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ROMA (multipla) Foro Trajano/Tempio di Pallade/Forum Nerva. , , Buono (Good) . <br> <br> <br>
191025490Milan (Milano). (Ohne Jahr. Um 1910). Titelblatt u. 15 Mustertafeln mit zahlreichen teils farbigen Abbildungen. Originalbroschur mit dekorativ farbig mont. Bild u. Titelvergoldung (Durchgehende Mittelfaltung. Teils mit geringen Gebrauchsspuren) Querformat 25x34 cm
Tavola tratta dalla Cosmographiae Universalis, edizione in tedesco, Basilea, seconda metà del XVI secolo.La Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1488-1552), stampata per la prima volta Basilea nel 1544 dall’editore Heinrich Petri, venne più volte aggiornata e aumentata di nuove carte geografiche e rappresentazioni urbane nelle sue numerose edizioni che arrivano all’inizio del secolo successivo. Münster aveva lavorato a raccogliere informazioni al fine di ottenere un'opera che non deludesse le aspettative e, dopo un'ulteriore pubblicazione in tedesco abbellita da 910 stampe su legno, giunse nel 1550 all'edizione definitiva in latino, illustrata da 970 silografie. Vi furono poi numerose edizioni in diverse lingue, fra cui latino, francese, italiano, inglese e ceco. Dopo la sua morte di Münster (1552), Heinrich Petri prima, e il figlio Sebastian poi, continuarono la pubblicazione dell’opera. La Cosmographia universalis fu uno dei libri più popolari e di successo del XVI secolo, e vide ben 24 edizioni in 100 anni: l'ultima edizione tedesca venne pubblicata nel 1628, molto tempo dopo la morte dell'autore. La Cosmographia conteneva non solo le ultime mappe e vedute di tutte le città più famose, ma anche una serie di notizie enciclopediche di dettagli relative al mondo conosciuto, e sconosciuto. Il particolare successo anche commerciale di quest'opera fu dovuto in parte alle belle incisioni (tra i cui autori si possono citate Hans Holbein il Giovane, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel). Silografia, bella coloritura a mano, in buone condizioni. Plate taken from the Cosmographiae Universalis, German edition, Basel, second half of the 16th Century. The Cosmographiae Universalis of Sebastian Münster (1488-1552), printed for the first time in Basel in 1544 by the publisher Heinrich Petri, was updated several times and increased with new maps and urban representations in its many editions until the beginning of the next century. Münster had worked to collect information in order to obtain a work that did not disappoint expectations and, after a further publication in German embellished with 910 woodblock prints, arrived in 1550 to the final edition in Latin, illustrated by 970 woodcuts. There were then numerous editions in different languages, including Latin, French, Italian, English and Czech. After his death in Münster (1552), Heinrich Petri first, and then his son Sebastian, continued the publication of the work. The Cosmographia universalis was one of the most popular and successful books of the 16th century, and saw as many as 24 editions in 100 years: the last German edition was published in 1628, long after the author's death. The Cosmographia contained not only the latest maps and views of all the most famous cities, but also a series of encyclopedic details related to the known, and unknown, world. The particular commercial success of this work was due in part to the beautiful engravings (among whose authors can be mentioned Hans Holbein the Younger, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel). Woodcut, beautiful hand-coloring, in good condition.
Pagina contenente la veduta fantastica della città tratta dal Supplementum chronicarum orbis ab initio mundi. Giacomo Filippo di Bergamo (1434-1520), della famiglia Foresti, fu eremita agostiniano ed autore anche del Confessionale e del De claris mulieribus. La sua cronaca fu stampata per la prima volta nel 1483 a Venezia e successivamente aggiornata più volte; complessivamente sono conosciute sei edizioni incunabolo e sei stampate nel ‘500, di cui l’ultima nel 1553. La prima edizione in italiano è stampata a Venezia nel 1535, e da questa è tratta questa pagina. Xilografia, in ottimo stato di conservazione. Dimensioni 140x117. Bibliografia: Cremonini pp. 7/9, 2. An imaginary view of the city, from the Supplementum chronicarum orbis ab initio mundi. Giacomo Filippo di Bergamo (1434-1520), of the Foresti family, was an Augustin hermit and author of Confessionale and De claris mulieribus. His works have been published for the fist time in Venice in 1483. The first Italian edition, from which the present example is taken, was published in 1535. Woodcut, fine later hand colour, good condition.
