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Cm. 15; pp. XVI, 791, 53, (11) catalogo editoriale. Tela editoriale illustrata colorata, illustrazioni nel testo. Ottimo esemplare 998
cm. 15, rilegatura in piena tela illustrata a colori, pp. xvi, 791; 107 1incisioni e 13 tavole. Qualche traccia d'uso alle copertine
Mm 170x240 Collana "Studi e testi di papirologia, 12". Brossura originale con bandelle, v-290 pagine con xvi tavole in nero non comprese nel testo. Copia in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Very minor shelfwear. ; Reprint of the 1898 Edition. Bates provides a handy reference for the tribes that emerged from this early experiment in democracy. Looks at the history and chronology of Antigonis, Demetrias, Ptolemais, Attalis, & Hadrianis and their demes. ; Cornell studies in classical philology, 8; 71 pages
The setting of this novel is a small Greek island, at the height of the summer. An Englishman travelling alone makes the aquaintance of a girl, Ruth Forbes, and her older travelling companion, Mrs. Keller. It soon strikes him that the relationship between the two women is not merely an uncomfortable one. Book
The setting of this novel is a small Greek island, at the height of the summer. An Englishman travelling alone makes the aquaintance of a girl, Ruth Forbes, and her older travelling companion, Mrs. Keller. It soon strikes him that the relationship between the two women is not merely an uncomfortable one.Neat tight copy. Name of owner. else fine. Book
1st edition. 8' 315pp. red hardcover with gilt on spine. cover is partly slightly fading. corners slightly bumped. spine on upper edge slightly damaged. ex library with the usual marks. pages slightly yellowing. else in a good condition.
xvi + 347pp., br.orig., dans la série "Bibliothèque de l'enseignement de l'histoire ecclésiastique", 19cm., cachet, bel état
In 8°, t.t. edit. con sovracc. ill. (piccolo strappo riparato internamente con nastro adesivo), pp. 286,(2), con alcune carte geografiche ripieg. f.t.; coll. "Triade"; copia molto buona. (a001/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Light rubbing to boards. Minor shelfwear. ; Xiii, 157pp, 16 pls, 2 folding charts. ; 157 pages
Text browned, but not brittle. Binding rubbed and a bit worn at extremities with some edgewear, department stamp on titlepage (Cornell University Greek Department) no other markings. Spine slant. Else VG. ; 316pp of illustrations. ; 4to - over 9¾" - 12" tall; 316 pages
Leipzig_Berlin, Teubner, 1905, 8vo tutta tela originale con fregi e titoli dorati al piatto anteriore e al dorso, pp. X_491 con 400 illustrazioni nel testo + 7 tavole a colori con velina protettiva e 2 carte fuori testo.
Scholar's name to inner cover (J. M. Heath). ; 169pp.; 169 pages
Paris, A. Quantin Éditeur, s.a. (1882). 4to.; 320 pp., con 105 ilustraciones entre el texto. Encuadernación original en tela estampada.
Ankara, Keskin Color, 2003, 8vo brossura editoriale con copertina illustrata a colori, pp. 142 completamente illustrato in nero e a colori.
in inglese tela edit. con titoli oro al dorso, sovrac. ill., rotture e piccole mancanze in sovrac., rottura parziale alla cartina, senza mancanze
in inglese tela edit. con titoli oro al dorso, sovrac. ill., rotture e mancanze in sovrac., sottolineature e appunti a penna
IN HEBREW. 16.5x23 CM. 64 [From 128 page to 190 page] pages. Softcover. Spine is torn in several places. Inscriptions and pen markings on several pages. Several pages are stained. Else in good condition.
8Vo, hardcover in dj, pp.368. What does the face of power look like? Who gets commemorated in art and why? And how do we react to statues of politicians we deplore? In this book—against a background of today’s “sculpture wars”—Mary Beard tells the story of how for more than two millennia portraits of the rich, powerful, and famous in the western world have been shaped by the image of Roman emperors, especially the “Twelve Caesars,” from the ruthless Julius Caesar to the fly-torturing Domitian. Twelve Caesars asks why these murderous autocrats have loomed so large in art from antiquity and the Renaissance to today, when hapless leaders are still caricatured as Neros fiddling while Rome burns. Beginning with the importance of imperial portraits in Roman politics, this richly illustrated book offers a tour through 2,000 years of art and cultural history, presenting a fresh look at works by artists from Memling and Mantegna to the nineteenth-century American sculptor Edmonia Lewis, as well as by generations of weavers, cabinetmakers, silversmiths, printers, and ceramicists. Rather than a story of a simple repetition of stable, blandly conservative images of imperial men and women, Twelve Caesars is an unexpected tale of changing identities, clueless or deliberate misidentifications, fakes, and often ambivalent representations of authority. From Beard’s reconstruction of Titian’s extraordinary lost Room of the Emperors to her reinterpretation of Henry VIII’s famous Caesarian tapestries, Twelve Caesars includes fascinating detective work and offers a gripping story of some of the most challenging and disturbing portraits of power ever created. Published in association with the Center for Advanced Study in the Visual Arts, National Gallery of Art, Washington, DC
In-8°, pp. da 170 a 214, copert. edit. L'articolo contiene la riprod. fotogr. della traduzione spagnola del 1538. Estratto.
