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In-16°, legatura in brossura editoriale, pp. XIX-92. Esemplare intonso.
Xilografia, 1482. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, in splendida coloritura coeva, minimi restauri alla piega centrale perfettamente eseguiti, per il resto in ottimo stato di conservazione. Rarissima carta a proiezione trapezoidale, tratta dall’edizione del 1486 della Geographia di Ulm. Donnus Nicolaus Germanus era un cartografo di origine tedesca attivo a Firenze nella seconda metà del XV secolo. Sconosciute sono le sue origini, ma il nome Donnus, diminutivo di Dominus, lascia intendere che si tratti di un monaco benedettino probabilmente originario di Reichenbach. Pioniere della cartografia, si dedicò allo studio della traduzione latina della Geographia di Tolomeo curata da Jacopo Angelo. Nel 1466 il Germanus (Nicolaus Laurentii), che lavorava a Firenze come cosmografo presentò in visione a Borso d’Este, duca di Ferrara, il manoscritto di una Geographia, come visto a base dell’edizione di Bologna del 1477. Nel 1468 Nicolaus produsse la sua terza edizione della Geographia, questa volta spostando la Groenlandia a nord della Scandinavia e l’Islanda a Nord Ovest, alla stessa latitudine. A partire dalle mappe di questa terza versione di Nicolaus, furono realizzate le edizioni a stampa della Geographia di Ulm del 1482 e 1486. Si tratta della prime edizioni stampate al di fuori dell’Italia. Il lavoro contiene 32 carte, delle quali cinque non di derivazione tolemaica, tutte realizzate, a differenza delle versioni italiane, in silografia. Le incisioni su legno sono di Johannes Schnitzer di Arnheim. L’opera è considerata come la più elaborata ed importante edizione della Geographia, proprio perché per la prima volta erano aggiunte alcune carte geografiche di fattura moderna, che servivano da paragone con quelle tolemaiche. La successiva ristampa del 1486, fu edita dal Reger, che acquisì le matrici nel 1484 da Holle. Le matrici in legno furono ristampate senza variazioni sostanziali; unico cambiamento è il testo al verso delle carte (dove è tralasciata la decorazione) ed il titolo di ognuna, aggiunto nella parte superiore della mappa. L’edizione del Reger per la prima volta introduce il Registrum alphabeticum e il De locis et mirabili bus mundi, che diverranno molto popolari tanto da essere inseriti nelle successive edizioni del Tolomeo di Roma del 1490 e 1507/8. Magnifico esemplare di questa importante carta. Dimensioni 550/520x365. Woodcut, 1482. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper, in beautiful contemporary colouring, minimal restoration at center fold perfectly executed, otherwise in excellent condition. Very rare map on trapezoid projections, from the edition of 1486 of the Geographia of Ulm. Donnus Nicolaus Germanus was a cartographer of German origin active in Florence in the second half of the fifteenth century. Its origins are unknown, but the name Donnus, short for Dominus, suggests that it is probably a Benedictine native of Reichenbach. A pioneer in cartography, he devoted himself to the study of the Latin translation of Ptolemy's Geographia curated by Jacopo Angelo. In 1466 Germanus (Nicolaus Laurentii), who worked in Florence as cosmographer, appeared in a vision to Duke of Ferrara Borso d'Este, the manuscript of a Geographia. In 1468 Nicolaus produced his third edition of the Geographia, this time moving to the north of Scandinavia, Greenland and Iceland in the North West, at the same latitude. Starting from the maps of this third version of Nicolaus, were made the printed editions of the Geographia of Ulm in 1482 and 1486. This is the first editions printed outside Italy. The work contains 32 maps, of which five are not derived from the Ptolemaic, all made, unlike the Italian versions, in woodcut. The woodcuts are by Johannes Schnitzer of Arnheim. The work is considered as the most elaborate and important edition of the Geographia, because for the first time were added some maps of recent construction, which served as a comparison with the Ptolemaic. The next reprint of 1486, was published by Reger, who acquired the matrices in 1484 by Holle. The plates were reprinted without material changes; the only change is the text on the reverse of the map (where the decoration is omitted) and the title of each, added to the top of the map. The edition of Reger for the first time introduces the Registrum alphabeticum and De locis et mirabili bus mundi, which will become popular enough to be included in subsequent editions of Ptolemy to Rome in 1490 and 1507/8.A magnific example. Dufour/Lagumina 49; La Collezione Spagnolo-Patermo, p. 104, 5.
In-8 gr. (mm. 251x193), 2 volumi: 1 di testo in p. pelle bazana coeva (restaur. per abrasioni), cornice dorata ai piatti, fregi e tit. oro su tassello al dorso, dentelles dorate ai risg., tagli marmorizzati, pp. XII,232. Nell’opera: “Un précis historique des principales révolutions que cette isle a essuyées depuis ses temps connus jusqu’à sa dernière guerre avec les Génois (1761) - Portrait des Corses, leurs moeurs, coutumes, gouvernement, ecc. - Climat, productions et commerce - Description particulière et routier des cotes - Description géographique de la Corse par provinces, avec le détail des pièves et villages qu’elles contiennent”. - 1 Atlante (mm. 293x223), mz. pelle mod. con angoli, stile Settecento, decoraz. e tit oro su tassello al dorso, contenente: 1 tavola di Indice delle carte (a doppia pag.), entro pregevole cornice decorata - 1 carta generale dell’isola divisa in province e 37 carte geografiche e piante (la 6 e la 30 hanno un bis) di cui 4 sono a 1 pagina, 2 più volte ripieg., le restanti a doppia pagina. "Edizione originale", estremamente rara se completa di testo e Atlante. Cfr. Starace “Bibliografia della Corsica”, 189 e 190: “Opera importante”. Solo qualche piccola macchia nel t. altrimenti fresco esempalre, ben conservato.
