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BONN, Archives Beethoven / HAMBOURG, Polydor International GMBH - 1969 - In-4 carré - Reliure pleine toile éditeur sous jaquette - Sous emboitage - Nombreuses illustrations NB et en couleurs, dans le texte et HT, certaines PP - 272 pages - Très bel exemplaire
Hachette / Génies et Réalités 1961, In-8 reliure bleue de l'éditeur, 255 pages + LXXXVI pages . Cachet de bibliothéque. Trés bon état.
L'éducation musicale Novembre 1971. In-4 agrafé de 40 pages.
grand in-8°, 277 pages, ill. hors texte N&B, exemples mus., -, index, broche, couv. à rabats. Ex. non coupe. [NV-11]
279pp.+ 2 portraits hors-texte, 2e édition revue et augmentée, 23cm., br.orig., bon état, M18926
xvii, 410 S. Gr. 4°. Dek. OKart.
br. Beethoven genio compositivo. Beethoven campione dell'universalità del linguaggio musicale. Beethoven artista assoluto, creatore di capolavori immortali nei quali il Romanticismo riconobbe i propri ideali metafisici. Ma esiste anche un Beethoven nascosto, spesso taciuto o messo in secondo piano: il Beethoven virtuoso del pianoforte, interprete di impareggiabile spettacolarità, improvvisatore capace di avvincere le platee. Figlia dell'idealismo tedesco, la divisione - di più, la spaccatura - fra interpretazione e composizione, a tutto vantaggio della seconda, subordina lo strumentista all'autore e circonda la partitura di un'aura sacrale: l'opera, destinata a trascendere la realtà sensibile per raggiungere il piano spirituale che le assegna Arthur Schopenhauer, si cristallizza sul pentagramma in una struttura formale considerata perfetta e dunque immutabile. Per questo, a partire dal Romanticismo, i frammenti e gli esercizi redatti dai più diversi compositori vengono visti con superficialità, e indagati solo nella misura in cui possono celare, al loro interno, parti da presentare come opere compiute. Luca Chiantore, analizzando con l'acribia dello studioso e la passione del pianista gli esercizi di Beethoven, dimostra invece che i suoi appunti di lavoro rappresentano una tappa di irripetibile creatività nella storia della musica europea.
The auction catalogue of an excellent private collection of autgraph letters. Includes outstanding letters by La Fontaine, Beethoven, Bernini, Rubens, Sully, Descartes, Diderot, Calvin, La Rochefoucauld, Rousseau, Charles V, Robespierre, Richelieu, Machiavelli, Racine, Louis XIV, and many other prominent literary, artistic, and political figures. 90 pp., 482 items described. Printed on fine wove paper. Tall 8vo. Original wraps. Entirely uncut. Wraps worn at spine. Internally bright and fine. Early auction catalogues of autograph collections, like this one, are quite rare.
Paris, Poche Club 1970. In-12 broché de 231 pages. Très bon état
Belfond 1970, In-8 broché, 231 pages. Bon état.
IN-8°, PP. 486 (2), LEG. P. SIMILP. EDIT., SOVR. ILL. COL. (LIEVISSIME TRACCE D'USO E DI POLVERE, P. POST. LEGG. INGIALLITO), LEGGERISSIME BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F/F), (I MUSICISTI). 143 A
(Accademia) 8°, pp.486, br. ed.
br. Beethoven di Giovanni Carli Ballola fu pubblicato per la prima volta, per i tipi di Sansoni Accademia, nel 1967, e fu accolto subito da un grande successo, testimoniato dai commenti ammirati di quasi tutta la critica e dalle numerose ristampe alle quali ha seguito, nel 1985, una nuova edizione (Rusconi) che comportò una significativa revisione: ed è appunto questa ultima versione che il nostro volume ripropone. Chiedersi oggi il perché di tanto successo è doveroso. La prima risposta è semplicissima: perché è un bellissimo libro, che negli anni non ha perso nulla della sua validità. Ma in tale definizione si celano anche motivazioni più sottili, che il tempo si è incaricato di rendere più evidenti. Il volume ha infatti il duplice pregio dell'assoluto rigore e, al tempo stesso, dell'altrettanto assoluta mancanza di pedanteria. Gettata a mare in un sol colpo tutta la bolsa retorica sul "titano di Bonn", l'autore affronta l'uomo e il musicista Beethoven senza quella partigianeria che è da sempre difetto primario di tutte quelle monografie, anche di autori insigni e documentatissimi, nelle quali lo scrivente, per un motivo o per l'altro, finisce per immedesimarsi con il biografato giustificandone alla fine mediocrità e manchevolezze. In questa serena spregiudicatezza di giudizio, ad ogni passo sostenuta da una competenza enciclopedica, va ricercato un altro dei motivi del successo del libro. Il quale insomma cerca di unire sempre l'attendibilità scientifica delle informazioni alla chiarezza divulgativa: sostenuta e avvalorata, quest'ultima, da una scrittura di grande eleganza.
