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189062717Wien-Teschen, Karl Prochaska, o. J. (um 1890). Gr.-8°. Mit 4 [chromolithogr.] Farbendruckbildern und einem Deckelbild nach Aquarellen von Ernst Peßler. 2 Bll., 276 S., 1 Bl., Illustr.-OLwd.
190567456Linz, Kath. Preßverein 1905 - 1909. 1905. 224 S. u. 192 S. Mit einigen Abbildungen. Orig.-Leinen.
1993106099Berlin, Kartenabteilung der Staatsbibliothek zu Berlin (1993). * Mit zahlreichen, teils farbigen Abbildungen. 195 Seiten, 1 Blatt. 23 x 27 cm (Querformat). Farbig illustrierter Original-Karton. (Staatsbibliothek zu Berlin Preußischer Kulturbesitz Ausstellungskataloge, Neue Folge 6).
1984120354K.G. Saur Verlag, München 1984. 267 Seiten, 8°, Original-Pappband (Hardcover), Bibliotheks-Exemplar (ordnungsgemäß entwidmet) mit leichten Rückständen vom Rückenschild, Stempel auf Vorsatz, insgesamt gutes und innen sauberes Exemplar,
ill., br. Il primo maggio 1869, con l'entrata in vigore del regio decreto 4921, Bolladello e Peveranza hanno terminato di essere Comuni autonomi per diventare frazioni del Comune di Cairate. Da quel giorno è iniziata una nuova storia amministrativa e sociale di tre paesi che sono diventati un unico Comune. Questo libro vuole raccontare, per la prima volta, questo percorso lungo più di centocinquant'anni, tramite le opere delle amministrazioni comunali che si sono susseguite. La storia del Comune di Cairate è anche la storia dei suoi cittadini, delle sue esigenze, della sua vita di tutti i giorni. Documenti inediti d'archivio, le testimonianze degli ex sindaci o dei loro parenti, un ricco apparato fotografico e la lista di tutti i consiglieri comunali dal 1869 a oggi rendono questo libro uno strumento di sintesi fondamentale per la storia del Comune di Cairate dalla proclamazione del Regno d'Italia a oggi.
1974041484Zillingdorf, Niederösterreich., Selbstverlag., 1974. Mit 15 Abbildungen, 24 Karten und 25 Bildern auf Kunstdrucktafeln. 419S. und drei gefaltete Karten in hinterer Buchtasche. Zustand: Ausgeschiedenes Bíbliotheksexmplar, unterer Rücken mit Kleberesten eines entfernten Klebestreifens, Einband mit Flecken (Kaffee, Tee?). Titelblatt gestempelt und mit Inventarnummer. Gr.-8°. OLeinen.
19411188480Paul Parey Verlag; Berlin, 1941. 395 S.; Illustr.; Karte; 22 cm. Originalhalbleinen.
194060863ABBerlin, P. Parey, 1940. 8. 384 S., m. 118 Abb. n. Aufn. d. Verf. u. 1 Kart., O.-Leinen, ober. u. unt. Kapital m. kl. Fehlstellen, berieben u. bestossen, Schnitt etwas gebräunt u. fleckig, innen stellenw. braunfleckig, m. Gebrauchssp.
68946Bruxelles, KBC Groupe, 2010. 17 x 25, 96 pp., très nombreuses illustrations et cartes en couleurs, reliure d'édition carton imprimé, très bon état.
2002311590Darmstadt : Wiss. Buchges., [Abt. Verl.], 2002. 175 Seiten; 24 cm Originalbroschur.
B., Juventud, 1971, 17'5 x 11'5 cm., 249 págs. - 2 h.
22.5x14.5cm. X+198 pages. Hardcover. In good condition.
br. Nell'estate del 1936 Stefan Zweig arriva per la prima volta in Brasile. Giungendo con la nave al porto di Rio, alla vista di quella città immensa, con le sue splendide isole, colline e baie, subito sente un'attrazione irresistibile per quel grande paese nel quale da lì a qualche anno tornerà per poi darsi la morte. A quell'epoca Zweig, all'apice della sua fama, ha già dovuto lasciare l'Austria e rifugiarsi a Londra: da tre anni Hitler ha preso il potere, le opere di Zweig sono state bruciate dai nazisti come quelle di Thomas Mann, Franz Werfel, Sigmund Freud, Albert Einstein e molti altri, e si sono intensificate le persecuzioni razziali con le leggi di Norimberga del 1935. Zweig sta assistendo al tragico, definitivo crollo del suo mondo, quella Mitteleuropa cosmopolita che lo scrittore ritrasse nel suo capolavoro autobiografico "Il mondo di ieri". Il Brasile appare subito agli occhi di Zweig come una terra nuova e affascinante. E proprio allo scopo di presentarlo al lettore europeo, Zweig comincia a scriverne una breve guida che raccoglie le sue euforiche impressioni di quel primo viaggio. Da San Paolo a Rio de Janeiro, dai monti alle isole, dalle favelas agli incanti della notte brasiliana, Zweig ricostruisce in questo agile libro - che viene qui per la prima volta tradotto in italiano - il fascino di un paese che ancora conservava ai suoi occhi una vitalità che l'Europa cupa dei nazionalismi trionfanti sembrava avere ormai smarrito per sempre.