In 8° (185x118); pagg. (16), 368 con 30 incisioni in rame compresa l'antiporta figurata e tre carte geogr. fuori testo delle isole principali, più volte ripiegate; inoltre numerose vedute e piante di città, spesso più volte rip., monumenti e personaggi. Pergamena coeva con nervature, titolo su tassello al dorso.<BR>Esemplare in buono stato di conservazione, con qualche minima fioritura saltuaria e alcune macchioline di questo celebre compendio storico apprezzato soprattutto per il ricco apparato iconografico, che ha accentuato la rarefazione dei volumi. Cremonini, 64. <BR><BR>
In-8 p. (mm. 207x135), 5 volumi, mz. pelle coeva (abrasioni ai piatti), fregi e titolo oro al dorso, pp. (12),CXLVII (di Introduzione),208; 384,CL,(2); 512,CXV; 402,CLX,(2); 488,CXII; con 1 ritratto dell'autore inc. in rame su disegno di C. Lasinio e, alla dedica, 1 ritratto di Carlo Andrea Pozzodiborgo (ambasciatore e plenipotenziario di S.M. l’Imperatore di tutte le Russie, presso il re dei Francesi), inc. in rame su disegno di A. Contardi. Al frontespizio del 1° vol., cartiglio a stampa applicato al marg. infer. con la scritta: "Esemplare della "Storia di Corsica del Filippini", inviato per ordine di S. E. il signor conte Pozzodiborgo. Dall'editore." Seconda edizione, rispetto alla prima del 1594, rivista, corretta e arricchita da numerosi documenti inediti raccolti da Giovanni Carlo Gregorj, e da una bibliografia dei letterati Corsi che fiorirono fino al secolo XVII. Opera fondamentale per la storia della Corsica, divisa in XIII libri, con ampie Appendici di documenti ed illustrazioni. Cfr. Graesse II, 580 - Brunet II, 1258. Con fiorit. interc. nel t. ma complessivam. discreto esemplare.
Incisione in rame su carta vergellata pesante con filigrana, con parti in coloritura antica indicanti le Giurisdizioni genovesi, mm 505x790. In basso a sinistra cartiglio sorretto da sirene con titolo, dedica ed elenchi delle Giurisdizioni, infine indicazione "Il Colorito Verde spiega ciò che è per ora in mano dei Genovesi". In alto a destra splendido decorativo cartiglio con tritoni con al centro stemma della Corsica. Splendido esemplare con traccia di pieghe editoriali.<BR>
Importante e rarissima opera a carattere devozionale, raffigurante S. Efisio che protegge Cagliari dall'attacco dei Francesi nel 1793. SI tratta di una tavola ispirata all'assedio della città (dicembre 1792-febbraio 1793).Nel 1793 una flotta francese si prepara all'assalto della città, assolutamente impreparata all'assedio. Ma una serie di eventi clamorosi - devastanti libecciate che danneggiano gravemente le navi, le errate manovre militari delle truppe - costringono l'ammiraglio francese Truguet a rinunciare all'impresa. Secondo la tradizione popolare e all'arcivescovo di Cagliari Melano si tratta di un miracolo dovuto a S. Efisio. In basso al centro si legge il titolo "Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa s. Ephisii patrocinio defensa ann. ae.v. MDCCXCIII".Più in alto troviamo la dedicata a Vittorio Filippo Melano (Cuneo, 27 settembre 1733 – Novara, 23 dicembre 1813) che, intrapresa la carriera ecclesiastica tra i domenicani, divenne uno stimato maestro di teologia. Il 1º giugno 1778 fu nominato arcivescovo di Cagliari, dove insegnò nella locale Università dal 1779 al 1796. Per Anna Saiu Deidda "l'assedio venne documentato da disegni ed incisioni per espresso incarico del Governo (cfr. Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tavv. 133-147). "Il prototipo delle incisioni nelle quali S. Efisio in armi, la palma del martirio enlla mano sinistra, si leva in piedi poggiando sulle mura fortificate della città bassa quasi a minacciare la flotta nemica, si deve quasi certamente a Giovanni Antonio Maina. Per questo tipo di immagine, la cui committenza è ecclesiastica e le cui finalità propagandistiche sono evidenti, possiamo oggi contare su due esemplari: nel primo Sant'Efisio vi compare in piedi mentre impetra dal cielo la salvezza della città, rivestito dell'elmo, della corazza e del mantello, elementi che caratterizzano la sua iconografia più nota tramandata soprattutto attraverso le raffigurazioni settecentesche dovute allo scultore Giovanni Antonio Lonis, e che ancora si trovano nella chiesa a hui dedicata nel quartiere di Stampace. Il suo rapporto diretto con Dio è rappresentato dai raggi che lo investono parten- do dall'immagine della Croce che si mostra in cielo sulla sinistra. Lo affiancano immagini simboliche di una «guerra santa»: trofei e stendardi intorno a uno scu- do crociato sulla sinistra, bandiere e picche appese ad un albero (che introduce abbastanza inopinatamente un elemento paesistico in questa parte della composi- zione) ad includere un'impresa con l'immagine del sole, anch'esso simbolo di Dio, sulla destra. Ancora armi, singole o in panoplia, insieme agli strumenti musicali come i tamburi e le trombe collegati ai riti della guerra, si trovano nella larga cornice che include oltre agli stemmi della Sardegna e della città di Cagliari, i nomi del Salvatore (Emanuele) e dei due arcangeli Michele e Gabriele (scritti sui bracci di una croce circondata di lauro); una bandiera con il motto dei Savoia (FERT), e due scritte esplicative: Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa S. Ephisii patrocinio defensa Ann.Ae. V. MDCCCXCIII e Ill.et Rev. DD. F.Vic- torius Melanus Archiep. Karalit. Quibusque fidelibus coram hac S.Ephisü sacra effigie recitantibus Pater noster etc. quadraginta dierum indulgentiam concedit. Il verbo al presente indicativo fa pensare ad una composizione e diffusione della stampa collegata strettamente alla presenza a Cagliari dell'arcivescovo Melano, il quale si era mostrato subito solidale con i difensori della città, e tanto godeva della stima e del favore popolare da essere scelto come autorevole tramite delle richieste avanzate al Re Vittorio Amedeo III dagli Stamenti nel 1795. Si deve pensare dunque ad