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pp. XXI-541, cm 32x24, rilegatura editoriale con sopracoperta.
In-8 p. (mm. 218x132), bross. muta coeva (picc. manc.), pp. (8),248, con 1 tav. più volte ripieg. che raffigura la “topografia di Ercolano, Pesto e Pompei”. Dedicato a S.M. la Regina delle Due Sicilie. "Prima edizione". Cfr. Furchheim “Bibl. di Pompei, Ercolano..”, p. 84 - Fera / Morlicchio,II, p. 212: “Rara ottocentina”. Prime e ultime 2 carte bianche con manc. margin.; uniformi arross., fiorit. e aloni margin. interc. nel t., peraltro discreto esempl. con barbe.
Album fotografico contenente 48 graziosi scorci di Pompei
Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2003, in-4, elegante e lussuosa legatura in piena pelle con titoli dorati al piatto anteriore e al dorso, con quattro nervi, cofanetto rigido ricoperto in seta (con rottura alla base), pp XXIX-1054 completamente illustrato in nero e a colori. Il volume, tratto dall'opera "Pompei. Pitture e Mosaici", è stato stampato in in tiratura limitata su carta speciale Scheufelen e arricchito con 28 tavole fuori testo impresse su carta velata prodotta dalla Cartiera Magnani di Pescia su macchina in tondo. Stato di nuovo.
In folio (mm 405x208); pp. 258 (10). Con figure e tavole f.t. Piena pergamena editoriale con piatto superiore inquadrato in oro e figura danzante impressa al centro. Titolo e autore impressi in oro al piatto superiore e al dorso. <BR>Edizione originale stampata su carta Nippon di Fabriano in 500 copie numerate (il presente è il 486). Vi si tratta della favolosa scoperta di una villa suburbana di Pompei e di un grande affresco che la decorava.<BR>Ottime condizioni. Manca il volume delle tavole raffiguranti la planimetria della villa e vedute dell'affresco.<BR>
In-4 p. (mm. 285x215), mz. tela editoriale (piccola manc. al dorso, piatti con tracce d’uso), contenente una importante e bellissima raccolta di 165 tavole in b.n. (5 sono in tinta: nn. 91, 92, 93, 148 e 149), inc. in rame al tratto, con una o più figure. Come da Indice (con precisa descrizione in francese e in inglese), vi sono rappresentati: sculture in marmo, in bronzo, oggetti preziosi, argenti, mosaici, pitture murali, vasi e dipinti a olio, rinvenuti per lo più dagli scavi di Ercolano e Pompei e alcuni da Stabia, ma provenienti anche da Roma, Capua, Nola, Urbino, Pregevole edizione, raro trovarla completa. Solo qualche fiorit. marginale, altrimenti fresco esemplare ben conservato. .
Quinta edizione corretta, ed accresciuta de' nuovi scavi. Napoli dalla Reale Tip. della Guerra 1839. In-8; pp. (4) + 167 + (1), con 23 tavv. + 1 ripiegata [battaglia di Isso] incise in rame a taglio dolce ft.; leg. in tutta pergamena coeva con tassello dorato al dorso (rare fioriture). Ediz. rara a trovarsi completa di tavole. [Cfr. Furchheim F. - Bibliografia di Pompei, Ercolano e Stabia, seconda ediz., Napoli 1892, pag. 93], Gaspare Vinci, napoletano, professore di topografia in varie scuole militari, architetto e ingegnere, disegnatore e topografo fu una delle figure pi— eclettiche e rappresentative della schiera di coloro che tra la fine del XVII e l?inzio del XIX secolo gravit• all?interno delle istituzioni topografiche napoletane. Fu primo docente di Topografia nella scuola politecnica napoletana.
Album originale in tutta tela rossa, titolo in oro al piatto ant. 1870/80 circa, di cm. 24 x 16 con 13 pag. in cartoncino con 25 foto all'albumina, 10,5 x 15,5.
