2 644 résultats
Rara pianta a proiezione verticale, orientata con il nord in alto. Incisa da Filippo Troiani per l'editore Tommaso Cuccioni. A sinistra rubrica: Indice de' principali edifizi di Roma moderna. A destra: Indice degli avanzi de' monumenti antichi posti nelle loro Regioni. "Stampata in quattro fogli. In basso notizia che cita il nome del pontefice Gregorio XVI (1830-1846), da cui la datazione al 1840 circa. Nella sua accurata rappresentazione della città il Troiani tenne certamente a riferimento la pianta del Censo edita una decina d'anni prima ma ancora di fatto attuale. In alto a sinistra dedica ad Agostino Feoli, amministratore generale della Banca Romana" (cfr. Marigliani, 2007, pp. 346-347). Acquaforte, stampata su quattro grandi fogli, tagliati, applicati su tela coeva e più volte ripiegati ad astuccio, piccole ossidazioni, per il resto in buono stato di conservazione. Bibliografia Scaccia Scarafoni (1939): n. 289; Frutaz (1962): n. 196; Marigliani (2007): pp. 346-347, n. 279. Rare vertical projection map, oriented with north at the top. Engraved by Filippo Troiani for the publisher Tommaso Cuccioni. On the left heading: Indice de' principali edifizi di Roma moderna. On the right: Indice degli avanzi de' monumenti antichi posti nelle loro Regioni. Printed in four sheets. At the bottom news that mentions the name of Pope Gregory XVI (1830-1846), hence the dating to about 1840. In its accurate representation of the city Troiani certainly held to reference the map by Census edited a decade earlier but still current. At the top left dedication to Agostino Feoli, general administrator of the Banca Romana (see Marigliani, 2007, pp. 346-347). Etching, printed on four large sheets, cut, applied on original canvas and folded several times to a case, small oxidation, otherwise in good condition. Literature Scaccia Scarafoni (1939): n. 289; Frutaz (1962): n. 196; Marigliani (2007): pp. 346-347, n. 279.
Attractive 39.25" x 29" panoramic color map of Rome. Back side includes street map and list of principal buildings. Text in Italian. Undated, circa 1960? Stored in 8" x 5.5" yellow and red illustrated card cover. Moderate wear. A lovely memento of Rome. Map
Interessante e rara pianta topografica di Roma su cui sono riportati gli interventi progettati dall'Ammiistrazione Francese, che riguardano l'ampliamento del porto di Ripetta, la realizzazione di muraglioni sul Tevere, la sistemazione di piazza del Popolo e la salita al Pincio.La pianta dipende dall'opera di Philippe Camille De Tournon, che la realizzò sotto l'amministrazione francese nel 1814 circa, ma venne pubblicata 15 anni dopo.A sinistra "Spiegazione di alcuni segni che si veggono nella pianta" e l'Indice dei monumenti più notevoli; a destra, l'elenco dei XIV RioniAcquaforte e bulino, impressa su 20 tavole di circa 15,7 x 14,4 cm, montate su tela, in ottimo stato di conservazione. Custodia originale in cartoncino rosso.Non censita nei principali repertori. Interesting and rare topographical map of Rome on which are shown the interventions planned by the French Administration, concerning the enlargement of the port of Ripetta, the construction of embankments on the Tiber, the arrangement of Piazza del Popolo and the ascent to the Pincio. The plan is based on the work of Philippe Camille De Tournon, who created it under the French administration in about 1814, but it was published 15 years later. On the left "Explanation of some signs that can be seen in the plan" and the Index of the most remarkable monuments; on the right, the list of the XIV Rioni Etching and engraving, printed on 20 plates of about 15.7 x 14.4 cm, mounted on canvas, in excellent condition. Original case in red cardboard. Marigliani, 231.
