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Creatività è divenuta, negli ultimi anni, una parola della politica e dell'economia. Le grandi organizzazioni sovranazionali - dall'Unesco, all'OCSE, all'Unione Europea - considerano le cosiddette industrie creative - quelle che "trasformano" la cultura In attività economica - uno dei motori della crescita. In tutto il mondo Stati, città e regioni dedicano loro leggi, rapporti, programmi d'intervento. Per descriverle alcuni osservatori parlano di Creative Economy, altri di Orange Economy, l’Economia Arancione. È uno sviluppo cui hanno contribuito concrete esperienze di governo - da quelle australiana e britannica sino a quelle, più recenti, di molti Paesi dell'Estremo Oriente - e l'attività di think tank, centri di ricerca e università di tutto il mondo. Il volume ripercorre le principali tappe di questo itinerario. Analizza le politiche e le dinamiche che lo hanno sostenuto. Esamina gli strumenti di intervento utilizzati. Il tutto con l'obiettivo di porre le basi di una concreta politica italiana "per" la creatività, un'azione che ci allinei alle esperienze più avanzate e contribuisca al rilancio della nostra economia. Autori: Gian Paolo Manzella.
br. Sempre più soggetta alle pressioni del mercato e alle dinamiche dell'industria culturale, negli ultimi anni l'editoria per ragazzi si è notevolmente trasformata. L'iperproduzione di libri, presenti nelle librerie per pochi mesi e poi sostituiti, è diventata la sua caratteristica più evidente, in un processo che non consente né ai lettori né ai critici di soffermarsi su ciò che accade di veramente interessante, al di là del frastuono delle novità. Il volume offre un punto di riferimento utile a chi voglia ragionare - anche sulla base di un confronto con i classici e le loro caratteristiche - sui criteri per giudicare i libri per l'infanzia e l'adolescenza e per selezionare, tra le nuove proposte, quelle che sarebbe importante conoscere.
«Sto trasformando l'azienda di famiglia e so bene che non è quella che vorrebbero i miei genitori. Non sto seguendo esattamente le loro orme: loro sono stati grandi "industriali del materasso". Ma io non lo sono. E mai più vorrò esserlo. Perché, per un certo periodo, ho voluto, intensamente, esserlo. Quando, nel dicembre del 2002, mi sono trovato di fronte al bivio, "tradire" l'azienda di famiglia per un posto di lavoro prestigioso alla Bosch - dove, alla fine, però, avrei rischiato di essere un "numero" - oppure rimanervi, ho scelto per la Dormiflex. Ora sento che devo proseguire nell'opera di trasformazione di un'eredità, ai miei occhi grandissima, verso un modello di azienda diverso e più adeguato al momento che sta attraversando l'economia e il nostro settore, ma anche più attinente alle mie inclinazioni: un'impresa digitale, multilingue, multi-Paese. E giunta l'ora di rompere gli indugi e di scommettere fino in fondo sull'azienda dei miei sogni, secondo un piano che mi sta diventando sempre più chiaro. E cominciata la maratona della Dormiflex». Autori: Loris Bonamassa, Adriano Moraglio.
br. Il testo si propone di tracciare la ricostruzione storica di quarte e risvolti di copertina. L'indagine sui libri, con attenzione al paratesto, si fa strumento per descrivere come in questi spazi dialoghino tra loro diversi aspetti del lavoro editoriale: gli intenti culturali con quelli commerciali, le istanze letterarie dei letterati-editori con le esigenze della comunità di lettura. Il Novecento rappresenta, da questo punto di vista, un periodo chiave, in cui lentamente si compongono precise e differenti strategie di comunicazione coi lettori, attuate attraverso la cura della materialità dell'oggetto libro. Nello stretto spazio riservato alla presentazione dell'opera si condensano, infatti, messaggi e intenti editoriali, soprattutto quando parto della penna di critici, letterati e pensatori che influirono sul panorama culturale dell'epoca.
