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BN313794Die Onkologie: Teil 1: Epidemiologie - Pathogenese - Grundprinzipien der Therapie; Teil 2: Solide Tumoren - Lymphome - Leukämien Hiddemann Wolfgang; Bartram Claus R. and Huber H. <br/><br/>Die Onkologie: Teil 1: Epidemiologie - Pathogenese - Grundprinzipien der Therapie; Teil 2: Solide Tumoren - Lymphome - Leukämien Hiddemann Wolfgang; Bartram Claus R. and Huber H. Die Onkologie: Teil 1: Epidemiologie - Pathogenese - Grundprinzipien der Therapie; Teil 2: Solide Tumoren - Lymphome - Leukämien Hiddemann Wolfgang; Bartram Claus R. and Huber H. unknown
30945aafVenetiis, apud Antonium Perlini, 1761, pt. in-8°, XVI + 189 p., tache (de vin blanc ?) d'un bout à l'autre, reliure en parchemin récente, titre doré au dos. Bel ex.
In 4° (24×17,5 cm); 122 pp. Bella legatura coeva in piena pelle marmorizzata con dorso a 4 nervi e titolo e ricchi fregi in oro ai tasselli, cornice con doppio filetto a secco ai piatti. Tagli spruzzati in rosso. Xilografia al frontespizio. Iniziali xilografiche. Due pagine con leggerissima brunitura e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questo importante scritto del noto medico originario di Perarolo (Belluno), Giovanni della Bona (anche Dalla Bona o Bona; Perarolo, 8 settembre 1712 – Padova, 28 dicembre 1786). “Nel 1768 presentava ai Riformatori dell’università di Padova, affinché fosse trasmesso al magistrato della Sanità, un memoriale in cui chiedeva l’incarico di dirigere per la città la pratica della vaccinazione antivaiolosa. Ottenutolo, pubblicava nel 1769 a Padova l’Esortazione all’innesto del vaiolo, opera indirizzata ai sopraprovveditori e provveditori alla Sanità di Venezia, affinché la pubblica autorità lo aiutasse a diffondere l’uso della vaccinazione antivaiolosa. L’opera tendeva a sottolineare il carattere permanentemente immunizzante della metodica e la sua totale mancanza di complicazioni letali.”. L’autore “Fu avviato alla vita ecclesiastica e, sotto la guida del parroco del suo paese, venne indirizzato verso gli ordini minori. Si trasferì poi a Padova per attendere agli studi superiori ma, dopo la morte del padre, abbandonò il chiericato per dedicarsi agli studi medici. Frequentò quindi l’università di Padova (e in particolare le lezioni di Alessandro Knips Macoppe), uscendone laureato nel 1735. Fu tirocinante per ben dodici anni, quindi si stabilì nel Veronese per esercitare la professione. Vi trascorse nove anni di intensa attività, dai quali scaturirono il suo primo studio: L’uso e l’abuso del caffè. Dissertazione storico-fisico-medica, pubblicato nel 1751 e poi riedito nel 1760 “con aggiunte massime intorno la cioccolata ed i rosoli”. Si tratta di un’opera per alcuni versi interessante, in quanto vi venivano formulate conclusioni ancor oggi valide; d’altro canto, nel complesso non emergeva nel panorama della letteratura medica in quanto si trattava, di fatto, un’esercitazione accademica. Nel 1754 diede alle stampe la Dissertazione teorico-pratica dell’utilità del salasso nel vaiuolo nella quale confutava la teoria secondo la quale il salasso avrebbe impedito l’insorgere di eruzioni cutanee nel vaiolo. Del 1757 è l’Historia aliquot curationum mercurio sublimato corrodenti perfectarum, in cui riportava i risultati della somministrazione di preparati a base di bicloruro di mercurio come antiluetici. In questo lavoro il Della Bona sottolineava come le cure dovevano essere adeguate alla costituzione, al temperamento e alla sensibilità del paziente e attaccava quei medici che somministravano medicinali senza le dovute accortezze. In questo periodo andò gradualmente ad acquisire una certa fama e finalmente, nel 1764, fu chiamato a coprire la cattedra della facoltà di medicina dell’ateneo patavino, rimasta