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Edizione: Prima edizione . Pagine: 240 . Illustrazioni: Incisione all'antiporta e tavole . Formato: 24° . Rilegatura: Pergamena con dorso scritto in gotico a mano . Stato: Buono . Caratteristiche: L'opera è dedicata all'Eminentissimo e Reverendissimo Francesco Cardinal Mont'Alto. Bruniture. Piccoli segni di tarlo alle ultime pagine.Timbri di appartenenza. Nicolosi originario di Paternò, fu sacerdote e funzionario della Curia Vaticana. Scrittore e geografo aderì alla teoria tolemaica, dichiarando di essere obbediente alla Chisa fino al patibolo. Ammirava Galileo definendolo filoso principe e faro di filosofia, deplorando l'abiura a cui era stato costretto.Foto disponibili .
Berlin, Königl. Akademie der Wissenschaften etc., 1828-1928. 8vo a. Lex8vo. 1830-90 uniform hcalf, gilt spines (a few with wear), 1891-1928 in uniform hcloth, spines with gilt lettering (a few with wear and one with a lose spine). A stamp to titlepages.
Augspurg, Eberhard Kletts Wittib., 1761. Contemporary white-dyed sheepskin. Spine with a bit of surface wear, old hand-written paper-label to spine. XXVIII, 317 pp. A stamp inside front free end-paper. Light browning, scattered marginal brownspots, but in general a fine copy. A few leaves in ""Vorrede"" misbound.
in-4, ff. 120, legatura settec. mezza pelle, tit. e filetti oro al dorso. Testo in carattere semigotico, numerose grandi iniziali ornate e istoriate su fondo nero, in fine magnifica impresa tipogr. a piena pagina con tre sfere armillari, impressa a due colori. Importante e rara edizione di queste celebri tavole astronomiche (''Coelestium motuum tabulae'') fatte compilare nel 1252 dal grande illuminato Re Alfonso X di Castiglia (''il Sapiente'', 1221-1284); l'autore è, secondo alcuni, l'astronomo arabo Isaac aben-Sid, e secondo altri, Isaac Hazan. Divenute famose, le ''tavole alfonsine'' furono utilizzate in tutta Europa fino al XVI secolo, quale unico strumento per determinare il movimento dei corpi celesti e misurare longitudine e latitudine delle stelle fisse. Bell'esempl.. Houzeau-Lancaster II, Bibliogr. de l'Astronomie, I B n.12487. BMC 20. Cantamessa I, 103, note..
Oxoniae (Oxford), E Theatro Sheldoniano, 1702. Folio. Contemporary full calf, raised bands, rectangular blindtooled frames and central panel ""mirror"" on covers, Cambridge-style binding. leather at joints cracked, but cords intact so that covers not loose. Corners a bit bumped. Light wear to spine ends. Spine a bit rubbed. Pastedowns and flyleaves with browning. Title-page with large engraved vignette (Sheldon Theater). (12),494,(2) pp. With numerous textdiagrams. Very light browning to titlepage and a few marginal brownspots to last leaf, a fine clean copy, printed on good paper with wide margins.On the verso of the title-page is pasted the book plate of Sir William Baird of Newbaith. He habitually pasted his armorial bookplate on the verso of the title-pages of the books in his large and fine library.
