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In-8 gr. Di questa fondamentale rivista di storia locale lombarda offriamo una "raccolta completa" di 139 annate - dal 1874 (Anno I) al 2014. La collezione è per lo più rilegata in elegante mz. pelle rossa, mentre alcune annate sono in brossura editoriale e 12 annate in cartonato moderno. Dal 1874 al 1947 l'"Archivio Storico Lombardo" si pubblicò annualmente in 4 fascicoli. Dal 1948/49 - Serie Ottava - solo in un volume all’anno. Tracce d’uso alle prime 4 annate in brossura e ai volumi in cartonato, ben conservati i volumi in mz. pelle: di certo complessivamente un buon esemplare.
In-4, [12] ll. (incl. frontispiece), 689 pp., [9] ll., engraved title-page, full-page coat of arms of the dedicatee on the verso of the title, 12 copper-engraved plates; contemporary vellum, ms. title stamp, one clasp remaining, blue edges (tiny stain touching some margins, very rare sporadic browning, small cover defects). Genuine beautiful copy.
In-folio, 57 ll., 1bl.; engraved title and 51 full-page engraved plates, giving geodetic and cosmographic instruments and measurements; woodcut ornate initials and tailpieces, large Aldus anchor woodcut device at the end. Bound in contemporary cartonnage (reliure d'attente), with weak hinges; occasional light foxing, light dampstain at the bottom of the last leaves. Despite the title the work includes 50 full-page engravings, of which the last 7 are a supplement by Scala and are especially devoted to architecture and perspective.
Fine Turkish, Ottoman (1500-1928) Modern light brown cloth bdg. gilt lettering on the front board. [1], 99 p., 36 numbered maps printed in black and red ink, 5 numbered folded plates. A fine copy. First and only edition of this extremely rare atlas in user guide form including the instructions and descriptions of the routes of vessels by an advisor of the British naval officer and German prince related to the British royal family, Prince Louis Alexander of Battenberg (1854-1921), who was the first Marquess of Milford Haven, commanded the Atlantic Fleet from 1908 to 1910 and became first sea lord in 1912. This book was translated by Nusret, who was a lieutenant in the Ottoman Naval Forces in its period and prepared only for use of Turkish naval officers. The plates include the maneuver plate of an officer named "Martin", who is not able to be recognized. Every map and plate depending on the current position of the ship has its own descriptive text. Özege 12270.; Not in OCLC and Library Hub.
In-4 p. (mm. 292x214), mz. pelle coeva, fregi e tit. oro al dorso (lievi abras.), pp. (4),430,(2), molto ben illustrato f.t. (come da Indice) da 54 pregevoli tavole di vedute, litografate su fondo paglierino, tutte dettagliatam. descritte; ai monumenti antichi fanno seguito quelli del medio evo, quindi i moderni. L'opera è stata pubblicata a fascicoli, con cadenza settimanale. Il testo, curato da Giacinto Longoni, è racchiuso in delicata cornice con angoli floreali. E' questo uno dei libri più ricercati dell'Ottocento sia per le notizie sui monumenti di Milano sia per le animate incisioni, spesso di luoghi poco rappresentati fino allora. Cfr. Villa “Bibl. delle Guide di Milano”,236 - Predari, p. 14. Con fiorit. più o meno lievi, altrim. ben conservato.