leggerissimi segni del tempo
ril. Ancora oggi, a quasi due secoli di distanza, la vicenda umana e artistica di Ludwig van Beethoven non finisce di sorprendere. A partire dalla messe di aggettivi iperbolici con cui si è soliti definire il suo straordinario talento musicale e che non sembrano per nulla inappropriati. Geniale, rivoluzionario, visionario: sono queste le parole cui ci affidiamo per spiegare quello che in fondo rimane un enigma. Come è stato possibile che nel giro di pochi decenni il pronipote di un fornaio della provincia fiamminga sia riuscito a diventare una delle eminenti personalità della storia culturale europea? Come è arrivato a conquistare una fama immensa e a rivoluzionare i canoni musicali dell'epoca al punto che dopo di lui niente sarà più come prima? Come ha potuto cogliere appieno lo spirito del tempo, anticipando valori e sentimenti che a lungo innerveranno l'arte e la cultura, la politica e il costume? Basata su una ricerca d'archivio senza precedenti, questa biografia di Beethoven scritta da Jan Caeyers, direttore d'orchestra e musicologo belga, getta una luce nuova sulla vita e l'opera del grande musicista tedesco. Dall'adolescenza a Bonn al trasferimento a Vienna nel 1792, dalle prime prove come giovane virtuosista alle immortali sinfonie, fino al declino e alla marginalità degli ultimi anni, il ritratto del brillante compositore si accompagna a quello dell'uomo tormentato, perennemente angustiato dal denaro, in conflitto con la famiglia e gli amici, sofferente dell'amore mai corrisposto, alle prese con la drammatica perdita dell'udito e stordito dall'eccessivo consumo di alcol. Un uomo vittima di irrefrenabili sbalzi d'umore, irascibile, scostante. E tuttavia generoso, scaltro negli affari, abile nel marketing di se stesso, capace di tessere fruttuose relazioni sociali. Desideroso di dar prova di sé nelle grandi capitali europee, eppure spaventato all'idea di abbandonare il bozzolo rassicurante della capitale asburgica. Una figura complessa, dunque, impossibile da restituire in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Ma è proprio questo, in fondo, a fare di Beethoven l'icona dell'artista moderno: il mito che diventa uomo, con le sue debolezze, le sue miserie, il suo fragile splendore.
Sehr sauber erhalten, nahezu neuwertig. Verlag: Am 17. September 1970 spielte die Pianistin Marcelle Mercier in Lüttich Ludwig van Beethovens Diabelli-Variationen. Das Besondere dieses Konzertes: Gesprochene Interventionen des berühmten französischen Schriftstellers Michel Butor. Sie wurden der Ausgangspunkt von Butors Buch über Beethovens überragendes Spätwerk, zu einem ganz ungewöhnlichen »Dialog« des Dichters mit dem Musiker über desssen umfangreichstes Klavierwerk. Jetzt, ein halbes Jahrhundert nach dem Erscheinen von Michel Butors vielschichtigen Dialogen mit Beethoven erscheinen diese, auch dem Wunsch des Autors folgend, auf Deutsch. Der Übersetzer Jürg Stenzl, geb. 1942 in Basel, Studium der Musikwissenschaft an der Universitäten Bern und Paris-Sorbonne. Dr.phil. 1968 in Bern, danach in der Université de Fribourg Assistent von Prof. Luigi Ferdinando Tagliavini, nach der Habilitation Titularprofessor. Gastprofessuren in Basel, Bern, Zürich und Genf, dann an der TU Berlin, Cremona, Harvard (USA), Graz und Wien. Von 1996-2010 Direktor der Abteilung Musik- und Tanzwissenschaft der Universität Salzburg. Bücher und zahlreiche Aufsätze zur Musik des Mittelalters und des 20. Jahrhunderts (besonders über Luigi Nono), musikalische Interpretationsgeschichte und zu der Relation Musik/Film (Jean-Luc Godard, Dimitri Kirsanoff und Charlie Chaplin). Im Verlag Königshausen & Neumann als Beginn der Reihe Salzburger Stier die zweibändige Darstellung Der Klang des Hohen Liedes. Vertonungen des Canticum Canticorum vom 9. bis zum Ende des 15. Jahrhunderts. Vorschlag 7 Darlegung 17 Aufführung 45 Reprise, dann Darlegung 51 Aufführung, Fortsetzung 109 Letzte Wiederholung 117 Aussendung ISBN 9783826071577
ril. Beethoven è stato una figura smisurata, supremo genio musicale e cumulo di contraddizioni, di comportamenti eccessivi, descritto dalla critica come l'emblema stesso dell'artista romantico o come un illuminista. Ma Beethoven è stato soprattutto un tedesco: e in questa biografia Buscaroli ne sovverte l'immagine abituale alla luce delle fonti e dei documenti. Ne esce un ritratto completamente nuovo che racconta la famiglia, il rapporto con i musicisti del suo tempo, il carattere, le malattie, gli amori, il sentimento e gli scopi dell'arte. La biografia diventa così chiave di revisione di un'immagine stereotipata, illuminista per non dire giacobina, dell'artista, dell'uomo e di tutta l'età seguita alla "révolution".
in-12, 241 pages, ill. h.t. n., broche, couverture illustree Bel exemplaire. [NV-26]
446 S. 8°. OPp. Notenbeisp. Ill. Faks.
in-8° gr., pp. 532-(1) con una illustrazione in antiporta. Bross. edit. con tracce del tempo e d'uso sui piatti.
in 8°, pp. 533, bross. edit. ill., ritratto all'antip.; 3^ ediz. aumentata, alcune ill. in nero n.t.; dedica al front., bordi un po' ingialliti. 241/32
In 8, br., pp. 532.Strappo al dorso e ai bordi della cop., fior. ai piatti. Discrete condizioni.Luogo di pubblicazione RomaEditore Dott. Giovanni Bardi Anno pubblicazione 1944Materia/Argomento Musica, Compositori, Beethoven
In-8, similpelle, brossura originale applicata al piatto anteriore, pp. 532. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
xxviii, 159 S. + Textübertragung 67 S. Quer-8°. OKart. mit Goldprägung.