Roma, Tipografia Gismondi, 1840-41, voll. 2, in-8 grande, cartonatura moderna con le copertina della br. edit. parzialmente rimontate, pp. 543, (5) - 216, (2). Con 42 tavv. incise in rame (numerate 1-47: 5 hanno doppia numerazione) al primo volume e 26 tavv. (su 27) al secondo (numerate 1-29, 3 hanno doppia numerazione). Manca la tavola n. 30 alla seconda parte. Esemplare a pieni margini. La descrizione di Pompei è completa; il “Real Museo Borbonico” è invece formato da 11 volumi.
2 parti in un vol. in-16, pp. 288, 35; 276, leg. t. tela coeva. Con 4 carte geogr. di cui una rip. e 5 incis. n.t. Seconda ediz. (sulla prima del 1811) di questa imp. opera sull’antica Pompei, con la tav. della vecchia e nuova città. L'abate Romanelli (Fossacesia 1756 - Napoli 1819) fu storico e archeologo, autore di numerose opere di storia locale ma senza dubbio è questa la più importante. Lozzi 3086 cita solo 3 carte geogr. Borroni 3330. 0139
Due tomi in un vol. di mm. 170x105, leg. in mz. pelle nera con carta verde scuro ai piatti, tit. e fregi oro al ds., pp. VII-(1)-324 e 224, una grande carta più volte ripiegata con Ischia, Procida, Capri, i Golfi di Napoli e Salerno, il Vesuvio e la pianta di Pompei e 4 stampe tutte f.t. al 1° tomo (l'ultima è a pag 116 anziché a pag. 114), 1 sola stampa al 2° tomo per un tot. di 1 carta e 5 stampe. Terza edizione Arricchita di tutte le nuove scoperte fatte a tutto l'anno 1830, tratte dal libro intitolato Pompei descritta da Carlo Bonucci, architetto direttore de' reali scavi di Pompei ed Ercolano. Adorna di rami, di una accuratissima carta geografica del Golfo di Napoli e della pianta topografica di Pompei. Lavori ridotti di tarlo alle costole e un numero timbrato al frontesp. del primo tomo, interno ottimo.
testo in francese e italiano in folio, legatura in piena pelle con sottile cornice oro ai piatti, titolo e fregi oro al dorso, frontespizio in francese con vignetta incisa, secondo frontespizio in italiano con differente vignetta incisa, pp. 54 di testo su due colonne (italiano e francese), a seguire le tavole - spellature soprattutto ai bordi dei piatti (più gravi al piatto post.) e alle cuffie, fioriture (principalmente ai margini delle pagine), minime rotture ai bordi di alcuni fogli, alcune con restauro coevo
In-8 gr. (mm. 271x170), 8 voll., cartonato muto coevo (dorsi sciupati), titolo oro su tassello al dorso. Straordinaria raccolta di 800 belle tavv. f.t., inc. in rame al tratto, riprodotte da "Le antichità di Ercolano, il Museo Borbonico et tous les ouvrages analogues, augmenté de sujets inédits, gravés au trait sur cuivre par H. Roux Ainé". L'opera e' cosi' suddivisa: "Peintures: Décorations architecturales. Compositions de plusieurs figures. Tableaux, paysages. Figures isolées. Frises, mosaiques - Bronzes: Statues. Bustes, lampes. L'ultimo vol., "Le Musée secret", raccoglie, in 60 tavv., la collezione di opere erotiche del Museo Reale di Napoli. Tutte le tavv. sono ampiamente descritte. "Magnifique ouvrage" come cita il Graesse,I,297; Brunet,I,666; che riportano la prima edizione del 1837-40. Alcune fioriture intercalate nel testo, ma certamente bell’esemplare marginoso.
Ricerche e digressioni varie: geologiche, topografiche, orografiche, idrauliche, storiche, archeologiche. Libri sei, nell'ultimo libro si riscontra una Guida sommaria. Napoli Tip. Morano e Veraldi 1894. In-8 gr.; pp. XI + (1) + 147 + (1), con 9 tavv. ripieg. ft. (la tav. VI risulta riparata al verso); leg. mezza perg. con punte a cinque scomparti con tasselo dorato e fregi in oro e piatti marmorizzati e copp. originali conservate (lievi fioriture e bruniture). L'A. con il presente lavoro vuole dimostrare l'inesattezza che le acque della foce del Sarno incanalate avessero potuto alimentare tutte le fontane di Pompei e molto meno i castelli acquari.
