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39 S. 4°. OKart.
91 S. 4°. OKart. Alfie, But Beautiful etc.
4°. (25,6 x 25,3 cm). ca. 100 S. Original-Pappband mit Rückentitel und illustriertem Deckeltitel. Einband leicht bestoßen, Rücken etwas aufgehellt. Papier innen leicht randgebräunt, sonst wohlerhalten. Insgesamt guter Zustand. Die Publikation enthält 190 fotografische Abbildungen (schwarz/weiss).
5 pages. 2 pages have creased corners at top. Featuring a young Dinah Shore on the 2-tone pre-war cover.
[8] S. 4°. OU mit Faltspur. Klammerheftung, gering gebräunt. Kl. Randschäden. OU mit Foto des Komponisten.
3 p. Titel met afb. Ellington.
Un volume di 470 pagine, brossura editoriale illustrata. Dimensioni: 12,5x19 cm. Minime tracce d’uso alla brossura, per il resto ottime condizioni. 66 illustrazioni in b/n nel testo. In lingua tedesca.
New Turkish Original bdg. HC. Oblong 16mo. (13 x 14,5 cm). In English, Azerbaijani, Russian, and German. 375, [9] p., color and b/w ills., 2 CDs. Jazz in Azerbaijan: Anthology. [With 2 CDs].
As New As New English Original bdg. Dust wrapper. Mint. 4to. (34 x 24 cm). In English and Turkish. History of the Akbank Jazz Festival at the occasion of its 20th anniversary. 20. yilinda Akbank Caz Festivali.= [20. Akbank Jazz Festival].
New Turkish Original bdg. HC. In publisher's special slip-case. 4to. (29 x 26 cm). In Turkish. 305, [3] p., color and b/w photos. Bak, ben buradayim: Garanti caz yesili renginde; 20 yildan anlar, anilar, [1994-2017]. ISBN: 978944731539. History of 20 years of Garanti Jazz Festival.
La sovraccoperta è illustrata con una foto in bianco e nero con uno sfondo colorato, si presenta scurita dal tempo ed ha il bordo sfilacciato. La copertina in tessuto editoriale è in ottime condizioni. Le pagine interne sono leggermente ingiallite. Numero delle pagine 380. USATO
17,5 x 23,5 cm. Right upper edge a bit creased. To Marcel (Prud`homme). Marcel Prud`homme war Direktor des Amsterdamer Kabaretts ‘La Gaité’ (Tuschinski-Theater).
252 pages. Nice black and white photo section. "No yardstick can measure, no musicologist can trace the influence of Stan Kenton on popular music of the mid-twentieth century... The dimensions of his contribution are staggering... his band served as a training ground for a generation of musicians dedicated to keeping the flickering flame of jazz alive in an alien environment." - from dust jacket. Gift greetings upon half-title page, otherwise book clean and unmarked with light wear. Moderate wear to price-clipped dust jacket which is now preserved in glossy new archival-grade Brodart. A sound copy. Book
br. Si abbassano le luci, squillo di fanfara una voce dall'altoparlante: "Signore e signori, ho l'onore di presentarvi il più illustre musicista della nostra epoca: Duke Ellington!". Si apre così, con un'immagine che sa di locali da ballo e big band in smoking, la rievocazione nostalgica e divertita della propria vita a opera di uno dei maggiori jazzisti di tutti i tempi, Edward Kennedy "Duke" Ellington. Uscita originariamente nel 1973, e qui pubblicata nella traduzione integrale curata dal critico jazz Franco Fayenz, "La musica è la mia signora" è un'autobiografia personalissima e insieme uno spaccato collettivo di storia del jazz, in cui il "Duca" trascina il lettore dall'epoca del "rinascimento" di Harlem negli anni Venti alla seconda guerra mondiale, dal difficile dopoguerra agli anni Sessanta, seguendo il filo di grandi melodie come "Creole Love Call", "Take the A Train", "Mood Indigo" e "Sophisticated Lady". Un volume ricchissimo di riflessioni, dettagli e curiosità: la genesi delle sue celeberrime suite, i ritratti affettuosi dei musicisti che l'hanno accompagnato in più di mezzo secolo di attività, i diari di viaggio delle tournée in Europa e in Oriente. Sempre nel nome dell'unico, intramontabile amore che l'ha sempre guidato: la musica.
