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collana completa natura in posa-le storie di maria de medici di Rubens al Lussemburgo-il Caravaggio e le sue grandi opere da san luigi dei francesi-le pitture nere di Goya alla quinta del sordo-la camera degli sposi del Mantegna a Mantova-i teneri del carpaccio in san Giorgio degli schiaffoni-il greco di toledo e il duo espressionismo estremo-nos non il primo viaggio a Tahiti di Gauguin-la cappella sisitina in vaticano (1)-la cappella sistina in vaticano (2) Rizzoli editore rilegatura in tela con copertina in carta plastificata OPERA COMPLETA IN OTTIME CONDIZIONI
In-8°; cc. (12). Edizione originale del poema di Giovanni Francesco Pico della Mirandola, una delle prime fonti sulla collezione di statuaria antica conservata al Giardino del Belvedere in Vaticano. Scritto nell’ultimo anno del pontificato di Giulio II (1503-1513), l’opera sottolinea la passione per le antichità classiche che con questo papa divenne una vera e propria moda nella Roma del tempo. Molti si domandarono se fosse idoneo consevare nel tempio della cristianità una collezione che esaltava anche le divinità pagane. Pico, seguace della corrente savonaroliana che denigrava la cultura rinascimentale del recupero e dell’imitazione dei classici romani e greci, si serve di quest’opera per stigmatizzare questa contrasto, proponendo nei suoi versi la Vergine Maria come contraltare alla Venere classica, presentando la collezione del vaticano come la manifestazione fisica della corruzione culturale e morale della Roma di Giulio II. Nella lettera a Francesco Giraldi, umanista ed erudito nativo di Ferrara, datata 1512, Pico offre una sorta di panoramica sulle statue collocate nel Belvedere: sono tra le prime parole che vengono spese sul posizionamento in quel luogo di quello che fu il simbolo della rinascita del classico, il gruppo del Laocoonte ritrovato presso la Domus Aurea nel 1506 e acquistato da Giulio II. Vengono anche citate la statua di Apollo e Cleopatra, e la grande immagine del Tevere. Giovanni Francesco Pico della Mirandola (1470-1533), nipote di Giovanni Pico, autore di una biografia su Savonarola, si fece portavoce di una difesa degli insegnamenti cristiani contro la nuova cultura nascente. Salvatore Settis, Sonia Maffei, Ludovico Rebaudo, Laocoonte, fama e stile: “La matrice antica del luogo, giardino delle Esperidi, luogo ideale per l’ozio filosofico, centro della nuova politica di Giulio II colpisce Giovanni Pico della Mirandola; è li che egli ambienta il De Venere et cupidine cogliendo la natura pagana del luogo: Laocoonte e le anticaglie solo identificate per veloci evocazioni, sono quasi come idoli chiamati ad animare il regno di Venere e della vana venustas”. The original edition of the poem by Pico della Mirandola, one of the first sources on the collection of ancient statues preserved in the Belvedere Vatican Garden. Written during the last year of pontificate by Julius II (1513), the work underlines the passion for classic antiquities that became, with this Pope, a fever in contemporary Rome. Many was wondering if it was suitable to put a heaten sculpture collection in Vatican. Pico, follower of Savonarola in blaming Renaissance culture of recovery and imitation of Roman empire, through this work means to criticize the moral and cultural corruption of Iulius II Rome, putting this collection as its physical manifestation, and in his verses he puts the Holy Mary to counterbalance the classic Venus. In his letter to Giraldi, Pico offers a bird’s eye view on statues put in Belvedere. These are between the first words spent about the putting in this place of a symbol of Classic rebirth: the Laocoon found in the Domus Aurea area and bought by the pope.
