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Library of Congress number 61-7460. 81 pages plus map. Library binding. Decorative cover with full-size black and white photo. Black and white photos throughout. Only evidence of previous owner is card pocket and school stamp on front free end paper. Cover shows moderate bumps and wear Front hinge is open. Some sunning to back cover. Contents tight, square and surprisingly clean. From the "My Village" books series. "Authors are a highly gifted husband-and-wife team who have traveled to many parts of the world and set down a living record of them in skillfully combined texts and photographs." - N.Y. Times. Book
Mm 240x330 Cartella editoriale contenente: 10 fogli di introduzione e didascalie, 44 tavole b/n su carta pesante, segnate Italia da 1601 a 1644 relative a ceramica protocorinzia, corinzia, attica figure nere, attica a fondo bianco. Collana a cura di Union Academique Internationale, fascicolo XXXVI. Opera in buone condizioni.
64 pages. Features: Opportunities in Education; Typography in graphic design education; Finding content; Rick Cusick - a Portrait; Foundations of Calligraphy - Part 7 - Carolingian; and more. Clean and unmarked with moderate wear. A sound copy. Magazine
GIOIA Donna che regge una corona. , , Buono (Good) . <br> <br> <br>
br. La commovente ed edificante storia di Giovannimaria Rainaldi (2006-2013) ci costringe a misurarci con il mistero del dolore innocente. Tutta la sua breve ma intensa esistenza è segnata, infatti, da un male incurabile che non gli lascia scampo. Tuttavia, pur nella sua tenerissima età, Gio dà prova di una fede matura e di una fortezza straordinaria e, sebbene immerso nella sofferenza, non smette di essere un bambino gioioso e di portare consolazione a quelli che entrano nella sua vita, dimostrando giorno dopo giorno un'eccezionale "sapienza che viene dall'Alto" unita ad un'eroica docilità alla volontà di Dio. Prefazione di mons. Daniele Libanori.
LIGUORI 1991 544 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME NUOVO E INTONSO, MAI SFOGLIATO
mediocri condizioni
GIOVE seduto sulla schiena di un rapace. , , Buono (Good) . <br> <br> <br>
br. Padre Ulderico Pasquale Magni (nato nel 1912), scienziato, epistemologo, poeta, scrittore, è anche esperto di tematiche di confine e da molti anni segue con attenzione e partecipazione la ricerca in questo campo. Interviene regolarmente ai convegni portando la sua parola di conforto e di fede. In questo libro, curato dalla sua amica Paola Giovetti, viene ripercorso, anche attraverso una recentissima ampia intervista, tutto il suo lungo e ricchissimo cammino di vita e viene espresso il suo pensiero sulle tematiche sopra esposte; il lettore troverà anche alcune sue poesie, dalle quali traspare tutto il suo amore per Gesù e la Madonna e la sua grande affezione per i luoghi (il Montefeltro) dove nacque e trascorse gli anni dell'infanzia e della giovinezza. Una lunga serie di testimonianze di tanti amici ed estimatori, prima fra tutte quella della principessa Elettra Marconi, fa capire quanto Padre Magni sia amato e stimato e in quanti ambiti abbiano spaziato la sua attività e il suo amore.
