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brossura Cosa ha provocato la pandemia del Covid-19 sullo sport più popolare e praticato in Italia e nel mondo? In questo libro, il primo per l'autore, Samuele Pilò descrive la situazione vissuta dagli atleti e dagli sportivi più numerosi. I cambiamenti e i danni che l'emergenza sanitaria ha provocato dentro questo sport vanno ad aggravarsi su un settore che già presentava grosse crepe. I periodi dei lockdown, i centri sportivi chiusi, le competizioni interrotte, la crisi economica del settore, la ripresa, il contagio, gli stadi vuoti, le condizioni dei calciatori e degli allenatori professionisti e dilettanti e dei più piccoli sono tutti aspetti che hanno caratterizzato questo periodo, iniziato dal lontano mese di marzo 2020 e tuttora in corso. L'arco temporale analizzato e discusso in questo libro va da marzo 2020 a maggio 2021. Il testo si distingue per le parti narrate costruendo un po' la 'storia' di quest'ultimo periodo sportivo, per gli argomenti scientifici spiegati a tutti, e per quelli inerenti al settore del calcio italiano tra le analisi, le riflessioni e le critiche.
brossura La pandemia Covid-19 ha messo alla prova l'intero pianeta. Il mondo dei processi accelerati; il mondo tecnologico del tempo reale; il mondo irresponsabile, disabituato a pensare in modo riflessivo, ha fatto esperienza dell'impreparazione a sostenere un'aggressione ben più rapida di lui. Un evento tutt'altro che imprevedibile, tutt'altro che impossibile da prevenire, ha posto l'uomo tecnologico di fronte al suo stato di regressione cognitiva.
br. Una pandemia organizzata ad arte? Qual è stato il ruolo giocato dai media? Quali le conseguenze su economia e finanza? Come si è trasformata la nostra vita quotidiana? Stiamo entrando in una società del controllo? Il "giallo del Coronavirus" cerca di rispondere a queste domande raccontando l'epidemia e i suoi effetti. Siamo dentro una realtà che parrebbe fantasia, siamo i protagonisti di una anti-utopia che ci fa presagire un futuro indesiderabile e spaventoso. Questo libro si pone su diversi piani di lettura, che convergono però nella capacità di immunizzarci dalla unilateralità e ottusità del presente, per cui c'è solo la paura del virus che fa ancora da schermo alla presa di coscienza della realtà, ma non per tutti e sempre meno. A costoro si rivolge Sonia Savioli, con un giallo che si contamina con il romanzo storico, che pagina dopo pagina intende mostrarci che siamo tutti minacciati.
br. L'anno della Pandemia è stato per la Chiesa Italiana, un difficile banco di prova, alcune criticità latenti da anni, come lo scollamento con la società reale, la distanza tra fedeli e pastori, l'irrilevanza nel pensiero socio-politico, sono emerse con decisione e hanno rafforzato un senso di smarrimento che comunque veniva da lontano. È sembrato importante interpretare questo segno dei tempi, utilizzarlo come fosse uno stress test o, per usare un termine tradizionale, un esame di coscienza, un discernimento per ripartire poi con maggior vigore e consapevolezza. Una Chiesa che parla prevalentemente "ai suoi" e si fa portatrice solo di valori "suoi", che non sa fare sintesi delle tante iniziative sociali che nascono nel suo ambito, finisce per essere una Chiesa che parla senza contare e agisce senza parlare. Occorre tornare nel Mondo, riscoprire il destino comune che lega Chiesa e società, rioccupare quell'area di confine tra l'essere nel mondo e l'essere del mondo, nello spirito di aiutarsi tutti, di riscoprire e far riscoprire la reciprocità e l'interdipendenza, cercando di essere lucidi e generosi; tornando a far ardere i cuori più che a insegnare dottrine. Mettere un piede fuori dal suo recinto aiuterà la Chiesa a non cadere e permetterà alla società di riconoscerla e forse di imitarla in quella presa di coscienza per cui nessuno si salva da solo. È compito anche dei laici attivarsi per un'emancipazione della coscienza fraterna che dia coraggio e un maggiore senso di responsabilità nel dare, nel ricevere e nell'illuminarsi vicendevolmente. In questo difficile momento di ricostruzione civile, aiutarsi tutti non è allora sinonimo di aiutare tutti, ma è l'impegno per una ricostruzione basata sull'aiuto vicendevole.