br. Se negli ultimi anni molti sforzi sono stati dedicati al recupero dell'editoria di "larga circolazione", ancora trascurata risulta tuttavia una produzione popolare di matrice religiosa che, sviluppatasi nel secondo Ottocento, ebbe un ruolo significativo nell'ampliamento del pubblico e nelle trasformazioni del mercato. Il volume indaga la questione da due punti di vita: da un lato, ricostruisce il quadro storico dell'editoria cattolica dal 1850 agli anni Novanta e, dall'altro, descrive l'evoluzione delle forme letterarie proprie di questa esperienza, che contribuirono in forma originale all'affermarsi dell'egemonia del romanzo.
br. È la prima volta che un ex manager assicurativo, oggi tra i più affermati esperti d'infortunistica in italia, racconta tutto: segreti, trucchi, bugie di una lobby potentissima. Con questa testimonianza dall'interno che lascia sgomenti, Massimo Quezel rompe finalmente il silenzio prodotto da un'informazione falsa e paludata, imbastita a suon di campagne pubblicitarie milionarie. La verità è un'altra. Otto volte su dieci le compagnie non riconoscono il giusto risarcimento. I costi delle polizze sono i più cari d'Europa perché devono anche coprire inefficienze e comportamenti scorretti delle assicurazioni. Esiste un ente di vigilanza che ogni anno commina multe per milioni di euro alle compagnie. Il mantra delle assicurazioni è "il miglior guadagno è il risparmio". Peccato che dietro quel risparmio ci siano persone vittime di gravi incidenti stradali, pazienti costretti a convivere con lesioni permanenti a causa di trattamenti sanitari errati e molto altro. Dopo vent'anni di esperienza sul campo, Quezel mette a disposizione del lettore un patrimonio unico di conoscenze, casi e storie, svela i dieci comandamenti da osservare per non essere fregati, racconta le trattative che ha affrontato e le battaglie che ha combattuto.
br. Questo libro vuole proporre uno studio della rivista «Playmen», una delle riviste erotiche destinate ad un pubblico maschile più distintive del periodo compreso tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Ottanta, particolarmente significativa per obiettivi e contenuti editoriali, ed espressione di un intento modernizzatore all'interno del sistema culturale e mediale dell'epoca. la ricerca prende in esame i rapporti tra il cinema, la rappresentazione mediale e l'identità maschile veicolata dai differenti contenuti del periodico, attraverso un ventaglio di prospettive metodologiche che si muovono tra storia culturale del cinema, scavo d'archivio, star e celebrity studies, men's studies, storia dell'editoria popolare. Il mensile «Playmen» è così impiegato come caso emblematico di studio e come reagente privilegiato delle strategie di discorsivizzazione di fenomeni decisivi della società italiana dell'epoca, come il cambiamento dei ruoli di genere, il mutamento dei modelli di mascolinità, la progressiva erotizzazione del sistema culturale e di quello mediale e il conseguente posizionamento delle audience, messi in costante relazione con l'immaginario cinematografico, l'evoluzione del resto della stampa popolare ed erotica, i cambiamenti della percezione del maschile nella società.
br. Ogni giorno utilizziamo grandi quantità di acqua per bere, cucinare e lavare, ma quella che impieghiamo, in modo indiretto, per produrre il cibo di cui ci nutriamo è molta di più. Dietro ai pasti che consumiamo quotidianamente ci sono enormi quantità di acqua: circa 3.600 litri per un'alimentazione a base di carne e 2.300 litri per una dieta vegetariana. Fino a quando il cibo che produciamo serve per sfamarci, tutto - o quasi - può trovare una giustificazione, ma possiamo dire la stessa cosa quando utilizziamo acqua per produrre cibo che, per mere ragioni commerciali, non raggiungerà mai la nostra tavola? Buttare via 200 grammi di carne rossa equivale a sprecare 3.000 litri di acqua che sono stati impiegati principalmente per nutrire l'animale; gettare una tazzina di caffè è come buttare in pattumiera 140 litri di acqua. Un vero spreco nello spreco. "Il libro blu dello spreco in Italia: l'acqua", rapporto a cura di Last Minute Market realizzato nell'ambito della campagna "Un anno contro lo spreco", propone un'analisi documentata, dettagliata e aggiornata per fare chiarezza e spronarci a cambiare i nostri stili di vita e di consumo.
