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22 cm, br. edit; pp. 85
Monaco, 1976, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 171/173. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Monaco, 1976, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 225/226. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Il volume è stato stampato in 3000 copie nel gennaio 2001 in occasione della mostra dallo stesso titolo tenutasi ai Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli, a Roma. Copertina in buone condizioni, leggermente stanca agli angoli. Dorso leggermente stanco alla cima. Pagine ben salde alla cerniera, con ampio margine. Numero pagine 127. USATO
br. "In un'ottica apertamente meridionalista, Abulafia rovescia completamente la prospettiva con la quale si guarda solitamente alla storia dell'Italia e della Spagna negli ultimi secoli del Medioevo." (Jean-Claude Maire Viguer) David Abulafia, uno dei maggiori studiosi dell'Italia medievale, insegna Storia del Mediterraneo all'Università di Cambridge, dove è preside della Facoltà di Storia. Tra le sue numerose opere, in traduzione italiana "Le due Italie" (Napoli 1991) e "Federico II. Un imperatore medievale" (Torino 1993).
Mm 170x240 Brossura editoriale, 213 pagine con numerose illustrazioni in nero nel testo. Libro in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALL'ORDINE.
Mm 170x240 Brossura editoriale di pp. 172 con una carta ripiegata in fine, sporadiche sottolineature a matita. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
(Milano), Gruppo Edit. Fabbri, (1982), in-8, cartone edit., pp. 95. Con ill. a col.
in-12, 150 p., carte, broché, couv. ill. Dessins de L. HAFFNER. [HI-2/2] Très bel exemplaire. [HI-2/2]
Paris, Calmann Lèvy, 1885, in-16, leg. moderna in mezza tela, titolo in oro al dorso, piatti in carta marmorizzata, pp. 313, [3]. Nice, Montecarlo, Le Principauté de Monaco, Cannes, Menton, Cap Martin. Esemplare privo dell pp. 53-54. Qualche altra mancanza minore (ai margini bianchi). Rare note a matita.
bross. edit. con acetato protettivo, firme di appartenenza, ritagli di giornale incollati all'occhietto e al controfrontespizio, rare sottolineature a penna rossa
Verona, 1983, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 631/640 con una figura e 3 tavole illustrate. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
London, Routledge & Kegan Paul, 1965, in-8, tela edit., sovraccoperta, pp. 123.
Verona, 1956, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 321/336 con 5 figure. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
IN-8°, PP. 190 (2), TAVV. B.N. N.T., BROSS. EDIT., COP. ILL. COL. (LIEVISSIME TRACCE D'USO), LEGGERE BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, EX LIBRIS IN SECONDA DI COP., OTTIMO STATO (F), (STRUMENTI PER UNA NUOVA CULTURA. GUIDE E MANUALI, 7). PT7A 116
Paris, Editions de "La Nouvelle Revue", 1934, in-8, br., pp. 22. Estratto con invio autografo dell'autore: "A la Gloire de la Méditerranée, berceau de la culture latine... A la Gloire de la culture latine qui est le phare radieux de l'humanité".
(Milano), SugarCo Edizioni, (1978), in-8, br., pp. 228, (3). Con bibliografia.
Attraversare il Mediterraneo per cercare la salvezza: questo è un fatto, un dato, un macrofenomeno che merita ermeneutiche all'altezza dell'umanità che vi è implicata. In quelle navigazioni, in quelle speranze, in quegli approdi difficili, sofferti e spesso tragici, vengono messe in questione le identità sia di chi sta da un lato delle coste mediterranee, e fugge, sia di chi sta dall'altro, e diventa meta e fine della migrazione. Vi sono, ovviamente, problemi di ordine pubblico, di ordine sanitario, di ordine logistico, ma tutto questo, di per sé importante, rischia di occupare ideologicamente tutto il campo del nostro sguardo e di renderci ciechi. Leggere il "dato" addirittura come "invasione" invece che come "trasmigrazione" è già, per principio, applicare un'ermeneutica di comodo, anaffettiva, cinica, disumana. In queste pagine si tenta di motivare una lettura diversa, capace di interpretare le migrazioni attraverso il Mediterraneo come frontiera di una nuova convivenza umana. Curatori: M. Naro.
