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br. La sessualità non può ridursi alla sola dimensione genitale, ma comprende una vasta gamma di opzioni, sensazioni ed emozioni. Essa è espressione fondamentale dell'essere umano; ha a che fare con gli istinti, la libertà e la censura che subisce nel corso dell'evoluzione. Esiste un aspetto appetibile della sessualità e un altro fortemente antisociale che arriva a coinvolgere i minori, quali vittime ignare che ne porteranno i segni indelebili per sempre. La rete ha creato uno spazio virtuale e anonimo in cui agire indisturbati. Lo scopo di tale scritto vuole essere quello di informare, stimolare l'interesse negli adulti che rappresentano un riferimento per gli "smanettatori in erba", gli unici in grado di favorire un uso responsabile del mezzo. Prefazione di Raniero Bastianelli.
brossura Cosa si intende per social network sites (SNS)? Quali caratteristiche ha la scrittura che li anima? Come cambia la comunicazione con clienti e cittadini grazie ai social media? Questo volume presenta una sintesi degli strumenti critici adatti a capire e usare al meglio questi siti, con un approccio interdisciplinare tra sociolinguistica e comunicazione. Un percorso innovativo che guida il lettore all'incrocio tra oralità e scrittura, competenze linguistiche e abilità relazionali e tecnologiche. Il volume è strutturato in due parti: la prima descrive le caratteristiche di scrittura e scrittori 2.0 e affronta i temi dello scrivere on line e dell'evoluzione linguistica degli spazi del web sociale. Infine, approfondisce il rapporto tra social media e cittadinanza, mettendo in luce le opportunità partecipative offerte dal web sociale. La seconda parte illustra alcuni case study sull'uso dei SNS delineando un modo nuovo di scrivere all'interno di inedite pratiche relazionali tra cittadini, istituzioni e aziende.
brossura Siamo entrati nella nuova era della civiltà digitale e stiamo imparando, anche in modo drammatico, come «usarla». La rivoluzione della data economy investe e investirà profondamente la nostra stessa cultura e cambierà - non sempre in meglio - i nostri modi di lavorare, informarci, studiare, muoverci, produrre beni e servizi, creare nuove opere, vendere, comprare, coltivare relazioni personali. Ma non possiamo arrenderci di fronte allo straniamento che si prova tra boom del commercio online e chiusura dei negozi, robotizzazione e caduta dei posti di lavoro, trionfo dei social network e «fine della privacy». La sfida è reagire e «vivere» il cambio dei modelli di vita, di lavoro, di socialità. Mettere la tecnologia al nostro servizio senza esserne sopraffatti, imparare ad affrontare la novità come in passato abbiamo fatto con le altre grandi rivoluzioni scientifiche dalla comparsa delle macchine a vapore, del treno, dell'elettricità, dell'automobile. E per farlo occorre mettere in campo proposte e correttivi concreti che gli autori avanzano in queste pagine ricche di esempi e dati. Un pamphlet provocatorio e costruttivo al tempo stesso su come affrontare la più grande discontinuità nella storia recente dell'uomo.