Pianta della città tratta dall'edizione tedesca del 1628 della Cosmographia del Munster. Questa veduta assonometrica è filtrata attraverso le rappresentazioni analoghe del Sur e del Valegio. Da esse ha ereditato gli errori realtivi all'assetto del tessuto urbano. La "Cosmographiae Universalis" di Sebastian Münster (1488-1552), stampata perl a prima volta Basilea nel 1544 da Heinrich Petri, è più volte aggiornata e aumentata di nuove carte georgafiche e rappresentazioni urbane nelle sue numerose edizioni che arrivano all’inizio del secolo successivo. Xilografia, in ottimo stato di conservazione. Taken from the “Cosmographiae Universalis” by Sebastian Meunster.The "Cosmographiae Universalis" by Sebastian Münster (1488-1552), printed for the first time in 1544 by Heinrich Petri, has been updated and increased for several times with new geographic maps and city views in its many editions which extends until the beginning of the following century. Ghironi - Manno, "Palmanova", 22.
La xilografia costistuisce la PRIMA immagine a stampa di Palmanova. Fu pubblicata nel volume - rarissimo . Thatrum Urbium, di M. Abraham Saur, edito per la prima volta da Nikolaus Basse nel 1595, cioè appena due anni dopo la fondazione della fortezza, quando i lavori erano ancora allo stadio iniziale.Proprio per questa razione, la xilografia presenta elementi reali combinati con altri di pura fantasia: il numero dei bastioni, ad esempio, è corretto, ma non la loro forma; la pianta della piazza maggiore presenta pianta circolare invece che pentagonale; del tutto inattendibile è invece l'assetto degli isolati abitativi.Il testo che accompagna la carta, fornisce una desrizione delle caratteristiche di Palmanova, nonché della medaglia di sette metalli che fu coniata in occasione della posa della prima pietra della fortezza.Il Theatrum Urbium è un'opera geografica divulgativa. Sebbene non originale nei temi trattati e nell'apparato illustrativo, ottenne un apprezzabile successo, al punto da sei ristampe nel '500 e due nel '600. Nel 1581 fu pubblicata la prima edizione dell'opera priva del corredo iconografico. La prima edizione ilustrata è del 1587, con un numero di tavole che sarà incrementato nelle edizioni successive fino ad arrivare a 68 definitive, nell'edizione del 1595.Xilografia, in ottimo stato di conservazione. Esemplare tratto dall'edizione del 1658 del Theatrum Urbium. La xilografia costistuisce la PRIMA immagine a stampa di Palmanova. Fu pubblicata nel volume - rarissimo . Thatrum Urbium, di M. Abraham Saur, edito per la prima volta da Nikolaus Basse nel 1595, cioè appena due anni dopo la fondazione della fortezza, quando i lavori erano ancora allo stadio iniziale.Proprio per questa razione, la xilografia presenta elementi reali combinati con altri di pura fantasia: il numero dei bastioni, ad esempio, è corretto, ma non la loro forma; la pianta della piazza maggiore presenta pianta circolare invece che pentagonale; del tutto inattendibile è invece l'assetto degli isolati abitativi.Il testo che accompagna la carta, fornisce una desrizione delle caratteristiche di Palmanova, nonché della medaglia di sette metalli che fu coniata in occasione della posa della prima pietra della fortezza.Il Theatrum Urbium è un'opera geografica divulgativa. Sebbene non originale nei temi trattati e nell'apparato illustrativo, ottenne un apprezzabile successo, al punto da sei ristampe nel '500 e due nel '600. Nel 1581 fu pubblicata la prima edizione dell'opera priva del corredo iconografico. La prima edizione ilustrata è del 1587, con un numero di tavole che sarà incrementato nelle edizioni successive fino ad arrivare a 68 definitive, nell'edizione del 1595.Xilografia, in ottimo stato di conservazione. Esemplare tratto dall'edizione del 1658 del Theatrum Urbium. Ghironi-Manno, Palmanova - Storia, progetti e cartografia urbana (1593- 1866), n. 12