vacante dopo la morte di Knips Macoppe. L’incarico comprendeva anche la direzione del reparto di medicina pratica presso l’ospedale della città. Nello stesso periodo continuò a redigere nuove pubblicazioni: nel 1765 usciva la seconda edizione del Tractatus de scorbuto (già pubblicato nel 1761) e nel 1766 venivano stampate le Observationes medicae ad praxim in nosocomio ostendendam anno 1765, praemissa oratione prima in gymnasio habita. Importanti furono i suoi contributi alla terapia china-china, con i quali confutò lo scetticismo dell’opinione comune e anche degli stessi medici e rivalutò tecniche cadute in disuso. Le sue tesi assunsero maggior credito quando curo alcuni pazienti illustri quali Guglielmo Enrico di Hannover e il generale Spaar. Nel 1768 ottenne dal magistrato alla Sanità di dirigere il programma di vaccinazione antivaiolosa per la città di Padova. L’anno successivo pubblicò l’Esortazione all’innesto del vaiolo, indirizzata ai componenti della stessa magistratura perché lo aiutassero a diffondere l’uso della vaccinazione. Di carattere ruvido e assai caparbio, continuò la sua attività anche in età avanzata, nonostante nel 1784 fosse stato vittima di un colpo apoplettico. Morì in seguito a un secondo attacco dello stesso male.”. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Cfr.: Blake 107; Wellcome II, 197; vgl. Hirsch/Hübotter II, 214.
Venezia , presso Giustino Pasquali q. Mario, 1802 , tre volumi in-4° (cm. 20 x 13) brossure coeve “d’attesa” in carta azzurra, con titoli manoscritti ai dorsi, pp. XVI-295 + VIII-279 + XII-260-(4). Sarcone, il cosiddetto “Ippocrate napoletano” (ma era pugliese), è considerato uno dei padri dell’epidemiologia, proprio per questa sua descrizione, di grande modernità, delle “febbri putride” che misero in ginocchio Napoli nel 1764. Molto apprezzata, l’opera fu tradotta in varie lingue. Poche e lievi fioriture; alcune note a margine di mano antica; timbro in ceralacca rossa con monogramma V.C. al piede dei frontespizi; ex libris Loris Premuda ai tre risguardi. Esemplare in barbe.
18308Avignon - Paris Veuve Seguin - Charles Pougens, An VII 1798 in 8 (21x13) 2 volumes reliures plein veau havane de l'époque, dos à nerfs orné de caissons dorés avec fleurons central, pièces de titre de cuir marron, pièces de tomaison vertes, tranches teintées, XLVIII et 735 pages (pagination continue). Nouvelle édition. Sydenham Thomas, 1624-1689. Très bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
ORD-10409Cui subnectuntur respônsiones iatro-apologeticae ad Clarissum Ramazzinum: Addita in hac Sexta Editione Auctoris Vita a Ludovico Antonio Muratorio conscripta, atque aliis ejusdem Opusculis. Venetiis. Laurentium Basilium. 1769. In-4 (182 x 243mm) plein parchemin à dos lisse, fausse pièce de titre en lettres dorées, XLIV, 484 pages. Frontispice allégorique avec le portrait de l'auteur en médaillon et une planche dépliante représentant l'arbre généalogique des fièvres (Lignum febrium). Accroc avec manque de peau sur 3 cm carrés dans la partie supérieure de la reliure affectant en partie le dos, qq. rousseurs sinon assez bon état.
ORD-3171To which are added, Some Experiments, institued with a View to discover the Effects of a similar Treatment in the Natural Small-Pox. The fourth edition, corrected. London. W. Owen. 1768. (La 1°édition est de 1769). In-8 (124 x 198mm) plein veau brun de l'époque, dos à 5 nerfs, tranches rouges, 2ff. n.ch. (titre et dédicace), 160pp. Coins un peu émoussés, dos frottés, mors fragiles avec manques, mais bon état intérieur.
18121261454Wien, Kupffer u. Wimmer, 1812. 5 Bl., 20, 226 S. Späterer Ppbd (Einbd leicht beschabt, Außengelenke m. Wurmspuren, Besitzvermerk auf Vorsatz, Stempel verso Titel, einige schwache Bleistiftanstreichungen, gering braunfleckig).
