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1867GITc125paris Dentu 1867. Grand in-8 II 383pp. Demi basane verte, dos lisse orné de filets dorés gras en place des nerfs, reliure de l'époque. Orné de 4 belles planches hors texte dont le portrait en frontispice d'Ismaël Pacha, 1 grand plan dépliant de mouvements douaniers. Bel exemplaire frais et bien relié, complet de toutes ses planches.
197013610EDITIONS DE LA REVUE MODERNE 1970 102 pages in12. 1970. broché. 102 pages. Ouvrage ésotérique d'Edmond Panet publié en 1970 par les Éditions de la Revue Moderne explorant la symbolique et les mystères de l'étoile Canopus dans le contexte méditerranéen. Tiré à 500 exemplaires numérotés
New English Paperback. Large roy. 8vo. (25 x 17 cm). In English. 75 p., color and b/w ills. The Mediterranean Cystoseira (with photographs).
187037921870. Paris P. Brunet libraire-éditeur 1870 - Broché 12 cm x 19 cm 229 pages + 2 carte - extrait du catalogue de la librairie P. Brunet (16 pages) - Texte de Elie Sorin - Il manque le plan panoramique en couleurs - Bon état
(24X17 cm); 32, pp. Brossura editoriale con titoli al piatto anteriore. Ottimo stato di conservazione. Numerose illustrazioni a colori dell'artista. Aligi Sassu (Milano, 17 luglio 1912 - Pollença, 17 luglio 2000) un pittore e scultore italiano. Aligi Sassu nacque a Milano, in Lombardia, da Lina Pedretti, originaria di Parma, e Antonio Sassu, sardo, che nel 1894 era stato uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano a Sassari e che nel 1896 si era trasferito a Milano. Il padre, legato da una forte amicizia a Carlo Carrà, lo condusse nel 1919, a soli sette anni, all'Esposizione Nazionale Futurista presso la Galleria Moretti di Palazzo Cova, che vedeva riuniti i più grandi futuristi e le giovani leve. All'inizio del 1921 la famiglia Sassu si ritrasferì in Sardegna, a Thiesi in provincia di Sassari, dove Antonio aprì un negozio. Lì Aligi frequentò la scuola elementare e conobbe per la prima volta i cavalli, che diventeranno poi il suo marchio, ed i colori accesi della Sardegna che permeeranno la sua pittura. Dopo una permanenza di tre anni, la famiglia ritornò a Milano e qui Aligi mostrò ancor più il suo interesse per la lettura e l'arte futurista. Nel 1925, con la famiglia ormai in ristrettezze economiche, fu costretto a lasciare la scuola. In un primo tempo svolse il lavoro di apprendista presso la Pressa, un'officina litografica; l'anno successivo quello di aiutante di un decoratore murale; al contempo, frequentando i corsi serali, riuscì poi a concludere gli studi. Insieme all'amico e designer futurista Bruno Munari, si presentò a Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo. Questo incontro fu proficuo: nel 1928 fu invitato da Marinetti a partecipare con le sue opere alla Biennale di Venezia. Poco tempo dopo, insieme a Bruno Munari, definì il Manifesto della Pittura "Dinamismo e riforma muscolare" (che rimarrà inedito fino al 1977), assumendo come presupposto di base la rappresentazione di forme dinamiche anti-naturalistiche. In quegli anni, grazie alle amicizie del padre, poté conoscere bene le opere di Boccioni e Carlo Carrà, di Gaetano Previati, Giandante X (così era noto Dante Persico) e Giuseppe Gorgerino, e a loro si ispirò talvolta nei suoi dipinti.