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<p>25,5x20,5 cm Foglio prestampato e compilato a mano, testo in cornice decorata con aquila al centro come pure sul timbro dell'ufficio di polizia di Francoforte. Al verso indirizzo scritto a mano e tre timbri. Pieghe per la spedizione Vorgedrucktes Blatt mit Handschrift augefullt, Text in dekorierten Ramen. Adler in der Mitte und auch am Stempel (Polizei Amt). Auf der Ruchseite, Adresse , drei Stempel und Falten fur den Versand</p>
<p>32,5x21 cm, p. 6 di notificazione su due colonne in tedesco, caratteri gotici e italiano sul viaggio di merci e persone per terra e in navigazione e sulla validità dei lasciapassare in Europa in tempi di colera. In sesta pagina note coeve di protocollo a penna.</p>
Opuscolo sul noto argomento del Colèra che determinò un notevole numero di vittime, anche illustri, in Sicilia (33g).
In 16°, leg. in mz. pelle coeva, tit. in oro al dorso, pp.(2nn)-391. Unito: Profilassi municipale ed individuale del colera del Prof. Sormani, Milano, Sonzogno, 1884, pp.18. Fresco es. Timbri di appartenenza privata
<p>22x30 cm, foglio stampato e compilato a mano con statistica dei casi di colera in 9 paesi della provincia con data dello sviluppo della malattia, numero dei casi, morti, numero dei guariti e malati in cura. Interessante documento che classifica 336 casi Timbro papale e nota con firma del segretario medico. Piega a metà foglio.</p>
In 24, pp. 96. Ampia gora al marg. int. delle cc. piu' insistente alle ultime 20. Br. muta coeva. Cenni storici su alcune pestilenze fra le quali quella d'Egitto ai tempi di Mose', quella nel campo greco di Troia, a Roma al tempo di Romolo, ad Atene, a Roma durante l'assedio di Alarico, la peste nera testimonita da Petrarca e Boccaccio, a Bologna e a Modena nel 1362, e molte altre. Segue uno studio sulle cause del colera e sui metodi piu' efficaci per combatterlo. Antonio Coppi (Andezeno, 1783 - Roma, 1870) si trasferi' a Roma dove divenne assistente dell'erudito Nicola Maria Nicolai. Inizio' a lavorare per raccogliere la documentazione necessaria per una progettata Storia de' luoghi una volta abitati nell'Agro Romano. Inizio' per Coppi un periodo di intense ricerche negli archivi e nelle biblioteche di Roma da cui ottenne materiale per numerose pubblicazioni di tipo storico e archeologico.
<p>35,5 cm foglio stampato a due colonne in tedesco con italiano a fronte, scritta coeva a penna per archiviazione. Segno di piegatura in quattro parti.</p>
Biblioteca di Cultura Moderna N. 305 - Dedica - Premessa - I. Sulle fonti storiche dei Capitoli XXXI e XXXII dei "Promessi sposi" - II. Origine e primi progressi della peste - III. Gli untori e la fine dell'epidemia - IV. Sulla "Storia della colonna infame" - Riferimenti - Indice dei nomi 1 20,5x12,5 cm., in brossura, pp. 380, non refilate, prima edizione, in italiano, normali segni d'uso e tempo, buone condizioni. Allegato segnalibro della Federazione italiana contro la Tubercolosi
In 8, pp. 31 + (1b). Lieve gora all'ang. inf. est. delle cc. Br. rifatta. Conservato il p. post. Studio sul colera. Sono trattati i seguenti argomenti: Cenno storico del cholera-morbus; Descrizione del cholera morbus nei tre stadi; Stadio di sviluppo, stadio di reazione, stadio algido; Della cura del cholera-morbus nel primo stadio; Cura dello stadio di reazione; Cura dello stadio algido; Regolamento per coloro che si trovano nella circostanza di dovere assistere cholerici nella propria casa; Mezzi preservativi, e che distruggono il contagio del Cholera, etc...
Firenze, Giuseppe Ferroni e C., 1866, in-16, leg. ottocentesca in mezza pelle verde (qualche traccia d'usura alla carta dei piatti, piccoli forellini alle cerniere), titolo e filetti in oro al dorso, pp. 391, [9].
First edition, [2], 64, [2]pp., disbound.
<p>21,5x30 cm, bollettino prestampato e compilato a mano con statistica dei casi di malattia denunciati, veri o sospetti, di morte di guarigione o in cura, (oltre mille casi censiti) divisi per "negli Spedali o a domicilio" nelle città di Parma, Piacenza, Guastalla Borgo S. Donn. Borgataro o Comuni foresti. Segue la data Parma 7 Agosto 1816 e la firma del Presidente.</p>
8°, pp.48, t. tela recente, conserva la br. edit. con picc. mancanze. Lievi mancanze e strappetti ai margg. bianchi delle ultime cc. Dopo la violenta epidemia di colera, il "grande immenso... flagello che ha devastato e sta tuttavia devastando la sventurata città di Napoli"(p.9), l'Aut. ristampava 3 articoli, pubblicati il 27 set., 4 e 11 ott.1884, ma sempre attuali, in cui l'Aut. aveva proposto una "bonifica" di Napoli, contestando chi proponeva di"sventrare e sgombrare" la città vecchia, perché questo avrebbe distrutto la città e "annichilito" i bilanci del Banco di Napoli e dello Stato.
