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191453033ABWien und Lpzg, Hölder 1914. Gr.8°. 2 Bll., 76 S. OHLdr mit Rückentitel. Kanten etwas berieben, oberes Kapital etwas bestoßen. Geringf. stockfleckig.
In 8°; (22), 229, (3) pp. e una c. di tav. fuori testo non presente nelle altre copie censite con bellissimo ritratto a piena pagina di Moreali realizzato da Manfredi. Legatura della prima metà del XX° secolo in tutto cartoncino rigido con motivi floreali in rosso e verde. Piccolissimo ed ininfluente tarletto, praticamente invisibile, al margine interno bianco delle prime 10 carte e per il resto bellissimo esemplare. Frontespizio stampato in rosso e nero. Bellissimo stemma cardinalizio di Forni in bistro alla terza carta stampato a lastra singola. Testatine, finalini e iniziali ornate. Prima rarissima edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questo importante studio del celebre medico sassolese, ma che visse a lungo a Reggio Emilia, Giovanni Battista Moreali (1699-1785). L'opera prende avvio dall'esperienza diretta che Moreali visse a Reggio Emilia nel 1734 quando venne chiamato nella città proprio per seguire e cercare di debellare una tremenda epidemia di "febbri maligne" che stavano facendo strage nella città. La prima parte dell'opera studia le ragioni delle febbre e alcune possibili cure. La seconda espone l'esperienza della cura delle febbri maligne attraverso l'assunzione di mercurio, mentre l'ultima parte del volume è dedicata al Vaiolo. Prima rarissima edizione completa del ritratto assente nella maggior parte delle altre copie. Bibl.: Wellcome, vol. 4, 173; Blacke p. 312 che cita copia rilegata con altra opera di Moreali uscita nel 1741.
Napoli, Giuseppe Jovene, Libraio-Editore, 1841, in-8, mezza pelle coeva con elegante motivo decorativo impresso a secco e titolo oro al dorso, piatti marmorizzati, tagli spruzzati di azzurro, pp. VIII, 187, (1). Ottime condizioni, salvo 2 isolati fori di tarlo all'interno della cerniera del piatto anteriore. Il medico austriaco (che della cura del tifo fece esperienza sia in carceri ed ospedali, chè in occasione dell'epidemia del 1806) delinea in questo trattato anche profilassi e precetti ambientali e dietetici di sostegno alla cura.
18331226224München, J. Rösl, 1833. 8 S. Rückenbr. (angestaubt, knickspurig).
2158, Assen, van Gorcum, 1950., Gebrocheerd, in-8?°, 214pp.
ORD-6684Thèse pour le doctorat en médecine présentée et soutenue à la Faculté de médecine de Paris le 26 août 1848. Paris. Rignoux. 1848. In-4 (200 x 258mm) broché, couverture verte imprimée, 40 pages. Hommage de l'auteur au Dr Trabuc. Dernières pages tachées, qq. rousseurs, exemplaire néanmoins acceptable.
ORD-7606Thèse. Moquet. 1876. In-8 br. 72pp. (2).
1875781911875 Paris, Delahays, 1875, in 8° broché, 62 pages ; couverture imprimée.
ORD-16483Montpellier. Boehm. 1882. In-4 (156 x 224m) broché, tiré d'un recueil factice dont seul le 1er plat de couverture a été conservé, 57 pages. Chiffres de pagination du recueil d'origine, à l'encre en coins de feuilles. Bon état. Hommage de l'auteur.
ORD-9221Thèse. Bordeaux. Impr.Comm. et Industr. 1905. In-8 br.87pp. (2).
25317aafHeidelberg, Joannes Baptista Wiesen, 1779, in-8°, Titelblatt + 68 S. + 2 S. (Corollaria), vereinzelt leicht feucht- oder stockfleckig, hs. Eintrag auf dem Titelbl. ‘Gattenhof anni medici Heidelbergensis1779 ...mestre’, ohne Umschlag, Brocatpapier-Streifen auf dem Rücken.