ril. "La libertà di manifestazione del pensiero rappresentava la "pietra angolare" della democrazia. Ma ormai non è più così: non siamo più liberi di pensare i nostri stessi pensieri. La trappola scatta il 4 dicembre 2009, quando Google avverte gli utenti che da allora in poi avrebbe personalizzato il proprio motore di ricerca. Significa che i risultati cambiano a seconda delle ricerche precedenti, del computer da cui stiamo interrogando Google, del luogo nel quale ci troviamo. Più che una riforma, una rivoluzione, che si propaga immediatamente agli altri giganti della Rete, da Apple a Microsoft, da Amazon a Facebook, a Twitter, a WhatsApp. Ciascuno di loro succhia dati mentre navighiamo online, carpisce i nostri gusti, le nostre opinioni, le nostre frequentazioni telematiche, per venderle poi agli inserzionisti, che in questo modo possono inseguirci con una pubblicità tagliata su misura. Queste tecniche di profilazione mettono in gioco la possibilità di rapportarci gli uni agli altri, d'aprirci al mondo esterno. I filtri che agiscono sul web tendono a proporci all'infinito le stesse fonti da cui già ci siamo alimentati, le stesse opinioni, le stesse informazioni. E la Rete diventa un po' come uno specchio, una superficie riflettente dove non si moltiplica l'immagine del mondo bensì quella dei singoli individui. La nuova condizione umana è così una solitudine di massa che ci lascia senza democrazia, dato che quest'ultima si nutre del confronto tra punti di vista eterogenei. Quale regime potrà sostituirla? Il regno dell'Uroboro, serpente che si morde la coda, formando un cerchio chiuso. Il regno dell'autoreferenza." (Dall'introduzione di Michele Ainis)
Mm 140x210 Collana "i Robinson / letture". Brossura editoriale con bandelle, 118 pagine. Opera in stato di nuovo, solo un piccolo timbro commerciale in apertura. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine
brossura La rivoluzione tecnologica - di internet, del mobile e dell'ubiquitous computing - ha trasformato profondamente il nostro modo di interagire con l'ambiente fisico e sociale che ci circonda, sia esso reale o virtuale. I singoli punti di accesso alle informazioni, i differenti dispositivi, come smartphone e tablet, i molteplici contesti d'uso ed il flusso comunicativo costituiscono un insieme complesso: un ecosistema digitale dinamico e omeostatico. In questo scenario, il design della comunicazione nelle sue diverse scale, macro e micro, è l'elemento che unifica e differenzia l'esperienza, non plasmata sulla tecnologia - il device e le sue caratteristiche - bensì sulle persone in un'ottica "right thing at the right place at the right time". Il libro affronta le sfide del design declinandole secondo temi quali il passaggio dal mouse alle interfacce touch, le dimensioni e le geometrie variabili dello spazio di interazione, la declinazione dei linguaggi visivi nel mondo digitale. Letizia Bollini, PhD È Architetto e ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Milano Bicocca dove insegna Visual Design e Design delle Interfacce presso il corso di laurea magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione di cui è stato coordinatore delegato e direttore della commissione SeRT - Stage e Rapporti con il Territorio. È co-tutor di tesi del dottorato di ricerca in Psicologia Linguistica e Neuroscienze Cognitive. È stato docente incaricato presso il Politecnico di Milano, l'Università di Bologna e l'Università Statale di Milano. È faculty member del corso di alta formazione in User Experience Design di Poli.design. Partecipa a diversi progetti di ricerca finanziati tra cui: L'archivio aperto: strategie e strumenti digitali e semantici per la valorizzazione del patrimonio documentale (Regione Lombardia 2014-16), Il design del patrimonio culturale tra storia, memoria e conoscenza (PRIN 2008-11), Disegno-Design Mediterraneo (PRIN 2007-09). Dal 1995 si occupa di interfacce multimodali, design dell'interazione ed esperienza utente, comunicazione visiva e rappresentazione spaziale, sia a livello teorico che professionale con particolare attenzione per gli aspetti tecnologicie di user-centered design.Membro del consiglio direttivo AIAP - Associazione italiana design della comunicazione visiva e delegato ICOGRADA/Ico-D dal 1999 al 2009, dal 2011 coordina la commissione Design della Comunicazione dell'ADI Design Index.
br. Qualche decennio fa pensavamo che la Rete ci avrebbe portato oltre i limiti della cultura di massa, verso un'intelligenza collettiva fondata sulla circolazione orizzontale e democratica del sapere. Quell'utopia si è sgretolata di fronte a una serie inquietante di misfatti e miserie umane: fake news, spionaggio, odio e paranoie complottiste. Se dovessimo cercare una razionalità nella connettività digitale, dovremmo rivolgere l'attenzione all'apparato tecnico che supporta il business dei big-data. Un sistema che capitalizza il malessere del soggetto contemporaneo, il suo isolamento, le sue derive narcisistiche, il suo dinamismo sregolato sotto il comando del godimento. È possibile spostare i mezzi tecnologici verso altri fini? Oppure, per sfuggire all'alienazione, sarebbe meglio disconnettersi? E se invece scoprissimo, attraverso gli strumenti critici della filosofia e della psicoanalisi novecentesca, che la questione centrale riguarda proprio la nostra incapacità di creare una dimensione sociale comune?
