1 407 résultats
173 p. con alcune ill. nel testo; 24 cm. Bross. editoriale. Molto buono
br. "L'unico strumento a disposizione di Jimi era la sua scopa. Ma ascoltando i classici del blues, la sua chitarra iniziò a diventare molto più animata: suonava quella scopa con tanto vigore, che cominciò a perdere tutti i fili." Jimi Hendrix: il suo nome è leggenda. Un'esistenza bruciata in un lampo, ma che ha segnato un'epoca, cambiando per sempre i paradigmi artistici e culturali del mondo che è venuto dopo. Il ritratto che Charles Cross fa di Hendrix in questa biografia sincera ci apre le porte dell'anima di un artista tra i più grandi nella storia della musica: dall'infanzia e adolescenza, difficili, a Seattle fino al suo ingresso nel mito, a Woodstock, dal successo europeo partito timidamente dalla Swinging London della fine degli anni Sessanta ai suoi ultimi giorni. Una parabola che ha lasciato un segno indelebile nell'evoluzione del rock e della chitarra elettrica; una vita frenetica, ricca di eccessi e intime contraddizioni, che ci rivelano l'uomo dietro all'icona, la sua creatività, la complessità, l'innocenza, l'ingenuità, talvolta la rabbia. Attraverso lettere personali, immagini dall'archivio privato della sua famiglia, interviste ai grandi della musica e alle persone che incrociarono la propria strada con quella di Hendrix, "La stanza degli specchi" rimane un classico per tutti coloro che desiderano gettare uno sguardo oltre i tanti palchi sui quali Jimi suonò la sua chitarra come nessuno aveva fatto prima.
ill., br. Dalle ripercussioni del dopo 11 settembre 2001 alla nuova coscienza politico-ambientalista, dall'invasione del web all'avvento della "musica liquida", dai "new revivalist" al fenomeno indie, dal ciclone Trap alla musica al tempo del Covid, il volume giunge sino ai giorni nostri per dimostrare che il rock non è affatto morto. Anzi, è vivo più che mai! A quasi 70 anni dalla sua nascita, infatti, il rock continua ad affascinare milioni di persone a tutte le latitudini. Non solo: i suoi grandi maestri sono stati finalmente riconosciuti anche dalla cultura ufficiale come eccellenze assolute. Questo libro ne racconta la genesi, l'evoluzione, l'epoca d'oro, le decine di diramazioni, le ultime evoluzioni e l'inevitabile declino. Arricchita da centinaia di box, innumerevoli dichiarazioni delle più leggendarie rockstar, decine di discografie consigliate e una cronologia storico-musicale, "La storia del rock" è un'opera dallo spirito divulgativo ma al tempo stesso puntuale e ricca di contenuti, adatta sia al cultore più accanito che al lettore curioso.
brossura Capita, a volte, che uno strumento sia dotato di una personalità talmente forte da diventare il simbolo di un genere musicale. È quello che è successo con i fiati nel jazz; e probabilmente molti di fronte a un violino o a un pianoforte si ritrovano immediatamente a pensare alla musica classica. Se parliamo di rock, però, niente più della chitarra ne rappresenta l'essenza più pura e importante. Fin dagli inizi, la sei corde è la fida compagna che permette ad artisti visionari e irrequieti di esprimere se stessi, di portare innovazione nella musica popolare. Robert Johnson, a modo suo, era già un chitarrista rock. E lo era quasi vent'anni prima che il rock'n'roll nascesse. Questo fa riflettere. Che si trovi in una nota lancinante eseguita da David Gilmour, nella raffinatezza del tocco di Eric Clapton e Mark Knopfler, o nella potenza ritmica di Pete Townshend e di James Hetfield dei Metallica, poco importa: la chitarra è comunque sempre la protagonista di rock e dintorni. Questo libro ripercorre 100 anni di storia e storie dello strumento: gli artisti, le invenzioni, i modelli e soprattutto la musica. E ripercorre insieme i luoghi, le strade, i miti e le leggende, a volte sfatate per soddisfare la curiosità di chi vuol sapere di più e non si accontenta di restare in superficie.
