originale in chiusura con 10 tavole sciolte a colori e in nero che riproducono documenti d'epoca, cofanetto in cartone editoriale verde. Lievi fioriture alle sguardie, peraltro copia molto buona. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
in-8°, 254 pages, fig. in-texte, relie plein simili decor editeur. Bel exemplaire. [CA31-7][CA29-5-]
Hesse, Hermann (Saba Sardi, Francesco: Traduzione di - Chiusano, Italo Alighiero: Introduzione di) Leggende e fiabe. Milano - Cles (Trento), Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Stabilimento Nuova Stampa (stampa) 1988 italian, in sedicesimo pp. XXVI+442+(12)=480 VI ristampa Oscar narrativa della raccolta: agosto 1988 (Titolo dell'opera originale: Legenden und Märchen, Frankfurt am Main, Suhrkamp Verlag 1975 - I ed. Oscar Mondadori: 2 ottobre 1981). Traduzione di Italo Alighiero Chiusano. Collezione Oscar narrativa. XVI/XXVI+442+(12)=480/brossura patinata (In copertina: Carl Czeschka. Illustrazione da "I Nibelunghi". Ed. Gerlach Jugendbücher, Vienna-Lipsia 1909). Stato buono (volume nel complesso leggermente brunito - adesivo incollato in quarta di copertina).
GENEVE, Edito-Service - 1975 - In-4 - Reliure sous jaquette illustrée en couleurs (petite déchirure en pied) - Gardes illustrées - Nombreuses illustrations NB et en couleurs, dans le texte et HT - Bibliographie, liste des illustrations, index - 413 pages + tables - Très bon exemplaire