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ill., ril. "Montale ieri e oggi", catalogo dell'omonima mostra fotografica, è un omaggio allo scomparso fotografo montalese Mario Gori che, con i suoi scatti, realizzati in tanti anni di attività, ha saputo riprodurre gli stessi scorci paesaggistici ritratti nelle cartoline del passato. Le sue fotografie consentono di apprezzare il sensibile cambiamento compiutosi nel tempo, divenendo un prezioso contributo per tracciare il percorso di crescita che Montale ha compiuto in oltre un secolo di storia. La mostra è curata da Foto ottica Selene e Fernando Faralli.
br. Gesù muore ancora nel Salvador degli anni Settanta fra le urla dei disperati. E il monsignore urla lo scandalo mentre la città brucia. Dice, ammonisce, avverte, condanna. Nella solitudine più totale. È così che Romero inizia un lungo, profondo, travagliato dialogo con se stesso, fino al martirio." I martiri sono germi di vita che disseminano speranza e rinsaldano i cammini della fede. Rendono la terra feconda attraverso la forza delle parole e il coraggio di una vita vissuta insieme con la Chiesa, popolo di Dio. Le loro voci echeggiano per il continente latinoamericano e per il mondo. Anche in Salvador, un Paese dove la violenza causò 70mila morti, oltre a esiliati e perseguitati, emerse una voce che seppe denunciare gli abusi ed esigere rispetto per la vita e la dignità di un popolo, vittima della guerra civile e della dittatura militare. Quella voce era di monsignor Oscar Arnulfo Romero, che si convertì e abbracciò, come diceva San Paolo, il cammino della croce. Romero subì le incomprensioni di una Chiesa che si rifiutava di prestare ascolto alle sue richieste e alle sue denunce. Posizioni ideologiche e informazioni fuorvianti su ciò che stava effettivamente accadendo in Salvador produssero una distanza tra lui e il Vaticano. Era cosciente delle minacce di cui era oggetto, ma la forza del Vangelo e il suo impegno verso il popolo salvadoregno erano per lui un imperativo morale. Sono trascorsi molti anni e il Santo d'America, Oscar Romero, illumina il cammino della Chiesa.
br. Mons. Álvaro del Portillo (Madrid 1914 - Roma 1994) è stato il principale collaboratore di san Josemaría Escrivá e il suo primo successore alla guida dell'Opus Dei. Durante il Concilio Vaticano II contribuì a mettere in evidenza il ruolo dei laici nella Chiesa e fu segretario della commissione conciliare che elaborò il Decreto Presbyterorum Ordinis sul ministero e la vita sacerdotali. Venne ordinato vescovo da Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1990 ed è in corso il suo processo di beatificazione. Molte persone di ogni classe e condizione lo amavano per la sua bontà e la sua umiltà. Vittorio Messori, dopo averlo intervistato, dichiarò che, dinanzi alla sua semplicità e carità sacerdotale, aveva provato il desiderio di confessarsi con lui piuttosto che di intervistarlo. Con questa accurata biografia Hugo de Azevedo presenta un ritratto a tutto tondo di mons. Álvaro del Portillo con una speciale attenzione alle sfaccettature della sua vita interiore.
(CHIESA CATTOLICA) MISSALE ROMANUM Missale Romanum ex decreto Sacrosancti Concilii Tridentini restitutum, Sancti Pii V. Pontificis Maximi jussu editum, Clementis VIII, et Urbani VIII auctoritate recognitum; nunc denuo cum Missis Sanctorum pro Ecclesia Universali.... Roma, Puccinelli 1809, In folio, pp. XXXVI + 450 + CII alle quali si aggiungono 10 cc. n.n. di tavv. e 31 cc. n.n., 28 delle quali a fine vol., contenenti testi successivi all'edizione; vignetta calc. al front., stampa in rosso e nero su due coll., numerosi passi musicali in notazione quadrata su tetragramma, bei capilettera xilografici. Bella e ricca legatura di gusto ancor settecentesco, in piena pelle riccamente decorata in oro: ai piatti tripla bordura floreale e, all'interno, doppio filetto a greche e cornice vegetale con balaustri, grandi ventagli agli angoli e figura di Santo - Pietro al piatto ant., Paolo a quello post. - al centro, entro ovale circondato da elementi vegetali, con due canestri di frutta agli estremi sup. e inf.; dorso muto a sei nervi, fittamente decorato con filetti o motivi vegetali, fregi in oro