br. Fernand Braudel, con la collaborazione di un altro insigne storico, Georges Duby, e noti studiosi di varie discipline come Roger Amaldez, Maurice Aymard, Filippo Coarelli, Jean Gaudemet, Piergiorgio Solinas, ha realizzato questo grandioso affresco del Mediterraneo. Come scrive nell'Introduzione: "Quel che abbiamo voluto tentare è un incontro costante di passato e presente, l'ininterrotto trascorrere dall'uno all'altro, un concertato senza fine liberamente eseguito a due voci. Se tale dialogo, con i suoi problemi che si riecheggiano reciprocamente, anima la sua opera, potremo dire di aver conseguito lo scopo. La storia non è altro che una continua serie di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosità - nonché delle inquietudini e delle angosce - del presente che ci circonda e ci assedia. Più di ogni altro universo umano ne è prova il Mediterraneo, che ancora si racconta e si rivive senza posa. Per gusto, certo, ma anche per necessità. Essere stati è una condizione per essere."
brossura Come e perché interrompere e riorientare la nostra comprensione del Mediterraneo, delle sue storie e culture? Prodotte nel tempo e nello spazio, le geografie e le storie non sono mai neutrali, ma sempre il risultato di imposizioni e contestazioni; sono, in ultima analisi, elaborate e praticate da coloro che hanno il potere di imporre le proprie mappe e cronologie. Ragionando in termini dell'impatto storico e culturale della configurazione mobile, migratoria e mutevole del Mediterraneo, le prospettive proposte in questo volume cercano deliberatamente di smontare e disfare l'autorità dell'archivio attuale. Al suo posto si propone un insieme di considerazioni interdisciplinari e transculturali che permetta a un altro Mediterraneo - subalterno, rimosso e negato - di emergere, per interrogare e interrompere la narrazione abituale.
br. Ci piacciono soprattutto le isole. Tutte le isole, in realtà, ma soprattutto le isole del Mediterraneo. E tra di esse le più minuscole, a volte poco più che scogli, che gli uomini non abitano o hanno deciso di non abitare più. Del mare che più di tutti è civiltà di città sono l'immagine capovolta, l'eccezione che conferma la regola. Eppure, sorpresa, è come per i banchi di pesce, più abbondanti dove meno ci si aspetta. Proprio qui si nascondono i più popolosi banchi di storie. Qui dove ciò che è stato può contare sulla nostra distrazione. Abbiamo gettato la rete e tirato su. Quanto è bastato per un nostro portolano di storie e parole. Seduti al solito bar, una birra e una chiacchiera, prima che i venti gonfino ancora le vele.
br. Attraversare il Mediterraneo per cercare la salvezza: questo è un fatto, un dato, un macrofenomeno che merita ermeneutiche all'altezza dell'umanità che vi è implicata. In quelle navigazioni, in quelle speranze, in quegli approdi difficili, sofferti e spesso tragici, vengono messe in questione le identità sia di chi sta da un lato delle coste mediterranee, e fugge, sia di chi sta dall'altro, e diventa meta e fine della migrazione. Vi sono, ovviamente, problemi di ordine pubblico, di ordine sanitario, di ordine logistico, ma tutto questo, di per sé importante, rischia di occupare ideologicamente tutto il campo del nostro sguardo e di renderci ciechi. Leggere il "dato" addirittura come "invasione" invece che come "trasmigrazione" è già, per principio, applicare un'ermeneutica di comodo, anaffettiva, cinica, disumana. In queste pagine si tenta di motivare una lettura diversa, capace di interpretare le migrazioni attraverso il Mediterraneo come frontiera di una nuova convivenza umana.
br. Lo studio della storia delle religioni rappresenta un ambito specialistico ma, poiché la religione rientra nel novero delle forze che hanno plasmato i grandi orizzonti culturali, è notevolmente importante. Il breve saggio di Franz Altheim, pubblicato per la prima volta nel 1957, si occupa appunto di storia delle religioni, e in particolare di storia delle religioni tardoantiche. L'argomento su cui verte il lavoro del professore tedesco è il culto del dio Sole nel bacino del Mediterraneo attraverso i secoli. Il percorso geografico e storico di questa divinità inizia dal mondo arabo e lentamente influenzerà la religione romana, già di per sé costituita da un'unione di elementi allogeni (divinità greche ed etrusche), sovrapponendosi a quello di Mithra, di derivazione indo-iranica. Testimonianze di questa religione solare sono rintracciabili nelle "Etiopiche" di Eliodoro e nei testi del filosofo neoplatonico Porfirio. L'intricato percorso del dio Sole, nell'accurata e dotta esposizione di Altheim, si conclude con gli imperatori Aureliano, che si proclamava vicario terreno del Sole, e Costantino, spesso assimilato all'astro nascente.
grand in-8°, 63 pages, nombreuses photographies et cartes, broche, couv. Bel exemplaire. [ARCH]