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1992986511992 Gallimard NRF - 1992 - In-8 broché - 442 pages
26981Paris - Bruxelles, Des temps et des hommes, 1973. In-8 (235x155mm) broché ; 316 p. Bon état général.
Broch?. 64 pages. Couverture l?g?rement d?fra?chie. 17x24 cm.
Broch?. 234 pages. Nombreux passages soulign?s.
197816159Picador 1978 208 pages in8. 1978. Broché. 208 pages. Dispatches est un recueil de six récits de Michael Herr initialement publiés dans des périodiques qui relate son expérience en tant que correspondant de guerre au Vietnam. L'ouvrage paru en 1977 est considéré comme une œuvre majeure du nouveau journalisme offrant un témoignage brut et poétique sur la réalité des soldats et l'horreur du conflit
Num?ro complet. L?g?rement d?fra?chi.
Brochure ron?ot?e. 42 pages.
Broch?. 261 pages. L?g?rement d?fra?chi.
199416143Köln, Karl Müller Verlag, 1994.
Milano, Edizioni del Borghese, 1968, in-16, cartone editoriale, con sovraccoperta. pp. 217.
Num?ro complet. Couverture r?par?e.
Traduzione di Franco Bertone . Nata nel 1924 nella regione di Limoges, Madeleine Riffaud frequenta il liceo quando scoppia la seconda guerra mondiale. Entra subito nella Resistenza, nei gruppi di combattimento universitari. Arrestata il 24 luglio 1944, gravemente ferita dopo un'azione in cui è rimasto ucciso un ufficiale tedesco viene torturata, poi condannata a morte. Liberata all'ultimo momento dall'insurrezione di Parigi, riprende il suo posto di combattimento. Finita la guerra diviene giornalista. È inviata speciale nel Vietnam, in Algeria, a Biserta: la sua passione della verità, unita a un coraggio intrepido, la conduce nelle zone più pericolose. Numerosi suoi réportages sono stati inviati dal lettino di un ospedale. La conoscenza diretta della vita degli uomini è ciò che la interessa sopra ogni cosa: questo l'ha spinta a vivere due mesi con i partigiani sud-vietnamiti (i « vietcong ») che nella giungla resistono, sfruttando tutti i mezzi possibili, al tanto più potentemente armato esercito d'invasione americano
trad. di Carlo Rossi Fantonetti tela edit., manca sovrac., firma di appartenenza
(Milano), Forum Editoriale, (1969), in-8, cartone editoriale, pp. 171. “Il romanzo più amato nel Vietnam del Nord”.
2010LFA-126738959Un ouvrage de 230 pages, format 140 x 205 mm, illustré, broché, publié en 2010, Glyphe, bon état
Paris, Bernard Grasset, 1967, in-8, br. editoriale, pp. III, 263, (3). Con 3 cartine in b.n.
Brugge, Tabor 1985, 165pp., X22868
X22868, Brugge, Tabor 1985, 165pp., X22868
Broch?. 247 pages. Passages soulign?s.
Broch?. 84 pages.
199954032ABVirginia Brassey's 1999. gr.-8° XI, 227 S., Abb. Pp., Deck.-Ill. Sehr guter Zust., sauber erhalten.
199292319Paris, Presses de la cite, 1992. 239 S. Gr.-8° Groß-Oktav, Softcover/Paperback
br. Da quando l'Oriente è diventato la discarica degli orrori dell'Occidente, il "viaggiatore incantato" può trovarsi a scoprire templi maestosi, divorati dalla vegetazione, all'interno di una corona protettiva di zone minate. Così accade ancor oggi, vent'anni dopo il conflitto in Vietnam, quindici dopo il genocidio in Cambogia, mentre l'Indocina si riapre agli stranieri e ai consumi e mostra le atroci rovine economiche e culturali delle guerre ideologiche più violente e più vane del nostro secolo. L'occhio e la penna di Arbasino ci trasmettono lo stupore provato di fronte al sorriso del Buddha affiorante da antiche pietre, come di fronte ai migliaia di teschi umani ordinati su scaffalature nel monumento-ossario dedicato alle vittime cambogiane del 1975-1979.
ril. "Saigon e così sia", dal titolo di un famoso articolo di Oriana Fallaci pubblicato da "L'Europeo" nel maggio 1975, raccoglie per la prima volta in volume i reportage dal Vietnam del Nord e dalla Cambogia (1969-1970), alcune celebri interviste ai protagonisti di quel conflitto e lo straordinario resoconto della caduta di Saigon. Come scrive Ferruccio de Bortoli nella Prefazione, "è l'ideale continuazione di "Niente e così sia", un diario preciso, un racconto fedele. Che comincia con una delusione, cocente. Con la sensazione, dolorosa (quando Oriana sbarca ad Hanoi), che quel Paese avvolto in 'un silenzio disumano' fosse molto diverso dall'immagine eroica e antimperialista che ne aveva gran parte dell'Occidente, e che aveva sedotto anche lei". Quest'opera molto attesa, alla cui preparazione la Fallaci aveva messo mano più volte, ancora nei mesi precedenti la sua scomparsa, completa l'eccezionale testimonianza della guerra nel Sud-Est asiatico. È il governo comunista di Ho Chi Minh a invitare Oriana, nel 1969, dopo i reportage dal Vietnam del Sud pubblicati da "L'Europeo" e tradotti nel mondo intero. La Fallaci incontra il generale Giap, parla con le giovani donne impegnate nella difesa antiaerea, intervista due prigionieri americani. Così come nel Sud aveva condannato la politica estera della Casa Bianca, qui sarà la prima a esprimere posizioni critiche su un regime immobile, cupo, "chiuso a chiave in muraglia ideologica".