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ill., ril. Dal febbraio del 2013, quando ha rinunciato al pontificato, Benedetto XVI continua ad accompagnare con la preghiera il cammino del popolo di Dio. Nella certezza che è il Signore a condurre lungo la storia la barca della Chiesa e che non la lascerà affondare.
br. Don Guglielmo Alessio: un parroco di campagna, uomo mite e generoso, così viene descritto. Eppure la sua fine è crudele e brutale. Per meglio comprenderlo, la sua storia è stata inserita nel momento storico in cui è vissuto, dando ampio spazio anche a questo scenario di fondo. Don Guglielmo non era un personaggio famoso, non ha compiuto gesta eclatanti nel corso della sua esistenza terrena. Un uomo retto, autentico testimone della parola di Cristo in cui credeva con tutto il cuore. Persona malinconica, un uomo che si era accorto fin da giovane che il progresso ed il benessere materiale avrebbero portato inevitabilmente anche a cambiamenti morali che non avrebbero avvicinato l'Uomo a Dio ma, viceversa, l'avrebbero allontanato. Questo fenomeno di progressivo, generale allontanamento da Dio e dai suoi insegnamenti, don Guglielmo l'ha sempre percepito con dolore e profonda amarezza, fino a cadere in uno stato di sconforto che rasentava la depressione. Come pastore ha voluto essere guida del gregge, "lievito nella pasta", sale della terra ed evidentemente ha toccato e colpito profondamente chi ha deciso di farlo tacere per sempre. La sua morte, poi, rimane un mistero.
brossura Del Vescovo venuto a Roma «da un paese lontano» esistono moltissime biografie, alcune divulgative, altre molto più accurate quanto a documentazione e a modalità di ricostruzione storica. I capitoli di questo volume costituiscono, invece, approfondimenti di tematiche o di avvenimenti legati a momenti della sua vita, precedenti al pontificato o del pontificato stesso, ad aspetti, come quello della produzione artistica di Karol Wojty?a e della sua riflessione sulla bellezza e sull'arte, poco studiati da autori di casa nostra, o a immagini, che hanno contrassegnato la sua personalità, la sua storia nella Chiesa e la vita stessa della Chiesa.
brossura A duecento anni dalla nascita di don Bosco, ripercorriamo la vita del Santo piemontese attraverso la narrazione degli episodi più significativi della sua storia. Un percorso fatto di illustrazioni, fotografie e parole coinvolgerà bambini e ragazzi nella scoperta del sacerdote amico dei giovani e fondatore della congregazione dei Salesiani. Attraverso il racconto dei miracoli accaduti nella vita di Giovanni Bosco, i lettori potranno conoscere un uomo che ha portato lo sguardo di Cristo alle periferie del mondo. Nella povertà della campagna piemontese da cui veniva, don Bosco, diventato sacerdote, si è mosso verso i margini estremi della Torino pre-industriale per soccorrere i ragazzi abbondati e soli che vagabondavano per le strade. Di periferia in periferia, la storia di Giovanni Bosco ha affascinato grandi e piccini da più di un secolo e ancora oggi continua a incantare chi si lascia provocare dalla vita appassionata di un uomo affascinato da Cristo, che ha speso tutta la vita per i giovani.
brossura Questo libro è nato dall'incontro con il Santo, nel dicembre 2002, quando un folto gruppo di giovani studenti delle scuole medie inferiori è andato a visitare la città di Assisi, in occasione di un gesto solenne, la promessa, che intende essere un approfondimento e uno sviluppo della vita cristiana generata dal Battesimo, mediante il dono totale di sé a Colui che ci ama e ci sceglie come vessilli nel mondo. È questa l'esperienza che hanno vissuto i cavalieri, accettando di mettere la loro opera a servizio della Chiesa, in un tempo in cui l'ideale ha fatto grande l'uomo e la sua epoca: il Medioevo. Francesco è stato un grande uomo, perché è stato un uomo vero: nell'incontro con Gesù il desiderio del suo cuore si è compiuto e non solo quello di essere un giullare o un cavaliere, ma persino quello dell'amore alla donna, a Chiara, a cui era legato da un'amicizia che è stata trampolino di lancio verso il mondo intero, senza limiti di spazio e di tempo. Se oggi siamo quello che siamo e abbiamo quello che abbiamo è perché qualcuno ha detto di sì all'antico e sempre nuovo annuncio dell' Angelo, che ogni giorno investe la nostra vita e ci apre gli occhi su tutta la realtà abitata da Colui che la crea per noi.
