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br. "Azadi" è la parola urdu per libertà: un inno, una preghiera. Ma anche un grido che ha invaso le strade del Kashmir - contro quella che è considerata l'occupazione indiana - e che poi ha trovato eco per le strade dell'India nella voce degli oppositori al nazionalismo indù. Nel momento in cui Arundhati Roy ha iniziato a chiedersi se ci fosse un collegamento tra queste due richieste di libertà, le strade e le piazze di tutto il mondo si sono zittite di fronte a un nemico invisibile e potentissimo, il Covid-19, che ha fermato l'intero pianeta come niente altro prima, rivelandone le ingiustizie e le contraddizioni. Tuttavia, sostiene l'autrice, ogni pandemia è un portale verso una realtà alternativa, un'occasione per ripensare il presente che ci siamo costruiti. Possiamo decidere di attraversarlo portandoci dietro le nostre guerre, i pregiudizi, gli odi, i fiumi e le foreste agonizzanti, nel desiderio di tornare alla normalità. Oppure possiamo attraversarlo alleggeriti, pronti a mettere in dubbio i valori che abbiamo seguito fino a oggi. In questo nuovo libro, Arundhati Roy ci spinge a riflettere sul significato della parola libertà all'interno di società sempre più autoritarie e a immaginare un mondo nuovo. Un libro che, insieme a noi, ha attraversato il portale della pandemia.
br. Le storie autentiche di fatica, di disperazione, di coraggio e di forza, scritte dai protagonisti quando il bisogno di comunicare il dolore, l'angoscia e la fatica era impellente. Storie spesso affidate, con semplicità e urgenza, ai post di un gruppo chiuso su Facebook, che nasce subito dopo lo scoppio della pandemia con l'iniziale intento di scambiarsi informazioni professionali utili, a cui nel corso di pochi giorni arrivano ad iscriversi 100.000 medici. Postfazione di Andrea Vitali.
br. Quale impatto ha avuto l'emergenza Covid-19 sulla vita degli italiani e come influenzerà il loro futuro? Quali cambiamenti seguiranno alla pandemia? La politica riuscirà a rispondere in modo adeguato alle esigenze dei cittadini? Cosa porteranno con sè gli adolescenti di questo tragico periodo e come reagiranno alle sfide future? Gli esperti cercano di rispondere a questi interrogativi.
ril. «Sarò brutale: il Covid ce lo siamo, in parte, andati a cercare. Evitare una futura pandemia sta solo a noi, alla nostra volontà e al nostro senso di responsabilità». Siamo ancora dentro la pandemia, eppure nuove e importanti sfide aspettano la scienza e la medicina in particolare. Il Covid-19 non è il nostro unico problema. In questi anni i batteri, i virus, i funghi, i protozoi, che fanno meno paura di un tumore o una gamba rotta, sono diventati sempre più potenti. Sono loro i veri padroni del mondo, ci precedono e a noi sopravvivono. Sono con noi anche dove pensiamo di essere al sicuro, perfino nei luoghi sterili. E siamo stati noi a renderli più pericolosi con le nostre abitudini. Con un uso (o un abuso) sconsiderato degli antibiotici, anche solo per un banale mal di gola o qualche lineetta di temperatura. Questi farmaci, che hanno contribuito a portare l'aspettativa di vita media oltre gli ottanta anni, rischiano di non funzionare più. Come si può, allora, convivere con questi nemici invisibili? Quali rimedi o accortezze ci offre la medicina? Bisogna capire cosa fare, cambiare il presente per salvare il futuro, perché le nostre scelte condizioneranno in maniera irreversibile la vita delle prossime generazioni. Matteo Bassetti, volto notissimo in televisione (e sotto scorta per le minacce dei no vax), oltre che scienziato di fama internazionale, ci porta dentro la prossima emergenza sanitaria. Alternando vicende autobiografiche e riflessioni con i numeri alla mano, "Il mondo è dei microbi" è una guida chiara e accessibile, capace di spiegare in forma semplice le complessità di una materia con cui tutti stiamo facendo i conti.
