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Madrid, Ediciones Guadarrama, 1964. Algunas ilustraciones en b/n. 485p. 4º. Tela editorial con sobrecubierta ilustrada. Muy buen ejemplar.
br. Finora i ricercatori si sono limitati a riservare alla fine di Émile Chanoux poche righe o qualche pagina, mentre i dubbi sulla sua morte, mai chiariti, meritavano almeno lo spazio di un libro. La riflessione offerta da questa ricerca può sembrare una sfida, ma gli autori hanno semplicemente cercato di affrontare con rigore storiografico la vicenda della morte di questo testimone. Egli non fu ucciso in combattimento, non fu condannato a morte e tanto meno fucilato, come tanti martiri della Resistenza: Chanoux testimoniò la sua fedeltà alla Resistenza con un combattimento morale e fisico nel contempo, resistendo fino a quella morte che gli fu atrocemente riservata. Infatti questo lavoro dimostra che Chanoux non si è ucciso, ma è stato ucciso. Questo è l'esito delle nuove acquisizioni ottenute grazie alla rilettura dei documenti, agli approfondimenti forniti dalla scienza medico-legale e all'esame fotografico.
Mezza tela editoriale con piatti a stampa e dorso muto, cm10.5x118.5, pp 74 (2); 4 cartine ripiegate. Sono presenti le cartine dedicate alla cosmografia/mappamondo, l'Europa, gli Stati Sardi e la Savoia – le altre a cui si fa riferimento nel testo non sono state legate in questo esemplare (presumibilmente l'Italia, la Francia e i continenti mancanti).
Paris, Magimel, 1806. Contemp. hcalf. Gilt spine. Titlelabel with gilt lettering. A paperlabel pasted on top of spine. Stamps on title-page. XVI,424 pp., 1 folded table and 13 folded engraved maps and plans. Internally clean.
br. È il 1957 quando Giana, studentessa diciannovenne di Scienze politiche all'Università Cattolica di Milano, incontra uno studioso di economia dall'andatura sghemba e dai dolci occhi giotteschi. Lui è Nino Andreatta, destinato a diventare l'amore della sua vita e una figura di grande importanza nella storia italiana recente. Nel racconto di Giana scorre la loro vita insieme, dal primo incontro al matrimonio alla famiglia, ripercorsa attraverso le memorie dei fatti minuti, quotidiani e privati, alternando il prima e il dopo e preferendo all'ordine cronologico quello tutto interiore dei sentimenti. Una narrazione densa, precisa, accesa da lampi di ironia e dettagli illuminanti. In parallelo si dipanano gli impegni accademici e pubblici di Nino Andreatta, poi gli incarichi governativi, fino alla frattura, a quella "crepa di senso che trasforma tutto il mondo in un abisso"': l'arresto cardiaco, anni di silenzio e d'attesa, la fine. "È stata tutta luce" è la storia di un grande amore, è una storia di persone ma anche un frammento di storia sociale: nelle vicende di una famiglia italiana dagli anni del dopoguerra a oggi e di una classe dirigente appassionata affiora un ritratto di borghesia impegnata che al clamore preferisce la discrezione.
ill., ril. Ci sono dei posti dove la bellezza della natura e la qualità della vita fanno pensare a una festa, a una vacanza continua.
br. Quella della famiglia Sinigaglia è la storia di una famiglia "normale", ebraica, piccolo borghese, come ce ne sono altre nell'Italia in trasformazione tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. È una storia che racconta di come sia facile essere esclusi da quella che la maggioranza ritiene essere la "norma", perdere, nel giro di pochi anni, diritti che si credevano acquisiti e una tranquillità economica e sociale che si dava per conquistata e ritrovarsi soli, braccati, in fuga.
br. Dalle Alpi svizzere al Salento, da Vienna al Mar Nero, dalla crosta delle montagne alle pianure incise dal serpente del Danubio, un lungo viaggio, anzi una serie di viaggi, per imparare a guardare e a sentire la spalla orientale dell'Europa. Il volume raccoglie scritti editi e inediti del reporter italiano, in cui convivono gusto per il viaggio e per l'andare (attraversando paesaggi, incontrando uomini, sondando umori), la fascinazione del racconto e della parola.
Confidenze ai geografi - Estratto dal Bollettino della Reale Società Geografica Italiana - Serie VII, vol. IV, n. 2 - Febbraio 1939 - in 8° - pp.124-142 - Brossura editoriale - Dedica autografa dell'Autore alla prima pagina - Aloni al piatto inferiore
ill., br. Nel maggio 1915 l'Italia si prepara a entrare in guerra. Angelo Gatti, ufficiale di Stato maggiore, comincia a scrivere un diario che si rivelerà molto utile per ricostruire le vicende dell'esercito italiano. Questo volume raccoglie le riflessioni e le annotazioni che egli affidò alla carta dal 17 maggio al 5 agosto del 1915. Uomo dalla personalità ricca e dalla vasta cultura, dotato di autonomia di giudizio, capacità critica e lucidità di analisi Gatti scrive le sue impressioni sull'andamento del conflitto e sui capi politici e dell'esercito, senza risparmiare critiche e spunti polemici nei confronti di politici, di ufficiali, delle strategie militari messe in atto. Su tutto aleggia la consapevolezza che questa guerra, la Grande guerra, sarà completamente diversa dalle altre, nuova e imprevedibile nei suoi sviluppi futuri.