una collocazione di questa stampa nello stesso 1793 o nel 1794, immediatamente a ridosso dei fatti rappresentàtivi. L'incisione non è firmata dall'autore d... Importante e rarissima opera a carattere devozionale, raffigurante S. Efisio che protegge Cagliari dall'attacco dei Francesi nel 1793. SI tratta di una tavola ispirata all'assedio della città (dicembre 1792-febbraio 1793).Nel 1793 una flotta francese si prepara all'assalto della città, assolutamente impreparata all'assedio. Ma una serie di eventi clamorosi - devastanti libecciate che danneggiano gravemente le navi, le errate manovre militari delle truppe - costringono l'ammiraglio francese Truguet a rinunciare all'impresa. Secondo la tradizione popolare e all'arcivescovo di Cagliari Melano si tratta di un miracolo dovuto a S. Efisio. In basso al centro si legge il titolo "Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa s. Ephisii patrocinio defensa ann. ae.v. MDCCXCIII".Più in alto troviamo la dedicata a Vittorio Filippo Melano (Cuneo, 27 settembre 1733 – Novara, 23 dicembre 1813) che, intrapresa la carriera ecclesiastica tra i domenicani, divenne uno stimato maestro di teologia. Il 1º giugno 1778 fu nominato arcivescovo di Cagliari, dove insegnò nella locale Università dal 1779 al 1796. Per Anna Saiu Deidda "l'assedio venne documentato da disegni ed incisioni per espresso incarico del Governo (cfr. Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tavv. 133-147). "Il prototipo delle incisioni nelle quali S. Efisio in armi, la palma del martirio enlla mano sinistra, si leva in piedi poggiando sulle mura fortificate della città bassa quasi a minacciare la flotta nemica, si deve quasi certamente a Giovanni Antonio Maina. Per questo tipo di immagine, la cui committenza è ecclesiastica e le cui finalità propagandistiche sono evidenti, possiamo oggi contare su due esemplari: nel primo Sant'Efisio vi compare in piedi mentre impetra dal cielo la salvezza della città, rivestito dell'elmo, della corazza e del mantello, elementi che caratterizzano la sua iconografia più nota tramandata soprattutto attraverso le raffigurazioni settecentesche dovute allo scultore Giovanni Antonio Lonis, e che ancora si trovano nella chiesa a hui dedicata nel quartiere di Stampace. Il suo rapporto diretto con Dio è rappresentato dai raggi che lo investono parten- do dall'immagine della Croce che si mostra in cielo sulla sinistra. Lo affiancano immagini simboliche di una «guerra santa»: trofei e stendardi intorno a uno scu- do crociato sulla sinistra, bandiere e picche appese ad un albero (che introduce abbastanza inopinatamente un elemento paesistico in questa parte della composi- zione) ad includere un'impresa con l'immagine del sole, anch'esso simbolo di Dio, sulla destra. Ancora armi, singole o in panoplia, insieme agli strumenti musicali come i tamburi e le trombe collegati ai riti della guerra, si trovano nella larga cornice che include oltre agli stemmi della Sardegna e della città di Cagliari, i nomi del Salvatore (Emanuele) e dei due arcangeli Michele e Gabriele (scritti sui bracci di una croce circondata di lauro); una bandiera con il motto dei Savoia (FERT), e due scritte esplicative: Caralis per integrum mensem a Gallis obsessa S. Ephisii patrocinio defensa Ann.Ae. V. MDCCCXCIII e Ill.et Rev. DD. F.Vic- torius Melanus Archiep. Karalit. Quibusque fidelibus coram hac S.Ephisü sacra effigie recitantibus Pater noster etc. quadraginta dierum indulgentiam concedit. Il verbo al presente indicativo fa pensare ad una composizione e diffusione della stampa collegata strettamente alla presenza a Cagliari dell'arcivescovo Melano, il quale si era mostrato subito solidale con i difensori della città, e tanto godeva della stima e del favore popolare da essere scelto come autorevole tramite delle richieste avanzate al Re Vittorio Amedeo III dagli Stamenti nel 1795. Si deve pensare dunque ad una collocazione di questa stampa nello stesso 1793 o nel 1794, immediatamente a ridosso dei fatti rappresentàtivi. L'incisione non è firmata dall'autore d... Anna Saiu Deidda, Immagini di una battaglia: l'attacco francese alla città di Cagliari nel 1793 in "Accademia Clementina. Atti e Memorie" XXVII, 1990, pp. 137-158, tav. 145.
In 4, pp. (8) + 594 + (38). Frontespizio xil. in cornice architettonica con, all'interno, veduta di Genova. Due antiche firme di possesso al f. P. pg. coeva molle con pochi restauri. Buon esemplare. Edizione originaledi questo ampio trattato degli avvenimenti militari e politici che coinvolsero Genova e la Corsica a partire dal 1553, quando la Francia con il trattato stretto con Solimano il magnifico, si assicuro' la collaborazione della flotta ottomana nel Mediterraneo venendo cosi' a conquistare praticamente l'intera isola, sino al 1569 quando le armate corse, guidate da Alfonso Sampiero, figlio di Pietro, eroe della resistenza corsa ai genovesi, vennero definitivamente sconfitte. Estremamente cruenti furono i fatti che segnarono questa guerra, svoltasi nel decennio 1559 - 1569. Infatti con la pace di Cateau Cambresis, la Corsica tornava in mano ai genovesi. Nel 1563, Sampiero della Bastelica, Colonnello corso di umili origini, al soldo del Re di Francia, sbarco' sull'isola al comando di un pugno di uomini. Riusci' a far scoppiare la rivolta avendo la meglio molte volte sui genovesi. Purtroppo non riusci' ad a stabilire alleanze con la Francia e neppure con il Ducato di Toscana, finendo ucciso grazie al tradimento di un corso al soldo dei genovesi. Nel 1569 venne firmato un trattato di pace che garanti' un cianquantennio di stabilita'. L'episodio in cui Sampiero, venuto a conoscenza del tradimento della moglie, tradimento per il quale egli strangolo' la consorte e le sue dame di compagnia, fu alla base dell'Otello di Shakespeare. Manno,27392. Starace 2268 (La fonte di questo lavoro e' il 'Bellum cyrnicum' del cancelliere Antonio Roccatagliata, zio del Merello).