ill., br. David Bowie, Prince, Amy Winehouse, ma anche Rihanna, Miley Cirus, Arianna Grande, Justin Bieber... sono tutte pop-star presenti in questo volume ed elencate nella quarta di copertina, così che il fan di turno può decidere in un attimo a colpo d'occhio se acquistare o meno il volume. Ogni pop-star trova all'interno una biografia di due pagine, dove viene ritratto con uno stile estremamente realistico in tutte le sue pose e costumi che più hanno fatto la storia. Questi disegni si alternano con brevi e succose biografie, dense di tutti gli aneddoti più piccanti che possano destare la curiosità del lettore.
br. Nel 2020 l'heavy metal ha festeggiato 50 anni. Ma la voglia di alzare al massimo gli amplificatori non si è certo fermata, anzi, vive e continua tutt'ora. Un bisogno primario, quello di decibel e velocità, potenza espressiva e intensità sonora, che ha fatto la storia degli artisti hard & heavy e del loro pubblico, un universo talmente variegato da tenere insieme Led Zeppelin e Slayer, Queen e Children of Bodom, Metallica, Van Halen, AC/DC, Ozzy Osbourne, Mayhem e Kiss. La nostra storia inizia qualche anno prima del celebre esordio dei Black Sabbath e affonda le sue radici in un gruppo di band inglesi innamorate del blues come Who, Yardbirds e Kinks che, all'epoca del successo dei Beatles, pensano a rendere il suono più potente, sperimentando con distorsioni e attrezzature capaci di sostenere livelli di decibel fino ad allora impensabili. E si sviluppa in un continuo interscambio di influenze tra Europa e Stati Uniti, dai colossi inglesi dell'hard rock e dell'heavy metal, come Led Zeppelin e Deep Purple, Judas Priest e Iron Maiden, alla dimensione underground della scena thrash californiana, toccando l'apice commerciale degli anni '80, la furia del death, le atmosfere del black e le contaminazioni dei '90, fino alle declinazioni del nuovo millennio. Il libro, concepito come un unico grande racconto fatto di storie e approfondimenti, band imprescindibili e album fondamentali, racconta tutto questo e anche di più, con particolare attenzione alle scene musicali e al loro contesto sociale. A conclusione di questo lungo viaggio si trova un'ampia sezione dedicata all'hard & heavy italiano, arricchita dalla voce diretta di tanti protagonisti.
Cm. 14x21, pp. 143 con alcune fotografie in b/n, brossura editoriale illustrata con alette. Nuovo.
br. Raccontarsi significa ripercorrere mentalmente la propria esistenza, le persone incrociate, i viaggi compiuti. E la musica ascoltata. Accade così che una storia personale diventi paradigmatica della storia collettiva di una subcultura, che i sogni di un individuo incarnino i sogni di intere generazioni e che l'autobiografia sia solo un filo conduttore, un pretesto per rievocare canzoni e concerti, star mondiali e magnifici perdenti, locali come il CBGB o strade come Abbey Road, che hanno fatto da sfondo a eventi memorabili dando loro un volto e assorbendone l'anima. "La terra promessa. Autobiografia rock" è una cartografia di questi luoghi bramati e talvolta raggiunti, un archivio di memoria, una bussola che consenta ai nostalgici di rivivere i propri anni d'oro e ai "retromaniaci" di orientarsi nelle terre del rock.
in-8, 265 pp., nombreuses photographies, broché, couv. ill. Couverture recouverte de plastique transparent sinon bel exemplaire. [CA-00]
ill., br. Questa è la storia di una banda di ragazzi che ha fondato la musica italiana raccontata dal capobanda: Gian Franco Reverberi. Fu lui ad accendere la scintilla di quella che all'inizio degli anni 60 è stata la prima vera generazione cantautorale italiana. Fu lui a portare da Genova alla Ricordi di Milano personaggi come Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco. Fu lui a ricordarsi di un livornese allampanato con cui aveva fraternizzato durante il servizio di leva, Piero Ciampi, e a offrirgli l'opportunità di incidere il suo album d'esordio. E fu sempre lui, una volta approdato alla RCA italiana, a occuparsi di un esplosivo talento destinato a un luminoso futuro: Lucio Dalla. Spesso confuso (con suo grande spasso) con l'altrettanto famoso fratello Gian Piero (il celebrato arrangiatore di Fabrizio De André, New Trolls, Mina e Lucio Battisti, il geniale inventore del Rondò Veneziano), Gian Franco Reverberi è un uomo di musica di prim'ordine, ma anche una persona schiva e incline a lavorare nell'ombra, lontano dalla ribalta. Raccontando mezzo secolo di storia della musica italiana, Reverberi non indulge mai al mero sentimentalismo, al sentimento scivoloso della rievocazione nostalgica né tantomeno alla tentazione dell'autocelebrazione, preferendo iniettare nelle sue pagine salutari dosi di ironia, donando alla narrazione una leggerezza e una gradevolezza molto rare in questo tipo di autobiografie. Prefazione di Maurizio Becker.
