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Illustrated.
In-8, brossura editoriale, pp. 262(2). Normali tracce d'uso e diffuse pieghe alla copertina anteriore e al dorso. Esemplare discreto.
in-8, 255 pp., illustrations, broché, couverture illustrée.- ISBN 2879510082 Bon exemplaire. [CA32-1]
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. GRAFFIETTI/SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO PERFETTO. Miles Davis (1926-1991) è uno dei massimi protagonisti del jazz moderno e contemporaneo, e in senso generale di tutto il Novecento sonoro. Non c'è novità stilistica che non l'abbia visto fra i principali protagonisti, se non fra gli ideatori. Davis è stato un maestro della tromba, che suonava con lirismo incomparabile, e un improvvisatore di genio assoluto; un uomo dal talento sconfinato ma anche dal carattere difficile, ambizioso ed esigentissimo; un collezionista di donne bellissime e intense, ma anche una persona profondamente legata alle sue radici afroamericane. È stato un punto di riferimento della vita jazzistica, e più in genere musicale e sociale, dal dopoguerra all'epoca della collaborazione con Gil Evans e John Coltrane, dagli anni del jazz-rock alla sua finale assunzione in una sorta di pantheon mediatico. Questo libro è lo strumento ideale per carpirne i segreti, apprezzando tutte le sfumature del suo talento e della sua straripante umanità. Miles Davis (1926-1991) is one of the greatest stars of modern jazz and contemporary, and in a general sense of the 20th century. There is no stylistic innovations that haven't seen between the main protagonists, if not among the originators. Davis was a master of the trumpet, playing with incomparable lyricism, and an improviser of absolute genius; a man of boundless talent but also difficult, ambitious and extremely demanding character; a collector of beautiful women and intense, but also a person deeply tied to its African roots. It was a landmark of the jazz life, and more generally the musical and social, since the war at the time of collaboration with Gil Evans and John Coltrane, from the years of jazz-rock to its final intake in a kind of pantheon. This book is the perfect tool to learn their secrets, appreciating all the nuances of his talent and his overflowing with humanity. Descrizione bibliografica Titolo: Miles Davis. Dal bebop al jazz-rock (1945-1991) Autore: Luca Cerchiari Editore: Milano: Arnoldo Mondadori, 2001 Lunghezza: 312 pagine; 22 cm ISBN: 8804549416, 9788804549413 Collana: Volume 252 di Oscar storia Soggetti: Biografie, Musica, Storia musicale, Musicologia, Compositori, Musicisti, Band, Jazzisti, Generi musicali, Evoluzione, Grandi maestri, Capolavori, Canzoni, Melodie, Note musicali, Spartiti, Swing, Rock, Aneddoti, Elettronica, Tromba, Trombettisti, Afroamericani, Cultura nera, Neri, Cool, Dischi, Discografia, Solisti, Fusion, Modale, Kind of Blue, Carisma, Elettrico, Tendenze musicali, Versace, Cultura pop, Spettacolo, Concerti, In a Silent Way, Bitches Brew, Teo Macero, Jimi Hendrix, Capolavori, Riferimento, Consultazione, Saggistica, Hollywood Walk of Fame, Musicisti jazz, Etichette, Industria, Produzione, Grammy, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Juliette Gréco, Tossicodipendenza, Droga, Cultura americana, Suoni, Ritmo, Anni Cinquanta, Anni Sessanta, Anni Settanta, Anni Ottanta, Anni Novanta, Dig, Blue Haze, Bags' Groove, Sordina Harmon, 'Round Midnight, Ascensore per il patibolo, Ascenseur pour l'échafaud, Something' Else, John Coltrane, Sax tenore, Red Garland, Paul Chambers, Contrabbasso, Philly Joe Jones, Jimmy Cobb, Giant Steps, Gil Evans, Seven Steps to Heaven, My Funny Valentine, Miles Smiles, Sorcerer, Nefertiti, Miles in the Sky, Circle, Filles de Kilimanjaro, Betty Mabry, Cicely Tyson, Sly & the Family Stone, The Old Thing, Steve Grossman, Keith Jarrett, Note, Principe delle tenebre, Scrittura, Orchestra, Genealogia, Bibliografia, Album, Battute, Assolo, Libri Vintage Fuori catalogo, Freepop, Biographies, Music, Musical history, Musicology, Composers, Musicians, Bands, Jazzmen, Musical genres, Evolution, Great masters, Masterpieces, Songs, Melodies, Musical notes, Scores, Anecdotes, Electronics, Trumpet, Trumpeters, African Americans, Black culture, Blacks