br. Il grillo parlante è la sentinella del nostro presente. È il saggio, spesso inascoltato, che continua a dire "Non me ne andrò di qui fin quando non ti avrò detto una grande verità". Il grillo parlante ci mette di fronte alla realtà e alla nostra immagine più autentica e questo lo rende una presenza fastidiosa quando si vorrebbe una scappatoia dalle proprie responsabilità. È però anche colui che crede che la nostra voce sia forte abbastanza per essere ascoltata e che le rivoluzioni partano dai cittadini. Questo libro, che racconta una strenua difesa del Servizio Sanitario Nazionale, è la raccolta dei podcast trasmessi da marzo a maggio 2020 durante la pandemia di COVID-19. Una testimonianza di quei giorni che hanno interrotto il flusso della Storia e hanno tracciato un solco dentro di noi. Dentro quel solco possiamo incanalare nuova vita. Lettura delle puntate su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast e Spreaker a cura dell'autrice.
br. Come abbiamo fatto a ritrovarci in ginocchio, indifesi, impauriti, a piangere i nostri cari che morivano, soli, nelle terapie intensive congestionate degli ospedali? Un virus, trasmesso probabilmente dal pipistrello, ha viaggiato sin dalla Cina per colpirci alle spalle. È successo tutto così velocemente che non abbiamo avuto il tempo di capire cosa stesse succedendo e, soprattutto, se le scelte che venivano prese fossero le più adatte per il nostro Paese. Questo viaggio a ritroso aiuterà il lettore ad aprire gli occhi su tutti gli errori commessi nella lotta al Covid-19, con la speranza di non commetterli più in futuro quando verremo colpiti da un'altra epidemia. Perché ce ne sarà un'altra, magari anche più letale. Ma non dovremo più farci cogliere di sorpresa
brossura «In questa raccolta di saggi il mio tentativo è quello di sviluppare la possibilità di un approccio diverso alla sofferenza, diverso da quello pragmatico e talora brutale della cultura (nord)americana, differente da quello che viene erogato dai nostri malmessi servizi pubblici di salute mentale di questi tempi. Al contempo auspico che questo sia un input preliminare per una anti-compartimentalizzazione delle branche del sapere nel nostro ambito, in cui neuroscienziati, cognitivisti, comportamentisti, neuro-biologi, psico-neuro-immunologi, neuropsicanalisti, umanisti, filosofi, psicofarmacologi, fenomenologi, clinici, managers, psicoanalisti freudiani, ortodossi e non (e la lista sarebbe molto più lunga) sono "racchiusi" nella propria nicchia di sapere, custodendo gelosamente segreti che, se fossero invece debitamente integrati, porterebbero probabilmente ad una reale rivoluzione anche culturale, di cui c'è ormai immenso bisogno se si ha a cuore l'autentica cura delle persone».
ril. «Sarò brutale: il Covid ce lo siamo, in parte, andati a cercare. Evitare una futura pandemia sta solo a noi, alla nostra volontà e al nostro senso di responsabilità». Siamo ancora dentro la pandemia, eppure nuove e importanti sfide aspettano la scienza e la medicina in particolare. Il Covid-19 non è il nostro unico problema. In questi anni i batteri, i virus, i funghi, i protozoi, che fanno meno paura di un tumore o una gamba rotta, sono diventati sempre più potenti. Sono loro i veri padroni del mondo, ci precedono e a noi sopravvivono. Sono con noi anche dove pensiamo di essere al sicuro, perfino nei luoghi sterili. E siamo stati noi a renderli più pericolosi con le nostre abitudini. Con un uso (o un abuso) sconsiderato degli antibiotici, anche solo per un banale mal di gola o qualche lineetta di temperatura. Questi farmaci, che hanno contribuito a portare l'aspettativa di vita media oltre gli ottanta anni, rischiano di non funzionare più. Come si può, allora, convivere con questi nemici invisibili? Quali rimedi o accortezze ci offre la medicina? Bisogna capire cosa fare, cambiare il presente per salvare il futuro, perché le nostre scelte condizioneranno in maniera irreversibile la vita delle prossime generazioni. Matteo Bassetti, volto notissimo in televisione (e sotto scorta per le minacce dei no vax), oltre che scienziato di fama internazionale, ci porta dentro la prossima emergenza sanitaria. Alternando vicende autobiografiche e riflessioni con i numeri alla mano, "Il mondo è dei microbi" è una guida chiara e accessibile, capace di spiegare in forma semplice le complessità di una materia con cui tutti stiamo facendo i conti.