In 8° (20,3x13,5 cm); 16 pp. Senza brossura ma non slegato. Prima ed unica edizione assai rara, due soli esemplari censiti in ICCU, di questa relazione del celebre medico originario di Accumoli in provincia di Rieti, Agostino Cappello (1784-1858) dedicata all’epidemia di colera che colpì il territorio anconetano nel 1836. L’autore che fu medico condotto di Accumoli e Tivoli ricoprì anche la carica di Consigliere del magistrato Supremo di Sanità dello Stato della Chiesa su segnalazione diretta di Papa Leone XII che tenne sempre in grande conto Cappello. Vari sono gli studi sull’idrofobia ed il colera pubblicati dal medico. L’opera qui presentata nasce come risposta a vari articoli di giornale francesi che segnalavano in Ancona il primo focolaio dell’epidemia di colera che avrebbe poi colpito buona parte d’Europa tra il 1836 ed il 1838. L’autore dimostra come in verità il morbo sia prima approdato sulle coste francesi e solo in seguito abbia colpito il territorio anconetano. Presente all’interno dell’opera una scheda con i dati dell’ubicazione dei malati, il totale dei malati, i guariti, i morti dal 17 agosto al 30 settembre del 1836. In fine al volume l’autore avverte anche non esser sua la descrizione di un Drago Cholericus che avrebbe sparso il morbo nel territorio anconetano apparsa in diversi giornali affiancata al suo nome. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed assai raro.
In 8° (18,7x11,5 cm); 16 pp. Senza brossura ma non slegato. Piccola xilografia al frontespizio. Prima edizione stampata da Migliaccio a Cosenza di questa interessante disposizione pubblica per la prevenzione di una possibile epidemia di colera che iniziava a manifestarsi in Europa partendo dalla Francia. L’opera raccoglie indicazione sulle precauzione da tenersi dividendole in capitoli: Affezioni di animo; Nettezza e salubrità delle abitazioni; Nettezza dell’Individuo; Conservazione del calore conveniente nel corpo; Vittitazione e bevande (con varie interessanti nozioni di dietetica), Segni principali con che si manifesta il colera; mezzi da impiegare prima dell’arrivo del medico. Rara prima edizione, un solo esemplare censito in ICCU, in buone condizioni di conservazione.
First edition, 34pp., title-page a little dusty, disbound.
<p>35x25 cm, 30 cartoncini colorati con pubblicità di negozi o studi professionali bolognesi ritagliate da giornali varii e applicati. Argomenti delle inserzioni sono: <span style="font-size: 12px;">salute, commercio, spettacolo, cioccolato Majani, moda, colèra, acque minerali, alberghi, magnetismo, ballo, giochi, vino, cavalli, sonnambulismo, pasticceria, ecc</span></p>
Brescia, Tipografia della Minerva, 1838, in-8, br. editoriale, pp. LIV, [2], 189, [1]. Con una tabella di osservazioni meteorologiche ripiegata f.t. Dall'indice: Alessandro Bargagni "Sulle ragioni che didero origine al morbo cholera nell'infermeria delle pazze in Brescia", J.A. Cenedella "Analisi dell'acqua marina della laguna di Venezia", Tullio Dandolo "Saggio letterario spettante a Pietro Aretino", ecc. Buon esemplare.
In 8 grande, pp. 47 + (1b) con tavv. sinottiche n.t. Gora al marg. est. dei p. e delle cc. Danni rip. al d. Br. ed. Descrizione dell'epidemia di colera che colpi' Padova nel 1867 con tabelle in cui sono indicati i nomi di chi contrasse la malattia, l'eta', la professione, l'esito della malattia; il prospetto giornaliero dei casi di colera e delle condizioni metereologiche; il prospetto numerico dei colerosi distinti per sesso, luoghi di cura ed esiti.
-1837, 3 fascicoli, 28 cm, p. (4) ciascuno, alcuni antichi appunti a penna
In 8, pp. 27 + (1). Sporadiche fioriture. Br. ed. Luigi Toffoli (1796-1867), chimico bassanese, fu autore di importanti saggi di farmaceutica, zoologia, veterinaria e chimica.