18311304800Berlin, E. S. Mittler, 1831. 20 S. (angestaubt, Titel etwas fleckig u. mit Namenszug).
19931204213Marburg/Lahn : Basilisken-Presse, 1993. 109 S. : Illustr., graph. Darst., Kt. ; 24 cm; kart.
Gutes Ex.; der illustr. Einband stw. minimal berieben. - Ted Williams (gewidmet). - Seit der Entdeckung eines afrikanischen Kindheitstumors durch Denis Burkitt im Jahre 1958 wurden über 1000 wissenschaftliche Veröffentlichungen zu den verschiedenen Aspekten des Burkitt-Lymphoms (BL) publiziert. Sie lassen jedoch wenig Rückschlüsse auf die zugrunde lie-genden historischen Ereignisse zu. Die vorliegende Arbeit beschäftigt sich mit der Entdeckungsgeschichte des BL in Afrika und beschreibt dabei die Jahre von 1957 bis ungefähr 1970. In dieser Zeit fanden wichtige klinische, epidemiologische und ätiologische Untersuchungen statt; ferner wurden die ersten Therapiekonzepte erarbeitet. Während die weitere Erforschung des Tumors viele Laboratorien in der ganzen Welt beschäftigte, spielte sich das erste Jahrzehnt wissenschaftlicher Bemühungen weitgehend in einigen afrikanischen Ländern, hauptsächlich in Uganda ab. Die in dieser Zeit erschienenen Veröffentlichungen hängen deshalb eng miteinander zusammen. Die Schilderung des geschichtlichen Rahmens macht aber erst verständlich, weshalb bestimmte Forschungsprojekte durchgeführt oder spezielle Fragestellungen untersucht wurden. Viele Erkenntnisse über den Tumor gewinnen unter Berücksichtigung der Lebensgeschichte und der persönlichen Verhältnisse einzelner Forscher andere und neue Gewichtung. Im folgenden Text wird versucht, die wissenschaftlichen Erkenntnisse der frühen Forschungsarbeit über das BL mit den zugehörigen historischen Ereignissen zu verbinden. Die maßgeblichen Publikationen dieses Zeitraumes werden dabei mit Informationen verknüpft, die aus Gesprächen und Briefen mit Ted Williams, einem engen Freund Burkitts, stammen. … (S. 9) // INHALT : Vorwort Einführung ---- Identifikation einer Krankheit ---- Denis Burkitt ---- Ein neuartiger Tumor? ---- Burkitts Tumor, ein klinisches Syndrom ---- Das Burkitt-Lymphom als pathologische Einheit ---- Epidemiologische Forschung ---- Der Lymphomgürtel ---- Die Lange Safari ---- Epidemiologische Forschung im West-Nil-Distrikt ---- Suche nach der Tumorätiologie ---- Theorie des vektorübertragenen Virus ---- Isolation von Viren ---- Das Burkitt-Lymphom und die Malaria ---- Die West-Nil-Studie ---- Therapie ---- Erste therapeutische Konzepte ---- Entwicklung der Chemotherapie und Therapiekomplikationen ---- Die Rolle der körpereigenen Immunabwehr und Langzeitüberlebende ---- Ausblick ---- Zusammenfassung ---- Literatur. ISBN 9783925347269
18311115443Berlin, Enslin, 1831. 14 S., 1 Bl. weiß. Mit 3 Abb. auf 1 mehrf. gefalt. lithograph. Tafel. Neue Broschur (Bibl.-Stempel verso Titel).
29164aafZürich, Cäsar Schmidt, 1881, in-8°, 54 S., Bibliotheksstempel, Original-Broschüre.