In 2°, (16) cc. (inclusi i due frontespizi), 489 (1) pp., (14) cc., doppio frontespizio in latino e italiano, entrambi con vignette tipografiche, con 79 tavole fuori testo, bianche al verso di cui 69 a piena pagina e 10 piu' volte ripiegate, legatura coeva in mezza pergamena e carta decorata con angoli.
in-folio, ff. (8), 218, con complessive 93 tav., di cui svariate su doppio foglio, così numerate: 1-34, (1), 35-42, (1), 43-87; la tav. 41 è doppia e la 57 è quadrupla. Leg. coeva p. pelle, tit. oro e monogramma sormontato da corona, nello scomparto superiore del dorso a nervi. Vignetta allegorica inc. al titolo, iniziali silogr. istoriate. Terza edizione (la I è del 1696) aumentata di 7 tavole, di opera importantissima per la storia della costruzione della Basilica di S. Pietro, «classica per dottrina e per l'accuratezza d'esecuzione» (Cicognara), illustrata da bellle incisioni a piena e doppia pag., delle quali le 30 che offrono vedute, piante e rilievi architettonici sono del Bonanni stesso. Le altre sono opere di Frezza, Specchi, Westerhout, Alet, S. Bartoli etc. Bell'esemplare a grandi margini.. De Backer-Sommervogel II, p. 378, n. 6. Nè Olschki Choix, nè Ciocognara hanno questa III edizione. ..
Quattro pagine (un foglio in -4° ripiegato) contenenti tre lettere di Clemente VIII. Si dà il permesso a Francisco De Montilla, missionario francescano in Oriente di prendere delle reliquie dall’Italia per portarle nelle Filippine (dove Clemente, nel 1595, aveva elevato Manila a sede metropolitana). Ferrara era passata sotto il dominio dello Stato Pontificio a gennaio del 1598, cioè pochi mesi prima della redazione di queste lettere: per sottolineare l’importanza del recupero della città, Clemente prese possesso di persona della nuova provincia, dove avrebbe soggiornato fra il maggio e il novembre di quell’anno. La richiesta dell’altare, argomento della prima di queste tre lettere, proveniva da Antonio de Cordoba y Cardona, ambasciatore spagnolo a Manila: da notare che la Spagna decidette, nella questione della successione ferrarese, di mantenersi neutrale. Four pages (a folded leaf in -4°) including three Clemente VIII’s letters. Permission is given to Francisco de Montilla, a Franciscan missionary in Far East, to take holy relics from Italy, to be bringed in the Philippine (were Clemente, in 1595, raised Manila to metropolitan seat). Ferrara become under the Vatican dominion on january 1598, a few months before these letters were written. To underline the importance of having recovered this city, Clemente went himself to the city, where he stayed between may and november of that year. The request of an altair, subject of the first letter, had been done by Antonio de Cordoba y Cardona, performative Spanish ambassador in Manila: it has to be noticede that Spain remained neutral in the Ferrara question.
<p>in 8°, (19x13) cm, rilegatura coeva in piena pergamena, titolo in oro su tassello al dorso; pp. (12), 656. L'opera è completa di tutte le tavole: una tavola all' antiporta; una vignetta incisa con stemma cardinalizio di G. Portacarrero in testa alla dedica; una grande carta geografica più volte ripiegata (... campagna di Roma) e 40 tavole ripiegate fuori testo che rappresentano tra l'altro vedute quali: "Roma, capitale dello Stato Pontificio"; "Palazzo... gran Curia di Monte Citorio"; "Piramide"; "Veduta della della fontana sul Monte Gianicolo"; "Veduta di Campo Vaccino"; "La città di Velletri"; "La città e il porto di Ostia"; "La città e il porto di Civitavecchia", ecc. Piccolo restauro al verso di una tavola. Esemplare ottimo, raro da trovarsi completo di tutte le tavole.</p>
due tomi in quattro parti, cioé 4 volumi in-folio, pp. (24), CCLII, 210, (2); (10), CCLXX, (2), CCXXIV, XXXVI; (14), CLXXXVIII, 258, (4); (14), XCII, 332, (2). Legatura. coeva p. perg. rigida, tass. con tit. oro sui dorsi, tagli rossi. Medaglione di Papa Clemente XII inc. su ciascun titolo, alcune testatine e iniziali incise. Monumentale opera che raccoglie testi storici e documenti concernenti le delicate questioni tra lo Stato Pontificio e quello Sabaudo, i feudi di Asti e delle altre abbazie del Piemonte. Il primo tomo contiene la ''Informazione istorica delle differenze tra la Sede Apostolica e la Real Corte di Savoja'', il secondo le ''Riflessioni sopra la scrittura della Corte di Torino intorno ai fogli, che hanno il titolo di Progetto di accomodamento'' e il ''Discorso sopra la materia beneficiale...e finalmente altro Discorso intorno al giuramento de' Vescovi del Piemonte prestato al moderno Re di Sardegna'' (vedi ultima parte). I tomi terzo e quarto hanno maggior interesse per la storia del Piemonte, contenendo rispettivamente '' I Feudi ecclesiastici dell'Asteggiana'' e ''L'Abbadia di San Benigno, e suoi feudi'', entrambi corredati di centinaia i documenti; tra essi spiccano soprattutto quelli riguardanti le comunità del basso Canavese in quanto vittime di una sorta di persecuzione religiosa, e cioè i ''testimoniali di pubblica protesta delle Comunità di San Benigno, Flet, Lombardore, Montanaro, Feletto, ecc.'', che riportano le testimonianze di una miriade di persone rifugiatesi nelle abbazie per il timore di subire soprusi dei soldati sabaudi o di esser imprigionati. Grandiosa opera storica sul conflitto tra Vaticano e Savoia nel XVIII sec., di notevole pregio e rarità. Magnifico esemplare. Manno-Promis, vol. I, n.1490..