<BR>Studiò Picasso, Diego Velázquez ed il nudo plastico. Di questo periodo è L'Ultima cena, il dipinto che sintetizza l'arte di Aligi Sassu e, negli abiti moderni dei personaggi e l'ambientazione urbana, preannuncia quello che sarà il suo stile futuro. Negli anni fra il 1927 e il 1929 dipinse in maggioranza quadri di piccole dimensioni, aventi spesso come soggetto lo sport, le industrie e le macchine; nascono così i Ciclisti, I minatori, L'operaio, Pugilatori e gli Uomini rossi. Con Giacomo Manzù, Nino Strada, Candido Grassi, Giuseppe Occhetti, Gino Pancheri, nel 1930 riuscì ad allestire a Milano la sua prima mostra importante, recensita anche da Carlo Carrà. Nel 1934 soggiornò per un periodo di tre mesi a Parigi[2] (in rue Elisée des Beaux Artes) studiando a fondo le opere di Matisse, Théodore Géricault, Delacroix, Cezanne ed i dipinti dei pittori dell'Ottocento esposti al Louvre. In particolare, l'influenza di Delacroix e delle sue battaglie è chiaramente riscontrabile nei dipinti di Sassu. Ritornerà a Parigi l'anno successivo e poi agli inizi del 1936. Nel 1935 formò il Gruppo Rosso con Nino Franchina, Vittorio Della Porta ed altri. Del 1936 è Il Caffè, uno dei suoi quadri più celebri che rappresenta la Coupole di Parigi, così pure I Concilii, visione satirica del clero di Roma. Nel frattempo il suo impegno politico aumentò e, quando in Spagna scoppiò la Guerra civile, diventò un attivo antifascista. Antifranchista e simpatizzante dei partigiani spagnoli, dipinse la Fucilazione nelle Asturie. Accusato di complotto, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli a Roma, attraversò un periodo piuttosto problematico alla fine del quale riprese la pittura. Sono di questo periodo i disegni con soggetti mitologici e i ritratti dei carcerati. Fu graziato nel luglio del 1938, rimanendo però un sorvegliato speciale. Solo nel 1941 poté esporre nuovamente: per la prima volta compaiono in pubblico gli Uomini rossi. L'esposizione avvenne nella "Bottega di Corrente". Pur partecipando da tempo in modo attivo a Corrente[3], il periodico di opposizione culturale al regime, Sassu preferì optare per una "personale", non aderendo alle mostre collettive degli artisti del tempo. Nel 1943 illustrò i "Promessi sposi" del Manzoni con cinquantotto acquerelli[4]. Presenterà queste tavole successivamente, nel 1983, nella casa Manzoni a Milano. Nel 1947, trasferitosi in provincia di Varese, lavorò alacremente dipingendo in particolare Caffè, reminiscenze di Parigi, e soggetti sacri. Poco tempo dopo si dedicò alla ceramica producendo circa un centinaio di pezzi. Ritornato in Sardegna nel 1950, trasse ispirazione dai paesaggi che lo circondavano e dipinse scene della vita contadina e marinaresca, quali le Tonnare; studiò i murales e i muralisti Diego Rivera e José Clemente Orozco, e poi Vincent Van Gogh e Piero della Francesca. Notevole è di quel periodo La miniera, l'affresco nella foresteria delle miniere di Monteponi (Iglesias) e non solo per le dimensioni, m 3.50 per 12. Con Mazzotti e Fabbri, nel 1954, a Vallauris incontrò per la prima volta Picasso. Due anni dopo, in un nuovo incontro a La Californie, Picasso gli mostrerà le sculture che esporrà successivamente al Museo di Antibes. Lo stesso anno espose alla Biennale di Venezia fra le altre opere I martiri di Piazzale Loreto, che Giulio Carlo Argan acquistò per la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea. Ad Albissola Capo dipinse il ciclo delle Cronache di Albisola, ben rappresentando la vita artistica della cittadina che vedeva allora riuniti ceramisti, poeti, scrittori, critici, e di cui Aligi Sassu era protagonista insieme a Lucio Fontana, a Salvatore Fancello e altri artisti. L'opera, eseguita su commissione del proprietario nella Trattoria Pescetto, occupava un'intera parete di trentacinque metri e, quando 14 anni dopo il locale fu chiuso, venne completamente smembrata. Oggi ne restano solo poche immagini fotografiche. Dieci anni dopo iniziò il suo periodo spagnolo (nel 1963 alle isole Baleari), con le Tauromachie, presentate dal poeta spagnolo Rafael Alberti, i personaggi mitologici, le sue sperimentazioni sugli acrilici e sui colori sempre più accesi (il rosso