ill., ril. Dall'"emergenza sbarchi" all'"emergenza coronavirus", le migrazioni non hanno mai smesso di restare al centro delle cronache. I popoli hanno continuato a muoversi e ad attraversare il Mediterraneo nonostante fossero al corrente della pandemia che stava investendo i paesi di primo approdo così come il resto del mondo. Perché chi fugge ha solo un obiettivo: sopravvivere. Angela Caponnetto, inviata di RaiNews24, in questi anni ha seguito il fenomeno dei flussi migratori, soprattutto attraverso il Mediterraneo. Uomini, donne, bambini che decidono di mettersi in viaggio per approdare in Europa. Le persone incontrate sui moli agli sbarchi, nei centri di accoglienza, in mare sulle navi militari e delle ONG, nei villaggi in Africa, escono così dalla lista dei numeri, delle statistiche e diventano, con il loro personale vissuto, testimoni di un fenomeno a carattere universale. Dai bambini che viaggiano da soli al giovane ivoriano scaraventato contro la sua volontà su un gommone e trasferito in un centro di accoglienza nel profondo Nord dopo l'approdo in Sicilia; dalla forza e capacità di rinascita delle donne migranti allo sfinimento fisico e psichico degli uomini in divisa costretti a raccogliere quel che resta dei cadaveri in mare, fino a quel microcosmo lampedusano dove si vive una realtà che sembra dissociata dal resto del mondo. "Attraverso i tuoi occhi" è un resoconto che dimostra come una risata strappata a un bambino salvato dal mare o i sogni di una ragazza sopravvissuta alle torture valgano più delle paure e delle reticenze dei paesi e dei popoli che alzano muri e che la solidarietà è un valore prezioso. Soprattutto quando - come ai tempi del coronavirus - si è tutti sulla stessa barca.
ril. La gestione della pandemia di Covid-19 lascerà un'impronta minacciosa e duratura sul futuro dell'umanità, al di là degli aspetti sanitari. In questo libro Diego Fusaro, filosofo del "pensare altrimenti" e celebre voce fuori dal coro nel dibattito italiano, mostra come l'emergenza sia diventata un vero e proprio metodo di governo. Il potere sfrutta la paura del contagio per ristrutturare in senso oligarchico e autoritario tanto la società quanto l'economia e la politica. Mentre diritti e libertà fondamentali vengono sospesi. Le classi dominanti hanno approfittato dell'emergenza epidemiologica per accelerare tutti i processi già avviati nella globalizzazione capitalistica: il superamento delle già fragili democrazie parlamentari, la neutralizzazione del dissenso, la riorganizzazione autoritaria dei rapporti di forza, la distruzione programmatica delle classi lavoratrici e dei ceti medi all'ombra dei signori della finanza e dei colossi dell'e-commerce e del web.