ill., br. Un puzzle di frammenti di vita del secolo scorso. Testimonianze "rurali" che ritraggono un'epoca: Ferruccio, sopravvissuto all'eccidio di Marzabotto; William, partigiano anconetano; Nerone e l'uccisione del maiale; bevute di vino rosso nei paesetti arroccati sulla spirale appenninica. Prefazione di Nereo Braschi.
brossura Tanio Romano con tono anche satirico viviseziona tutti gli errori, orrori e "fake news" sull'Unità d'Italia riportati sui libri antirisorgimentali o borbomonarchici, sul web o sui social. Vengono smontate per la prima volta vecchie e nuove "bufale" come ad esempio altri 60 "primati" del Regno delle Due Sicilie. Sorprende la scoperta del "razzismo antipartenopeo" dei dittatori borbonici, nonché i loro furti e le loro truffe ai danni dei meridionali. Viene anche segnalato che il Reame dei Borboni ebbe casi di schiavismo ancora pochi anni prima del Risorgimento, che non pochi settori economici erano fallimentari o in perdita, che tutti gli ultimi Papi hanno ritenuto "provvidenziale" la Breccia di Porta Pia, che nell'esercito i soldati meridionali erano discriminati economicamente e socialmente rispetto agli svizzeri mercenari, che gli stessi briganti affermavano che il Regime borbonico era caduto per la grande abilità, anche guerriera, dei Mille e che invece nessuno di loro si era appositamente voluto sacrificare per Francesco II. Altra cosa occultata è che lo stesso Crocco confessò testualmente che Vittorio Emanuele II fu "un grande Re perché ci ha liberato dagli stranieri.
Fine English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. 132 p., b/w ills. Çesitli yönleriyle Ibradi.
Folio (38 x 30 cm). 4 Bll., VI, 387 + XII, 432 Seiten. Mit 2 farbigen Karten und über 700 Holzstichen im Text und auf Tafeln. Grüne Orig.-Leinenbände mit Deckeltitel. *Großformatiges Werk über Ägypten, vorliegend in der Leinenausgabe. - Sauber und gut erhalten. Bücher de
Madrid, 1848. Un mapa de 84 x 111 cm., plegado a 21 x 14 cm., coloreado, con planos particulares de Vitoria; Contornos de Amurrio; Contornos de Vitoria; Orduña; Laguardia; Contornos de Salvatierra. Encuadernación original en cartoné y media tela.
Buenos Aires, Francisco Aguirre, 1977, 19'5 x 14 cm., mapas intercalados en el texto, XXXII - 442 págs.
brossura Un professore austriaco fonda una nuova dottrina storico-sociologica basata sulla funzione antibellica delle donne. La cosa non è nuova, ci aveva pensato anche Aristofane, ma una seria analisi dei fatti porterebbe a credere che nulla sia cambiato da vari secoli a questa parte, e che quindi questo fenomeno faccia parte dell'essenza stessa del comportamento umano primario e istintivo, ipotalamico, proprio di ogni tempo. È una bella consolazione sapere che, in barba a ogni dottrina evoluzionista, gli umani sono gli stessi da almeno 70.000 anni. Al tempo stesso è doloroso constatare che a quanto pare, salvo la capacità di autodistrugger se stessi e il resto, gli uomini non abbiano evidentemente imparato quasi nulla in tutto questo tempo, nonostante molti vogliano convincerci del contrario.
Santander, Publicaciones de la Universidad Internacional Menéndez Pelayo, 1951, 23 x 16'5 cm., retrato - 66 págs. - 2 h.
ill., br. Il libretto "Come nasce Venezia?" cerca di soddisfare quelle curiosità a cui i turisti veneziani e stranieri sono più interessati, come la costruzione della città su una foresta di alberi o l'approvvigionamento di acqua potabile o la formazione de rii e poi i ponti, le calli, le fondamenta, i campi e i campielli, le fognature, la gondola e infine rapidi flash sulla storia della Serenissima Repubblica di Venezia, come sorge e si dissolve.
ril. S. Febronia è pattese o bizantina? La nostra martire e vergine è la stessa persona della S. Trofimena venerata a Minori in Campania? In sette capitoli D. Pio Sirna tenta di dipanare la matassa di questa che, a buon diritto e formalmente, è la tradizione popolare di S. Febronia-Trofimena. Alcune delle organiche risposte tecniche alle inespresse domande dicono che S. Trofimena è venerata a Minori come martire "sicana" e che un culto, avviato nel sec. IX, soprattutto nella seconda metà del sec. XVI e dopo la riforma del Concilio di Trento, ha raggiunto e reincontrato a Patti quello di S. Febronia ridando unità all'ampia area geografica espansa tra Patti/Acquasanta e la Costa Amalfitana. Vissuta nel precedente e ampio contesto culturale geografico di Patti/Tindari, S. Febronia era una latina cristiana dimorante nell'area marginale dell'Aquasanta; martirizzata non nel periodo classico delle persecuzioni (sec. III-IV), ma in quello delle lotte iconoclaste del sec. VIII, il suo culto, clandestino e identitario.