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br.
br. Come eravamo prima e come saremo dopo la pandemia? Questo saggio prova a dare delle risposte attraverso quattro punti di vista. Il primo si focalizza sui "virus" psicosociologici già presenti nella società. Il secondo, attraverso una serie di reportage, racconta le storie di alcune categorie di lavoratori (dai medici agli insegnanti, dalle badanti ai riders) che sono state cruciali per la tenuta della società stessa, denunciando allo stesso tempo come la criminalità organizzata stia approfittando della situazione per accrescere profitti e consenso sociale. La terza prospettiva è invece un'analisi dell'oggi, con particolare riguardo al sistema dell'informazione e al tema delle disuguaglianze sociali. L'ultima chiave di lettura è infine quella psicanalitica, che si esprime attraverso un'intervista alla dottoressa Giuliana Kantzà. Le epidemie nella storia sono state dei propulsori per cambiamenti nell'individuo e nella società. In questo caso la tendenza a evitare i rapporti personali potrebbe essere ulteriormente esacerbata, oppure i mesi di clausura ci sono serviti per ritrovare il piacere di stare insieme davvero? Completano il lavoro un fotoreportage e una collezione di immagini simboliche su quanto è avvenuto.
br. Come eravamo prima e come saremo dopo la pandemia? Questo saggio prova a dare delle risposte attraverso quattro punti di vista. Il primo si focalizza sui "virus" psicosociologici già presenti nella società. Il secondo, attraverso una serie di reportage, racconta le storie di alcune categorie di lavoratori (dai medici agli insegnanti, dalle badanti ai riders) che sono state cruciali per la tenuta della società stessa, denunciando allo stesso tempo come la criminalità organizzata stia approfittando della situazione per accrescere profitti e consenso sociale. La terza prospettiva è invece un'analisi dell'oggi, con particolare riguardo al sistema dell'informazione e al tema delle disuguaglianze sociali. L'ultima chiave di lettura è infine quella psicanalitica, che si esprime attraverso un'intervista alla dottoressa Giuliana Kantzà. Le epidemie nella storia sono state dei propulsori per cambiamenti nell'individuo e nella società. In questo caso la tendenza a evitare i rapporti personali potrebbe essere ulteriormente esacerbata, oppure i mesi di clausura ci sono serviti per ritrovare il piacere di stare insieme davvero? Completano il lavoro un fotoreportage e una collezione di immagini simboliche su quanto è avvenuto.
In 8° (23×15 cm); 137, (3) pp. Brossura editoriale gialla con titolo entro cornice xilografica al piatto anteriore. Piccolissimo ed ininfluente alone al margine superiore bianco delle ultime pagine e per il resto esemplare in ottime condizioni di conservazione. Dedica autografa di Auriti al frontespizio. A pagina 91 nota manoscritta dallo stesso Auriti. Prima rara edizione in volume singolo, due soli esemplari censiti in ICCU, del noto medico napoletano Giuseppe Auriti. L’opera descrive minuziosamente la malattia, la sua cura e le complicazioni legate all’infezione partendo da un’epidemia che si sviluppò nel territorio napoletano nel 1867. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RAV\0335582.