Riproduzione in facsimile del prezioso codice redatto in lingua greca. Volume in copertina rigida con legatura in pelle, titolo impresso in oro al piatto e al dorso, sovraccoperta originale il tutto contenuto in un robusto cofanetto editoriale muto. A chiusura del volume, in apposita tasca, è conservato un agile manuale introduttivo in lingua italiana di 22 pagine. Opera in condizioni eccellenti; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Plaquette in legatura moderna con dorso in pergamena e piatti in cartoncino, in 4to, cm 13.5x18.5, 4 carte, carattere gotico, 33 linee. Lievi arrossamenti sulla prima e ultima carta, numerazione manoscritta sull’angolo superiore, sbiadite tracce di sottolineature di alcuni passaggi. Sermone sul tema dell’elezione pontificia, pronunciato in San Pietro nel primo giorno del conclave che portò all’elezione al soglio di Giovanni Battista Cybo, Papa Innocenzo VIII. Il cardinale De Pereriis, Uditore Apostolico, auspica l’elezione di un Pontefice che sappia riformare la Chiesa e combatterne la corruzione: “Si bonus erit pontifex … Romana Curiam facto, non inanibus verbi reformare curabit.” Stampato da Stephan Plannck in tre varianti e conosciuto come Sermo super electione futuri pontificis, vedi HAIN 12590, ISTC ip00273000, GW M30939, Rilliana 390: “Degli scritti di questo Autore solo questa Orazione risulta stampata nel sec XV. Il repertorio di Hain (12587-12590) ne segna 4 edizioni. Il fatto che tutte presentano il medesimo inconveniente di essere senza note tipografiche impedisce di conoscere quale sia l’originale. La nostra rarissima stampa viene citata per ultima, ma non è improbabile che abbia veduto la luce prima di qualche altra che la precede”. One of 4 variants Plannck impressed of De Pereriis’ sermon on papal election, pronounced at the beginning of the conclave that elected Pope Innocent VIII, and advocating reform of the Church. Four leaves, some faint antique underlining, a late XXth Century half vellum binding. See Hain, 12590.
Due opere in un volume in-4to, 339 (i.e. 341) [1], LXXXVIII pp; Occhietto, antiporta figurata, ritratto di Pascoli, 20 incisioni anatomiche a piena pagina, iniziali silografiche istoriate, testatine e finalini. Presenti le carte bianche H6 e T6.