br. Maria Domenica Mazzarello (1837-1881), fondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, braccio femminile della Società salesiana, crebbe tra le fatiche dei campi e delle vigne del Monferrato. Rivelò presto un forte carisma grazie al quale trasformò un piccolo gruppo di pie ragazze in un esercito pacifico di educatrici che, tra mille sacrifici e incomprensioni, si sparse rapidamente per il mondo, fino a quelli che Papa Francesco ha definito "i confini della terra". Maìn (come Maria Mazzarello, poi Suor Maria, era chiamata da ragazza) condivise presto con Don Bosco quello che il "Santo sociale" chiamava metodo della prevenzione e portò all'apogeo la strategia dell'Allegria come flusso sgorgante dalla visione positiva di ogni attimo dell'esistenza, facoltà essenziale nell'educatore per educare e nell'educando per apprendere e crescere. Maria era una pedagogista nata. Le sue teorie non scritte si basavano su una pedagogia del lavoro, della non violenza, del sacrificio, della tolleranza, della cittadinanza. La biografia di Suor Maria Mazzarello qui proposta è un approccio "laico", condotto con rigore annalistico. L'autore si è immerso nello studio della biografia di Maria Mazzarello scoprendone e restituendone, quasi giorno per giorno, la sua, purtroppo breve, vita attraverso documenti di prima mano, come i diari delle Figlie di Maria Ausiliatrice e la documentazione boschiana. Un'indagine dalla quale emerge la santità di Suor Maria, in sintonia con la figura umana di una donna "speciale"
br. Mar Musa, monastero dedicato a san Mosè l'Abissino, sorge in mezzo al deserto, in cima a una montagna scoscesa, nei pressi della cittadina di Nebek, in Siria. Abbandonato da due secoli, è stato restaurato grazie alla tenacia di un gesuita italiano, Paolo Dall'Oglio, che vi ha fondato una comunità monastica di rito siriaco. Mar Musa è luogo di accoglienza e di apertura, dedicato al dialogo islamo-cristiano. Qui, uomini e donne ritrovano l'esperienza millenaria del deserto: privazione, silenzio, lavoro e preghiera. Guyonne de Montjou ha incontrato Paolo Dall'Oglio a Mar Musa e ne ha raccolto la storia e la testimonianza, che ha poi raccontato in questo libro, in cui la parola di padre Paolo si alterna alle impressioni della giornalista.
brossura "La libertà individuale va estesa anche alle prostitute? [...] Si possono, si devono privare le prostitute della loro libertà? Esse se ne rendono indegne abbandonandosi alla sregolatezza delle loro passioni [...] hanno abdicato alle loro prerogative". Così nel 1837 il padre del "regolamentismo" francese giustificava la segregazione prostituzionale e il controllo poliziesco sulle donne che avrà dignità di legge in Italia fino al 1958, coinvolgendo lo Stato in una serie impressionante di abusi. Imbattendosi nelle loro storie dolenti e puntando alla persona più che all'ordine sociale, Anna Figus, nella Cagliari degli anni '30, aprì la prima casa delle Pie Suore della Redenzione per "additare alle anime in ombra lo splendore meraviglioso di Dio ed aiutarle a orientarsi verso di Lui". Circondate di attenzioni e di bellezza, finalmente consapevoli del proprio valore e della propria dignità, tornavano alla società persone valide e autenticamente libere, sebbene il cambiamento non fosse per Madre Anna il presupposto per rispettarle: "Le anime! Come sono belle le anime! Come sono preziose a Dio in qualunque situazione esse si trovino, in qualunque gradino di colpa siano adagiate! Avere un'anima tra le mani esige veramente lo stesso rispetto e la stessa attenzione che portare una pisside d'Ostie consacrate: anche in essa si nasconde Gesù, anche in essa v'è un mistero infinito d'amore e di misericordia che chiede di poter essere svelato!".