br. Questo libro è la condivisione di una riflessione partecipata di alcuni degli operatori della Ripartizione Servizi alla Persona del Comune di Bari che hanno lavorato nelle funzioni di assistenza alla popolazione durante l'emergenza sanitaria da covid-19. È una riflessione collettiva circa il rapporto fra una professione di aiuto e l'approccio professionale alla dimensione del rischio/emergenza/urgenza, nella quale gli assistenti sociali sono immersi quali costruttori del welfare nazionale. Dopo mesi di attività frenetica, che hanno riempito e svuotato il lavoro delle/gli assistenti sociali e degli educatori dei Servizi del Comune di Bari, è arrivata, con consapevolezza, la necessità di fermarsi, di capire cosa fosse accaduto e quali insegnamenti se ne potessero trarre, e, soprattutto, cosa fosse accaduto al gruppo di lavoro. Attraverso incontri dell'équipe di lavoro, focus group condotti da ricercatori e supervisione si sono messi a fuoco punti di forza e criticità di questo periodo emergenziale, con l'obiettivo di darne memoria e fondamento: questo libro ne è la testimonianza. Le esperienze descritte rendono l'idea dell'enorme investimento di energie, creatività, riflessione e pensiero collettivo della professione in contesti di calamità sociali e ambientali. Il tempestivo spirito di adattamento che emerge da queste pagine rivela come l'assistente sociale sia un professionista che si adopera quotidianamente per la sicurezza delle persone, in tempi di emergenza come in periodi di ordinaria amministrazione. "La nostra è la professione dell'emergenza-urgenza, impegnata com'è, da sempre, nella difficile, faticosa e incerta arte della costruzione e della manutenzione delle reti in condizioni di vulnerabilità e precarietà" (dalla premessa di Patrizia Marzo). Il principale risultato di questa riflessione non è solo strumentale al Servizio Sociale Professionale, ma è soprattutto identitario: "da un'organizzazione è maturato un gruppo con un forte senso di sé e con una grande solidarietà interna. Un patrimonio da conservare" (dalla postfazione di Daniele Petrosino). Prefazione Patrizia Marzo.
br. «Un viaggio doloroso ma pieno anche di speranza tra le testimonianze di un gruppo di "vedove Covid", di cui faccio parte. I ricordi strazianti di un arco temporale che va dall'inizio della malattia dei nostri uomini fino al loro ultimo respiro nella solitudine di un freddo letto di ospedale. Siamo donne diverse per età, provenienza geografica, cultura. Donne dalle diverse personalità; alcune forti, determinate, arrabbiate, altre deboli, fragili, piene di dubbi e sensi di colpa. Donne autentiche che, attraverso ricordi passati e speranze future, desiderano mantenere aperte e vive le domande più vere del nostro cuore sul senso del vivere e del morire. In quest'ottica anche la nostra sofferenza e il sacrificio estremo dei nostri compagni non sono persi, ma possono essere il principio di una vita vera. Scrive Emmanuel Mounier nelle sue Lettere sul dolore: "Nessuna luce ci può essere data senza questa notte". Un libro di auto-mutuo aiuto che svela un esperimento sociale senza precedenti, perché ciò che ci ha travolte è senza precedenti». Francesca Vocino. Prefazione Mariapia Veladiano. Postfazione Tiziana Giardoni.
World Health Organization Regional Office for Europe, Copenhagen - WHO Regional Publications, European Series, no. 37 - Introduction 1 23,5x15,5 cm., in brossura, pp. X, 496, alcune figure nel testo, grafici e tabelle, prima edizione, in lingua inglese, piccolissima mancanza al margine superiore della copertina, ma buon esemplare. Firma di appartenenza.
ill., br. Guardando indietro, a distanza di quasi due anni, possiamo chiederci quale spazio alla parola e al pensiero dei ragazzi è stato dato, quanto ci siamo rivolti a quella parte vitale che chiedeva di emergere e contrastare i vissuti drammatici con i quali abbiamo fatto i conti. Un saggio che raccoglie i pensieri e le emozioni maturate, e forse mai espresse, dagli adolescenti costretti alla solitudine durante la pandemia. Fra le pagine anche splendidi scatti fotografici che ben esprimono tali pensieri. L'adolescenza come seconda nascita, come luogo e tempo del cambiamento, della separazione, del conflitto, della costruzione della propria identità, dell'energia, delle relazioni; è sembrata scivolare in basso nell'agenda delle priorità che bisognava affrontare durante la pandemia. Il lavoro di questa pubblicazione non ha la pretesa di trovare risposte definitive, ma consente un formidabile spazio di espressione emotiva del proprio punto di vista, una voce diretta senza mediazione o interpretazione da parte degli adulti, un prezioso racconto dei propri vissuti e del proprio modo di affrontare le difficoltà.
Milano, Vallardi, 1921, in-16, br., pp. 123, (5). Con 19 figure nel testo.
Venetiis, apud Angelum Jeremiam, 1734, in-4, cartonatura moderna, pp. (28), 392, (2). Bel ritratto ed elegante vignetta con motivo ornamentale di sfingi, in forma di testata, entrambi incisi in rame; fregi e capilettera incisi in legno. Firma d'appartenenza manoscritta al frontespizio: Caroli Antonij Marcobruni, medici physici, 1734. (Singolo volume delle Opere, con titoli in se completi).
