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3659270571.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
13,5x9,6 cm; (4) pp. Senza brossura. Stampato su carta forte. Rarissimo devozionalia mariano in forma di foglio volante ripiegato, con due preghiera. Particolarmente interessante la seconda dedicata al "Liberazione dal Cholera". Raro.
183238696Boston: Leonard C. Bowles 1832. First edition. Stitched paper wrappers. Very good few tears along the edges and spine ends scattered foxing. 13 pp. 8vo. Cover title: Mr. Greenwood's fast discourse. American awaited the 1832 Cholera outbreak as reports from Europe arrived. Unlike many others Greenwood did not see the epidemic as a cleansing purge by God to punish the wicked. "Let us then confess our faults one to another and let us pray one for another. Let us confess our faults to God and pray for ourselves. If our prayers are fervent and righteous; if they awaken us to the evil and danger of sin; if they make us humble and unassuming; if they inspire us with a cheerful courage united with a rational prudence we may be confident that they will avail much. They have availed much. They have prepared us in the best possible manner against the hovering pestilence; they have saved us from sin which is more dreadful than pestilence. God has heard them; and he will answer them if not by temporal immunity yet by the answer of eternal salvation." Francis William Pitt Greenwood 1797-1843 was a Unitarian minister of King's Chapel in Boston. His written works were published in the Christian Examiner as well as the Boston Journal of Natural History The Token and Atlantic Souvenir. His sermons were published in 1844 in two volumes by former Boston Mayor Samuel A. Eliot. Sabin 28686. American Imprints 12733. Leonard C. Bowles unknown books
22 cm, brossura originale; pp. 8
199234685(Hamburg, 1992). 82 S. Mit tls. farb. Abb. 4to. OBrosch.
1 épreuve gélatino argentique [120 x 172 mm] contrecollée sur carton fort de l'époque , , in-8, 1 épreuve gélatino argentique [120 x 172 mm] contrecollée sur carton fort de l'époque, , Portrait de Louis Pasteur sur son lit mortuaire. Étant donné son cadrage et sa proximité, ce portrait mortuaire a sans doute été effectué par un proche de Pasteur; il ne s'agit pas d'une prise de vue officielle. Louis Pasteur, né le 27 décembre 1822, meurt le 28 septembre 1895 à 16h40 à Villeneuve-l'Étang, dans l'annexe dite « de Garches » de l'Institut Pasteur, où il s'installait souvent l'été. Sa chambre y est toujours conservée. Des funérailles nationales lui sont réservées le 5 octobre suivant, au cours desquelles son corps, préalablement embaumé, est déposé dans la crypte de Notre-Dame de Paris. En 1896, à la demande de son épouse, son corps fut placé dans la crypte de l'Institut où il repose au milieu de ses disciples. Un masque mortuaire est visible dans la crypte. Un négatif sur plaque de verre montrant la chambre mortuaire prise en 1926 est conservé au Département Estampes et photographie à la BnF (8/5/26, la chambre mortuaire de Pasteur à Garches : photographie de presse / Agence Rol.) Un cliché mortuaire montrant Pasteur sur son lit de mort en présence de ses petits enfants a été publié en 1956 par sa petite-fille Camille: Pasteur Vallery-Radot, Images de la vie et de l'oeuvre, p. 158 (document photographique provenant de la collection Pasteur Vallery-Radot). Le carton sur lequel est contrecollé le portrait de Pasteur porte un fin liseret rouge d'encadrement, le bord supérieur du tirage est accidenté. Documents annexes joints : 1 tirage argentique contrecollé sur carton [165 x 110 mm] légendé : Portrait de Pasteur avec sa petite-fille Camille Vallery-Radot par Léon Bonnat (1886) / 4 tirages argentiques [170 x 220 mm] de portraits réalisés aux pastels par le jeune Louis Pasteur entre 1835 et 1842 : portrait de sa mère, de Claudine Benoiste Parpandet dite soeur Constance, portrait d'une jeune fille et portrait de son père / 1 gravure du XIXe siècle : portrait âgé de Louis Pasteur par Roussel
1831160273Hamburg, gedr. auf Kosten des Verfassers bei F. H. Nestler und Melle, 1831. 15 S. 8°, OHeft.
Jesi, presso V. Cherubini, [1855], in-8 piccolo, br. edit. con fregi tipografici, pp. 12.
16306o.J. Mediziner. Erforschte die Cholera in Norddeutschland, leiß sich 1833 als prakt. Arzt in München nieder, 1840 Lehrstuhl der Medizinischen Klinik in Zürich, lehrte seit 1844 an der Universität Heidelberg, 1852 Prof. u. Leiter der zweiten med. Abteilung des Allgemeinen Krankenhauses in München, 1854 maßgeblich an der Bekämpfung der Choleraepidemie in München beteiligt. 1806 Bamberg - 1869 Pertisau /Aschensee (Tirol). Fast Halbfigur mit Brille, unten faks. Namenszug. Lithographie von H. Eichens. Ca. 150 x 140 mm.
3967o.J. Mediziner. 1840 Prof. in Zürich, 1844 in Heidelberg, seit 1852 in München, große Verdienste bei der Choleraepidemie. 1806 Bamberg - 1869 Pertisau. Halbfigur mit Brille. Lithographie von H. Eichens. Ca. 195 x 135 mm.