Carta geografica tratta dal Descrittione di tutta Italia di Leandro Alberti, stampato per la prima volta nel 1561. L’opera offre numerose notizie di carattere geografico-storico-etnologico ed è arricchita dalle carte geografiche per la prima volta nel 1568. Si tratta della più importante guida di viaggio in Italia della prima età moderna, contenente ampie informazioni su corografia, storia, etnografia e cultura artistica. La seconda parte contiene la Descrittione di tutte le isole e l'aggiunta della descrizione di Venezia ed è illustrata da 7 carte geografiche intagliate in legno. Le due parti furono pubblicate insieme o separatamente. Leandro Alberti (1479-1552) era uno studioso domenicano di Bologna, conoscitore di Achille Bocchi e Andrea Alciato. Scrisse numerose storie, servendo l'Inquisizione come censore e poi inquisitore ufficiale dal 1550 alla sua morte. Fu noto soprattutto per la sua attività contro la stregoneria. La Descrittione riassume i suoi lunghi viaggi (1525-1528) attraverso la penisola italiana con il generale dell'Ordine domenicano Francesco Silvestro da Ferrara per visitare i conventi domenicani e fu poi usata come modello dai cartografi olandesi, come Abraham Ortelius. L'opera comprende capitoli su 18 delle 19 regioni d'Italia, fornendo informazioni su paesaggio, costumi, personaggi importanti, antichità e monumenti, specialmente fortificazioni e chiese. Una lunga introduzione dettaglia le risorse naturali dell'Italia, la sua favorevole posizione geografica e il clima, così come la topografia e i confini, le origini del suo nome e i primi insediamenti tra Lazio e Toscana. Ogni capitolo si concentra su una regione diversa e comprende excursus etimologici e storici, con riferimenti a figure eroiche e rappresentanti del mondo della cultura. I capitoli più significativi ed estesi riguardano le città di Roma, la sua fondazione e il suo governo, i luoghi di rilevanza storica e i resti archeologici; e Firenze, notevole per la sua storia e patria di gloriosi sovrani, studiosi e artisti. Il resoconto delle province meridionali d'Italia costituisce una novità in quanto l'Alberti fu uno dei primi viaggiatori a descrivere le zone di Terra di Lavoro e della Puglia, registrando il nome dei luoghi nei dialetti, la natura e i luoghi di pellegrinaggio come il Santuario dell'Arcangelo Michele nella grotta sul Monte Gargano. L'opera si ispira principalmente all'Italia illustrata di Flavio Biondo, ma Alberti non si attiene completamente al suo schema, raccogliendo informazioni di prima mano e utilizzando nuove fonti come storie locali e mappe, oltre ad altri autori della prima età moderna. Xilografia, impressa su carta vergata coeva, ottima impressione con margini, perfette condizioni. Map taken from the Descrittione di tutta Italia by Leandro Alberti, printed for the first time in 1561. The work offers numerous news of geographic-historical-ethnological character and is enriched by maps for the first time in 1568. The book is the most important early modern travel guide to Italy, containing extensive information on chorography, history, ethnography and artistic culture, published without part 2 containing the Descrittione di tutte le isole and the added description of Venice. The two parts were issued together or separately. Leandro Alberti (1479-1552) was a Dominican scholar from Bologna, acquainted with Achille Bocchi and Andrea Alciato. He wrote numerous histories, serving the Inquisition as censor and then official inquisitor from 1550 to his death. He was mostly known for his anti-witchcraft activity. The Descrittione summarised his long travels (1525-1528) across the length of the Italian peninsula with the Dominican Order s General Francesco Silvestro da Ferrara to visit Dominican convents and was later used as a model by the Dutch cartographers, such as Abraham Ortelius. The account of the Southern provinces of Italy constitute a novelty since Alberti was one the first travellers who described the areas of Terra di Lavoro and Puglia, recording places name in dialects, nature and pilgrimage sites such as the Sanctuary of the Archangel Michael in the cave on Mount Gargano. The work was mainly inspired by Flavio Biondo s Italia illustrata but Alberti did not adhere to its pattern completely, collecting first-hand information and using new sources such as local histories and maps, as well as other early modern authors. Woodcut, printed on contemporary laid paper, very good condition.