Yverdon, [s.n.], 1779, in-12, legatura di poco successiva in mezza pelle con punte, titolo e fregi in oro, tagli spruzzati, pp. XX, [4], 96. Buon esemplare.
5.-7. vermehrte und verbesserte Auflage. In 2 Bänden. 25 x 18,5 cm. X(2)855; VII,778 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel. Einband berieben, Band 1 mit Wasserrand am unteren Schnitt und dort auch leichte Verfärbungen und etwas wellig, papierbedingt leicht gegilbt, sonst innen gut erhalten. Band I: Mit einem Verfasser- Vorwort, 86 Abbildungen im Text und 165 Abbildungen auf 29 Tafeln, einige davon farbig, Literaturverzeichnis und Sachregister. - Band II:Mit 126 Abbildungen im Text und 103 Abbildungen auf 40 Tafeln, einige davon farbig, Literaturverzeichnis und Sachregister.
sticker on the front cover, withdrawn written on the FEP, stamps on the inside of the covers and a sticker. Ex - Library
br. Un libro concreto, diretto, a tratti ironico e persino umoristico, scientificamente solido e simpaticamente autobiografico. Al centro di tutto, due protagonisti: un medico "pentito" diventato uno dei pionieri della Telemedicina italiana e un virus che ha messo in ginocchio tutto il mondo. Un virus che il medico "pentito" è stato chiamato a sconfiggere e che nel breve volgere di una settimana ha invece sparigliato tutte le carte in tavola, portando il dottore spedito in "prima linea" sul confine di una gran brutta avventura sanitaria. Come un pesce rosso attraverso una narrazione brillante e incalzante fa luce sulle tante contraddizioni di questi tempi di pandemia, smonta tante fake news che hanno invaso la rete e suggerisce molte indicazioni concrete: come organizzare la casa se c'è un familiare con il Covid-19, cosa è bene fare e cosa è meglio evitare, quali accortezze mantenere. Il domani che tutti aspettiamo, il post-Covid, non dev'essere semplicemente il tornare come prima, ma un impegno a diventare migliori, scardinando alcuni vecchi modelli che hanno mostrato tutta loro inadeguatezza. In sanità come nella vita di tutti i giorni. Prefazione di Max Giusti.
In 8, cm 13 x 20, pp. 16 (da p. 227 a p. 242) + pp. 6 (da p. 62 a p. p67) + 15 (da p. 54 a p. 70). Brossura rifatta. Stralci dal Nuovo giornale de' letterati. Pisa. Brossura rifatta. Giacomo Barzellotti si occupo' a partire dalla dominazione napoleonica e in seguito per lungo tempo del problema delle vaccinazioni in Toscana. Il quarto stralcio tratta anche delle 'varicelle'
ril. «Sarò brutale: il Covid ce lo siamo, in parte, andati a cercare. Evitare una futura pandemia sta solo a noi, alla nostra volontà e al nostro senso di responsabilità». Siamo ancora dentro la pandemia, eppure nuove e importanti sfide aspettano la scienza e la medicina in particolare. Il Covid-19 non è il nostro unico problema. In questi anni i batteri, i virus, i funghi, i protozoi, che fanno meno paura di un tumore o una gamba rotta, sono diventati sempre più potenti. Sono loro i veri padroni del mondo, ci precedono e a noi sopravvivono. Sono con noi anche dove pensiamo di essere al sicuro, perfino nei luoghi sterili. E siamo stati noi a renderli più pericolosi con le nostre abitudini. Con un uso (o un abuso) sconsiderato degli antibiotici, anche solo per un banale mal di gola o qualche lineetta di temperatura. Questi farmaci, che hanno contribuito a portare l'aspettativa di vita media oltre gli ottanta anni, rischiano di non funzionare più. Come si può, allora, convivere con questi nemici invisibili? Quali rimedi o accortezze ci offre la medicina? Bisogna capire cosa fare, cambiare il presente per salvare il futuro, perché le nostre scelte condizioneranno in maniera irreversibile la vita delle prossime generazioni. Matteo Bassetti, volto notissimo in televisione (e sotto scorta per le minacce dei no vax), oltre che scienziato di fama internazionale, ci porta dentro la prossima emergenza sanitaria. Alternando vicende autobiografiche e riflessioni con i numeri alla mano, "Il mondo è dei microbi" è una guida chiara e accessibile, capace di spiegare in forma semplice le complessità di una materia con cui tutti stiamo facendo i conti.