E.O. - First Edition. - Un volume in 4to piccolo (18x24 cm) di 16- 518 pagine + 155 (+12) tavole incise fuori testo, numerate 1-160. Le tavole ripiegate a p. 155 e 216 sono triple, con tre numerazioni (17-18-19 e 38-39-40). A p. 28 una tavola non numerata. Due tavole portano il n. 55 (evide nte errore per 56, che manca). Una tavola si ripete (p.110 e 510), la seconda è colorata. Mancherebbero le tavole 137 e 138 (ma anche nella copia descritta dal Catalogo Sbn mancano due tavole: non furono stampate?). In questa copia sono state aggiunte, sucessivamente, altre 12 incisioni, cinque delle quali sono di grandi dimensioni, ripiegate in fondo al volume. Le tavole numerate sono tutte in buonissime condizioni (un difetto marginale solo alla n. 78). Le tavole aggiunte e ripiegate in fine si presentano invece con strappi, piegatura con antiche riparazioni o rinforzi, la più grande su carta pesante ancora divisa in due. Queste ultime tavole, incise tre da Domenico de Rossi, una dal figlio Filippo de Rossi e una anonima, rappresentano: 1- Maiestati a Pontificia dum in Capellae Xisti.. (cerimonie nella Cappella Sistina), incisa da Domenico de Rossi, dimensioni 40x55 cm – 2- Romani Pontifici publicae et solemnis Actiones... (cerimonie), anonima, dimensioni 40x50 cm – 3- Nuova ed esatta pianta del Conclave... ottobre 1700: incisa da Domenico de Rossi, dimensioni 55x47 cm, su carta pesante, divisa in due, con strappi e antiche riparazioni – 4- Nuovo disegno dell'ordine tenuto nella solenne cavalcata dal palazzo Vaticano alla basilica Lateranense... Clemente XII il dì 19 novembre 1730: incisa da Filippo de Rossi, dimensioni 50x35 cm. - 5- Funzione funebre in morte di papa Innocenzo XII, 27 settembre 1700: incisione di Domenico de Rossi, dimensjoni 37x30 cm. Legatura in mezza pergamena dell'inizio 800, Tassello di titolo al dorso. Un timbro al titolo, qualche brunitura sparsa, margine superiore un po' corto, ma nell'insieme gran bell'esemplare di uno dei libri di costumi e uniformi più importanti ed interessanti del 700, in edizione originale, rara.
Edizioni Esca, settembre 1966. Documenti Pontifici, Paolo VI. Lettere Pastorali sui documenti Pontifici. Lettere Pastorali sui documenti conciliari. Liturgia. Strumenti della comunicazione sociale. Chiesa. Ecumenismo. Documenti della IV sessione del Concilio: presentazioni. Riflessioni sul Concilio. Altre lettere Pastorali dell'Episcopato Italiano. 2342 pagine. 22 cm x 32 cm.Indice schematico, indice analitico, indice degli autori, indice generale. Libro in ottime condizioni. Ordinarie tracce del tempo. Non ci sono strappi o scritte al suo interno. Spedizioni tracciabili con raccomandata in tutta Italia entro 24 ore dall'ordine. Hardback cover, all in good conditions, no price clipped, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
[Roma-Napoli] (cm.19,8) bella legatura d' amatore in mz. marocchino rosso recente, con nervi e sguardie antiche. -- cc. 4 nn. Stemma papale al frontis, carattere rotondo. Rarissimo, il Census Iccu registra solo 4 copie nelle biblioteche italiane (Biblioteca Universitaria di Bologna). opuscolo molto importante che costituisce un documento ufficiale del Pontificio di Giulio II. Circa il tipografo, l' opera è descritta negli annali del Tinto "Eucarco e Marcello Silber" stampata in società con J. Beplin, E. Nani ed E. Guillery; nonchè dal Barbieri "Tipografi Romani del '500". Lo stemma di Giulio II al frontis, è riprodotto a tav. XII degli Annali del Tinto (Tipo 1). Per notizie biografiche sull' autore napoletano, Corvino Massimo, morto nel 1522 vedi: Minieri-Riccio "Scrittori di Napoli" 1844 p. 109; Tafuri "Istoria.Regno di Napoli" 1744 III 128; Toppi "Biblioteca Napoletana" 1678 p. 212. Bell' esemplare fresco e nitido. * Tinto n° 107; * Barbieri p.49; * Ascarelli "Cinquecentine Romane" p. 78 registra solo l' esemplare della Vaticana e di Londra; Bm. Stc. 201.[f68] Libro
In-8°; cc. (16), pp. 613, (2) vignetta incisa su legno al frontespizio, nel testo iscrizione recante il nome di san paolo in greco e in latino, e altro legno raffigurante San Pietro in barca in mandorla. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso.
