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1946045908Kiel., 1946. Bericht aus dem Institut für Weltwirtschaft an der Universität Kiel. 69 Seiten auf Umdruckpapier, einfache kartonierte Bindung , vermutlich nicht im Handel. Zustand: Aus einer Institutsbibliothek ausgeschieden, Einbandkarton lichtrandig (aufgehellt), Titelblatt mit Bibliotheksstempel. 4°. S OBroschur mit kl. Leinenstreif
31355Editions L'Harmattan ,2000, in-8 de 200 pages ,broché ,Bon état , .Isbn : 9782738452320.(1 photo sur mon site https://www.vieuxlivre.fr .Les frais de port pour la France sont offerts à partir de 25 euros d'achat (Mondial relay ). (colissimo suivi +6,90 ).
ORD-11127Raccolte da Romualdo ZOTTI, E dal medesimo corredate di Accenti necessari a facilitarne la Pronunzia, ed anche di poche Annotazioni grammaticali, e Spiegazioni delle Frasi più difficile, ad uso delle scuole e degli studiosi della lingua italiana. Londra. R. Zotti. 1815. 3 tomes en 3 volumes in-12 (102 x 157mm) plein veau raciné, dos lisses ornés de masques de la Commedia del Arte et de rouelles dans les caissons, frises or, pièces de titre maroquin tête de nègre, 2ff., 276; 2ff., 265 et 1f., 261 pages. Des rousseurs. Belles reliures très décoratives.
198816562(Gardolo di Trento), Reverdito, (1988). 223 S. Mit zahlreichen farbigen Abbildungen nach Photographien von Angela Prati. 4°. Original-Pappe mit Schutzumschlag in Original-Pappschuber.
br. In milleseicento anni Venezia è divenuta una potenza europea temuta e riverita ben oltre le sue potenzialità militari. La sua vocazione marinara e commerciale da sola non è sufficiente a spiegare una tale longevità, superiore a quella dell'Antica Roma. Altre repubbliche marinare, italiane e del Nord Europa, conobbero uno splendore simile al suo ma per periodi di tempo infinitamente più brevi. E anche dopo la sua decadenza, la Serenissima è riuscita a tenere in vita il proprio mito. Come è stato possibile? Pieralvise Zorzi propone una nuova e intrigante interpretazione. Esaminando la sua vicenda millenaria alla luce dei moderni strumenti di analisi, ci si accorge che la chiave del successo è frutto di una spregiudicata ed efficace strategia di marketing e comunicazione. Venezia, più che uno Stato, fu una multinazionale ante litteram, una società per azioni dove gli azionisti erano i patrizi, famiglie che ponevano il proprio interesse personale al servizio dell'impresa comune. L'ascesa e il successo erano il risultato di una pianificazione dove nulla era lasciato al caso. A partire dai testimonials, che erano scelti con cura: a chi esaltava Venezia venivano conferiti onori, denaro, beni mobili ed immobili; chi la criticava veniva ridicolizzato e osteggiato se non perseguitato. Per secoli la Serenissima coltivò religiosamente il dogma della propria indipendenza dalla Chiesa romana creando la leggenda di san Marco e, sotto la protezione dell'evangelista, fece risalire la propria inviolabilità alla volontà divina. Al papa Alessandro vi Borgia che gliela contestò, chiedendo dove fosse scritto che il mare Adriatico fosse il Golfo di Venezia, l'ambasciatore veneziano Girolamo Donà rispose, imperturbabile nonostante apparisse come una minaccia al potere temporale della Chiesa: «Sta scritto sul retro della Donazione di Costantino, Santità». Consapevoli che l'immagine e l'opulenza erano gli strumenti per intimidire la concorrenza, i patrizi crearono una fiabesca porta d'ingresso alla città, il Bacino di San Marco, e la sua ideale continuazione: il Canal Grande, che serviva a trasmettere al visitatore, che lo percorreva partendo dalla Punta della Dogana, un'immagine di meraviglia, ricchezza e cultura. Venezia SpA costruì poi la più raffinata rete di spionaggio e una rete diplomatica che superarono per cinismo ed efficienza quella di tutti gli altri potentati. Traendo le conclusioni: quale fu il segreto di Venezia? Zorzi lo svela muovendosi perfettamente a suo agio tra i palazzi e nel millennio in cui la Serenissima guardò l'Europa dall'alto in basso.
ill., br. Piazza San Marco il cuore del mondo. Dopo "Venezia, il Canal Grande", Pier Alvise Zorzi e Pierfranco Fabris continuano la narrazione della più bella città del mondo, arrivando a Piazza San Marco, definita "Il salotto d'Europa", descrivendo per storia e immagini l'antico splendore della piazza e dei suoi immensi palazzi, fin dentro le vicende famigliari della nobiltà veneziana.
