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COME NUOVO. DEDICA DELL'AUTORE IN ANTIPORTA. Informazioni bibliografiche Livello bibliografico: Monografia Autore: Daniele, Nunzio Titolo: Civiltà mediterranea: frammenti di storia etrusco-greco-romana Pubblicazione: Paestum (SA): senza casa editrice, 2001 Descrizione fisica: 200 pagine; 21 cm Soggetti: Mediterraneo, Civiltà, Storia antica, Impero Romano d'Occidente, Oriente, Bisanzio, Civiltà Bizantina, Archeologia, Polis, Grecia, Etruschi, Italia, Elea, Filosofia, Asia Minore, Campania, Napoli, Pericle, Virgilio, Roma, Cristianesimo, Alessandro Magno, Felix, Cartagine, Pirro, Storia Romana, Cesare, Odoacre, Germani, Crollo, Pax Augustea, Repubblica, Senato, Poseidonia, Ancient History, Scavi archeologici
Mm 290x320 Volume cartonato rigido di pagine 207, ricco apparato iconografico a colori, sovraccoperta figurata Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
19941265011994 N° 17 - Janvier-juin 1994 - Revue publiée avec le concours du Centre d'étude d'études et de recherches internationales, Fondation nationale des sciences politiques et du centre national du livre - In-8,broché, couverture illustrée - 352 pages - Quelques photographie et illustrations en N&B in et hors-texte
1980141621980 cartonné éditeur in-octavo carré sous jaquette illustrée en couleurs - à rabats imprimés et illustrés - (editor hard-back with dustjacket illustrated in colours in-octavo), toutes tranches lisses - rousseurs (all smooth edges - redness marks), pages de garde blanches (white endpapers), illustrations hors-texte (illustrations full page engraving), 317 pages, 1980 à Paris Editions France-Empire,
(24X17 cm); 32, pp. Brossura editoriale con titoli al piatto anteriore. Ottimo stato di conservazione. Numerose illustrazioni a colori dell'artista. Aligi Sassu (Milano, 17 luglio 1912 - Pollença, 17 luglio 2000) un pittore e scultore italiano. Aligi Sassu nacque a Milano, in Lombardia, da Lina Pedretti, originaria di Parma, e Antonio Sassu, sardo, che nel 1894 era stato uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano a Sassari e che nel 1896 si era trasferito a Milano. Il padre, legato da una forte amicizia a Carlo Carrà, lo condusse nel 1919, a soli sette anni, all'Esposizione Nazionale Futurista presso la Galleria Moretti di Palazzo Cova, che vedeva riuniti i più grandi futuristi e le giovani leve. All'inizio del 1921 la famiglia Sassu si ritrasferì in Sardegna, a Thiesi in provincia di Sassari, dove Antonio aprì un negozio. Lì Aligi frequentò la scuola elementare e conobbe per la prima volta i cavalli, che diventeranno poi il suo marchio, ed i colori accesi della Sardegna che permeeranno la sua pittura. Dopo una permanenza di tre anni, la famiglia ritornò a Milano e qui Aligi mostrò ancor più il suo interesse per la lettura e l'arte futurista. Nel 1925, con la famiglia ormai in ristrettezze economiche, fu costretto a lasciare la scuola. In un primo tempo svolse il lavoro di apprendista presso la Pressa, un'officina litografica; l'anno successivo quello di aiutante di un decoratore murale; al contempo, frequentando i corsi serali, riuscì poi a concludere gli studi. Insieme all'amico e designer futurista Bruno Munari, si presentò a Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo. Questo incontro fu proficuo: nel 1928 fu invitato da Marinetti a partecipare con le sue opere alla Biennale di Venezia. Poco tempo dopo, insieme a Bruno Munari, definì il Manifesto della Pittura "Dinamismo e riforma muscolare" (che rimarrà inedito fino al 1977), assumendo come presupposto di base la rappresentazione di forme dinamiche anti-naturalistiche. In quegli anni, grazie alle amicizie del padre, poté conoscere bene le opere di Boccioni e Carlo Carrà, di Gaetano Previati, Giandante X (così era noto Dante Persico) e Giuseppe Gorgerino, e a loro si ispirò talvolta nei suoi dipinti.