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ril.
2007ART5762MBroché, 448 pages, paru le 28 novembre 2007 chez Phaidon France, très bon état général.
brossura Per secoli e secoli il succedersi delle feste dei santi ha scandito la vita italiana. Chi entrava in chiesa e contemplava un quadro o un affresco capiva immediatamente di quale santo venissero celebrate le opere, il folclore univa quanto rimaneva di antichi riti pagani e religione cristiana. Questa nuova edizione dei "Santi d'Italia" recupera un patrimonio culturale, oltreché religioso, che rischia di andare perduto e disperso.
br. Chi era veramente Ferdinando Tartaglia, protagonista dell'esperienza religiosa forse più radicale ed estrema del Novecento? Che cosa ha scritto? Una risposta ci è offerta dal ritratto che a Tartaglia ha dedicato Giulio Cattaneo. Scorrono davanti ai nostri occhi le frequentazioni di Tartaglia; il ventaglio delle sue letture; il contesto socio-politico. Emergono così i nessi tra la vita di Tartaglia e la sua opera, dove si stagliano scritti provocatori come la "Tesi per la fine del problema di Dio" o il "Manifesto" per il Movimento di Religione; o tra quei crepuscoli collinari e una filosofia notturna e cameristica come la sua prosa, rischiarata solo dalle irruzioni di un "azzurro subacqueo".
br. Don Guglielmo Alessio: un parroco di campagna, uomo mite e generoso, così viene descritto. Eppure la sua fine è crudele e brutale. Per meglio comprenderlo, la sua storia è stata inserita nel momento storico in cui è vissuto, dando ampio spazio anche a questo scenario di fondo. Don Guglielmo non era un personaggio famoso, non ha compiuto gesta eclatanti nel corso della sua esistenza terrena. Un uomo retto, autentico testimone della parola di Cristo in cui credeva con tutto il cuore. Persona malinconica, un uomo che si era accorto fin da giovane che il progresso ed il benessere materiale avrebbero portato inevitabilmente anche a cambiamenti morali che non avrebbero avvicinato l'Uomo a Dio ma, viceversa, l'avrebbero allontanato. Questo fenomeno di progressivo, generale allontanamento da Dio e dai suoi insegnamenti, don Guglielmo l'ha sempre percepito con dolore e profonda amarezza, fino a cadere in uno stato di sconforto che rasentava la depressione. Come pastore ha voluto essere guida del gregge, "lievito nella pasta", sale della terra ed evidentemente ha toccato e colpito profondamente chi ha deciso di farlo tacere per sempre. La sua morte, poi, rimane un mistero.
IN-16°, PP. 108 (4), CART. EDIT., SOVR. ILL. B.N. (DORSO LEGG. BRUNITO, LEGGERE TRACCE DI POLVERE AL P. POST.), LEGGERE BRUNITURE AI RISGG. E AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F/VG). 147 B
In 8 (19x13,5) Brossura; pp. 200; qualche segno del tempo, macchie in copertina per il resto buono
ill., br. La figura del Marchese Ignazio Alessandro Pallavicini (Milano, 1800 - Genova 1871), si rivela ancora oggi, in buona parte, poco conosciuta, con riferimenti alla sua magnanimità e interesse alla cultura, oppure per avere fatto costruire un parco nella sua villa di Pegli tra i più famosi d'Europa. Il presente volume si prefigge di recuperare la sua intera parabola umana, sulla scorta del maggior numero di documenti a stampa e d'archivio, tanto editi quanto inediti, reperiti sino ad oggi, con particolare attenzione alla sua figura di imprenditore e uomo delle istituzioni (Sindaco di Genova, Senatore del regno Sabaudo e poi d'Italia).