br. Ognuno ricorda le cose alla sua maniera, ognuno un po' se la racconta. Io sono stato franco. Con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione... La realtà, a vederla bene, è dura, non sempre giusta, ma io la prendo come una sfida e dico sempre: andiamo a vedere fino in fondo. Questo è ciò che ci fa essere uomini, andare avanti nonostante tutto, anche se intorno la realtà ti fa schifo. Mio padre era socialista e non essere schierato in quegli anni con i comunisti o i preti non pagava a Zocca. Nella comune teatrale di Bologna ho scoperto Bakunin e gli anarchici. Non quelli che mettono le bombe, ma uomini migliori, liberi, talmente responsabili che non c'è più bisogno di uno Stato che ti detti le regole. Non sono mica Vasco Rossi io. Sono una persona, sono un uomo, mica un eroe invulnerabile come Achille. Dove mi colpisci io sanguino, Vasco Rossi no, lui non sente niente.
br. "La vita non è in rima" vuol dire da un lato che i conti non sempre tornano. Dall'altro che, per fortuna, non siamo costretti a vivere secondo uno schema precostituito. E anche questo libro ha uno schema libero. Al centro c'è la scrittura di Ligabue, in tutte le sue forme. Si parte dalle parole - delle sue canzoni, dei suoi libri, dei suoi film - e si arriva a parlare del suo modo di vedere il mondo. La lingua e il dialetto, la famiglia e la politica, il dolore, la speranza, l'arte, il calcio, il sesso, l'amore, l'amicizia, la memoria, la felicità di riuscire a sentirsi - anche solo per un momento - "leggero, nel vestito migliore, nella testa un po' di sole ed in bocca una canzone". Dentro la scrittura di Ligabue c'è una scelta delle parole che rappresenta un punto di vista sulla vita. Ma soprattutto c'è tanta musica, che trasforma e amplifica il senso di ogni parola. Perché per ogni cosa detta c'è sempre un motivo e quel motivo è spesso il modo in cui la canzone ci entra nelle vene, diventa parte di noi. Un libro pieno di spunti sorprendenti - di acume, di dolcezza, di ironia - che farà scoprire Luciano Ligabue a chi ancora non lo conosce bene, ma stupirà anche chi (come ognuno dei suoi tantissimi fan) pensa di sapere già tutto di lui.
br. Dagli esordi come stuntgirl nel mondo del cinema al successo di Sanremo 1987 con "Quello che le donne non dicono", Fiorella Mannoia ha saputo imporsi in qualità di interprete discreta e raffinata nel panorama notoriamente al maschile della musica d'autore italiana. Dotata di un registro vocale di contralto, ha cantato l'amore e le fragilità umane, il coraggio degli ultimi e l'universo femminile impiegando un'autenticità unica nel suo genere. Per lei hanno scritto Ruggeri e Fossati, Bubola e De Gregori, ma anche le penne migliori della nuova generazione nel segno di una poetica importante e attuale, mai banale. Il volume ricostruisce, anno per anno, le tappe fondamentali di una carriera straordinaria attraverso l'analisi di ogni singolo disco pubblicato, per celebrare un'artista completa e di spessore, che solo di recente ha scelto di confrontarsi con la scrittura riuscendovi pienamente.