In-8 gr. (mm. 262x187), 3 volumi, cartonato rustico coevo (picc. manc. a una cerniera), CXII pp.num. (compreso occhietto e duplice frontesp.), 644 (mal numer. 628); 4 cc.nn. (compreso occhietto e frontesp.), 722 pp.num., 1 c.nn. (errata); 26 cc.nn. (occhietto, frontesp. e indice), 1 c.b., 484 pp.num., 2 cc.nn. (errata, approvazioni e registri), 1 c.nn. (è l’errata del 1° vol.). Il primo volume ha un frontespizio stampato in rosso e nero con vignetta incisa, un ritratto dell’A., 1 tavola f.t. che raffigura il compasso, inc. in rame e più volte ripieg., e numerose xilografie nel t. (disegni geometrici e tavole astronomiche, figure di esperimenti e strumenti, etc.); il testo è ornato da grandi capilettera e finali pure inc. su legno. "Seconda edizione delle opere". Non sono compresi il “Dialogo sui massimi sistemi” e la “Lettera a Madama Cristina”, che all’epoca si trovavano ancora all’Indice. Cfr. Piantanida,I,1563: “Il 1° ed il 2° vol. ripetono il contenuto dei due volumi dell’ediz. del Dozza (Bologna, 1655-56) preceduti da una “Prefazione universale” di Tommaso Bonaventuri (che curò l’ediz.) e da una biografia dell’A. scritta dal Salvini e dal Viviani e con l’aggiunta di alcuni scritti minori; il 3° vol. invece si compone interamente di lettere, frammenti, postille, scritti inediti o comunque non compresi nella prima raccolta, con l’aggiunta di un “Trattato delle resistenze principiato da Vincenzio Viviani per illustrare l’opere del Galileo, ed ora compiuto dal P. Guido Grandi” e di una serie di note estese da ‘sublime acutissimo ingegno’. Bella e pregiata edizione delle Opere”. Cfr. anche Gamba,483 - Riccardi, I,520-21 - Razzolini, p. 157 - Graesse,III, p.15 - Brunet,II,1461 - Carli & Favaro,431 - Cinti,170. Solo qualche alone margin.; segni di timbri rimossi ai frontespizi, altrimenti esemplare con barbe ben conservato.
In -4°, 1 cb, pp. (26), 280; piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso. Prima e unica edizione di questo cospicuo lavoro del bolognese Pietro Mengoli (1626-86), noto soprattutto per le sue ricerche nel campo dell’analisi matematica: l’“Anno”, frutto di due anni di osservazioni sulla Meridiana di San Petronio, propone dei metodi di correzione al Calendario gregoriano. Il presente lavoro è scritto in un volgare molto limpido e comprensibile, contrariamente alla maggior parte della prosa dello scienziato, scritta in un latino considerato molto contorto, che non giovò alla popolarità dei suoi scritti matematici, rivalutati solo di recente. The first and only edition of this huge work of Pietro Mengoli, a scientist from Bologna mostly known because of his researches on mathematical analisys field: the “Anno” suggests some corrections to the Gregorian calendar.
Amsterdam, Apud Ludovicum Elzevirium, 1651, 4° (19,5 x 13) rilegato in mezza pelle non recente con tassello e titoli in oro al dorso, tagli rossi, marca tipografica xilografica al frontespizio, pp. (14)-316-(4) con numerose figure xilografiche nel testo, e una tavola ripiegata fuori testo. Gilbert (1544-1603) fu uno dei più celebri medici del suo tempo, oltre che fisico e filosofo naturale. Lavorò molto al Royal College, dove ebbe importanti incarichi durante tutta la sua carriera. E' ricordato soprattutto per il suo celeberrimo De Magnete (1600) [Printing and the Mind of Man, 107], di cui quest'opera postuma costituisce per certi versi la continuazione. E' composta da due parti largamente indipendenti e incompiute, raccolte dal fratello dello studioso: la Physiologia (iniziata dopo il 1590, l'A. ci lavorò fino alla morte) e la Meteorologia (iniziata attorno al 1580 e mai terminata). Le acquisizioni del De Magnete vengono in queste opere approfondite e sistematizzate in una dissertazione volta a demolire la cosmologia aristotelica, e in particolare la teoria dei quattro elementi. Per ottenere il suo obiettivo l'A. esamina non pochi fenomeni naturali, dal calore alla luce, dalla luna alle comete e alla via lattea, dal vento alle fonti e ai mari, costruendo una cosmologia di grande interesse storico e documentario. Leggermente corto di margini, lievi fioriture alle prime e ultime carte, restauro professionale alla carta ripiegata. Peraltro esemplare molto ben conservato. Edizione originale. Brunet, II, 1592; Poggendorff, p. 895; Honeyman, IV, 1502; Willems, 1128.