Mm 230x295 Due volumi nella loro brossura originale con titolo al dorso e al piatto: vol. I, "Testo" di xi-507 pagine con 189 figure in nero nel testo; vol. II, "Tavole" con 65 tavole in nero e a colori. Leggere, tenui fioriture concentrate nel primo tomo, peraltro l'opera è in buone condizioni nelle sue legature ben salde.Spedizione i n 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Portfolio con sei finissime cromolitografie su disegni di Vincenzo Loria che mostrano alcuni scorci di Pompei. Senza data ma del 1890 circa. Vincenzo Loria (Salerno 1849-La Spezia 1939) pittore italiano specializzato nella pittura di genere e di paesaggio. Nella città natale iniziò a dedicarsi alla pittura sotto la guida del maestro francese Leon Richter, per poi studiare a Napoli presso l'Accademia di Belle Arti, dove, allievo di Domenico Morelli, si distinse per la padronanza acquisita nella tecnica dell'acquerello. Successivamente dipinse su commissione per amatori stranieri e ricchi galleristi, tra cui si ricorda Luigi Pisani, che acquistò numerose opere per la sua galleria fiorentina di Borgo Ognissanti. Nel 1890 Loria aprì a Napoli un'importante galleria d'arte che diventò presto uno dei punti di riferimento della scuola napoletana del secondo Ottocento. Lo studio di Loria era frequentato da illustri personalità italiane e straniere, non solo europee: nobili, industriali, politici. Antica nota manoscritta con titolo dell'incisione al verso (Casa Cornelio Rufo, Strada di Sepolcri, Casa Meleagro, Anfiteatro, Tempio di Venere, Foro civile).<BR><BR>Le incisioni montate su cartoncino sono contenute all'interno di un album privo di indicazioni editoriali tranne la scritta in oro Pompei al piatto anteriore In buone condizion Copertina in tela con titolo in oro al piatto anteriore in buone condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Legatura assente. Dim. Incisioni 21,5x27 cm. Cartoncino 32,5x40,5 cm. Album 35x41 cm. Peso Kg. 1,400. Portfolio with six very fine cromolytographs after drawings of Vincenzo Loria featuring some views of Pompei. No date but of 1890 circa. Vincenzo Loria (1850 – 1939) was an italian painter, active mainly as a watercolor artist in Naples. Born in Salerno, he went to Naples and studied under professor Domenico Morelli, painting genre subjects sometimes in oil, but more commonly in watercolor. He exhibited at Turin, Milan, Venice, and yearly at the Naples Promotrice. Antique handwritten note with title of engraving in the verso (Casa Cornelio Rufo, Strada di Sepolcri, Casa Meleagro, Anfiteatro, Tempio di Venere, Foro civile). The engravings are mounted on cartonboard in a portfolio inside an album without editorial indications apart for the golden writing Pompei in the front plate. In good conditions. Cloth cover with golden title in the front plate in good general conditions lightly worn in the extremities. Binding lacks. Dim. Incisioni 21,5x27 cm. Cartoncino 32,5x40,5 cm. Album 35x41 cm. Weight Kg. 1,400.
Pompeia. Trattato pittorico, storico e geometrico. Opera disegnata negli anni dal 1829 al 1834. Firenze, a spese dell'Autore, s.a. In folio; pp.60,5. Due frontespizi con differenti vignette incise all'acquaforte. Testo su due colonne in italiano e francese. 81 tavole incise in rame all'acquatinta ed al tratto, di cui tre spieghevoli e due con coloritura coeva. Quarantotto sono vedute e scene della cittadina vesuviana. Le altre con pitture, utensili, mosaici e piante geografiche. Esemplare nitido con ampi margini. Qualche rara fior. Mezza pelle coeva, dorso con titolo e fregi in oro. Opera rara a trovarsi completa di tutte le tavole. Furcheim, pag. 72; Lozzi 3757, nota.