brossura L'intento di questa ricerca è di prendere "sul serio", forse anche "sul serissimo" e di dimostrarlo, l'itinerario filosofico e teologico di Edith Stein, ponendo in parallelo le voci di chi l'ha conosciuta e ha vissuto un tratto d'esistenza, condividendolo, con lei. L'angolo prospettico presenta un punto di condensazione, il Blickwendung della notte di Bergzabern, il punto di discrimine creatosi con la lettura della Vita di Teresa di Gesù che mutò la vita intellettuale ed esistenziale della giovane fenomenologa e la fece divenire "ponte" nel confronto con la scolastica nell'esperienza della Verità. "Ponte" che tante voci hanno attraversato con lei, nei diversi momenti cronologici della storia, proprio perché vivendo i decenni oscuri dell'Europa ed essendosene lasciata attraversare, ha reso se stessa "ponte incarnato", che ognuno/a può percorrere e attraversare, per giungere alla conoscenza di sé ed aprirsi al mistero dell'irruzione di Dio. Edith Stein, scoperta la sua vocazione di "ponte" intellettuale fra fenomenologia e scolastica, ritenuta dal suo contemporaneo prof. Dyroff dell'Università di Bonn, "la più grande donna del cielo dei filosofi tedeschi", diviene anche "ponte" fra Israele e la Chiesa cattolica, nell'efferata tragedia della Shoah scagliata sull'Europa e sul mondo dall'ideologia nazista e perpetrata dalla macchina burocratica della "banalità del male" nazista.
ill., br. 11 dicembre 1949: la croce della chiesetta del piccolo villaggio boemo di Cíhost' si muove durante la messa. Il parroco, don Toufar, viene accusato di aver inscenato il "miracolo" ed è arrestato dalla polizia segreta cecoslovacca. Fin da bambino aveva desiderato diventare sacerdote, a servizio di Dio e degli uomini. Morirà il 25 febbraio 1950 in seguito alle torture subite per aver voluto testimoniare la sua fedeltà a Cristo e alla Chiesa cattolica. Il libro, a seguito del quale la Chiesa ceca ha avviato la causa di beatificazione, ne ripercorre la vita, la vocazione, il ministero, fino agli eventi che seguirono il "miracolo" e che fanno di don Toufar uno dei primi e sicuramente più noti martiri cattolici cechi del regime comunista. "Il tempo è un bene prezioso. Perciò viviamo come se dovessimo morire oggi, vigilando da uomini saggi". (Josef Toufar)
ill., br. Miguel Pro aveva molte capacità, fra cui suonare la chitarra e parlare in pubblico senza alcuna paura. Nel 1914 Michele Agostino Pro si trasferì in una casa religiosa in California; successivamente si recò in Spagna e in Belgio per continuare i suoi studi. Fu ordinato sacerdote il 31 agosto 1925 nella Compagnia di Gesù. Nell'estate del 1926 Miguel fu autorizzato a tornare in Messico; lungo la strada si fermò a Lourdes e riuscì a celebrare la Messa nella Grotta di Massabielle. Quando Pro rientrò nel suo paese rimase impressionato dalla violenza della repressione anti-cattolica a seguito della Legge imposta dal Presidente Plutarco Elias Calles. Tra le norme c'era anche quella che multava di 500 pesos i sacerdoti che indossavano l'abito talare al di fuori della chiesa, ragion per cui molti religiosi e religiose cominciarono a far uso di travestimenti. Anche Padre Pro adottò quello stratagemma, tuttavia alcune persone che conoscevano la sua identità minacciarono di denunciarlo alle autorità.