brossura Dalla scuola storica e irripetibile dei grandi cantautori (Dalla, Guccini) ai loro eredi (Carboni, Bersani) sino alla nuova leva (Dente), dal punk filosovietico e dalla scena bolognese più combattente e a volte demenziale (C.C.C.P, C.S.I., Skiantos, Gaznevada) allo spoken word manierista e raffinato a cavallo tra i millenni (Massimo Volume, Offlaga Disco Pax, Le Luci della Centrale Elettrica), dall'impegno sociale e politico dei Settanta (Lolli, Bertoli, i Nomadi) al folk sgangherato e militante di più recente affermazione (Modena City Ramblers). Senza dimenticare le grandi star, ovvero quelli che da sempre riempiono gli stadi, e non più le Feste dell'Unità (Vasco, Zucchero, Ligabue), e qualche ospite "straniero" (il Fabrizio De Andrè di Rimini, il Francesco Baccini di Le ragazze di Modena, addirittura i gallesi Scritti Politti).
br. Cesare Cremonini, bolognese fino al midollo, è sempre stato "quello sul palco" sin da quando - undici anni e tanta, tanta voglia di libertà - era costretto a esibirsi al pianoforte di casa davanti agli amici dei suoi genitori, proponendo in quelle occasioni le sue prime composizioni classiche. Questo libro sincero, ironico e commovente - uscito nel 2009 per celebrare il decimo anniversario del successo dei Lùnapop, e qui corredato da una nuova prefazione scritta da Cesare per celebrare il ventennale di "... Squérez?" - ci racconta il percorso di formazione che lo ha portato in brevissimo tempo alla pubblicazione e al successo di uno tra i più conosciuti, cantati e ballati evergreen della musica italiana degli ultimi anni: la sua "50 Special". La scrittura di Cesare, muovendosi in simbiosi con il crescere dell'età del protagonista, riesce a raccontare fedelmente lo spaccato di un'epoca, quella degli anni Novanta, in cui le carriere musicali avevano ancora il fascino di una piccola fiaba moderna dove i protagonisti si muovevano, incredibile a dirsi, liberi dalle piattaforme digitali, dagli smartphone e dai social network, dai format dei talent televisivi e dalla conseguente frammentazione del pubblico in favore di una cultura dell'immagine e dell'apparire, molto meno centrata sul suonare, scrivere canzoni, pubblicare dischi. La scoperta della musica grazie a due miti baffuti - Suor Ignazia e Freddie Mercury - gli studi di musica classica e la nascita quasi miracolosa delle prime canzoni, la lotta quotidiana per realizzare i propri sogni quando tutti spingono perché il ragazzo "metta la testa a posto". E poi i momenti difficili, i guai dell'adolescenza, le sofferenze che formano in lui il bisogno di creare attraverso la musica un proprio mondo. Fino all'incontro importante con il produttore Walter Mameli: la svolta tanto attesa. E il ragazzo bolognese, predestinato al successo ma incredulo di fronte agli eventi, più determinato che mai, a soli diciannove anni, si ritroverà a volare in vetta a tutte le classifiche, con ai piedi le stesse ali che, in sella a una Vespa, lo continuano a portare in giro per i colli bolognesi.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Le canzoni rock si basano a volte su impressioni e le impressioni sono tutto sommato soggettive, libere interpretazioni di testi sui quali l'ascoltatore proietta le proprie sensazioni. Le canzoni dei R.E.M. sono spesso questo: pura emotività, in cui musica e parole si fondono, al di là del loro significato originario, per creare stati d'animo nell'ascoltatore. Questo libro tenta di spiegare i significati che si nascondono dietro i testi enigmatici di Michael Stipe, districandosi tra flussi di coscienza, nonsense, cut up e citazioni improbabili. Informazioni bibliografiche: Titolo: Le canzoni dei R.E.M. Commento e traduzione dei testi Editore: Roma: Editori Riuniti Collana: Pensieri e parole Data di Pubblicazione: Maggio 2000 ISBN: 8835949106 ISBN-13: 9788835949107 Pagine: 376 Reparto: Musica > Stili e generi > Rock e pop Formato: illustrato Soggetti: Musica, REM, Rock, Chronic Town, Murmur, Losing my religion, New Adventures, Hi Fi, Up, Testi, Canzoni, Traduzione, Songs, Anni novanta, Out of time, Green, Automatic for the people, Monster, Lifes rich pageant, Reckoning, Fables of the reconstruction, Gruppi musicali
ill., br. Questo libro analizza il corpus dei testi concepiti da Peter Gabriel per album, singoli, colonne sonore, antologie e compilation, mettendone in luce le fonti di ispirazione, i temi ricorrenti e gli artifici retorici utilizzati. Uomo di vasti interessi e di buone letture, Gabriel riesce a celare un'ispirazione d'ascendenza "alta" in una filastrocca ballabile (Kiss That Frog, 1992), così come a rappresentare in modo vivido il viaggio di Carl Gustav Jung in Africa (The Rhythm Of The Heaf, 1982). Scopriamo così un autore in grado di spaziare da sapidi giochi di parole a intricate metafore, da una dolente introspezione a fulminei squarci narrativi.