22152Without date or place. 1p 12mo. On the recto of the first leaf of a bifolium the rest being blank. In good condition lightly aged with a hole on a blank part of the paper at the foot of the first leaf. Neatly written and signed 'C. Cavour'. Cavour begins by taking up an offer by the unnamed recipient by asking him to convey a letter to his rival Massimo Taparelli Marquess of Azeglio 1798-1866 Prime Minister of Sardinia. He hopes that on the recipient's return from London he will employ his pen ' con quell'efficacia che le e propria' in the service of the cause of unification of Italy by writing in the most powerful 'organo de' pubblicita' which has ever existed The Times. He ends with good wishes for the journey. The letter reads: 'Preg. Sig. Approfittando della gentile Sua profferta le mando que' compriegata una lettera pel Marchesa d'Azeglio. Spero che al tuo ritorno da Londra la penna per patrocinare con quell'efficacia che le e propria la causa dell'unificazione d'Italia nel piu potente organo de' pubblicita che abbia mai esistito Le auguro bouon viaggio e le gli atti della distinta mia Stima.' Without date or place. unknown
brossura Del Vescovo venuto a Roma «da un paese lontano» esistono moltissime biografie, alcune divulgative, altre molto più accurate quanto a documentazione e a modalità di ricostruzione storica. I capitoli di questo volume costituiscono, invece, approfondimenti di tematiche o di avvenimenti legati a momenti della sua vita, precedenti al pontificato o del pontificato stesso, ad aspetti, come quello della produzione artistica di Karol Wojty?a e della sua riflessione sulla bellezza e sull'arte, poco studiati da autori di casa nostra, o a immagini, che hanno contrassegnato la sua personalità, la sua storia nella Chiesa e la vita stessa della Chiesa.
br. Quella di don Andrea Ghetti fu una figura poliedrica, impegnata in più campi, dalla personalità forte che non passava inosservata. Per questo l'autrice di questo volume, Stefania Cecchetti, ha scelto di presentare la vita di "Baden", suo nome di battaglia nelle Aquile Randagie, per capitoli tematici piuttosto che seguendo un ordine cronologico. E così scopriamo il giovane Andrea scout, l'animatore di incontri, il "ribelle per amore" che nella Resistenza condusse azioni rocambolesche, un uomo sempre pronto a gesti e slanci di solidarietà, il professore, il direttore della rivista diocesana «Il Segno», l'amico fedele dell'arcivescovo e poi papa Montini, un punto di riferimento costante per lo scoutismo italiano, il predicatore affascinante e l'amatissimo parroco di Santa Maria del Suffragio a Milano. Attraverso pagine dense di ricordi, cronache e informazioni, si delinea l'immagine di un uomo che non si tirò mai indietro, che accettò le sfide del suo tempo, che fu coerente con la sua fede e la sua profonda cultura, un modello, un trascinatore, un infaticabile organizzatore. Il suo esempio e la sua eredità spirituale sono stati raccolti dalla Fondazione che porta il suo nome e ancora oggi guidano, attraverso il ricordo, le persone che lo hanno conosciuto e gli sono state vicine.
ill., br. Catalogo della mostra allestita a Firenze (Palazzo Medici Riccardi) dal 27 novembre al 27 dicembre 2015, il volume riproduce una selezione di opere di artisti contemporanei offrendo una riflessione sul ruolo ed il futuro della Chiesa a partire dal saggio di Ernesto Balducci dedicato a Francesco d'Assisi. "La povertà di Francesco", scrive Balducci, "era anche una forma di amore per le generazioni future, una forma di amore a cui oggi è affidata, con piena nostra consapevolezza, la stessa possibilità che la storia umana prosegua. Secondo questa misura Francesco non è un uomo del passato, è un uomo del futuro".
1956015760Liège Editions Dynamo - [Pierre Aelberts] 1956 In-12 à l'italienne Broché
1955012618Paris Galerie Bernheim Jeune 1955 plaquette in-8 Aagrafé, couverture illustrée
Mm 160x235 Brossura di pp. 59, estratto dagli Atti dell'Accademia di Udine, serie III, volume XIV, anno 1908, dedica dell'autore al frontespizio, in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
19282111902160201235Nagano Prefecture Internal Affairs Department Silk Section 1928. Soft Cover. Fine. Volume: 1 Nagano Prefecture Internal Affairs Department Silk Section paperback