In-4 p., 2 volumi, mz. pergamena edit. con ang., tagli super. dorati. Il vol. di testo: pp. XI,508, con 1 tavola a colori, 186 ill. in b.n. e alc. figure che riproducono iscrizioni. Il vol. di tavv.: 6 pp.nn. (frontesp. e Indice), con 65 pregevoli tavole di cui 15 a colori. Importante studio sul ricco vasellame di argenteria scoperto nella “Casa del Menandro”, una delle più belle e ricche dimore gentilizie di Pompei. Esso comprende anche la descrizione della casa, delle sue strutture e architetture, della sua decorazione parietale e musiva, delle altre opere d’arte e delle suppellettili di uso domestico che vi si rinvennero. Bella edizione in tiratura di 480 esempl. numerati. Il ns., 251, è ben conservato.
[Figurato Pompei] (32x47,5) bella mz. pergamena fine '800, grande tassello al dorso in pelle e oro. Due frontis, + pp. 60, pp. 6 + 1 tav. a colori + 5 tav. + 10 tav.+ 17 tav. + 48 tav. I due frontis, in italiano e in francese, sono completamente incisi e portano due piccole vedute diverse. Testo bilingue a due colonne. Tre tavole sono doppie due a colori, tre sono posposte per errore, le 48 vedute in fine, sono incise all' acqua tinta da Paolo Fumagalli e firmate. Prima edizione rara di questa imponente opera iconografica di Pompei che illustra piante, oggetti archeologici, mosaici, vedute e suggestivi scorci delle rovine. Fu ristampato nel 1830 e nel 1834. Opera assolutamente completa delle 81 tavv. complessive citate dal Lozzi, Furcheim e Mugnaini che riporta edizioni successive. Bellissimo esemplare fresco e nitido. * Lozzi 3757 con ampie note; * Furcheim p. 72 " on touvè des exempaires avec plus ou moins de planches". Manca a molta bibliografia consultata.[f47] Libro
Brière éditeur, Everat imprimeur 1827. Grand in-4 carré broché, sous couverture d'attente bleue. Faux-titre, titre, 110 pages et 60 planches hors-texte gravées à l'aqua-tinta, accompagnées de notices et de dissertations. Divisé en 12 cahiers : Dissertations historique sur l'Antiquité de la ville de Naples. Grottes de Pausilyppe, dissertation historique sur l'Ancienne Capour, dissertation sur l'Ile de Caprée, dissertation sur la ville d'Herculanum. Dissertation sur l'origine de pompéi. Dissertation sur l'origine de l'art dramatique et sur celle des théâtres. Dissertation historique sur le Vésuve, dissertation sur le culte d'Isis. Dissertation sur les amphithéâtres et sur les combats des gladiateurs. Dissertations sur les monumens en général. Dissertation su l'attaque et la défense des places. Dissertation sur la maison d'Arrius Diomèdes dans le moment de l'éruption de 79. Dissertation sur les volcans en général. Dissertation sur Pozzuoli. Dissertation sur les évènemens historiques dont la Campanie fut le théâtre, et sur les hommes illustres dont elle fut le séjour. Chaque Dissertation est suivie de notes relative au cahier, les planches sont insérées en suivant. Quelques rousseurs claires, néanmoins très bon exemplaire, rare complet.