br. Stefan Zweig non è solo uno dei narratori più popolari del primo Novecento, ma anche scrittore dai molteplici interessi: saggista, biografo e cronista di viaggio. Tra i suoi reportages, vi è anche, in prima traduzione italiana, questo straordinario resoconto del suo viaggio in Russia nel 1928, quando vi si recò in occasione del centenario della nascita di Tolstoj. Viaggio che avveniva a soli dieci anni dalla rivoluzione d'ottobre, e che lo impressionò profondamente. Zweig scrive acutamente della nuova realtà che scopre mano a mano, rendendosi conto fino in fondo di quale frattura si stava verificando tra il mondo della Russia dei Tolstoj, dei Cechov, dei Dostoevskij, e la nuova realtà politica e sociale. Con l'occhio attento del testimone, senza la pretesa di giudicare, desideroso di dare ai lettori europei una testimonianza oggettiva di ciò che accadeva in Russia in quegli anni, profondamente ammirato del 'genio russo', Zweig sente la necessita di abbattere i muri dei pregiudizi occidentali invitando alla scoperta della grande umanità di quel popolo, dell'enorme processo di vita intellettuale e della sua eroica capacita di attesa e di sopportazione, "tanto vaste quanto la terra russa".
br. "Casanova vive una vita che ha il suo massimo splendore in un periodo che dura giusto un quarto di secolo: dalla Guerra dei Sette Anni alla Rivoluzione francese, ovvero l'età dell'oro di quella figura, di cui l'Europa pullula, che è l'avventuriero: oltre a Casanova, vero principe dei principi, l'irlandese John Law; quel D'Eon, "un ibrido mezzo uomo mezzo donna" che ha in mano la politica internazionale; il barone Neuhoff; Cagliostro; il vecchio Trenk, che verrà ghigliottinato; Sain Germain. Se qualcuno obiettasse a Zweig, come talvolta è capitato, che la scrittura di Casanova non ha luce e non dà suono, non conosce la forma, Zweig non avrebbe problemi ad ammettere che i suoi versi puzzino di colla accademica, mentre i suoi romanzi utopistici e i suoi discorsi filosofici fanno sbadigliare. Eppure, questa sua "Iliade erotica" ha generato il miracolo del raggiungimento dell'immortalità, proprio attraverso la scrittura. Casanova ha scritto soltanto quando è stato messo definitivamente alla porta dalle donne e dai signori che ha di volta in volta servito o gabbato, ormai divenuto "solitario mendico impotente", rifugiandosi "nel lavoro come in un surrogato della vita che gli viene a mancare". Ha fatto di tutto per rendersi facile l'esistenza: non ha mai rinunciato a una briciola del proprio piacere, a un atomo dei suoi godimenti, a un minuto della sua gioia per dedicarsi "alla severa dea dell'Immortalità"...
br. Su Giacomo Casanova, scrittore avventuriero in apparenza così distante da lui, Zweig non formula giudizi morali: cerca invece di circoscriverne le qualità letterarie, quelle di un dilettante di genio, e di cogliere la sostanziale onestà dei suoi rapporti con l'altro sesso, vissuti come un mutuo scambio di piacere. All'inizio, ognuno dei nove capitoli che compongono questo ritratto sembra pervaso da un vago senso di antipatia, ma non appena si approfondisce il tema, è come se lo scrittore austriaco riconoscesse, quasi a malincuore, una sorta di intima affinità con Casanova: veneziano che visse gran parte della sua vita in esilio e il cui mito fu a sua volta un riflesso della stessa città natale. Zweig non compone una biografia convenzionale, ma un'analisi della vita di un grande seduttore, mitografo di se stesso, che seppe modellare la sua esistenza come un'opera d'arte.