ill. Una raccolta di cartoline promozionali che artisti e complessi (da quelli amatoriali che si esibivano a livello locale sino a quelli che raggiunsero notorietà ed incisero dischi in vinile su 45 giri e LP, parteciparono a festival di Sanremo, Cantagiro o altri concorsi...) utilizzavano a scopo pubblicitario. Ma anche quelle realizzate da alcune aziende come gadget da edicola. In questo volume sono state selezionate ben 147 rare cartoline per creare un catalogo da collezione, dopo una mostra da noi realizzata. Fra i tanti artisti: Alunni del Sole, les Amis, Anime Nere, Bad Boys, Balordi, Banco del Mutuo Soccorso, Baronetti, Barritas, Beathovens, Bertas, Boots, Borghesi, Borgia, Brothers, Bushmen, Califfi, Camaleonti, Campanino, Carcerati, Casuals, Chris and the Stroke, Cinque del Sud, Cliffters, Condor, Corradino e i suoi Discepoli, Corvi, Paolo e i Crazy Boys, Demoni, Diego Pepe e i Cavernicoli, Dik Dik, Domodossola, Equipe 84, Flashmen, Franco IV e Franco I, Freddy e i 4 Assi (Scooters), Gens, Giganti, Gill e Operabuffa, Giuliano e i Notturni, Harlem, Joyce & the Jokers, Juniors con Gianni Pettenati, Kidnappers, Mal e i Primitives, Moschettieri, Motowns, Najadi, New Dada, New Feelings, New Trolls, Nomadi, Nuovi, Nuovi Angeli, Only Men, Patrick Samson's Set, Pelati, Pooh, Profeti, les Pythons, Ragazzi del Sole, Ragazzi della Via Gluck, Red Shirts, Renegades, Ribelli...
ill., br. Prefazione di Mogol.
ill. Una ricerca composta da una lunghissima sequenza di cantanti e complessi italiani e i brani coverizzati nel periodo anni 50/60/70 (il tutto impreziosito con rare fotografie). Una guida su un fenomeno curioso che ha caratterizzato gli anni 60 dove i rifacimenti delle hit straniere (ma anche brani che poi non presero mai piede da noi nell'edizione originale) divennero prassi comune per complessi beat e cantanti pop e rock and roll. Successi del Cantagiro, del Festivalbar o dei concorsi canori sparsi in tutta Italia. Qui scopriremo gli artisti italiani che hanno coverizzato, i titoli e gli interpreti originali da cui hanno preso spunto. Un altro volume prezioso sulla musica anni 60/70 del nostro Circolo Amici del Vinile dopo i tanti pubblicati e dedicato ai collezionisti di 45 e 33 giri.
in-8°, 287 pp., reproductions de pages du carnet intime in-t, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [CA28-7] Le journal intime du leader de NIRVANA.
in-8, 361 p., abdt ill. in- et h.t. n./coul., broc À l’état de neuf. (CA-30) [CA30-4][NAN-4]
Assante, Ernesto Le leggende del rock.. , White Star 2007, Copertina rigida illustrata con piccoli segni d'uso, dedica sulla sguardia, volume in perfette condizioni con moltissime illustrazioni Molto buono (Very Good) . <br> <br> Copertina rigida <br> 464<br> 978-88-540-0699
br. Da diversi anni, la storia della musica popolare e del rock in particolare non è più di pertinenza esclusiva degli addetti al settore, ma è diventata oggetto di studio di uomini di cultura, storici del costume e sociologi. Questo libro racconta uno dei fenomeni culturali più rilevanti del '900 attraverso le vicende e le opere dei suoi protagonisti. Ogni capitolo del libro è dedicato alla biografia di una personalità di spicco del movimento e, allo stesso tempo, al contesto storico e socio-culturale in cui questa si è mossa. Prefazione di Eugenio Finardi.