5 tomes en 4 volumes in-folio (391 x 250 mm), plein veau blond marbré de l’époque, dos à 6 nerfs guillochés or, ornés de caissons richement fleuronnés et cloisonnés, armes dorées au centre des plats, pièces de titre et de tomaison de veau havane et blond, coiffes et coupes filetées or, tranches rouges. Edition la plus complète des oeuvres collectives de Pierre Bayle, donnée par Pierre Desmaizeaux, proche protégé de l'auteur. "Edition qui doit être préférée à celle de 1727-31, parce qu'elle contient, de plus que la première, cent cinquante lettres à sa famille, formant un cahier de 211 pages qui est placé à la fin du premier volume" (Brunet). "Ce recueil contient tous les ouvrages publiés de Bayle, hors le dictionnaire. Il comprend aussi tout ce qui avait été imprimé de la correspondance" (Delvolve, 'Pierre Bayle…', Bibliographie, p. 436). Selon le catalogue de la BnF, qui se fonde sur le matériel typographique, cette édition aurait été imprimée en France, probablement à Trévoux. Vignette de titre allégorique gravée par Frederik Ottens, d'après Bernard Picard. Table des matières en tête de chaque volume et table des matières de l'ensemble en fin du volume IV. Le premier volume renferme plusieurs gravures sur bois dans le texte et 3 planches hors texte sur cuivre (pages 518, 578 [placé face 584] et 600). Le volume III est divisé en deux parties sous page de faux-titre, titre particulier et pagination continue. Le volume IV renferme plusieurs illustrations sur bois dans le texte dont trois grandes représentations des systèmes planétaires de Ptolémée (p. 394), de Ticho-Brahé (p. 398) et Copernic (p. 401). Quelques rousseurs et petites auréoles éparses. Quelques traces de restauration à la reliure. Très bel exemplaire en veau blond de l'époque aux armes de Jean-Claude Fauconnet de Vildé (1694–1765) dorées sur les plats (aux volumes II, II et IV). Ecuyer, conseiller du roi et de la Ville de Paris, il devint avocat à la cour et au Parlement (Catalogue des livres de feu M. Fauconnet de Vilde, Paris, de Bure le jeune, 1765, p. 24). (Guigard, II, 210. OHR, pl. 1654).
In 8, cm 15,5 x 21, pp. (1o opera, 1578): (16) + 326 + (2) con 60 xilografie ca. nel testo raffiguranti strumenti astronomici. Manca la pagina 89/90 manoscritta nel sec. XIX; (2o opera, 1573): (8) + 110 + (2) + (16) + (18) + (4 bianche). Piena pelle del XVIII secolo con doppio filetto in oro ai piatti e fregi agli angoli. Nervature e fregi al dorso. Riparazioni alle cerniere e a parti del dorso. 1o opera: Seconda edizione dopo quella del 1569 ma, in realta', parzialmente originale, in quanto accresciuta di circa 100 pp. rispetto alla prima . Sono stati aggiunti infatti i trattati della: Sfera armillare; Torquetto astronomico; Astrolabio armillare; Gran regola astronomica; Quadrante astronomico; Armilla equinoziale; Diottra d'Hipparco; Gnomone astronomico et geometrico; Anemoscopio verticale. Danti, frate domenicano, fu in particolare matematico e astronomo. Fin a partire dal 1567 fu chiamato a corte da Cosimo De Medici, fu nominato cosmografo granducale e lavoro' ai dipinti cartografici che decorano la Sala delle Carte di Palazzo Vecchio. Si applico' in particolare alla realizzazione di sfere armillari, gnomoni e altri strumenti scientifici che proprio in questo testo vengono illustrati nelle loro costruzione e, in particolare, nel loro utilizzo. Ebbe anche la cattedra di matematica presso lo studio di Firenze. Alla morte di Cosimo dovette trasferirsi a Bologna dove, in pochi mesi, ebbe la cattedra di matematica. Grazie agli strumenti da lui realizzati, nel 1577 riusci' in soli 28 giorni a realizzare il rilievo del contado perugino e della citta'. Negli anni successivi rilevo' anche buona parte della Romagna, la Sabina e parte dell'Alto Lazio. Nel 1580 venne chiamato a Roma da Papa Gregorio XIII come cosmografo pontificio e partecipo' alla riforma del calendario
