279 résultats
Milano,"Collection Sebastiani-Archè", 1975.
br. Nel 1280 il grande cabalista aragonese Avraham Abulafia giunge a Roma per incontrare il papa Niccolò III e per comunicargli la sua visione della "redenzione finale" del mondo, il pontefice rifiuta di dargli udienza e il cabalista viene arrestato. Abulafia è solo uno dei tanti mistici-Messia della tradizione ebraica, maestri che diedero spesso origine a veri movimenti di massa. Questo saggio è una ricostruzione del misticismo messianico dalla "Qabbalah estatica" medievale sino alla modernità, con un'analisi della varietà di modelli impiegati nell'attività di redenzione volta a sconfiggere il male e l'imperfezione del cosmo, da quello mistico ed estatico, attraverso quello teosofico-teurgico fino a quello magico-cabalistico.
In-8 (cm. 24), brossura, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 243, (5). In ottimo stato (nice copy). .
br. Il problema delle origini della Kabbalà, forma della mistica e della teosofia ebraica che sembra sorgere a un tratto nel secolo XIII, è uno dei più complessi e importanti nella storia religiosa dell'ebraismo dopo la distruzione del Tempio. Il volume sintetizza i risultati di oltre quarant'anni di lavoro. Le accurate e sistematiche ricerche compiute dall'autore sui manoscritti del periodo arcaico non solo dissipano diffidenze troppo a lungo diffuse per pregiudizio razionalistico o entusiasmo romantico, ma rinnovano completamente gli studi sul movimento. L'approfondito lavoro filologico e storico-critico condotto sulle fonti ha consentito di rilevare che il "Séfer Bahir" - testo fondamentale della Kabbalà prima dello "Zòhar" (fine del XIII secolo) - è redatto su materiali più antichi, tutti con caratteristiche gnostiche. Proprio attraverso il "Bahir", il pensiero gnostico mitopoietico ha fatto la sua ricomparsa all'interno del giudaismo e ha caratterizzato per secoli quella che oggi, grazie agli studi di Scholem, può essere definita, religiosamente e culturalmente, la corrente più vitale e originale del giudaismo. In antitesi a studi precedenti, l'autore sottolinea inoltre che la Kabbalà è nata da bisogni religiosi interni al giudaismo e non da apporti culturali esterni. In questo senso è espressione genuina e profonda dell'anima ebraica e differisce in modo sostanziale dalla filosofia, nella quale l'apporto greco e arabo è stato invece determinante.
In 8°, brossura editoriale illustrata , pp. 75, (5), allegata al volume grande tavola illustrata dell'albero kabalistico, nuova edizione tradotta di quella parigina del 1925, conserva fascetta edit., ottimo esemplare. (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 128; copia molto buona. (ZC10/A) (ZC10/A)
In-8° (19x12 cm) brossura editoriale con titoli al dorso e al piatto anteriore. Pp XIV, (2), 181, (7), ritratto dell'autore all'antiporta. Secchezza della colla editoriale ma buon esemplare. Prima versione italiana di R. Gagliardi condotta sulla seconda inglese. Italiano
Dispensa in-4, brossura editoriale, pp. 208. Rare sottolineature a matita. Lievi tracce d’uso. Esemplare discreto.
français In-8 de 414 pp.; broché de l'éditeur.
In-8°, legatura in brossura editoriale, pp. 230(1).
[6] + 174pp., reprint of the original 1923-edition, 4th edition, 23cm., cloth, very good condition, R76759
xvi + 487pp., 25cm., 1st English edition, hardback (cloth), good condition, R76868
In-8 (cm. 21), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 810, (6). Traduzioni di Laura Boffa, Tania Gargiulo, Bruno Meriggi e Maria Olsoufieva. Tracce d’uso alla sovracoperta; rappezzo adesivo alla medesima; scritta d’appartenenza alla prima carta; carte ingiallite; peraltro, testo in buono stato (text in good condition).
In-8 (cm. 21.50), similpelle editoriale, titoli in oro al dorso, pp. 519, (3). Ristampa anastatica dell’opera impressa a Parigi presso Vigot Freres nel 1895. Texte en français. Un segnetto alla cuffia superiore ed uno al piatto anteriore; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
In 8°, br. edit. ill., pp. 263, (1); coll. " Cultura nuova", trad. di Aldo Audisio, buon esemplare .(za8) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (za8)
ill., br. Oggi la parola Cabbalà evoca mistero, segreti millenari, verità cosmiche sussurrate nel buio di una stanza, angeli potenti, magie inspiegabili e tremende, e mondi ultraterreni. Questa visione esoterica ha una storia precisa e documentabile, che ha inizio nell'Italia del Rinascimento, dove vari personaggi erano stati attirati da certe antiche tradizioni ebraiche, che tuttavia reinterpretavano a modo loro. La Cabbalà (con la C) è la stessa che sta anche all'origine di una moda contemporanea, intrisa di New Age, talvolta al centro di scandali e di oscuri giri di denaro. La Kabbalah (con la K), invece, è una cosa ben più complessa, più antica e senza dubbio più affascinante. La storia che Harry Freedman racconta in questo libro lascia intravedere la complessità della ricerca mistica del divino e del suo rapporto col mondo operata da generazioni e generazioni di pensatori ebrei e tramandata con sacralità e timore reverenziale nel corso di due millenni. È forse il più complesso tentativo intellettuale mai concepito per avvicinarsi il più possibile all'inconoscibile fonte di ogni cosa, allo scopo di sanare l'universo, curarne le imperfezioni e ricondurre il cosmo alla sua perfezione originale. La storia comincia con l'inizio stesso della Bibbia: «Che sia la luce. E la luce fu». In questi versi antichi si dice infatti che il mondo scaturì direttamente dalla voce di Dio; ma la voce è fatta di parole e le parole di lettere, e le lettere sono i mattoni del mondo. Per capire la creazione bisogna allora studiare a fondo le lettere e il loro significato più nascosto, soprattutto quello numerico, che ogni lettera ebraica racchiude in sé. Da questo studio deriveranno poteri immensi, come quello - reso famoso dalla letteratura yiddish - di creare un golem dall'argilla, che, sempre con l'uso sapiente delle lettere, può essere fermato. Dal Libro della Creazione, composto tra I e IV secolo, allo splendore dello Zohar, dalle comunità ebraiche del XII secolo tra Spagna e Provenza alla scuola di Safed, in Galilea, dai movimenti messianici del XVIII secolo ai saggi eruditi otto e novecenteschi: la storia della Kabbalah diventa in queste pagine avvolgenti una narrazione alternativa della storia dell'ebraismo.