sarà ancora più presente nella sua pittura). Nel 1965 suoi disegni e sculture vengono esposti alla Galleria Civica di Monza; sarà poi la volta di una mostra antologica a Bucarest e, successivamente, alla Galleria d'Arte Moderna di Cagliari (dove, nel 1967, era presente anche Foiso Fois). È dello stesso anno il suo trasferimento a Monticello Brianza, durante il quale eseguirà soprattutto murales. Al 1968 appartengono vari dipinti di grandi dimensioni, fra i quali il Che Guevara, donato al Museo de L'Avana. Nel 1969, alla Biennale, gli viene attribuito il 1º premio del muro dipinto. Viaggiando fra Maiorca e l'Italia collaborò nel 1973 ai Vespri siciliani per la riapertura del Teatro Regio di Torino. Al Vaticano gli venne dedicata una sala nella Galleria dell'Arte moderna.Tre anni dopo realizzò due mosaici per la parrocchia di Sant'Andrea a Pescara e l'anno successivo espose le sue opere nelle città di Rotterdam, Toronto e Maiorca.<BR>È del 1984 una prima mostra antologica a Ferrara, al Palazzo dei Diamanti, e poi a Roma a Castel Sant'Angelo, a cui seguì quella di Milano, al Palazzo Reale. Successivamente vennero allestite mostre a Siviglia, in Germania, a Madrid, a Toronto, Montreal e Ottawa. Nel 1986 espone a Palma di Maiorca, alla XI Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano e alla Casa del Mantegna a Mantova e Monaco di Baviera, nello stesso anno completa le centotredici tavole sulla Divina Commedia. Nel 1992 partecipa in Sud America al progetto espositivo Arte Italiana nel mondo esponendo a San Paolo, Bogotà e Buenos Aires. A Bruxelles, nella nuova sede del Parlamento europeo, nel 1993 completò il murale in ceramica I Miti del Mediterraneo, che occupa 150 metri quadrati. Sono invece del 1994 le incisioni Manuscriptum per la mostra itinerante in Svezia "I ponti di Leonardo". È dell'anno successivo l'esposizione alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e del 1999 la mostra antologica a Palazzo Strozzi a Firenze. Nel 1996 donò 356 opere, realizzate a partire dal 1927, alla città di Lugano: si ha così la nascita della Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares che da allora ha allestito mostre tematiche con i suoi lavori. Il 25 giugno 1999 nasce la Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares a Maiorca per volontà dei coniugi Sassu. Il 31 marzo del 2000 viene costituita a Besana in Brianza l'Associazione Culturale onlus Amici dell'Arte di Aligi Sassu. Morì a Pollença il 17 luglio 2000, all'età di 88 anni, proprio il giorno del suo compleanno. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.<BR>
Sperling & Kupfer 1950. 8°:pp.804n. bross.origin. con sopracopertina sciupata.
A Monsieur E. Devot, enseigne de vaisseau - Nelle tavole vedute di Oran, Marsiglia, Genova, Aiaccio, Cagliari, Palermo, Atene, Rodesia, Smirne, Alessandria, Trpoli, Tunisi, Algeria, Tangeri, Algesira e Gibilterra, Bacellona - Le tavole a colori illustrano i costumi di: Adana, Tunisia, Marocco, Majorca 1 25,5x16 cm., legatura in mezza pelle, piatti in tela, 4 nervi, ricchi fregi e titoli in oro al dorso, tagli in oro, 20 stupende tavole di diverse localit?, fuori testo, di cui 4 a colori di costumi, solo la prima, in antiporta, ? protetta da velina, piccola incisione in frontespizio, prima edizione, in lingua francese, lievi fioriture ma bell'esemplare
New English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Spanish. 64 p. B/w ills. La fama de Khayr-Ed-Din Barbarroja en el renacimiento: Retratos literarios Y artísticos. OTTOMANIA Barbaros Hayreddin Naval history Military history Navigation Mediterranean Aegean Cibraltar Pirate Literature History of art.
9791Monaco, Editions du Rocher, 1957. In-12 broché, 351 p. Illustrations h.-t. Bon état.