br. «Che fine hanno fatto i bambini?» chiedevano alcuni striscioni comparsi in diverse città italiane durante il primo lockdown, quando le scuole erano chiuse e i ragazzi erano spariti dal discorso pubblico. Quando il presidente del Consiglio e il comitato scientifico avevano dimenticato di decidere se un bambino, accompagnato, potesse fare almeno un giro intorno al palazzo, capire che il mondo non era scomparso, avere un'idea di quel che stava accadendo davvero. Annalisa Cuzzocrea, inviata di Repubblica, mamma di Carlo e Chiara, ha deciso di indagare sul perché bambini e i ragazzi non siano stati visti dal governo alle prese con l'emergenza Covid-19. Perché siano serviti mesi prima di rendersi conto di quanto pesante sarebbe stata la conseguenza della chiusura delle scuole, dell'isolamento nelle case, soprattutto per i più fragili e per chi vive in contesti difficili. Attraverso il dialogo con psicologi, scrittori, economisti, demografi, sociologi, registi, insegnanti, genitori, nel viaggio che la porta fino ai Quartieri spagnoli di Napoli e dentro la sezione nido del carcere di Rebibbia, l'autrice scopre le ragioni di fondo dell'invisibilità di infanzia e adolescenza nel nostro Paese. Dove le esigenze e i diritti dei più piccoli, dei più giovani, vengono sempre dopo. Messe dallo Stato a piè di lista, mentre troppo, quasi tutto, si delega alle famiglie di appartenenza. I bambini sono considerati "bagagli appresso" dei genitori, appendici affidate alle loro cure, non cittadini degli spazi che abitano, quasi mai pensati per chi ha meno di 18 anni. È solo un problema politico o è anche e soprattutto un problema culturale? Perché l'Italia stenta a vedere i suoi figli per quello che sono, e si limita a studiarli attraverso quello che consumano? Se tutto è affidato alla famiglia, cosa si fa dove l'ambiente d'origine non funziona, non aiuta, non permette di "fiorire"? "Che fine hanno fatto i bambini" è un testo necessario per capire cosa ci stiamo perdendo, come stiamo mettendo in pericolo il nostro futuro. E da dove bisogna ripartire. Un saggio a più voci, grazie ai contributi di Annalena Benini, Nadia Terranova, Giacomo Papi, Francesca Archibugi, Viola Ardone, Silvia Vegetti Finzi, Matteo Lancini, Chiara Saraceno, Alessandra Casarico, Alessandro Rosina, Wilma Mosca, Bruna Mazzoncini, Rachele Furfaro, Luigi Manconi.
br. "Gli italiani in quarantena. Quaderni da un "carcere"" collettivo è un libro particolare, scritto in un momento unico e difficile della nostra storia. Si basa su una ricerca fatta a marzo e aprile del 2020, quando l'Italia era costretta al confinamento domestico. Ma è anche un prodotto di quell'esperienza. Raccoglie, infatti, le riflessioni di oltre centotrenta persone sulla loro inedita e straniante condizione di lockdown e, allo stesso tempo, quelle di tre sociologi che, insieme a tutti gli italiani, stavano vivendo quel momento. Sullo sfondo di questo racconto, c'è un Paese che non si è mai fermato, nemmeno nei giorni più difficili. Il libro offre una significativa incursione nelle attività quotidiane, nell'esperienza dello smart working e della vita affettiva di giovani e meno giovani, costretti in pochi istanti a ridisegnare i confini della propria esistenza. Emerge così una riflessione sociologica su quanto è successo ma, soprattutto, lo spaccato di un Paese vero, disorientato, ma anche consapevole e resiliente.
brossura La pandemia Covid-19 ha messo alla prova l'intero pianeta. Il mondo dei processi accelerati; il mondo tecnologico del tempo reale; il mondo irresponsabile, disabituato a pensare in modo riflessivo, ha fatto esperienza dell'impreparazione a sostenere un'aggressione ben più rapida di lui. Un evento tutt'altro che imprevedibile, tutt'altro che impossibile da prevenire, ha posto l'uomo tecnologico di fronte al suo stato di regressione cognitiva.