Please note: This copy lacking its covers. First and last pages loose but present. Features: Canada in the Great War (Part 2) - The stirring record of 'the men behind the guns' - and of our wemen, too - photo illustrated article; The Crushing Horde - fiction from the north; Doctor to the Poor Fish - a free clinic for ailing aquarium pets; Canadian Sprinter Percy Williams (Peerless Percy) - Winner of the 100 and 200 metre Olympic sprints; Down Three Steps (short story); She Lika da Jazz (short story); Did They 'Get' Bulldog Kelly? - a tale of the North West Mounted; Prosperity's Leap From the Bush - The successful Canadian pulp and paper industry - photo-illustrated article; The Winking Satyr (short story); Our Population Problem (Part 4) - a suggestion that our need for people be solved by transplanting British industries; A Little Way Ahead (part 6); Beautiful one-page colour ad for Waterman's pens features waterfall and rainbow; Daily Newspapers Under Fire; Gorgeous one-page colour-illustrated ad for Quaker Puffed Rice features boy and girl at table; Nice one-page colour ad for Canadian National Steamships features their cruises to the Caribbean; Lovely one-page colour ad for Wahl-Eversharp Gold Seal Pens; Teaching Etiquette to Children; Crossword on page 78 has been completed; Jacobean Embroidery. A worthy reference copy. Book
ill., br. Il leggendario musicista Miles Davis era noto per essere un artista alquanto difficile da intervistare. Celebre per le sue esplosioni d'ira sulle questioni razziali e per i suoi atteggiamenti antagonistici nei confronti di pubblico e giornalisti, è stato regolarmente etichettato dalla stampa come "Principe delle Tenebre" e "Principe del Silenzio". Eppure, leggendo attentamente le interviste che Miles Davis concesse ai più brillanti giornalisti e critici musicali, si scopre un artista molto più complesso, profondamente intellettuale, coerente nel desiderio di dare grande musica al suo pubblico e pronto ad aiutare giovani musicisti a diventare artisti. Il poeta, drammaturgo ed editore Michael K. Dorr, insieme allo scrittore Paul Maher Jr., ha raccolto le 30 interviste fondamentali fatte a Miles Davis, pubblicandole in un libro dall'eloquente titolo "Miles on Miles. Incontri con Miles Davis". Lettura imprescindibile per chiunque desideri conoscere il "Miles-pensiero" su musica, vita e filosofia, questo volume ci rivela un'icona del jazz complicata e contraddittoria, reticente in alcune occasioni ed eccezionalmente eloquente in altre. Perfino alla sua autobiografia manca l'immediatezza dei dialoghi qui raccolti. Molte di queste interviste sono state condotte da giornalisti americani, altre sono inedite, trascritte per da programmi radiofonici e televisivi o apparse su riviste di cui ormai si sono perse le tracce. Prefazione di Paolo Fresu, introduzione di Stefano Zenni.
in-12, 190 pages, photos noir et blanc, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [TX-13]
12 S. Text in Deutsch/Engl./Franz. Farbig ill. OU. (Gerard Eggenhuizen).
br. Scrivere di Miles Davis significa non solo doversi confrontare con uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo, ma anche fare i conti con un'originalissima e stimolante prospettiva filosofica. Ma cosa fa sì che ancor oggi la musica di Miles costituisca una delle più grandi ed emozionanti sfide per qualsivoglia filosofo realmente degno di tale appellativo? Da cosa dipende, se non dal suo essersi mostrato capace di depistare qualsiasi tentativo di prevederne le scelte musicali? Il fatto è che un genio come quello dell'autore di "So What" continua ancor oggi a incantare perché il suo è un gioco sempre insieme armonico, melodico e ritmico; e in ogni caso affidato a un incessante e mai pago rovesciamento delle parti. Proteso a rincorrere il libero ed esaltante, nonché metamorfico, dinamismo della natura; mosso dalla volontà di spingersi sempre più in là, verso quel "limite ultimo" che almeno una cosa gli avrebbe fatto senz'altro sperimentare: il brivido dell'inaudito e di una sempre inaugurale, nonché autentica, "potenza poietica".
Milano, Schwarz,1958.In 8°pp.250n.con 88 Tavole fuori testo, legatura tt. Tela editoriale e sovraccoperta.
In 8', leg. ed. con ti in oro, sovrac. ill. col. pp. 350, 88 tav. in n. f.t.; lievi segni d'uso , minimo strappo al dorso e ingiallimento della sovrac., altrimenti in ottimo stato, ordinari segni del tempo.Luogo di pubblicazione MilanoEditore SchwarzAnno pubblicazione 1958Collana enciclopedia di cultura moderna-8Materia/Argomento Musica, Jazz
ill., br. Lucca, 1960. Il grande jazzista Chet Baker viene arrestato per possesso di droga. Subisce un processo e viene condannato a 16 mesi da scontarsi nel carcere di Lucca. Qui, a seguito delle sue ripetute richieste, un giudice gli consente di suonare la tromba in cella, ma solo per cinque minuti due volte al giorno. La storia ripercorre quei mesi in cui Chet Baker viveva e suonava fra Lucca e la Versilia, con pagine che scorrono fra droghe, vita notturna, corse in auto, donne misteriose e la musica, le note, il jazz.
ill., ril. Storia biografica di un musicista italiano, con una tromba in tasca e un cuore grande. Un viaggio verso la Grande Mela a inizio secolo, alla ricerca del Jazz e della libertà. Ritornare a casa per una guerra che non era sua... ma per la necessità di salvare delle vite dalla deportazione nazista. Questa è la vita di Leone, un uomo straordinario che ha salvato centinaia di vite e migliaia ne ha ispirate con la sua musica.
ill., ril. Storia biografica di un musicista italiano, con una tromba in tasca e un cuore grande. Un viaggio verso la Grande Mela a inizio secolo, alla ricerca del Jazz e della libertà. Ritornare a casa per una guerra che non era sua... ma per la necessità di salvare delle vite dalla deportazione nazista. Questa è la vita di Leone, un uomo straordinario che ha salvato centinaia di vite e migliaia ne ha ispirate con la sua musica.
br. È il giugno del 1997 quando, durante una delle tre tappe del tour di Ornette Coleman a "La villette" di Parigi, uno spettatore particolare e molto attento, si erge dal pubblico e inizia a porre domande al compositore. Quel 23 giugno sarà consacrato a un incontro vis-à-vis tra due delle personalità più singolari ed eclettiche della scena culturale contemporanea: Ornette Coleman e Jacques Derrida. L'intervista, pur nella sua brevità, tocca i temi dell'armolodia, della democrazia, della civiltà e della civilizzazione, della globalizzazione, dell'assenza di leadership, dell'evento e del suo dispiegarsi. Ricostruendo le storie personali dell'uno e dell'altro, dei soprusi subiti da bambini per il colore della propria pelle (Coleman) o per il credo religioso della propria famiglia (Derrida), i due si confrontano sul concetto di lingua materna e di se e quanto questa influenzi il modo stesso di pensare, perché del resto, si sa, "prima di essere musica, la musica era soltanto parola".