<BR>Studiò Picasso, Diego Velázquez ed il nudo plastico. Di questo periodo è L'Ultima cena, il dipinto che sintetizza l'arte di Aligi Sassu e, negli abiti moderni dei personaggi e l'ambientazione urbana, preannuncia quello che sarà il suo stile futuro. Negli anni fra il 1927 e il 1929 dipinse in maggioranza quadri di piccole dimensioni, aventi spesso come soggetto lo sport, le industrie e le macchine; nascono così i Ciclisti, I minatori, L'operaio, Pugilatori e gli Uomini rossi. Con Giacomo Manzù, Nino Strada, Candido Grassi, Giuseppe Occhetti, Gino Pancheri, nel 1930 riuscì ad allestire a Milano la sua prima mostra importante, recensita anche da Carlo Carrà. Nel 1934 soggiornò per un periodo di tre mesi a Parigi[2] (in rue Elisée des Beaux Artes) studiando a fondo le opere di Matisse, Théodore Géricault, Delacroix, Cezanne ed i dipinti dei pittori dell'Ottocento esposti al Louvre. In particolare, l'influenza di Delacroix e delle sue battaglie è chiaramente riscontrabile nei dipinti di Sassu. Ritornerà a Parigi l'anno successivo e poi agli inizi del 1936. Nel 1935 formò il Gruppo Rosso con Nino Franchina, Vittorio Della Porta ed altri. Del 1936 è Il Caffè, uno dei suoi quadri più celebri che rappresenta la Coupole di Parigi, così pure I Concilii, visione satirica del clero di Roma. Nel frattempo il suo impegno politico aumentò e, quando in Spagna scoppiò la Guerra civile, diventò un attivo antifascista. Antifranchista e simpatizzante dei partigiani spagnoli, dipinse la Fucilazione nelle Asturie. Accusato di complotto, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli a Roma, attraversò un periodo piuttosto problematico alla fine del quale riprese la pittura. Sono di questo periodo i disegni con soggetti mitologici e i ritratti dei carcerati. Fu graziato nel luglio del 1938, rimanendo però un sorvegliato speciale. Solo nel 1941 poté esporre nuovamente: per la prima volta compaiono in pubblico gli Uomini rossi. L'esposizione avvenne nella "Bottega di Corrente". Pur partecipando da tempo in modo attivo a Corrente[3], il periodico di opposizione culturale al regime, Sassu preferì optare per una "personale", non aderendo alle mostre collettive degli artisti del tempo. Nel 1943 illustrò i "Promessi sposi" del Manzoni con cinquantotto acquerelli[4]. Presenterà queste tavole successivamente, nel 1983, nella casa Manzoni a Milano. Nel 1947, trasferitosi in provincia di Varese, lavorò alacremente dipingendo in particolare Caffè, reminiscenze di Parigi, e soggetti sacri. Poco tempo dopo si dedicò alla ceramica producendo circa un centinaio di pezzi. Ritornato in Sardegna nel 1950, trasse ispirazione dai paesaggi che lo circondavano e dipinse scene della vita contadina e marinaresca, quali le Tonnare; studiò i murales e i muralisti Diego Rivera e José Clemente Orozco, e poi Vincent Van Gogh e Piero della Francesca. Notevole è di quel periodo La miniera, l'affresco nella foresteria delle miniere di Monteponi (Iglesias) e non solo per le dimensioni, m 3.50 per 12. Con Mazzotti e Fabbri, nel 1954, a Vallauris incontrò per la prima volta Picasso. Due anni dopo, in un nuovo incontro a La Californie, Picasso gli mostrerà le sculture che esporrà successivamente al Museo di Antibes. Lo stesso anno espose alla Biennale di Venezia fra le altre opere I martiri di Piazzale Loreto, che Giulio Carlo Argan acquistò per la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea. Ad Albissola Capo dipinse il ciclo delle Cronache di Albisola, ben rappresentando la vita artistica della cittadina che vedeva allora riuniti ceramisti, poeti, scrittori, critici, e di cui Aligi Sassu era protagonista insieme a Lucio Fontana, a Salvatore Fancello e altri artisti. L'opera, eseguita su commissione del proprietario nella Trattoria Pescetto, occupava un'intera parete di trentacinque metri e, quando 14 anni dopo il locale fu chiuso, venne completamente smembrata. Oggi ne restano solo poche immagini fotografiche. Dieci anni dopo iniziò il suo periodo spagnolo (nel 1963 alle isole Baleari), con le Tauromachie, presentate dal poeta spagnolo Rafael Alberti, i personaggi mitologici, le sue sperimentazioni sugli acrilici e sui colori sempre più accesi (il rosso sarà ancora più presente nella sua pittura). Nel 1965 suoi disegni e sculture vengono esposti alla Galleria Civica di Monza; sarà poi la volta di una mostra antologica a Bucarest e, successivamente, alla Galleria d'Arte Moderna di Cagliari (dove, nel 1967, era presente anche Foiso Fois). È dello stesso anno il suo trasferimento a Monticello Brianza, durante il quale eseguirà soprattutto murales. Al 1968 appartengono vari dipinti di grandi dimensioni, fra i quali il Che Guevara, donato al Museo de L'Avana. Nel 1969, alla Biennale, gli viene attribuito il 1º premio del muro dipinto. Viaggiando fra Maiorca e l'Italia collaborò nel 1973 ai Vespri siciliani per la riapertura del Teatro Regio di Torino. Al Vaticano gli venne dedicata una sala nella Galleria dell'Arte moderna.Tre anni dopo realizzò due mosaici per la parrocchia di Sant'Andrea a Pescara e l'anno successivo espose le sue opere nelle città di Rotterdam, Toronto e Maiorca.