br. Nella sciagura di una pandemia che non ha risparmiato nessun angolo della Terra, il caso della provincia di Bergamo costituisce una tragica anomalia. Lo si comprende facilmente anche solo con un dato numerico, +464% dei decessi rispetto alla media degli anni precedenti, l'incremento più alto al mondo. E lo abbiamo compreso tutti anche troppo facilmente dalle immagini dell'ospedale Papa Giovanni XXIII trasformato in una bolgia infernale o da quelle dei camion militari carichi di bare che portavano i defunti fuori dalla regione perché i forni crematori non riuscivano a sostenere il ritmo. Tutto questo è accaduto in una delle zone più prospere d'Italia dove si pensava inoltre di poter contare su un sistema sanitario d'eccellenza, quello lombardo. Come è stato possibile? Dopo aver seguito in diretta, giorno dopo giorno, l'emergenza, Imarisio, Ravizza e Sarzanini sono tornati in Val Seriana, ad Alzano Lombardo, a Nembro e nella stessa Bergamo per riprendere le fila di quanto è successo, rintracciando responsabilità ed errori di quella che non è stata una fatalità. A questo scopo recuperano le testimonianze dei medici di base che già all'inizio di gennaio avevano lanciato i primi allarmi rimasti inascoltati, ricostruiscono, ora dopo ora, gesti e (talvolta mancate) scelte che hanno fatto dell'ospedale di Alzano il più terrificante detonatore del virus e poi, a seguire, raccontano il colpevole rimpallo delle decisioni mentre la gente si ammalava e moriva. A tutto questo aggiungono le storie toccanti di chi invece non ha avuto paura di sacrificarsi per salvare vite altrui e le drammatiche voci inedite di chi ha perso i propri cari in una condizione di assoluto abbandono, impensabile nel XXI secolo. I fatti di Bergamo non possono essere dimenticati. Questo libro, accuratamente documentato, li fotografa e cerca di interpretarli nella speranza che in futuro non vengano più commessi gli stessi errori che li hanno provocati.
br. In questo saggio gli autori ripercorrono alcune tappe del lungo e complesso rapporto nella storia tra uomo, virus e batteri nel tentativo di far prendere coscienza al lettore di quanto si sarebbe potuto fare e non si è fatto per arginare la drammatica evoluzione della pandemia da Covid-19, un evento epocale che ha lasciato profondi segni. Questo libro è dedicato alla sofferenza che nei secoli l'uomo ha vissuto...
Tela c/sovraccoperta, cm15.5x21.5, pp X 325 (3); alcune figure in nero fuori testo.
Padova, Stab. P. Prosperini, 1880, in-8, copertina fittizia, pp. 14, (2). Con 12 tabelle statistiche su due tavv. piegate in fine (per il confronto con le epidemie del 1860, 1868, 1874). Estratto con firma d'appartenenza: Bruno Emmert, Arco.
25,5 x17,5 cm. 62 S. Original Interims-Broschur mit Rücken- und Deckeltitel. (= Veröffentlichungen aus der Konstitutions- und Wehrpathologie, Heft 54). Einband etwas berieben und fleckig, Deckeltitel am Scharnier etwas eingerissen. Untere Ecke durchgängig etwas eselsohrig, stellenweise mit Anstreichungen, sonst in Ordnung. Mit insgesamt 25 Abbildungen.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVI ESCORIAZIONI AL RETRO DI COPERTINA. Descrizione bibliografica Titolo: Malattie trasmesse sessualmente Titolo originale: The Urologic Clinics of North America. Sexually transmitted diseases Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Richard E. Berger Edizione italiana a cura di: Marcello Marchi Editore: Roma: Il pensiero scientifico, 1984 Lunghezza: 366 pagine; 21 cm; ill. Collana: Collana Clinica Moderna. Serie Urologia Clinica, vol. IX, n. 3, dicembre 1984 In calce al frontespizio: Edizione omaggio Alfa Farmaceutici in occasione della presentazione di Uronorm 1985 Soggetti: Medicina, Epidemiologia, Urologia, Malattie sessuali, Trasmissione, Scienze mediche, Malattie veneree, Infezioni, Virus, Raccolta di saggi, Microrganismi, Sindromi, Sessualità, Protezione, Prevenzione, Coppie, Partner, Biologia, Patogeni, Diagnosi, Terapia, Cura, Carcinogenesi, Cancro, Tumori, Cervice uterina, Prostata, Pene, Testicoli, Vescica, AIDS, HIV, Sindrome da immunodeficienza acquisita, Uretrite gonococcica, Gonococco, Neisseria gonorrhoeae, Esami, Sifilide, Herpes simplex, HSV, Epididimite, Prostatite, Gonorrea, Penicillina, Stati Uniti, Incidenza, Clamidia, Infiammazione, Pelvi, Candida, Sterilità, Antibiotici, Donne, Madre, Neonato, Streptococco, Aborto, Vaginite, Ulcera genitale, Sarcoma