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ill., br. Da sempre il Mediterraneo - il "mare fra le terre" - è stato un crocevia di popoli, culture, lingue, religioni, che ne hanno fatto il cuore pulsante del Vecchio Mondo. A segnare la storia del "grande mare", il nome con cui era noto nella tradizione ebraica, non sono stati, secondo lo storico britannico David Abulafia, il clima, i venti o le correnti, ma gli uomini (navigatori, mercanti, missionari, condottieri, crociati, pellegrini, pirati), che, mettendo in contatto le regioni più remote di questo vasto bacino, lo hanno reso "forse il più dinamico luogo di interazione tra società diverse sulla faccia del pianeta". Anziché richiamarsi a un'astratta e statica "identità mediterranea", l'autore pone l'accento sul cambiamento di una regione che nel corso dei millenni ha visto sorgere e tramontare imperi e civiltà, è stata teatro di feroci battaglie per il monopolio politico e commerciale, e che infine, prima con la scoperta della rotta atlantica e poi con l'apertura del canale di Suez, ha perso sempre più importanza nelle relazioni e nei commerci internazionali, per trovare la sua nuova e insospettata vocazione nel turismo di massa e diventare, più recentemente, il complesso scenario di incessanti flussi migratori. Al centro di questa affascinante ricostruzione non ci sono soltanto gli eventi e i personaggi più importanti della storia economica, politica e militare, ma anche figure solo apparentemente di fondo.
Mm 160x245 Collana "Le scie" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 695 pagine. Opera in ottime condizioni, poco o nulla consultata. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. Questo saggio è il frutto di una ricerca che l'autore ha svolto negli ultimi dieci anni, conciliando la passione per le tradizioni con il lavoro di insegnante ITP presso gli istituti alberghieri di Stato. Attraverso i vari metodi di cottura le materie prime si trasformano in cibo e in manufatti culturali, simboli distintivi capaci di attribuire una specifica e precisa identità culturale. Per le comunità delle regioni del bacino del Mediterraneo la coltivazione cerealicola ha rivestito, e riveste ancora oggi, un ruolo fondamentale nell'identificazione di appartenenza alla propria cultura; le storie curiose raccolte nella prima parte di questo volume ne sono la dimostrazione tangibile. Nella seconda parte del lavoro l'autore ha voluto raccogliere alcune ricette "povere" per farle riscoprire ai lettori, ricette che hanno in comune l'utilizzazione come ingrediente base della semola o dei legumi, ingredienti che per secoli hanno sfamato intere generazioni, hanno aiutato quei lavoratori che affrontavano impavidi le fatiche del quotidiano per guadagnarsi quel tanto ambito "pezzo di pane".
Questo saggio è il frutto di una ricerca che l'autore ha svolto negli ultimi dieci anni, conciliando la passione per le tradizioni con il lavoro di insegnante ITP presso gli istituti alberghieri di Stato. Attraverso i vari metodi di cottura le materie prime si trasformano in cibo e in manufatti culturali, simboli distintivi capaci di attribuire una specifica e precisa identità culturale. Per le comunità delle regioni del bacino del Mediterraneo la coltivazione cerealicola ha rivestito, e riveste ancora oggi, un ruolo fondamentale nell'identificazione di appartenenza alla propria cultura; le storie curiose raccolte nella prima parte di questo volume ne sono la dimostrazione tangibile. Nella seconda parte del lavoro l'autore ha voluto raccogliere alcune ricette "povere" per farle riscoprire ai lettori, ricette che hanno in comune l'utilizzazione come ingrediente base della semola o dei legumi, ingredienti che per secoli hanno sfamato intere generazioni, hanno aiutato quei lavoratori che affrontavano impavidi le fatiche del quotidiano per guadagnarsi quel tanto ambito "pezzo di pane". Autori: Salvo Filangeri.
cm. 21,5 x 31,5, viii-326 pp. con 286 ill. n.t. Rilegato. Arte e archeologia - Studi e documenti 1935 gr. viii-326 p.
Volume brossurato in cartoncino semirigido, dalla copertina illustrata, leggermente annerita. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità seppia, come i tagli. Lingue presenti italiano e varie lingue arabe. Numero pagine 170. USATO
br. Fernand Braudel ha riconosciuto in quella islamica una delle grandi civiltà mediterranee, ma le ha attribuito un ruolo decisamente di secondo piano per ciò che concerne lo sviluppo marittimo ed economico medievale. Tutte le successive storie del Mediterraneo hanno quindi assegnato un posto subalterno ai marinai dell'Islam, generalmente considerati alla stregua di pirati. Il libro di Christophe Picard propone invece una visione radicalmente diversa. La prolifica produzione cronachistica degli Arabi e la documentazione archeologica portata alla luce negli ultimi anni, infatti, hanno permesso di rivalutare l'importanza dei musulmani nella storia medievale del Mediterraneo. Scopriamo così che califfi e giurisperiti non ignoravano lo spazio mediterraneo e che marinai, guerrieri e mercanti non cessarono di solcarlo, mentre veniva contemporaneamente descritto da geografi, cartografi ed enciclopedisti. Esso fu oggetto di un continuo interesse anche e soprattutto come terreno d'elezione del jihad dei califfi.