RARITA’ CARTOGRAFICA Sconosciuta piccola carta geografica con imprint di Pietro Zancon e data 1794, appartenente a un non documentato atlante in miniatura dal titolo “Atlante tascabile per le dame”, suddiviso in tre tomi, stampati “IN VENETIA Presso G. Zatta”, senza data ma circa 1795. Si tratta di carte da visita – con un apposito spazio bianco dove apporre il proprio nome – dove compare l’imprint o di Pietro Zancon (accompagnato dalla data 1794) o di Giacomo Zatta (con data 1794 o 1795), che, come si legge sul frontespizio, risulta l’editore dell’opera. Possiamo ipotizzare che la serie, iniziata da Zancon fu poi terminata dallo Zatta. Sulla carta dell’Italia – presumibilmente la prima tavola dell’opera – compare stampato il nome di Chiara Minelli Rota, nobildonna veneziana che sposò Antonio Rota nel 1794; tutte le restanti 65 carte recano lo spazio bianco privo di nome. In precedenza, le carte erano note solo attraverso una serie, priva di imprint editoriale, venduta 21 anni fa (1999) dall’Antiquariaat Haas di Bedburg Hau; parlando con Stephan Haas, la serie, priva di titolo e dati editoriali si componeva di 70 mappe. Le carte furono vendute separatamente sotto il nome di G. Bonatti, firma dell’incisore che si trova nella carta della Francia. In seguito, le tavole furono attribuite a Pietro Zaricen da Geoffrey King (cfr. Miniature Antique Maps, p. 181). Il nome dello Zaricen viene dedotto dalla carta della contea del Roussillon, che reca l’iscrizione “Venezia 1794 App.o P. Zancon”, letto erroneamente come Zaricen. Lajos Szantai include la carta dell’Ungheria nella sua cartobibliografia, traducendo il nome dell’autore in Zancen (cfr. Atlas Hungaricus 1528-1850). Sempre King, che non menziona nessuna carta firmata da Zatta, sostiene che “About the turn of the century a signed card of the first edition, with a map of the province of Roussillon in the south of France, was seen at an Ephemera Society Fair in London”. Questo esemplare sembrerebbe oggi quello conservato alla Yale University Library [1978 351], che lo descrive composto da 70 carte geografiche. Non sappiamo se sia il numero totale delle mappe, e l’assenza di un indice o dell’elenco non consente di stabilire l’esatto numero delle carte che lo compongono. http://hdl.handle.net/10079/bibid/3611852Confrontando le carte erroneamente attribuite allo Zaricen ci si accorge che la lastra è abrasa in corrispondenza della firma di Zancon o Zatta. Molto scarse sono le notizie sulle carte che possiamo ora definire “ex Zaricen”. Jason Hubbard nella sua bibliografia recente sulle carte del Giappone raffigura la carta priva dell’imprint “App.o G. Zatta” attribuendola - sulla base delle informazioni bibliografiche finora note – a Giuseppe Bonatti e Pietro Zaricen: “This is one of the 70-odd geographical cards, printed on one side only, acquired by the Haas brothers in 1999. The cards cover countries around the world and include detailed map of Italian provinces. The card with the map of France carries the inscription: G. Bonatti fece; and it is presumed that Bonatti engraved all of them although this is questioned by King” (cfr. J. Hubbard, Japoniae Insulae, n. 124). Il nostro esemplare della carta della Francia, che reca l’imprint “Venezia 1794, App.o P. Zancon” reca in basso a destra la firma di Bonatti sopra menzionata. Dunque, l’unica differenza tra questa serie di sconosciute carte sembra essere la presenza degli imprint editoriali di Zancon e Zatta, accompagnati dalla data 1794 o 1795. Giuseppe Bonatti è menzionato da V. Valerio nella qualità di incisore cresciuto alla scuola Remondini di Bassano, autore di alcune carte per l’atlante di Pazzini Carli (Siena, 1788-1800) e per l’Atlante Geografico di Carlo Antonio Barbiellini (Milano, 1807). Dal 1809 in poi lavorò come incisore per il Deposito della Guerra di Milano (cfr. V. Valerio, Cartografi Veneti, p. 153). Pietro Zancon era, assieme ... A GREAT RARITY Unknown small map with imprint by Pietro Zancon and date 1794, belonging to an undocumented miniature atlas entitled “Atlante tascabile per le dame” (Pocket Atlas for ladies), divided into three volumes, printed "IN VENETIA Presso G. Zatta", undated but about 1795. A rare set of visiting cards published in Italy features pretty little maps of all parts of the world - with a special white space where to put your name - where the imprint appears or of Pietro Zancon (accompanied by the date 1794) or Giacomo Zatta (with the date 1794 or 1795), who, as can be read on the title page, is the publisher of the whole Atlas. We can speculate that the series, started by Zancon was later terminated by Zatta. On the map of Italy is printed - presumably the first map of the work - the name of Chiara Minelli Rota, Venetian noblewoman who married Antonio Rota in 1794; all remaining 65 maps bear the blank space without names. Previously, the maps were known only through a series, without editorial imprint, sold 21 years ago (1999) by the Antiquariaat Haas of Bedburg Hau; speaking with Stephan Haas, the series, without title and printing details, consisted of 70 maps. The maps were sold separately under the name of G. Bonatti, the engraver's signature found on the map of France. Later, the plates were attributed to Pietro Zaricen by Geoffrey King (see Miniature Antique Maps, p. 181). The name of Zaricen is derived from the Roussillon county map, which bears the inscription "Venice 1794 App.o P. Zancon", incorrectly read as Zaricen. Lajos Szantai includes the map of Hungary in his cartobibliography, translating the author's name into Zancen (see Atlas Hungaricus 1528-1850). Always King, who does not mention any map signed by Zatta, said: "About the turn of the