CERVELLATI ALESSANDRO Acquarello originale: Cinema Fulgor. La Felsina Film presenta: Bianco e Nero con Lia Miari, 12 febbraio 1918. Disegno a quattro colori, di cm 23 x 29,5 in cornice. , , Il disegno, rappresenta l'intera figura di una donna in atteggiamento elegante, in abito lungo con guanti e ampio cappello. Come sempre, con pochi segni, Cervellati ci regala l'immaginario. Firmato e datato '974, in basso a sinistra, quindi una delle ultime opere dell'Artista. ALESSANDRO CERVELLATI viene considerato uno degli artisti bolognesi più rappresentativi del secondo '900, eppure proprio proprio bolognese non era essendo nato a Bertinoro di Romagna (l'8 marzo 1892). Bolognese, però, lo fu veramente ed appassionatamente con tutto il suo cuore e con tutta la sua splendida arte dove il segno, così immediato e netto, deciso e decisivo, toglie quasi l'utilità alle parole: ed è così per questo, tardo, ma efficacissimo disegno. Pochi segni, morbidi e sicuri ed ecco un'atmosfera si crea ed una immagine si forma. Così fu anche per le sue esperienze di scrittore, particolarmente in quelle del dopoguerra, i suoi disegni escono protagonisti dalle pagine, dalle pubblicità e dai tanti lavori che lo videro grande artefice della storia libraria bolognese di quegli anni. Bellissima la definizione che di lui diede Franco Solmi: "Immagini totali sono i libri di Cervellati": un Artista totale di parola e di segno. Morì nella "sua" Bologna il 29 dicembre 1974 Buono (Good) . <br> <br> <br>
br. Il volume racconta il drammatico pellegrinaggio in Terra Santa intrapreso dalla santa svedese durante gli anni 1371-73. L'autore evidenzia in modo semplice e concreto i diversi aspetti del viaggio: il motivo che sta all'origine dell'impresa, gli incontri, la vita politica e il complesso e a tratti teso clima religioso dell'epoca. Emerge soprattutto la portata della sfida compiuta da Santa Brigida e dai suoi compagni: un pellegrinaggio irto di difficoltà da superare, tra popolazioni ostili, intemperie e malattie. L'importanza di quel viaggio è ancora viva, a motivo della visione che Brigida ebbe nella Grotta della Natività e che ha rivoluzionato il modo di raffigurare la nascita di Cristo, ma soprattutto perché ha mostrato la forza della fede cristiana in mezzo alle difficoltà. Il messaggio di Santa Brigida rimane di grande attualità anche ai nostri giorni.
In-8 (cm. 23.80), brossura illustrata, pp. 69, (3), con illustrazioni in bianco e nero ed alcune a colori, nel testo. In buono stato (good copy).
br. Nel 1957, per la prima volta, un'emittente radiofonica varcava la soglia della clausura: in un'intervista condotta per la Rai da Sergio Zavoli, suor Maria Teresa dell'Eucaristia, al secolo Maria Teresa Tosi (1918-2007), raccontò, nel documentario Clausura, la vita monastica. Neppure Zavoli, secondo le regole del tempo, ne vide allora il volto: eppure le parole della carmelitana toccarono il cuore di tanti con i quali cominciò a intessere fitte corrispondenze, ricevendone in cambio nuove chiavi di lettura della sua vocazione, in particolare sul senso e la missione per i contemporanei della vita contemplativa. Madre Maria Teresa uscì dal Carmelo nel 1963 per fondare la comunità delle Piccole Sorelle di Maria, non per allontanarsi dalla vocazione contemplativa ma per renderla più vicina ai fratelli. I due poli che caratterizzano il carisma da lei vissuto e proposto non vanno mai scissi: vita interamente contemplativa e vicinanza. L'uscita di questo profilo spirituale di Madre Maria Teresa dell'Eucaristia coincide con due anniversari: il quindicesimo dalla morte della Madre e la celebrazione della chiusura del cinquantesimo anno dell'Eremo della Trasfigurazione da lei fondato: 6 agosto 1972-6 agosto 2022. Attingendo dal tesoro delle parole della Madre, ne scopriamo le dinamiche interiori, l'intelligenza spirituale sorta dalla concretezza di un vissuto che volle farsi possibilità di cammino per tutti. È così che suor Maria Teresa è diventata, come lei stessa si firma in una lettera, «pane di Dio», offerto per la fame dei cuori.
brossura A duecento anni dalla nascita di don Bosco, ripercorriamo la vita del Santo piemontese attraverso la narrazione degli episodi più significativi della sua storia. Un percorso fatto di illustrazioni, fotografie e parole coinvolgerà bambini e ragazzi nella scoperta del sacerdote amico dei giovani e fondatore della congregazione dei Salesiani. Attraverso il racconto dei miracoli accaduti nella vita di Giovanni Bosco, i lettori potranno conoscere un uomo che ha portato lo sguardo di Cristo alle periferie del mondo. Nella povertà della campagna piemontese da cui veniva, don Bosco, diventato sacerdote, si è mosso verso i margini estremi della Torino pre-industriale per soccorrere i ragazzi abbondati e soli che vagabondavano per le strade. Di periferia in periferia, la storia di Giovanni Bosco ha affascinato grandi e piccini da più di un secolo e ancora oggi continua a incantare chi si lascia provocare dalla vita appassionata di un uomo affascinato da Cristo, che ha speso tutta la vita per i giovani.