Pianta di Roma edita da Alessandro Moschetti nel 1848. Viene attribuita ad Angelo Bertini – in qualità di editore – ed Enrico Salandri come incisore. “è la seconda edizione della pianta del Bertini/Salandri. Attorno alla pianta ci sono sei vedutine di Roma e 117 numeri di legenda come nella prima edizione. Le varie ristampe, come rilevato dal Frutaz, si differenziano tra loro solo per alcuni particolari dell’apparato decorativo estreno. Il prototipo di questa pianta dovrebbe essere quella di anonimo del 1820 circa, in cui piazza del Popolo si presenta ancora con un solo emiciclo realizzato. I nomi del Bertini e del Salandri sono presenti solo nella prima edizione” (cfr. Marigliani p. 363). Alessandro Moschetti, secondo quanto si legge in Giovanna Sapori e Sonia Amadio, Il mercato delle stampe a Roma, XVI-XIX secolo (p. 334) fu incisore di architetture con bottega a Roma in via Bocca di Leone, 63. Secondo altre fonti fu invece attivo a Roma prima e Napoli poi fino al 1868. Si dedicò con successo all’intaglio di vedute della città eterna, pubblicate per la prima volta nella Raccolta delle principali vedute di Roma antica e moderna (1843). La raccolta, che comprende un frontespizio figurato e 35 tavole incise in rame dal Moschetti su disegni di Marchi, Ciconnetti e Zolla, "il cui numero può variare da un esemplare all'altro" (cfr. S. Rossetti, n. 7252) è assai ricercata per la pianta di Roma nel 1843 e soprattutto per le vedute arricchite di scene popolari tipiche del folclore civile e religioso dell'epoca. Successivamente le vedute di Moschetti furono ristampate, in numero sempre crescente. Il presente esemplare è tratto dalle 70 Principali vedute di Roma 1861. Proprietà Cesari, reperibile in via Petra n.89. Scudi 6. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Cfr. Marigliani, Le piante di Roma nelle collezioni private (2007), p. 363, n. 297; Frutaz n. 199; Scaccia Scarafoni n. 298. Map of Rome edited by Alessandro Moschetti in 1848. It is attributed to Angelo Bertini -as publisher - and Enrico Salandri, as engraver. “è la seconda edizione della pianta del Bertini/Salandri. Attorno alla pianta ci sono sei vedutine di Roma e 117 numeri di legenda come nella prima edizione. Le varie ristampe, come rilevato dal Frutaz, si differenziano tra loro solo per alcuni particolari dell’apparato decorativo estreno. Il prototipo di questa pianta dovrebbe essere quella di anonimo del 1820 circa, in cui piazza del Popolo si presenta ancora con un solo emiciclo realizzato. I nomi del Bertini e del Salandri sono presenti solo nella prima edizione” (cfr. Marigliani p. 363). Alessandro Moschetti, according to Giovanna Sapori and Sonia Amadio, Il mercato delle stampe a Roma, XVI-XIX secolo (p. 334) was an engraver of architecture with a workshop in Rome at Via Bocca di Leone, 63. According to other sources, he was active first in Rome and then in Naples until 1868. He devoted himself successfully to the engraving of views of the Eternal City, published for the first time in the Raccolta delle principali vedute di Roma antica e moderna (1843). The collection, which includes an illustrated frontispiece and 35 plates engraved in copper by Moschetti on drawings by Marchi, Ciconnetti and Zolla, "the number of which may vary from one copy to another" (cf. S. Rossetti, n. 7252) is much sought after for the plan of Rome in 1843 and especially for the views enriched with popular scenes typical of the civil and religious folklore of the time. Subsequently, Moschetti's views were reprinted in increasing numbers. The present example is taken from the 70 Principal Views of Rome 1861. Copper engraving, in excellent condition. Bibliografia Cfr. Marigliani, Le piante di Roma nelle collezioni private (2007), p. 363, n. 297; Frutaz n. 199; Scaccia Scarafoni n. 298.