Cool, Records, Discography, Soloists, Charisma, Electric, Music Trends, Entertainment, Concerts, Masterpieces, Reference, Consultation, Nonfiction, Musicians, Labels, Industry, Production, Drug addiction, Drug, American culture, Sounds, Rhythm, Fifties, Sixties, Seventies, Eighties, Nineties, Lift to the gallows, Double bass, Notes, Prince of darkness, Writing, Genealogy, Bibliography, Album, Jokes, Solo, Out of print books Parole e frasi comuni accordi afroamericana armonico artistica ascoltare assolo basso batteria battute bebop bianco Blue blues brani capacità Charlie chitarra elettrica Cinquanta citato colleghi Coltrane Columbia Sony Music continua contrabbasso critica davisiana dimensione disco discografica elementi elettrico espressiva europea Evans facendo fiati figura forma genere George Gil Evans gioco gruppo Hancock improvvisazioni incisioni jazz jazzistica John lascia libera linea melodica momento mondo musicale nero New York newyorkese note Parker passaggio passato periodo personalità pianista piano pianoforte presenza pubblico rapporto registrazione riferimento rispetto ritmica rock ruolo sassofonista scelta serie Shorter solisti sonora spazio stile strada strumentale strumenti struttura studio successivo suono sviluppo tecnica tema tematica tipico tromba trombettista vivo
in-8° étroit, 94 pages, broché. Tres bel exemplaire. [P-21]
ill., br. Arrivato in Italia alla fine della Prima guerra mondiale, il jazz fu accolto, almeno in parte, come una forma artistica "indigena". I futuristi ne lodavano l'energia virile, Mussolini lo descriveva come la voce della gioventù italiana e i musicisti, ipnotizzati da quei suoni nuovi, riempivano le sale da ballo e i night club. Grazie alla radio e ai grammofoni, si poteva inoltre godere della musica senza preoccuparsi dell'identità etnica di musicisti e compositori. E così Nick La Rocca, Gorni Kramer, il Trio Lescano e Louis Armstrong, per citarne solo alcuni, trovarono il loro posto nel panorama musicale del nostro paese. Il jazz italiano prosperò fino alla fine della Seconda guerra mondiale grazie al sostegno del Duce, ma dopo la sua caduta e la fine della guerra, molti musicisti cominciarono a riscrivere la propria storia nel tentativo di cancellare ogni traccia delle scomode relazioni intessute con le politiche e le pratiche del fascismo, causando così la rimozione di quest'epoca dalla storia del jazz. "Jazz all'italiana" esplora dunque una fase complessa della storia musicale italiana, in cui politica e cultura popolare s'intrecciarono con temi quali l'identità nazionale, la tecnologia, l'immigrazione.
ill., br. Scorre via con l'intensità di un brano musicale "Le età del jazz", il saggio con cui Claudio Sessa disegna il quadro della musica jazz degli ultimi decenni. Straordinariamente aperta a ogni forma di sperimentalismo, l'epoca contemporanea viene spesso ignorata nelle storie del jazz. Da Wynton Marsalis a Brad Mehldau, da Steve Coleman a Dave Douglas, senza dimenticare gli sviluppi dei musicisti più creativi delle precedenti generazioni, Claudio Sessa riempie questo vuoto riportando in un quadro generale le varie sfaccettature di una realtà musicale ricca di tendenze e personalità. Lasciando sempre sullo sfondo il mondo americano, che ha contraddistinto la nascita di questo genere musicale, "Le età del jazz" analizza la scena attuale da molteplici punti di vista. Si aprono così porte nascoste dietro le quali il lettore scorge alcune importanti peculiarità del jazz: con l'attenzione verso la tradizione americana e l'esperienza accademica del Vecchio continente acquistano importanza anche le radici popolari delle molte etnie approdate nel Nuovo mondo. Attraverso l'analisi dell'integrazione tra stili e tradizione, questa indagine mette a confronto il manierismo dei giovani leoni degli anni ottanta con l'eclettismo di coordinate stilistiche appartenenti a parametri di epoche storiche diverse, fino ad analizzare il valore delle strumentazioni elettroniche.
pp. xiv, 331. Part two is a reference of records by titles, artists, musical shows and operettas, popularity surveys, Victor list of Whiteman records, concertos, opera, folk songs and children records. 8vo. Original full cloth binding. Original dust jacket, very slightly worn. First printing. JAZZ 1 ** !
