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In 16 (cm 21 x 15), pp. 400 con illustrazioni e piantine nel testo. Brossura editoriale.
1 l.a.f. su carta intestata 'Compagnia Drammatica Italiana del teatro Manzoni di Milano', indirizzata al Sig. Bocchi Bianchi, da Milano il 5 luglio 1913. 36 righe fittamente vergate su due facciate. Missiva di argomento teatrale. Praga commenta "La fata delle rose" ("rivela in Lei una fantasia ricca e originale e alcune ottime qualità drammatiche cioè un buon dialogo, sebbene sovrabbondante, qualche carattere ben delineato, meno riusciti i due protagonisti, e una certa abilità nella sceneggiatura; ma dubiuto fortemente della teatralità del lavoro....). Seguono critiche costruttive che si evolvono in stroncature: "Ecco perchè le restituisco il suo manoscritto esortandola a non perdersi d'animo... i pregi del lavoro mi fanno credere che in altre produzioni Ella si farà vedere con ricchezza di esito favorevole".
Finissima incisione su soggetto di pari bellezza, opera congiunta di una coppia di artisti appartenenti a due illustri, cospicue dinastie di pittori e incisori quali furono i Breugel e i Sadeler. La scena, vivacissima, raffigura un porto naturale nei pressi di una imponente città, visibile sullo sfondo ed estesa verso i monti retrostanti (forse Napoli, dove Breugel soggiornò nel 1590?); diverse barche e velieri sono ormeggiati presso la riva o più al largo. In primo piano si affollano pittoreschi personaggi: mercanti, popolani, garzoni e pescatori con ceste colme di pesci. Le Blanc, III/p. 397, n. 197. Wurzbach, pp. 534-538/n. 103.