<p>in 8°, (19x13) cm, rilegatura coeva in piena pergamena, titolo in oro incorniciato al dorso; p. (16), 672. Complessivamente 70 tavole di cui: antiporta, 3 grandi carte geografiche più volte ripiegate e 66 belle incisioni di vedute di città ripiegate più volte fuori testo. Bell'esemplare raro da trovarsi completo di tutte le tavole</p>
Very Good Russian Original dark green cloth bdg. Oblong folio. (28 x 36 cm). Eight languages of the title on the colophon, the text is completely Russian. [6], [ii], 108 p., [36] maps in various sizes, some of folded: (62x47 cm, 52,5x45,5 cm, 49,5x27 cm [x3], 61x47 cm; other maps are 36x28 cm). Four unnumbered leaves with half-title and contents for each section. Two small millimetric cuttings on two text pages. Ex-owner's name is on the title page. Markings on the index. Otherwise a very good and clean copy. Rare complete and the first atlas including a fine collection of 36 attractive chromo-lithograph maps mostly with tissue papers of the Soviet Union, edited by the Central Executive Committee and Enukidze (1877-1937), who was a prominent Georgian "Old Bolshevik". One of 11000 copies. Being published only 10 years after the USSR was established, this is the earliest atlas of the country. It seems to have been published with a wider audience in mind, with a title page in various European languages. The borders of many areas -including not just administrative regions throughout the USSR, but also entire autonomous republics (especially in Central Asia)- were in a state of flux; as such, the borders in this Atlas (including the wax-paper overlays meant to update various maps with changes made between when they were drawn and when the Atlas was published) often don't look anything like the borders they were set at the end of the Soviet Union and have continued on to modern times. Since the boundaries were often ideologically- (sometimes ethnically-, less so economically-) motivated, this offers an interesting insight into the mindset of the administration that was making these changes. Map list: World map, General USSR, USSR in Europe, Asia and USSR, Karelian Autonomous Soviet Socialist Republic, Komi-Zyryan Autonomous Oblast, Avt, Votskaya Oblast, Maryinskaya, Cherepovetsky District, Vologda Oblast, Avt. Chuvashskaya SSR (Chuvashia), Avt. Tatarskaya SSR (Tatarstan), Avt. Bashkirskaya SSR (Bashkiria), ASSR Nemchev Povoljiya, Kalmykia (Kalmykia), Krimskaya SSR (Crimea), Adigeiskaya (Tscherkeskaya) Obl. (Cherkesia), Kabardino-Balkarskaya Avt. Obl. (Kabardino-Balkarian Rep.), Karachayskaya Avt. Obl. & Tscherkesskiy Nation. Okrug (Karachay-Cherkessia), Chechenskaya Avt. Obl. (Chechnya), Ingushetiya, Severo-Osetiya, Avt. Daghestanskaya SSR, Avt. Kazakskaya SSR, Kyrgyzkaya ASSR, Avt. Oiuratskaya Oblast, Burito - Mongolskaya SSR (Kazakhstan), Avt. Yakustkaya SSR (Yakutia), Beloruskaya SSR (Belarus), Ukrainskaya, SSR (Ukraine), Moldavskaya SSR (Moldovia), Zakavkazkaya SSR (Abkhazia), Azerbaijanskaya SSR (Azerbaijan), Arminskaya SSR (Armenia), SSR Gruzii (Georgia), Central Asian SSR (Karakalpakstan, Kyrgyzstan, Turkmenistan, Uzbekistan), Uzbekistan, Turkmenistan. OCLC shows copies in twenty-three libraries worldwide: 7852120, 968755133, and 822577467.
<p>in 8°, (18x11,5 cm), antica rilegatura in pergamena, titolo manoscritto al dorso; 1 c.b, pp. xii, 419 (1); incisione allegorica all'antiporta, vignetta incisa al frontespizio, 26 tavole ripiegate fuori testo (aperte 17,5x22 cm). Le carte rappresentano nell'ordine: Roma, carta geografica del'Italia, Trento, Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Milano, Parma, Bologna, Firenze, Lucca, Livorno, Siena, Civitavecchia, Genova, Mantova, Ferrara, Urbino, Ancona, Loreto, Napoli, Pozzuoli, Bacoli, Cuma</p>