Miscellanea di 5 OPERE DI KARL STRACK in un volume in 8° (19,7x12,4 cm), legatura coeva in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso. Tagli spruzzati in azzurro. Testatine, finalini animati.<BR><BR>1) Observationes Medicinales de Morbo cum Petechiis et qua Ratione Fidem Medendum Sit. Ticini, Ex Typographia Balthassaris Comini, 1792. 168 pp.<BR><BR>2) Observationes Medicinales de Colica Pictonum maximeque ob arthritidem. Ticini, ex Typographia Reg. et Imp. Monasterii S. Salvatoris, 1791. 54, (2) pp. <BR><BR>3) Observationes Medicinales de Diversa Febris Continuae Remittentis Causa, et diversa eidem medendum sit ratione. Ticini, ex Typographia Reg. et Imp. Monasterii S. Salvatoris, 1790. 49, (1) pp.<BR><BR>4) Observationes Medicinales de Febribus intermittenti bus et qua ratione eisdem dedendum sit. Opus quod scientiuarum, Artium atque litterarum academia dvisionensis proemio coronavit, Die 11 Augustii 1782. Ticini, Apud Balthassarem Comini, 1792. 157, (3) pp. <BR><BR>5) Nova Theoria pleuritidis verae et recta eidem medendi ratio experimentis demonstrate. Ticini, ex Typographia Reg. et Imp. Monasterii S. Salvatoris, 1788. XI, (1), 107, (1) pp. <BR><BR>Qualche strofinatura alla legatura ma all’interno in perfette condizioni di conservazione. Il volume raccoglie varie edizioni stampate a Pavia del celebre medico e professore di chirurgia, fisiologia, patologia e Chimica a Magonza e Aschaffenburg. Membro dell'Accademia di Erfurt nel 1757, che fu autore di molte opere scientifiche, Karl Strack. La raccolta comprende 5 pubblicazioni stampate a Pavia in tema medico nelle quali l’autore studia varie forme di febbri e malattie esantematiche indicando possibili trattamenti e cercando di riportar il maggior numero di casi realmente osservati. Edizioni non comuni ed in ottime condizioni di conservazione.
In 8° (17,6x11,5 cm); (40), 266, (4), 17, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta con bel ritratto dell'autore realizzata da R. White. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a 5 nervi e titolo manoscritto da mano coeva al sorso. Tagli leggermente spruzzati di azzurro. Esemplare uniformemente brunito a causa della qualità della carta utilizzata caratteristica comune a tutti gli altri esemplari conosciuti. Prima, non comune edizione (tre soli esemplari censiti in ICCU), di queste importanti opere del grande medico e fisico inglese William Cole. L’autore studiò e si laureò in medicina presso il celebre Gloucester Hall di Oxford. Iniziò a praticare l'arte medica a Worcester dove consultato da vari personaggi importanti divenne ben presto assai conosciuto. Nel 1681 scrisse al grande Sydenham per ringraziarlo di varie citazioni del suo lavoro che Sydenham aveva presentato nella sua celebre opera "Dissertatio Epistolaris". Nel 1692 si trasferì a Londra dove venne chiamato da diversi mecenati illustri che richiedevano le sue consultazioni. l'opera di Cole fu apprezzatissima da grandissimi personaggi del suo tempo e se Sydenham lo citò più volte, Haller lo definiva "iatro-mathematicus et hypothesium inventor". Cole si può sicuramente ascrivere alla corrente meccanicistica della medicna anche se in verità evitò quasi sempre di presentare calcoli matematici. Fu tra i primi a riconoscere il grande valore della medicina naturale di Sydenham tanto da adottarne da subito i metodi per il trattamento del vaiolo. Il suo primo lavoro, 'De Secretione Animali,' è principalmente a carattere fisiologico. Il suo lavoro "New Hypothesis of Fevers" è considerato come uno dei più innovativi del suo tempo e diede un forte impulso all'utilizzo della "Corteccia Peruviana" (la China) per il trattamento delle forme influenzali violente. Individuò anche fra i primi un collegamento fra i "colpi apoplettici" e la temperatura rigida. Fu essenzialmente un teorico della medicina più che un osservatore di casi pratici. A parte la brunitura in ottimo stato di conservazione in bella legatura coeva. First edition, Good copy.