La Pianta di Roma e del Campo Marzio appartiene al culmine della carriera del Piranesi.Nata dalla necessità di offrire una pianta di riferimento che accompagnasse le 135 tavole delle Vedute di Roma, l'opera fu intesa come tavola finale e indice dell'opera, con con cui veniva spesso venduta e rilegata. Attraverso le tre lastre che compongono questa grande piante, l'autore ha cercato di mettere in relazione le rovine superstiti di epoca antica con la contemporanea topografia di Roma, e di offrire dei riferimenti per i monumenti elencati ai due lati della mappa. Nella parte superiore ha realizzato una mappa della città contemporanea compresa entro le Mura Aureliane, estendendola a nord, a includere il territorio tra Porta del Popolo e Ponte Milvio, e inglobando anche l'area del Campo Marzio.Quest'area è mostrata nel dettaglio in una mappa isolata, in basso a destra, che mostra le antichità più importanti evidenziate da un numero che trova corrispondenza con quelli della mappa più grande. Ai lati, un indice dettagliato dei monumenti, con i numeri corrispondenti nella pianta grande, e con i rimandi ai passaggi più rilevanti delle sue opere maggiori: le Antichità Romane, Della Magnificenza ed Archittettura dei Romani e il Campo Marzio. L'opera è dedicata a papa Clemente XIV (1769-1774).La datazione dell'opera è complessa: - nel catalogo del 1792 di Francesco Piranesi, figlio dell'autore, l'opera è assegnata al 1778, data che, sebbene molto tarda - l'autore muore infatti il 9 novembre di quell'anno - viene accettata da Focillon e Hind. Questa datazione, tuttavia, è certamente basata su un errore, poiché nell'Avvertimento nella parte superiore della mappa, l'autore fa riferimento alla "approvazione che si è degnata mostrarne la Santità di N.ro Sig.re PAPA CLEMENTE XIV felicemente regnante", per cui l'opera non può essere successiva al 1774.A supporto di questa datazione, è un esemplare del Catalogo delle Opere, descritto da Scott, che contiene tre voci manoscritte per tre Vedute di Roma databili al 1774, e indica che la mappa era già disponibile.Esemplare dalla contemporanea edizione romana.Acquaforte e bulino, stampata da tre matrici su tre fogli carta vergata coeva uniti insieme, con filigrana "doppio cerchio e giglio", in ottimo stato di conservazione.Dimensione complessiva dei tre fogli: 132.1 x 82.1 cm Dimensioni complessive delle lastre: 121.2 x 71.1 cm Map of Rome and the Campus Martius, formed by three plates and usually found in association with the Vedute di Roma. He may have felt the need for a reference map to accompany collections of these plates and devised this work to fill this need. Exercising his skills in presenting formidable quantities of information coherently, he sought to relate the surviving remains of antiquity to the contemporary topography of Rome and to offer an easy reference to published information about them. He therefore produced a large map of the modern city within the Aurelian Walls, together with an extension showing the territory to the north, between Porta del Popolo and Ponte Milvio and including the Campus Martius area.This is augmented by a smaller map isolating the principal antiquities, which were marked with numbers correspondending to those in the larger map. Around these Piranesi arranged a detailed index listing the monuments according to their assigned numbers and referring to relevant passages in his major pubblications, including the Antichità Romane, Della Magnificenza ed Archittettura dei Romani and Campo Marzio.The dating of the map is problematic, since, although it is dedicated to Clemente XIV (1769-1774), Francesco Piranesi's 1792 cataloghe assigns is to 1778 and most authorities, including Giesecke, Focillon and Hind, have accepted a late, if not posthumous date; however this date is certainly based on error, since Giambattista, in his Avvertimento at the top of the main map, refers to "l'approvazione che si è degnata mostrarne la Santità di N.ro Sig.re PAPA CLEMENTE XIV felicemente regnante". Supporting evidence for an earlier date comes from an impression of the Catalogo delle Opere, referred to by Scott, which contains manuscript entries for the three Vedute di Roma datable to 1774 and indicates that the map was already available. Etching, printed from the plates on three sheets of contemporary laid paper with watermark, double circle with the fleurs-de-lys.A very good early impression for the contemporary roman edition. Hind, p. 87, [1778-9.]; Focillon 600; Ficacci 700; Wilton-Ely, II, 1008.