In 8° (mm 160x110); 8 cc. nn (manca l'antiporta), 343 pp., 4 cc. nn. Bella veduta a volo d'uccello di Venezia su doppia pagina fuori elenco e 70 vedute della città su 42 tavole f.t., di cui 25 a doppia pagina, finemente incise in rame da Francesco Zucchi. Piacevole legatura di inizio Ottocento in mezza pelle con filetti, titolo e piccoli fregi al dorso, piatti in carta marmorizzata, dorso a quattro scomparti, tagli a spruzzo. Edizione originale rara e ricercata di questa nota guida storico-artistica, in seguito ristampata piu' volte. Le vedute raffigurano tutti i più importanti monumenti e scorci della città con fascino e ricchezza di particolari: palazzi, chiese, piazze animate da figure, il ponte di Rialto, la laguna con velieri e gondole. Il testo descrive minuziosamente la città. Mancano rispetto all'elenco originale due tavole a foglio singolo con la stampa 12 "Veduta dell'orologio" e 13 "Chiesa di S. Ziminiano", 29 "Ospitale dei mendicanti" e 31 "Ospitale dei SS. Gio. e Paolo", sostituite da altre 2 tavole, doppie, fuori elenco, ognuna con due vedute, su carta leggermente più spessa: "Veduta dell'orologio nella piazza di S.Marco", "Chiesa di S. Geminiano", "Chiesa di S. Nicolò di Castello e Seminario Ducale", "Monastero dell cappuccine e chiesa di S. Antonio…". Ottimo esemplare con la veduta di Venezia come al solito con margini brevi e pieghe editoriali. Schlosser, p. 563: "Specialmente notevole...". Morazzoni, pag. 230 e 64-65: "La guida che tutte le altre supera per praticita" di notizie e soprattutto per la ricchezza delle tavole...". Fossati-Bellani 2277. Cicogna, 4479. <BR>
In-8°; pp. (16), 215, cc. (8), 64. Con due frontespizi con marca tipografica. Legatura in piena pergamena molle coeva, tracce di usura. E’ la prima edizione con le due opere insieme, e la prima della Dichiaratione. La prima opera è una guida artistica e storica della città di Venezia, concepita sotto forma di dialogo tra un Veneziano e un Forestiero; Schlosser, p. 321: “In questo periodo Venezia è già da lungo tempi la città dei forestieri per eccellenza...Il libretot veramente tascabile deve fornire tutte le cognizioni necessarie al forestiero; è redatto nella forma dialogata che ritornerà anche in seguito nella letteratrua delle guide... Un particolare valore di fonte ha la descrizione delle pitture del palazzo Ducale distrutte dal fuoco nel 1577, tanto più che Sansovino stesso ne aveva fatto una parte del programma letterario... Spiegazioni che riguardano solamente il puro contenuto ci dà un altro scrittore, pure di origine fiorentina, Girolamo Bardi, delle storie dipinte (1587) nella Sala del Gran Consiglio al Palazzo Ducale dopo l’incendio del 1577” (p. 321). La seconda opera qui unita in edizione originale descrive le pitture della Sala dello Scrutinio e del Gran Consiglio nel Palazzo Ducale, compresa un’opera del Tintoretto. Francesco Sansovino (1521-1586), nato a Roma, fu uomo di lettere, erudito e storico, la cui fama è legata anche alle descrizioni di Venezia, e alla divulgazione storica che attuò anche attraverso queste opere. Cicognara 4338; Lozzi 5895; Schlosser, 1935, pp. 330, 486. Alcune carte leggermente brunite.
Volume in 8vo, comprendente due parti in unico tomo (opera completa). Parte Prima (contiene i primi cinque libri). In Venetia, presso Gio. Batt. Pulciani Sanese, 1625. Front. con marca tipografica (stemma mediceo a sei palle sormontato da corona e con quattro figure allegoriche), dedicataria al Serenissimo Don Ferdinando Secondo de Medici Gran Duca di Toscana, scritta dalla seconda consorte del Fu Tommasi, signora Livia Cinuzzi, datata 10 agosto 1625, e in cui si spiega la volontà di offrire il lavoro del marito, prematuramente scomparso, prima di aver compiuta l'opera (al verso un sonetto scritto all'Autore, in Persona della Signora Livia Cinuzzi sua Consorte, "Sonetto del Signor Giulio Piccolomini Accademico Filomato"), antip. con bel ritratto finemente inciso a piena pagina del Tommasi (con monogramma VS), pp. 12 n. n. con la "Tavola delle Cose più Notabili", pp. 338 (segnatura A - X5); Parte seconda (contiene il libri dal sesto al decimo). In Venetia, presso Gio. Batt. Pulciani Sanese, 1626. Front. con marca tipografica (stemma mediceo a sei palle sormontato da corona e con quattro figure allegoriche), dedicataria al Serenissimo Don Ferdinando Secondo de Medici Gran Duca di Toscana, scritta dalla consorte del Fu Tommasi, signora Livia Cinuzzi, datata 20 dicembre 1626 e in cui si offre questa seconda parte delle Historie sperando che, animata dal favore, prenderà animo di presentare ancora la terza (al verso un sonetto scritto dall'Autore Alla Signora Livia Cinuzzi, in persona dell'Autore suo Marito, "Sonetto del Signor Giulio Piccolomini Accademico Filomato") antip. con bel ritratto finemente inciso a piena pagina del Tommasi (con monogramma VS), pp. 12 n. n. con la "Tavola delle Cose più Notabili, Errori e Correzioni", pp. 340 + (3) ("Lo Stampatore a' benigni Lettori - Errori e correzioni) (segnatura