3 848 résultats
(Codice VA/1106) Nuova testata, edita in collaborazione con National Geographic Society, che continuò la tradizione dell'antica "LE VIE DEL MONDO". Raccolta completa di tutto il pubblicato, dal n° 1 anno I (luglio 1987) all'ultimo numero con il "commiato" del direttore (Anno VI - settembre 1992). In totale 63 riviste, tutte complete di copertine e in ottima conservazione. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
IN 8° CARRE' ( cm.23,5 X 25 ), pp.404. LEGATURA EDITORIALE IN PIENA TELA RIGIDA MARRONE ILLUSTRATA in b/n. CON TITOLO IN ROSSO. 264 ILLUSTRAZIONI in b/n. TRA PIANTE VEDUTE E CARTE DEL TERRITORIO VICENTINO. VARIE FIGURE NEL TESTO. SAGGIO DI GIULIANA MAZZI.<BR>IL CATALOGO E' STATO COMPOSTO DAGLI AUTORI ORDINANDO IL FONDO ICONOGRAFICO DELLA BIBLIOTECA BERTOLIANA. OTTIMA CONSERVAZIONE, PRIMA EDIZIONE. ID 5488
In-8° quadrato, cm 24, pp. 404, con illustrazioni fuori testo. A cura di Attilio Carta, Mariella Magliani, Adele Scarpari, Renato Zironda e con un saggio di Giuliana Mazzi.
MORTIER PIERRE (Leida, 1661 - Amsterdam, 1711) VICENCE. , inizio XVIII sec., Buono (Good) Buon es. e marginoso. acquaforte <br> inciso cm. 52 x 42 <br> <br> <br>
4°, pp. 57, 32 tavole a colori, rilegatura editoriale, titolo in oro al piatto e dorso, sovracoperta editoriale illustrata a colori, custodia editoriale, Esemplare come nuovo
16°, cm 15x9, due volumi in un tomo di pp. 179, (1); 180; legatura in mezza pelle coeva con fregi e titolo in oro al dorso, qualche lievissimo segno del tempo all'esterno, minime fioriture alle pagine per la qualità della carta, peraltro ottimo esemplare. Prima edizione napoletana adorna di 6 rami, tra cui una carta geografica e 3 incisioni in coloritura coeva. L'autore fu un prete cattolico che visse molti anni a Corfù e pubblicò le relazioni dei viaggi che effettuò in numerose isole del Mediterraneo.
Milano, T.C.I., 1985, in-4, cartone editoriale, pp. 192. Con numerose illustrazioni a colori. (“Un'esplorazione” che spazia dall'alta Valsesia al Grand Canyon; dagli Xavante del Mato Grosso alla “città ideale” di San Gimignano; dalla carta topografica alla Compagnia delle Indie...).
30 tavole in bianco e nero e 4 a colori fuori testo
160x100 mm, pp. 639, 27 (su 32) tavole fuori testo di cui una grande carta dell'Italia più volte ripiegata, con un non grave strappo all'interno, rilegatura recente in mezza pelle, titolo in oro al dorso che è diviso da 4 nervi, piatti marmorizzati. antichi appunti a penna alle ultime due carte, esemplare buono.
numerosissime foto in bianco e nero e a colori
10 tavole fuori testo
Carta geografica telata ripiegata in 18 parti (dim. L. 75 x 55 cm.), litografia in b.n. Leggerissime fioriture molto marginali, per il resto in buono stato di conservazione. FOGLIO N. XVII della carta generale della SVIZZERA in scala 1: 100.000.
