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br. «Rispetto al resto del mondo Venezia è lenta. Certo. Il ritmo di vita della città è dettato dall'acqua e i tempi di ognuno dal contare quasi solo sulle proprie gambe. Una lentezza rivendicata dagli abitanti stessi, spavaldi nella consapevolezza di vivere in un luogo straordinario e irremovibili dalla logica dell'affrontare tutto con grande, grandissima calma. La Venezia che voglio raccontare è nata con questo spirito, andando oltre l'abbagliante bellezza più immediata, con la speranza di aiutare a cogliere alcunidi quegli aspetti che rendono la città e la sua laguna luoghi unici. Ed è nata da lunghe pause alla finestra della mia cucina, affacciata sul canale, e fatta di rientri dalla spiaggia, arrossati dal sole, e di nebbia fitta nelle calli; di "oè" gridati al mattino presto, di voci troppo alte e silenzi profondissimi; di gite in barca, a piedi e in bicicletta; di bagni in ghebo e dune roventi; di frittelle, carciofi, schie e masanette; di lente passeggiatealle Zattere, a Sant'Elena e nelle isole; di giorni di acqua scesa dal cielo e risalita da terra; di neve e masegni; di Redentori sulle barche e sopra i tetti; di laguna, di mare e di entroterra».
PP. 96, CM. 26X17, BROSS., FOTO A COLORI.
br. Un uomo alto due metri, massiccio, con una folta barba rossa, vestito alla turca, entra per primo, dopo tremila anni, nella tomba di Sethi I. Ha trentanove anni e una vita romanzesca alle spalle. È nato a Padova, ha fatto il barbiere, ha studiato idraulica, lavorato in teatro a Londra e in giro per l'Europa. Si chiama Giovanni Battista Belzoni, ma nel vecchio continente tutti lo conoscono come «The Great Belzoni». È senza dubbio il primo grande archeologo italiano in Egitto, forse uno dei più grandi in assoluto nell'età più avventurosa della «corsa» al Paese dei faraoni, a cavallo tra Settecento e Ottocento, l'età della spedizione napoleonica e delle scoperte di Champollion. Questa biografia porta alla luce uno dei personaggi centrali nella storia dell'incontro fra Europa ed Egitto: dalle esibizioni sulla ribalta come «Sansone Patagonico» al recupero della testa di Ramses II e al dissabbiamento del tempio di Abu Simbel, dalla soluzione dell'enigma della piramide di Chefren fino alla morte solitaria in Nigeria, nel tentativo di raggiungere la mitica Timbuctu. Grazie a numerosi documenti inediti, Marco Zatterin ricostruisce le gesta rocambolesche e le fondamentali scoperte archeologiche del «gigante del Nilo» e indaga sulle rivalità che il suo attivismo suscitò nei «concorrenti» e sulla successiva esclusione dall'empireo dell'egittologia.
br. L'oberscharführer SS Vogelsberger mi gridò: «Tu, amico degli ebrei. Tu, cane di un ebreo, te la farò pagare!». Dopodiché si annotò il mio numero: 587. Ero uno dei più vecchi internati di Dachau. Pagine che trasudano dolore, sangue e memoria. Pagine in cui risuonano le voci di donne e di uomini vittime dell'immane tragedia della Seconda guerra mondiale. Un viaggio dietro i fili spinati dei campi di concentramento, tra gli schiavi di Hitler, come Fritz Wandel, oppositore tedesco del regime, arrestato nel 1933 e poi imprigionato a Dachau per cinque anni e mezzo, quindi mandato a combattere sul fronte russo; la giovane Delfina Borgato, deportata a Mauthausen per aver aiutato soldati Alleati; Ferruccio Bortolami, internato militare a Torgau. Dai campi di battaglia arriva invece la storia dell'alpino Giovanni Feriotti, mandato dal fascismo a combattere in Albania, in Grecia e poi in Russia dove sopravvive ai campi sovietici. Storie di deportazione e di prigionia in cui risuonano forti anche le voci di chi dai lager non è tornato.
ill., br. Oltre quindici milioni di abitanti, Tokyo è un bombardamento dei sensi come nessun'altra città. Immergetevi nelle strade illuminate a giorno dai neon del frenetico quartiere di Shinjuku; cercate un momento di tranquillità in uno dei suoi templi profumati d'incenso o nei giardini del Palazzo Imperiale; sgranate gli occhi incrociando gli ultimi trend giovanili a Shibuya e Harajuku; date libero sfogo alla vostra curiosità sulla cultura pop della capitale giapponese tra i bizzarri "maid café" e i negozi di manga di Akihabara. Dal kabuki al karaoke, dalle case da tè tradizionali ai migliori locali dove mangiare il ramen, vi aiuteremo a vivere al cento per cento il tempo che deciderete di trascorrere a Tokyo o nei sui immediati dintorni (Nikk?, monte Fuji, Hakone, Kamakura e Yokohama).