A – X5). Legatura originale in piena pergamena floscia con titolo manoscritto al dorso e riportato al taglio inferiore. L'opera contiene, cosa assai rara, entrambi i ritratti in calcografia (Cfr. Lozzi, II, 5128; Moreni, II, 399; Piantanida, 3734 per il secondo volume). La stesura delle "Historie" occupò gli ultimi anni della sua vita e la ricostruzione dell’attività di ricerca documentale ci mostra la sua presenza in archivio per il decennio che va dal febbraio del 1592 a tutto il dicembre del 1602 (Lisini, 1896). La morte lo colse prima della rifinitura dell’opera, e in particolare della sua seconda deca, e cadde in una fase di perdita di vitalità dell’editoria senese. La prima deca, che tratta la storia della città dalle origini al 1355, fu pubblicata a Venezia dal tipografo senese Giovanni Battista Pulciani in due volumi nel 1625 e nel 1626. Entrambi sono dedicati dalla vedova, la seconda moglie Livia Cinuzzi, al granduca Ferdinando II, con le date 10 agosto 1625 e 20 dicembre 1626. Nella seconda dedica la vedova prometteva al granduca: «animata dal suo favore, prenderò l’animo di presentarle ancora la terza, quando dalle mie deboli forze ciò mi sia conceduto». E, in effetti, fu la morte, il 28 maggio 1628, a impedire il completamento del progetto. La seconda deca delle "Historie", che tratta del periodo 1355 - 53, ha visto la luce a stampa, a cura di Mario De Gregorio, suddivisa in quattro volumi (2002 - 2007). Prima ancora della pubblicazione, postuma, e fino ai contributi storiografici più recenti (Ascheri, 2000), la Storia di Tommasi è stata messa in parallelo, e a confronto, con quella di Orlando Malavolti, in considerazione della opposta affiliazione delle due famiglie al Monte dei nove e al Monte dei grandi, e della comprensibile, opposta partigianeria dei due storici. A dare avvio a questo filone interpretativo, proseguito fino al presente, è stata la ricostruzione della stessa genesi dell’opera di Tommasi da parte di Ugurgieri Azzolini (1649): «Havendo egli letto l’Istoria di Siena stampata dal Malvolti, e parendogli, che egli attribuisse troppo d’honore alle famiglie Grandi, e che havesse abbassato l’altre, ed in particolare quelle del Monde de’ Nove, delle quali è la consorteria de’ Tommasi...» (p. 636). Per quanto Tommasi non citi mai l’opera di Malavolti, non nasconde certo le proprie simpatie "novesche" che emergono fin dalle prime righe della seconda deca, riferite al violento cambio politico del 1355: "Così variò il governo, e lo stato di Siena né passò dalla servitù alla libertà, come il minuto populo s’era persuaso, e s’andava vantando, ma dal governo di pochi (tal’era divenuto il reggimento de’ Nove) alla licenza della plebe condotta la prima volta dall’ambizione de’ Grandi al governo della Repubblica" (Dell’historie di Siena..., a cura di M. De Gregorio, 2002 -2007, I, p. 1). La struttura annalistica, l’inaffidabilità di alcune fonti per le epoche più antiche già rilevata da Giovanni Niccolò Bandiera, il ricorso a una documentazione archivistica meno ampia di quella di Malavolti e senza riferimenti puntuali (Cammarosano, 1988) se non rendono le "Historie di Siena " di Tommasi un’opera metodologicamente innovativa non cancellano però il suo interesse e la sua utilità per la riflessione moderna sulla storia della città (Bibliogr. "Treccani" on line). Un piccolo lavoro di tarlo, a circa sette cm dal basso, interessa i primi tre fogli (front. e dedicataria) facendo mancare solo poche sillabe, alcune antiche annotazioni e cancellature al front., ritratti ottimamente impressi, ben impresso anche tutto il testo che presenta solo alcune pagine leggermente più schiarite, leg. in parte allentata ma distesa e ben conservata. Nell'insieme un bell'esemplare.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Original bdg. 4to. (28 x 24 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). 24 p. First and only edition of this scarce atlas printed in Leipzig for the Ottoman market before the proclamation of the Republic, distributed by Jewish agent A. M. Karmi of this atlas located in Dersaadet (Constantinople), including beautiful and attractive 34 chromo-lithographed maps of Africa, Australia, Americas, Europe, Turkey, Asia, and a celestial map. Özege 8803.; Only two copies in OCLC: 632952950, 949536147 (the Bogaziçi University of Turkey and Universitätsbibliothek Bamberg of Germany).