In-4 p. (mm. 287x210), 4 volumi, p. pergam. coeva (uno in mz. pergam. coeva con ang.: abras. ai piatti e picc. manc. al dorso), tagli rossi, 5 frontespizi (di cui 1 generale) con belle vignette disegnate da Pietro Angeletti, pp. XXII,(2),2132,(2) (numeraz. continua), illustrati da: 1 grande tav., più volte ripieg., con un ritratto di Pio VI in trono (cui è dedicata l'opera); alc. figure nel t. e 17 (su 18) tavole per lo più architettoniche fuori testo, tutte inc. in rame da Marco Carloni, su disegni di Jacopo Sangermano.<br> L’opera è così composta: 1° vol.: “Praemittitur Syntagma de secretariis ethnicorum, ac veterum Christianorum apud Graecos, et Latinos” con la tav. dedicata a Pio VI - 2° vol.: “Accedunt disquisitiones: I. De Cellis Gregorianis. II. De Bibliotheca Basilicae Vaticanae. III. De Circo Caii et Neronis. IIII. De aedibius rotundis S. Petronillae, et D.N. Mariae Febribugiae”, con la pianta della basilica vaticana (più volte ripieg.) - 3° vol.: “V. De monasteriis Vaticanis, et Lateranensibus”, con 13 tavole (effigie della Madonna con Gesù Bambino in braccio (a p. pag.), 1 con la raffiguraz. di un sarcofago antico e 11 tavole con piante e spaccati della basilica (tutte più volte ripieg.) - 4° vol.: “Sylloge veterum monumentorum" partim ex ineditis Mss. partim ex autographis marmoribus concinnata notisque illustrata” con 3 tavole (più volte ripieg.) e 2 a p. pag. nel testo, riproducenti tavolette con iscrizioni. "Manca" la tavola raffigurante il tintinnabulo vaticano.<br> Cfr. Diz. Biografico degli Italiani,XVII, p. 738: ".. oltre alla preistoria e alla storia dell'istituzione, si susseguono descriz. di chiese, di monumenti, di singoli cimeli, edizioni di epigrafi e di documenti. Il IV vol. è dedicato all'edizione delle iscrizioni vaticane, anche moderne" - Brunet,I,1530: "Ouvrage le plus considérable de son savant auteur" - Choix de Olschki,XI,16616 che cita il Moroni (p. 75, n. 18): “Per comune consenso di tutti i letterati, quest’opera è giudicata per la migliore, e per la più importante del Cancellieri (1751-1826). Le spese di stampa furono sopportate dal capitolo di S. Pietro per ordine di Pio VI”. <br> Tre frontesp. restaur. per manc. del solo margine bianco inf. (mm. 57), qualche fiorit. o arross. interc. nel testo, ma complessivam. esemplare su carta forte, ben conservato.
2 parti in un vol. in-4, pp. 146, 204, leg. del tempo p. pelle, dorso a nervi con tit. e fregi oro, tagli rossi. Importante assieme di esposizione di fatti e raccolta di documenti, il tutto tratto dai mss. del Marchese d'Ormea, sui concordati e sul ripristino dei rapporti tra il Papa Benedetto XIII (Pierfrancesco Orsini) e la Monarchia di Savoia. ''Negli anni 1727-28 Benedetto riuscì ad appianare il dissidio della S. Sede con gli Stati dardi, accordandosi con Vittorio Amedeo II sulle immunità e la giusrisdizione ecclesiastica. Si poté così provvedere alla nomina per la sede arcivescovile di Torino, che era vacante dal 1713'' (Encicl. Cattolica, II, p. 1279). Di notevole interesse e pregio storico. Ottimo esempl. (con due antiche firme di proprietà sul frontesp., di cui una di ''Iacobo a Puteo'', membro della famiglia biellese Dal Pozzo della Cisterna).. Manno-Prom9s, Bibliogr. Stati Sardi, I, 1483..