Barazzetta Jazz inciso in Italia.. Milano, Messaggerie Musicali 1960 , 190
Mm 160x240 Prima edizione - Brossura originale con sovraccoperta illustrata, 173 pagine. Presentazione di Massimo Bontempelli. Restauri alla sovraccoperta con sporcature ed evidenti segni del tempo, interno ottimamente conservato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. Di formazione classica e di ascendenza mista (aveva nonni cinesi, svedesi e africano-americani), Charles Mingus è stato uno dei più importanti innovatori musicali del Ventesimo secolo. Compositore, interprete e produttore discografico, la sua celebre e romanzata autobiografia, "Peggio di un bastardo", ha contribuito molto a creare l'immagine di un uomo tormentato e selvaggio: un genio musicale eccentrico e idiosincratico, con un debole per le donne e soggetto a violente esplosioni di rabbia; ma anche un inguaribile romantico. Facendo ampio riferimento a fonti e documenti inediti o sconosciuti ai precedenti studiosi, Krin Gabbard sottopone il mito autobiografico a un attento lavoro di verifica. Dopo aver illustrato gli eventi artistici e biografici più importanti, Gabbard dedica infatti un approfondito esame a Mingus come scrittore e come compositore-musicista. Si domanda perché abbia dedicato così tanto spazio nella sua vita all'auto-analisi e ne racconta la lotta per sentire riconosciuta la propria complessa identità razziale in una società da cui era identificato semplicemente come "nero"; illustra inoltre quanto i problemi di salute fisica e mentale abbiano influito sugli alti e bassi della sua carriera musicale. Mettendo in discussione a leggenda, Gabbard racconta tuttavia come Mingus abbia saputo creare un complesso e inimitabile linguaggio costituito da emozioni che non si limitano al solo mondo musicale. Ne ricorda il rapporto con le arti plastiche, con le avanguardie e la presenza nel repertorio cinematografico. Il risultato è quello di un'articolata visione dell'opera di Mingus situata in un panorama che va ben oltre la musica, per abbracciare il contesto sociale, politico e culturale americano, anche attraverso gli incontri con altri artisti e musicisti di primo piano.
ill., br. L'autobiografia che Dexter Gordon non riuscì mai a completare, ripresa ed elaborata dalla moglie Maxine fino a trasformarsi in uno dei testi più profondi, sinceri e sorprendenti della letteratura contemporanea sul jazz. Un'opera tanto ricca, stratificata e imprevedibile quanto può esserlo una grande composizione jazzistica. Nelle parole di Maxine, quella di Dexter Gordon è «la storia della fenice che risorge: lui che torreggiava dai suoi due metri d'altezza, il simbolo del cool, il musicista che ha portato il linguaggio del bebop sul sassofono tenore, l'uomo che per un decennio è scomparso tra droga e prigione riuscendo poi a riemergere, il musicista che partì dagli Stati Uniti nel 1962 per tornare a New York, quattordici anni dopo, accolto da folle plaudenti». Fra queste pagine si incontrano molti protagonisti di quella che Gordon considerava la sua "famiglia jazz": i padri Louis Armstrong, Duke Ellington, Lionel Hampton, Count Basie, Lester Young, Coleman Hawkins, Ben Webster; i figli Wayne Shorter, Joe Henderson e John Coltrane, oltre ai tanti fratelli e compagni di viaggio, da Fats Navarro a Mary Lou Williams, da Dizzy Gillespie a Bud Powell e Wardell Gray. Un libro che getta finalmente lo sguardo nel profondo di una vita che ha alternato altezze sbalorditive a tragici precipizi, ricca di contraddizioni ed enigmi, resa indimenticabile da innumerevoli registrazioni e persino da un film che portò Gordon a un passo dall'Oscar. Una storia che in ogni pagina riflette l'amore per il jazz e l'instancabile ricerca artistica di una personalità gigantesca. Una storia che, nonostante tutto, lo stesso Gordon volle giudicare a lieto fine.
ill., ril. Nato dalla collaborazione con il grande sceneggiatore argentino Carlos Sampayo, co-autore di Alack Sinner, Fats Walter è il ritratto poetico del grande pianista e compositore Thomas "Fats" Waller, autore della colonna sonora dell'America degli anni Trenta. Nelle atmosfere già presaghe dei "disastri della guerra", Igort trova il tratto più felice, lieve e malinconico, per raccontare una "vita esagerata", baciata dal successo e dalla solitudine.
208p., illus. Biography of the noted jazz singer, including discography. Hardcover Very good condition good
In-8 p., brossura, sovracoperta, pp. 133, con numerose illustrazioni in b.n. nel testo. In buono stato (good copy).
AA. VV. Jazz e... solo Jazz. FIAF 2002.. Torino, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche 2002. multilingual, in ottavo pp. 106 37971 Jazz e... solo Jazz. FIAF 2002. In-8. pp. 106. Brossura. Ottimo. Ill. in b/n. Testi in italiano e inglese.
In 8°, tutta tela editoriale,i 12 numeri dell' annata 1959, con le relative copertine, ottimo esemplare. (X010)
22x22 cm; (50) pp. Brossura editoriale illustrata. Monografia dedicata all'opera del noto artista vicentino, Attilio Pavin che ha fatto della fotografia ritoccata dei musicisti jazzisti di strada una forma d'arte. Prima edizione, non comune. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.
36 S. OKart.
Leg. t. tela edit. di cm. 22,5x24,5; copert. ill.ta, pp. 205-(3), foto in nero n.t. Testi di W. Burkhardt, R. v. Essen, L. Feather, E. Jost, K. Lippegaus, M. Miller, D. Morgenstern. Ottimo.