199053493Bozen: Verl.-Anst. Athesia 1990. 132 S.: Ill.; 18 cm Werkstoff 0
br. Nell'aprile 1940 a Katyn, nella zona di Polonia da loro occupata, i sovietici fucilarono circa quindicimila tra ufficiali e "nemici di classe" polacchi. Il massacro venne poi scoperto dai nazisti allorché a loro volta occuparono quelle aree dopo l'attacco all'Urss. Quella scoperta fu l'inizio di una lunga guerra di propaganda e disinformazione. I sovietici, accusati della strage dai tedeschi, restituirono le accuse al mittente orchestrando una campagna di falsificazione cui gli Alleati, durante la guerra, non ritennero di opporsi; come in sostanza non lo ritennero nel dopoguerra per ragioni di opportunità e di "distensione". Solo ai tempi di Eltsin sono stati resi pubblici i documenti che comprovano la responsabilità sovietica. Basato su quei documenti, il libro ricostruisce l'intera vicenda come caso esemplare di manipolazione storica.
brossura Il crollo improvviso dell'impero sovietico è stato forse l'unico caso di collasso di una superpotenza e del suo sistema mondiale, verificatosi in tempo di pace e per ragioni essenzialmente interne. Questo libro ricostruisce le fasi di ascesa, maturazione e successiva degenerazione della società sovietica, tracciando un affresco di settant'anni di storia comunista.
1985403029Leipzig, Koehler & Amelang, 1985. 4°. M. 159 (teils farb.) Abb. u. zahlr. Sizzen. 243 S. OLwd.
Pagine: 28 . Illustrazioni: Foto in bianco e nero e a colori nel testo . Formato: 8° . Rilegatura: Brossura . Stato: Buono . Caratteristiche: In francese . Collana: Les monuments et oevres d'art de la Corse - Cahiers Corsica 73-74 .
brossura "Briciole di memoria" è un diario, una raccolta di brevi ricordi di una lunga vita. Un album illustrato di chi ha vissuto la storia dell'ultimo secolo, conservando la serenità e l'innocenza dell'infanzia.
Firenze, 1999, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 472/484 con una tavola fotografica in nero e 4 grafici a colori. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Zarrilli Luca Albania. Geografia della transizione. , Franco Angeli 1999, Libro complessivamente in ottimo stato. Prsenta solo una piccola scritta a matita nel frontespizio. Molto buono (Very Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 208<br> 88-464-1531-0
br. Lo scritto è un racconto di storie, di quelle che ho camminato. Metaforicamente e realmente, tappa dopo tappa. Micro e macro storie che ho macinato passo dopo passo e che fanno un'unica storia: la mia. E in questa mia storia s'affacciano altre storie di vita, quelle di alcune persone che ho incrociato durante i cammini - chi per pochi istanti, chi per giorni interi - e quelle di chi mi ha accompagnato fin dall'inizio. Un reticolato di sentieri che si espande sotto il cielo carico di un'altra Storia, quella più grande di noi e che ingloba tutto ciò che è stato e che è: i rastrellamenti nazifascisti, vecchi e nuovi Partigiani, l'ETA, la dittatura di Ceausescu, gli Anni di Piombo, le difficoltà di chi emigra, le guerre di ieri e di oggi, i cambiamenti climatici. Ma anche qualche lieto fine.
ill., br. 13 racconti, 13 itinerari, 13 immagini per esplorare una Cuba sconosciuta. Un viaggio nella più intima L'Avana, alla ricerca di quell'anima che si mostra solo a chi si avventura nelle sue mille strade fuori mappa.
br. Per un ebreo italiano classe 1933 come Aldo Zargani il periodo che va dal varo delle leggi razziali fasciste nel 1938 al 1945 ha inevitabilmente un carattere duplice: sono gli anni della persecuzione e della paura ma anche gli anni favolosi dell'infanzia, anni fatali e fatati. In questo libro Zargani ripercorre le traversie sue e della sua famiglia in quei "sette anni di guai": la perdita del lavoro del padre violinista, l'esclusione dalle scuole, l'espatrio fallito, la fuga da Torino attraverso il Piemonte, l'arresto dei genitori, il collegio, la deportazione dei parenti; ma se quell'esperienza si incide nella carne del bambino come una ferita immedicabile, la memoria che la rivisita sa tuttavia estrarne anche quella galleria di personaggi e situazioni comiche o grottesche che comunque abita l'infanzia, donde l'impasto impossibile di un "amarcord" ilare e luttuoso, di un "giornalino di Giamburrasca" che racconta una storia di spavento e dolore. Una prova di virtuosismo narrativo, certo, ma anche un modo vitale per liberarsi del peso di quell'esperienza e di trasmetterne la memoria: magari, da nonno a nipote, come una favola un po' divertente e un po' paurosa.