31,2x24 cm per il Don Pirlone originale, Legatura coeva in tutto cartoncino rigido foderato con bella carta marmorizzata blu coeva. Prima edizione. Opera completa di tutti i 234 numeri pubblicati. All’interno i numeri si presentano ad ampi margini, in parte in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Su ogni numero, al frontespizio, la celebre immagine della Maschera del Don Pirlone con il cappello a falda larga a sovrastare il motto “Intendami chi può, ch’i’ m’intend’io” ispirata da una maschera senese del 1711 che voleva raffigura l’ottuso benpensante. Opera assai rara a trovarsi completa di tutti i numeri. Le tipografie che pubblicarono il giornale, uscito dal 1 settembre del 1848 al 2 luglio del 1849, cambiarono più volte durante i mesi di uscita passando da Natali a Pallade e da Bertinelli a Pierra. Il Don Pirlone è passato alla storia in quanto fu il primo giornale che attaccò senza remore e con uno stile satirico estremamente graffiante il governo pontificio e numerosi suoi alti funzionari. In modo particolare, dopo la fuga del pontefice da Roma, allo scoppio dei moti rivoluzionari, il Don Pirlone contribuì ad attizzare il clima politico romano. L’opera presenta in ogni numero un grande disegno satirico a piena pagina realizzato dal celebre pittore, disegnatore, incisore, litografo, illustratore e caricaturista italiano nato ad Aviano nel 1813, Antonio Musatti. Il giornale nacque nel 1848 ad opera dei liberali dell'Epoca che ne andarono a costituire il gruppo redazionale. Tra essi quello che ne divenne il direttore, Michelangelo Pinto. La fama del giornale fu tale che all’epoca del suo maggior successo arrivò a toccare i 1.200 abbonamenti, numero altissimo per un giornale cittadino dell’epoca anche se nel Don Pirlone non mancano numerosi articoli inerenti a fatti di interesse italiano. Gli articoli in esso contenuti, come anche il nome dell’autore delle vignette rimasero a lungo anonimi. Il giornale, si ritiene oggi, ebbe un ruolo fondamentale d’ispirazione per la maggior parte dei giornali risorgimentali. Già dopo i primi numeri il giornale attirò l’attenzione del ministro degli interni Pellegrino Rossi, che tentò più volte di farlo chiudere tramite l'intervento del Consiglio di censura. La sua uscita si concluse nel 1849 con la fine della breve ma intensa esperienza della “Repubblica Romana” dopo averne anticipato l’avvento ed averne accompagnato la nascita e lo sviluppo. Bibl. Rif.: Molinari, La Stampa periodica romana dell'Ottocento, I, pp. 317-18.
In-folio gr., mz. pelle coeva, pp. VI,(2),31 di descrizione delle tavole, relative alle Scuole: fiorentina (il gruppo più numeroso e importante, dalla scuola toscana del XIII sec. alla scuola del Ghirlandaio del XV sec.) - senese (da Simone Martini, 1284-1344 a Pellegrino di Mariano, sec. XV) - umbro-marchigiana (da Ottaviano Nelli alla scuola del Pinturicchio) - scuole varie, che riproducono i capolavori dei maestri "primitivi" in 154 tavole fototipiche, ciascuna con uno o due soggetti. Volume XI della serie "Collezioni archeologiche artistiche e numismatiche dei Palazzi Apostolici Vaticani". Importante ediz. d'arte a tiratura limitata Molto ben conservato.
Ouvrage complet en 21 volumes, 441 + 433 + 405 + 394 + 357 + 302 + 435 + 428 + 524 + 495 + 580 + 703 + 629 + 654 + 743 + 642 + 577 + 829 + 821 + 691 + xix,348,56 pp., 22cm., reliures cart. d'éditeur uniformes, jaquettes illustrées, cachet sur les pages de titre, no. de référence sur quelques dos, texte très frais, bon état, poids: 15kg., [Les volumes 1 à 20 contiennent les documents pontificaux (un volume par année, de 1939 à 1958), volume 21 contient les tables générales 1939-1958 : PILOTE G-R., "Guide de consultation des discours du pape Pie XII" & Supplément, édité par l'Université d'Ottawa en 1963)], R107089
Roberto salvini, la cappella sistema in vaticano Rizzoli editore volumi 2 (1-2) rilegatura in tela con copertina in carta plastificata con cofanetto in ottime condizioni con tavole/illustrazioni a colori