ill., br. Tra gli studiosi della Kabbalah, il "Sefer Yetzirah. Libro della Creazione" viene considerato un testo meditativo con forti implicazioni magiche. Rabbi Aryeh Kaplan ci presenta lo scritto originale ebraico e la sua traduzione in base alle quattro versioni più accreditate. Ne offre altresì un accurato commento, in grado di accompagnare il lettore attraverso l'analisi e la comprensione di quello che appare come un antico manuale di istruzioni per uno speciale tipo di meditazione: è infatti ricco di esercizi volti a rafforzare la concentrazione dell'iniziato e utili nello sviluppo di poteri telepatici e di telecinesi, attraverso cui attuare imprese che dall'esterno sarebbero apparse come magie. Si tratta perciò di un'opera che senza dubbio arricchisce enormemente l'attuale panoramica degli strumenti di ricerca sulla meditazione, gli stati non ordinari di coscienza e l'evoluzione del Sé profondo.
Paris, Grasset, 1939. in-12, broché, 270 pp.
brossura Questo è un libro di cabalà, che ha come asse il Cantico dei cantici, ma il cui raggio si estende in tutto quanto possa aiutare il ricongiungersi del Santo, benedetto Egli sia, e della Sua Shekhinà. "Nel comprendere la gioia dello sposo e della sposa, nel mondo piccolo e fisico, ti renderai conto quanto maggiore possa essere la gioia e la felicità a quei livelli così nobili" (Baal Shem Tov).
br. La Kabbalah si divide in tre aree fondamentali: teorica, meditativa e magica. Molti libri ne hanno esplorato l'aspetto teorico, ma pressoché niente è stato scritto sui suoi metodi di meditazione. Nel presente libro, il celebre rabbino Aryeh Kaplan, avvalendosi di numerosi testi mai tradotti o apparsi a stampa, presenta le tecniche meditative utilizzate dagli antichi kabbalisti, esplorando in profondità il loro sviluppo. Per questa ragione, "Meditazione e Kabbalah" raccoglie per la prima volta le testimonianze sulle tecniche essenziali alla pratica kabbalista. Kaplan offre una lucida panoramica degli strumenti meditativi come mantra e mandala, utilizzati dai mistici e dalle scuole esoteriche kabbalistiche, coinvolgendo il lettore in una penetrante interpretazione del loro significato alla luce della moderna ricerca sulla meditazione e sugli stati non ordinari di coscienza.
Mm 315x450 Fascicolo in folio di pp. 8 con prima e ultima carta illustrate a colori, alcune illustrazioni in nero nel testo, disegni di Gandolin. copertina con inserzioni pubblicitarie e brevi rubriche. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
pp. 376, cm 24x17,. brossura con sopracoperta. Nuovo.
Paris, Payot, 1960, in-8, brossura editoriale, pp. 432. Con bibliografia. Ottime condizioni.
Torino, Libreria Scientifico-Letteraria S. Lattes & Co., Editori, 1898, in-8, br., pp. 216. Privo della cop. ant. e con minime mancanze al dorso.
br. Rivolgendosi a chiunque intenda aprire la propria coscienza e liberarsi delle proprie paure, Lahy riprende antichi concetti cabbalistici adattandoli alla vita moderna al fine di reintegrare la gioia nelle nostre vite e intraprendere un cammino di benessere e libertà spirituale. Il titolo del libro allude al Kissé haKavod, il "Trono di Gloria" dell'antico misticismo, da cui Lahy riprende alcuni principi riformulandoli in chiave contemporanea. La gioia di cui parla è la felicità assoluta e fine a se stessa, l'estasi che ci libera da qualsiasi vincolo e malessere e che non è prerogativa di alcuni seguaci scelti, ma un'opportunità per chiunque voglia percorrere la strada verso il risveglio interiore. Nel Libro dello Zohar è scritto: "La Presenza Divina non dimora dove vi è tristezza, ma in un luogo inondato di gioia", ed è proprio questa la gioia che dobbiamo fare nostra per ritrovare la pace e la liberazione interiori.