brossura
GIUGNO indica una meridiana, con ai piedi un cesto ed una falce. , , Buono (Good) . <br> <br> <br>
brossura
GIUOCO DELL'OCA Foglio di percorso illustrato in nero. Misura cm 53 x 34,5. , fine 800/primo 900 , Piegato al centro, molto buono lo stato di conservazione Buono (Good) . <br> <br> <br>
Inchiostro bruno e matita misure: mm 177 x 235 Pittore, disegnatore, bibliofilo, letterato, collezionista, poeta, critico e storico dell’arte. A soli quindici anni è accolto nell'Accademia dell’Arcadia per i suoi componimenti poetici. Successivamente segue a Brera i corsi di Traballesi, Knoller e Appiani. Nel 1795 è a Roma dove stringe amicizia con Felice Giani , Angelika Kauffmann e soprattutto con Antonio Canova, di cui diventa amico fraterno. Nel 1801, a soli ventiquattro anni , è nominato Segretario dell’Accademia di Brera. Grazie anche al sostegno della Repubblia Cisalpina egli imprime una svolta radicale alla suddetta istituzione, redigendo i nuovi statuti, ampliando la collezione della Pinatoca (si ricorda fra tutti l’acquisto dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello) e raccogliendo svariato materiale didattico; dalle stampe ai gessi ai libri. Viaggia intanto a Roma, Napoli e Parigi, dove fa la conoscenza di David. Nel 1802 vince il concorso bandito dalla repubblica Cisalpina con il dipinto “La Riconoscenza della Repubblica italiana a Napoleone”. Nel 1807 da le dimissioni dall'Accademia a causa dei contrasti col governo e la nuova politica – da lui giudicata troppo severa- di Napoleone. Nello stesso anno, su incarico del Viceré Eugenio di Beauharnais realizza una copia del Cenacolo vinciano. Per questa occasione pubblica nel 1810 il saggio “Del Cenacolo di Leonardo da Vinci”, che riscuote un immediato successo ed è ancora oggi considerato un testo fondamentale per lo studio del pittore toscano. Bossi muore prematuramente nel 1815 lasciando incompiuta la commissione per gli affreschi di Villa Melzi a Bellagio. Giuseppe Bossi fu un infaticabile ed eccelso disegnatore. Egli utilizzava il disegno come momento di studio ed elaborazione delle proprie idee figurative. Dotato di un segno veloce, sicuro ed energico; era inoltre in grado di realizzare, grazie all'uso di sapienti campiture acquerellate, opere di grande atmosfera. Esemplare grafico elegante. Le figure sono descritte attraverso la linea di contorno e sono visibili i ripensamenti dell'artista nel rappresentare i tre personaggi lasciati a matita. Studio preparatorio su carta vergellata. Ottimo stato di conservazione. Bibliografia: AA.VV. “Giuseppe Bossi Pittore”, Busto Arsizio, 1965; L.T.Brunetto “Giuseppe Bossi. L’Uomo e L’opera”, Busto Arsizio, Pianezza Editore, 1983; F. Leone & F. Mazzocca (a cura di)“L’officina neoclassica”, Silvana editoriale, Faenza, 2009; G. Fusconi (a cura di) L’Artista e il suo atelier. I disegni dell’acquisizione Osio all’Istituto Nazionale per la Grafica”, Palombi editori, Roma, 2006.
China e matita misure: mm 112 x 141 Pittore, disegnatore, bibliofilo, letterato, collezionista, poeta, critico e storico dell’arte. A soli quindici anni è accolto nell'Accademia dell’Arcadia per i suoi componimenti poetici. Successivamente segue a Brera i corsi di Traballesi, Knoller e Appiani. Nel 1795 è a Roma dove stringe amicizia con Felice Giani , Angelika Kauffmann e soprattutto con Antonio Canova, di cui diventa amico fraterno. Nel 1801, a soli ventiquattro anni, è nominato Segretario dell’Accademia di Brera. Grazie anche al sostegno della Repubblica Cisalpina egli imprime una svolta radicale alla suddetta istituzione, redigendo i nuovi statuti, ampliando la collezione della Pinacoteca (si ricorda fra tutti l’acquisto dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello) e raccogliendo svariato materiale didattico; dalle stampe ai gessi ai libri. Viaggia intanto a Roma, Napoli e Parigi, dove fa la conoscenza di David. Nel 1802 vince il concorso bandito dalla repubblica Cisalpina con il dipinto “La Riconoscenza della Repubblica italiana a Napoleone”. Nel 1807 da le dimissioni dall'Accademia a causa dei contrasti col governo e la nuova politica- da lui giudicata