Anonima incisione raffigurane i Campi Flegrei, stampata probabilmente nelle Fiandre, alla fine secolo XVI. La prima rappresentazione del solo sito di Pozzuoli a stampa risulta essere quella di Mario Cartaro, incisa a Roma nel 1584, sebbene una mappa precedente, che tuttavia include anche la città di Napoli, è la celebre tavola del cosidetto “Maestro del trabocchetto”, stampata sempre a Roma nel 1540 circa. La lastra di Cartaro rimane però come il vero prototipo delle mappe della zona, dalla quale derivano tutte le successive opere a stampa, a partire da quella incisa da Ambrogio Brambilla per gli eredi Duchetti nel 1586 e da quella di Bertelli del 1599. Sebbene databile tra la fine del ‘500 e gli inizi del secolo successivo, questa sconosciuta carta geografica dell’area differisce totalmente dalla pianta di Cartaro e da quella di Brambilla, tuttavia alcuni elementi dimostrano come l’autore non possa averle ignorate. Identica è la rosa dei venti nel mare. La mappa fornisce pochissime informazioni toponomastiche, mostrando dei richiami alfabetici che lasciano pensare ad una legenda a stampa esterna. Raffigurate Procida e Vivara con le coste orientali di Ischia. Supponiamo che l’opera sia di origine fiamminga solamente per il fatto che era inclusa nella stessa raccolta della veduta della solfatara. Incisione in rame, rifilata ai margini e applicata su antico supporto cartaceo, in perfette condizioni. Sconosciuta ai repertori. The first printed representation of the sole area of Pozzuoli is the one realized by the heirs of Duchetti, printed in Rome by Ambrogio Brambilla in 1586, though a previous map, which still includes Naples, had been printed in Rome in 1540 circa by the so called “Maestro del trabocchetto”, Nonetheless, Brambilla’s plate is still the real prototype for maps of this area, from which derives the following production, starting with Bertelli in 1599. Though dated between the end of the XVI and the beginning of the XVII century, this unknown geographic map of the area differs completely from the Duchetti/Brambilla ‘s one, depicting nonetheless some elements that show the author must have known it. The compass rose in the sea is identical, for instance. The map provides but few toponyms, showing some alphabetical reminders as if they were part of an external index. Procida, Vivara and the Eastern coasts of Ischia are depicted. We do suppose the print is Flemish because it was inserted in the same collection of the view on the solfatara already described. Copper engraving, trimmed to platemark and laid on paper support, in perfect condition. Not listed in catalogues. Cfr. R. Almagià, Studi storici di cartografia napoletana, 104/106; Tooley 460; V. Valerio, E. Bellucci, Piante e vedute di Napoli dal 1486 al 1599, pp.62/63.