ril. È stato uno degli editori più eclettici che l'Italia abbia mai avuto, dotato di un fiuto a trecentosessanta gradi per i bestseller e di un amore incondizionato per i libri, che per lui non erano semplici oggetti da proporre e vendere al pubblico, ma veri propri scrigni di tesori, capaci di migliorare la sua esistenza e quella degli altri. Nel corso della sua vita Luigi Spagnol ha seguito una sola regola: cercare le cose migliori dove nessun altro le avrebbe cercate. Fu per questo che nel 1997, prima ancora di finire di leggerne la bozza, decise di pubblicare "Harry Potter e la pietra filosofale". L'anno prima aveva intuito le potenzialità di una favola, "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", che avrebbe poi venduto due milioni di copie. Ma oltre che nel fantasy e nella favola il suo talento lo portò a scovare straordinari successi anche in settori molto diversi: dall'umorismo, con "Parola" di Giobbe di Covatta, alla varia, con "Cotto e mangiato" di Benedetta Parodi. Grandi intuizioni, grandi riflessioni e un rispetto ancor più grande per il pubblico di lettori sono stati gli ingredienti di una carriera che possiamo oggi comprendere dagli scritti raccolti in queste pagine. Attraverso l'intensità delle parole di Luigi Spagnol si può cogliere la forza di una vocazione e, soprattutto, si può guardare il mondo attraverso gli occhi di un uomo che, come è stato detto: «Non voleva mai essere protagonista. E fu per questo un editore straordinario».
br. Il mondo dell'editoria conosce ovunque, all'inizio del XXI secolo, un processo di concentrazione e di forte concorrenza internazionale. L'Italia non fa eccezione, come dimostra l'acquisto di RCS Libri da parte di Mondadori nel 2016, ma ha alcune caratteristiche che risalgono al periodo preunitario: marcate specificità regionali, ampia presenza di editori piccoli e medi, grande difficoltà nel creare "lettori", il cui numero rimane molto al di sotto di quello di altri paesi europei e ancora oggi ammonta a meno della metà della popolazione rispetto ai due terzi in Francia e in Germania. Gabriele Turi racconta la storia dell'editoria nell'Italia repubblicana rifiutando modelli di tipo sociologico, spesso astratti o generalizzanti, ma considerandone tutti gli aspetti in rapporto all'evoluzione della società, e mette in dubbio che dalla concentrazione derivi una inevitabile omologazione dei linguaggi.
In-8 (cm. 22), brossura illustrata, con alette, pp. 144, (2), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Tracce di polvere. Peraltro, volume in buono stato (good copy).
In-8 (cm. 24), brossura illustrata, pp. 359, (1), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. In buono stato (good copy).
In 8' gr., sintesi sugli sviluppi dell'economia del commercio dell'industria del turismo dell'edilizia dell'artigianato del trasporto delle regioni Abruzzo e Molise. In buono sto, ordinari segni del tempo.Luogo di pubblicazione RomaEditore Il TempoAnno pubblicazione 1975Collana Supplemento al quotidianoMateria/Argomento Storia locale, Abruzzo, Molise, Industria, Artigianato, TrasportiScaffale 30/1Autore Carli-Falcucci-Martelli-Perrotti-Sardelli
In 8' , fascicolo di 16 pp. , programmi generali d'insegnamento approvati con Decreto ministeriale del 20 settembre 1913, macchie bruniture e segni d'uso alla cop.,all' interno alcune pieghe ma in buono stato.Luogo di pubblicazione RomaEditore Tipografia Nazionale di G. Bertero e C.Anno pubblicazione 1913Materia/Argomento Arte, Industria, Didattica
In 8, br. ed. con band., pp. 226 con ill. in n. n.t.Leggera ammaccatura al piede del dorso, scoloritura alla cerniera del piatto ant., leggere tracce di sporco e strusciature al piatto ant., strusciature al piatto post., leggerissima fior. ai tagli, interno in ottime condizioni.Luogo di pubblicazione MilanoEditore HoepliAnno pubblicazione 1969Materia/Argomento Industria, Microfilm