ORD-19748Toulon. Aurel. 1836. 1 volume in-8 (135 x 207 mm) dos lisse chagrin brun, titre, fleuron et filets dorés, nom du précédent possesseur en queue, plats marbrés, (reliure XIXe), 4ff.n.ch., 499, (4) pages, bien complet du portrait et du fac simile du Docteur Fleury et du grand tableau replié des Observations Météorologiques faites à l'Observatoire Royal de la Marine du Port de Toulon. Reliure un peu marquée par le temps, quelques rousseurs pâles mais assez bon exemplaire cet ouvrage très rare.
In 8° (18,3x11,7 cm); (80), 430, (18) pp. e 3 c. di tav. delle quali due più volte ripiegate ed una in antiporta con ritratto di Morton. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo in oro al dorso su fascetta in pelle in parte scolorito. Un piccolo tarletto al margine alto del ritratto in antiporta, praticamente ininfluente. Tagli rossi. Esemplare con pagine leggermente ed uniformemente brunite a causa della qualità della carta. Un leggerissimo alone al margine esterno bianco delle ultime 20 carte, sempre leggero e mai fastidioso e nel complesso esemplare in più che buone condizioni di conservazione. Ritr. dell'A. sottoscr.: B. Orchard pinx., W. Elder sculp. Prima rara edizione, una seconda edizione assai più comune uscì nel 1693, di questo celebre scritto del grande medico inglese Richard Morton (Worcestershire, 1637 - 1698). L'autore fu uno dei medici più celebri del suo tempo. Ottenne il dottorato di medicina ad Oxford sotto diretta segnalazione del Prinicpe William. La sua fama è legata ai suoi studi sugli stati febbrili e sulla tubercolosi. In particolare fu dopo Galeno, il primo medico ad analizzare i casi di tubercolosi quando ancora la malattie era semplicemente definita con il nome generico greco di phthisis (sarà poi Johann Lukas Schönlein a definire la malattia della tubercolosi nel 1839) ed arrivò ad individuare i tubercoli. Prima rara edizione. First edition. Cfr. ICCU IT\ICCU\RMLE\025897.
In 8°; (22), 229, (3) pp. e una c. di tav. fuori testo non presente nelle altre copie censite con bellissimo ritratto a piena pagina di Moreali realizzato da Manfredi. Legatura della prima metà del XX° secolo in tutto cartoncino rigido con motivi floreali in rosso e verde. Piccolissimo ed ininfluente tarletto, praticamente invisibile, al margine interno bianco delle prime 10 carte e per il resto bellissimo esemplare. Frontespizio stampato in rosso e nero. Bellissimo stemma cardinalizio di Forni in bistro alla terza carta stampato a lastra singola. Testatine, finalini e iniziali ornate. Prima rarissima edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questo importante studio del celebre medico sassolese, ma che visse a lungo a Reggio Emilia, Giovanni Battista Moreali (1699-1785). L'opera prende avvio dall'esperienza diretta che Moreali visse a Reggio Emilia nel 1734 quando venne chiamato nella città proprio per seguire e cercare di debellare una tremenda epidemia di "febbri maligne" che stavano facendo strage nella città. La prima parte dell'opera studia le ragioni delle febbre e alcune possibili cure. La seconda espone l'esperienza della cura delle febbri maligne attraverso l'assunzione di mercurio, mentre l'ultima parte del volume è dedicata al Vaiolo. Prima rarissima edizione completa del ritratto assente nella maggior parte delle altre copie. Bibl.: Wellcome, vol. 4, 173; Blacke p. 312 che cita copia rilegata con altra opera di Moreali uscita nel 1741.