century a signed card of the first edition, with a map of the province of Roussillon in the south of France, was seen at an Ephemera Society Fair in London ". This copy would seem to be the one preserved in the Yale University Library [call number 1978 351], which describes it as being composed of 70 maps. We do not know if it is the total number of maps, and the absence of an index or list does not allow to establish the exact number of maps. http://hdl.handle.net/10079/bibid/3611852 Comparing the maps erroneously attributed to Zaricen one realizes that the plate is erased in correspondence with the signature of Zancon or Zatta. There are very little information on the maps, that we can now define as "ex Zaricen". Jason Hubbard in his recent bibliography on the maps of Japan depicts the map without the imprint "App.o G. Zatta" attributing it - on the basis of the bibliographic information so far known - to Giuseppe Bonatti and Pietro Zaricen: “This is one of the 70-odd geographical cards, printed on one side only, acquired by the Haas brothers in 1999. The cards cover countries around the world and include detailed map of Italian provinces. The card with the map of France carries the inscription: G. Bonatti fece; and it is presumed that Bonatti engraved all of them although this is questioned by King” (cf. J. Hubbard, Japoniae Insulae, n. 124). Our copy of the map of France, which bears the imprint "Venice 1794, App.o P. Zancon", also shows the signature of Bonatti mentioned at the bottom right. Therefore, the only difference between this series of unknown maps seems to be the presence of the addresses of Zancon and Zatta, accompanied by the date 1794 or 1795. Giuseppe Bonatti is mentioned by V. Valerio as an engraver raised at the Remondini school in Bassano, author of some maps for the atlas of Pazzini Carli (Siena, 1788-1800) and for the geographical atlas of Carlo Antonio Barbiellini (Milan, 1807). From 1809 onwards he worked as an engraver for the Milan Deposito della Guerra (see V. Valerio, Cartografi Veneti, p. 153). Pietro Zancon was, together with the most famous brother Gaetano, a native engraver of Bassano del Grappa, who grew up at the Remondini prin...
Carta geografica tratta dal celebre "Fortsetzung der Algemeinen Welthistorie" grande opera storica edita ad Halle dal 1750 al 1780 circa, contenente le copie delle più famose carte edite nel periodo. La carta deriva da quella di Johann Friedrich Le Bret pubblicata in "Geschichte von Italien". Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Rara. Map taken from the famous Fortsetzung der Algemeinen Welthistorie, a superior history masterpiece published in Halle between 1750 and 1780, containing the copies of the most famous mpas published at the time. The map is taken from Johann Friedrich Le Bret "Geschichte von Italien". Copper engraving, in excellent condition. Rare.
6 voll. (in 5 editorialmente) in 8, pp. (6) + 136; (8) + 502; (10) + 504; (4) + (8) + 524; 86) + (4) + 524; (4) + 344 con 1 ritr. inc. all'antip. 1 fac - simile di lettera piu' volte rip. e 1 proclama piu' volte rip. Br. ed. con lievissimi danni ai d. Bordi intonsi. Esemplare genuino contenente anche avvisi editoriali (tra i quali 6 pp. su carta azzurra). Edizione originale delle opere di Bonaparte. Contiene anche un ragguaglio cronologico della vita dell'Imperatore. Graesse, IV, 645.
2 vol., 425 + 463 pp demi-veau fauve de l'époque, dos ornés de fers rocaille à froid et soulignés en noir, pièces de titre et de tomaison olive 1837, 1837, in-8, 2 vol, 425 + 463 pp, demi-veau fauve de l'époque, dos ornés de fers rocaille à froid et soulignés en noir, pièces de titre et de tomaison olive, Édition originale de ces remarques portant sur l'histoire, les sites, les monuments, l'histoire naturelle et les moeurs des régions visitées. L'ouvrage servit à Mérimée pour écrire Colomba. Exemplaire de belle provenance, remarquable par sa jolie reliure ornée de manière assez inhabituelle. Bibliothèque de La Chapelle, avec ex-libris gravé aux Armes de Moustier
In-8 p. (mm. 206x148), p. pergam. molle coeva con unghie, tit. ms. al dorso, pp. (8),594,(38), bel frontespizio figurato entro cornice architettonica, con al centro una piccola veduta di Genova; ornato da testatine, grandi iniziali figur. a vignetta e finali, tutto in xilografia. "Edizione originale" di questa ricostruzione storica degli avvenimenti militari e politici che coinvolsero Genova e la Corsica a partire dal 1553 sino al 1569 quando le armate corse, guidate da Alfonso Sampiero, figlio di Pietro, eroe della resistenza corsa ai genovesi, vennero definitivamente sconfitte. Cfr. Brunet,VI,25881. “Sampiero da Bastelica, uomo d’armi corso (1498-1567). Di umili origini, fu soldato mercenario prima con Giovanni delle Bande Nere, poi nelle truppe imperiali; infine, al servizio della Francia col grado di colonnello, si battè valorosamente a Fossano (1536), a Perpignano (1542) ove salvò la vita al Delfino, a Ceresole e a Vitry (1544). Ritornato in Corsica e divenuto erede della signoria d’Ornano per il suo matrimonio con Vanina d’Ornano, fu fatto imprigionare a Genova; liberato e recatosi in Francia, organizzò e diresse la spedizione (1553) che doveva ridurre l’isola sotto il re Enrico II e anche dopo la pace di Cateau-Cambrésis non abbandonò i suoi progetti filofrancesi. Sbarcato nell’isola (1564), accese la rivolta contro Genova; dominato dall’odio, offrì a più di un interessato protettore la sovranità dell’isola (Carlo IX di Francia, Cosimo de’ Medici, il papa). Fu ucciso, vittima di un complotto organizzato dagli Ornano”. Così Diz. Treccani,X, p. 755. Con uniformi arross. e qualche fiorit., ma complessivam. buon esemplare.