Pianta di Roma disegnata colla situazione di tutti i Monumenti antichi : de' quali in oggi ancora se ne vedono gli avanzi, ed illustrata colli Framm.ti di Marmo della Pianta di Roma antica, scavati, saranno due secoli, nelle Rovine del Tempio di Romolo; ed ora esistenti nel Museo di Campidoglio. Acquaforte e bulino, 1756 circa, firmata in lastra in basso a destra. Dalla serie Le Antichità Romane. Meravigliosa prova, ricca di toni, impressa a inchiostro bruno su carta vergata coeva, con pieni margini ed in perfetto stato di conservazione. Opera tratta dalla prima edizione, pubblicata a Roma nel 1756 nella stamperia di Angelo Rotili a Palazzo Massimo alle Colonne, dai signori Bouchard e Gravier, librai e mercanti in Roma con sede presso San Marcello al Corso. La raccolta conteneva un ritratto del Piranesi, inciso da Felice Polanzani, e recava una dedica a James Caulfield conte di Charlemont, dedica poi eliminata in seguito ad un litigio. Di questa edizione originale, che venne alla luce nel maggio del 1756, sono note tre diverse tirature, connesse con le vicende del litigio con lord Charlemont, vicende documentate dal Piranesi stesso nelle sue Lettere di Giustificazione del 1757. Le diverse tirature sono riconoscibili tra loro proprio nel frontespizio del primo tomo, quello originariamente dedicato al nobile inglese, che successivamente si presenta con dedica e stemma araldico abraso, quindi con l’aggiunta di una dedica dell’autore Aevo Suo Posteri set Utilitari Publicae. Henry Focillon, nel suo saggio del 1918, suppone che il Piranesi prepari ed incida le tavole per l’opera tra il 1750 ed il 1756, tuttavia, elementi architettonici fanno risalire alcune al 1746. In realtà le tavole più antiche utilizzate nella raccolta risalgono probabilmente ad anni ancora precedenti, come sembra suggerire sia l’estrema complessità dell’opera, legata ad un lunghissimo lavoro di preparazione e ricerca, sia l’oscillazione stilistica riscontrabile comparando le varie tavole. Ad ogni modo, la grandiosità delle Antichità Romane del Piranesi non sta solamente nel grande lavoro grafico prodotto dall’artista: l’opera risulta infatti fondamentale come innovazione metodologica nel settore dell’archeologia a lei contemporanea, con l’utilizzo di scritti che sono essenziali per comprendere il pensiero dell’autore e l’innovazione del metodo piranesiano. Si può quindi sostenere, come giustamente fa notare il Focillon, che l’artista veneziano fondi l’archeologia moderna. Questa innovazione comporta, però, un enorme stacco e una grande divergenza con il pensiero e la cultura ufficiale ed accademica del periodo - di derivazione anglosassone - causando enormi polemiche di cui Piranesi fu bersaglio, e il fiorire di una negativa aneddotica intorno alla sua persona, il cui scopo era quello di ristabilire l’egemonia minacciata della cultura “classica”. Il principale pensiero espresso nelle Antichità Romane consiste nel documentare e conservare in effige un patrimonio monumentale che andava di giorno in giorno sgretolandosi, linea di condotta che andava contro l’atteggiamento culturale di amatori ed antiquari, il cui piacere era puramente estetico, non disdegnando all’occorrenza, l’asporto di frammenti anche vistosi di antichità a titolo di puro collezionismo o alla stregua di souvenir. La principale novità della sua impostazione consiste nell’unificare in un solo momento le operazioni di scavo, di rilievo, le indagini strutturali e la misurazione con lo studio delle fonti letterarie, a cui egli fa riferimento diretto. Questo momento di unificazione è rappresentato dallo studio topografico, che unito alla tecnica di rilievo, alla conoscenza dei materiali e delle tecniche antiche, allo scavo ed al sopralluogo dava luce all’archeologia, ovvero lo studio della storia antica. Stampata su contemporanea carta vergata con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB” (Robison 33), tipica di ques... Pianta di Roma disegnata colla situazione di tutti i Monumenti antichi : de' quali in oggi ancora se ne vedono gli avanzi, ed illustrata colli Framm.ti di Marmo della Pianta di Roma antica, scavati, saranno due secoli, nelle Rovine del Tempio di Romolo; ed ora esistenti nel Museo di Campidoglio. Etching with engraving, 1756, signed at the bottom margin. From the Antichità Romane, first edition by the French publisher Bouchard and Gravier in 1756. A great impression, printed with brown ink on contemporary laid, strong, paper, with margins, perfect conditions. The first edition of this work, in four volumes, was published in Rome in 1756 at the printing-works of Angelo Rotili at the Massimo alle Colonne Palace, by Bouchard and Gravier, book-dealers and tradesmen located in Rome near the church of St. Marcel at the Via del Corso. This collection included a portrait of Piranesi, engraved by Felice Porziani, and a dedication to James Caulfield, count of Charlemont. This dedication was later abolished in the aftermath of a quarrel, described by Piranesi in his Lettere di Giustificazione [Letters of Justification] (1757), which also gave rise to three different versions of this first original edition (May 1756). These different versions are distinguishable from the title-page of the first volume, which initially was dedicated to the Irish aristocrat, then exhibited a cancelled