5 volumi in-8° (cm. 16,3), legatura coeva in m. pelle con titolo e decorazioni in oro ai dorsi, piatti marmorizzati, tagli spruzzati; carte in ottimo stato e fresche come da bibliografia; con 47 tavole f.t. incise da Johann Georg Seiller, anch'esse in stato ottimale, con la sola assenza del prospetto/indice delle tavole (presente la grande pianta della città); alcune silografie n.t.. Prima edizione di questa celebre storia di Milano corredata da un ricco apparato iconografico dovuto al Ferroni. «Libro il più pregevole del diciottesimo secolo per la copiosità delle notizie, l'esattezza, i buoni riferimenti estetici e lo stile familiare e chiaro» [Villa 36]. Cicognara 4242; Predari 13; Fossati-Bellani II, 1938. Ottimo esemplare.
Very Good French Original handsome leather bindings. Demy 8vo. (22 x 14 cm). In French and Ottoman script. 4 volumes set: ([vi], [2], 784, 125 p., [vi], 1372 p.; [xxx], [2], 1097 p., [vi], 1320 p.). Slight foxing on pages, faded on boards, otherwise a very good set. Ex-libris of Izzet Gündag Kayaoglu. First edition of the complete set of this early dictionary from French to Turkish and from Turkish to French, published in Paris, in London Oriental Translations Committee Printer. Bianchi visited Istanbul at the beginning of the 19th century and prepared dictionary and phrasebooks in Turkish after he had returned to his country. One of his most significant works occurs to be this dictionary. What makes this dictionary noteworthy among other his works is the fact that Turkish words are written together in both Arabic and Latin characters. Turkish words with Arabic letters are written as to stereotyped pronunciation in the work. Therefore, they do not indicate the changes in the language. Bianchi reflects the pronunciation of writing in Turkish letters with Latin characters; and thus, the differences between spelling and pronunciation are highlighted. Thomas-Xavier de Bianchi (1783-1864), born in Paris on June 25, 1783, was the younger brother of the Austrian Field Marshal de Bianchi, Duke of Casalanza. He studied at the Central School of the department of Seine-et-Marne and followed, in Paris, oriental language courses at the College de France and at the Imperial Library under Sylvestre de Sacy. In 1807, he was appointed a pupil at the French school of young people of language in Constantinople, then directed by the scholar Ducaurroy and completed his improvement in Arabic, Persian and Turkish. Sent to Izmir in 1811, he was second there, and then the first dragoman of the Consulate General, and was noted for his dedication during the plague epidemic of 1812. In 1816, he was appointed assistant to the King's secretary-interpreters in Paris and was in charge to accompany the Persian envoy to Louis XVIII in 1819. In 1829, he was sent on a mission to the last day of Algiers, Hussein-pasha. The following year, France intervened in Algeria. He was appointed secretary-interpreter in the title and served as professor of Turkish at the School of Oriental Languages until 1842. After his retirement, he devoted himself to lexicographical and bibliographical work. He was an officer of the Legion of Honor, decorated with the Nichan-Iftikhar, as a member of the Imperial Academy of Constantinople. Tout exemplaire de ce Dictionnaire qui ne serait pas revetu de la signature de l'un des auteurs et editeurs sera repute contrefaçon, et poursuivi cmme tel, en vertu de la loi du 19 juillet 1793. [i.e. Any copy of this Dictionary which does not bear the signature of one of the authors and publishers will be deemed to be counterfeit, and prosecuted as such, under the law of July 19, 1793].