Incisione in legno, mm 480x530. Bella carta raffigurante la Sicilia, la Sardegna, la Corsica e tutto il Tirreno meridionale. Titolo entro nastro in alto. Bellissima e rara carta geografica tratta da "Geographicae enarrationes libri octo", opera curata da Servetus e stampata da Treschel. Claudio Tolomeo pubblicò la sua "Geografia" nel 150 d.C. ca. in greco; portata in Italia da Costantinopoli nel XIII secolo e tradotta in latino, assunse un'enorme importanza tanto da divenire base per tutta la cartografia medievale e rinascimentale. Dal 1477, anno dell'editio princeps, l'opera venne pubblicata in più edizioni, ogni volta con migliorie e aumenti dell'apparato iconografico. Bell'esemplare con piccoli difetti restaurati lungo la piega centrale; qualche piccolo restauro a minime mende marginali. Laurent Fries (Laurentius Frisius), viaggiò moltissimo, studiò fisica e matematica a Vienna, Padova, Montpellier e Colmar, prima di stabilirsi a Strasburgo. Qui, per la prima volta, si hanno sue notizie come disegnatore del mappamondo di Peter Apian, pubblicato nel 1520. La mappa di Apian si basava su quella di Waldseemuller del 1507 che, senza dubbio, stuzzicò l'interesse che Fries aveva relativamente agli "atlanti tolameici" del 1513 e 1520, e lo portò ad entrare in contatto con l'editore Johannes Gruninger. Dufour/Lagumina 54. Chiose coeve nei margini laterali.. Manca a Piloni..
Un volume (18x25 cm) di (2)-400-(1) pagine. Qualche rara fioritura. Margini ampi. Legatura coeva in piena pergamena rigida, titolo manoscritto al dorso. Ottime condizioni. L'autore appare anonimo, ma per il suo nome, Giovanni Francesco Doria, cfr. Melzi, Anonime e pseudonime, v. 3 p. 109. Prima edizione, rara, stampata a 500 copie. La storia di questa edizione è raccontata da Maristella Cavanna Ciappina in DBI, v.41: “ Il 31 marzo 1749 il Doria scriveva al Muratori perché visionasse l'opera (il cui manoscritto gli fece recapitare da Pisa, attraverso corriere di fiducia) e la facesse stampare, anonima e senza specificazione di luogo, dal tipografo Bartolomeo Soliani. In seguito a difficoltà nel reperimento del tipo di carta desiderato dal D., fu il Muratori a consigliare due edizioni, una prima di 500 esemplari con la carta avanzata dalla seconda edizione delle sue Antichità estensi e una seconda di 1.000. Tra l'agosto e il novembre 1749 la prima edizione era compiuta, con il titolo Della storia di Genova negli anni 1745-1746-1747 libri tre e la data 1748, senza indicazione del luogo di edizione. Per la seconda edizione, inizialmente prevista uniforme alla prima, il D. pensò poi al prolungamento fino al 1749, che probabilmente compose all'inizio del 1750, quando anche la seconda edizione era già in corso di stampa e gli veniva meno la consulenza del Muratori, morto il 23 gennaio. La seconda edizione reca il nuovo titolo Della storia di Genova dal trattato di Worms fino alla pace di Aquisgrana libri 4, la data 1750 e la fittizia indicazione di Leida.” Cronaca minuziosa degli avvenimenti storici in Genova, nella Riviera e in Corsica negli anni decisivi del 700.
Incisione originale in rame (cm. 50,8x45,8 e margini), in ottimo stato di conservazione, testo descrittivo al verso. Esemplare con bellissima colorazione coeva. Dettagliata carta geografica con titolo in alto a sinistra entro elaborato cartiglio sormontato da putti, a destra un secondo elaborato cartiglio con scala miliare, in basso a sinistra cartiglio con la bandiera della Corsica ed a destra lo stemma corso. Carta geografica tratta dal famoso Atlante Veneto pubblicato a Venezia nel 1696. La carta, di derivazione maginiana, è composta da due lastre. Bell'esemplare perfettamente conservato. Vincenzo Maria Coronelli è considerato uno dei più importanti cartografi italiani. A lui si devono moltissime opere geografiche quali l'Atlante Veneto, L'Isolario, Il Corso Universale, Le Singolarità di Venezia, Il libro dei Globi, Il teatro delle città ecc... Divenuto famoso come matematico e cosmografo nel 1681 venne chiamato alla corte di Luigi XIV per la costruzione di due straordinari e raffinatissimi globi, uno terrestre e uno celeste, di 4 metri di diametro. La produzione cartografica del Coronelli consta di circa 500 carte. Bellissimo esemplare arricchito da bella colorazione coeva.. Venice Cervoni, Image de la Corse, p. 85.
Rara mappa della Sardegna tratta dall'opera Cartes Cosmographiques & Plantz de Villes, edita a Lione nel 1564. La mappa è una derivazione, di formato più piccolo, di quella di Arquer- Münster, pubblicata nel 1550.Xilografia, inserita in una pagina di testo, in ottimo stato di conservazione. Rare map by Du Pinet; in a smaller size after the ones first published by Arquer-Münster in 1550.Map taken from the very rare "Plantz, pourtraitz et descriptions de plusieurs villes et forteresses, tant de l'Europe, Asie, & Afrique, que des Indes, & terres neuves: Leurs fondations, antiquitez, & manieres de vivre: Avec plusieurs cartes generales & particulieres, servans à la Cosmographie, iointes à leurs declarations: deux tables fort amples, l'une des chapitres, & l'autre des matieres contenues en ce present livre. Le tout mis par ordre, region par region, par Antoine du Pinets" printed in Lyon by Jean d’Ogerolles. The work include 55 woodcuts, many after Munster, comprising 3 double-page maps (cordiform world after Apianus, Europe and Germany), 7 half-page maps, 18 double-page views (including Lyon, Bordeaux, Geneva, Frankfurt, Florence, Venice, Rome, Constantinople, Jerusalem, Cusco and others), and 27 illustrations (including Mexico city).Woodcut, text and vignette on the verso, in very good condition. Pastoureau S. 132, (32); Piloni S. 53
Londra [ma: Livorno], 1817, in-12, br. muta coeva, pp. 12, 146, [2]. Ottime condizioni. Prima edizione di questo poemetto che prende spunto da una disputa fra due villaggi - Borgo e Lucciana - avvenuta nel Cantone di Mariana (Corsica) per il ritrovamento d'un asino morto durante la Settimana Santa. All'interno dell'opera si trova uno dei primi testi pubblicati in corso: le strofe di U sirinatu di Scappinu (canto IV, stanze 6-15). Starace 7496. Raro.