br. Ogni giorno il nostro sistema immunitario ascolta i segnali provenienti dal nostro corpo e dall'ambiente in cui viviamo. Nel farlo, ci difende dagli attacchi esterni. Il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: è pronto ad affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad aiutare con i vaccini. Oggi il mondo è colpito da una calamità feroce. Non eravamo completamente ignari quando è arrivata, ma ci siamo fatti trovare impreparati. Di certo, sappiamo che questa pandemia non sarà l'ultima. Di fronte a questa trasformazione epocale le risposte della politica sono spesso dettate dalla paura e dallo sgomento. È difficile per tutti rinunciare non solo alle vecchie abitudini, ma anche alla forma che il nostro stile di vita aveva prima. Ma come possiamo cambiare la nostra postura nei confronti del mondo, che ormai è già cambiato sotto i nostri occhi? Antonella Viola costruisce una mappa per abitare questa rivoluzione e comincia con l'invito a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi, per capire la razionalità che muove il nostro organismo. Il nostro corpo è un meraviglioso sistema di comunicazione. Ciascuna parte collabora con l'altra, inviando segnali e traducendoli costantemente. Senza sosta si misura con l'ignoto che viene da fuori e lo affronta. Dobbiamo ricordarci che nessuno di noi può prescindere dagli altri e dall'ambiente in cui vive. Abbiamo la responsabilità di imparare la lezione del virus, perché con sé porta le contraddizioni di un mondo globalizzato che trascura la catastrofe del clima e non si occupa delle disuguaglianze sociali. Per fortuna ad aiutarci c'è la scienza, che da secoli si misura con la realtà e le rivoluzioni non con la lotta, ma con la cautela e la leggerezza.
ill., br. Per secoli epidemie di diversa natura hanno falciato l'umanità. Sin dall'esodo del popolo ebraico guidato da Mosè, si è adottato un semplice schema interpretativo: la "pestilenza"- di volta in volta identificata con la peste, la lebbra, il colera etc. - è una punizione divina per i peccati degli uomini, che devono pentirsi ed espiare le proprie colpe con appositi riti. Pontefici e cardinali hanno guidato processioni, penitenti laici e religiosi dei diversi Ordini si sono sacrificati per assistere malati e moribondi, senza peraltro impedire che ci si scagliasse contro il capro espiatorio del momento, come gli ebrei nel medioevo e gli untori in età moderna. Papi e santi sono stati invocati per arginare il fenomeno. La pandemia del coronavirus ha richiamato in auge rituali tradizionali e antiche spiegazioni, mettendo però in discussione la praticabilità dei primi e il senso delle seconde. Come mostrano le parole e i gesti di papa Francesco.
br. Composto durante l'esperienza del lockdown, in contrasto alla prima ondata dell'emergenza da Coronavirus, questo libro racconta, con coraggio ed ottimismo, le esperienze di vita dei protagonisti delle varie testimonianze che compongono questa raccolta, in un percorso suddiviso in tre sezioni che accompagnano il lettore attraverso diversi punti di vista e chiavi di lettura dell'anno trascorso in piena emergenza. Dietro la scrittura di tali testimonianze si coglie la volontà da parte di tutte le voci dei protagonisti di voler lasciare una testimonianza del duro momento storico attraversato, in Italia e non solo, con la consapevolezza che la riflessione sui momenti difficili è storicamente foriera di riflessioni capaci di farci vedere il mondo che ci circonda con nuovi occhi carichi dei duri momenti vissuti ma pieni di speranza. La raccolta, promossa dall'Associazione DonnAttiva, rappresenta un prezioso contributo alla memoria storica del tempo vissuto capace di travalicare i confini del nostro presente, proiettandoci nel futuro attraverso le voci dei protagonisti che hanno animato con le loro testimonianze questa preziosa eredità.