Complete series of 7 volumes: viii,[441] + vi,[342] + [748] + [660],[113] + [760] + viii,[577] + xx,[971] pp., text printed in 2 (numbered) columns, 31cm., uniform publisher's hardcover bindings (quarter-leather, gilt lettering on spines), decorated endpapers, red edges, most of the text is in Latin, few occasional foxing, small stamp on title page, good condition, total weight: 17 kg., [Detailed content: VOLUME I: Acta et Decreta S. Conciliorum, quae ab episcopis ritus latini ab a. 1682 usque ad a. 1789, sunt celebrata, II: Ab episcopis rituum orientalium ab a. 1682 usque ad a. 1789, indeque ad a. 1689, sunt celebrata. Accedunt decreta romana de ritibus orientalibus, III: Ab episcopis Americae Septentrionalis et Imperii Britannici ab a. 1789 usque ad a. 1869 celebrata sunt, IV: Ab episcopis Galliae ab a. 1789 usque ad a. 1869, celebrata sunt, V: Ab episcopis Germaniae, Hungariae et Hollandiae ab a. 1789 usque ad a. 1869, celebrata sunt, VI: Ab episcopis Italiae, Americae Meridionalis et Asiae celebrata sunt, Accedunt supplementa, VII: Acta et decreta sacrosancti oecumenici Concilii Vaticani. cum permultis aliis documentis ad concilium ejusque historiam spectantibus. Cum indicibus generalibus septem voluminum totius collectionis], R98158
viii + 145pp., text in latin, 26cm., cart.cover (marbled, leather spine with title engilded), small stamp at verso of the titlepage, VG, nice copy of this rare dissertation of Zamboni, [content: De Necessitate praeveniendi incautos adversus artes nonnullorum recentiorum physiologorum, specimen dissertationis habitae in conventu Academiae religionis, die IV. kalend. junii 1817 & De Necessitate incautos praeveniendi adversus artes nonnullorum professorum hermeneuticae qui sub respectu novarum interpretationum Sacrae Scripturae naturalismum evulgare ac revelationis ideam delere conantur. Specimen dissertationis habitae in conventu Romanae Academiae religionis, nonis maii anni 1818], [ZAMBONI: Due to the urgent need of organizing Catholic apologetics with a view to the anti-Christian polemics of the "Encyclopédie" and the Revolution, this Roman priest Giovanni Fortunato Zamboni founded the "Pontificia Accademia di Religione Cattolica" in 1801, with the avowed aim of defending the dogmatic and moral teaching of the Church. It was formally recognized by Pius VII. Its conferences are generally published in some periodical, and a special edition is printed for the Academy. A number of these dissertations have been printed…]
Modena, Franco Cosimo Panini, 2000, quattro volumi in-4to (cm. 31 x 25) tutta seta nera con fregi e titoli dorati, cofanetto in tela nera illustrato a colori, scatola originale in cartone nero con manico e ulteriore scatola in cartoncino rosa con titoli dorati, Due volumi di “Essays e Notes”, pp. 1016 con numerose illustrazioni fotografiche + due volumi di “Atlas”, pp. 1269 completamente illustrato da fotografie a colori anche in tavole ripiegate. In eccellente stato di conservazione, NUOVO. (Collana Mirabilia Italiae, 10).
3 volumi in-8, pp.XXXVIII, 428; XLIV, 555; LII, 468. Ottima legatura coeva mezza pelle e angoli, titolo e fregi oro ai dorsi. Con sei belle tavole incise, ripiegate in fine del primo volume. Guida assai estesa e dettagliata della Basilica (I vol.) e del palazzo Vaticano (II e III), ispirata al Chattard dalle analoghe descrizioni di Fontana, Bonanni, Tomagio e altri autori. Esemplare assai bello di opera pregiata su tutti gli aspetti artistici del Vaticano. (Per difetto d'origine mancano quattro pagine nell'Introduzione del III vol., pp.37-40).. Cicognara.3644. Olschki, Choix, 16690. Schudt n.1006..
in-4° (26 x 20 cm); pp. (16), 100; frontespizio in rosso e nero con vignetta calcografica, 30 calcografie raffiguranti monete all’interno del testo, capilettera e finalini xilografici; legatura in mezza pergamena, titolo in oro su tassello marrone al dorso, filetti in oro al dorso, piatti marmorizzati; seconda edizione (la prima è del 1709) di una delle più significative opere mai composte sulla monetazione pontificia, adorno di una ricca iconografia calcografica; opera interessante, poco diffusa. Prov.: timbro di possesso ovale in inchiostro rosso sbiadito (a nome Caironi Agostino - Milano). Rif.: IT\ICCU\BRIE\000416. Cond.: numerose fioriture, ingiallimento, correzione manoscritta a inchiostro rosso a p. 20, segni d’uso e spellature; esemplare in barbe; opera in condizioni generali molto buone.