dedication and coat of arms and, finally, bore a Latin motto written by the artist "Aevo Suo Posteri set Utilitari Publicae". Henry Focillon, in his 1918 treatise, presumed that Piranesi prepared and engraved the plates for this collection between 1750 and 1756, although some architectural features could have a few of them dating back to 1746. Actually, the oldest plates included in this collection probably date back even further, as suggested by the extraordinary complexity of this work, due to a prolonged phase of preparation and research, together with the stylistic alterations which can be observed by comparing the different plates. The magnificence of Piranesi's Antichità Romane, however, is not only in the artist's large graphic output. Indeed, this work is of primary importance from the standpoint of methodological innovation within the framework of contemporary archaeology, with the utilisation of texts which are of essential importance for the comprehension of the author's ideas and of the innovations implied in Piranesi's methodology. It can be asserted, as correctly emphasised by Focillon, that the Venetian architect founded modern archaeology. However, this new-fashioned approach implied an important disassociation and a significant deviation from the convictions and the official and academic culture of the time, which was of Anglo-Saxon derivation. This gave rise to a serious controversy, whose target was Piranesi, and to an adverse anecdotal literature concerning his person, the objective being the re-establishment of the endangered authority of the culture it was threatening. The main motivation behind the Antichità Romane was the documentation and preservation, utilising illustrations, of a heritage of ancient monuments which was being ravaged on a daily basis. This approach was incompatible with the one held by amateurs and antiquarians who only took pleasure from aesthetic contemplation and would not refrain from occasionally removing rather imposing parts from ancient relics for their private collections or, more simply, as souvenirs. The main new feature in his procedure was to unify into a single space the acts of excavating, surveying, structural inquiries and measurement together with the analysis of literary sources, the latter of which he examined for himself. This step of unification is characterised by the study of topography which, together with surveying techniques, the knowledge of antique procedures and materials, excavations and on-site inspections, gave rise to archaeology, in other words to the study of ancient h... Focillon 153, Wilton Ely 288; A. P. Frutaz, "Le piante di Roma", XXXV, tav. 69.
La pianta del Cruyl, pubblicata per la prima volta nel 1665 dalla tipografia De Rossi, è una delle rare immagini della città che presenta contemporaneamente sia un impianto iconografico che prospettico.Le vedute presenti in questa pianta sono le stesse che furono poi oggetto di specifiche vedute intagliate dall’artista fiammingo, quasi come una sorta di catalogo personale.L’esemplare in questione è edito da Giovanni Battista De Rossi nel 1665. Sono note una ristampa con l'aggiunta di alcune vedute dei luoghi notabili ad opera di Matteo Gregorio de Rossi (1696) e un’ulteriore tiratura a cura di Carlo Losi, datata 1773.Incisa da Giulio Testone, su due matrici di rame, tracce di pieghe di carta, alcune abrasioni, nel complesso in ottimo stato di conservazione.In alto al centro il titolo: PIANTA DI ROMA COME SI TROVA AL PRESENTE COLLE ALZATE DELLE FABRICHE PIU NOBILI COSI ANTICHE COME MODERNE. Nel bordo superiore del riquadro: a sinistra L. Cruyl delin., al centro Superiorum licen. a destra Giulio Testone Romano Sculp.Opera molto rara e ricercata. Magnifico esemplare della tiratura di Carlo Losi, in perfetto stato di conservazione.BibliografiaArrigoni-Bertarelli (1939): n. 142; Christie’s (1998): p. 50, n. 1043; Ehrle (1908): p. 23; Frutaz (1962): pp. 216-217, n. CLIV, Tav. 343; Hülsen (1915): XXIV, pp. 87-89, nn. 110-111; Jatta (1992): p. 166, n. 31s; Jatta (2012); Marigliani (2007): pp. 216-217, n. 124 e p. 249, n. 155; Roma Veduta (2000): p. 175, n. 31; Scaccia Scarafoni (1939): pp. 125-126, n. 241. Etching with engraving, 1665. A fine impression, with plate tone, of the third state of three, printed on 2 sheets of contemporary laid paper, full margins, very good condition.This map was published for the first time in 1665 by De Rossi; it is one of the rare images of the city depicting, at the same time, an iconographic and perspective system. The views are the same that the Flemish artist engraved afterwards as a sort of personal catalogue. The first state has been printed by Giovanni Battista De Rossi in 1665. The plate was then published by Matteo Gregorio de Rossi in 1696 and finally reissued by Carlo Losi, in 1773. It has been engraved by Giulio Testone on two copper plates.A very rare and important map of Rome. A great example. Literature Arrigoni-Bertarelli (1939): n. 142; Christie’s (1998): p. 50, n. 1043; Ehrle (1908): p. 23; Frutaz (1962): pp. 216-217, n. CLIV, Tav. 343; Hülsen (1915): XXIV, pp. 87-89, nn. 110-111; Jatta (1992): p. 166, n. 31s; Jatta (2012); Marigliani (2007): pp. 216-217, n. 124 e p. 249, n. 155; Roma Veduta (2000): p. 175, n. 31; Scaccia Scarafoni (1939): pp. 125-126, n. 241.