di Kaposi, Enteriti, Condiloma, Scabbia, Pediculosi, Epatite virale, Rapporti anali, Symposium, Geschlechtskrankheit, Aufsatzsammlung, Libri fuori catalogo, Medicine, Epidemiology, Urology, Sexual Diseases, Transmission, Medical Sciences, Venereal Diseases, Infections, Viruses, Essay Collection, Microorganisms, Syndromes, Sexuality, Protection, Prevention, Couples, Partners, Biology, Pathogens, Diagnosis, Therapy, Treatment, Carcinogenesis, Cancer, Tumors, Uterine cervix, Prostate, Penis, Testicles, Bladder, Acquired immunodeficiency syndrome, Gonococcal urethritis, Gonococcus, Exams, Syphilis, Epididymitis, Prostatitis, Gonorrhea, Penicillin, United States, Incidence, Chlamydia, Inflammation, Pelvis, Sterility, Antibiotics, Women, Mother, Newborn, Streptococcus, Abortion, Vaginitis, Genital ulcer, Enteritis, Condyloma, Scabies, Viral hepatitis, Anal intercourse, Out of print books
brossura Un testo comprensibile a tutti, anche ai non astrologi, scelta fortemente voluta dall'autrice che persegue la diffusione della scienza astrologica come base del suo operato. In ogni situazione che colpisca gli esseri umani, sia a livello personale che collettivo, gli astri giocano un ruolo fondamentale, e nel caso delle pandemie e della calamità gli aspetti stellari risultano sempre coerenti ed evidenti.
ill., br. Per secoli epidemie di diversa natura hanno falciato l'umanità. Sin dall'esodo del popolo ebraico guidato da Mosè, si è adottato un semplice schema interpretativo: la "pestilenza"- di volta in volta identificata con la peste, la lebbra, il colera etc. - è una punizione divina per i peccati degli uomini, che devono pentirsi ed espiare le proprie colpe con appositi riti. Pontefici e cardinali hanno guidato processioni, penitenti laici e religiosi dei diversi Ordini si sono sacrificati per assistere malati e moribondi, senza peraltro impedire che ci si scagliasse contro il capro espiatorio del momento, come gli ebrei nel medioevo e gli untori in età moderna. Papi e santi sono stati invocati per arginare il fenomeno. La pandemia del coronavirus ha richiamato in auge rituali tradizionali e antiche spiegazioni, mettendo però in discussione la praticabilità dei primi e il senso delle seconde. Come mostrano le parole e i gesti di papa Francesco.
br. Questo libro è la condivisione di una riflessione partecipata di alcuni degli operatori della Ripartizione Servizi alla Persona del Comune di Bari che hanno lavorato nelle funzioni di assistenza alla popolazione durante l'emergenza sanitaria da covid-19. È una riflessione collettiva circa il rapporto fra una professione di aiuto e l'approccio professionale alla dimensione del rischio/emergenza/urgenza, nella quale gli assistenti sociali sono immersi quali costruttori del welfare nazionale. Dopo mesi di attività frenetica, che hanno riempito e svuotato il lavoro delle/gli assistenti sociali e degli educatori dei Servizi del Comune di Bari, è arrivata, con consapevolezza, la necessità di fermarsi, di capire cosa fosse accaduto e quali insegnamenti se ne potessero trarre, e, soprattutto, cosa fosse accaduto al gruppo di lavoro. Attraverso incontri dell'équipe di lavoro, focus group condotti da ricercatori e supervisione si sono messi a fuoco punti di forza e criticità di questo periodo emergenziale, con l'obiettivo di darne memoria e fondamento: questo libro ne è la testimonianza. Le esperienze descritte rendono l'idea dell'enorme investimento di energie, creatività, riflessione e pensiero collettivo della professione in contesti di calamità sociali e ambientali. Il tempestivo spirito di adattamento che emerge da queste pagine rivela come l'assistente sociale sia un professionista che si adopera quotidianamente per la sicurezza delle persone, in tempi di emergenza come in periodi di ordinaria amministrazione. "La nostra è la professione dell'emergenza-urgenza, impegnata com'è, da sempre, nella difficile, faticosa e incerta arte della costruzione e della manutenzione delle reti in condizioni di vulnerabilità e precarietà" (dalla premessa di Patrizia Marzo). Il principale risultato di questa riflessione non è solo strumentale al Servizio Sociale Professionale, ma è soprattutto identitario: "da un'organizzazione è maturato un gruppo con un forte senso di sé e con una grande solidarietà interna. Un patrimonio da conservare" (dalla postfazione di Daniele Petrosino). Prefazione Patrizia Marzo.