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Original b/w map from Kitab-i Cihannuma which is one of the most important Turkish incunabula. Oblong large 4to. (31 x 37 cm). In Ottoman script. It shows Venice and Venetian Bay and Algerian shores at North Africa (Maghrib). Toponyms are in Turkish with Arabic letters. Written directions (Simal, Cenûb, Sark and Garb) on corners of the map, and decorative compass on Mediterranean Sea. Scale can be seen at left upper side (El-mikyas: Mil-i Islâmiyân Mil-i Frençe, and Mil-i Italiya]. It's one of the thirteen maps and plates from the book of Cihannuma. The story of Cihannuma can be considered as an effort to keep up with the speed that knowledge spread around the world at a time when literacy was highly limited. Kâtip Çelebi began to rewrite Cihannuma in 1654. During the next six years, he added to his books the knowledge he gained from the books he read. Kâtip Çelebi was vastly influenced by nonreligious positive knowledge, especially by the Atlas and later the Atlas Minor of Gerardus Mercator. He had the book translated from Latin to Turkish by a French recruit andenriched his own book with the new information. He brought together in Cihannuma the knowledge of geography and astronomy existing in Western sources (1654). Cihannüma has 13 charts and 27 maps. Mercator's maps are distinguished by their distinct properties. However, there are such maps which depict Istanbul, Anatolia, the Caucasus and the Orient that have to have been borrowed from other sources and there are those with relatively less detail that might have been prepared by Muslim geographers. Sources cite Ahmed El Kirimî (Ahmed the Crimean) and Galatali Migirdich as mapmakers for Cihannüma. Their names are placed on the maps. Another name that is mentioned is Tophaneli Ibrahim. Researchers agree on the fact that he is Ibrahim Müteferrika. Perhaps he wished to hasten the printing of the book. Perhaps he enjoyed making this contribution to a book he half owned. There is one map in Cihannüma which definitely does not belong to Mercator. Nor is there any information that it was originally charted by Müteferrika's team. Historians state that the 'invertedness' can be found in other maps made by Muslim cartographers. Since it is amap of Turkey, the difference can easily be perceived. The Mediterranean coasts of Turkey are at the top of the map while the Black Sea coasts are at the bottom. The compass on the map correctly indicates the North. The map seems to be inverted but it is not considered scientifically wrong to draw maps in this fashion...". (Source: Boyut; Kitab-i Cihannuma). Extremely rare.
In-8° antico (173x120mm), pp. (6), 191, (1), cartonatura coeva alla rustica con titolo manoscritto in antico al dorso. 7 tavole ripiegate f.t. disegnate e incise su rame da Beltramo Antonio Re raffiguranti, nell'ordine, una pianta generale di Torino, il Duomo, il Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, l'antica Torre Civica, il Palazzo di Città e la piazza antistante (per una più dettagliata descrizione delle singole piante rimandiamo alla Peyrot). Errata finale. Qualche leggera fioritura. Bellissimo esemplare. Prima edizione e seconda tiratura della "prima guida stampata, che si conosca, della città di Torino" (Peyrot). La guida fu redatta in occasione delle celebrazioni del terzo centenario del Miracolo del SS. Sacramento, in previsione del grande concorso di forestieri che sarebbe affluito in città. Nel medesimo anno furono fatte due tirature, di cui la prima contiene 9 tavole, mentre la seconda, quella del nostro esemplare, ne reca 7 (non sono presenti il Collegio dei Nobili e il Palazzo del Seminario) e presenta alcune lievi difformità testuali. Nelle prime pagine della guida l'autore sottolinea la necessità di tale opera, in particolare in