brossura «Mantenere il Mediterraneo al centro dell'attenzione. Ciò che ho cercato di fare qui è seguire le tracce dei principali destini politici delle terre del Mare di Mezzo, nella misura in cui la loro storia è stata influenzata dalla posizione geografica». Dagli Egizi alla Grande Guerra (dal momento che è stata questa, più che la seconda guerra mondiale, quella che ha, secondo l'autore, radicalmente cambiato tutto). Il signorile, garbato, curioso, spiritosissimo J.J. Norwich (1929-2018) è interessato soprattutto al racconto della storia, o addirittura a volte al racconto nella storia visto il gusto per il ritratto e l'episodio esemplare in cui gli piace intrattenere. Così quando il risvolto umano, i caratteri personali prendono il sopravvento (nel caso, per esempio, delle guerre carliste in Spagna o del Risorgimento italiano) la sua scrittura si esalta al massimo e trasmette brio e animazione autentici. I suoi libri, che spaziano dai Normanni di Sicilia (e i suoi due testi furono di fatto i primi a richiamare precisa attenzione verso quel fondamentale capitolo della storia universale) alla Repubblica di Venezia all'Impero bizantino, si accompagnavano all'amore del viaggiatore per i luoghi e alla concreta familiarità del diplomatico. E, pur nel grande successo, Norwich ha sempre dichiarato di non essere uno storico di professione né tantomeno un accademico. Ma non gli rende onore definirlo un divulgatore anche se a questa tradizione nobilissima della cultura britannica si lega. È un narratore della storia, e degli avvenimenti e dei contesti cattura qualcosa che non appartiene tanto all'informazione storica, quanto nella sostanza al piacere del testo: vale a dire, il colore. Senza, per questo, far cedere mai il sapere. Ne nasce un miscuglio elegante e sempre originale.
Mm 170x240 "LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica, agosto/2022" diretta da Lucio Caracciolo - Brossura originale, 304 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Copia pari al nuovo; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 215, (3), collana "L'identità italiana 48", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
br. Fernand Braudel, con la collaborazione di un altro insigne storico, Georges Duby, e noti studiosi di varie discipline come Roger Amaldez, Maurice Aymard, Filippo Coarelli, Jean Gaudemet, Piergiorgio Solinas, ha realizzato questo grandioso affresco del Mediterraneo. Come scrive nell'Introduzione: "Quel che abbiamo voluto tentare è un incontro costante di passato e presente, l'ininterrotto trascorrere dall'uno all'altro, un concertato senza fine liberamente eseguito a due voci. Se tale dialogo, con i suoi problemi che si riecheggiano reciprocamente, anima la sua opera, potremo dire di aver conseguito lo scopo. La storia non è altro che una continua serie di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosità - nonché delle inquietudini e delle angosce - del presente che ci circonda e ci assedia. Più di ogni altro universo umano ne è prova il Mediterraneo, che ancora si racconta e si rivive senza posa. Per gusto, certo, ma anche per necessità. Essere stati è una condizione per essere."
Sperling & Kupfer 1950. 8°:pp.804n. bross.origin. con sopracopertina sciupata.
Tre volumi , riccamente illustrati, con carte geografiche, tavv.in nero e a col.ft (23h).
Tre volumi , riccamente illustrati, con carte geografiche, tavv.in nero e a col.ft (23h).
br. L'obiettivo di quest'opera è illustrare la storia e l'evoluzione dei paesi e dei popoli che, dalla Grecia alla Penisola Iberica e dall'impero cartaginese alla Gallia, si affacciavano sulle rive del Mediterraneo dal III secolo a. C. al III secolo d.C. Un viaggio che mostra tutte le continuità, le correnti di scambio e gli influssi intercorsi tra quelli che sono in realtà due bacini di un unico mare di complessità culturali. La storiografia ha troppo spesso dissociato o peggio ancora omologato le diverse aree considerate da questo studio. Alla luce di una stimolante e nuova impostazione avanzata dagli autori, la storia del mondo ellenistico orientale risulta strettamente connessa con i primi sviluppi di Roma e con le trasformazioni del versante marino occidentale.
ill., br. La storia del Mediterraneo moderno e contemporaneo è piuttosto complessa, tributaria com'è del peso del passato, del capitalismo delle grandi potenze, dell'incremento demografico, degli squilibri economico-sociali, dei diffusi ritardi culturali. La seconda guerra mondiale ha smantellato gli antichi stati coloniali aprendo la porta all'indipendenza dei nuovi popoli; eppure, anche se sotto forme meno vistose e più subdole, la colonizzazione, il sottosviluppo e l'imperialismo sembrano perpetuare le antiche dipendenze.