brossura È il 30 gennaio quando una coppia di turisti viene ricoverata all'istituto Spallanzani di Roma e il governo blocca i voli provenienti dalla Cina. La settimana successiva, per la nave Diamond Princess scatta la quarantena al largo della costa giapponese. Il 20 febbraio, all'ospedale di Codogno, viene identificato il «paziente uno». Solo ventiquattro ore dopo giunge la tragica notizia del primo decesso nel nostro Paese. Il Covid-19 è arrivato in Italia e negli ospedali è appena cominciata una lunga corsa contro il tempo. Con una cronaca dal ritmo serrato e avvincente, il dottor Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, apre le porte del suo reparto e racconta la vita di medici, infermieri e personale sanitario, chiamati a combattere un nemico invisibile. Tra speranze e disillusioni, turni di lavoro massacranti e sperimentazioni coraggiose, ripercorriamo con loro i sei mesi che hanno cambiato le nostre vite: i primi casi, il timore di non farcela e il picco dei ricoveri, ma anche le guarigioni, i farmaci e il possibile vaccino. Senza farsi prendere dal panico e senza cedere all'irrazionalità, perché - come ci racconta il dottor Bassetti - nessun nemico è invincibile quando lo si affronta a viso aperto e con la forza data dall'esperienza scientifica. E solo conoscendo quello che davvero è successo possiamo costruire una nuova normalità.
Soft cover in very good clean condition. Pen marginalia on page 122, otherwise pages are clean and bright throughout. Illustrated with graphs, charts and tables. Journal article inside of book. Used
br. Questo libro parla della mia vita e di questa quarantena dovuta alla presenza di questo virus.
ill., ril. Il coronavirus si è abbattuto come un uragano sulle strutture politiche di tutto il mondo globalizzato. Il governo Conte non è stato all'altezza dell'emergenza, mentre l'Unione europea e altri organismi sovranazionali si sono squagliati come neve al sole. Gli unici che si sono salvati nella burrasca sono stati gli Stati nazionali e sovrani, di cui i globalisti avevano con troppa fretta diagnosticato la morte. Insomma, la sovranità, sia politica che monetaria, è di nuovo la centro del dibattito pubblico. Ed è per tutti questi motivi che torna prepotentemente d'attualità la figura di Simone Di Stefano, uno dei volti più noti e coerenti del sovranismo italiano. Abbandono dell'Ue e uscita dall'euro, intervento pubblico nell'economia e salde coordinate identitarie: sono sempre stati questi i suoi cavalli di battaglia. E ora che gli ultimi eventi gli stanno dando ragione, la sua voce arriva come una sentenza sul fallimento del globalismo e dei suoi dogmi. Il messaggio di Di Stefano è tanto semplice quanto ambizioso: l'Italia deve tornare a essere una nazione libera e sovrana.
br. Il 2020 sarà ricordato come l'anno della pandemia. Il flagello ha terrorizzato l'umanità rendendo sempre più concreto lo spettro dell'estinzione, che da tempo aleggia su un pianeta devastato dal punto di vista ambientale, politico, psichico ed emotivo. Non sappiamo quello che ci aspetta, ma di certo il mondo che verrà fuori dall'emergenza sarà radicalmente diverso da quello che conoscevamo. Dobbiamo prepararci a vivere nell'incubo? Oppure nella tragedia sta anche l'opportunità di costruire un futuro desiderabile? In parte diario personale scritto in piena quarantena, in parte meditazione politica e filosofica, "Fenomenologia della fine" è il racconto teso, disperato ma anche autoironico di uno dei principali pensatori italiani, qui alle prese con la «soglia» che tutti noi siamo fatalmente destinati ad attraversare.