br. Nella complessa vita sociale dei giovani iperconnessi il fenomeno del cyberbullismo è in forte crescita; con la complicità degli adulti che, illudendosi di avere dei figli nativi digitali perfettamente equipaggiati per affrontare il mondo del web senza correre rischi, non si sono preoccupati di fornire loro un'adeguata educazione ai media, capace di sviluppare il senso critico e la cultura del rispetto, indispensabili anche per vivere online. Il mondo virtuale rispecchia, talvolta amplificandola, la deriva del mondo reale e obbliga genitori ed educatori a riflettere sulle proprie responsabilità, senza poter ravvisare nel demone digitale un comodo capro espiatorio, utile per alleggerire le coscienze assopite sotto la confortevole coperta del mito del digital kid. Prefazione di Cristiano Bosco.
brossura Google, Facebook, Amazon, ma anche le banche e le compagnie di assicurazioni: la raccolta di enormi banche dati (i big data) assegna un posto sempre più centrale agli algoritmi. L'ambizione di questo libro è mostrare come queste nuove tecniche di calcolo sconvolgano la nostra società. Attraverso la classificazione delle informazioni, la personalizzazione della pubblicità, i suggerimenti negli acquisti, la profilatura dei comportamenti, i computer si immischieranno, sempre di più, nella vita delle persone. Ben lontani da essere semplici strumenti tecnici neutrali, gli algoritmi sono portatori di un progetto politico. Comprendere la logica, i valori e il tipo di società che promuovono significa fornire agli utenti di Internet i mezzi di riconquistare potere nella società digitale.
br. I computer, i telefonini e le loro reti hanno trasformato lo scenario mediale nel quale si fa politica. Questi nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiato il rapporto tra i politici e i loro elettori. Hanno cambiato le modalità della loro relazione reciproca e della loro comunicazione. Come il Partito Democratico deve comunicare al tempo del web 2.0? Inoltre, il web è stato al centro di molte campagne elettorali (Dean e Obama) e protagonista in molte mobilitazioni (dalle banlieues parigine all'onda verde iraniana, dalle rivolte della primavera araba alle piazze degli indignados) offrendo piattaforme organizzative utili ad agire in una mixed reality, una realtà di mezzo tra spazio dei luoghi e spazio dei flussi. Dopo tante discussioni sul partito liquido, come il Partito Democratico può riorganizzarsi avvalendosi del contributo dei nuovi media? L'attenzione ai nuovi media, alla loro sostanza e alla loro forma, però non comporta solo un cambiamento dei mezzi e degli stili di comunicazione adottati dai partiti e dai politici. Né basta cogliere il loro contributo di tipo organizzativo. Fermarsi solo a questi cambiamenti significa non andare al di là di un mero approccio strumentale. Invece, comprenderne le dinamiche e la filosofia può significare un ripensamento complessivo della politica e dei partiti. Questo perché attraverso la vita online si esprimono soggettività e bisogni di cui sinora la politica istituzionale non si è fatta carico.
br. Comaschi non ci sta: tutti si atteggiano da grandi "influencer"; danno consigli di moda e stile; usano paroloni inglesi senza nemmeno saperli pronunciare... Bisogna porre rimedio. Ed ecco che sulla sua pagina Facebook inizia a pubblicare video-critiche taglienti e divertenti. Ora si cimenta in un manuale per capire se anche voi, alle volte, vi comportate da "influenzer". Ma non preoccupatevi: a tutto c'è un rimedio e Giorgio cerca di spiegarci il suo punto di vista.