br. Nel 1980 Carlo Maria Martini faceva il suo ingresso come arcivescovo nella città di Milano. A poco più di quarant'anni da quello storico 10 febbraio, il frutto intellettuale e spirituale di una figura di grande spessore viene qui ricordato e raccolto da voci autorevoli quali Enrico Letta, Roberta De Monticelli, mons. Franco Giulio Brambilla, con introduzioni dell'arcivescovo Mario Delpini, p. Carlo Casalone sj, mons. Luca Bressan, Marco Garzonio. Oltre a loro, portano la propria testimonianza mons. Paolo Martinelli, don Giovanni Cesare Pagazzi e Carlo Tognoli (sindaco di Milano quando Martini arrivò in città). La pastorale del cardinale Martini, fondata sulla Parola e capace di scuotere la Chiesa e la città, compone un disegno che è ancora in grado di creare un ponte fecondo tra credenti e non credenti, coinvolti nella responsabilità comune di affrontare le sfide del nostro tempo.
brossura Don Bosco ha amato Francesco di Sales al punto di dare il nome di Salesiani alla Famiglia da lui fondata. C'è indubbiamente, tra i due Santi, un'affinità e congenialità spirituale. Per dimostrarlo l'autore di questo volume ha scelto sette "parole" che fotografano la spiritualità di Francesco di Sales (amicizia, zelo pastorale, dolcezza...), facendo poi emergere come siano state tutte vissute da Don Bosco: un confronto inedito, utile ad avviare una riflessione personale o comunitaria sul modo di vivere nel nostro tempo la strada che Francesco di Sales e Don Bosco hanno percorso e indicato.
20047080375Berlin: Walter de Gruyter 2004. 262 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
ill., br. In una lunga intervista, intervallata da alcune pagine tratte dai diari, mons. Grillo si racconta: ricordi e testimonianze di un percorso di vita ricco di eventi, incontri e fatti. Partito dal piccolo comune calabrese di Parghelia, alle porte di Tropea, poi approdato a Roma, alla Segreteria di Stato, e dopo nuovamente in Calabria, come vescovo di Cassano allo Jonio; per ultimo, vescovo a Civitavecchia e, infine, ancora a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Un percorso di vita unico, vissuto da un uomo che è stato pastore di anime di tutto il mondo, uno studioso di sociologia innamorato della sua Calabria, un mistico toccato profondamente dal mistero di Maria e, soprattutto, un sacerdote di grandissima, umile e ardente fede.
br. In queste pagine la storia di un uomo, un sacerdote, che incontra la santità di un giovane, Francesco Forgione, che diventerà il primo sacerdote stigmatizzato della storia e tra i più amati santi al mondo: padre Pio da Pietrelcina.
br. Astronomo, matematico, letterato, egittologo, geologo, musicista, ottico, medico, poliglotta e molte altre cose ancora, Athanasius Kircher è stato forse l'ultimo "uomo universale", l'ultimo in grado di dominare tutto lo scibile umano apportando nuovi contributi in ogni campo del sapere. Proponiamo qui, per la prima volta in italiano, la sua autobiografia (con testo a fronte in latino), un racconto colorito degli eventi prodigiosi che hanno segnato la vita di questo personaggio geniale e imprevedibile. Conoscitore della matematica, della geologia e dell'astronomia, padre Kircher era anche dotato di facoltà inventive, come dimostrano la sua macchina calcolatrice, la sua lanterna magica e, in medicina, la sua teoria dei bacilli. Era anche un appassionato collezionista: arricchì la donazione originaria del Collegio Romano con nuovi oggetti curiosi: bronzi, pitture, mosaici, iscrizioni, resti dell'antichità classica pagana e cristiana, oggetti riguardanti l'etnologia dell'Oriente e dell'America meridionale, e macchine da lui stesso costruite per esperimenti idraulici, ottici, magnetici e matematici, fino a rendere la sua Wunderkammer il più bel museo tra quanti conosciuti allora. La prefazione di Ingrid Rowland, una delle più illustri studiose di Kircher e del XVII secolo e la postfazione di Eugenio Lo Sardo, direttore dell'Archivio di Stato e curatore della mostra Il museo del mondo, dedicata a Kircher, completano quest'opera.