ill., br. Dalla sua nascita ai giorni nostri, il Canal Grande è il polo più attrattivo di Venezia. Più volte chiamato "La strada più bella del mondo", rappresentava le due anime dei veneziani: splendido corso fiancheggiato da ricchi palazzi e al tempo stesso porto globale su cui si affacciavano magazzini, fondachi, mercati. Per 3200 metri Fabris ha disegnato il lato sinistro e il lato destro e Zorzi, usando prezioso inchiostro, ha narrato la storia e le storie di ben 106 palazzi. In più, se ciò non bastasse, trovate in bianco e nero il lavoro del Moretti, eseguito nel 1827, che consente di capire le trasformazioni avvenute negli ultimi due secoli. In quest'opera, autori ed editore, hanno messo tutta la passione possibile perché il Canal Grande è una continua emozione.
br. Della Lapponia si sa poco e dei Sami, i suoi abitanti, ancora meno. Eppure sono forse il popolo più antico d'Europa, stanziatosi al nord dai Paesi Scandinavi diecimila anni fa, in simbiosi con una terra difficile e povera, sfruttata ma mai sconfitta. La Lapponia è sempre stata una meta turistica per pochi ma l'attrazione per il Grande Nord sta coinvolgendo sempre più persone. Che sia uno chalet nella tundra illuminato da un'aurora boreale, una lezione di slitta con renne su un lago ghiacciato, la festa per il ritorno del sole dopo la lunga notte polare, un raduno delle renne in tormenta, lo spirito di avventura si risveglia e spinge al viaggio.
ill., br.
ill., br. Una delle questioni di maggiore rilievo della storia d'Italia, il rapporto tra governi comunali e regimi signorili cittadini, è oggetto nel libro di una sintesi complessiva che evidenzia gli stretti nessi tra le due forme di governo, la tradizione di esperienze di potere personale nel mondo comunale, i modi di affermazione dei regimi signorili, e la mutazione in senso autoritario dell'assetto politico delle città italiane centro-settentrionali nel secolo XIV. Attraverso un'analisi stringente e una ricca selezione di documenti cronache, statuti, scritture amministrative, fonti letterarie, artistiche e iconografiche -, il volume offre un utile strumento per comprendere meglio la complessa realtà politica del mondo urbano italiano al di là delle contrapposizioni idealtipiche tra "democrazie" e "tirannidi".
br. Mille anni di storia dividono la fine del mondo antico e l'inizio dell'età moderna: un'età di mezzo che si usa chiamare Medioevo. Su di esso grava un forte pregiudizio negativo, come epoca di decadenza, che perdura fino ai nostri giorni. In realtà, il Medioevo fu qualcosa di profondamente diverso: la storia del lungo periodo in cui venne formandosi l'identità storica dell'Europa come originario incontro di civiltà - quelle romana, barbarica e cristiana - e come confronto continuo con le culture altre con cui venne in rapporto - quelle bizantina e islamica in ambito mediterraneo, ma anche quelle asiatiche e africane. L'autore ricostruisce questo complesso e affascinante periodo in una sintesi chiara e aggiornata, arricchita da un corposo apparato di informazioni di primo riferimento. Edizione digitale su Pandora campus.
In-8 (cm. 28.80), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, custodia rigida illustrata, pp. 298, (2), con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Raccolta di studi sul commercio, il mondo islamico, l'Oriente, la situazione religiosa, l'arte cinese, al tempo di Marco Polo. Presentazione di Alvise Zorzi. Minime abrasioni alle punte della custodia; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
Cartonato editoriale, sovraccoperta figurata, cofanetto, titoli al piatto e al dorso, volume della collana “La storia�, 4 tavole a colori fuori testo, in ottimo stato.
br. Le ricerche raccolte in questo volume indagano in modo originale il significato della libertà politica nelle città comunali e signorili italiane, sottraendosi alla precomprensione che la ritiene espressione di una forma di governo repubblicana antagonistica a quella signorile e non limitandosi alla mera analisi delle elaborazioni intellettuali. Condotta su uno spettro ampio di documentazione e da una prospettiva metodologica che mette in relazione i testi letterari e dottrinari con le fonti cosiddette della "pratica" e iconografiche, la ricognizione esplora la pluralità di nozioni e di declinazioni assunte dalla libertà nello spazio politico delle città italiane sul lungo periodo tra i secoli XII e XIV: una condizione giuridica alternativa alla servitù, un insieme di consuetudini e di immunità, uno status privilegiato di autonomia, una mitopoiesi identitaria, un'ideologia antitirannica, una rivendicazione di non dipendenza, una condizione di non interferenza garantita dall'impero, dalla Chiesa, dai regimi di popolo o da quelli signorili.