189768881Mainz, Franz Kirchheim 1897. 1897. kl.-4°, VII, 220 S. und 12 Lichtdrucktafeln, Illustr. Orig.-Leinen.
brossura L'opera tratta delle due maggiori tragedie balcaniche del secolo scorso (guerra civile greca e dissoluzione della Jugoslavia) che hanno determinato l'attuale configurazione politica di quella penisola e su entrambe si è esercitato il forte condizionamento di potenze occidentali.
17172469Couverture rigide Compagnie des Libraires 1717 Paris 16,5x9,5 cm
ril. Questa commovente raccolta riunisce alcune incredibili storie scritte durante l'Olocausto da ragazzi tra i dodici e i ventidue anni. I protagonisti erano rifugiati o abitanti dei ghetti, o ancora giovani costretti a nascondersi dalla violenza delle leggi razziali. Sono pagine di diario, appunti, scritti in presa diretta, spontanei e toccanti, il cui valore di testimonianza ha pochi eguali nella storia. Quasi tutti i loro autori, infatti, morirono prima della Liberazione. Questo libro, vincitore del National Jewish Book Award, testimonia in modo vivido le impressioni e la sofferenza di chi visse sulla propria pelle lo sterminio nazista, compone il reportage inconsapevole di bambini e ragazzi alle prese con le difficoltà giornaliere dettate dalle persecuzioni. I loro pensieri, le loro idee e i loro sentimenti avvicinano il lettore a un livello più profondo di comprensione degli orrori dell'Olocausto.
Mm 110x155 Collana "Sentieri alpini". Volume nella sua brossura originale con copertina plastificata, 146 pagine con illustrazioni in nero nel testo. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Prefazione - Considerazioni mediche e paramediche - La miniera boliviana - L'origine della Cordillera Andina - Glossario geologico - Bibliografia andina - Le foto sono dello stesso Autore scattate nel corso della spedizione 1 23x15,5 cm., in brossura, risvolti, pp. 164 (3), numerose illustrazioni in nero nel testo e a colori fuori testo, mappe, cartine, prima edizione, in italiano, buone condizioni. Allegato segnalibro editoriale. Etichetta di Libreria
brossura Ogni istante partecipa di un attimo di eternità, direbbe il filosofo. Ed è con questo spirito che l'autore ci accompagna in sette 'passeggiate metafisiche' alla scoperta della Città dalle cento meraviglie, nome dato dal pittore Filippo de Pisis alla città di Ferrara. Ogni luogo descritto diviene occasione e pretesto per stimolanti dissertazioni filosofiche e metafisiche spesso condite da una sottile vena ironica e paradossale. Su tutto, sembra aleggiare in sottofondo lo spirito di Nietzsche, o se vogliamo quello di Schopenhauer, ma anche di due 'numi tutelari' prediletti dall'autore: i pittori Giorgio de Chirico e Filippo de Pisis, grandi conoscitori ed estimatori della Città di Ferrara. Si parla principalmente di questa magica città e del carattere dei suoi abitanti, ma dal 'particolare' si passa poi a temi e conclusioni di carattere più universale e generale su cui ognuno di noi (anche se non ferrarese) si potrà agevolmente confrontare e misurare. In questo cammino dal sapore 'iniziatico', volto a scoprire la vera essenza di questa celebre città, il lettore farà poi la conoscenza di misteriosi e bizzarri personaggi locali, ciascuno capace a suo modo di illuminare un tratto del cammino percorso.
ill., br. Se a Varese i teatri fossero stati tutti realizzati e conservati, oggi ce ne sarebbero almeno 7, da quello Ducale del 1779 all'ultimo di piazza Repubblica, ancora da edificare. L'autore li presenta tutti con dovizia di documenti, scoprendo le cause della loro scomparsa o della loro mancata realizzazione. Con nostalgia e talvolta con arrabbiato rimpianto, mostra al lettore come la pigra volontà degli amministratori e spesso il disinteresse dei cittadini abbiano impedito alla città di dotarsi o di preservare monumenti teatrali di sicura rilevanza. Immagini e foto d'epoca completano il lavoro di ricerca.
In-16 gr., bross., pp. 290, con alc. ill. in b.n. fuori testo. Intonso. In buono stato (good copy).