anche ai labbri, sguardie marmorizzate; sei cavalieri in seta nocciola e una etichetta di omaggio al contropiatto ant., su carta con fregi floreali in oro al bordo. Il messale è arricchito con 12 belle tavv. incise a piena pag. per la maggior parte su cc. fuori num., in parte anonime e in parte sottoscritte dai contemporanei C. Grandi (Nagler, V, 331; 3 tavv.), A. Ricciani (Nagler, XIII, 117; Le Blanc III, 328) e Luigi Fabri (Nagler IV, 209), in un caso (Natività) da un dipinto di P. Berrettini da Cortona (1596-1669, Benezit 1924, I, 540; Nagler, I, 458) o (Annunciazione) da G. Passeri o Passari (1654-1714, Benezit 1924, III, 434; Diz. Biog. It.); numerose le carte aggiunte posteriormente per adeguarlo alle disposizioni in materia di liturgia, quasi tutte in nero e stampate a Bologna. Minima usura ed una mancanza, non grande, al centro del dorso, angolo inferiore un poco sporco per sfoglio Buono (Good) . <br> <br> <br>
brossura
Collana: Citt?, Fatti e figure 9 - Presentazione - Intorno alla Madonnina - Parentesi necessaria - Verso le antiche porte - Fra il Duomo e il Naviglio - Lungo il Naviglio - Fra il Naviglio e i Bastioni - I vecchi Bastioni - Fuori porta - Indice delle illustrazioni - Indice dei nomi e delle cose notevoli 1 23x16 cm., legatura in piena tela, titolo in oro impresso al piatto, titoli in oro al dorso, sovraccoperta illustrata a colori , ripetuta, con la Piazza San Babila (1957), disegni di Camillo Cima come tutte le illustrazioni in bianconero su tavole nel testo, tutte firmate e datate tra il 1970-1976 (quindi presenti solo in questa seconda edizione, 50 anni dopo la prima, una stupenda galleria di ca. 50 immagini della vecchia Milano, formato pagina), in italiano, bell'esemplare solo un piccolo strappo margine superiore angolo sopraccoperta, ben conservato. ...vere e proprie passeggiate per la Milano di un tempo, fatte... con la tranquillit? concessa dall'assenza di automobili e di tram...una Milano vecchia s?, ma non morta o chiusa in un ospizio: vive ancora verde e, nonostante i mutamenti che deve subire...cosciente della loro ineluttabilit?..
brossura Il significato del nome, i patroni più noti e importanti con quel nome e una preghiera al santo.
ill., cart. L'autrice dà volto e voce a una donna vissuta otto secoli fa, Margherita da Cortona (1247-1297): una donna con i suoi sogni, i suoi desideri, le sue passioni e anche le sue cadute. Ne esce il ritratto di una donna incredibilmente attuale. In Margherita possono riconoscersi le adolescenti di oggi, con le loro inquietudini e le loro aspirazioni, spesso fraintese dal mondo degli adulti. Margherita non è nata santa e non è mai entrata in convento. Ha avuto una vita ricca di eventi ed emozionante come un romanzo. Giovane contadina analfabeta ha sposato il cavaliere dei suoi sogni ed ha avuto un figlio (Iacopo): è diventata una delle dame più potenti di tutta la Toscana. Poi le hanno ammazzato il marito (Raniero dei Del Pecora), ha toccato l'abisso della follia e ha trovato Dio. In lei si possono riconoscere le donne che sono state capaci di lasciarsi guidare dalla verità dei loro sogni verso l'amore più grande, senza per questo rinnegare il bello e il buono della vita. L'autrice ha cercato qui di smontare l'abito convenzionale di "peccatrice santa" che le è stato arbitrariamente cucito addosso, secondo uno stereotipo che fa di lei una "Nova Magdalena", confermato da scritti, romanzi e sceneggiature, anche recenti. Proprio come Maria di Magdala, Margherita, nonostante il riconoscimento della santità, sconta il peso di una cultura che, ostile alla donna, distorce la verità storica e rischia di appannare il fascino della sua straordinaria personalità.
brossura Ispirandosi ai canoni letterari delle memorie, l'autore di questo libro immagina che don Michele Rua ("io narrante") si proponga di raccontare in prima persona la sua esperienza con Don Bosco, fino a diventarne il successore. Don Rua ripercorre quindi i suoi ricordi, ai quali l'autore dà voce con linguaggio mimetico. Ne risulta il ritratto di un uomo che è stato rappresentativo di un paese: l'Italia dal 1835 gli albori del nuovo secolo, in cui si radicano tante delle contraddizioni che ancora oggi viviamo.