In 8° (105x155). Carte non numerate 10 (compresa l'ultima bianca); 10 vignette silografiche nel testo in cui vengono illustrate le metodologie e misurazioni con l'uso del quadrante. Pergamena rigida eseguita con materiale di riutilizzo. <BR>Prima edizione di questa rarissima opera, di utilizzo pratico, sulla costruzione ed uso di un quadrante, strumento utilizzato per le misurazioni sia terrestri (altezze, profondità, distanze), che celesti (altezza del sole e delle stelle durante la navigazione).<BR>Johannes Dryander (Eichman), nacque a Wetterau (Hesse) verso la fine del XV secolo, studio matematica in Germania e medicina a Parigi. Insegnò matematica a Marburg an der Lan, dove morì nel 1560.<BR>Bell'esemplare un po' rifilato anticamente, qualche piccolo difetto (lieve alone, piccole mancanze).<BR>Adams, D-942.<BR>
in-4, 2 trattati in un volume, numeraz. unica di ff. 8 n.n., 180 (num.per errore 176), 3 n.n.(manca ultimo bianco). Legatura coeva piena pargamena flessibile, titolo ms. al dorso. Il trattato delle Stelle inizia con titolo proprio al f.53. Illustrato con due imprese dello stampatore, capilettera istoriati e vari diagrammi e figure nel testo, della sfera terrestre e del cielo stellato. Seconda edizione, in tutto simile a quella originale del 1540. Ottimo esempl. di figurato assai bello e raro del cinquecento e importante studio scientifico e astronomico sul globo e sulla volta celeste. Aless. Piccolomini, di Siena 1508-1578, fu noto scienziato e letterato.. Riccardi, col. 269: ''sono esposte le cognizioni che allora si avevanointorno alla costituzione dell'universo che rendono ragione della straordnaria diffusione dell'opera''..
In-folio; (54)-356-(1)-(1)-303-168 pp.; occhietto, antiporta allegorica riccamente incisa che illustra la rifrazione della luce attraverso le lenti e l'insegnamento del disegno con il compasso, grande marca tipografica dell'editore incisa sul frontespizio, titolo in rosso e nero, numerose illustrazioni e figure su 87 tavole incise; legatura coeva in pelle con filetti in oro, medaglione centrale con stemma rimosso, tagli spruzzati rossi.
In-8 p. (mm. 210x160), p. pergamena antica (risg. rifatti), titolo ms. al dorso, 16 cc.nn., 467 pp. num., bella e grande vignetta al frontespizio che raffigura una sfera armillare, e, al colophon, marca tipografica di Zanettus (tre lance in palo unite da un nastro, entro cornice figur.); ornato da grandi capilettera decorati ed illustrato nel t. da oltre un centinaio di figure astronomiche e matematiche, il tutto inc. su legno. Importante commento sul “De Sphaera”, opera dell’astronomo e matematico inglese Sacro Bosco, considerato un trattato fondamentale di astronomia che ebbe diffusione enorme durante quattro secoli (la prima ediz. a stampa è del 1472) e fu un testo adottato fino a quasi tutto il XVII secolo. Anche il commento di Clavio, chiamato l’Euclide del XVI secolo, fu pubblicato numerose volte nel corso del ‘500 e ‘600: questa del 1581 è la sua terza edizione (la prima è del 1570). Cfr. Adams,I,2100, p. 294 - Choix de Olschki,VI,6330 - De Baker,I, pp. 198. "Cristoforo Clavio (1537-1612), nome umanistico del matematico ed astronomo tedesco Ch. Schluesse; gesuita, insegnò matematica a Roma nel Collegio romano. A lui soprattutto si rivolse Galileo nel viaggio a Roma del 1611, per superare le prime diffidenze contro le sue scoperte astronomiche; ma il Clavio non si pronunciò nettamente. Diede un'edizione latina degli "Elementi" di Euclide e collaborò alla riforma gregoriana del calendario (1582)". Cosi' Diz. Treccani, III, p. 279. Ultime 3 carte restaur. per piccole manc. margin.; lievi aloni al marg. di ca. 40 cc. finali, ma complessivam. esemplare ben conservato.