26 illustrations en couleurs, 49 en héliogravure, 15 relevès, plans et dessins, 5 cartes
MERCATORE GERARDO (1512 - 1594) VERONAE VICENTAE E PATAVII DITIONES. , fine XVI sec., Buono (Good) Buon es.. acquaforte acqurellata a mano <br> inciso cm. 50 x 37 <br> <br> <br>
illustrazioni, 1 carta
- LA PRIMA CARTA SISMICA ITALIANA - Vero disegno de i luoghi nella Puglia quali sono rovinati e dannegiati dal Spaventoso terremoto successo quest’anno 1627 à 30 di luglio, con mortalità grande [come si fa coniettura] posta 17 millia persone. La città di S. Severo dove de 2000 case una sola è rimasta. Roma M. Greuter con licenza de sup.1627. Rarissima carta sismica del Gargano e della Capitanata, relativa al terremoto del 1627, incisa e pubblicata da Mattheus Greuter – probabilmente impegnato nella zona per il rilievo del territorio per la sua grande carta dell’Italia (1630) - a stretto giro dell’avvenimento. Per l’analisi della mappa ci avvaliamo del saggio sulle carte sismiche di Simonetta Conti (2010). Scrive la Conti: “Il primo terremoto che ha dato vita a una vera e propria carta sismica è quello che colpì l’area della Capitanata nel 1627. Un manoscritto scoperto e studiato da Mario Baratta (1894) illustra con ampia dovizia di particolari il sisma, i “segni premonitori”, il maremoto con la sua onda anomala e soprattutto pone in luce il terribile risultato che il terremoto ebbe sul territorio e sulla sua popolazione. «Cominciarono ad udirsi, ma leggermente, i terremoti sin dall’anno precedente 1626 in ottobre, novembre e dicembre; in gennaio del 1627, in febbraio, in marzo ed in aprile; non si udirono poi il maggio ed il giugno sino ai 30 di luglio […] Ai 27 di luglio si guastarono le acque dei pozzi e, con meraviglia e stupore di chi le gustava, davano odore sulfureo e grave […] A 30 di luglio dell’anno 1627 […] s’udì muggire la terra non a guisa di un toro, ma di grandissimo tuono, chè non si saprebbe dar altra comparazione, ed appresso si vide ondeggiare la terra a guisa che sogliono l’onde nel maggiore agitamento del mare, in maniera che io ed i miei compagni fummo battuti da quell’impeto di faccia a terra, e, nell’alzarci si sollevò ondeggiando di nuovo la terra, e di nuovo caddimo: ma assai più la terza volta che ondeggiò con maggior rabbia […] Diede poi una scossa sì grande e terribile verso Ostro, che rovinò in un subito tutta la Città […] seguitò poi lentamente il tremare e si vide ingombrata e coperta da una densissima caligine di polvere la Città e così si vide sopra Torremaggiore, San Paolo, Serra Capriola, Apricena e Lesina, con che diedero segno di loro rovina… La mattina seguente i terremoti erano veementi e continui» [Baratta, 1894, pp. 404-408)]. A San Severo «[...] non restò casa o palagio o tempio che non fosse guasto in tutto od in parte da sì crudele rovina […] Fatto con diligenza il numero dei morti, tra uomini, donne e fanciulli si trovò essere stato 800 in circa quello dei cittadini, senza il numero grande dei forastieri, e questo numero sì poco dei morti fu perché, essendo il tempo dell’aja, la maggior parte degli abitanti si trovavano per la campagna […] continuavano e giorno e notte le scosse con spavento indicibile, dubitandosi di nuovi danni; ma nove giorni dopo, la notte del sabato veggente [9 agosto] si fe’ sentire un terremoto tanto terribile e grande che fu poco dissimile dal primo. Questo finì di rovinare la Serra Capriola […] Cadde di Torremaggiore tutta quella parte che conteneva la Terra Vecchia quasi dai fondamenti, e della terra più moderna poche case furono che restarono in piedi […] In questa terra tra uomini, donne e fanciulli, cittadini da 300 in circa ne morirono senza il numero dei forastieri, che non si poté sapere […] Il Casale di San Paolo rovinò tutto dai fondamenti […] e vi morirono più di 350 persone tra grandi e piccole […] Della Serra Capriola dove il terremoto si sentì più acremente che nella suddetta terra, quanto conteneva la Terra vecchia ruinò tutto […] Morirono in questa terra, secondo la più certa relazione, perché è popolarissima, tra uomini e donne e fanciulli, da 2000, senza i forastieri […] Vicino a questi luoghi [Sant’Angel... - THE FIRST ITALIAN EARTHQUAKE MAP - Vero disegno de i luoghi nella Puglia