In 4', t. ed. con sovrac. ill. pp. 271, ill. prevalentemente in n. n.t., segni d'uso, strappi e parte mancante al dorso della sovrac. , taglio sup. polveroso, interno in biono stato.Luogo di pubblicazione MilanoEditore Electa per AssimpredilAnno pubblicazione 1986Materia/Argomento Industria, Impresa, Edilizia, Terziario, Lombardia
Numero 4 della collana,diretta da Marco Uvietta.Con intervista a Andrea Andermann.Prefazione di Philip Gossett e Wendy Griswold.La copertina in cartone è leggermente scurita ed ha una piega da lettura di lato .Il dorso ha il bordo leggermente stanco.Le pagine interne sono come nuove.Numero pagine 287. USATO
Volume riguardante le industrie del gesso canadesi a cura del "Canada department of mines" "Mnines branch". Lingua inglese. Il volume potrebbe contenere timbri ed etichette dell'Istituto Veneto, regolarmente acquisito dalla nostra libreria. Brossura brunita dal tempo presentante segni di usura ai margini con abrasioni agli stessi, tracce di usura da sfregamento e macchioline di fioritura ai piatti e segno a biro al piatto anteriore. Pagine fruibili anche se brunite dal tempo, in particolare ai tagli. 20 tavole illustrate in b/n fuori testo su carta patinata. Da segnalare legger ondulazione dei fogli dovuta ad umidità precedente. Numero pagine 164. USATO
Salmon - coloured cloth boards, lightly soiled. Contents clean, sound, and bright throughout, with occasional black and white photographs in the text. Used
ill., br. L'Einaudi è stata la più importante casa editrice italiana del Novecento. Nelle sue stanze hanno lavorato Cesare Pavese, Italo Calvino, Natalia Ginzburg. Lì hanno discusso programmi editoriali Primo Levi, Norberto Bobbio, Franco Venturi, Gianfranco Contini, per citare solo alcuni dei grandi nomi che hanno frequentato gli uffici di via Biancamano. Luca Baranelli e Francesco Ciafaloni, due semplici redattori tra gli anni '60 e gli anni '80, sono stati testimoni di quelle vicende e amici di alcuni dei protagonisti. In queste pagine rievocano due decenni di storia della casa editrice e alcuni dei momenti più drammatici: dal "caso Fofi" che spaccò in due la casa editrice nel 1963, alla crisi del 1983 che portò l'Einaudi all'amministrazione straordinaria e al fallimento di quel grandioso progetto. Una lunga conversazione con Alberto Saibene approfondisce aspetti finora trascurati delle vicende einaudiane: il funzionamento della macchina editoriale, la posizione politica della casa editrice negli anni a cavallo del '68, l'istinto unito all'arte del comando di Giulio Einaudi. Una ricca iconografia, perlopiù inedita, completa il volume.
br. Erich Linder (Leopoli 1924 -Milano 1983) è stato il più potente agente letterario italiano ed europeo del dopoguerra e, con ogni probabilità, il più grande agente letterario di sempre. Per oltre trent'anni, a capo dell'Ali, Agenzia letteraria internazionale, ha dominato il mercato editoriale arrivando a gestire diecimila autori: i più importanti del mondo, da Brecht a Thomas Mann, da Salinger a Roth, e i più importanti in Italia, star del giornalismo comprese. Partito dal nulla diventò arbitro assoluto del mercato dei bestseller, tanto da guadagnarsi il soprannome di Metternich dell'editoria. Ebreo polacco, ma austriaco per formazione e cittadinanza, tanto duro e determinato nel lavoro quanto generoso e vulnerabile negli affetti privati, Linder si stabilì negli anni Trenta a Milano, dove mise a frutto le sue straordinarie doti linguistiche (padroneggiava quattro, cinque lingue) traducendo vari romanzi. Partecipò all'avventura delle Nuove Edizioni Ivrea, la casa editrice fondata da Adriano Olivetti. E poi, dopo rocambolesche peripezie per sfuggire ai nazifascisti, entrò all'ufficio estero della Bompiani. Questa biografia, basata su materiali assolutamente inediti (carteggi, archivi, testimonianze), ricostruisce per la prima volta il lavoro del traduttore e promotore culturale, le romanzesche vicissitudini del periodo bellico e i rapporti d'odio e d'amore intercorsi tra Linder e i maggiori scrittori ed editori italiani: Arbasino e Calvino, Feltrinelli e Garzanti.