br. A differenza delle catastrofi naturali, il cui potere distruttivo è concentrato in un'area precisa e in un determinato periodo di tempo, o delle malattie in generale, che possono avere effetti devastanti ma comunque circoscritti, le epidemie hanno l'incontenibile capacità di sconvolgere la vita quotidiana su scala globale, gravando sulle risorse pubbliche e private e interrompendo il flusso del commercio e dei trasporti. Oggi, ormai, è sempre più facile spostare persone, animali e merci da un capo all'altro del Pianeta, ma se da una parte il progresso ha reso agili questi movimenti dall'altra ha aumentato la possibilità di innescare la diffusione di nuove pandemie. E come ha dimostrato l'esplosione di casi di Ebola, MERS, Zika, fino alla più recente Covid-19, siamo tragicamente impreparati a gestirne le conseguenze. Cosa possiamo - e dobbiamo - fare, quindi, per difenderci dal terribile nemico che in questi anni sta mettendo a rischio il nostro destino? Attingendo alle ricerche scientifiche più recenti, alle nuove indagini epidemiologiche e forte della sua lunghissima esperienza, Michael T. Osterholm delinea con chiarezza quali sono le risorse e i programmi che dobbiamo mettere in campo se vogliamo proteggerci dalle minacce rappresentate dalle malattie infettive: innanzitutto progettare una sanità, un governo e un sistema produttivo e commerciale in grado di operare in modo continuativo e creare una scorta strategica internazionale di beni critici, come medicinali salvavita e dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari. Pubblicato per la prima volta nel 2017 e arricchito ora da una nuova premessa sulla Co-vid-19, II peggior nemico è un saggio che fa luce anche su un altro fattore molto importante che può costituire un serio pericolo per il futuro dell'umanità: la resistenza agli antibiotici. Solo rendendoci conto delle sfide che dovremo affrontare, dice Osterholm, potremo impedire che l'inimmaginabile diventi davvero inevitabile.
Tela c/sovraccoperta, cm15.5x21.5, pp X 325 (3); alcune figure in nero fuori testo.
brossura «L'irrompere imprevisto e imprevedibile della realtà, con la faccia del Coronavirus.» Questo è il presente, quello che tutti ci siamo ritrovati a vivere, con il quale dobbiamo fare i conti ogni giorno, che ha generato in noi domande inattese e ci ha condotto verso pensieri e paure che non sapevamo neppure di avere. Ci siamo resi conto di vivere in una "bolla", in cui, inattaccabili, avevamo aggiogato le sfide della vita, e ora, ci ritroviamo più vulnerabili che mai. Di fronte a tutti questi sentimenti si è riscoperta la dimensione dell'affettività, del silenzio e della condivisione, tre parole cruciali nella riflessione in cui qui è impegnato Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, che, ricordando anche il discorso ultimo del Papa, rivendica il valore della fragilità umana come strumento per «tirarci fuori dal torpore in cui viviamo di solito». Qui il teologo propone una riflessione intensa e profonda sul tipo di esistenza che vivevamo e che ci troviamo a vivere ora, connotata da parole di grande conforto, e volta a riconoscere, pur in queste circostanze, le possibilità che la realtà ci offre nel percorso di crescita e maturazione personale, dove grazie all'isolamento forzato si sta avendo modo di riscoprire la compagine umana. E nel suo discorso Carrón illustra tutta la portata della presenza di Dio in un momento di gran confusione per le nostre vite, e quanto l'esperienza cristiana sia tornata a farsi forte nel valore di testimonianza di fede, ritenendo che «più di qualunque discorso rassicurante o ricetta morale, quello di cui abbiamo bisogno è proprio di intercettare persone in cui possiamo vedere incarnata l'esperienza di vittoria contro la sofferenza e il dolore, in cui è testimoniata la nostra esistenza».
br. Quale impatto ha avuto l'emergenza Covid-19 sulla vita degli italiani e come influenzerà il loro futuro? Quali cambiamenti seguiranno alla pandemia? La politica riuscirà a rispondere in modo adeguato alle esigenze dei cittadini? Cosa porteranno con sè gli adolescenti di questo tragico periodo e come reagiranno alle sfide future? Gli esperti cercano di rispondere a questi interrogativi.