quali sono rovinati e dannegiati dal Spaventoso terremoto successo quest’anno 1627 à 30 di luglio, con mortalità grande [come si fa coniettura] posta 17 millia persone. La città di S. Severo dove de 2000 case una sola è rimasta. Roma M. Greuter con licenza de sup.1627. Very rare earthquake map of Gargano and Capitanata, relating to the 1627 earthquake, engraved and published by Mattheus Greuter-probably engaged in the area to survey the territory for his large map of Italy (1630)-close to the event. We make use of Simonetta Conti's (2010) essay on seismic maps to analyze the map. Conti writes: “Il primo terremoto che ha dato vita a una vera e propria carta sismica è quello che colpì l’area della Capitanata nel 1627. Un manoscritto scoperto e studiato da Mario Baratta (1894) illustra con ampia dovizia di particolari il sisma, i “segni premonitori”, il maremoto con la sua onda anomala e soprattutto pone in luce il terribile risultato che il terremoto ebbe sul territorio e sulla sua popolazione. «Cominciarono ad udirsi, ma leggermente, i terremoti sin dall’anno precedente 1626 in ottobre, novembre e dicembre; in gennaio del 1627, in febbraio, in marzo ed in aprile; non si udirono poi il maggio ed il giugno sino ai 30 di luglio […] Ai 27 di luglio si guastarono le acque dei pozzi e, con meraviglia e stupore di chi le gustava, davano odore sulfureo e grave […] A 30 di luglio dell’anno 1627 […] s’udì muggire la terra non a guisa di un toro, ma di grandissimo tuono, chè non si saprebbe dar altra comparazione, ed appresso si vide ondeggiare la terra a guisa che sogliono l’onde nel maggiore agitamento del mare, in maniera che io ed i miei compagni fummo battuti da quell’impeto di faccia a terra, e, nell’alzarci si sollevò ondeggiando di nuovo la terra, e di nuovo caddimo: ma assai più la terza volta che ondeggiò con maggior rabbia […] Diede poi una scossa sì grande e terribile verso Ostro, che rovinò in un subito tutta la Città […] seguitò poi lentamente il tremare e si vide ingombrata e coperta da una densissima caligine di polvere la Città e così si vide sopra Torremaggiore, San Paolo, Serra Capriola, Apricena e Lesina, con che diedero segno di loro rovina… La mattina seguente i terremoti erano veementi e continui» [Baratta, 1894, pp. 404-408)]. A San Severo «[...] non restò casa o palagio o tempio che non fosse guasto in tutto od in parte da sì crudele rovina […] Fatto con diligenza il numero dei morti, tra uomini, donne e fanciulli si trovò essere stato 800 in circa quello dei cittadini, senza il numero grande dei forastieri, e questo numero sì poco dei morti fu perché, essendo il tempo dell’aja, la maggior parte degli abitanti si trovavano per la campagna […] continuavano e giorno e notte le scosse con spavento indicibile, dubitandosi di nuovi danni; ma nove giorni dopo, la notte del sabato veggente [9 agosto] si fe’ sentire un terremoto tanto terribile e grande che fu poco dissimile dal primo. Questo finì di rovinare la Serra Capriola […] Cadde di Torremaggiore tutta quella parte che conteneva la Terra Vecchia quasi dai fondamenti, e della terra più moderna poche case furono che restarono in piedi […] In questa terra tra uomini, donne e fanciulli, cittadini da 300 in circa ne morirono senza il numero dei forastieri, che non si poté sapere […] Il Casale di San Paolo rovinò tutto dai fondamenti […] e vi morirono più di 350 persone tra grandi e piccole […] Della Serra Capriola dove il terremoto si sentì più acremente che nella suddetta terra, quanto conteneva la Terra vecchia ruinò tutto […] Morirono in questa terra, secondo la più certa relazione, perché è popolarissima, tra uomini e donne e fanciulli, da 2000, senza i forastieri […] Vicino a questi luoghi [Sant’Angelo e Ripalta] fece il terremoto grandissime e profonde aperture, e specialmente sopra la r...
<br/> STATO: USATO, MOLTO BUONO.<br/> TITOLO: Venezuela. <br/> AUTORE: Lieuwen,Edwin.<br/> EDITORE: Oxford University Press<br/> DATA ED.: 1969,<br/> alcune segnature a penna nt. Testo in inglese.
In 8 (cm 15 x 22,5), pp. 70. Dedica autografa al piatto anteriore. Brossura editoriale con leggero alone al piatto anteriore. Estratto editoriale dagli Atti del R. Istituto veneto di Scienze, Lettere e Arti.