4 volumi in-12 (mm. 143x80), pp. (14 compreso il ritratto in antiporta ed il titolo), 466, (12); (12), 399, (8): (20), 375, (8); (12), 373, (8). Rilegati in pergamena coeva, titoli manoscritti ai dorsi. Al contropiatto ex libris, timbro di appartenenza alla carta di guardia "Biblioteca Berlingieri". Illustrati da complessive 14 tavole incise f.t. su 17, mancando le 3 tav. del primo volume: Vienna assediata; Tommaso Cornelio; Marco Aurelio Severino. Esemplare con leggera uniforme brunitura, lievi difetti. Raccolta rarissima che contiene 8 lettere di Galileo Galilei poco note. Tre volumi in prima edizione, ad eccezione del primo volume. Due lettere minori sono nei primi due: a Curzio Piacchena delle virtù di un pezzo di calamita di cinque libbre, Padova 16 Novembre 1607 (p. 148-152); e una a Francesco Rinuccini che stima l'Ariosto superiore al Tasso, Arcetri 19 Maggio 1640 (p. 152-157). Il quarto volume è il più importante, in quanto varie missive si riferiscono alla "Historia e dimostrazioni intorno alle Macchie Solari e loro accidenti". Dopo una letteraria al Cesi del 5 Gennaio, in altre due al Cesi (dalle Selve li 25 di Gennaro 1612, pp. 24-31) Galileo, "rimettendosi alla determinazione di V.E. e degli altri Signori Lincei" propone il titolo della sua prossima pubblicazione,e varianti da apportare al testo "che davano fastidio al Revisore". Segue altra lettera analoga al Cesi. In quella del 12 Maggio (p. 31-34). tratta del "Discorso intorno alle cose che stanno sull'acqua". E ancora il 26 di Maggio un'altra sulle Macchie Solari (p. 34-36). Poi informa il Cesi del contenuto di una missiva inviata a Marco Velseri "dove vederà accennata l'opinion mia". Il 30 giugno scrive al Cesi di bisogne astronomiche (p.36-39) "noi non doviamo desiderare che la natura si accomodi a quello che parrebbe meglio disposto et ordinato a noi, ma conviene che accomodiamo l'intelletto nostro a quello che ella ha fatto sicuri tale esser l'ottimo e non altro", con riferimenti al Lagalla. L'8 giugno ultima lettera al Cesi di varie sue bisogne ( p.39-42). Queste lettere fino ad allora sconosciute e ripubblicate solo nel 1818 a Modena in "Memorie e lettere inedite finora o disperse di Galilei" (Cinti, 188) sono importanti per dirimere la controversia tra Galilei e Scheiner su chi avesse per primo studiato il fenomeno delle Macchie Solari. Il vol IV contiene inoltre altre quattro lettere di interesse galileiano: una di Mario Guiducci al Cesi di faccenda letteraria "ho preso per me il consiglio che V.E. dava al Sig. Galileo" riguardo "il torto che m'è stato fatto senza ragione da quel buon Sig. Grasso" (p.43-44); e tre di Francesco Stelluti tra cui una nella quale invia a Cesi un madrigale per un'opera di Galileo Galilei: le Macchie Solari (p.52-57). Antonio Bulifon (1649-1707) editore francese attivo a Napoli si definiva "semplice libraio ignorante, ma amichissimo dei virtuosi".. Il solo Carli Favaro le cita, senza dar loro importanza, ai n. 364, 385, 389. Cat.Libri 1861, n. 3016-17: ''Containing among other highly interesting letters two of Galileo''. Gamba 1959. Vinciana 3361 (solo il vol.I). B. Soria, pag.105; Letters of Galileo Astronomy Physics Sconosciuta al Cinti e a tutti i cataloghi specializzati di Galileiana e di libri scientifici. Gamba 1959. Dura 2290. Cat.Vinciana 3361 (solo il vol.I)..
