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Mm 110x180 Collection "GF", n. 1029. Présentation, notes, bibliographie et chronologie par Michel Draguet. Brossura editoriale di 410 pagine. French text. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
64pp., 20cm., orig.softcover repaired, without title page, text in good condition, rare, German text in Gothic script, M83067
64pp., 2nd edition, 20cm., original softcover, pages still uncut, very good condition, M83071
69pp., 19cm., editor's hardcover, text in German in Gothic script, good condition, M91659
Bellissima prova del maestro tedesco (1706-1786), che operò con grande successo a Venezia, ove il suo talento innovativo fece scuola nel campo della calcografia. I due mitici personaggi, Zefiro e Flora, adorni di fiori e contornati da graziosi amorini, sono qui protagonisti di una allegoria della primavera in un quadro di grande eleganza formale e di alta perfezione tecnica. Non citato da D. Succi, Da Carlevariis ai Tiepolo, che tuttavia riproduce a pag. 437 un'analoga incisione del Wagner sullo stesso tema tratta da un dipinto dell'Amigoni.
Vg/Vg (touch of tanning to edges of unclipped undamaged dj, clean dark blue cloth with bright gilt titles on spine, small bump tail of spine, a very good sound clean copy with no marks or inscriptions, touch of light yellowing outside page edges) octavo 182pp. First editiion. Wagner dictionary listing all his operas, all the characters, the main themes and ideas, also biographical survey of the people important in his life, and many later Wagnerians.
Album in-4 p. oblungo (mm. 317x370), cartonato editoriale, cornice dorata al piatto anteriore, pp. (6),87, con numerose illustrazioni in bianco e nero, a colori e in tinta nel testo. "Prima edizione". Con una prefazione di Ernst Lichtblau, vi sono contenuti progetti e studi di: Heinrich Schopper, Alfred Chalusch, Franz Safonith, Emil Pichan, Hans Laurentschitsch, Oskar Barta, Karl Maria Kerndle, Ernst Lichtblau, Robert Farsky, Teo Deininger, Franz Polzer, Anton Engel, Josef Winter, Emil Pirchan, Franz Gessner ecc. Questi lavori, eseguiti negli anni scolastici 1905/1906 e 1906/1907 dagli studenti della Wagnerschule, sono corredati di un’appendice dedicata alle celebrazioni del centenario della Scuola (nel 1905).<br> “Otto Wagner (1841-1918), architetto viennese. Dopo aver cominciato nello stile neobarocco ed eclettico viennese, si orientò verso il “Rinascimento moderato” di G. Semper, quindi verso lo “Jugendstil” (Vienna, Majolika Haus, 1898 ca.), infine, reagendo ad esso, verso l’architettura funzionale, di cui fu uno dei pionieri. Opere principali: le stazioni, varie banche (la Cassa di Risparmio postale, 1904-06, suo capolavoro), case ed appartamenti, ecc., di Vienna; il parlamento di Budapest (1883); la borsa di Amsterdam (1884); il Reichstag e il duomo a Berlino; il palazzo della Pace all’Aia (1906) (Diz. Treccani,XII, p. 880) - Chiamato nel 1894 a tenere un corso speciale di architettura all'accademia, Wagner espresse nel suo insegnamento e nei suoi scritti l'esigenza di un profondo rinnovamento dell'architettura, sulla linea di un'interpretazione funzionale dell'uso dei materiali, dei criteri tipologici e strutturali, che non escludesse però valori figurativi e monumentali. La portata dell'insegnamento di Wagner fu notevolissima: vi fecero riferimento non solo i giovani architetti della Secessione (J. Hoffmann, J. M. Olbrich) ma anche un altro allievo famoso, il protorazionalista A. Loos; e i modelli della “Wagnerschule” ebbero larga diffusione in molti Paesi europei, Italia compresa (Sapere.it)”. Esemplare ben conservato.