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. Esemplare tratto dall'edizione con testo francese del 1633 dal titolo Gerardi Mercatoris et I. Hondii Atlas ou Representation du Monse Universel. Incisione in rame, coloritura coeva, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; L. Piloni, "Carte geografiche della Sardegna", tav. XXXII. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Example taken from the Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi by Hondius. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
Carta geografica tratta dal L’Italia a cura di Fabio Magini, edito a Bologna nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. Carta della Sardegna con tre cartigli decorativi e un mostro marino. Realizzata prima del 1605, misura cm 34,3 x 44,5 e, considerando il lato lungo, è in scala di circa 1:736.000, ha i margini graduati ma senza riferimenti numerici e con la suddivisione di 1°, sia per le latitudini sia per le longitudini. Scala di miglia Venti Italiane. L'immagine della Sardegna è tratta da quella disegnata intorno al 1577 dall'ingegnere militare Rocco Cappelino la quale, pur non essendo la migliore in circolazione (soprattutto se confrontata con quella realizzata dal Mercatore), grazie all'avallo datole dal Magini, ebbe un enorme credito e venne diffusa soprattutto dell'editoria francese e olandese. La carta, gradevolmente decorata, contiene tre bei cartigli: in quello in alto a sinistra è contenuta la dedica al Cardinale Alessandro Ottaviano de' Medici. Il titolo si trova nel cartiglio in alto a destra, ornato con motivi vegetali e figure di mostri, secondo il gusto dell'epoca. In basso a sinistra, in un altro cartiglio è inserita la scala grafica. L'interno della carta è rappresentato come un insieme montuoso, nella quale gruppi di mucchi di talpa sono collocati in maniera del tutto arbitraria. I numerosi fiumi sono tracciati con una doppia linea. Le coste sono caratterizzate da profonde insenature e da ampi golfi. Il mare è reso con un fitto tratteggio ondulato di linee bianche alternate e fasci di linee scure. Nella parte in basso a destra è anche un grande mostro marino in procinto di divorare un veliero. Gruppi di puntini indicano le saline. I centri abitati più importanti sono disegnati con piccole vedute prospettiche a volo d'uccello, gli altri con un cerchietto accompagnati dal relativo toponimo. In alto, nel cartiglio a destra, il titolo ISOLA DI SARDEGNA; nel cartiglio a sinistra la dedica e l’imprint editoriale All’ Ill.mo et Rev.mo mio S.r et P[at]ron[us] Col.mo il S.r Card. de Medici. Fabio di Gio. Ant. Magino. In basso a sinistra la scala grafica Scala di miglia Venti Italiane (20 miglia pari a mm 40). Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord a sinistra. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ ma priva di numerazione. Incisione in rame, bella impressione tratta dalla prima edizione del 1620, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Piloni (1997): pp. 84-85, tav. XXXV. Map taken from L'Italia edited by Fabio Magini, published in Bologna in 1620, three years after the untimely death of his father. Composed of a short descriptive text of only 24 pages, the work is accompanied by 61 maps of the peninsula, and is the first example of an Italian atlas. The work is entirely by the hand of Giovanni Antonio Magini, who began the realization of the maps in 1594 or so; the first dated map (1595) the map of the territory of Bologna. All the maps were printed before 1620, in their provisional drafts, later corrected and updated for the final edition. For the realization of the plates Magini used two of the most famous engravers of the time: the Belgian Arnoldo Arnoldi and the English Benjamin Wright. Copperplate, in good condition. Carta della Sardegna con tre cartigli decorativi e un mostro marino. Realizzata prima del 1605, misura cm 34,3 x 44,5 e, considerando il lato lungo, è in scala di circa 1:736.000, ha i margini graduati ma senza riferimenti numerici e con la suddivisione di 1°, sia per le latitudini sia per le longitudini. Scala di miglia Venti Italiane. L'immagine della Sardegna è tratta da quella disegnata intorno al 1577 dall'ingegnere militare Rocco Cappelino la quale, pur non essendo la migliore in circolazione (soprattutto se confrontata con quella realizzata dal Mercatore), grazie all'avallo datole dal Magini, ebbe un enorme credito e venne diffusa soprattutto dell'editoria francese e olandese. La carta, gradevolmente decorata, contiene tre bei cartigli: in quello in alto a sinistra è contenuta la dedica al Cardinale Alessandro Ottaviano de' Medici. Il titolo si trova nel cartiglio in alto a destra, ornato con motivi vegetali e figure di mostri, secondo il gusto dell'epoca. In basso a sinistra, in un altro cartiglio è inserita la scala grafica. L'interno della carta è rappresentato come un insieme montuoso, nella quale gruppi di mucchi di talpa sono collocati in maniera del tutto arbitraria. I numerosi fiumi sono tracciati con una doppia linea. Le coste sono caratterizzate da profonde insenature e da ampi golfi. Il mare è reso con un fitto tratteggio ondulato di linee bianche alternate e fasci di linee scure. Nella parte in basso a destra è anche un grande mostro marino in procinto di divorare un veliero. Gruppi di puntini indicano le saline. I centri abitati più importanti sono disegnati con piccole vedute prospettiche a volo d'uccello, gli altri con un cerchietto accompagnati dal relativo toponimo. In alto, nel cartiglio a destra, il titolo ISOLA DI SARDEGNA; nel cartiglio a sinistra la dedica e l’imprint editoriale All’ Ill.mo et Rev.mo mio S.r et P[at]ron[us] Col.mo il S.r Card. de Medici. Fabio di Gio. Ant. Magino. In basso a sinistra la scala grafica Scala di miglia Venti Italiane (20 miglia pari a mm 40). Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord a sinistra. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ ma priva di numerazione. Incisione in rame, bella impressione tratta dalla prima edizione del 1620, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Piloni (1997): pp. 84-85, tav. XXXV.