br. Che cosa si aspetta il turista dal produttore di beni e servizi turistici? Che cosa in particolare crea valore per il prodotto turistico? In che modo far vivere al turista un'esperienza indimenticabile? Nel rispondere a queste domande, l'autore propone un mix per la valorizzazione turistica del territorio costituito da tre variabili in particolare: cultura, enogastronomia e comunicazione.
Very Good English Paperback. Pbo. Large 8vo. (23.5 x 16 cm). 132 p. Symposium on the Turkish industry. Degisim sürecinde Türkiye sanayii sempozyumu. 23-24 Aralik 1994 Ankara.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. COME NUOVO. Uscita per la prima volta nel 1931, questa Storia di Morandi, condotta su documenti e materiali di prima mano, resta tuttora un contributo fondamentale che, come nota Ruggiero Romano nella prefazione scritta per la presente edizione, si distingue per «chiarezza, concisione, precisione, le virtù dello storico di razza ». Morandi parte dall'attività manifatturiera all'epoca napoleonica e sotto la Restaurazione, segue la difficile vita delle industrie fino all'Unificazione d’Italia e i progressi realizzati dopo il 1870, e attraverso l’incremento industriale verificatosi durante la Grande guerra, giunge fino agli anni trenta. Il libro è aggiornato da una lezione sugli aspetti recenti della situazione che l’autore tenne nel 1954 all'Istituto Gramsci. Seguendo lo sviluppo industriale, Morandi finisce per affrontare i grandi problemi italiani ancor oggi in via di risoluzione: la lacerazione storica tra Nord e Sud, la fragilità degli istituti politici, la disoccupazione, la formazione di grandi concentrazioni finanziarie. Descrizione bibliografica Titolo: Storia della grande industria in Italia Autore: Rodolfo Morandi Prefazione di: Ruggero Romano Editore: Torino: Giulio Einaudi, c1966. Lunghezza: 294 pagine; 19 cm. Anno: 1977, Settima edizione Collana: Volume 82 di Piccola biblioteca Einaudi: Geografia, storia EAN: 9788806046552 ISBN: 8806046551 Soggetti: Industria, Storia Contemporanea, Rivoluzione industriale, Storia economica, Storia industriale e dell'impresa, Sec. 18.-20., Ottocento, Novecento, Età Napoleonica, Restaurazione, Divario, Regno, Ordini, Fabbriche, Progresso, Tecnologia, Orari, Operai, Lavoro, Sistema, Salari, Capitani, Imprenditori, Governo, Legislazione, Fanciulli Minorile, Energia, Capitalismo, Gruppi, Monopoli, Disoccupazione, Formazione, Concentrazioni finanziarie, Istituzioni politiche, Meridionalismo, Classici, Storiografia, Maestranze, Mezzogiorno Parole e frasi comuni attività aziende bancaria bozzoli capitale chimica commerciale complesso condizioni corso forzoso costituiva cotone cotoniera crisi acciaio economia ditte doganale economica espansione esportazioni fabbricanti fabbriche fanciulli filande filati filatura finanziaria fine generale ghisa guerra impianti importanza imprese siderurgica industrie tessili Italia esportazione impiego importazione organizzazione lana larga Liguria Lombardia maestranze maggior manifatture mano d’opera massima meccanica media mercato mila fusi milioni Morandi Napoleone nord numero nuovo operai opifici paese periodo Piemonte politica potenza prodotti progresso provincie quantità rami della produzione regioni relativa relazione salari serica seta greggia siderurgica sistema situazione società stabilimenti statistica sviluppo tecnica telai tessile tessitura torcitura trattura trovava trust Veneto