br. Combattere una guerra non è mai cosa banale: occorrono mezzi, uomini, strategie e soprattutto un obiettivo, quello di sconfiggere il nemico. Va da sé che, in ogni guerra che si rispetti, al termine delle ostilità si conteranno milioni di vite spezzate, da una parte e dall'altra. Ma quella che si sta tuttora combattendo dall'inizio del 2020 è una guerra diversa, unica nel suo genere, una guerra batteriologica già vissuta nei secoli precedenti, e alla quale non si era affatto preparati. E come tale di proporzioni mondiali, senza esclusione di razze, età, sesso e religioni, che non ha risparmiato gerarchie politiche e sociali. Una guerra contro un nemico invisibile: un virus. Diverso, molto diverso da quello a cui si è abituati ogni autunno, quando una buona parte della popolazione finisce al letto con febbre, raffreddori e mal di gola. Ma un nemico di ben altro spessore che ha mietuto e continua a mietere milioni di vittime in ogni parte dell'emisfero terrestre. E, ancora da definire, se nato in natura (come ritengono molti scienziati con il salto di specie) o in laboratorio (e allora il discorso acquisirebbe una diversa connotazione). In comune con il normale virus dell'influenza il covid ha solo la modalità di contagio: un banale starnuto, un colpo di tosse, una stretta di mano, un abbraccio, un bacio. Manifestazioni comuni a cui tutti siamo, pardon, eravamo abituati sin da piccoli ma che oggi, con la pandemia, hanno assunto un aspetto oscuro, per non dire nefasto. Secondo una statistica pubblicata il 20 marzo scorso su Scienze & Tech: "il Covid 19 uccide 3 persone su 100 che lo hanno contratto e ogni persona malata ne infetta a sua volta altre di 3.2. E che, nei casi più gravi, provoca una polmonite che ha, nel 5% necessità del ricovero d'urgenza in ospedale e, con l'aggravarsi, in terapia intensiva". È ovvio che, come ogni virus che attacca l'uomo, la sua capacità di azione è commisurata al sistema immunitario con cui viene a contatto, all'età della persona, al suo stato di salute oltre che alla virulenza del virus stesso. Va da sé che con il covid 19 sono state più le fasce deboli a pagare dazio: anziani, persone con patologie pregresse, disabili. Anche se abbiamo imparato che con questo virus non è mai una regola fissa. Bisogna a questo punto guardarsi dentro e capire in realtà che cosa stia succedendo e, soprattutto, di chi siano le responsabilità. Non certo degli animali, come qualcuno ha superficialmente sentenziato.
Tela con sovraccoperta, cm 21x14, pp XVI 238 (6).
brossura "Continuano a terrorizzarci annunciando che dovremmo "convivere con il virus". E così, mentre molti paesi tornano alla piena normalità, in Italia si prevedono mascherine per i bambini a scuola e vaccini per tutti. Lo impongono gli stessi che, pur di farci stare chiusi a casa per mesi, ci hanno terrorizzato raccontandoci di un virus 28 volte più letale di quello che era in Germania e impedendo che si sapesse che, già a marzo, i contagiati in Italia erano milioni. Gli stessi che hanno impedito l'assistenza medica domiciliare obbligando così i malati a morire di infezioni ospedaliere (che, ogni anno in Italia, si portano via 50.000 persone). Gli stessi che hanno trasformato gli Italiani in ipocondriaci e in burattini manovrati da "esperti" in TV. Questo libro, oltre a documentare su aspetti scientifici dell'epidemia (travisati da TV e giornali), analizza le menzogne, le incongruenze, gli errori, le inadempienze, le diffamazioni... che hanno trasformato una emergenza in una ecatombe e che ancora gravano sul nostro futuro."
brossura "Continuano a terrorizzarci annunciando che dovremmo "convivere con il virus". E così, mentre molti paesi tornano alla piena normalità, in Italia si prevedono mascherine per i bambini a scuola e vaccini per tutti. Lo impongono gli stessi che, pur di farci stare chiusi a casa per mesi, ci hanno terrorizzato raccontandoci di un virus 28 volte più letale di quello che era in Germania e impedendo che si sapesse che, già a marzo, i contagiati in Italia erano milioni. Gli stessi che hanno impedito l'assistenza medica domiciliare obbligando così i malati a morire di infezioni ospedaliere (che, ogni anno in Italia, si portano via 50.000 persone). Gli stessi che hanno trasformato gli Italiani in ipocondriaci e in burattini manovrati da "esperti" in TV. Questo libro, oltre a documentare su aspetti scientifici dell'epidemia (travisati da TV e giornali), analizza le menzogne, le incongruenze, gli errori, le inadempienze, le diffamazioni... che hanno trasformato una emergenza in una ecatombe e che ancora gravano sul nostro futuro."