brossura Mai capitata una catastrofe come quella del Covid19. Mai capitata tuttavia nemmeno l'inettitudine conclamata di una pretesa classe dirigente ad affrontarla. Questo almeno per la scuola. Il testo, quasi un diario critico, argomenta questi severi giudizi, mostrando come non siano affatto ingenerosi, ma, purtroppo, referenziali. Se solo ci si allontanasse dalla faziosità politica e si superasse la "sindrome dell'elefante in casa", tutti dovrebbero infatti riconoscere che se, davvero, non a parole d'ordine declamate stentoree per qualche voto in più, la scuola fosse ritenuta «un asset decisivo per il futuro del paese» meriterebbe di essere trattata in modo molto diverso da come si è fatto. Tutto per resistenza, poco o nulla per resilienza, niente, ed è questo il punto, con la plasticità innovativa indispensabile per non far naufragare una nave già malconcia e senza bussola. Poiché spes ultima dea, l'autore si aggrappa ai debiti del Recovery fund come ultima campanella per progettare interventi che possano segnare un'inversione di tendenza nella crisi strutturale della scuola italiana che la pratica sociale e politica all'abbandono autoreferenziale ha moltiplicato negli ultimi decenni.
brossura L'emergenza nata con l'epidemia da Covid-19 sembra poter giustificare ogni arbitrio, pretendendo di basarsi sul possesso di verità scientifiche incontrovertibili. Ma chi crede di possedere la verità è nemico del dubbio, del dialogo, della discussione. Esperti e autorità stanno finalmente riconoscendo che qualcosa non torna nel bilancio di morti e positivi su cui hanno costruito una narrativa funzionale alla instaurazione di un regime di emergenza continuata. Ma dietro tutto questo - partendo da come è nato il virus tra le nebbie di Wuhan fino a come ci si è attrezzati per affrontarlo - crescono dubbi e preoccupazioni. Nel frattempo, mentre l'epidemia procede per suo conto sfornando varianti meno aggressive, stanno emergendo dati nuovi che suscitano inquietudine circa gli effetti avversi da vaccino, in special modo se riferiti alle fasce più giovani della popolazione, quelle che - per definizione - meno hanno da temere dall'infezione da Covid-19. Qualcuno dovrà risponderne. Dovrà decodificarne ogni aspetto. Ci attende un vero e proprio tsunami di disperate razionalizzazioni, faticose negazioni, spudorati tentativi di modificare le responsabilità e altre forme di inverosimili tentativi di difesa dell'indifendibile. Ma alla fine, la verità salterà fuori. Con un saggio di Massimo Cacciari.
brossura Questo libro, punto di riferimento in ambito internazionale, nasce dall'intento di rendere disponibili ai ricercatori e ai professionisti, che si occupano di scienze della vita, il pensiero e il linguaggio della statistica, esposti in maniera matematicamente semplice e con diretto riferimento al trattamento dei dati clinici. L'obiettivo è quello di fornire gli strumenti teorici e metodologici che permettono la comprensione e la lettura critica delle evidenze scientifiche descritte con l'uso della statistica. Sono trattati tutti i principali argomenti connessi con la raccolta dei dati e la loro analisi in ambito medico: dalla progettazione degli esperimenti alla stima della dimensione campionaria, dalla presentazione dei dati in forma grafica alle tecniche di inferenza statistica, dai dati di mortalità alla scelta del metodo statistico. La nuova edizione, interamente rivista e ampliata, è aggiornata alle più recenti innovazioni nella metodologia statistica. Il testo è arricchito da esempi attuali e spiegazioni dettagliate, che lo rendono più adeguato rispetto ai bisogni della ricerca medica moderna. Nuovi argomenti sono l'analisi dei tempi all'evento, la meta-analisi, i metodi per trattare i dati mancanti e l'approccio Bayesiano. I dati forniti negli esempi e negli esercizi (tutti corredati dalle relative soluzioni) sono reali e provengono da ricerche svolte dall'autore, da consulenze statistiche o dalla letteratura medica.
br. Il "Corona-Virus" ha creato una situazione di contagio e così di preoccupazione e di allarme: nel contempo ha inciso sulla situazione economica ponendo le condizioni per metterci in ginocchio... Ma cosa ci sta insegnando?