troppo severa- di Napoleone. Nello stesso anno, su incarico del Viceré Eugenio di Beauharnais realizza una copia del Cenacolo vinciano. Per questa occasione pubblica nel 1810 il saggio “Del Cenacolo di Leonardo da Vinci”, che riscuote un immediato successo ed è ancora oggi considerato un testo fondamentale per lo studio del pittore toscano. Bossi muore prematuramente nel 1815 lasciando incompiuta la commissione per gli affreschi di Villa Melzi a Bellagio. Giuseppe Bossi fu un infaticabile ed eccelso disegnatore. Egli utilizzava il disegno come momento di studio ed elaborazione delle proprie idee figurative. Dotato di un segno veloce, sicuro ed energico; era inoltre in grado di realizzare, grazie all'uso di sapienti campiture acquerellate, opere di grande atmosfera. Nel foglio si vedono tre figure a penna. A sinistra l'abbraccio tra una figura seduta, probabilmente un uomo, caratterizzato da morbidi ciuffi di capelli e da un abito panneggiato, che sostiene una bimba dal lungo abito in piedi davanti a lui. Sulla destra viene raffigurato un bambino, il suo corpo e il suo volto sono costruiti mediante la linea di contorno, apparentemente sovradimensionato rispetto alle altre due figure. Fitte linee parallele danno profondità e creano le zone in ombra. Esemplare grafico elegante, studio preparatorio. Ottimo stato di conservazione. Bibliografia: AA.VV. “Giuseppe Bossi Pittore”, Busto Arsizio, 1965; L.T.Brunetto “Giuseppe Bossi. L’Uomo e L’opera”, Busto Arsizio, Pianezza Editore, 1983. F. Leone & F. Mazzocca (a cura di)“L’officina neoclassica”, Silvana editoriale, Faenza, 2009; G. Fusconi (a cura di) L’Artista e il suo atelier. I disegni dell’acquisizione Osio all’Istituto Nazionale per la Grafica”, Palombi editori, Roma, 2006.
br. Un luminoso esempio di vita monastica è offerto da Charalambos, nato nel 1910 e vissuto nel monastero di Dionysiou sul monte Athos e figlio spirituale di Giuseppe l'Esicasta. Si tratta di una figura recente, il cui ricordo è tuttora molto vivo in chi l'ha conosciuto e apprezzato, e ancora una volta la Storia ci pone di fronte a un'esistenza straordinaria nella sua normalità: c'è una chiamata irresistibile al divino e nello stesso tempo una strada non spianata, in cui le difficoltà e le sofferenze non sono risparmiate, ma sublimate nella preghiera noetica, quella del cuore. Così ogni momento di vita diventa una tessera di quel meraviglioso mosaico che Dio progetta per ciascuno di noi.
br. Il Monte Athos è da sempre definito "il giardino della Tutta-santa", perché in questo luogo apparentemente così inospitale, fatto di gole selvagge e di aspra montagna sferzata dal vento del mare, la Vergine Maria coltiva i suoi più bei fiori di santità. Sono uomini che hanno scelto la strada faticosa e preziosa dell'ascesi per arrivare a essere tutt'uno con Dio, come il termine monaco significa. Dopo Giuseppe l'esicasta, ecco allora Efrem di Katounakia, suo discepolo prediletto, che nella prima metà del Novecento è stato tra le figure più rilevanti della spiritualità orientale e tra i maggiori Padri della sua epoca. La sua esperienza di vita racconta preghiera incessante, obbedienza e rinuncia, lotta e mortificazione, ma soprattutto gioia profonda per l'incontro con Cristo vivo e vero. Perché, come dicono i Padri della Chiesa, "che cosa c'è di più grande e di più dolce della Sua visione?".
br. Il giovane Francesco, orfano in ricerca, è da sempre attratto con forza inesorabile da una dimensione di silenzio e preghiera. Nei primi anni del Novecento, ispirato da un sogno, parte alla volta del Monte Athos, lasciando dietro di sé ogni fardello della propria vita. Rimarrà sulla Santa Montagna fino alla morte, assumendo il nome di Giuseppe l'Esicasta e divenendo monaco fervente, in particolare nella preghiera del cuore e nella visa stretta dell'ascetismo. Dall'incontro tra questa straordinaria personalità e uno dei suoi primissimi discepoli nascono queste pagine biografiche, fedeli e sobrie, che testimoniano della ricchezza e fecondità dell'Anziano Giuseppe: proprio dalla sua esperienza prenderà avvio la rinascita spirituale ortodossa del Monte Athos.