COME NUOVO, MAI SFOGLIATO. PICCOLE PIEGHETTE TRA I TAGLI. La civiltà cartaginese, maturata sulla base dei contatti a lungo raggio con i popoli dell'occidente e dei legami mai disciolti con la madrepatria fenicia, è qui esaminata alla luce della straordinaria capacità che rivelò nell'operare una sintesi di elementi culturali eterogenei, che recentissime scoperte svelano in piena luce. Informazioni bibliografiche Titolo: Cartagine: un impero sul Mediterraneo Autore: Enrico Acquaro Editore: La Spezia: Club del libro f.lli Melita, 1978 Collana: Archeologia Lunghezza: 214 p., [16] c. di tav. : ill. ; 22 cm Soggetti: STORIA DELL'ANTICO NORD-AFRICA, FINO AL 640 CA., Cartagine, Storia antica, Archeologia, Religione, Istituzioni, Africa, Artigianato, Cultura, Sicilia, Sardegna, Insediamenti, Colonie, Fenici, Espansione mediterranea, Spagna , Scavi archeologici, Reperti, Antiche civiltà, Mediterraneo, HISTORY OF THE ANCIENT NORTH AFRICA, UP TO 640 CA., Carthage, Ancient History, Archeology, Religion, Institutions, Africa, Craft, Culture, Sicily, Sardinia, Settlements, Colonies, Phoenicians, Mediterranean expansion, Spain, Archaeological excavations, Finds , Ancient Civilizations, Mediterranean, Lebanon, Libano Parole e frasi comuni Africa africana antica archeologica artigianale assira Astarte attestazione autonomia Baal Hammon barcide Biblo bronzo Cadice Cartagine cartaginese centro ceramica città fenicie civiltà colonie commerciale controllo cronologia culto cultura culturale d'importazione databili dati decorazione isola diretta divinità documentazione economica egittizzanti egiziani elementi ellenistica epoca Eshmun Etruschi fase fenicia fenicia punica fenicio-punica fondazione Foto CNR funerari greca Guraya iberiche Ibiza iconografie indigene insediamento interesse ipogeiche iv secolo a.C. Kerkouane Lixus locale Magonidi materiale Mediterraneo Melqart Monte Sinai Mozia necropoli notevole occidentale Occidente orientale politica popolo presenza punica produzione regione reperti rinvenimento romana ruolo santuario sarcofago Sardegna scarabei scavi secolo a.C. Selinunte siceliota Sicilia Sidone Solunto soluzioni stele storica strati strutture sufeti Sulcis tale Tanit terracotta territorio testimonianze tharrense Tharros tipologia Tiro tofet tombe Toscanos tradizione Ugarit uova di struzzo
Fine English Denizde II. Dünya Harbi Akdeniz harekati, Erdogan Dumen, Deniz basimevi, Ist.,1990. Paperback. Pbo. Fine. Large 8vo. (24 x 17 cm). [viii], 285 p. The Mediterranean naval attack in the World War II. In Turkish.
2000LITTMEDIT22220822Paris, Gallimard, "Poésie", 2000, 10,9 x 17,8, 958 pages sous couverture souple illustrée. Edition d'Elsa Errera. Préface d'Yves Bonnefoy.
1992117108CNRS Monographie du CRA 1992 CNRS Editions, Centre de Recherches Archéologiques, Monographie du CRA 8, 1992, 355 p., broché, environ 28x22cm. Dos insolé et légèrement aplati vers le premier plat, coins des plats un peu cornés, un petit ex-libris sur le haut de la page de garde. Bon état pour le reste et intérieur bien propre.
27837N° 11-12 - Octobre 2002 - Revue trimestrielle illustrée - Editions Chèvre-feuille étoilée - broché - 414 pages
27838N° 15-16 - Octobre 2003 - Revue trimestrielle illustrée - Editions Chèvre-feuille étoilée - broché - 441 pages
1885GITk574Paris Dentu 1885. In-12 3 feuillets non chiffrés (faux-titre, dédicace, titre) VIII 430pp. Demi chagrin bleu nuit à coins signés, dos à nerfs rehaussés d'un filet perlé, orné de jolies fleurettes dorées, reliure de l'époque. Orné de 8 illustrations hors texte par Regamey et Giraldon y compris le frontispice. Accroc sur la coiffe supérieure, petite perforation au centre de 5 feuillets occasionnant une infime perte de texte.
Un volume (19 cm) di 301 pagine. Firma di possesso alla pagina bianca. Brossura editoriale con xilografia e titolo al piatto. Ottime condizioni.
21658Robaudy Cannes 1951, gd.IN12 toile,267p, belle couverture illustree de Michelis, planches de poissons H.T ouvrage peu courant
(Codice AK/0003) In 8° (20,7 cm) 264 pp., 97 foto, 33 disegni e 2 carte. Prima edizione. Cartone editoriale, sovraccoperta. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Mm 240x285 Catalogo della mostra di Genova, 5 novembre - 12 dicembre 2004. Brossura editoriale con bandelle, XXVI-292 pagine, numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1997vh3266Edisud, Editions Toubkal, Alif Histoire Broché 1997 In-12 (11 x 19 cm), broché, 157 pages ; pliure au dos, bord latéral des plats et dos insolés, plats et bordure des plats frottés, rousseurs aux tranches, par ailleurs intérieur frais, état moyen Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
AMA-1007Clermont-Ferrand, Université Blaise Pascal, 1995. In 8°, broché. 285 pp., [3 ff.].
31664P., Flammarion (Collection "Hier et Aujourd'hui"), 1936, in 8° broché, 127 pages ; couverture illustrée.
1994xs2793Editions de la Maison des Sciences de l'Homme Documents d'archéologie française Dos carré collé 1994 In-4 (21 x 29,5 cm), dos carré collé, 339 pages ; tampon sur la première garde, par ailleurs très bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.