Pianta tratta dall’Atlante geografico degli Stati italiani delineato sopra le migliori e più moderne mappe per servire di corredo alla corografia fisica storica e statistica dell'Italia, di Attilio Zuccagni Orlandini stampato a Firenze, presso gli editori, 1844. In 2° massimo, 2 voll. Il primo volume contenente le carte dell’Italia Superiore in 52 fogli, il secondo volume quelle dell’Italia Inferiore in 77 fogli. Attilio Zuccagni Orlandini (1784-1872) nacque a Fiesole con il nome di Giuseppe Orlandini. In seguito all’adozione da parte del facoltoso zio materno Attilio Zuccagni (1754-1807), botanico e georgofilo, assunse il nome di Attilio Zuccagni Orlandini. La sua più importante opera è la relazione geografico-cartografica di tutti gli Stati preunitari italiani, la grandiosa Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia e delle sue Isole (Firenze 1835-1845), in dodici volumi per diciannove tomi, con un volume introduttivo sull’intera penisola italiana. L’opera costituì la summa delle centinaia di opere geografiche generali, regionali e locali allora disponibili e presentava, per ogni Stato preunitario, la trattazione fisica, storica, topografica e un inquadramento statistico. Nel 1844-45, la Corografia fu arricchita con cinque volumi di cartografie, vedute e altre illustrazioni di luoghi e monumenti: Atlante geografico degli Stati italiani delineato sopra le migliori e più moderne mappe (due volumi con 144 tavole inclusa la grande carta della penisola in 15 fogli) e Atlante illustrativo ossia raccolta dei principali monumenti italiani antichi, del medio evo e moderni e di alcune vedute pittoriche (tre volumi con 413 illustrazioni, stampate su 269 fogli). Le tavole furono incise, sempre a Firenze, in due apposite officine, da quattro valenti artisti lombardi (Vittorio Angeli, Giacinto Maina, Pietro Manzoni e Giuseppe Pozzi). Soprattutto il primo dei due atlanti rappresenta, ancora oggi, una pietra miliare nella storia della cartografia e dell’iconografia geografica italiana. Fu veramente ‘un’ardua impresa’, dal momento che spesso mancavano ancora (come, ad esempio, per il Ducato di Lucca e lo Stato Pontificio) prodotti cartografici compiutamente geometrici. I due prodotti furono presentati ai Georgofili nel 1843 e nel 1844, insieme alla mappa della Repubblica di San Marino. L’opera si rivelò oltremodo costosa e non ottenne il successo commerciale sperato, ma servì da base per tante altre iniziative editoriali successive che vi attinsero, talora senza neppure rispettarne i diritti d’autore. Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, lievi ossidazioni, per il resto in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Cfr. Anna Guarducci - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 100 (2020). Plan taken from the Atlante geografico degli Stati italiani delineato sopra le migliori e più moderne mappe per servire di corredo alla corografia fisica storica e statistica dell'Italia, di Attilio Zuccagni Orlandini printed in Florence, 1844. The first volume contains the maps of Northern Italy in 52 sheets, the second volume those of Southern Italy in 77 sheets. Attilio Zuccagni Orlandini (1784-1872) was born in Fiesole under the name of Giuseppe Orlandini. Following adoption by his wealthy maternal uncle Attilio Zuccagni (1754-1807), a botanist and georgofile, he took the name Attilio Zuccagni Orlandini. His most important work is the geographic-cartographic report of all the pre-unification Italian states, the great Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue Isole (Florence 1835-1845), in twelve volumes for nineteen tomes, with an introductory volume on the entire Italian peninsula. The work constituted the sum of hundreds of general, regional