br. I numeri dicono molto: in Italia si parla di 25 mila furti d'identità e 11 mila reati informatici denunciati ogni anno, oltre 100 mila vittime di virus informatici, mentre un milione di nuovi malware appaiono su Internet ogni giorno. Forse non dobbiamo chiederci se potrebbe capitarci, ma quando. Utilizzando un linguaggio che mette in soffitta il gergo tecnico e informatico, l'autore affronta il tema dei rischi connessi all'utilizzo delle nuove tecnologie. Alternando brevi racconti a consigli pratici, il libra conduce il lettore attraverso un viaggio nel lato oscuro del Paese delle Meraviglie e nella mente dei nuovi criminali del web. Storie che aiutano a evitare il peggio e ci preparano ad affrontarlo con il giusto autocontrollo. Un libro che rende comprensibile la sicurezza informatica ai non addetti ai lavori e potrebbe farvi sorridere degli altri e magari di voi stessi, cosa che accadrà di sicuro se per caso siete "del mestiere" e sapete perfettamente che potreste scoprire da un momento all'altro di essere diventati una vittima.
br. I numeri dicono molto: in Italia si parla di 25 mila furti d'identità e 11 mila reati informatici denunciati ogni anno, oltre 100 mila vittime di virus informatici, mentre un milione di nuovi malware appaiono su Internet ogni giorno. Forse non dobbiamo chiederci se potrebbe capitarci, ma quando. Utilizzando un linguaggio che mette in soffitta il gergo tecnico e informatico, l'autore affronta il tema dei rischi connessi all'utilizzo delle nuove tecnologie. Alternando brevi racconti a consigli pratici, il libra conduce il lettore attraverso un viaggio nel lato oscuro del Paese delle Meraviglie e nella mente dei nuovi criminali del web. Storie che aiutano a evitare il peggio e ci preparano ad affrontarlo con il giusto autocontrollo. Un libro che rende comprensibile la sicurezza informatica ai non addetti ai lavori e potrebbe farvi sorridere degli altri e magari di voi stessi, cosa che accadrà di sicuro se per caso siete "del mestiere" e sapete perfettamente che potreste scoprire da un momento all'altro di essere diventati una vittima.
ill., ril.
In-8 (cm. 24.20), brossura illustrata, pp. XVII, (1), 316, con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Postillato a matita al solo capitolo VI; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
br. Li vediamo ovunque - al parco, al ristorante, nelle nostre case, in macchina - bambini e adolescenti connessi ai loro smartphone e disconnessi dal mondo reale che li circonda. Secondo le ultime ricerche, il tredicenne medio trascorre incollato a uno schermo otto ore al giorno, sette giorni su sette. In Italia 8 bambini su 10 tra i tre e i cinque anni sanno già usare i cellulari dei genitori. È solo di pochi giorni fa la direttiva dell'OMS che raccomanda il divieto di smartphone per bambini al di sotto dei due anni di età. Eppure le statistiche di utilizzo sono sempre più allarmanti, e sono sempre più numerosi i bambini e i preadolescenti che si scoprono dipendenti dai dispositivi digitali e dai contenuti che questi veicolano. Disconnessi. Come riconnettere i nostri figli digitalmente distratti, dello psicoterapeuta e scrittore statunitense Tom Kersting, con uno stile chiaro e diretto, esamina e illustra le numerose evidenze scientifiche che collegano l'uso eccessivo di dispositivi digitali a vari problemi di tipo cognitivo e comportamentale: in sostanza, l'utilizzo compulsivo di devices elettronici sta letteralmente trasformando la conformazione della corteccia cerebrale dei nostri ragazzi in modi del tutto imprevisti. Il rischio che stiamo correndo è che un'intera generazione di bambini stia per andare incontro a futuri problemi di perdita di concentrazione e memoria, oltre a seri problemi di tipo relazionale ed emotivo.