<p>2 volumi, 47 x 31 cm, rilegatura coeva in cartone ricoperto con etichetta cartacea manoscritta al dorso. Opera divisa in tre parti, ognuna col suo frontespizio. Volume 1, contiene tomo I e parte prima del tomo II p. xxiv, ciii, (5), 107. Volume 2 contiene, parte seconda, terza e quarta del tomo II; p. (4), 108-370, (2) (a numerazione continua dal vol. 1). In totale 208 figure artistiche, finemente incise in rame su tavole fuori testo, alcune delle quali ripiegate. Molte grandi vignette, testsatine e finalini, sempre incisi in rame. La tavola con figura 93 è postposta alla 94. Lievi bruniture a poche carte e timbretto di possesso privato ai due frontespizi. Rilegature in carta azzurrina con qualche traccia d'uso e piccole mancanze al dorso del secondo volume. Esemplare molto buono in barbe dai larghi margini.</p>
“Pompei di diciotto secoli fa Pompei attuale” è il titolo di una mostra di venticinque gouaches di notevoli dimensioni, 800x1000 mm l’una, di cui oggi si è riusciti a preservarne diciannove (più due manifesti che la pubblicizzavano). Esse furono presentate all’Esposizione Nazionale del 1893 sul tema del raffronto fra “com’era e com’è”. (*)Nelle vedute di Antonio Coppola sono raffigurati scorci della città di Pompei così come si presentava ai suoi occhi, e gli stessi luoghi come li immaginava, secondo un’attenta e studiata ricostruzione, prima della devastante eruzione del Vesuvio nel 79 dc.Dopo l’eruzione Pompei divenne un luogo senza tempo. Ne “Il Mattino” (30 Aprile 1 maggio 1893) si legge “E’ strano questo sentimento di infinito diletto che la città sepolta e la sciagura sua, sempre presente, produce in noi. Ed è strano come la fantasia competi facilmente, in Pompei, quel che vede, come supplisca quel che le fa difetto, come ricostruisca, anche da pochi ruderi… La vita di quel piccolo centro vi viene tutta innanzi… Perisca chi non sa amare e due volte perisca chi vieta di amare. E’ questa la nota costante di Pompei, che pare gridata da tutta quell’arte e che fa interamente dimenticare la sciagura che l’incolse, non appena un raggio di sole, illumina le sue rovine”. Scoperto a partire dal 1738, il diciottesimo sarà il secolo d’oro dedicato agli scavi, alle scoperte archeologiche e di conseguenza alle importanti pubblicazioni, si veda ad esempio il ruolo svolto dai volumi dell’Accademia Ercolanese straordinariamente efficace nel diffondere la conoscenza delle scoperte vesuviane, dalle quali derivò il gusto, prima, e la cultura, poi, del neoclassico.Luogo quasi dimenticato per diverso tempo… diventerà di prorompente attualità proprio negli ultimi anni del XIX secolo, quando gli scavi della Va Regione, all’inizio del 1892, incominciarono a portare alla luce una grandiosa casa, che l’anno successivo, in occasione dell’anniversario delle nozze d’argento di Umberto I e Margherita di Savoia, prenderà il nome di “Casa delle nozze d’argento”. L’anniversario dei reali fu un’occasione importante per la città di Napoli, che vide il loro arrivo il giorno 27 aprile 1893 per un soggiorno di tre giorni; il 29 fu dedicato al sito di Pompei, dove in onore di Umberto e Margherita, erano stati organizzati degli scavi presso la “Casa delle Nozze d’argento”. Il quotidiano dell’epoca, ”Il Mattino”, nel numero del 27-28 aprile 1893, così riporta “Oggi, il gran giorno. Questa grande festa alla quale la popolazione prende si gran parte, ha sollevato gli animi, ha sparso una grande attività febbrile nella città tutta quanta… Fino a tarda ora, iersera, i treni delle provincie riversarono nella nostra città una fiumana di gente d’ogni ceto, d’ogni colore: quasi dodicimila persone, che appena fuori dal recinto della stazione prendevano d’assalto vetture, alberghi, trattorie, già rigurgitanti di altri passeggieri giunti precedentemente. Lungo le strade che il corteo reale ed imperiale percorrerà, ferveva il lavoro per l’addobbo definitivo de’ balconi, de’ palchi, e per l’ornamentazione delle strade. Toledo brulicava di una folla ansiosa e variopinta…Nella Galleria Umberto I, poi, non si poteva addirittura muovere un passo. Nel Caffè Starace era un pigiarsi straordinario, un chiamarsi a vicenda, in tutti i dialetti del Mezzogiorno. Un pandemonio. In piazza Municipio non si poteva circolare, Piazza Plebiscito sembrava un mare in burrasca. Dovunque, dovunque un’animazione eccezionale, una festa delle più gaie e delle più caratteristiche.”