and local geographic works then available and presented, for each pre-unification state, the physical, historical, topographical and statistical framework. In 1844-45, the Corografia was enriched with five volumes of maps, views and other illustrations of places and monuments: Atlante geografico degli Stati italiani delineato sopra le migliori e più moderne mappe (two volumes with 144 plates including the large map of the peninsula in 15 sheets) and Atlante illustrativo ossia raccolta dei principali monumenti italiani antichi, del medio evo e moderni e di alcune vedute pittoriche (three volumes with 413 illustrations, printed on 269 sheets). The plates were engraved, again in Florence, in two special workshops, by four talented Lombard artists (Vittorio Angeli, Giacinto Maina, Pietro Manzoni and Giuseppe Pozzi). Especially the first of the two atlases represents, even today, a milestone in the history of cartography and Italian geographic iconography. It was truly 'an arduous undertaking', since cartographic products were often still lacking (as, for example, for the Duchy of Lucca and the Papal States) fully geometric. The two products were presented to the Georgofili in 1843 and 1844, along with the map of the Republic of San Marino. The work proved to be very expensive and did not achieve the commercial success hoped for, but served as a basis for many other subsequent publishing initiatives that drew on it, sometimes without even respecting the copyright. Copperplate with fine outline colour, good condition. Literature Anna Guarducci - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 100 (2020).
Incisione in rame, montata su tela coeva e divisa in 32 stacchi. Riporta in basso la nota “Publicata spese di Venanzio Monaldini Libraio e Cartolaro in Piaz.ª di Spagna Nº19 an.º 1824”. Molto ben conservata. La mappa raffigura la città entro la cinta delle mura, come incisa su una lastra di pietra. Sui lati la pianta è arricchita da sono16 piccole vedute raffiguranti alcuni tra i maggiori monumenti: Basilica di S. Pietro; Basilica di S.M. Maggiore; Pantheon di Agrippa; Foro romano; Basilica di S. Giovanni in Laterano; Basilica di S. Paolo; Campidoglio; Anfiteatro Flavio; Piramide di C. Cestio; Foro Trajano; Monte Cavallo. Ai lati della pianta vi è poi un lungo elenco di toponimi.Prima edizione della più nota e migliore pianta di Pietro Ruga, pubblicata da Venanzio Monaldini. La città è raffigurata come se fosse incisa su una grande lastra di pietra affissa a parete mediante grappe metalliche, riprendendo in questo un'invenzione del Piranesi (la pianta inserita nell'opera Le Antichità Romane del 1756). Piazza del Popolo è rappresentata con i due emicicli appena completati (1823). Secondo Scaccia Scarafoni la pianta ha una scla di 1:7000. First edition of the "marble map" of Rome by Pietro Ruga.Copper engraving, mounted on coeval canvas and divided into 32 pieces.Below is the note ublicata spese di Venanzio Monaldini Libraio e Cartolaro in Piaz.ª di Spagna Nº19 an.º 1824".Very well preserved. The map depicts the city within the walls, as carved on a stone. On the sides the plant is enriched by 16 small views representing some of the major monuments: Basilica di S. Pietro; Basilica di S.M. Maggiore; Pantheon di Agrippa; Foro romano; Basilica di S. Giovanni in Laterano; Basilica di S. Paolo; Campidoglio; Anfiteatro Flavio; Piramide di C. Cestio; Foro Trajano; Monte Cavallo. On the sides of the plant there is also a long list of toponyms. Marigliani, Le Piante di Roma nelle collezioni private, p. 319, n. 249; Frutaz 188, Scaccia Scarafoni n. 264.
Plon 1931, In-8 broché, viii + 492 pages. Exemplaire non coupé. Petites salissures à la couverture sans gravité. Bon état.