198833595Fayard 1988
Biblioteca di Cultura Moderna N. 305 - Dedica - Premessa - I. Sulle fonti storiche dei Capitoli XXXI e XXXII dei "Promessi sposi" - II. Origine e primi progressi della peste - III. Gli untori e la fine dell'epidemia - IV. Sulla "Storia della colonna infame" - Riferimenti - Indice dei nomi 1 20,5x12,5 cm., in brossura, pp. 380, non refilate, prima edizione, in italiano, normali segni d'uso e tempo, buone condizioni. Allegato segnalibro della Federazione italiana contro la Tubercolosi
In 16°, br. edit., pp. 85. Buon es. xpellx
18321318172Hannover, Hahn'sche Hofbuchhandlung, 1832. 6, 420 S. Blauer Ppbd d. Zeit m. goldgeprägtem Rückenschild (gering bestoßen, Bibl.-Schildchen, alter Stempel verso Titel).
br. Una pandemia globale. Medici eroi, crisi economiche, psicosi collettive e l'isolamento come difesa preventiva. Nonostante la descrizione calzi perfettamente con i primi mesi del 2020, siamo a Napoli, è il 1836 e il virus di allora si chiama cholera morbus. Il colera. Anche in quel caso il contagio era partito da est: dall'India si era propagato nel resto dell'Asia, e attraverso le rotte commerciali era entrato in Europa. Dopo aver devastato gli stati dell'Alta Italia aveva raggiunto i confini del Regno delle Due Sicilie, travolgendo il governo del giovane Ferdinando II di Borbone. L'ingresso del colera a Napoli viene accompagnato dalla grancassa di scienziati allarmisti e politici riformatori; dal nord arrivano testimonianze tragiche e alcuni consigli da parte dei medici che hanno già affrontato il morbo. Tra le poche informazioni sicure, come avverte in una lettera un dottore di Padova, c'è che il colera «si trasmette esclusivamente per mezzo delle comunicazioni cogl'individui che sono infetti di questo germe, o per l'uso di cose che lo nascondono; che comparisce nei luoghi in cui si operano queste comunicazioni». Man mano che i bollettini sulla diffusione dell'epidemia indicano un'allarmante crescita dei contagi, la corte dei Borbone reagisce a colpi di decreti regi: istituisce una Commissione superiore di sanità e una task force «per la conservazione della salute pubblica»; vengono chiusi i confini del regno e a ogni persona che si presenta alle porte della città è chiesta una certificazione che attesti la necessità dello spostamento; le lezioni vengono sospese; i medici dotati di speciali dispositivi sanitari; scienziati e politici raccomandano particolare cura nell'igiene personale... Attraverso una ricostruzione storica minuziosa, Gigi Di Fiore ci guida lungo la vertigine del parallelismo storico, illuminando una società terribilmente vicina a noi, in cui appaiono evidenti le similitudini con il presente ma da cui, allo stesso tempo, emergono i problemi che oggi come in passato le amministrazioni hanno faticato a risolvere. Nel gioco, spesso fallace, dei corsi e ricorsi storici, scopriamo che, nonostante i secoli trascorsi, nonostante i progressi della medicina, l'ignoto che allora sconvolse il mondo è identico all'ignoto di oggi.
Napoli, 1849. In 16° gr., pp. 78 n. 2 facsimile di lettere in apertura, una indirizzata al Pontefice Pio IX e l'altra all'Imperatore di Russia. Un piccolo bando alla fine con intestazione dell'Amministrazione comunale di Acerra a firma del sindaco Andrea Sanguigno, piu una tavola piu volte ripiegata con l'elenco dei 50 ammalati piu gravi e le relative cure adottate. Legatura in piena tela coeva, titoli in oro al dorso. Rarissimo.
In 16, pp. 30 + (1) + (1b). Br. rifatta.
In 8, pp. 23 + (1). Dedica autogr. dell'A. al fr. Minime tracce d'inchiostro al p. ant. Br. muta coeva. Saggio medico sul colera. L'A, medico chirurgo originario di Zagarolo. Narbone, p. 209. Mira, p. 87.
Innsbruck, dalla Tip. di Feliciano Rauch, 1831, in-16, br. edit. con cornice tipografica, pp. 52.
8°, pp.32, cop. posticcia. Il D'Emilio illustrava al Biondi i successi della Trefusia, per la cura del colera, sperimentata su un cospicuo numero dell'orfanotrofio Ecce Homo. L'opuscolo contiene 4 osservazioni e al termine la lettera del Biondi a un collega.
14x19 cm, 4 righe a stampa e 3 righe manoscritte. Testo incorniciato e su carta verdina
21x15 cm, foglio in carta verdina, testo in cornice con fregi; prestampato e in parte compilato a mano. Attesta il sottoscritto che... Dimorante nella casa nr°... è affetto da Cholera Morbus, e merita di essere subito trasportato in Ospedale..
Mm 175x260 Due volumi in uniforme mezza pelle verde con titoli e fregi oro al dorso, piatti in robusta tela sempre di color verde: vol. I, "Opere di medicina clinica" di xix-524 pagine; vol. II, "Opere di medicina civile" di 724 pagine. L'opera è completa ed in condizioni ottime; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
9949Actes Sud Sans date. Ce livre reportage composé de texte et de photos documente les conséquences des affrontements ethniques et de l'épidémie de choléra qui ont décimé le Rwanda en 1994 faisant état de centaines de milliers de victimes et de millions de réfugiés