TORINO (presso) Ponte sulla Dora. , , Buono (Good) . <br> <br> <br>
(Codice EC/1643) In 4° (cm 31,5) 8 pp. Edizione originale su bella carta, stemma xilografico, intonso, pieni margini e barbe (margine superiore intonso). Ottimo stato. Astuccio protettivo in cartoncino moderno. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice LO/1854) In 4° (313x210 mm) 8 pp. Istituzione di multe e carcere contro gli immagazzinamenti abusivi e l'esportazione illegale di granaglie. Edizione originale, su carta forte, con grande stemma xilografico e capolettera figurato. Ottimo stato. Astuccio protettivo in cartoncino moderno. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
199665425ABMilano., Mazzotta., 1996. 27 x 23 cm. 270 S., 3 Blatt. OKarton., 65425AB Erste französische Ausgabe. Sehr geringe Stauchung der unteren Stoßkante im hinterenBereich, sonst sehr gutes Exemplar.
Carta geografica tratta dal Descrittione di tutta Italia di Leandro Alberti, stampato per la prima volta nel 1561. L’opera offre numerose notizie di carattere geografico-storico-etnologico ed è arricchita dalle carte geografiche per la prima volta nel 1568. Si tratta della più importante guida di viaggio in Italia della prima età moderna, contenente ampie informazioni su corografia, storia, etnografia e cultura artistica. La seconda parte contiene la Descrittione di tutte le isole e l'aggiunta della descrizione di Venezia ed è illustrata da 7 carte geografiche intagliate in legno. Le due parti furono pubblicate insieme o separatamente. Leandro Alberti (1479-1552) era uno studioso domenicano di Bologna, conoscitore di Achille Bocchi e Andrea Alciato. Scrisse numerose storie, servendo l'Inquisizione come censore e poi inquisitore ufficiale dal 1550 alla sua morte. Fu noto soprattutto per la sua attività contro la stregoneria. La Descrittione riassume i suoi lunghi viaggi (1525-1528) attraverso la penisola italiana con il generale dell'Ordine domenicano Francesco Silvestro da Ferrara per visitare i conventi domenicani e fu poi usata come modello dai cartografi olandesi, come Abraham Ortelius. L'opera comprende capitoli su 18 delle 19 regioni d'Italia, fornendo informazioni su paesaggio, costumi, personaggi importanti, antichità e monumenti, specialmente fortificazioni e chiese. Una lunga introduzione dettaglia le risorse naturali dell'Italia, la sua favorevole posizione geografica e il clima, così come la topografia e i confini, le origini del suo nome e i primi insediamenti tra Lazio e Toscana. Ogni capitolo si concentra su una regione diversa e comprende excursus etimologici e storici, con riferimenti a figure eroiche e rappresentanti del mondo della cultura. I capitoli più significativi ed estesi riguardano le città di Roma, la sua fondazione e il suo governo, i luoghi di rilevanza storica e i resti archeologici; e Firenze, notevole per la sua storia e patria di gloriosi sovrani, studiosi e artisti. Il resoconto delle province meridionali d'Italia costituisce una novità in quanto l'Alberti fu uno dei primi viaggiatori a descrivere le zone di Terra di Lavoro e della Puglia, registrando il nome dei luoghi nei dialetti, la natura e i luoghi di pellegrinaggio come il Santuario dell'Arcangelo Michele nella grotta sul Monte Gargano. L'opera si ispira principalmente all'Italia illustrata di Flavio Biondo, ma Alberti non si attiene completamente al suo schema, raccogliendo informazioni di prima mano e utilizzando nuove fonti come storie locali e mappe, oltre ad altri autori della prima età moderna. Xilografia, impressa su carta vergata coeva, ottima impressione con margini, perfette condizioni. Map taken from the Descrittione di tutta Italia by Leandro Alberti, printed for the first time in 1561. The work offers numerous news of geographic-historical-ethnological character and is enriched by maps for the first time in 1568. The book is the most important early modern travel guide to Italy, containing extensive information on chorography, history, ethnography and artistic culture, published without part 2 containing the Descrittione di tutte le isole and the added description of Venice. The two parts were issued together or separately. Leandro Alberti (1479-1552) was a Dominican scholar from Bologna, acquainted