br. Dei sette papi di questo libro - da Pio XII a Francesco - Hans Küng, il "grande vecchio" della teologia dissidente, ha avuto un'esperienza diretta: Pio XII è il papa della sua giovinezza, che ha modo di vedere da vicino da studente a Roma; Giovanni XXIII e Paolo VI sono i papi del Concilio, a cui partecipa come perito (Paolo VI lo riceve invitandolo a mettersi al servizio della Chiesa); con la meteora luciani ha un breve scambio epistolare; Giovanni Paolo II è il papa-nemico, sotto il quale gli viene tolta la missio canonica; Ratzinger è suo collega al Concilio e poi a Tubinga, prima di schierarsi dalla parte di Wojtyta; con Francesco è "simpatia a prima vista": il papa gli scrive chiamandolo hermano, fratello. Per ognuno di loro Küng ha un ricordo, un aneddoto. Questo libro non comprende dunque sette biografie di pontefici o una carrellata di date, o men che meno un'agiografia: offre invece sette ritratti usciti dalla penna di un autore che ha avuto modo di conoscere e "vivere" da vicino questi protagonisti. Un autore che non è uno storico né un "osservatore impegnato", ma un compagno di viaggio, un attore che ha partecipato con loro agli avvenimenti di un'epoca, l'evento che ha segnato la storia della Chiesa degli ultimi cinquant'anni, e la carriera di Hans Küng, è il Concilio Vaticano II, che voleva interpretare il Vangelo in modo nuovo, offrendone un criterio di lettura adatto ai tempi.
20033110876Cambridge: University Press 2003. 592 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschuren. [Softcover / Paperback].
20043110875Cambridge: University Press 2004. 608 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschuren. [Softcover / Paperback].
20053110874Cambridge: University Press 2005. 604 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschuren. [Softcover / Paperback].
br. Mistico come padre Pio o rivoluzionario come Martin Lutero? Qual è la vera missione dell'arcivescovo Milingo? Perché combatte per l'abolizione del celibato sacerdotale?
br. Chiara da Montefalco (1268-1308), monaca agostiniana, è una mistica venerata in Umbria e nel Centro Italia. La sua esperienza biografica e storica si inserisce nel solco del ramo femminile del monachesimo medievale, quello delle recluse innamorate di Cristo. La sua vita è stata improntata all'ascetismo, all'adorazione del Signore e alla fuga da ogni possibile peccato, e contiene perciò i caratteri del modello di perfezione degli exempla medievali: umile e solidale con chiunque si avvicinasse al suo monastero, lottò contro l'eresia e ogni individualismo slegato da Roma. Tuttavia è possibile leggere Chiara anche in una dimensione sociale, vista la sua anticipazione del declino del proprio tempo e delle sue strutture di appartenenza. Senza dimenticare i punti di contatto con le donne mistiche e filosofe del Novecento, che legano la santa ai più grandi ambienti culturali e teologici di ogni epoca. Prefazione Mons. Nicola Bux.
ril. Tra le figure più note della Chiesa universale e della società del secolo scorso vi è certamente dom Hélder Câmara. Convertito, come Oscar Romero, dai poveri e dai perseguitati, divenne ben presto la loro voce. Di fronte alla tentazione della violenza, ha indicato senza sosta la strada della conversione e della nonviolenza. Fu guardato con sospetto da ampi settori della Chiesa e dei dicasteri vaticani, ma ebbe sempre il sostegno di Paolo VI che lo considerava un profeta. Radicato nella Parola di Dio, dom Hélder ha cercato di tradurre nella realtà il sogno di un altro mondo possibile, basato sulla giustizia, sulla fraternità e sulla pace, e quello di una Chiesa aperta allo Spirito, povera e serva del Regno.
brossura Una ricca biografia di don Pierluigi Murgioni, prete della diocesi di Brescia, missionario fidei donum in Uruguay, vittima di un regime dittatoriale, incarcerato per cinque anni e torturato con la sola accusa di aver annunciato il Vangelo ed essersi speso per la gente di quel Paese sudamericano. Fanno da sfondo alla sua vicenda (senza essere in secondo piano), il Concilio Vaticano II e i suoi insegnamenti, la Conferenza di Medellin e la teologia della liberazione. Il testo ripercorre tutti i passaggi fondamentali della vita del sacerdote bresciano ed è arricchito da molti suoi testi e dalle testimonianze dirette di chi lo ha conosciuto.