In 8° (19,7×13,2 cm); 208 pp. e una c. di tav. Legatura in cartoncino molle di recupero con titolo impresso su fascetta al dorso. Antiche firme di appartenenza settecentesche al frontespizio che identificano l’esemplare come appartenuto al medico e fisico “Laurentino Ciglia”. Frontespizio in rosso e nero con fregio xilografico. Qualche macchiolina di foxing nel margine esterno di alcune pagine, un piccolo antico rinforzo al margine interno della 5 carta, ininfluente. Un leggerissimo alone, quasi impercettibile, nelle ultime 5 carte e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima assai rara edizione, stampata a Napoli, di questo importantissimo testo del grande medico originario di Ruvo di Puglia (Bari), Domenico Cotugno. In questa celeberrima opera, Cotugno, 29 anni prima della scoperta di Jenner che cambierà il mondo della medicina, sulla base di dirette e numerosissime osservazioni cerca di analizzare la natura del vaiolo arrivando a considerare le lesioni da esso provocate, solo esterne e non anche viscerali. “Egli sosteneva che la sede fosse la cute esposta all’aria e che vi fosse la necessità di trovare rimedi specifici, rigettando per esempio la cura tradizionale dei bagni caldi. Descrisse la storia di persone di diverse condizioni sociali con il linguaggio oggettivo della scienza ma senza perdere di vista il lato umano dei malati. La parte più importante è il sostegno all’inoculazione che lo avrebbe portato, in seguito, ad appoggiare la vaccinazione jenneriana”. L’opera ebbe grande successo e numerose riedizioni. L’autore, celebre medico, anatomista e chirurgo fu uomo di ampi interessi culturali. Fu anche uno dei medici più celebri e geniali del suo tempo ed operò principalmente a Napoli anche se fu socio di numerosissime accademie estere. “Domenico Cotugno fu protagonista di importanti scoperte neurologiche, grazie a un’intensa attività clinica e anatomica, e fin dall’inizio mostrò i suoi interessi per l’anatomia sottile, cioè la ricerca dei piccoli e nascosti meccanismi che compongono il nostro organismo. In tutte le sue indagini egli seguì il metodo indicato nella sua prima opera: mostrare la natura delle cose così come gli era apparsa non una o due volte, ma centinaia di volte, nell’esame dei cadaveri”. Scrisse su svariati argomenti e fu un fine pensatore. “Secondo Benedetto Croce, Cotugno potrebbe essere stato il vero autore del celebre trattato Delle virtù e dei premi (il secondo del suo genere dopo Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria) che, uscito anonimo nel 1766, fu ristampato l’anno seguente, anche in francese, recando come autore il giurista aquilano Giacinto Dragonetti e a questi sempre attribuito”. Il Garrison-Morton, 1382, scrive che Cotugno “was the first to describe the fluid surrounding the spinal cord and to suggest that it was in continuity with the ventricular and cerebral subarachnoid fluids. However, his concept of the cerebral and spinal fluid, which is the beginning of its modern physiology, remained in obscurity until rediscovery by Magendie some 60 years later”. Rara prima edizione. A good copy. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\027755.
1802GITb285A Lyon chez Reymann et à Paris chez la Veuve Périsse An X 1802. In-8 5ff n ch 4-266 6pp. Demi percaline chagrinée anthracite, pièce de titre basane marron, relié vers 1840. Orné d'un frontispice colorié dépliant. Exemplaire en parfait état.
39749aafLausannae & Genevae, sumptibus Marci-Michaelis Bousquet, 1746, in-4to, engraved frontispiece (F.A. Aveline after Delamonce) + X, title in red and black + 480 S., decorated with a few engraved headers, initials and tails, browning and foxing, sprinkled calf binding on raised bands, red leather title label on goldtooled spine, rubbed, very small tear in extremities of upper hinge, red edges.
17373aafVenetiis (Venise), apud Angelum Jeremiam, 1734-1736, gr. in-8° carré, env. 1800 p., avec un beau portrait de l'auteur gravé sur cuivre et au total 14 pages de titre avec vignettes gravées, abondamment agrémenté d’en-têtes, lettrines et culs-de-lampe gravés sur bois, papier quelque peu bruni par endroits, légères traces de vers sans perte de texte à la marge supérieure du volume 1, avec index, Verkauf Pro Band/ Vendu Par volume.