with Achille Bocchi and Andrea Alciato. He wrote numerous histories, serving the Inquisition as censor and then official inquisitor from 1550 to his death. He was mostly known for his anti-witchcraft activity. The Descrittione summarised his long travels (1525-1528) across the length of the Italian peninsula with the Dominican Order s General Francesco Silvestro da Ferrara to visit Dominican convents and was later used as a model by the Dutch cartographers, such as Abraham Ortelius. The account of the Southern provinces of Italy constitute a novelty since Alberti was one the first travellers who described the areas of Terra di Lavoro and Puglia, recording places name in dialects, nature and pilgrimage sites such as the Sanctuary of the Archangel Michael in the cave on Mount Gargano. The work was mainly inspired by Flavio Biondo s Italia illustrata but Alberti did not adhere to its pattern completely, collecting first-hand information and using new sources such as local histories and maps, as well as other early modern authors. Woodcut, printed on contemporary laid paper, very good condition. Piloni S. 58; Cremonini 5/2
Tavola tratta dalla Cosmographiae Universalis, edizione in tedesco, Basilea, seconda metà del XVI secolo.La Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1488-1552), stampata per la prima volta Basilea nel 1544 dall’editore Heinrich Petri, venne più volte aggiornata e aumentata di nuove carte geografiche e rappresentazioni urbane nelle sue numerose edizioni che arrivano all’inizio del secolo successivo. Münster aveva lavorato a raccogliere informazioni al fine di ottenere un'opera che non deludesse le aspettative e, dopo un'ulteriore pubblicazione in tedesco abbellita da 910 stampe su legno, giunse nel 1550 all'edizione definitiva in latino, illustrata da 970 silografie. Vi furono poi numerose edizioni in diverse lingue, fra cui latino, francese, italiano, inglese e ceco. Dopo la sua morte di Münster (1552), Heinrich Petri prima, e il figlio Sebastian poi, continuarono la pubblicazione dell’opera. La Cosmographia universalis fu uno dei libri più popolari e di successo del XVI secolo, e vide ben 24 edizioni in 100 anni: l'ultima edizione tedesca venne pubblicata nel 1628, molto tempo dopo la morte dell'autore. La Cosmographia conteneva non solo le ultime mappe e vedute di tutte le città più famose, ma anche una serie di notizie enciclopediche di dettagli relative al mondo conosciuto, e sconosciuto. Il particolare successo anche commerciale di quest'opera fu dovuto in parte alle belle incisioni (tra i cui autori si possono citate Hans Holbein il Giovane, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel). Silografia, in buone condizioni. Plate taken from the Cosmographiae Universalis, German edition, Basel, second half of the 16th Century. The Cosmographiae Universalis of Sebastian Münster (1488-1552), printed for the first time in Basel in 1544 by the publisher Heinrich Petri, was updated several times and increased with new maps and urban representations in its many editions until the beginning of the next century. Münster had worked to collect information in order to obtain a work that did not disappoint expectations and, after a further publication in German embellished with 910 woodblock prints, arrived in 1550 to the final edition in Latin, illustrated by 970 woodcuts. There were then numerous editions in different languages, including Latin, French, Italian, English and Czech. After his death in Münster (1552), Heinrich Petri first, and then his son Sebastian, continued the publication of the work. The Cosmographia universalis was one of the most popular and successful books of the 16th century, and saw as many as 24 editions in 100 years: the last German edition was published in 1628, long after the author's death. The Cosmographia contained not only the latest maps and views of all the most famous cities, but also a series of encyclopedic details related to the known, and unknown, world. The particular commercial success of this work was due in part to the beautiful engravings (among whose authors can be mentioned Hans Holbein the Younger, Urs Graf, Hans Rudolph Manuel Deutsch, David Kandel). Woodcut, in good condition.