17408,Paris, Albin Michel 1949, 335 pp., 1 vol. in 8 relié plein toile, dos lisse avec pièce de titre et titre doré, papier jauni, 16 illustrations hors-texte.
in-8° pp. 294-(4) con 38 tav. f.t. Leg. in tela edit. con tit. in oro al dorso, in sovracoperta
br. "Navigare necesse, vivere non est necesse" l'antico motto dei naviganti di ogni tempo è come una canzone, una sinfonia di fondo di questa storia incredibile e vasta. "Ai tropici il mare arde e ribolle per il calore del sole, si incendiano le tavole e le vele, ogni cristiano che tenti di entrare nella terra di Satana, desolata come un cratere, diventa subito un negro." Queste e altre superstizioni affrontò Magellano, nel suo viaggio alla scoperta del punto di passaggio tra oceano e oceano. Il punto che tutti cercavano e che lui, superando intrighi di corte, ammutinamenti, mari in tempesta e battaglie selvagge infine trovò. L'estro sapiente di Stefan Zweig restituisce una grande epopea, in un mondo di condottieri e di oscuri eroi, al seguito del grande impeto di uno scopritore di terre, di mari e di umanità.
br. È un portoghese di ferro, fiero e coraggioso, testardo e inflessibile, il protagonista della più grande impresa marittima di tutti i tempi, l'uomo che, fra il 1519 e il 1521, scopre il passaggio fino ad allora sconosciuto tra l'Atlantico e il Pacifico - la "via occidentale" verso le Indie che Colombo e tanti altri hanno invano cercato - e tenta per primo di circumnavigare la Terra. Ferito nell'orgoglio dal rifiuto del proprio sovrano, pur di realizzare il suo sogno non esita a passare al servizio del re di Spagna. Nulla viene risparmiato a questo capitano che sfida l'ignoto e l'impossibile: la furia degli elementi, lo spettro della fame, la ribellione dei compagni di viaggio - nemmeno la morte, che lo coglie sulla strada del ritorno. Ma nessun ostacolo riuscirà a spezzare la sua irriducibile volontà; e così alla fine, insieme alla sua geniale intuizione, a trionfare sarà la più sobria delle sue virtù: la perseveranza. Con una biografia che si legge come un romanzo d'avventura, pubblicata per la prima volta nel 1938, Zweig rende omaggio a Magellano, una delle figure più affascinanti dell'età d'oro dei viaggi di esplorazione, consegnandoci il racconto di un'epopea eroica e tragica.
br. Il 20 Settembre 1519, Ferdinando Magellano levò le ancore alle sue cinque navi per inoltrarsi nelle profondità dei flutti oceanici. Sospinto da un'idea semplice quanto visionaria - raggiungere le Indie navigando verso Occidente - in quel giorno cominciò il più intrepido viaggio di scoperta della storia dell'uomo, l'impresa che consegnerà Magellano all'eternità: la circumnavigazione del globo. Dalla penna di Stefan Zweig il racconto di questa audace epopea al seguito dell'uomo che l'ha compiuta sfidando i terribili marosi dell'Atlantico, i geli taglienti della Patagonia e le superfici torride dei mari asiatici, armato solo della grandiosità di una convinzione. Convinzione che, come ogni eroe tragico che si rispetti, lo porterà a perire violentemente su una spiaggia delle Filippine, senza mai vedere compiuta la sua immortale impresa.
br. Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un'epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta - senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo diventa allora il luminoso esempio dell'individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione "involontariamente eroica". Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l'immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all'immaginario popolare.
brossura Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un'epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta - senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo diventa allora il luminoso esempio dell'individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione "involontariamente eroica". Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l'immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all'immaginario popolare.
br. Il tragico percorso della vita di Maria Stuarda ha origini e radici nella sua ascesa incredibilmente rapida alla condizione della massima potenza terrena: a sei giorni regina di Scozia, a sei anni fidanzata di uno dei più potenti principi d'Europa, a diciassette anni regina di Francia. Un'ascesa ottenuta senza fatica né merito, come in un sogno, senza il tempo di esserne interiormente consapevole. Ma subito il sogno svanisce e interviene la delusione, la realtà di una condizione che le impedisce di essere semplicemente sé stessa, ma solo e sempre parte e oggetto di un gioco d'interessi. Al ritorno in Scozia è subito esposta alla bufera di una rabbiosa lotta religiosa che sconquassa la sua terra e s'insinua fin nella sua famiglia, coinvolgendo lo sfortunato paese nel sanguinoso gioco delle potenze mondiali; nasce di qui il conflitto personale tra l'astuta Elisabetta e l'impulsiva Maria, tra Inghilterra e Scozia, dietro al quale s'innalza l'ombra dei grandi contrasti del tempo tra Riforma e Controriforma, tra l'epoca moderna alle porte e il mondo medioevale che muore. In questa lotta senza tregua, Stefan Zweig ci conduce a scoprire la dimensione umana delle due protagoniste, donne di statura eccezionale che si fronteggiano con armi subdole e sleali, fino al momento aspro e tagliente della tragedia finale.
Der mittelalterliche Pilgerweg von Canterbury nach Rom. Farbfotos, Illustrationen und Karten . 4to. pp. 160. . Ottimo (Fine). . . .