Lucca, Salvatore e Giando. Marescandoli, MDCCXXIII. (mm. 225 x 155). Legatura coeva in pergamena con titolo manoscritto al dorso (piccole mancanze ai piatti). Pp. (12), 333, (2). Bell'antiporta incisa f.t. con stemma di Genova e armi del dedicatario Don Stefano de Mari. Bell'esemplare, con solo alcune pagine uniformemente leggermente brunite, di questa non comune prima ed unica edizione.
Amsterdam, chez R. et I. Ottens, 1730 – 1740 circa. Incisione in rame, colore d’epoca, cm 37 x 46 (alla lastra). Grande carta della Liguria con in basso, sotto la veduta del golfo di Genova, tre riquadri con tre più piccole incisioni raffiguranti la pianta della città di Genova vista dall’alto, con il porto con la città nuova, la carta dell’isola di Corsica e la pianta del Distretto della città di Bastia con il relativo porto. Rara. Esemplare fresco, in grandi margini e bella coloritura coeva, ottimo stato di conservazione.
In 4° (cm 16,7 x 22,3), legatura piena pergamena coeva, pp [16], 575, [9], esemplare in buone condizioni, bruniture e macchiette diffuse dovute alla qualità della carta. L'A., abate (Brandu 1698-1736), fu dottore in filosofia e teologia. Prima edizione. Dedicata a Giovanni V re del Portogallo, questa curiosa opera dimenticata dall'Index Librorum Prohibitorum, contenente minuta descrizione di tutte le eresie dalle origini della Chiesa, le più importanti e le minori, e tra gli "eresiarchi" troviamo le biografie dei seguenti personaggi: il filosofo Abelardo, i Cavalieri Templari, il poeta Cecco d'Ascoli, Enrico VIII, Erasmo da Rotterdam, Galileo Galilei, oltre a Valdesi, Ugonotti, Giansenisti, Molinisti, Pelagiani... Troviamo la vita di Maometto, la Papessa Giovanna, i Cavalieri di Malta ed altri Ordini; l'elenco delle "persecuzioni della Chiesa eccitate da' Gentili (Ebrei, Nerone ed altri imperatori romani)... e dagli Eretici". Da p 439, con paginazione continua, l'A. presenta dettagliato trattato sul Regno di Corsica: localizzazione geografica, descrizione fisica, etimologia del nome, descrizione delle più importanti città: "Moriana, Aleria, Accia, Nebbio, Sagona, Ajaccio, Bonifazio, Bastia"; il folklore e la devozione alla Vergine e ai Santi; animali e piante locali; le principali coltivazioni; annali di Principi e Governatori locali; la diffusione del Cristianesimo nell'isola; Santi locali: il pontefice S. Formoso, S. Devota. S. Giulia, uomini illustri còrsi. Per ogni capitolo dell'una come dell'altra opera, l'A. correda la sua descrizione di corposa bibliografia coeva e attinta alle opere dei secoli precedenti, quali il Filippini ed il Porcacchi. Cinque esemplari censiti in SBN.
Mappa tolemaica della regione, originalmente preparata per illustrare il Cl. Ptolemaei Alexandrini, Geographiae Libri Octo, pubblicato prima a Colonia da Gottfried von Kempen (1578), ristampato dallo stesso editore nel 1584 (Van der Krogt 1, 502) e poi da Isaac Elsevier per il Theatrum Geographiae veteris di Petrus Bertius (Leyden 1618). Di tutte le edizioni di Tolomeo, quella di Gerard Kremer (Mercatore), pubblicata nel 1578, e forse tecnicamente la più bella. A questo punto la Geografia di Tolomeo perdeva pero ogni pretesa di “attualità”, laddove lo scopo di Mercatore era quello di produrre un atlante del mondo classico che servisse da complemento al suo atlante moderno (per tale ragione egli aveva tentato di recuperare la forma originale dell’atlante tolemaico, scartandone le moderne accrezioni). L’opera è celebre anche per la sua longevità, poiché le lastre originali risultavano ancora in uso nel 1730, oltre centocinquanta anni dopo la loro incisione. Esemplare tratto dalla Tabulae geographicae Cl: Ptolemei di François Halma, stampata tra Utrecht, Amsterdam e Leida nel 1695, 1698, 1704 (2 tirature) e 1730.Le lastre sono emendate e i cartigli completamenti cambiati; più piccoli e realizzati sopra i precedenti – abrasi – lasciando ampie aree bianche sulla stampa. Acquaforte su rame, in buone condizioni. La carta, priva di reticolo geografico, è in proiezione rettangolare. Nel mare, mostri marini e velieri. Ptolemaic map prepared for the Cl. Ptolemaei Alexandrini, Geographiae Libri Octo, first published in Cologne by Gottfried von Kempen (1578) and then reprinted by the same publisher in 1584 (Van der Krogt 1, 502) and then by Isaac Elsevier for the Petrus Bertius’ Theatrum Geographiae veteris (Leyden 1618). Mercator's interpretation of the 28 Ptolemaic text was possibly one of the truest undertaken up until that time. He had spent 13 years researching, drawing and engraving the maps at much commercial sacrifice to himself, having seen Ortelius's Theatrum and De Jodes Speculum published, to become both technical and commercial successes. In later life he devoted himself to his edition of the maps in Ptolemy's Geographia, reproduced in his own engraving as nearly as possible in their original form. The work is also famous for its longevity, since the original plates were still in use in 1730, over one hundred and fifty years after their engraving. Example taken from the Tabulae geographicae Cl: Ptolemei by François Halma, printed between Utrecht, Amsterdam and Leiden in 1695, 1698, 1704 (2 printings) and 1730. The plates are amended and the cartouches completely changed; smaller and made over the previous ones - erased - leaving large white areas on the print. Copperplate, good condition. La Gumina (2015), n. 44; Valerio - Spagnolo, p. 174 n. 46