ill., br. Tra i giovani (soprattutto militari) che dopo l'8 settembre 1943 vollero sottrarsi all'invio in Germania o all'arruolamento nell'esercito della Rsi, diversi decisero di opporsi a tedeschi e fascisti "con le armi in pugno". Il volume analizza le convinzioni che li animavano e le organizzazioni e i partiti che li sostenevano; come e dove si riunirono i primi partigiani e in particolare il gruppo di Malga Silvagno; la nascita e lo sviluppo del gruppo di Malga Campetto, che mise in atto la "guerriglia di movimento" contribuendo a diffondere la lotta armata; i rapporti conflittuali tra i partigiani di diversa ispirazione e la formazione del battaglione "Danton" di Giuseppe Marozin; la costituzione, verso la fine di aprile del 1944, delle principali formazioni partigiane del Vicentino, che più tardi estesero la loro azione anche nelle province limitrofe. Più che di strategie e tattiche, si parla di storie di persone e luoghi che evidenziano come la Resistenza armata abbia trovato terreno fertile nei giovani contadini e montanari, nella gente delle contrade, nell'ambiente operaio delle fabbriche, in buona parte del clero e degli intellettuali e persino tra le autorità civili e militari
Broché. 128 pages. Format de poche.
br. Antonio Zorco, detto Nino, è l'autore di questo libro di memorie centrate soprattutto sul suo arresto, nell'agosto del 1944, da parte dei tedeschi, sulla sua detenzione ai lavori forzati nel campo di concentramento di Mühldorf dal 9 settembre 1944 al 4 agosto 1945 e sull'immediato dopoguerra, quando, tornato a Fiume, la sua città natale, la trova occupata dalle forze jugoslave e vede i suoi vecchi amici d'infanzia un po' alla volta andarsene in esilio, chi clandestinamente - come farà una delle sue due sorelle non appena sposata con uno dei suoi migliori amici - chi legalmente, dopo essersi visti espropriare tutti i beni dal potere comunista, chi suicidandosi. Anni che risultano fondamentali per capire, attraverso le drammatiche vicende personali di un tranquillo uomo qualunque, cosa è successo a Fiume, e nella Venezia Giulia in generale, negli anni della guerra in seguito alla occupazione prima tedesca e poi jugoslava. Quel progressivo sentirsi stranieri in casa propria dove, nel giro di pochi mesi, a prendere il sopravvento in città in maniera del tutto inarrestabile, agli ordini di Belgrado, è altra gente, un'altra lingua e cultura, altri costumi, dando così avvio a un processo di cambiamento radicale dell'humus secolare proprio delle terre istriane e della città di Fiume, da far sentire estranei in casa propria i pochi italiani a cui è capitato di restare. L'introduzione al libro di Diego Zandel, nipote dell'autore, e la postfazione dello storico Roberto Spazzali, aiutano a contestualizzare le drammatiche vicende personali qui narrate nel quadro famigliare da una parte e storico dall'altra di cui Antonio Zorco è stato, suo malgrado, uno delle migliaia e migliaia di protagonisti.
1980R240163240PUF. 1980. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Papier jauni. 127 pages.. . . . Classification Dewey : 900-GEOGRAPHIE, HISTOIRE, SCIENCES AUXILIAIRES DE L'HISTOIRE
1978RO40013513Institut international d'administration publique-Berger levrault. 1978. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 60 pages.. . . . Classification Dewey : 900-GEOGRAPHIE, HISTOIRE, SCIENCES AUXILIAIRES DE L'HISTOIRE
1982RO90139328Presses Universitaires de France. 1982. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 128 pages illustrées de quelques dessins en noir et blanc. . . . Classification Dewey : 900-GEOGRAPHIE, HISTOIRE, SCIENCES AUXILIAIRES DE L'HISTOIRE
1993RO90143754Presses Universitaires de France Edition originale Première édition Mai 1993. 1993. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 128 pages illustrées de quelques dessins en noir et blanc. . . . Classification Dewey : 900-GEOGRAPHIE, HISTOIRE, SCIENCES AUXILIAIRES DE L'HISTOIRE
Zoppi, Giuseppe Presento il mio Ticino. Verona, A. Mondadori 1941, 215 p., 23 cm.; con 41 illustrazioni in nero e una carta fuori testo Buono (Good) copertina con segni del tempo e qualche piccola mancanza, tagli bruniti, alcune pagine con fioriture. Ottima leggibilità. <br> <br> <br> <br>