vii + 354pp., reprint of the original oxford 1906-edition, 23cm., publisher's hardcover in blue cloth, ex-libris on blanco endpaper, good condition, F105080
brossura L'esistenza di partiti politici nella polis greca è oggetto di un vivace dibattito tra gli studiosi. Alcuni sostengono l'impossibilità di parlare di partiti politici nel contesto di una democrazia diretta quale quella greca. Essi infatti dovrebbero essere guidati da un leader, essere sostenuti da una consistente schiera di seguaci e avere un certo grado di organizzazione e stabilità. Usare il temine "partito" a proposito del mondo greco sarebbe quindi solo la conseguenza anacronistica di un "topos modernizzante". Il presente volume, al contrario, vuole riconsiderare la questione senza idee preconcette e mettere in luce, accanto ai tanti sottolineati elementi di differenziazione tra mondo antico e mondo moderno, anche le analogie. Attraverso l'analisi di alcuni contesti cittadini quali Atene, Sparta, Siracusa e altre corti ellenistiche, il problema dei partiti nella realtà greca viene dunque rivisto in una prospettiva più possibilista, volta a sottolineare l'idea che, nel nostro rapporto con il mondo antico, continuità e discontinuità non possono escludersi reciprocamente.
8vo, br. ed. pp.222. Morto Pericle, la guerra del Peloponneso in corso, una nuova generazione di politici irrompe sulla scena pubblica di Atene. Uomini come Alcibiade, la cui volontà di primeggiare e di promuovere le proprie personali ambizioni fa di lui, secondo Tucidide, uno dei primi responsabili della crisi della democrazia che sfocia nei colpi di Stato oligarchici del 411 e del 404 e poi nella sconfitta in guerra di Atene. O come Antifonte, Pisandro, Frinico, Teramene, protagonisti di una nuova e sconcertante stagione politica. Lo scopo è quello di assumere il potere per affermare i propri interessi personali. Alla perenne ricerca del consenso, costretta a compiacere il popolo, quella classe politica da una parte gli concede un potere eccessivo e incontrollabile, dall'altra ne manipola la volontà eccitandone le passioni. Nella gestione dello Stato, il tema dell'interesse comune passa così in secondo piano; al politico democratico si sostituisce il demagogo, nel senso moderno del termine. I colpi di Stato oligarchici sono dunque la degna conclusione di questo processo degenerativo e sono realizzati attraverso raffinate tecniche di controllo del consenso. Ma la democrazia riesce a mostrare capacità di reazione e gli esperiemnti oligarchici rientrano con rapidità: restava da affrontare la ricostruzione, non solo sul piano istituzionale ma anche e soprattutto su quello ideologico ed etico. Si trattava di tornare a porsi come obiettivo, e come limite alle ambizioni dei singoli, "la giustizia e l'ultile della città".
br. Morto Pericle, la guerra del Peloponneso in corso, una nuova generazione di politici irrompe sulla scena pubblica di Atene. Uomini come Alcibiade, la cui volontà di primeggiare e di promuovere le proprie personali ambizioni fa di lui, secondo Tucidide, uno dei primi responsabili della crisi della democrazia che sfocia nei colpi di Stato oligarchici del 411 e del 404 e poi nella sconfitta in guerra di Atene. O come Antifonte, Pisandro, Frinico, Teramene, protagonisti di una nuova e sconcertante stagione politica. Lo scopo è quello di assumere il potere per affermare i propri interessi personali. Alla perenne ricerca del consenso, costretta a compiacere il popolo, quella classe politica da una parte gli concede un potere eccessivo e incontrollabile, dall'altra ne manipola la volontà eccitandone le passioni. Nella gestione dello Stato, il tema dell'interesse comune passa così in secondo piano; al politico democratico si sostituisce il demagogo, nel senso moderno del termine. I colpi di Stato oligarchici sono dunque la degna conclusione di questo processo degenerativo e sono realizzati attraverso raffinate tecniche di controllo del consenso. Ma la democrazia riesce a mostrare capacità di reazione e gli esperiemnti oligarchici rientrano con rapidità: restava da affrontare la ricostruzione, non solo sul piano istituzionale ma anche e soprattutto su quello ideologico ed etico. Si trattava di tornare a porsi come obiettivo, e come limite alle ambizioni dei singoli, "la giustizia e l'ultile della città".