Sammelband with the major works by eminent Italian Renaissance mathematician and engineer Niccolò Tartaglia. – Author, Content: Present Sammelband contains 3 profusely illustrated volumes with early editions of the major works of Niccolò Fontana Tartaglia (1499/1500-1557), an important Venetian mathematician, engineer, translator (of Archimedes and Euclid into Italian) and author of scientific works: (1) The 2nd edition of 1554 (1st in 1546) of his seminal work about mathematics and their technical application in the fields of military ballistics (for calculating canon trajectories in particular), fortification, statics and topographic surveying, with the addendum to part no. 6 (of 9), which is considered one of the most important early publications on fortification. Present copy also includes the often missing folding flap (depicting a fortification wall) to the addendum, mounted to fore-edge of l. 71r. „Tartaglia's »Quesiti« contains his most important mathematical accomplishment: the independent discovery of the rule for solving third-degree (cubic) equations...“ (Norman). (2) The 3rd edition of 1562 (1st in 1554) of Tartaglia's »Regola«, a particularly rich illustrated treatise on retrieving sunken ships, on which subject he was also interested in his function as accountant for the Venetian Republic. The book, written in the form of imaginary dialogues between Tartaglia and his student, Richard Wentworth, also deals with deep sea diving (3 striking woodcuts with divers for illustration), meteorology for maritime shipping, as well as it prints extracts of Archimedes treatise »De insidentibus aquae«, completely translated and published by Tartaglia in Italian only 3 years later. (3) The 4th edition from 1558 of Tartaglia's Chef d'Œuvre »Nova Scientia« (1st published in 1537), the very first printed treatise on ballistics and a seminal work on motion in general, that led to the discoveries of Galileo and others in this area. The title page of »Nova Scientia« consists of a large woodcut illustration with the coat of arms of Francesco Maria II della Rovere, Duke of Urbino, and a full-paged allegorical depiction showing the author in the midst of the scientific disciplines (all incorporated female) and surrounded with the great scholars of the ancients, like Euclid, Aristotle and Plato.– These three treatises were probably issued together by Venetian printer and co-publisher Curzio Troiano Navò in 1562, using sheets left over from previous editions of (1) and (2), originally printed Niccolò de Bascarini. – Provenance: Engraved pictorial ex-libris with the monogram „F. C.“ at front paste down. – Condition: Cover at corners and edges bumped and worn, boards creased, ll. 1 and 2 of (3) with old repair at bottom, some leaves with water-stains at margins and occasionally foxy, (3) with tight bookbinder's cut to lower margin, no text loss however; generally a solid copy of this Sammelband of particular importance for the history of mathematics and military engineering. – Reference: (1) Adams T 184; Breman 293; CNCE 31875; Cockle 660; Norman 2055; Riccardi I/2, 499. (2) Adams T 187, CNCE 31563; Cockle 660, Riccardi, I/2, 504. (3) Adams T 191; CNCE 31552; Riccardi I/2, 496; Scherrer 49.
Formato cm. 20x15. Pagine: (4), 171. Rilegatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso. Lievi bruniture all'interno e macchia di umidità alle prime carte. Stato di conservazione ottimo. Molte figure in xilografia nel testo tra cui una grande tavola più volte ripiegata. Il salto di pagina da 108 a 117 è dovuto alla presenza della tavola sopra menzionata che va a sostituire le carte non presenti. Il libro è completo. Rara edizione originale.
In-4°, (2cc), 176pp, 4cc. Legatura in cartonato, titolo manoscritto al dorso, tagli in oro, marca editoriale sul frontespizio e in fine. Esemplare réglé. La seconda parte inizia con proprio frontespizio. Con 48 figure delle costellazioni e 48 tavole relative ai gradi, in legno. In-4°, (2cc), 176pp, 4cc. Cardboard binding, handwritten title at the back, gilt edges, printer’s mark at the title page and at the end. The second part has its own title page. Réglé copy. With 48 wooden engraved figures of the constellations and their 48 tables of the grades.