Le due mezze figure, unite in un busto, rappresentano due coniugi che stringono le destre. Il costume dell’uomo e l’acconciatura della donna sono tipici del costume dell’antica Roma. Inserita nell'opera "Il Museo Pio-Clementino" descritto da Ennio Quirino Visconti Membro dell'Istituto Nazionale di Francia e della Legione D'Onore conserv.re delle antichità nel museo Napoleone a Parigi - Tomo settimo - Dedicato alla Santità di Nostro Signore PIO SETTIMO Pontefice Massimo. Edito da Gasparre Gapparone scultore in gemme nella strada di S. Silvestro in Capite N° 42. In Roma MDCCCVII con Privilegio Pontificio
Mm 175x245 Volume in copertina rigida con sovraccoperta originale, 565 pagine con disegni in nero nel testo e alcune tavole a colori fuori testo. Copia eccellente, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. L'arrivo al monastero in una mattina di nebbia nel 1964 sulla Seicento rossa del padre contrario all'idea che la figlia di 19 anni entrasse in convento. "C'era il Concilio Vaticano II, ma nel monastero eravamo ancora vestite come nel Medioevo". Madre Ignazia Angelini, badessa del monastero benedettino di Viboldone, Milano, racconta la clausura e gli incontri con noi che viviamo fuori: una ragazza sbandata che bussa alla porta, un grande manager che chiede conforto. Il viaggio nel monastero diventa una riflessione sul senso della vita e sull'oggi: sull'instabilità delle relazioni, sull'ambizione e la realizzazione di sé. Per imparare a ricominciare ogni giorno e avere un unico volto.
brossura Nel cuore della Campania Felix Paolino di Nola, letterato, poeta e iniziatore di un'esperienza monastica per molti versi inedita, appare, sul finire dell'Impero romano, come interprete indiscutibile di una rinnovata classicità, che coniuga l'umanesimo antico e le istanze del cristianesimo degli albori nella prospettiva della codificazione di una nuova cultura. Attraverso un'attenta esegesi testuale, il saggio presenta la figura del vescovo nolano in una luce nuova, non solo dimostrando il suo apporto alla riflessione teologica del tempo, ma soprattutto individuando nei suoi scritti la presenza di un preciso progetto politico, elaborato nei termini della filosofia neoplatonica e della squisita formazione retorica che l'autore aveva ricevuto. I presupposti filosofici della cultura antica non vengono rimossi, bensì reinterpretati in una continuità di significati, volti a palesare il contenuto certo dell'annuncio salvifico. Nasce, in questo modo, anche un approccio mistico che coglie il quotidiano come terreno del vissuto dell'uomo. Introduzione della professoressa Flora Nappi Ambrosio - Presidente dell'Archeoclub di Nola "Dott. Luigi Vecchione".
br. L'italiano cardinale Giacomo Biffi con questa nuova edizione delle sue memorie e digressioni rompe eccezionalmente il silenzio che sta accompagnando il suo "ultimo tratto di vita terrena". Troppo urgenti le questioni che in questi ultimi anni hanno segnato la vita ecclesiale, politica e culturale del nostro paese, per non accogliere l'invito giunto da più parti ad offrire una parola, un giudizio, un'opinione su temi specifici di importanza cruciale. L'autore affida alla sua penna pungente, amabilmente chiara, provocatoriamente irriverente, il suo giudizio sul post-concilio, sul celibato, sull'omosessualità, sul ruolo delle donne nella Chiesa cattolica e nella società, sugli scandali che hanno colpito la Chiesa e su molto altro ancora. Un intelligente testimone della nostra epoca, la cui libertà è stata forgiata nella fede, che senza sosta oppone alla vanità di oggi la sua incessante ricerca della verità.
brossura Quando aveva 58 anni, per ordine di Pio IX, Don Bosco dovette scrivere la storia dei primi quarant'anni della sua vita. Oggi questo prezioso testo è riproposto integralmente. E' solo stata ritoccata la lingua: l'italiano popolare del del 1800 viene trascritto nell'italiano popolare di oggi.