quegli anni in cui Torino era "Metropoli del Regno", residenza del Sovrano e, quindi, meta di molti "Nobili Forestieri". La guida è pensata come un viatico di viaggio che conduce il visitatore nei differenti luoghi che si incontrano in un ideale percorso a partire dalla Cattedrale. Inoltre, si descrive Torino nei suoi contorni, ripartendo lo scritto in quattro giornate, come le quattro Porte della Citta' che si aprono verso le "delizie" dei sovrani e le altre particolarita' che si possono scorgere nelle zone limitrofe alla citta'. Al termine dell'opera sono posti ampi indici tematici. Peyrot, Torino nei Secoli, I, 181. Collezione Simeom, G 1. Cicognara, 4345. Schlosser, 552. Manca al Lozzi e al Manno. Italiano
Antoine-Augustin Bruzen de La Martinière (Dieppe, 1683-L'Aia,1746) fu storico e poligrafo. Studiò a Parigi sotto la guida del prozio Richard Simon, che gli trasmise la passione per gli studi storici e geografici. Grazie alla munificenza di alcuni mecenati, tra i quali il duca Federico Guglielmo di Mecklemburg-Schwerin e del duca di Parma Francesco Farnese, La M. poté continuare le sue ricerche e p 10 voll. <br/> STATO: USATO, BUONO.<br/> TITOLO: Le Grand Dictionnaire Géographique, et Critique. Par M. Bruzen La Martinière géographe de sa Majesté Catholique Philippe V, Roi des Espagnes et des Indes. <br/> AUTORE: Bruzen de la Martinière,Antoine-Augustin.<br/> EDITORE: chez Jean Baptiste Pasquali<br/> DATA ED.: 1737-1741,<br/> COLLANA: Rileg. in mz.pergamena, tasselli in pelle con scritte in oro al dor
Compagnie des Libraires, Paris, 1707. Quattro volumetti in 8vo piccolo (cm 10 x 17), antiporte figurate a ciascun volume e completo delle tavole. Tome primo: pp. (14), 334 + (2); Tome secondo: pp. (2), 359; Tome terzo: pp. (2), 302; Tome quarto: pp. (2), 266 + (30). Legature in piena pelle con dorso a nervi, tagli in rosso. Vedute delle principali città italiane da nord a sud e dei più importanti monumenti. Evidenti usure delle legature, sciolti due front. (con alcune pieghe) e sciolte alcune tavole, nell'insieme tutti i volumi sono ben conservati con tavole ben impresse.
In-16 p. (mm. 172x112), 5 volumi, cartonato coevo, fregi e tit. oro su tassello al dorso, pp. (28),L,336; XX,348; XII (ma X),338; XVI (ma XIV),459; XVI,448; con antiporta figurata, 1 pianta della “Gran Città di Milano e suo Castello” (più volte ripieg.), 46 pregevoli tavole ripieg. e f.t. - disegnate dal Ferroni ed inc. in rame da Sciller - che raffigurano facciate, piante e spaccati di edifici milanesi (inclusa 1 tav. con “versi scritti nel pallio posteriore dell’altare di Santo Ambrosio”). E’ questa la più nota e ampia "guida" della città, del XVIII secolo, descritta in tutte le sue parti. Cfr. Schlosser Magnino, p. 572 - Coleti,298 - Predari,13 - Villa "Bibl. delle guide di Milano",36: "Il libro è il più pregevole del XVIII secolo per la copiosità delle notizie, l'esattezza, i buoni riferimenti estetici e lo stile familiare e chiaro" - Cicognara,4242. Esemplare ben conservato, con barbe.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Extremely rare huge chromo-lithograph map in 24 sheets mounted on canvas, showing a large zone including Midyat (Mardin), Mosul, Mt. Cilo (Resko-Buzul) on the southeast; Kahta (Adiyaman), Munzur Mt., Divrigi (Sivas) on the west; the Black Sea on north and Turkish borders to Armenia, Azerbaijan on the east, and to Russia on the northeast. In addition shows in separate little portions, roads, mountains and hills, lakes, and telegraph and post ways and borders in that zone. Not in any libraries and any collection. An attractive map with its huge size and decorative surface. Several toponyms are underlined in red ink. Otherwise a very good example. Original folded map mounted on canvas. 118x112 cm. In Ottoman script (Turkish with Arabic letters). Scale: 1/630.000.