brossura È il 30 gennaio quando una coppia di turisti viene ricoverata all'istituto Spallanzani di Roma e il governo blocca i voli provenienti dalla Cina. La settimana successiva, per la nave Diamond Princess scatta la quarantena al largo della costa giapponese. Il 20 febbraio, all'ospedale di Codogno, viene identificato il «paziente uno». Solo ventiquattro ore dopo giunge la tragica notizia del primo decesso nel nostro Paese. Il Covid-19 è arrivato in Italia e negli ospedali è appena cominciata una lunga corsa contro il tempo. Con una cronaca dal ritmo serrato e avvincente, il dottor Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, apre le porte del suo reparto e racconta la vita di medici, infermieri e personale sanitario, chiamati a combattere un nemico invisibile. Tra speranze e disillusioni, turni di lavoro massacranti e sperimentazioni coraggiose, ripercorriamo con loro i sei mesi che hanno cambiato le nostre vite: i primi casi, il timore di non farcela e il picco dei ricoveri, ma anche le guarigioni, i farmaci e il possibile vaccino. Senza farsi prendere dal panico e senza cedere all'irrazionalità, perché - come ci racconta il dottor Bassetti - nessun nemico è invincibile quando lo si affronta a viso aperto e con la forza data dall'esperienza scientifica. E solo conoscendo quello che davvero è successo possiamo costruire una nuova normalità.
brossura All'inizio della pandemia abbiamo avuto l'impressione, quasi surreale, di vivere dentro la dimensione distopica di tanta letteratura di fantascienza. Poi, ci siamo resi conto, con malcelato disincanto, che eravamo entrati in scena da protagonisti nel contesto del mondo reale. L'autore accetta la sfida di mettersi in gioco contribuendo, con riflessioni e approfondimenti, a scompaginare e reimpaginare nuovi codici interpretativi alla ricerca di un'alternativa non solo per capire cosa faremo dopo, ma soprattutto come andiamo oltre. Dal dopo all'oltre: è il vero compito che ci è dato in questa era assiale. L'esposizione, man mano che si avanza nella lettura, in alcuni casi sembra avere venature apocalittiche, ma non cederà mai ad un cupo pessimismo cosmico. Si tratta piuttosto di seguire un approccio radicale, di andare alle radici delle cose. Del resto, è da una prospettiva di radicalità, che è possibile distillare speranza, spalancare finestre utopiche, dispiegare scorci di futuro. Specie se a ciò si accompagnano una visione lucida del reale, una responsabilità vigile, un impegno tenace verso la costruzione di un nuovo mondo a venire come casa comune dell'umanità. Il lettore si troverà di fronte ad un interrogativo cruciale: vogliamo salvare il futuro o un effimero istante? Una domanda apparentemente semplice, ma con implicazioni complesse e che esige uno sforzo collettivo da parte di tutti quegli attori sociali che hanno a cuore la prospettiva ardua, ma non velleitaria, di una Costituente della Terra.