<BR>È del 1984 una prima mostra antologica a Ferrara, al Palazzo dei Diamanti, e poi a Roma a Castel Sant'Angelo, a cui seguì quella di Milano, al Palazzo Reale. Successivamente vennero allestite mostre a Siviglia, in Germania, a Madrid, a Toronto, Montreal e Ottawa. Nel 1986 espone a Palma di Maiorca, alla XI Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano e alla Casa del Mantegna a Mantova e Monaco di Baviera, nello stesso anno completa le centotredici tavole sulla Divina Commedia. Nel 1992 partecipa in Sud America al progetto espositivo Arte Italiana nel mondo esponendo a San Paolo, Bogotà e Buenos Aires. A Bruxelles, nella nuova sede del Parlamento europeo, nel 1993 completò il murale in ceramica I Miti del Mediterraneo, che occupa 150 metri quadrati. Sono invece del 1994 le incisioni Manuscriptum per la mostra itinerante in Svezia "I ponti di Leonardo". È dell'anno successivo l'esposizione alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e del 1999 la mostra antologica a Palazzo Strozzi a Firenze. Nel 1996 donò 356 opere, realizzate a partire dal 1927, alla città di Lugano: si ha così la nascita della Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares che da allora ha allestito mostre tematiche con i suoi lavori. Il 25 giugno 1999 nasce la Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares a Maiorca per volontà dei coniugi Sassu. Il 31 marzo del 2000 viene costituita a Besana in Brianza l'Associazione Culturale onlus Amici dell'Arte di Aligi Sassu. Morì a Pollença il 17 luglio 2000, all'età di 88 anni, proprio il giorno del suo compleanno. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.<BR>
<p>21 cm, brossura; pp. 533</p>
in-8°, 296 pp., biblio, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [CA29-30]
in-8°, 368 pages, cartes, notes, biblio, index, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [LA-1]
Traduzione: Mussey Barrows dal tedesco in inglese . Pagine: 636+XII . Illustrazioni: Disegni di Rafaello Busoni, mappe di Sthephen J. Voorhies . Formato: 8° . Rilegatura: Cartonato telato blu . Stato: Discreto . Caratteristiche: Firma d'appartenenza.Bruniture. Copertina sgualcita. . Note epoca: senza data
1 Vol. In-8 pag. 221. Legg. menda al dorso PROG 15241 CATT_ATT 54
New English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In French. 226 p. Contents: En guise d'introduction ou les Latins des îles de l'Archipel I LE TREMBLEMENT DE TERRE DE 1881 Relation du docteur Stiépovich sur la Catastrophe de Chio Lettre de la S?ur Mairet Lettre de la S?ur Morice Rapport de Z. Stéfanovich, président du Comité Général Central de Secours Rapport du major H. Trotter au Comité Général Central Statistique de la population de Chio 1881 II INDEX DES REGISTRES DES BAPTÊMES DE L'ÉGLISE CATHOLIQUE Index du Registre n° V des Baptêmes de Chio, 1707-1727 Index du Registre n° VII des Baptêmes de Chio, 1814-1988 III I Giustiniani di Chios, di Enrico Giustiniani.
br. Nelle acque e lungo le coste del Mediterraneo, soprattutto fra la sponda cristiana e quella musulmana, dal Cinque al Settecento imperversarono i corsari: non pirati né predoni, ma guerriglieri del mare che agivano con patenti statali. Erano in gran parte maghrebini insediati ad Algeri, Tunisi e Tripoli, ma anche l'impero ottomano aveva i suoi corsari. Le città da cui muovevano, le navi con cui operavano, le regole, le pratiche, i rituali, come veniva spartito il bottino, come era organizzato il commercio delle prede e degli schiavi: il libro descrive gli usi della guerra corsara e ne ripercorre le vicende principali, con uno sguardo alla poco conosciuta attività dei corsari europei (italiani, francesi, maltesi, spagnoli) contro gli stessi europei.