Album in-4 p. oblungo (mm. 307x395), mz. tela con ang., disegno e tit. in nero al piatto anteriore, pp. 79, con numerose illustrazioni in bianco e nero, a colori e in tinta nel testo e fuori testo. "Prima edizione". Con una prefazione di Karl Maria Kerndle, vi sono contenuti progetti e studi di: Deininger Teo, Lichtblau, Mahler, Dorfmeister, WUnib, Nicoladoni, e num. altri. Raccolta di lavori eseguiti negli anni scolastici 1902/1903 e 1903/1904 dagli studenti della Wagnerschule.<br> “Otto Wagner (1841-1918), architetto viennese. Dopo aver cominciato nello stile neobarocco ed eclettico viennese, si orientò verso il “Rinascimento moderato” di G. Semper, quindi verso lo “Jugendstil” (Vienna, Majolika Haus, 1898 ca.), infine, reagendo ad esso, verso l’architettura funzionale, di cui fu uno dei pionieri. Opere principali: le stazioni, varie banche (la Cassa di Risparmio postale, 1904-06, suo capolavoro), case ed appartamenti, ecc., di Vienna; il parlamento di Budapest (1883); la borsa di Amsterdam (1884); il Reichstag e il duomo a Berlino; il palazzo della Pace all’Aia (1906) (Diz. Treccani,XII, p. 880) - Chiamato nel 1894 a tenere un corso speciale di architettura all'accademia, Wagner espresse nel suo insegnamento e nei suoi scritti l'esigenza di un profondo rinnovamento dell'architettura, sulla linea di un'interpretazione funzionale dell'uso dei materiali, dei criteri tipologici e strutturali, che non escludesse però valori figurativi e monumentali. La portata dell'insegnamento di Wagner fu notevolissima: vi fecero riferimento non solo i giovani architetti della Secessione (J. Hoffmann, J. M. Olbrich) ma anche un altro allievo famoso, il protorazionalista A. Loos; e i modelli della “Wagnerschule” ebbero larga diffusione in molti Paesi europei, Italia compresa (Sapere.it)”. Le ultime 3 cc. ed il risguardo restaurati per abrasioni al margine bianco, altrimenti esemplare ben conservato.
237 S. Notenbeisp. gelegentlich kl. Bleistift-Eintragungen.
br. Nel bene e nel male, Richard Wagner è la figura più influente della storia della musica. Intorno al 1900 il fenomeno noto come "wagnerismo" saturò la cultura europea e americana e condizionò una folta schiera di artisti. Anarchici, occultisti, femministe e pionieri dei diritti dei gay sentivano Wagner come uno spirito affine. Poi Adolf Hitler lo incorporò nella colonna sonora della Germania nazista e il compositore finì per essere associato all'antisemitismo. Alex Ross ricostruisce senza apologia né condanna quel caotico culto postumo che, lungi dall'essere un fenomeno solo musicale, ebbe un tale ascendente sulle arti e sulla politica da trasformare Wagner nella rappresentazione dell'inconscio culturalpolitico della modernità. In molti modi Wagnerismi racconta una storia tragica: un artista che avrebbe potuto rivaleggiare con Shakespeare quanto a portata universale viene distrutto da una ideologia d'odio. Ma la sua ombra aleggia sulla cultura del ventunesimo secolo e la sua capacità ancora intatta di creare divisioni, di indignare e disorientare è parte del suo indiscutibile fascino.