In 8° (20,5x13,6 cm); 64, 65-85, (3), 8 pp. Senza brossura ma non slegato se non le ultime 8 pagine. Prima edizione rarissima, l’unico esemplare censito in ICCU presenta solo le prime 64 pagine, di questi importanti discorsi del grande medico parmense Giacomo Tommasini. L’opera qui presentata contiene tre discorsi. I primi due sono dedicati alla teoria dell’arte medica mentre il terzo è una dissertazione sul Cholera e sul suo modo di propagarsi (prende ad esempio i fatti di Bertiolo in provincia di Udine in Friuli). Dopo un periodo di praticantato all'Ospedale di Parma, ottenne una borsa di studio per corsi di perfezionamento sulle nuove metodologie mediche nelle università di Pavia, Padova, Bologna, Pisa e Torino. Fece viaggi di studio anche all'estero, in Francia ed Inghilterra. Nel 1792 ebbe l'incarico di sostituto del prof. Cortesi nella cattedra di medicina pratica. Nel 1794 fu nominato professore di fisiologia e patologia. Le sue lezioni erano talmente apprezzate che ottenne un aumento di stipendio in via straordinaria. Tenne la cattedra fino al 1815. Durante il primo impero francese l'Università di Parma, che pure si era guadagnata fama di ottimo ateneo, subì un decreto di soppressione in seguito ad un piano di ristrutturazione degli istituti di insegnamento superiore. La città di Parma diede incarico a Tommasini, assieme al conte Filippo Linati e al banchiere Giuseppe Serventi, di recarsi a Genova, dove si trovava in quel momento l'imperatore Napoleone Bonaparte, per chiedere la revoca del provvedimento. Fu specialmente Tommasini che, esponendo la causa con particolare eloquenza, riuscì ad ottenere la sospensione del decreto. Tommasini fu tra i principali redattori del Giornale Medico Chirurgico, edito a Parma dal 1806 al 1813. Durante il governo Napoleonico ricoprì diverse cariche: Ispettore Generale della Pubblica Istruzione, Segretario al Consiglio del Dipartimento del Taro, membro del Consiglio di Sanità Pubblica. Fu uno dei primi soci corrispondenti della Società Medica di Bologna. Già prima della sua ammissione a tale società l'università di Bologna gli aveva fatto offerte per trasferirsi da Parma a Bologna; dopo non poche trattative nel 1815 Tommasini accettò la cattedra di Clinica Medica a Bologna, succedendo al prof. Antonio Testa. A Bologna Tommasini affermò la necessità di adottare il metodo sperimentale nella pratica medica, ciò che costituiva un radicale cambiamento rispetto ai metodi in gran parte empirici fino ad allora usuali. Nel 1819 venne fondata la rivista «Nuova Dottrina Medica Italiana», che fece propri i concetti di Tommasini. Nel 1828 alcuni professori dell'università di Bologna, tra cui Tommasini, furono accusati di appartenere a società segrete rivoluzionarie e furono invitati a dimettersi. Chiesero di essere sottoposti a un processo e furono assolti, ma Tommasini fu amareggiato da questa vicenda e tornò a Parma, adducendo il motivo di dover curare il conte Neipperg, in quel periodo effettivamente ammalato. Si reinsediò all'università e ottenne altre cariche di prestigio, tra cui quella di Protomedico dello Stato e di medico consulente della sovrana regnante, la duchessa Maria Luisa d'Austria. Fu chiamato anche lontano da Parma a curare alte personalità, come Carolina d'Inghilterra a Pesaro e al capezzale di madama Letizia, madre di Napoleone Bonaparte, a Roma. Giacomo Tommasini era noto per essere un piacevole e fine parlatore e un elegante scrittore, sia in italiano che in latino. Ottenne molte onorificenze, tra cui la Legion d'Onore, l'Ordine Costantiniano di San Giorgio, la Medaglia d'Oro per i benemeriti della salute pubblica. La città di Parma gli ha dedicato una via del centro storico, Borgo Giacomo Tommasini (chiamato popolarmente «borgo Giacomo»), che collega Strada della Repubblica a Borgo Felino. Prima edizione rarissima, stampata a Bologna da Dall’Olmo e Tiocchi, che si presenta a parte la mancanza della brossura, in buone-ottime condizioni di conservazione.
In 8° (19,8x13,8 cm); 78, (2) pp. Senza brossura ma non slegato ed ancora in barbe. Prima rara edizione, quattro soli esemplari censiti in ICCU, di questa raccolte di lettere dedicate alla celebre epidemia di colera che colpì Roma nel 1837. Il raccoglitore delle lettere si presenta probabilmente sotto falso nome. L’opera si sviluppa con una serie di lettere scambiate fra due amici, uno nella città di Roma e l’altro residente nella sua villa di campagna, che ripercorrono la genesi dell’infezione ed il suo propagarsi dai primi casi fino all’esplosione della malattia in tutta la sua virulenza. L’opera in ogni caso ricostruisce avvenimenti realmente accaduti e parla di personaggi storicamente esistenti e fornisce uno spaccato reale della tremenda epidemia che colpì Roma nel 1837. Prima edizione assai rara e stampata su carta di ottima qualità.
First edition, viii, [9]-38pp., title-page a little dusty, disbound.
29x21 cm, 9 righe a stampa con parti manoscritte, data 9 decembre 1758