8vo (mm 217x161), ff. 57, 1 bianco, (154) che includono le effemeridi del periodo 1552-1562, capilettera xilografici, numerose tabelle e schemi, alcune figure nel testo che illustrano le fasi lunari. Legatura in piena pergamena floscia coeva, traccia di legacci ai piatti. Interessanti numerose annotazioni e calcoli astronomici di mano coeva alle sguardie, al foglio bianco e al frontespizio delle "Ephemeris" per l'anno 1552, in cui l'antico proprietario si era dilettato nel calcolare le posizioni dei pianeti nell'anno di nascita dell'Autore (1494). Al verso dell'ultimo foglio dell'opera altri calcoli astronomici, di mano coeva, con oroscopo riferito probabilmente ad una certa Chiara (Garnoli?). Segue, al recto della sguardia libera posteriore, oroscopo discorsivo in italiano sempre vergato a mano; al verso e al contropiatto posteriore altri calcoli di effemeridi probabilmente riferiti all'anno 1563. Tracce di tarlo al margine inferiore di circa 50 fogli a metà del volume. Piccoli restauri al dorso ma nel complesso ottimo esemplare marginoso. Pitati, astronomo veronese del secolo XVI, diede il suo nome al cratere lunare Pitatus. Fu celebre per aver proseguito le effemeridi di Johannes Stoffler (pubblicate a Tubinga dal 1482 al 1551) fino al 1562; nel 1542 pubblicò l'Almanacco nuovo, che si può considerare come la prima effemeride italiana (per gli anni 1543-1556), ovvero un gruppo di tavole numeriche che forniscono le coordinate degli astri (o altri elementi variabili con il tempo) a intervalli prefissati ed equidistanti fra loro, per es. di giorno in giorno oppure di ora in ora. La presente edizione contiene le effemeridi dal 1552 al 1562. Non comune. Cantamessa parla di una variante della presente edizione con un bifolio in più, ma gli esemplari trovati online nelle biblioteche hanno lo stesso numero di pagine del nostro esemplare. Al contropiatto anteriore ex-libris inciso tardo settecentesco - con stemma marchionale della panoplia con lo scudo con al centro una stella - della famiglia Dionisi, tra le più antiche della nobiltà di Verona: il marchese Gabriele (1719-1808) fu l'artefice della ristrutturazione della villa a Ca' del lago di Cerea nonché del riordino e aggiornamento della biblioteca. La famiglia Dionisi aveva destinato al piano nobile la funzione di libreria e sala di lettura, precoce esempio di centro culturale dove si riunivano artisti e letterati. Dopo la dispersione delle migliaia di volumi del fondo antico, conserva ora i libri sul mobile d'arte contemporaneo della Fondazione Aldo Morelato. . Cantamessa 6179..
in-4, leg. perg. ant., pp. (8), 134, (2 b.). Fa parte dei "pamphlet" in forma di dialogo in polemica con le teorie esposte dal Riccioli, prima nell'Almagestum novum (Bologna 1651). Padre Degli Angeli era anticopernicano e direttamente coinvolto nella mobilitazione culturale scientifica della Chiesa in difesa della tradizione derivante dalle Scritture e dai Padri. La sua critica si riferiva alle ragioni teoriche che Riccioli portava per dimostrare l'immobilità della terra. L'autore (Venezia 1623 - Padova 1697), gesuita e poi prete secolare, fu illustre geometra e matematico, confratello e collaboratore di Bonav. Cavalieri a Bologna e dal 1662 sino alla morte insegnante sulla cattedra di matematica dello Studio di Padova che era stata di G. Galilei, di cui fu tra i primi a seguirne le teorie.. Cinti 301. RICCARDI I (I), 35-36 ''Di molto pregio scientifico... è raro rinvenire uniti questi quattro libri...''. WALESON, Crerar Library, University of Chicago Lib., p. 6..
In-4°, prima edizione. Alla Centuria problematum mancano il ritratto dell’autore (o del dedicatario Rospigliosi), la carta bianca Ii4, tutto l’index Alphabeticus (8cc, ma accluse a fine volume in riproduzione fotografica); mancante l’antiporta del Centuriae opticae pars altera. Presenti le 2 carte di tavola.Legatura recente in piena pergamena rigida, con nervature al dorso e titolo in oro su tassello. Luogo e data al piede del dorso in oro.