br. Questo libro è la condivisione di una riflessione partecipata di alcuni degli operatori della Ripartizione Servizi alla Persona del Comune di Bari che hanno lavorato nelle funzioni di assistenza alla popolazione durante l'emergenza sanitaria da covid-19. È una riflessione collettiva circa il rapporto fra una professione di aiuto e l'approccio professionale alla dimensione del rischio/emergenza/urgenza, nella quale gli assistenti sociali sono immersi quali costruttori del welfare nazionale. Dopo mesi di attività frenetica, che hanno riempito e svuotato il lavoro delle/gli assistenti sociali e degli educatori dei Servizi del Comune di Bari, è arrivata, con consapevolezza, la necessità di fermarsi, di capire cosa fosse accaduto e quali insegnamenti se ne potessero trarre, e, soprattutto, cosa fosse accaduto al gruppo di lavoro. Attraverso incontri dell'équipe di lavoro, focus group condotti da ricercatori e supervisione si sono messi a fuoco punti di forza e criticità di questo periodo emergenziale, con l'obiettivo di darne memoria e fondamento: questo libro ne è la testimonianza. Le esperienze descritte rendono l'idea dell'enorme investimento di energie, creatività, riflessione e pensiero collettivo della professione in contesti di calamità sociali e ambientali. Il tempestivo spirito di adattamento che emerge da queste pagine rivela come l'assistente sociale sia un professionista che si adopera quotidianamente per la sicurezza delle persone, in tempi di emergenza come in periodi di ordinaria amministrazione. "La nostra è la professione dell'emergenza-urgenza, impegnata com'è, da sempre, nella difficile, faticosa e incerta arte della costruzione e della manutenzione delle reti in condizioni di vulnerabilità e precarietà" (dalla premessa di Patrizia Marzo). Il principale risultato di questa riflessione non è solo strumentale al Servizio Sociale Professionale, ma è soprattutto identitario: "da un'organizzazione è maturato un gruppo con un forte senso di sé e con una grande solidarietà interna. Un patrimonio da conservare" (dalla postfazione di Daniele Petrosino). Prefazione Patrizia Marzo.
br. Moltissime ricerche scientifiche ed epidemiologiche segnalano che nel corso degli ultimi trent'anni il tasso di incidenza dei tumori è aumentato del 40 per cento in paesi come gli Stati Uniti, la Norvegia e la Svezia. Sempre in questo lasso di tempo la progressione delle leucemie e dei tumori cerebrali tra i bambini è stato del 2 per cento annuo. Come spiegare questa epidemia inquietante, che colpisce soprattutto i paesi "sviluppati"? Alla domanda risponde Marie-Monique Robin in questo libro choc, frutto di un'inchiesta condotta per due anni tra America del Nord, Asia ed Europa (anche in Italia). Nell'appoggiarsi su numerosi studi scientifici, ma anche sulle testimonianze dei ricercatori e dei rappresentanti delle agenzie di regolamentazione, l'autrice dimostra che la causa principale di questa vera e propria epidemia è di tipo ambientale. In particolare per la presenza di decine di molecole chimiche che hanno invaso il nostro ambito quotidiano e l'alimentazione dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per questo, l'autrice ripercorre l'intera catena produttiva del cibo: dall'utilizzo dei pesticidi nei campi fino all'impiego di additivi e plastiche per uso alimentare nei nostri piatti. Nel fare ciò mette a nudo il sistema di valutazione e omologazione dei prodotti chimici, attraverso gli esempi emblematici dei pesticidi, dell'aspartame e del bisfenolo A. E infine descrive le pressioni e le manipolazioni messe in atto dall'industria chimica per mantenere sul mercato prodotti altamente tossici.