Very Good Turkish Paperback. A manuscript notebook. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In Turkish (Modern). 145, [10] p., schemes. Toprak hukuku, 1942-1943. These extremely rare and unpublished manuscript notes on 'land law' or 'real property law', were taken by a student between the years of 1942-44 during Mardin's lessons in Istanbul University. Very legible script. Fine manuscript with extra papers inside. Mardin was a Turkish jurist, academician and politician. He was one of the ends of the Ottoman Empire and the firsts of Turkish Republic lawyers. He worked as a lecturer at Istanbul University during his whole life, where he graduated, and became a professor of the Civil Law. He ws born in Shkodra. Extremely rare.
Audot, 1830 circa (senza altre indicazioni tipografiche). Due volumi in 8vo oblungo composti di sole tavole, incise dai più valenti intagliatori di vedutismo dell'epoca, tra questi l' Audot, i fratelli Rouargue, l'Aubert e il Durau. Il vol. I contiene circa 116 vedute (Milano, Como, Pavia, Brescia Cremona, Verona, Venezia, Parma, Genova, Bologna, Livorno, Pisa, Capri, Taranto, Messina, Catania, Palermo e loro contorni, con alcune scene di costumi e tradizioni; ci sono vedute anche di altre città); il vol. 2 contiene circa 116 vedute (Roma e Napoli e loro contorni, con alcune scene di costumi e tradizioni). La numerazione di entrambi i volumi è discontinua ma si tratta in totale di circa 232 tavole. Legature con piatti in cartonato telato e dorso con titoli e nervi oro, contropiatti e fogli di guardia in carta marmorizz. marrone. Normali segni alla legatura, buone le tavole.
(4), 340pp., (2)ff Broché, couverture originale imprimée 1860, 1860, in-16, (4), 340pp, (2)ff, Broché, couverture originale imprimée, TRÈS RARE EXEMPLAIRE ENTIÈREMENT ILLUSTRÉ DE TIRAGES PHOTOGRAPHIQUES D'ÉPOQUE : 18 petites photographies d'époque sur papier salé, le tout monté dans le texte (dont une en guise de publicité pour l'artiste, représentant son atelier du Pavillon vert). PREMIÈRE ÉDITION de ce guide de Joseph Morlent, auteur de nombreux ouvrages sur la Seine-Maritime. L'illustration, d'habitude gravée sur bois dans le texte, est ici remplacée par des petites photographies tirées sur papier salé par Kaiser, un photographe havrais dont l'atelier, le Pavillon Vert se situait rue Jeanne-Hachette. Rousseurs et piqûres au texte et sur la couverture. Manque à Frère
Livorno, presso Giovanni Marenigh, 1812, voll. 3 in-8, br. edit. con fregi tipografici, pp. XXIV, 507, [3] (con 8 tavv. f.t.) - XXIII, [1], 560, [2] (con 17 tavv. f.t.) - [2], XVI, 589, [3] (con 8 tavv. f.t.). Complessivamente il corredo iconografico è formato da 33 tavole calcografiche (36 nel caso si consideri la tavv. n. 7 del primo volume, recante 4 rami, come 4 tavole), spesso ripiegate f.t., fra cui un ritratto, una pianta della città, alcune vedute, monumenti e opere d'arte. Seconda edizione, corretta e notevolmente ampliata di questa eccellente opera che espone per la prima volta la storia dell'arte pisana complessivamente. Particolare pregio è conferito ai volumi da due incisioni del ‘400 delle quali il Da Morrona possedeva i rami originali e di cui non si conoscono tirature precedenti e che vengono attribuite a Baccio Baldini e a Maso Finiguerra. Moreni, I, 101. Esemplare in ottimo stato di conservazione, ancora con la sua brossura editoriale e a pieni margini: la copertina anteriore del primo volume è un poco brunita ed è presente qualche piccolissima mancanza marginale e ai dorsi.
A Genes 1788 chez Yves Gravier libraires sous la Loge de Banqui. (mm. 175 x 110). Bella legatura coeva in pelle maculata con fregi e titolo, entro tassello, al dorso; tagli rossi. Frontespizio, pp. 268. Con una grande pianta di Genova più volte ripiegata, una “ Vue de Genes “ su carta azzurrina e un “ Plan de la ville de Genes “ anch’esse ripiegate, tre di costumi, il sacro catino, il rostro e undici vedute della città ripiegate. Bell’esemplare completo delle 19 incisioni in rame.