AA.VV Wagner: La lingua, la musica. Milano, Litografia Abbiatense 1986 italian, 205 1986 Quaderni di Musica/Realtà, vol. 9, Atti a cura di Ferruccio Masini e Luigi Pestalozza del convegno Ravenna, Teatri comunali e Musica/Realtà 18-20 novembre 1983. Opera con copertina morbida in brossura. N104
IN-8°, PP. 724 (4), TAVV. B.N. F.T., LEG. P. SIMILP. EDIT., SOVR. ILL. COL. (LIEVISSIME TRACCE D'USO, MARGG. DEL P. POST. LEGG. INGIALLITI), LEGGERISSIME BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, EX LIBRIS IN SECONDA DI COP., OTTIMO STATO (F/F), (I MUSICISTI. A CURA DI LUCIANO BARTOLINI). COR 188
IN-16°, PP. 187 (5), ILL. IN NERO E B.N. N.T., BROSS. EDIT. CON DORSO TELATO, COP. ILL. COL. (LIEVISSIME TRACCE D'USO, LIEVISSIME BRUNITURE), LEGGERISSIME BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, EX LIBRIS ALL'OCCHIETTO, OTTIMO STATO (F), (ENCICLOPEDIA POPOLARE MONDADORI). COR 193
br. Parigi, 1840. Quando si incontrano per la prima volta nelle stanze dell'editore Maurice Schlesinger, Liszt è il pianista più acclamato d'Europa, conteso da tutti i salotti e dalle corti, mentre Wagner è un giovane compositore ancora sconosciuto, costretto a guadagnarsi da vivere con le trascrizioni per pianoforte. È il primo passo di una delle più feconde, celebri e complesse amicizie della storia della musica. Negli otto anni successivi, Wagner compone Il Vascello fantasma, Tannhäuser e Lohengrin, e già all'inizio degli anni cinquanta Liszt, compresane la portata rivoluzionaria, si butta anima e corpo in quella che lui stesso chiama "propaganda wagneriana": il culmine è raggiunto a Weimar nel febbraio-marzo 1853 con un ciclo - il primo di questo genere - in cui Liszt dirige di persona le tre opere. Accanto a una messe di articoli e interventi che celebrano il genio assoluto di Wagner, Liszt concepisce anche un libro, dove è manifesta la volontà di non separare il compositore dal librettista - punto essenziale del nuovo sistema drammatico - e di mettere in primo piano i mezzi utilizzati da Wagner per fondere musica e dramma. Sono, queste di Liszt, pagine appassionate e profonde che rivelano una ricerca personale e musicale inesausta, sostenuta da innumerevoli riferimenti alla filosofia, alla Bibbia, alle mitologie greco-latina e germano-scandinava, alla letteratura e alle arti figurative, e da un lessico ricco e raro.
256 S. 4°. Viele Ill. Schutzumschlag.
Milano, Libreria Editrice Milanese, s.d., in-16, br. editoriale, pp. 222, (2). Con illustrazioni e bibliografia.
pp. 673, cm 22x14, rilegatura editoriale con sopracoperta. Condizioni ottime.
Mm 140x220 Traduzione di Bettino Betti - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 802 pagine. Carte lievemente brunite ai margini, peraltro opera in ottime condizioni, poco o nulla frequentata. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8°, legat. in cart. e sov.c. ed., pp. 464(2); Con alcune illustrazioni intercalate nel prezzo. Strappetti alla sopracopracoperta, ma buon esemplare.
in-12, 186 p., abdt ill. in-t., discogr., index, broché Très bel exemplaire. [FL-8]
S. 55-75. Gr. 4°. Dek. HLn. Stücke aus Der Ring, Tristan und Isolde und Parsifal.
br. La musica tonale europea ha educato ad un sentimento nuovo del Tempo della Storia: un tempo tridimensionale e non più lineare, in cui è ritrovata la pienezza dell'umano e del suo divenire. Da questo sentimento è scaturita una visione-del-mondo nuova, che ha per la prima volta invaso il dominio del linguaggio con l'opera artistica di Richard Wagner e, subito dopo, con quella filosofica di Friedrich Nietzsche. Nasce così il Mito sovrumanista e con esso entra nella storia il vasto movimento spirituale, artistico, filosofico e infine politico che, in conflitto con la bimillenaria tendenza umanistico-egalitarista, ha dominato il XX secolo europeo. Il saggio di Giorgio Locchi mette in luce la lunga gestazione «musicale» del Mito, ne coglie la nascita e ne analizza le strutture, permettendo una più esatta comprensione della «parentela» che unisce Nietzsche a Wagner. Ha ragione Adriano Scianca, nella sua bella Prefazione, sostenendo che: "Senza timore di esagerare, possiamo affermare che il presente volume sia il testo più originale e profondo pubblicato nella seconda metà del Novecento nell'ambito della cultura non conformista".
Mm 145x215 Prima edizione. Collana "Sintesi" - Brossura editoriale con bandelle, 210 pagine. Lieve ingiallimento alla testa della copertina, peraltro opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
447pp., belle reliure toilée, titre et décorations dorées au dos, bel état
140 pp., 3 tavv. in fotoincisione f.t.; 24,5 cm. Leg. nuova in bross., cop. ant. originale applicata al piatto, cop. post. conservata all'interno