In-4°, (4cc, con ritratto xilografico dell’Autore al verso della c. 3; ritratto supplementare dell’Autore), 116pp, (2cc), iniziali e finalini xilografici; rilegato con Philippi Phinellae De revolutionum annorum, 54pp (ultima bianca); rilegato con Philippi Finellae De duabus conceptionis, et respirationis figuris, et de connexione inter eas, & figuram coelestem, 37pp. Legatura in piena pergamena rigida. Riccardi I, 459; Biblioastrology
In 8 (cm 16 x 21), pp. (8) + 514 + (2). Legatura coeva in piena pergamena con rinforzo in pergamena al dorso. Carte uniformemente brunite, qualche sporadica lieve gora ma nel complesso esemplare in buone condizioni. Annotazioni manoscritte al frontespizio. Stemma della Compagnia di Gesu' impresso al frontespizio e ripetuto all'ultima carta, capilettera, figure geometriche xilografate nel testo, numerose tabelle. Edizione originale del Commento del Clavio a Sphericae (Sphairikon biblia III), l'opera di Teodosio Triopolita (di Bitinia). Clavio non solo spiega compiutamente i tre libri della teoria della sfera dello scienziato tripolita, con sue nuove dimostrazioni e con laggiunta di numerosi scolii, ed espone anche una sua teoria completa della trigonometria piana e sferica.
First edition of Olbers' groundbreaking work on computing the orbit of comets, together with the substantially corrected and enlarged 3rd edition from 1864 as well as a rare offprint of a paper by Ladislaus Weinek from 1904 depicting graphical evidence of Olbers' method. – Contents, Author: With this treatise, the Bremen based physician and astronomer Heinrich Wilhelm Olbers (1758-1840) established his reputation as one of the leading scholars on astronomy of his time. Olbers had discovered a comet in 1796 and developed a new method for calculating his path. This method replaced the tedious and often inaccurate calculations of Euler and La Place. „In a letter to F.X. von Zach, director of the newly founded observatory on the Seeberg, near Gotha, Olbers asked weather his treatise on this method should be printed, and if so, how this could be done. After reading the treatise and using it with excellent results to compute the orbit of the comet of 1779, which had presented great difficulties to many astronomers, von Zach decided to see it through the press himself. It appeared at Weimar 1797.“ (DSB). – Enclosed: (1) 3rd ed., enlarged by J. G. Galle. With Olbers' portrait as frontispiece and 1 folded plate. Leipzig: Voigt & Günther 1864. 8vo. XXXVI, 334 p. Contemporary half leather. (2) L.[adislaus] Weinek: Graphische Nachweise zur Olbersch'schen Methode der Kometenbahnbestimmung (…) Mit 8 Textfiguren. Aus den Sitzungsberichten der kaiserl. Akademie der Wissenschaften in Wien. Mathem.-naturw. Klasse; Bd. CXIII. Abt. IIa. Juli 1904. Vienna: Verlag der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften (in commission at Alfred Hölder [K.-k. Hof- und Staatsdruckerei]) 1904. 8vo. 20 p. Original publisher's wrappers. – Condition: Cover at edges and corners slightly worn, title page with some ink staines and one restored fault at lower right corner, some pages slightly foxy and water-stained, generally a solid copy. Cover of present copy of the 3rd edition (enclosure 1) with some small wear, paper in parts foxy, with owner's stamp on pre-title. Wrappers of the academy paper (enclosure 2) slightly stained, minimally torn at margins, otherwise well preserved. – Rarity: Very hard to find in this set, particularly with the late but important supplement by Weinek, during this period director of the Prague observatory. – Reference: DSB X, 198; Houzeau-L. 11965; Poggendorff II, 320.
First offprint in the original wrappers, of this important paper by Einstein about electromagnetism. - Condition: Wrappers minimally dusty, otherwise very well preserved copy. - Rarity: According to Weil early offprints of Einstein’s papers may also be qualified as original and also highly collectable editions, however they were printed in a certain, but still small print run for commercial use (mainly to sell them to fellow natural scientists): „No doubt, the first appearance in a periodical is the „original edition“, but I have to leave it open for collectors, librarians and others to decide whether these offprints in wrappers, mostly with a printed title on them (especially in the »Sitzungsberichte der Königlich Preussischen Akademie der Wissenschaften«) are also „original editions“. These offprints are printed from the same setting as the text, but often with new pagination.“ (p. 4). Additionally to offprints like the present, some copies bearing the imprint „Überreicht vom Verfasser“ [Presented by the Author] were printed for the use of the author. ABPC (1973ff.) and APO (1988ff.) record only 2 copies of this edition at auction (2011, 1998). - Reference: Boni-Russ-L. 86; Collected Papers, vol. 6, 27; Schilpp-Shields 97; Weil 79.