L'Italia, asse del Mare di Mezzo, può svolgere più di ogni altra nazione il ruolo di ponte strategico tra Europa, Africa e Asia, in presa diretta sui mercati dell'Estremo Oriente. Se molti investitori esteri stanno scommettendo sullo sviluppo dell'area mediterranea è perché hanno intuito che questo mercato costituito da 280 milioni di abitanti, in forte sviluppo demografico ed economico, una volta agganciato allo spazio europeo, potrebbe aggregare un terzo del PIL mondiale entro la metà del secolo. Il rapporto tra integrazione internazionale e crescita è stato oggetto di un numero crescente di studi negli ultimi decenni. L'attenzione degli economisti si è concentrata sull'argomento nel tentativo di stabilire quale sia il nesso che lega queste variabili. Il volume affronta questi argomenti in due parti: la prima con un approccio sostanzialmente teorico, la seconda focalizzandosi sull'area del Mediterraneo. Autori: Massimiliano Ferrara, Roberto Mavilia.
ill., ril. Questo libro raccoglie una parte degli interventi presentati al Convegno Internazionale Multiethnic cities in the mediterranean world. History, culture, patronage-La città multietnica nel mondo mediterraneo. Storia, cultura, patrimonio, organizzato dall'Associazione Italiana di Storia Urbana a Genova il 4-5 giugno 2018: un'iniziativa che si inseriva in una tradizione abbastanza consolidata per l'AISU, che da vari anni - nell'anno in cui tace il congresso internazionale che costituisce l'appuntamento di maggior richiamo per i membri dell'associazione - organizza a rotazione nelle proprie sedi un convegno su un tema di carattere monografico. Data la "vocazione mediterranea" della città di Genova e della sua università, ci è parso naturale incentrare il convegno del 2018 sul tema appunto delle città del Mediterraneo, e più in particolare su uno dei fattori che le hanno soprattutto contraddistinte nel corso della storia, ossia la loro dimensione multietnica.
1904GITe924Paris Bureau de la Compagnie 1904. In-12 broché couverture illustrée 68pp. Avec 10 illustrations dans le texte ou hors texte (bateaux), 12 cartes dont 1 en frontispice, nombreuses publicités illustrées. Pâles rousseurs en bordure de la couverture. exemplaire en bon état, intérieur frais et bien complet.
1993GITj875Paris Albin Michel 1993. In-8 broché 446pp. Pliures angulaires sur les plats de la couverture, tampon sec ex-libris sur la page de titre. (BAL)
14432VALLADOLID, 1946 - In-12 - Broché - 47 pages - très propre
VALLADOLID, 1946 - In-12 - Broché - 47 pages - très propre Joint carte de visite du Professeur Alejandro HERRERO RUBIO
26813plaquette illustrée vers 1900,bon etat
16790Lausanne La Guilde du Livre 1957 in 4 (28x22) 1 volume broché, sous couverture illustrée rempliée de l'éditeur, 92 pages, et table dépliante des photographies in fine. Photographies en noir et blanc de Henriette Grindat. Edition originale hors commerce, exemplaire numéroté. Très bel exemplaire
16399Paris Edition Albin Michel 1923 in 12 (20,5x14,5) 1 volume broché, VIII et 471 pages, avec 87 figures et 3 cartes dans le texte et 4 planches Hors-texte. (Bibliothèque de Synthèse Historique - L'évolution de l'humanité, N°9). Glotz G., Membre de l'Institut, Professeur à l'Uiversité de Paris. Bon exemplaire
1953130351953 Hachette 1953 Les guides blues Hachette 12 x 16 cm 391 pp. hard cover / dust jacket good ,jacquette illustrée effrangée,
Lemmi Enrica, Chieffalo Andrea Mediterraneo, primavera araba e turismo. Nuovi scenari di frammentazione territoriale. , Franco Angeli 2012, Piccola scritta a matita nel frontespizio. Libro complessivamente in ottimo stato. Molto buono (Very Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 240<br> 978-88-204-0848
198824634Flammarion, 1988. Grand volume cartonné illustré 27 x 23 cm, 192 pages renfermant de nombreuses photographies en couleurs de Gian Luigi Scarfiotti, traduction de Marina Gagliano. -850g.L. - Très bon état.
26298P., Grasset, 1939, in 12 relié demi-basane, dos à faux nerfs (passé), 255pp.