br. In Oriente imperversa una nuova epidemia, la terza di questo secolo. Le notizie giungono frammentate ai cittadini di un mondo globale e tecnologico. Una minaccia atavica vissuta come distante da un'umanità per cui le parole contano sempre meno. Ma, improvvisamente, l'epidemia è fra noi. Nelle case e nelle strade, ora deserte, la nostra vita è di colpo sostituita da diffidenza, paura, solitudine, dolore e morte. La natura riprende i suoi spazi ed emerge, chiara, la nostra fragilità. Dieci parole fanno da guida a un gruppo di medici immersi nella pandemia e soli. Piccoli semi che, in un crescendo di idee, possono indicarci la via per rompere la solitudine e vivere un domani. Dieci parole che vivono nelle esperienze al limite di chi, negli ospedali e nel territorio, cerca di salvare e di chi, solo e disperato, cerca di non morire. Narrazioni di un periodo unico che ci ha segnato e che avrà avuto un senso solo se, alla fine, avremo imparato qualcosa su di noi e sul nostro pianeta.
br. Questo è un libro dedicato a tutti coloro che non hanno smesso di farsi domande. Un viaggio attraverso gli ultimi 24 mesi del nostro recente passato, un'analisi di ciò che è accaduto con il fenomeno del Covid 19 non solo dal punto di vista medico, ma soprattutto sociale. Un approccio originale, attraverso un linguaggio comprensibile da tutti, non accademico, per accorciare le distanze ed abbattere le barriere che questo argomento ha eretto tra le persone. Un libro pensato con competenza tecnica ma scritto con l'amore di chi vede la scienza al servizio dell'uomo, e vuole ribaltare il paradigma di chi invece vorrebbe l'uomo alla catena della scienza. Un testo che non vuole essere contro, ma a favore, del ragionamento, del pensiero critico, del dibattito e del confronto. Una lettura riconciliante, per ritrovare l'equilibrio su un argomento diventato difficile da trattare. Per ricominciare a vedere le cose con un'ottica differente e più umana, per ritrovare la capacità di non lasciare che le nostre identità siano condizionate da sovrastrutture inutili che non ci appartengono.
ill., ril. Nei mesi del confinamento domiciliare ci siamo resi conto di quante volte l'amicizia venga in nostro soccorso per tirarci fuori dalla solitudine. C'è stato un momento, specie quando il cielo sembrava rasserenarsi, in cui gli amici non legati da stabili relazioni siano stati discriminati per decreto. Ciò sta a significare che, contrariamente alla società della polis, ai giorni nostri la concezione dell'amicizia ha perso il suo significato originario e la sua centralità, tanto ci pensa internet a connetterci con centinaia di amici virtuali. In pochi giorni abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, mentre, bollettino dopo bollettino, ha preso piede il disagio per non poterci incontrare per un caffè o una chiacchierata, per fare un viaggio insieme, unito alla delusione dei bambini costretti a non poter festeggiare il proprio compleanno o quelli dei compagni di scuola...
br. Nella più grave crisi sanitaria dal dopoguerra ad oggi, i bambini e gli adolescenti sono spariti dal dibattito pubblico. Quali sono le conseguenze psicologiche che una quarantena in stato permanente di ansia ha provocato su di loro e sulla percezione del futuro? In questo saggio di denuncia la pedagogista di Wired lancia l'allarme su una narrazione tossica che ha riportato i minori a quel ruolo di "piccoli adulti" che si pensava scomparso con l'avvento della pedagogia del '900. Molto presto si capirà che gli 8 milioni di bambini e ragazzi tra gli 0 e i 15 anni, finiranno per pagarne le conseguenze più dure. Bambini e i ragazzi sono stati un effetto collaterale dell'epidemia di coronavirus: primi a subire gli effetti del lock down (le scuole sono state le prime a chiudere), ultimi a rientrare nella normalità scolastica e dello svago con i coetanei. A loro è stato chiesto uno sforzo enorme: abbandonare abitudini, rituali, bisogni e sicurezze per salvare gli altri. Uno sforzo che hanno portato avanti senza lamentarsi e subendone, silenziosamente, le conseguenze.