In-8°, legat. in bross. e sov.c. ed., pp.477. Vecchia firma di appartenenza che attraversa il frontespizio e strappetti alla sopracopertina.
Roma, Politica Internazionale, 1939. In 8°pp. 560n. Con 6 Cartine e Una tav. f. t. più volte ripiegata con le indicazioni delle basi navali nel Mediterraneo nel 1939. Legat. mz. pelle.
Mm 145x230 Brossura editoriale di pp. 477, firma d'appartenenza all'occhiello, bruniture al dorso, piccole gualciture al piatto anteriore.SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2 volumi in-8, legatura cartonata editoriale in stoffa, pp. 530(2); 697(5); illustrazioni in bianco e nero nel testo, tavole a colori fuori testo, tavole in bianco e nero nel testo, carte geografiche a colori. Tracce d’uso, piccoli strappi e abrasioni marginali alla copertina. Evidente abrasione al margine alto del dorso del volume secondo. Slegate le ultime 2 pagine del volume primo.
Milano, Istituto di Politica Internazionale,1941.In 8°pp.563n. con 6 Cartine e 1 Tav.f.t. alla fine più volte ripiegata. Bross. editoriale e sovraccoperta illustrata, usurata.
In-8° pp. 132, bross. edit. ill.
br. Il Mediterraneo considerato nel presente volume non è più il grande "stagno" dell'epoca imperiale romana intorno al quale si viveva "come formiche, o come rane", integrato in un unico insieme politico, culturale ed economico. Nel raccontare quello spazio nel tardo medioevo minacciato da oriente dall'avanzata ottomana sulle coste e sui Balcani, la parola viene lasciata a chi solcò quel mare, percorse strade e deserti per raggiungere la Palestina ed aprire di nuovo la strada verso le Indie. La famiglia Adorno, mercanti e banchieri genovesi presenti a Bruges fin dalla fine del XIII secolo, ha sempre avuto un privato interesse e una devozione speciale verso la città di Gerusalemme. Lo stesso antenato Oppicino visitò la Terra-santa prima di giungere nelle Fiandre nel 1269; poi i discendenti Pietro e Giovanni, che si recarono nella Città santa nei primi decenni del XV secolo; infine Anselmo e il figlio primogenito Giovanni, che in accordo con la tradizione, partirono dalla «grande nobile città» di Bruges il 19 febbraio 1470. L'esperienza di viaggio dell'Adorno, che si presenta nella trascrizione latina e nella traduzione italiana di due dei manoscritti pervenutici (330 e M1 24) e conservati nelle Biblioteche di Lille, ci restituisce, oltre allo sguardo di un credente anche la prospettiva precisa e disincantata del viaggiatore etnologo. Il diario di Anselmo, scritto dal figlio Giovanni, è infatti la fonte più ricca e meglio documentata della conoscenza del mondo mediterraneo oltre lo sguardo dell'esotismo e dei sogni dell'Europa occidentale, sia per i dettagli e le descrizioni dei luoghi, degli usi e dei costumi delle popolazioni sia per la narrazione che sottolinea la colta e sensibile curiosità congeniale ad un uomo di cultura.
25,3x15,6 cm; XV, (1), 298, (6) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in rosso e nero al piatto anteriore. Interessante opera che analizza la situazione geopolitica del mediterraneo agli inizi del XX secolo del noto giornalista e viaggiatore Vico Mantegazza. L'autore fu corrispondente di guerra dal 1884, redattore capo del “Corriere della Sera” e diresse successivamente le testate “L’Italia” di Milano e la “Nazione” di Firenze. In questo studio l'autore analizza la situazione della marina da guerra e di quella mercantile italiana, Salonicco, le isole di Piscopi Scapanto Simi Stampalia Calimmo Cassos Cos Kalkia Leros Lipsos Nisiros Patmos e l'invasione turca, la situazione di Cipro, l'Impresa di Tripoli, l'accordo Italo-Austriaco, l'Isola di Saseno, L'Albania e le sue isole (con un capitolo dedicato all'argomento), La neuralità di Corfù e Paxo ecc. Il testo è accompagnato da 55 belle tavole fuori testo con immagini di vari porti e di alcune isole. Prima edizione in buone condizioni di consevazione.
In-4 (cm. 30.60), cartonato editoriale, pp. 256, (8), con illustrazioni in bianco e nero ed a colori nel testo. In ottimo stato (nice copy).