Carta geografica della Valtellina tratta dal "Ostreichischer Loberkrantz" di Schinborner e Lundorp pubblicato a Francoforte nel 1627-8. La mappa è comunemente detta "del Marchese di Couvre" che era il Generale al comando delle truppe francesi. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia: Scheffer , Cartografia antica della Rezia, 27 ; Bianchi, Valtellina, Valchiavenna e Grigioni sotto la lente. Antica cartografia dal XVI al XVIII secolo, 61. Map of Valtellina form the "Ostreichischer Loberkrantz" by Schinborner and Lundorp published in Frankfurt in 1627-8.
Veduta tratta dal celebre Campi Phlegraei. Observations on the Volcanos of the two Sicilies as They have been communicated to the Royal Society of London.Il diplomatico e archeologo britannico sir William Douglas Hamilton (1730-1803), fu, tra il 1764 e la fine del XVIII secolo, ambasciatore inglese presso la corte di Napoli. Appassionato vulcanologo, tra il 1776 e il 1779 realizzò, insieme al pittore Pietro Fabris, Campi Phlegraei, un’opera monumentale in due volumi, pubblicata per la prima volta a Napoli tra il 1776 ed il 1779 con testo bilingue (inglese e francese) perché destinata ai viaggiatori del Grand Tour. Questo raffinato capolavoro figurativo del XVIII secolo è reso possibile dalla cultura e dal mecenatismo di William Hamilton, e dall'arte raffinata del pittore paesaggista Pietro Fabris, autore delle 59 magnifiche incisioni colorate a tempera.Unanimemente considerato un capolavoro editoriale ed uno dei libri più belli di tutto il Settecento, Campi Phlegraei di Hamilton sono una pietra miliare sia nel campo dell'arte dell'illustrazione, sia nell'ambito della ricerca geofisica e vulcanologica.Il nome “Campi Flegrei”, ovvero “terre bruciate dal fuoco”, indica la vasta zona che comprende Napoli e i suoi dintorni, caratterizzata sin dall'antichità da vivace attività vulcanica. Difatti, il Vesuvio, le sue spettacolari eruzioni e i luoghi che lo circondano sono i protagonisti indiscussi di questa opera. Tuttavia, l'attenta ricerca vulcanologica condotta da Hamilton coinvolse anche altri vulcani del sud Italia, in particolare quelli delle Eolie e l'Etna, cui egli volle dedicare tavole e commenti.Del modernissimo approccio di Hamilton all'indagine scientifica, che rese l'opera un testo rivoluzionario nell'ambito della vulcanologia, ci parla lui stesso nella lettera introduttiva dei Campi Phlegraei, indirizzata a Sir John Pringle, presidente della Royal Society di Londra, di cui Sir William era membro dal 1766. A differenza dei naturalisti del passato, le cui teorie erano state per lo più elaborate a tavolino, secondo Hamilton, apostolo della mentalità illuminista, la natura deve essere studiata con accurate e approfondite osservazioni dal vivo, che vanno poi raccontate nel modo più fedele e comprensibile.Quindi, il testo dei Campi Phlegraei, costituito dalla serie di lettere inviate da Hamilton alla Royal Society tra il 10 giugno 1766 e il primo ottobre 1779, è sostanzialmente una cronaca dettagliatissima delle sue numerose ascensioni al Vesuvio ed escursioni alle zone limitrofe, attraverso la quale egli registrò ogni fenomeno vulcanico degno di rilievo e pervenne all'innovativa e fondamentale conclusione che l'attività dei vulcani ha un impatto determinante sulla superfice terrestre e sul modellamento del paesaggio.Nella medesima lettera a Pringle, Hamilton descrive anche la genesi delle spettacolari tavole che adornano l'opera e la storia editoriale del libro. Fedele alla sua moderna metodologia scientifica, egli desiderava che la sua relazione fosse accompagnata da immagini che riproducessero in modo preciso e particolareggiato quanto da lui osservato. Commissionò il lavoro a Pietro Fabris, da lui definito “a most ingenious and able artist”, e gli chiese di disegnare ogni località vulcanica visitata, oltre a campioni di rocce