193914918ABKöthen/Anhalt, Paul Schettlers Erben [Druck], 1939. 4° (28x20), 119, (3) S. Maschinenbütten, mit zahlr. teils TextAbb., 9 (teils ganzseitige) farb Aquarellzeichnungen, 1 gefaltete farb Karte, 1 doppelblatt Brieffaksimile, 1 gefalt Urkundenfaksimile, 1 gefaltetes Zeitungsfaksimile, 1 Markentafel mit 5 Briefmarken, 4 (davon 1 farb) mont Tafeln, 5 mont fotograf Aufnahmen, [so komplett], OHldr mit goldTitel, dreiseitiger Farbschnitt, [2 Warenabbildungen] (1. Aufl.) hinterer Innenspiegel mit kleinem Nummernvermerk, nahezu ungelesen, fest sauber und gepflegt,
ria9780198950936_inpPaperback / softback. New. New Book; Fast Shipping from UK; Not signed; Not First Edition; In All Likelihood introduces the concept of likelihood as a powerful and unifying framework for statistical analysis. Aimed at making complex ideas accessible it shows how likelihood helps in understanding and solving a wide range of r paperback
br. Chiuso nella sua casa di Milano durante l'epidemia di Coronavirus, Francesco M. Cataluccio osserva l'Italia nei mesi di quarantena. «Come sempre accade nei periodi più bui della storia dell'umanità, la migliore difesa e salvezza è l'ironia e soprattutto l'autoironia. Ci sarebbe da ridere se non fosse per le migliaia di morti, i malati, il buio dolore e la crescente ansia che si diffondono a macchia d'olio. Ridere: dei comportamenti scomposti di molte persone; dei divieti assurdi; della frequente goffaggine di politici inadeguati o impreparati ad affrontare le emergenze; degli incoerenti comportamenti di alcuni scienziati». Tra le pagine di questo libro, in cui si mescolano memorie biografiche, cronaca e aneddoti, filtra la luce della letteratura: quella che ha previsto in anticipo le catastrofi e quella che allevia e a volte aiuta a superare il dolore della perdita e della malattia, soprattutto quando esse si manifestano nella forma globale di una pandemia, segnando irreversibilmente non solo le nostre biografie ma anche la nostra storia collettiva.
No marks or inscriptions. No creasing to covers or to spine. A very clean very tight copy with bright unmarked boards, small scratch to front and no bumping to corners. 294pp. A comprehensive guide to the principles and practice of infection control and prevention, and the basic elements of microbiology and epidemiology that underpin them.
198341526Berlin, Heidelberg, New York, Springer-Verlag, 1983. 282 Seiten , 19 cm, kartoniert
200250231Rostock, Landesgesundheitsamt, 2002. 391 Seiten , 24 cm, kartoniert
br. Considerate la più frequente e grave complicanza dell'assistenza sanitaria, si definiscono nosocomiali le infezioni insorte durante il ricovero in ospedale, o dopo le dimissioni del paziente, nel caso in cui non siano clinicamente manifeste o in incubazione al momento dell'ingresso. Il senso di avviare un progetto che inquadri le dimensioni del problema e discuta le strategie implementate per arginarlo è associato a tre caratteristiche fondamentali del rischio infettivo: l'elevata frequenza, non solo nei pazienti ospedalieri, ma anche in assistiti presso strutture residenziali territoriali e in assistenza domiciliare; il trend epidemiologico in continuo aumento, dovuto a sistemi immunitari più compromessi, all'elevata complessità assistenziale, alla resistenza dei microrganismi all'azione antibiotica, ai frequenti spostamenti dei degenti all'interno della rete dei servizi; infine, all'alta quota prevenibile di eventi.
199948668Berlin, Wien, Biackwell Wissenschafts-Verlag, 1999. 197 Seiten , 25 cm, Hardcover/Pappeinband
126291aafGenève, G(uillau)me Fick, 1831, In-8°. 1 f. de titre + 18 p., brochure muet ( titre ms. sur couv. et avec le nom Mr. F(rançoi)s (Isaac) Mayor, Dr. en chir. (1779-1854).
ORD-10629Draguignan. Fabre imprimeur. s.d. (début XIX°). In-4 (218 x 253mm), 4 pages sans couverture, taches légères en bas de feuilles sinon bel état.
br. Dal giorno in cui è stato scoperto il focolaio di Codogno tutto è cambiato. L'isolamento dovuto al lockdown e la malinconia che ne è conseguita, sono diventati fonte di ispirazione per ripercorrere gli anni, dall'infanzia alla maturità, passati al fianco dell'Inter, in Italia e in Europa. Vincere o perdere non conta, perché vivere il calcio è condivisione e fedeltà ai colori della propria squadra soprattutto nei momenti più difficili. Lo smarrimento per la chiusura degli stadi, la scoperta di rumori mai percepiti prima come quello della palla che tocca la rete hanno caratterizzato questo particolare periodo. L'internamento ha riportato alla memoria un susseguirsi di esperienze di vita, un mondo fatto di momenti di passione e goliardia percorsi da stati d'animo spesso contrastanti dove il cuore è l'assoluto protagonista. Il calcio moderno, gli stadi chiusi e la sterilità delle partite guardate in streaming hanno richiamato la nostalgia per un calcio che non c'è più.