br. I segreti più profondi della Cia e dell'Nsa sono stati hackerati e resi pubblici, più di una volta. Ma stai certo che da nessuna parte, nemmeno nel dark web, troverai una copia dell'algoritmo di ricerca di Google o dell'algoritmo del feed di Facebook. Oggi questi algoritmi determinano l'andamento della vita umana sul nostro pianeta. Jaron Lanier, informatico della Silicon Valley, pioniere della realtà virtuale, non ha nessun account social. In "Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social" spiega perché non dovresti averne nemmeno tu. Google e Facebook, insieme a Instagram, WhatsApp - cioè di nuovo Facebook, Twitter e gli altri social, costituiscono l'impero della modificazione comportamentale di massa. Tirano fuori il peggio di te, spingendoti a manifestazioni d'odio di cui non ti pensavi neppure capace; ti ingannano con una popolarità puramente illusoria; ti spacciano dopamina a suon di like, intrappolandoti nella schiavitù della dipendenza. Distorcono il tuo rapporto con la verità e degradano la tua capacità di empatia, disconnettendoti dagli altri esseri umani anche se ti senti più connesso che mai. Corrompono qualsiasi politica che ambisca a dirsi democratica e devastano qualsiasi modello economico che non sia fondato sul lavoro gratuito. Inoltre - e questa è la cosa che ti scoccia di più, se ci pensi - si arricchiscono infinitamente vendendo tutti questi dati agli inserzionisti (che sarebbe più corretto chiamare manipolatori attivi della società e della natura umana), plasmando la tua volontà attraverso pubblicità targettizzate; e lo fanno attraverso algoritmi che spiano e registrano qualunque cosa tu faccia. I benefici che ti danno i social media non controbilanceranno mai le perdite che subisci in termini di dignità personale, felicità e libertà di scelta. Jaron Lanier ci mette in guardia: questo totalitarismo cibernetico ci distruggerà. Internet non è il male, ma va ripensato profondamente. Compi un gesto che spinga le tech company a cambiare, non resterai tagliato fuori dal mondo. Riprenditi il controllo della tua vita. Cancella subito tutti i tuoi account social.
br. La moneta bancaria che utilizziamo quotidianamente è per il 95% elettronica. Dietro a questo dato che siamo abituati a dare per scontato, vi è una delle più profonde trasformazioni dell'economia e della società che l'umanità abbia mai sperimentato. Con l'estensione della globalizzazione e dell'interdipendenza la moneta assume un nuovo volto, quello smaterializzato/virtuale dei bitcoin, delle criptovalute e delle monete digitali come il Libra proposto da Facebook. Un volto che sfida la sovranità degli Stati e mette in discussione il diritto democratico. Da sempre la moneta è l'intermediario, potente e ambiguo, tra merce e valore, tra pubblico e privato e da sempre incarna un potere quasi enigmatico. La sovranità monetaria è stata sino ad oggi una delle prerogative degli Stati e delle istituzioni globali, che oggi stanno provando a raccoglierne l'eredità e a difendere le prerogative della politica da un'economia dove il valore di scambio supera definitivamente il valore d'uso. In questo volume viene svelato l'intimo rapporto tra sovranità e moneta e il suo superamento nell'era della digitalizzazione radicale dove le banche dati contano di più delle banche centrali.
brossura Internet sta cambiando radicalmente la vita quotidiana, ma la natura umana rimane la stessa e gli uomini non hanno smesso di comportarsi in maniera eticamente discutibile e talvolta anche malvagia. Ne consegue che svariate minacce possono annidarsi anche nel Web ed è facile imbattersi in esse. Questo libro presenta alcuni tra i più comuni rischi che si corrono navigando sulla rete, uno dei quali è diventato di grande attualità: il cyber-bullismo. Il libro affronta questo fenomeno alla luce dei risultati della ricerca, cercando di contestualizzarlo all'interno dei cambiamenti relazionali che le nuove tecnologie stanno provocando nella nostra società. L'obiettivo è stimolare la riflessione sull'impatto che la comunicazione attraverso il Web può avere nei confronti di coloro che sono oggi i più esposti alle dannose conseguenze derivanti da un uso incivile, fraudolento e talvolta perverso di Internet, ossia i bambini e gli adolescenti. In effetti, sono proprio loro ad essere i più immersi nelle tecnologie digitali e ad usarle senza conoscerne a pieno le implicazioni.