115 p. + Half tone photographic illustrations; + Folding Maps. Tall 8vo. Original cloth backed printed paper boards. Binding worn and slightly soiled. Scarce. PA 24 x2
No marks or inscriptions. No creasing to covers or to spine. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. 320pp. A travel guide to the natural landmarks of Southern Utah including Grand Circle, Red Rock Country and Dinosaur National Monument with emphasis on the opportunities for spectacular photography and with over 240 full-color photographs.
vi, 80 pages of maps, 61 pages of indexes, includes special London section, repair to rear hinge, dusty page edges. eng
colour maps, index, inscription of a previous owner on the inside front cover. eng
4to [29 x 25 cm, 11.5 x 9.7 inches]; large folding colored map measuring 78 x 122 cm or 37.5 x 48 inches that folds to 29 x 25 cm. original cloth covers, title lettering on cover and spine, joint cracked but firm, marbled endpapers, original ribbon ties, map near fine and clean, linen-backed sectional map as originally issued, in very good original cover. A picture of this book is av A very detailed map, showing all of Europe including Western Russia to Iceland, part of north Africa, Lebanon, most of Caspian Sea. It shows cities, railways, mail and other steamers routes, wireless stations, canals, Lloyd's signal states, each country is shown in different color, also shows altitudes, etc. The scale is 72 mile to the inch or 1:4,500,000.
over 100 pages of colour maps, index. eng
85th edition. Fine hbk bound in glazed pictorial boards. Co-editors, D. Gaylard, L. Prince-Smith, J. Russell, R. Smith, A. Wells. ISBN 0540055549. 21219. eng
128p. Illustrated with numerous photographs, many in color, and maps. 16mo. Original wraps very soiled. PA PAMPH 20_18 BX6
Hardcover in-4, 111 pages, entièrement illustré en n-b, cartonnage illustre. Bel exemplaire bien complet du DISQUE VINYLE 45 tours. [VU-8]
No marks or inscriptions. Crease to lower corner of rear cover. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. 82pp. A guide to the sumptuous Palace and gardens of Peterhof in St. Petersburg, Russia. Very scarce in the UK.
Format: 27,5 x 34 cm. Blatt: 32 x 39 cm. Graphiken de
Engraved map in original outline colour. Flanked by two mounted columns of French text. Very fine map of Arabia by the “Ingénieur-Geographe du Roy” Louis Brion de la Tour (1756-1823) showing Turkey, Palestine, present-day Iraq and Iran, the Caucasus region as well as the Arabian Peninsula. Cf. National Maritime Museum Cat. I, 264. Not in Al Ankary; Al-Qasimi.
Paris, Institut Géographique National, 1946. Entelado y plegado. Muy buen ejemplar.
In -folio, due voll. legati assieme; pp. (68), 504, (4); (40), 334, (2). Legatura in piena pelle alle armi di Felipe Ramirez Nuñez de Guzmán de Medina, nervi e titolo al dorso. Questa di Basilea del ’32 è considerata l’ultima e migliore edizione nel Cinquecento in latino delle Genealogie [...] che si deve all’umanista strasburghese Jakob Moltzer. Notevoli le illustrazioni genealogiche a piena pagina in quest’opera che, in vita, diede fama a Boccaccio, i cui lavori in volgare erano considerati una produzione minore. Rilegato con i Saturnalia e il commentario al Somnium Scipionis, le due maggiori opere di Macrobio nell’edizione di Camerario. Numerose illustrazioni nel testo fra cui l’incisione del planisfero macrobiano, diviso in zone climatiche, che costituì per circa un millennio il modello geografico terrestre: nella prima riproduzione a stampa di questa mappa, del 1483, le linee climatiche erano dritte, qui per la prima volta sono curve e rimandano a un modello di terra sferica e non piatta. This Basilea 1532’s edition is considered the last and the best latin edition in XVI century of “Genealogie”: it’s due to austrian scholar Jakob Moltzer. The full page genealogic illustrations are remarkable; this work gave a reputation to Boccaccio while he was still alive, and whose works in volgare were then considered a less important production. Bound with the “Saturnalia” and commentary to “Somnium Scipionis”, the most important Macrobio’s works in Camerario edition. Many illustrations in text: between them the macrobian world map, divided in climatical areas, that was for about 1000 years the geografic Earth pattern: in the first printed reproduction of this map, from 1483, the climatical lines were straight, while here they are bent and they suggest a spheric Earth model.
No marks or inscriptions. A very clean very tight copy with unmarked black cloth boards and no bumping to corners. Dust jacket not price clipped or marked or torn or creased with minor traces of storage. 406pp. History of the Scottish Isle of Islay and its whisky. The Island is home to seven of the world's most widely admired malt whisky distilleries on its shores and this study provides a most detailed analysis of Scotch malt whisky production. Maps on end papers.