ril. Un libro che è già un documento storico. Pubblicato per la prima volta nel 75° compleanno di Luigi Giussani per opera di monsignore Angelo Majo, suo compagno di seminario e amico per la vita, il libro viene oggi riproposto come documento dell'animo appassionato del fondatore di Comunione e Liberazione. Il volume raccoglie le lettere inviate da Giussani a Majo in oltre cinquant'anni, dalla fine della guerra all'inizio del 1997. In esse è possibile cogliere l'amore per il Cristo, la cui presenza nella vita degli uomini è avvertita in modo quasi fisico come conseguenza dell'incarnazione. Da questo amore incontenibile nascono Gioventù Studentesca e Comunione e Liberazione di cui nelle lettere si percepiscono la forza innovativa e la crescita tumultuosa. Non mancano gli accenni ai momenti difficili, l'amarezza per l'incomprensione nella Chiesa e nella società. In appendice un profilo di Mons. Angelo Majo di Giuliano Vigini, e il testo "Elogio dell'amicizia" di Giussani sull'amicizia, un profilo breve di Giussani di Massimo Camisasca.
ill. Nel 5° anniversario del Concistoro Ordinario Pubblico, convocato da papa Francesco il 15 marzo 2016, per la canonizzazione di Agnese Gonxha Bojaxhiu. (Madre Teresa) pubblichiamo le interviste esclusive raccolte in diversi Paesi e circostanze, nonché quelle rilasciate durante le sue cinque visite in Kosovo e il discorso tenuto per l'accettazione del Premio Nobel per la Pace (1979), con fotografie, parole, messaggi, discorsi, orientamenti, definizioni, visioni lungimiranti e profetiche: una sorta di testamento spirituale per tutti noi.
br. Una felice giovinezza quella di Satoko Kitahara. Figlia di un docente universitario, riceve una solida formazione, ma a sedici anni si ritrova a fare turni massacranti al tornio di una fabbrica per aerei: la guerra sta infliggendo gravi perdite, di uomini e di armi, all'esercito giapponese. La fine della guerra lascia non solo un cumulo di macerie, ma anche una grande inquietudine nel cuore di tanti giovani: gli ideali e i bei sogni della giovinezza erano solo illusioni? Un giorno Satoko entra casualmente in una chiesa e si sente attirata da una statua della Madonna di Lourdes. È il primo passo di un cammino che la porta a chiedere il battesimo. L'incontro con padre Zeno, che era stato stretto collaboratore di padre Kolbe, le fa scoprire il Villaggio delle formiche, dove vivevano in condizioni miserabili persone private di tutto dalla guerra. Sempre più provocata dalla vita del Villaggio, Maria Satoko decide di lasciare la sua bella e confortevole casa e di stabilirsi fra gli straccivendoli per condividerne la vita. Quando le sue condizioni di salute le impediscono di lavorare, diventa il cuore del Villaggio, attraverso la preghiera e il sorriso che attrae chiunque la incontri. Già in vita la sua testimonianza diventa nota in tutto il Giappone. Muore nel 1958 a soli ventinove anni. Papa Francesco l'ha proclamata venerabile il 22 gennaio 2015.
br. Una testimonianza unica, la "nascita spirituale" di don Carlo Gnocchi, l'inizio della sua vocazione per gli ultimi e i dimenticati, attraverso le sue stesse parole. Durante la drammatica ritirata in Russia del 1943, gli alpini della Divisione Tridentina si lasciarono dietro una scia di giovani moribondi. Abbandonati ai bordi delle strade nella sterminata steppa russa, senza nessuna speranza di salvezza, né conforto. Con le truppe era partito un sacerdote, che conobbe insieme a loro gli orrori dei massacri. Gli spazi infiniti della steppa russa accesero in lui un'idea d'amore assoluto, una dedizione nei confronti dei suoi alpini, della popolazione incontrata, una commozione estrema verso i bambini mutilati a sostegno dei quali dedicò poi il resto della sua vita, fondando per essi una vastissima rete di collegi. È attraverso la fondamentale testimonianza storica e spirituale di don Carlo Gnocchi, "genio della carità cristiana" secondo Benedetto XVI, che scopriamo il volto di Cristo fra le tragedie della Seconda guerra mondiale e il senso ultimo di questa terribile vicenda, illuminato da una fede straordinaria, bussola infallibile fra le atrocità del conflitto.