vulcaniche e a particolari eruzioni, come quelle del Vesuvio avvenute a cavallo tra il 1760 e il 1761, nella notte del 20 ottobre 1767 e dell'11 maggio 1771, e nell'agosto 1779, che è oggetto dell'intero Supplement ai Campi Phlegraei.Hamilton supervisionò direttamente l'opera di Fabris, che lo accompagnava nelle sue escursioni. Infatti, i due uomini sono ritratti in molte tavole, il primo con un cappotto rosso, il secondo blu. Pienamente soddisfatto del lavoro dell'artista, eseguito con “the uttermost fidelity” e “as much taste as exactness”, Hamilton decise che quanto aveva inizialmente richiesto per sua personale soddisfazione fosse invece pubblicat... Plate taken from Campi Phlegraei. Observations on the Volcanos of the two Sicilies as They have been communicated to the Royal Society of London. Naples: sold by Pietro Fabris, 1776-1779.Although Hamilton’s Observations on Mount Vesuvius (published by the Royal Society in 1772) was well-received at the time and ran to three editions, the Campi Phlegraei is the best known of Hamilton's four works on volcanic activity, and provided a clearer, more precise and useful explanation of volcanic activity than ever published before, which underlined Hamilton’s own theories about volcanoes being creative forces and enabled him to answer in one publication the lists of questions about volcanoes and rocks he had been receiving from correspondents all over Europe.“Its publication in French and English provided it with a market not only in his own country but throughout Europe as well, and an international audience for a British discovery” (Jenkin and Sloan).Pietro Fabris (fl.1756-1784), an artist living in Naples, was commissioned and trained by Hamilton to sketch the volcanoes of southern Italy. In four years Hamilton climbed Vesuvius at least twenty-two times, sometimes at great risk, since both he and Fabris wished to make sketches at every stage of the eruptions (the figures of Hamilton, often wearing a red coat, and Fabris, in blue, appear in the plates).The plates are so opaquely colored that the engraved base beneath is hardly visible: indeed, Hamilton himself describes them as “executed with such delicacy and perfection, as scarcely to be distinguished from the original drawings themselves” (Part I, p. 6). Hamilton then asked Fabris to undertake the publication of his letters to the Royal Society, to be illustrated by engravings after the original drawings.Fabris was the sole distributor of the work, which was originally published at 60 Neapolitan ducats for Part I and Part II; the price of the Supplement is not recorded.Copperplate with fine original colour, mint condition.
136376aafDruck u. Verlag v. C. Burckardt’s Nachf. Weissenburg Ellsass, s.d. ca. 1880, image 37 x 24 cm, Lithographie coloriée é la main. (Planche num. N° 1015). 1 feuille, papier bruni. (44x34 cm).
107182aaf(Milano, F. Artaria), 1822, 20x27.5 cm, tirée de ‘Guida da Milano a Ginevra pel Sempione con 40 Vedute’, 1 feuille.
120 p., LXIII planches photographiques hors-texte.21 fig. in-texte. Etudes de Philologie, d'Archéologie et d'Histoire anciennes publiées par l'Institut Historique belge de Rome, tome XXIII. Petite déchirure à la jaquette. Inv. 15082.
81 p., nbr. ill. n/b. et coul. Inv. 29128
396 p., très nbr. ill. n/b et coul. Inv. 41213
Non paginé (environ 120 p.), 737 n illustrés en n/b; 6 planches hors-texte en couleurs. Passages soulignes (bic et crayon de couleurs). Exemplaire de travail. Couverture défraîchie, quelques passages soulignés. Inv. 15078.
90 p., (8) planches en couleurs, nombreuses fig. n/b in texte. Quelques annotations à l'encre, Inv. 19228.
384 p. dont (120) planches hors-texte de dessins au trait, 12 fig. en couleurs, LVI fig. in texte; 2 dépliants. (3 kilos) Inv. 15019.
1835109821835 demi-percal. plaq. in-8, 43pp., P. Bureau de l'Institut Historique (1835),