br. Maria Domenica Mazzarello (1837-1881), fondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, braccio femminile della Società salesiana, crebbe tra le fatiche dei campi e delle vigne del Monferrato. Rivelò presto un forte carisma grazie al quale trasformò un piccolo gruppo di pie ragazze in un esercito pacifico di educatrici che, tra mille sacrifici e incomprensioni, si sparse rapidamente per il mondo, fino a quelli che Papa Francesco ha definito "i confini della terra". Maìn (come Maria Mazzarello, poi Suor Maria, era chiamata da ragazza) condivise presto con Don Bosco quello che il "Santo sociale" chiamava metodo della prevenzione e portò all'apogeo la strategia dell'Allegria come flusso sgorgante dalla visione positiva di ogni attimo dell'esistenza, facoltà essenziale nell'educatore per educare e nell'educando per apprendere e crescere. Maria era una pedagogista nata. Le sue teorie non scritte si basavano su una pedagogia del lavoro, della non violenza, del sacrificio, della tolleranza, della cittadinanza. La biografia di Suor Maria Mazzarello qui proposta è un approccio "laico", condotto con rigore annalistico. L'autore si è immerso nello studio della biografia di Maria Mazzarello scoprendone e restituendone, quasi giorno per giorno, la sua, purtroppo breve, vita attraverso documenti di prima mano, come i diari delle Figlie di Maria Ausiliatrice e la documentazione boschiana. Un'indagine dalla quale emerge la santità di Suor Maria, in sintonia con la figura umana di una donna "speciale"
1 Vol. In-16 gr m.tela con ang.,tit.oro al dorso.Copt.orig.cons.Alcuni segni pag. XX-467 PROG 32309 CATT_ATT 44
br. «Credo in Dio perché credo nell'essere umano». Ecco, in estrema sintesi, il pensiero teologico e filosofico e il vissuto personale di padre Maurice Zundel (1897-1975). Autore prolifico e conferenziere apprezzato, ancora poco conosciuto nel nostro Paese, Zundel è uno dei più importanti scrittori di spiritualità cristiana del XX secolo e merita una giusta considerazione tra i giganti della mistica cattolica di tutti i tempi. Quello che Paolo VI aveva intuito in lui, con uno sguardo profetico di grande lucidità, è ancora oggi vero: «È un genio, genio di poeta, genio di mistico, scrittore e teologo, il tutto fuso insieme con una miriade di folgorazioni». L'itinerario esistenziale di Zundel, la sua formazione umanistica e teologica, l'ampiezza dei suoi interessi umani e universali, costituiscono un unicum intensità, contenuti e risultati nel panorama spirituale cristiano. Questo libro rappresenta la sua prima biografia in lingua italiana.
brossura Il significato del nome, i patroni più noti e importanti con quel nome e una preghiera al santo.
ill., br. Il gesuita Matteo Ricci arrivò a Macao nel 1582 e, dopo aver soggiornato in varie città, si trasferì a Pechino, dove visse dal 1601 al 1610 alla corte dell'imperatore Wanli della dinastia Ming. Fu Ricci a scoprire che la Cina coincideva con il Catai descritto da Marco Polo e a farne conoscere per primo, attraverso le sue lettere e i suoi scritti, la cultura e le tradizioni. La vita del gesuita è qui raccontata dalla giornalista Michela Fontana che a Pechino ha vissuto a lungo. Prefazione di Marianne Bastid-Bruguière.
brossura Un missionario gesuita, raffinato studioso della civiltà cinese e divulgatore della cultura occidentale: questo fu Matteo Ricci, nato a Macerata e morto a Pechino nel 1610, costruttore di ponti tra mondi lontani, protagonista di una fortunata opera di apostolato e di evangelizzazione. Ma, per giungere a un tale obiettivo, per arrivare persino alla corte dell'imperatore cinese, Matteo Ricci dovette dimostrare sincero rispetto per la cultura locale, adattando il Vangelo alla sensibilità, al pensiero, al vocabolario e alla tradizione del popolo che, lentamente, iniziò a convertire. Ed ecco la domanda che vibra lungo tutta la sua eccezionale avventura: quel gesuita, pur di portare il Vangelo ai cinesi, lo arrangiò al punto da tradirlo? Matteo Ricci fu un eccezionale missionario o un grande traditore del messaggio cristiano?
br. Un'avventura straordinaria da Macerata a Roma, dal Portogallo agli avamposti europei in Asia; la lenta penetrazione nel territorio cinese per giungere a Pechino presso la corte degli imperatori Ming. Il gesuita Matteo Ricci (1552-1610) seppe superare ostilità e diffidenza, riuscendo infine a gettare ponti di dialogo intensissimo tra Occidente e Oriente: i suoi planisferi svelarono ai Cinesi la via per mondi sconosciuti, la sua profonda conoscenza della cultura greco-romana servì da chiave interpretativa per i testi di Confucio, le sue traduzioni in mandarino di testi di filosofia, matematica e astronomia conquistarono gli studiosi più illustri della Cina. Papa Benedetto XVI stesso ha lodato la sua opera, "tesa a ricercare la possibile armonia fra la nobile e millenaria civiltà cinese e la novità cristiana".
ill. Leggendo la storia di Matteo Ricci (1552-1610) ci troviamo di fronte alla vita di un uomo che ha dello straordinario. Astronomo e teologo, studente di diritto e matematico, missionario e diplomatico, scienziato e sinologo: è questa la sintesi della vita di Matteo Ricci, uno tra i più grandi missionari della storia, che riuscì a entrare in Cina per portare il Vangelo "fino agli estremi confini della terra". Padre Ricci è rimasto un semplice gesuita, non è né santo né martire, ma ha realizzato uno dei più grandi miracoli, facendo incontrare e arricchire le due più grandi civiltà del mondo: quella d'Oriente e quella d'Occidente.