. La febbrile attività vissuta dalla città di Napoli contagiò tutti i campi, anche quello artistico-culturale in cui va inserita la magnifica mostra di gouaches realizzata appositamente da Antonio Coppola, pubblicizzata dai manifesti stampati in litografia dallo Stabilimento Italo Germanico Fratelli Starace di Napoli. In queste opere, di imponenti dimensioni, emerge con delicata forza tutta l’abilità del Coppola nella padronanza del disegno, nella resa dei colori e delle atmosfere dei luoghi. Importante sottolineare la cura posta nell’immaginaria ricostruzione degli ambienti, sempre attenta, meticolosa, studiata e mai improvvisata. Incredibile come dopo più di un secolo il corpus centrale di una mostra sia ancora preservato nella sua interezza, o, comunque, in una totalità capace di trasmettere il motivo di esistere di un’opera di questa levatura.Elenco delle vedute, (i titoli, scritti a matita, sono riportati al retro dell’opera):1. Tempio di Venere ultimo giorno la scarica di pepite di zolfo; 2. Pompei quale era; 3. Pompei attuale; 4. Via delle Rampe – Baccanale; 5. Via delle Rampe attuale; 6. La Suburra qual’era; 7. Interno della Suburra com’è; 8. La Casa del Fauno qual’era. 9. Interno della Casa del Fauno; 10. Le terme qual’erano; 11. Le terme attuali – interno; 12 Interno del Foro; 13. Interno Panteon; 14. Esterno del Panteon; 15. Tempio di Giove – Arco di Caligola; 16. Corsa delle bighe al Teatro Tragico. 17. Anfiteatro stato attuale; 18. Interno Anfiteatro – Teatro tragico attuale; 19. Arco di Caligola. Alcune di queste opere, negli scorsi anni, sono state esposte in importanti musei tra i quali il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), si veda il volume “Ercolano e Pompei visioni di una scoperta” edito da Skira nel febbraio del 2018. ANTONIO COPPOLA - Nato a Napoli il 14 febbraio 1850, o secondo il Servolini, il 21 gennaio 1839 da una nobile famiglia napoletana, Antonio Coppola si dedicò fin da giovane alla pittura compiendo i suoi studi all’Istituto di Belle Arti di Napoli. Autore di molte litografie ma, soprattutto, abile paesaggista, utilizzò prevalentemente la tecnica a tempera che seppe padroneggiare con grande maestria e raffinatezza. Rientrato nella sua città natale dopo un lungo soggiorno in Grecia durato quasi due anni, si dedicò inizialmente a scene di genere di soggetto greco che, tuttavia, abbandonò presto preferendo dedicarsi completamente a marine e vedute di Napoli e dei suoi dintorni che ottennero un immediato successo soprattutto tra i forestieri e viaggiatori desiderosi di portare con sé un “ricordo” dei loro viaggi. Molte delle sue opere sono state riprodotte in numerose cartoline dedicate a Pompei com’era e com’è oggi. Di indole schiva, partecipò a pochissime esposizioni: figurò nel 1883 all’ Esposizione di Roma con Al beveraggio, Magra colazione e Un sorcio nel vaso e, nello stesso anno, fu presente anche all’Esposizione della Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli con Il pasto dei conigli e Stanchezza. Nel 1890 espose nuovamente nella sua città natale, alla Promotrice, con Paesaggio presso Solofra. Diffuse in tutto il mondo e molto ricercate da collezionisti e amanti del genere, le sue tempere di piccole dimensioni si accompagnano a più ampie, e più rare, vedute di grandezza maggiore nelle quali la padronanza tecnica e la cura dei dettagli evidenziano come la produzione pittorica del Coppola sia tecnicamente superiore e non assimilabile in alcun modo alla sterminata produzione di anonime gouaches napoletane dell’epoca. Riferimenti: (*) “Ercolano e Pompei visioni di una scoperta” edito da Skira; De Gubernatis, Dizionario degli artisti italiani viventi, Roma 1889; Thieme-Becker, Künsterlex, VII, 1912; E. Giannelli, Artisti napoletani viventi. Pittori, scultori ed architetti, Napoli 1916; G. Ceci, Bibliografia per una storia delle arti figurative, Napoli 1937; L. Servolini, Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano 1955; A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori italiani moderni e contemporanei, I,II,III, IV ed., Milano 1970; E. Benezit, Dictionnaire des Peintres, Sculpteurs, Dessinateurs et Graveurs, III, ed., Parigi 1976 ; G.L. Marini, Il valore dei dipinti dell’Ottocento e del primo novecento, XIX ed., Torino 2001