br. Un libro che aiuta a comprendere la rivoluzione digitale, le sue conseguenze sulla vita di ogni giorno e sulle nuove generazioni, sino al modo che abbiamo di leggere noi stessi e il nostro rapporto con Dio. La riflessione parte dal suggestivo concetto di "infosfera" - la globalità dello spazio delle informazioni - e acquista pagina dopo pagina maggiore profondità, indagando l'uomo nel tempo in cui si trova a vivere. Di fronte alle sfide di una contemporaneità impastata di tecnologia, questo saggio interviene nel dibattito sulla rivoluzione digitale, portando al centro dell'analisi i temi della fede, della speranza e della generosità, suggerendo spunti di riflessione pastorali ed educativi. Con la prefazione di mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l'Educazione cattolica, e la postfazione di Luciano Floridi, ordinario di Filosofia ed etica dell'informazione all'Università di Oxford, dove dirige il Digital Ethics Lab.
br. Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzione di Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d'inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l'organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell'Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell'era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Con questo libro vi porto in viaggio con me nella Rete padrona. È un viaggio nel tempo, per confrontare le speranze e i progetti più generosi di un ventennio fa con le priorità reali che plasmano oggi il mondo delle tecnologie. È un viaggio tra i personaggi che hanno segnato quest'epoca, da Bill Gates a Steve Jobs, a Mark Zuckerberg, e tra tanti altri profeti e visionari meno noti, che già stanno progettando le prossime fasi dell'innovazione.
ril. Internet è come la cioccolata, è invitante e ci gratifica. Ma, come la cioccolata, può dare dipendenza quando si esagera. Questo libro è un piccolo viaggio dentro la rete per conoscere i perché delle nostre abitudini digitali, cosa c'è dietro un like e perché ci piacciono tanto i selfie. E scoprire come utilizzare la rete in modo sicuro, divertente e consapevole.
brossura Il dating on line è una grande opportunità per chiunque desideri trovare una relazione appagante in termini affettivi: per la prima volta nella storia dell'umanità ognuno può entrare facilmente in relazione con milioni di altre persone che, in tutto il mondo, sono accomunate dall'identico obiettivo di incontrare la persona giusta per loro, quello che si definisce come il vero amore. Se pensi di acquistare e mettere in pratica questa guida significa che desideri migliorare le tue relazioni affettive e vivere l'amore con gioia e con passione, in poche parole che desideri amare ed essere amato/a. Internet è lo strumento adatto ad esplorare a fondo tale possibilità, come dimostra lo sviluppo ormai incontenibile dei siti di socializzazione in tutto il mondo e il numero davvero straordinario di coppie che ogni giorno si formano grazie a questo nuovo modo di conoscersi, piacersi, innamorarsi. Seguendo le poche semplici regole contenute in questa guida e soprattutto definendo con rigore la tua strategia potrai raggiungere sicuramente il tuo obiettivo, tanto più che il tuo è lo stesso obiettivo di milioni di altre persone che, esattamente come te, attendono di incontrare l'uomo o la donna della loro vita. Nelle pagine di questa guida ti saranno indicati strumenti, siti, opportunità, leggende, situazioni ricorrenti e pericoli insiti nella pratica del dating on line: tocca a te far buon uso di tali indicazioni e far nascere la relazione che cerchi, con fiducia e consapevolezza delle tue inebrianti chances...
200115568S.l. : Handelsblatt [u.a.], [2001]. 1 CD-ROM in OHülle. DVD-Format
200122963Frankfurt am Main : Umschau-Zeitschriftenverl. Breidenstein, 2001 - 2002. 4°. OHefte.